Rai Libri al SalTo 24

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Da Alessandro Cassieri a Francesca Fialdini, da Massimo Roscia a Corrado Augias, e ancora Giulio Leoni, Veronica Pivetti, Andrea Frediani, Nathania Zevi, Vira Carbone. Gli autori della casa editrice della Rai al Salone Internazionale del Libro di Torino

Rai Libri è presente al Salone Internazionale del Libro di Torino con i suoi autori, da giovedì 9 a domenica 12 maggio. A dare il via agli eventi di presentazione, giovedì 9 alle ore 12.00 sul palco Rai nel padiglione Oval del Lingotto, sarà Alessandro Cassieri, autore di “Tra Russia e Ucraina. Diario del conflitto dalle origini a oggi”. All’incontro prenderanno parte lo storico Donald Sassoon e il direttore della Comunicazione di Rai Com Marco Frittella. Sempre giovedì, ma alle 18.15, Francesca Fialdini presenterà “Nella tana del coniglio. Quando la lotta con il cibo diventa un’ossessione” scritto con lo psichiatra Leonardo Mendolicchio, che sarà sul palco insieme all’autrice. Modera Marco Frittella. Venerdì 10 triplo appuntamento, alle 12.05 con Massimo Roscia e il suo “Errorario. Piccolo dizionario degli errori grammaticali, dei dubbi e dei tormentoni linguistici”, alle 17 con il firmacopie di Corrado Augias, autore di “Paolo. L’uomo che inventò il Cristianesimo”, alle 18.15 con Giulio Leoni autore di “Mameli. Un grande romanzo storico sull’Inno che fece l’Italia”, con la partecipazione del presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone e il giornalista Mauro Mazza. Ad aprire gli incontri di Rai Libri, sabato 11 alle ore 11.15, sarà Veronica Pivetti, autrice di “Rosa”, intervistata dalla giornalista Giulia Ciarapica. Alle 18.15 sarà Andrea Frediani, sul palco con la vicedirettrice del Tg1 Incoronata Boccia, a presentare “Tempesta su Mussolini. Un grande romanzo storico sul delitto Matteotti”. La giornata conclusiva del salone, domenica 12 maggio, vedrà alle 12.05 la presentazione del libro di Nathania Zevi “Il nemico ideale”. A intervistare l’autrice sarà il direttore del quotidiano La Stampa Andrea Malaguti. Alle ore 18.15 a salire sul palco saranno Vira Carbone e Marzia Valitutti autrici del volume “Il cibo ti cura”.  Alle 19.30, nell’Arena Robinson, si terrà la presentazione di “Verso le Stelle. 150 canzoni per sentirsi vivi” libro postumo di Ernesto Assante, con il direttore di Rai Libri Roberto Genovesi e il giornalista Luca Valtorta.

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Sapiens – Un solo pianeta

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“Città sommerse” è il tema conduttore della prima puntata del programma di Mario Tozzi in onda su Rai 3 a partire da sabato 11 maggio in prima serata

Singapore, Rotterdam e perfino New York potrebbero finire sotto qualche metro d’acqua nel prossimo futuro a causa della crisi climatica, è possibile contrastare questo destino? L’ingegneria e la tecnologia ci salveranno o ci vorrebbe anche più cultura ambientale? E a Venezia basterà il Mose per difendersi dalle acque alte? Sarà necessario azionarlo in continuazione? Il legame vitale fra laguna e Adriatico è comunque assicurato o si sta per spezzare? Quali sono gli scopi di chi nega il ruolo degli uomini nell’attuale crisi climatica?

Dove nasce il negazionismo climatico? Questi sono solo alcuni degli interrogativi sui quali si concentrerà la prima puntata di “Sapiens – Un solo pianeta” intitolata “Città sommerse” che racconterà di come il riscaldamento globale, accelerato dai Sapiens, stia causando un innalzamento progressivo dei nostri mari. In un Pianeta sempre più caldo, gli oceani reagiscono di conseguenza e, al momento, l’unica certezza che abbiamo è che il loro livello si alzerà ancora e tante città, comprese alcune grandi metropoli simbolo del progresso, potrebbero finire sott’acqua. Nonostante i Sapiens si siano ingegnati con gigantesche opere di contenimento di grandi volumi d’acqua in rischio davanti al quale potrebbero trovarsi nei prossimi decenni non è solo di difficile soluzione, ma inutile se non supportato da un importante cambio culturale nei confronti dell’ambiente. Tutto è legato al nostro sistema di sviluppo: se continueremo a bruciare combustibili fossili, rischiamo di vedere crescere il livello del mare di almeno un metro entro fine secolo. Anche di più, se dovessero avverarsi le proiezioni più pessimistiche. Da Venezia e dalla sua Laguna, il luogo con maggior escursione di marea nel Mediterraneo, Mario Tozzi prova a entrare nel dettaglio di questa particolare situazione cercando di capire che cosa sta accadendo ai nostri oceani e soprattutto perché. L’erosione costiera sempre più invasiva, milioni di persone costrette a migrare verso territori più interni, abbandonando le loro case vicine al mare; intere città, persino interi Stati, rischiano di scomparire sommersi dal mare: siamo pronti ad affrontare tutto questo? In apertura di puntata nello spazio dedicato ai “Dialoghi di Sapiens”, lo scienziato Mario Tozzi converserà con l’umanista Pietrangelo Buttafuoco sui temi della serata.

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Una nessuna centomila – In Arena

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Da Verona le grandi voci della musica contro la violenza sulle donne. Amadeus conduce la serata alla quale partecipano artisti del calibro di Annalisa, Samuele Bersani, Elodie, Emma, Achille Lauro, Ermal Meta, Fiorella Mannoia, Mahmood, Noemi, Piero Pelù, Giuliano Sangiorgi, Tananai. Mercoledì 8 maggio in prima serata su Rai 1 e in contemporanea su Rai Radio 2

Mercoledì 8 maggio in prima serata su Rai 1 e in contemporanea su Rai Radio2 “Una Nessuna Centomila – In Arena”, lo straordinario evento all’Arena di Verona in cui le grandi voci della musica si uniscono contro la violenza sulle donne. Conduce Amadeus. Durante la serata, si alterneranno sul palco dell’anfiteatro veronese in duetti inediti e performance emozionanti i seguenti artisti: Alessandra Amoroso, Annalisa, Samuele Bersani, Big Mama, Brunori Sas, Elodie, Emma, Niccolò Fabi, Achille Lauro, Ermal Meta, Fiorella Mannoia, Francesca Michielin, Fabrizio Moro, Mahmood, Noemi, Piero Pelù, Giuliano Sangiorgi, Tananai, Paola Turci, Ornella Vanoni, Anna Foglietta e Massimiliano Caiazzo. Tutti uniti per un obiettivo comune: dare un aiuto concreto ai centri e alle organizzazioni che sostengono e supportano le donne vittime di violenza. I proventi di “Una Nessuna Centomila in Arena”, al netto dei costi, verranno erogati a strutture individuate dalla Fondazione Una Nessuna Centomila tenendo conto dei progetti dei centri antiviolenza, del lavoro da essi svolto e delle loro esigenze. Gli utilizzi di tutte le risorse economiche raccolte nell’ambito della serata verranno rendicontati e comunicati nella totale trasparenza. La Fondazione Una Nessuna Centomila è nata dall’evento live del 2022, da cui prende il nome, per il contrasto alla violenza sulle donne, grazie alla volontà delle quattro fondatrici: Fiorella Mannoia (Presidente Onoraria), Giulia Minoli (Presidente), Celeste Costantino e Lella Palladino (Vicepresidenti).

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Il varietà dei varietà

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Ha preso il via l’ultima settimana della seconda stagione dello show più divertente e originale della Tv. Fiorello, Biggio, Casciari e tutto il cast si preparano a salutare il pubblico televisivo e del Foro Italico

La Ricetta di un Successo – Gli ingredienti

1 glass su strada

2 stagioni televisive

220 puntate al mattino

1 Fiorello 

2 validi aiutanti 

1 aiutante-cantante anziano 

12 ballerini di Luca Tommassini

1 regista fantasioso

160 persone al lavoro tra cast, 

autori e maestranze

Ospiti quanto basta

2.000 costumi realizzati a mano

100 sagome e oltre 1.000 maschere

7.000 post sui social del programma 

e 500 milioni di visualizzazioni

2 appannati

1 ignoranza artificiale

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Viva la danza

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ROBERTO BOLLE

L’étoile parla dello spettacolo evento realizzato in occasione della Giornata Internazionale della Danza grazie al sostegno del Ministero della Cultura in collaborazione con la Rai. «Sarà un viaggio in cui troveremo la danza classica insieme a molti altri generi, dall’hip hop allo swing, dal latino-americano al tip tap – dice il protagonista – Penso che il programma potrà avvicinare le persone a questa meravigliosa arte». Lunedì 29 aprile in prima serata su Rai 1

La Giornata Internazionale della Danza si celebra anche in Tv, lei è il testimonial di questa serata evento. Che cosa vedremo il 29 aprile?

Una grande serata con la danza protagonista. Sarà uno spettacolo ambientato al Maggio Musicale Fiorentino di Firenze, un format che si sviluppa non più in uno studio televisivo, come è stato per “Danza con me”, ma in teatro. Avremo esibizioni sul palcoscenico e in altri ambienti, sarà un viaggio in cui troveremo la danza classica insieme a molti altri generi, dall’hip hop allo swing, dal latino-americano al tip tap. Ci sarà anche tanto back stage. La punteggiatura dello spettacolo sarà proprio quella del dietro le quinte, con scene divertenti che intratterranno il pubblico e che mostreranno anche quello che accade subito prima e subito dopo un’esibizione.

Cosa significa rendere omaggio alla danza?

La danza ha un enorme valore educativo, soprattutto per i più giovani e portarla in prima serata Tv, di fronte a una grande platea, è il migliore omaggio che possiamo farle. Mostriamo come non sia un’arte elitaria, ma ben comprensibile anche ai non addetti ai lavori.

La danza è festa, spettacolo, ma è anche uno strumento introspettivo. Quanto l’ha aiutata, nel tempo, a conoscersi?

Tantissimo. È stata strumento di conoscenza e mi ha cambiato. Mi ha aiutato a definire la mia personalità, a cambiare come persona. Se non avessi fatto il ballerino oggi sarei sicuramente una persona molto diversa. Mi ha fornito grandi strumenti per affinare la mia personalità, dandomi sensibilità, forza, disciplina. Qualità che sono importanti nella vita.

Étoile e divulgatore dell’arte della danza.  Come coniuga queste due sue anime?

Sono un divulgatore perché conosco la materia, grazie al teatro che mi ha fatto avvicinare al cuore delle persone. Non lo farò mai senza la danza.

Che cos’è per lei il palcoscenico?

Il palcoscenico ha una sua sacralità, è il luogo in cui avviene una magia. Su quelle tavole ci trasformiamo e diventiamo spesso qualcuno che non siamo noi, è un luogo che porta in mondi lontani, in epoche diverse. È anche uno strumento che ti fa evadere dalla realtà, che ti fa avere una prospettiva differente.

Emozioni da condividere con il pubblico…

Penso che la trasmissione riuscirà ad avvicinare le persone al teatro ancora di più di quanto avveniva con “Danza con me”. Quello che vedi da casa, attraverso la Tv, lo ritrovi esattamente a teatro.

Conosciamo le sue gesta artistiche, le è capitato di provare timore prima di esibirsi?

C’è sempre un mix di adrenalina, tensione, incertezza. C’è anche la paura di sbagliare. Soprattutto quando ero più giovane c’erano momenti in cui vedevo tutto più grande di me, delle mie possibilità. Penso ai primi ruoli da primo ballerino, alle prime volte in cui sono andato ospite in teatri come L’Opéra di Parigi, il Royal Ballet di Londra, ricordo la sensazione di paura, di terrore, che avevo dietro le quinte. Il mese scorsa ero proprio al Royal Ballet, dove non andavo da prima della pandemia e anche in quell’occasione ho avuto incertezza, preoccupazione. Bisogna convivere con l’apprensione. Quando stai per andare in scena non importa se ti sei preparato per mesi, perché sul palco tutto può accadere. Una distrazione può compromettere un passo, una sequenza, puoi sbagliare, puoi scivolare. È tutto così precario, e questo lo senti. L’esperienza mi ha aiutato a concentrarmi sempre di più sulla parte artistica, che ti dà più sicurezza rispetto a quella tecnica, ma alla fine la mente fa tantissimo. La maggior parte delle volte a condizionarti è proprio il tuo pensiero.

Cosa prova di fronte all’affetto del suo pubblico?

Una grande gratitudine. L’affetto lo avverto quando qualcuno mi avvicina.

E questo le piace?

Molto. A differenza di ciò che accade ad altri personaggi, verso di me, e forse verso il mio mondo, c’è sempre grande rispetto e questo è molto bello. Non c’è mai un’invasione anche corporale, ma molta gentilezza.  Vedi persone che hanno il cuore pieno di gratitudine perché hai regalato loro delle emozioni, in teatro o in televisione. Hai dato il tuo piccolo contributo per farle stare bene, hai dato loro un pizzico di magia, di poesia e di bellezza in più.

La danza, lo show

Oltre ai grandi danzatori Roberto Bolle ha chiamato a raccolta alcuni artisti del mondo della musica, del cinema e della televisione cui ha affidato parti del racconto. C’è Katia Follesa, direttrice di scena tuttofare che controlla, comanda, consiglia e, alla bisogna, si adopera in ogni mestiere perché lo spettacolo possa sempre e comunque continuare, con maestria e tanta, tanta ironia. Ci sono i due conduttori del documentario, Fabrizio Biggio e Valentina Romani, che, condotti per mano dallo stesso Roberto Bolle, entrano nella pancia del Teatro e da un punto di vista privilegiato, sul palco, nei camerini, nelle sale prova, osservano, imparano, scoprono il magico mondo della danza, emozionandosi insieme con il pubblico. C’è Francesco Pannofino una sorta di “Fantasma dell’Opera”. E infine c’è un duetto con una delle artiste più apprezzate del panorama musicale contemporaneo: Elodie.

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La forza della musica

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Noemi ed Ermal Meta

Per l’evento live, e gratuito, più importante d’Europa, due degli artisti più apprezzati della scena musicale italiana che più volte hanno calpestato quel palco con la loro arte. Emozionati e spinti da un forte senso di responsabilità: «Il palco del Primo Maggio è un faro sui diritti civili… l’arte, la bellezza, la musica devono essere gli antidoti contro la paura»

La prima volta da conduttori

ERMAL META

Wow è la parola che esprime bene il nostro stato d’animo.  Siamo molto contenti, sarà un’esperienza straordinaria in tutta la sua complessità. Siamo abituati entrambi a stare su un palco, ad avere il pubblico davanti e, anche se ci esibiremo ogni tanto, lo faremo in una forma un po’ diversa, avremo l’aiuto e sul supporto dei grandi professionisti. È un piacere e un grande onore assumere con la mia amica Noemi la responsabilità di traghettatore… Un Primo Maggio importante, quindi, come lo sono stati tutti in realtà, ma non avevo mai riflettuto che fosse il concerto live più grande d’Europa, giusto per stare tranquilli (ride). La mia prima volta su questo palco è stata da artista nel 2017, ricordo ancora quello che ho provato nel guardare tutta quella gente in piazza, impressionante.

NOEMI

Ce la metteremo tutta! Il fatto che si tratti di una manifestazione musicale ci fa sentire a casa, canteremo e avremmo la possibilità di raccontare gli altri artisti, affrontando e condividendo tutti insieme tematiche importanti. È una bella avventura, il nostro obiettivo sarà rendere forte, energico questo palco, che è il palco di tutti e per tutti. Io, poi, sono romana e pensare di stare al Circo Massimo in questa veste, in un luogo segnato dalla storia, dove ho partecipato a concerti memorabile, mi emoziona in maniera incredibile.

Quello che la musica può fare…

NOEMI

Quando scelgo una canzone non posso mai evadere dal testo, ho bisogno di raccontare qualcosa. Oggi che stanno venendo a mancare determinati equilibri, c’è bisogno che la musica svolga il suo ruolo, raccontare la società e aiutarla a trovare una direzione. 

ERMAL META

… e aiutare ad approfondire temi che riguardano tutti. La musica è il grande collante e, mai come adesso, con una guerra molto vicina al cuore dell’Europa, l’arte, la bellezza, la musica devono essere gli antidoti contro la paura. Abbiamo tutti voglia di speranza…

NOEMI

Forza e anche leggerezza, saremo concentrati, ma anche pronti a godere con tutti un momento di convivialità, senza mai perdere il legame con la realtà. Il palco del Primo Maggio ha questo immenso potere, non perde mai la sua aderenza con la società, con quello che stiamo vivendo.

Un momento di grande spettacolo, un momento per “ascoltare il futuro”

ERMAL META

Mai come adesso il futuro dell’essere umano è veramente in pericolo, non possiamo, però, abbandonarci allo sconforto, non dobbiamo andare giù. Al contrario, lo sforzo collettivo deve essere fare di tutto per risalire, guardare avanti con grande speranza. Il Primo Maggio è la Festa dei Lavoratori, si deve porre l’accento su questo, su temi che riguardano la nostra società, su un’Europa che sia sempre più inclusiva e pronta a dare un futuro ai propri cittadini.

La voglia di pace, di unione ha radici lontane…

NOEMI

Il palco del Primo Maggio è un faro sui diritti civili, sul contatto con la nostra società, sul termometro della società moderna. Credo che sul tema dell’antifascismo, di cui si parla molto negli ultimi tempi, i giovani in particolare debbano essere sensibilizzati, e questo evento lo farà, come sempre, attraverso i testi e le scelte editoriali di un certo tipo di musica e di artisti.

ERMAL META

L’Italia è uno Stato antifascista, penso non ci sia molto da spiegare, lo dice la Costituzione in maniera chiara. Probabilmente a essere trasmessi in maniera più costante, forse, devono essere i valori. Oggi c’è uno scollamento a livello culturale e sia generazionale che impedisce la comprensione di alcune tematiche, ma il Primo Maggio è, e sarà sempre, all’insegna dell’unione, della pace, dei valori sociali necessari per andare avanti.

E allora, buon Primo Maggio

NOEMI

Vi aspettiamo al Circo Massimo, sarà un bel momento.

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La grande notte del cinema italiano

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DAVID DI DONATELLO

La 69ᵃ edizione del Premio in diretta venerdì 3 maggio in prima serata su Rai 1. Conducono Carlo Conti e Alessia Marcuzzi

Centosettantuno film italiani di lungometraggio di finzione iscritti; 26 quelli diretti da registe donne; 61 le opere prime; 138 i documentari; 495 i cortometraggi. Basta partire da questi numeri del concorso per raccontare l’importanza e la valenza della 69ᵃ edizione dei Premi David di Donatello. E, come sempre, Rai sarà a fianco dell’Accademia e di Cinecittà per raccontare, venerdì 3 maggio, la cerimonia di premiazione, in diretta in prima serata su Rai 1 condotta da Carlo Conti con Alessia Marcuzzi in compagnia di tanti ospiti prestigiosi.  L’evento si svolgerà negli iconici studi di Cinecittà, sempre di più punto di riferimento per le produzioni nazionali e internazionali grazie a un rilancio industriale e creativo che la rende leader a livello globale. A ospitare la diretta sarà il leggendario Teatro 5 di Cinecittà, “tempio” della grande cinematografia nazionale e internazionale, che diventerà per una notte la casa dei David. Una narrazione diffusa della nuova storia degli iconici studi, che includerà il residential stage del Teatro 14, un unico set che racchiude cinque ambientazioni, e il Teatro 18, il Volume Stage per la produzione virtuale, tra i più grandi d’Europa, che ospiteranno diversi momenti della cerimonia. Cinecittà si racconterà come casa del talento e dell’ecosistema produttivo, cantiere sul futuro in continua evoluzione, simbolo della magia creativa del cinema e della sua capacità di rinnovamento.

Nel corso della cerimonia saranno assegnati venticinque Premi David di Donatello e i David Speciali. 
I Premi David di Donatello sono organizzati dalla Fondazione Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello e dalla Rai, in collaborazione con Cinecittà S.p.A..

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IL GIRO IN TV

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… da mattina a sera

Alessandro Fabretti, caporedattore centrale di Rai Sport: «Raccontiamo la gara, ma anche l’Italia con i suoi colori e i suoi profumi»

Come ti stai preparando al Giro?

Innanzitutto dal punto di vista psicologico, perché non dico che raccontare il Giro sia tanto faticoso quanto farlo in sella alle bici, ma quasi (sorride). Sarà un giro impegnativo ma molto stimolante dal punto di vista dell’offerta televisiva, saremo sul pezzo, e su strada, dal primo mattino alla sera. Cuore della programmazione sarà la diretta della gara alla quale seguirà il “Processo alla tappa” e, alle 20, il “TGiro” in diretta.

Cosa ti aspetti dal tracciato?

È molto impegnativo. Fin dalla prima tappa, quella di Torino, bisognerà impedire a chi il Giro vorrà vincerlo, di prendere da subito il sopravvento. Al di là delle due ascese, una delle quali su Superga, ci sono discese impegnative, molto strette, con curve da affrontare con cautela, e poi ci sono le strade cittadine insidiose, soprattutto quando piove. Al di là delle fasi centrali, penso alla tappa di Prati di Tivo, penso ai tapponi dolomitici, da Livigno a Bassano del Grappa, ma bisogna anche fare attenzione ai 70 km di cronometro. Chi vincerà? Tutti quanti ti dicono Tadej Pogacar, però il Giro va saputo affrontare, per le pendenze in salita, per quelle in discese, per l’asfalto, che a volte lascia desiderare, per gli agenti atmosferici, siamo a maggio e non ad agosto.

La tappa che ti incuriosisce più delle altre?

La prima, anche perché c’è l’attesa. Venaria Reale – Torino sarà chiarificatrice di tante cose.

Favorito a parte, di chi sentiremo parlare?

Sicuramente Geraint Thomas e poi il nostro Antonio Tiberi, giovane che sta crescendo tantissimo.

Qual è il valore aggiunto della narrazione Rai al Giro?

Riesce a fare la differenza rispetto ad altre televisioni perché è più vicina al cittadino che al tifoso stretto. Alla tanta tecnica, con i nostri commentatori, aggiungiamo tanta narrazione, legata a un grandissimo personaggio che risponde al nome di Fabio Genovesi, grande scrittore e conoscitore del ciclismo, ironico e con una sensibilità fuori dal comune. Nel suo racconto è capace di unire l’arte alla cultura, alla passione ciclistica, alle curiosità. Anche grazie ai nostri inviati, Umberto Martini ed Ettore Giovannelli, andiamo oltre il tatticismo e il tecnicismo dello sport e raccontiamo l’Italia agli italiani.

Che cosa significa per te raccontare il ciclismo?

Sono entrato nel ciclismo nel 1994 raccontando le prime imprese di Marco Pantani e non l’ho più mollato. Quest’anno sono al mio 31° Giro d’Italia. Del ciclismo amo profumi e i colori che si incontrano giorno dopo giorno. Non è solo il rosa della maglia, ma sono i colori dei fiori che sbocciano lungo le strade e i campi, sono i profumi della natura e anche quelli delle braci della gente che si ritrova sulle salite, magari per due giorni, per aspettare dieci secondi del passaggio dei corridori. E poi il rumore della bici in movimento, della catena che si muove tra i denti delle corone, che porti sempre con te. Il Giro è una bolla compatta che si muove tutta insieme, con i suoi colori e i suoi profumi.

Che cosa non può mancare nella valigia del cronista che parte per il Giro?

La grande passione. Se la lasci da qualche parte finisce tutto. Parlo della passione per l’evento sportivo, ma anche di quella che ti porta a creare un rapporto stretto con il tifoso del ciclista.

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La Rai celebra il genio Marconi

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Una mostra nel Palazzo delle Radio di via Asiago a Roma ripercorre gli anni più significativi dell’inventore del sistema di telecomunicazioni a distanza. L’avatar che lo fa rivivere grazie all’intelligenza artificiale, guida il visitatore nei quattro articolati percorsi

La Rai celebra Guglielmo Marconi, il genio innovativo che per la prima volta concepì la possibilità di comunicare senza fili. La mostra a lui dedicata, patrocinata dal Ministero della Cultura e dal Comitato Nazionale per il 150° anniversario dalla nascita, è stata inaugurata nella sede di via Asiago a Roma, che si avvicina al proprio 100° anniversario.  Il Palazzo della Radio non solo rappresenta il luogo dal quale in questo ultimo secolo sono partite le onde di trasmissione radiofonica che hanno portato informazione e intrattenimento in tutto il Paese, ma conserva anche quella che fu la scrivania di Guglielmo Marconi, che per anni ne percorse i corridoi. La mostra “Guglielmo Marconi. Prove di Trasmissione” nasce in occasione dei 70 anni della televisione e dei 100 anni della radio e intende celebrare anche l’azienda, depositaria del Servizio Pubblico nato da questa nuova modalità di trasmissione delle informazioni. L’esposizione è incentrata tra i primi anni Venti e la prima metà degli anni Trenta, prima della scomparsa di Marconi, sugli esperimenti e sui viaggi che fece a bordo della fidatissima nave-laboratorio Elettra. Il percorso espositivo è articolato in sezioni dove vengono raccontati, in una sequenza temporale, alcuni degli esperimenti effettuati nella cabina che Guglielmo Marconi fece allestire a bordo del panfilo. Sono in esposizione anche alcuni pezzi provenienti dal Museo della Radio e della Televisione Rai di Torino, a integrare il progetto ideato e curato dalla direzione Canone, Beni Artistici e Accordi Istituzionali e completato da un’accurata scenografia. All’ingresso del Palazzo di via Asiago, lo stesso Guglielmo Marconi, ricostruito digitalmente grazie all’intelligenza artificiale, guiderà i visitatori nel percorso espositivo. Infatti, tramite la collaborazione della direzione Contenuti Digitali e Transmediali e grazie al materiale audio e fotografico d’archivio e alle tecnologie deep fake e voice cloning, si potrà apprezzare non solo il volto dell’inventore con la sua mimica facciale, ma anche il suo modo di parlare e il timbro vocale. L’evento è gratuito e aperto a tutti. Per il Direttore Generale della Rai Giampaolo Rossi «Marconi è stato un uomo che ha cambiato veramente il volto della storia. La comunicazione globale, come oggi la conosciamo, non ci sarebbe stata senza di lui. È anche il portatore di una visione etica della scienza, del suo valore, della visione del progresso. In un tempo come questo molto complesso, l’idea che si possa applicare la scienza a una visione ottimistica del futuro è un grande insegnamento, così come l’idea di progredire anche in tempi molto difficili, spesso falsi e ipocriti, sperando in un futuro più bello di quello che lasciamo indietro. Credo che questo sia il senso ma anche la funzione del Servizio Pubblico».

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The Only Oscio

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FRANCESCO PAOLANTONI

Quando concedersi nelle mani di un cialtrone di professione diventa uno dei momenti imperdibili della nostra giornata. Con l’attore e intrattenitore napoletano la seconda stagione de “Il Santone” diventa esilarante: «Io sono cialtrone nella vita, con questo ruolo ho ufficializzato la mia natura». La serie è disponibile in boxset su RaiPlay

Estroso, autoironico, imperioso, ciarliero, ingannatore ma dal cuore tenero, Franco Riccio, ovvero The Only Oscio, è il nuovo santone di Centocelle. Si spaccia per la reincarnazione di Enzo e offre finti rimedi e consigli a prezzi esorbitanti. Il suo desiderio di irretire il quartiere lo porta a scontrarsi più volte con Teresa, facendolo diventare di volta in volta testimonial, amministratore, ristoratore. Ma tutto questo non per megalomania o desiderio di ricchezza: The Only Oscio è in fuga da Napoli e ha bisogno di soldi, al più presto. Se non pagasse le conseguenze potrebbero essere spiacevoli.

Una nuova avventura… spirituale per lei…

Arrivo in questa seconda stagione della serie come il successore di Enzo, la reincarnazione del santone precedente interpretato da Neri Marcorè. La caratteristica principale è il suo essere un vero cialtrone, un truffatore di livello. Mentre Enzo rappresentava una guida più candida, il mio personaggio è proprio un furbacchione napoletano che, per sfuggire dai suoi problemi a Napoli e da una moglie legata alla malavita, si ritrova ad abbindolare la gente a Centocelle. Diciamo la verità, le persone però sono sempre alla ricerca di uno spirito guida, di qualcuno che li accompagni nella vita. Questo è preoccupante, anche nella vita vera, perché è troppo facile oggi diventare vittime.

Ma a Centocelle c’è un santone di troppo…

Beh, Teresa (Carlotta Natoli) eredita il mundu del marito defunto e qualche potere particolare in più ce l’ha (ride). È una serie veramente molto interessante e divertente, vale la pena trascorrere del tempo su RaiPlay.

Cosa regale al pubblico il luogo in cui la storia è ambientata?

Centocelle rappresenta il tessuto sociale popolare dove quel che accade è accompagnato dai sentimenti più veri di una città come Roma, il luogo in cui si possono osservare vite, storie di ogni tipo. Per me è stata una scoperta, così come per il pubblico lo sarà la fiction e, come direbbe il mio santone, “guardatela tutti insieme, vi succederanno delle cose meravigliose per i prossimi cinque anni della vostra vita” (ride).

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