Qualità, ricchezza dell’approfondimento, partecipazione

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Da lunedì 4 settembre in prima serata su Rai 3 le inchieste e i reportage della squadra di “PresaDiretta” affronteranno i grandi temi dell’attualità: la guerra, la crisi economica e le sfide del lavoro, le migrazioni, la temperatura del Pianeta, i diritti umani violati, il crollo demografico del Paese, la sostenibilità del sistema agroalimentare, le nuove frontiere della scienza che cambieranno per sempre il nostro modo di vivere. Ad aprire il ciclo, un viaggio nei territori colpiti dall’alluvione in Emilia-Romagna

“PresaDiretta” pronta a raccontare ancora una volta l’Italia e il mondo. Sono in arrivo nove nuove puntate, che viaggio sarà?

Porteremo i telespettatori nel mondo intero, perché non riusciamo a comprendere quello che ci succede se non lo inseriamo nel contesto per lo meno europeo.  Ma io sono anche tornato dall’Ucraina, ed è la seconda volta che ci andiamo, la collega Francesca Nava ha fatto un viaggio importante a Mosca e dintorni, stiamo seguendo tutta la partita dei Brics. Sarà un viaggio veramente narrativo: siamo al 15° anno di messa in onda, un momento importante per noi. Voglio pensare a questa serie di “PresaDiretta” come se fosse la prima, faremo uno sforzo per raccontare le puntate non come singoli episodi che nascono e muoiono, ma proprio come una serie, come se fosse una fiction. Gli argomenti saranno legati l’uno all’altro. Al centro ci sono due elementi fondamentali, che parlano del nostro futuro, uno è la guerra e le sue conseguenze, l’altro è la questione ambientale, con tutte le conseguenze, anche dal punto di vista delle enormi occasioni di sviluppo che ci sono dentro al green deal, la transizione energetica, a cominciare dal motore elettrico e dalle innovazioni tecnologiche.

Con quale argomento aprirete?

Ci occuperemo dell’alluvione in Romagna, dove siamo stati per quasi tre settimane, con una puntata che si intitola “Stato di calamità permanente”, titolo bellissimo trovato dalla redazione che rende conto del fatto che non si tratta più di eventi eccezionali, ma che avremo a che fare sempre di più con questo tipo di alluvioni. È chiaro che dobbiamo mettere in campo un piano di rigenerazione del territorio e che non possiamo più permetterci di consumare il suolo così come eravamo abituati. L’equilibrio che legava le montagne, i fiumi, la pianura e il mare, che ha retto per cento anni, anche per colpa del cambiamento climatico non regge più. Ci troviamo anche di fronte a un’occasione enorme, positiva, di sviluppo, sarebbe un cantiere che oltre a rigenerare il territorio rigenererebbe il Paese da un punto di vista economico. Poi c’è tutta la partita di attualità legata ai ristori, ai soldi, sulla quale avremo in diretta il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. C’è una polemica pazzesca tra il Governo e la Regione. Chi ha ragione dei due? Chi è che non dice la verità? Oppure la verità sta nel mezzo. Cercheremo anche di capire a che punto sia la ricostruzione.

“PresaDiretta” ha un’identità ben definita che la rende punto di riferimento per il pubblico…

So per certo che “PresaDiretta” è uno dei pochi programmi che fa dell’approfondimento vero, quanto meno nelle intenzioni, nelle settimane che spendiamo, nello studio delle fonti, in tutto il lavoro di scrittura che facciamo prima. Ogni puntata ha dietro un lavoro prezioso, e questo è un po’ un unicum. Molti settimanali e molte trasmissioni hanno dietro l’agenda politica che preme. Quest’anno vedremo alla prova dei nuovi talk show, nei quali a portar via spazio sarà proprio l’agenda politica. Alla prima puntata, quella dedicata all’alluvione, abbiamo lavorato per mesi. Adesso l’informazione quotidiana e i settimanali ci ritornano, giustamente per mettere sul fuoco la questione delle risorse, ma non hanno avuto il tempo per pensare e lavorare su quello che era successo prima. Per identità di “PresaDiretta” intendo la qualità e la ricchezza dell’approfondimento. Poi ci metterei la capacità empatica di entrare dentro la realtà, che è un’altra chiave che noi coltiviamo. Sia io che i nostri inviati, cerchiamo di consentire al pubblico che sta a casa non solo di comprendere, ma anche di partecipare, elemento fondamentale per la costruzione della democrazia. Perché se non partecipiamo alle vicende degli altri, anche se non apparteniamo a quei ceti sociali, anche se non siamo migranti o disoccupati, costruiamo una società in cui ognuno si fa i fatti propri e non riusciamo a costruire un destino comune. Partecipare, essere presi per mano da uno dei nostri inviati e portati sulla barca delle ONG o nella casa di un operaio, significa vivere assieme. Questo la televisione lo può fare perché ci sono le immagini. Con un pezzo di giornale si fa un po’ più fatica, i grandi scrittori lo sanno fare anche con la carta stampata, ma noi abbiamo uno strumento enormemente importante e potente e vogliamo utilizzarlo al massimo.

Come si persegue la verità in uno scenario internazionale a dir poco complesso nel quale è spesso difficile verificare le fonti?

Intanto la verità la devi cercare, nel momento in cui la cerchi hai già costruito qualcosa, ti sei avvicinato, qualche volta ci arrivi anche. E poi devi saper scegliere cosa pensi sia interessante di ciò che stai cercando. Magari non esisterà la verità con la “v” maiuscola, ma ne esistono tante e soprattutto ci sono tanti elementi di queste che non vengono raccontati, che vengono nascosti, e che sono importanti per crearsi un’opinione su quello che sta succedendo. Vedi la questione Ucraina-Russia, la puoi narrare come il conflitto tra i due Paesi e raccontare la resistenza del popolo ucraino, l’abbiamo fatto e continueremo a farlo, ma puoi anche alzare un attimo lo sguardo e cercare di vedere cosa sta succedendo in Sudafrica con i russi che stanno dentro questo processo dei Brics, e quali sono anche le cause internazionali, a prescindere dall’invasione della Russia, che muovono quella guerra lì. Raccontare verità poco raccontate ci aiuta a capire un po’ meglio quello che sta succedendo su quel terreno di guerra.

Cosa rappresenta per te “PresaDiretta”?

Personalmente ci metto tutto l’entusiasmo, la passione, il tempo e anche la mia vita. Tante volte mi sono immaginato, e prima o poi succederà, che questo programma andrà avanti anche senza di me. Spero che “PresaDiretta” continui, perché questo programma è un marchio della Rai. Dietro a “PresaDiretta” c’è la Rai.

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IO E LA LUNA

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Il nuovo singolo della cantautrice e attrice Anna Capasso è un pezzo da ballare per tutta l’estate. Un pop fresco e frizzante che, come ci spiega l’autrice, «racconta le sfumature più belle dell’amore, come la possibilità di concedersi una meritata serenità da conservare e proteggere da chiunque»

Un nuovo singolo tutto da ballare per l’estate 2023 e l’amore sempre in primo piano…

Racconto la storia di due persone che si sono follemente innamorate da giovani. Poi, a causa dei gossip, si sono lasciate per ritrovarsi per caso dopo alcuni anni ad una cena. Da quell’incontro di sguardi capiscono che la scintilla non si è mai spenta. Questa canzone non è solo un messaggio per chi vive una situazione del genere, ma sicuramente anche un modo per ribadire che se c’è amore vero non esistono ostacoli.

L’amore è sempre unico ed eterno come descrive nel suo pezzo?

L’amore, anche dopo alcuni anni, va sempre alimentato. Bisogna sempre viverlo come se fosse il primo giorno e creare momenti di pathos. Così può restare eterno.

Lei è una sognatrice?

Certo. Tutti dovremmo sognare, perché la vita altrimenti non avrebbe senso.

Le relazioni sono spesso esposte a giudizi ed interferenze?

Succede. Il brano, scritto con Massimo D’Ambra, lo abbiamo realizzato pensando ad una situazione immaginaria che è quella di un calciatore innamorato di un’artista. Abbiamo preso spunto dal Napoli che ha vinto lo scudetto. Nel video lui porge il pallone alla sua amata come a dire che le ridà la sua vita in mano senza più pensare ai giudizi esterni. Ma è solo un esempio, in realtà il calciatore e l’artista potrebbero fare qualsiasi altra cosa.

Perché ha scelto la luna?

La luna è intesa come specchio riflesso di ciascuno di noi, ma anche come unica luce che illumina i due protagonisti della canzone. La luna molte volte per me è stata una compagnia, la mia migliore amica. In alcuni momenti l’ho guardata in relax. E poi quanti amori sono nati sotto la luna e si sono consumati sotto la luna? E’ molto romantica.

I suoi videoclip sono girati in luoghi riconoscibili. In primo piano c’è Napoli.

Ho voluto rappresentare una Napoli particolare, elegante, che non perdesse comunque la sua storicità.

Prendendo spunto dal murale dedicato a Maradona, cosa ha immaginato?

Ho voluto omaggiare lo scudetto del Napoli e lasciare un segno con l’immagine di Maradona. Nella canzone si parla infatti proprio della storia d’amore di un calciatore.

Cosa ama di Napoli?

Soprattutto i panorami, come le serate a guardare Posillipo. Spettacolare. Ma anche l’aria che si respira nei quartieri popolari, con le persone che parlano con tutti anche se non si conosco. Ogni volta che ci vado sento questa predisposizione ad una comunicazione spontanea.

Qual è la più grande forza dell’amore?

Quando non si smette mai di meravigliarsi e di essere diversi ogni giorno. Colgo l’occasione per salutare i lettori del RadiocorriereTv e invitarli ad ascoltare e a ballare la mia canzone.

Il nuovo singolo della cantautrice e attrice Anna Capasso è un pezzo da ballare per tutta l’estate. Un pop fresco e frizzante che, come ci spiega l’autrice, «racconta le sfumature più belle dell’amore, come la possibilità di concedersi una meritata serenità da conservare e proteggere da chiunque»

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Il grande racconto italiano, giorno dopo giorno

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Equilibrio fra innovazione e continuità, cogliendo in pieno l’essenza del Servizio Pubblico: informare, intrattenere, educare. A settembre al via il grande Intrattenimento Rai del Day Time

Rinnovarsi senza mai dimenticare la propria missione: accogliere gusti, speranze, abitudini, vocazioni e idee del pubblico. È la grande sfida della televisione generalista accolta in pieno dall’Intrattenimento Day Time, che tiene compagnia agli italiani, ogni giorno dalle 14, con una programmazione in equilibrio fra innovazione e continuità, cogliendo in pieno l’essenza del Servizio Pubblico: informare, intrattenere, educare.

Il racconto, di qualità, dell’Italia e degli italiani provando a offrire, attraverso linguaggi diversi e una narrazione in grado di parlare a chiunque per far sentire tutti parte di una comunità: il magazine, l’infotainment, l’enorme contenitore dei programmi di territorio, i game show, il cooking o il “dating”, programmi più votati all’intrattenimento, alla cronaca, all’inchiesta e al viaggio.

La televisione è anche, e in certi casi soprattutto, l’insieme dei volti che incarnano le sue promesse, conduttrici e conduttori, noti ed emergenti, che garantiscono la credibilità dell’offerta.

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La provincia, la sua cultura e la sua gente

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LIBRI

Da ormai qualche anno Federico Quaranta attraversa ogni angolo del Paese. In tutti i luoghi, anche nel più recondito o nascosto, è alla ricerca di una storia da raccontare. Ora le ha raccolte ne “I diari del Provinciale”, non solo semplici racconti di territorio, bensì testimonianze che costituiscono l’anima italiana più profonda. Dal 28 agosto in libreria e negli store digitali

La provincia, la sua cultura e la sua gente, un viaggio nelle terre che custodiscono l’Italia più profonda. Con “I diari del Provinciale” Federico Quaranta affida alla carta le testimonianze e le emozioni più forti dei suoi lunghi cammini televisivi. I racconti e le parole di scrittori e intellettuali si intrecciano tra le pagine con  quelli di contadini e pescatori, di uomini e donne che fanno del legame con il territorio il fondamento della propria esistenza. Così l’autore è nel Mugello, alle porte di Firenze, per raccontare la figura rivoluzionaria di don Lorenzo Milani, nel Delta del Po tra Emilia e Veneto, per comprendere il sentimento che lega la gente alle terre e alle acque del Polesine, in Basilicata, sulle tracce della civiltà contadina narrata da Carlo Levi in “Cristo si è fermato a Eboli”, in Sicilia, per riscoprire la figura di Rosa Balistreri, cantautrice coraggiosa che ha cantato le contraddizioni della sua terra. Tante storie, tanti tasselli di un’identità sfaccettata, affascinante e sempre sorprendente.

“I diari del Provinciale” di Federico Quaranta, edito daRai Libri, è in vendita nelle librerie e negli store digitali dal 28 agosto.

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Il Piccolo Principe e i suoi amici

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Rai Yoyo festeggia gli 80 anni del capolavoro di Antoine de Saint Exupéry con la nuova serie animata in onda tutti i giorni alle 10.10  e disponibile anche su Rai Play

Un riferimento culturale universale di sorprendente modernità. Il Piccolo Principe non somiglia a nessun altro. Insieme racconto poetico, filosofico e iniziatico, l’opera è un genere “a parte”. Responsabilità, legami d’amore e di amicizia, rispetto di ciascuno nella sua differenza e nella sua singolarità, bisogno di scoprire e di comprendere, necessità di dare un senso alle nostre azioni, ricerca dell’essenziale al di là delle apparenze, protezione dell’ambiente… il capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry, fra le opere letterarie più celebri del XX secolo, racconta tutto questo e molto di più. Affronta temi universali: il rapporto dell’uomo con il tempo, la felicità e le prove della vita, la trasmissione di valori tra il mondo dell’infanzia e quello degli adulti, l’opposizione fra il visibile e l’invisibile, la bellezza, il viaggio interiore e il viaggio attraverso il mondo, il mistero della vita e della morte. Su Rai Yoyo e RaiPlay ha debuttato “Il Piccolo Principe e i suoi amici”, la nuova serie animata in onda tutti i giorni alle 10.10, con cui Rai Yoyo festeggia gli 80 anni del capolavoro di Antoine de Saint Exupéry. Questa nuova serie vede il Piccolo Principe iniziare un favoloso viaggio tra le stelle con la sua ciurma, la Volpe e la Rosa, e con due nuovi amici: Carlotta ed Elia, due bambini del nostro mondo.  Tutti insieme partono a bordo della più brillante e inaspettata delle astronavi, l’asteroide B612 trasformato in Asteroship! Scoprono così l’universo e i suoi abitanti tra mille avventure. Ogni pianeta è occasione di fare nuove amicizie e incontrare nuove culture. Dal cortile della scuola ai confini della galassia, Elia e Carlotta impareranno a risolvere i problemi della loro vita quotidiana, affrontando una situazione parallela nell’universo del Piccolo Principe. Del resto, come ci ricorda il romanzo, “le stelle sono illuminate, perché ognuno possa un giorno trovare la sua”. Raccontando una storia semplice in un linguaggio altrettanto semplice che associa testo e disegni – i famosi acquerelli dipinti dallo stesso autore – “Il Piccolo Principe” tocca il cuore del pubblico di tutto il mondo, al di là delle nazionalità, culture, religioni, generazioni, come testimonia l’enorme successo di vendite. Adulti o bambini, tutti possono identificarsi con questo “petit bonhomme” dai capelli “color del grano”, venuto da un altro pianeta. Come non amare questo essere ad un tempo lunare e solare, candido e saggio, curioso e sensibile, grave e ridente, vulnerabile e immortale, ambasciatore dei nostri sogni e delle nostre domande? Ai bambini di oggi, che saranno gli adulti di domani, Il Piccolo Principe porta un messaggio di incredibile attualità. Visionario, Saint-Exupéry affronta infatti delle domande che si congiungono con le preoccupazioni della nostra epoca come il rapporto con il tempo. In un mondo accelerato, dove impera la velocità, il cambiamento incessante, lo “zapping”, la percezione immediata e spesso superficiale degli esseri e delle cose, Il Piccolo Principe ci invita a prenderci il nostro tempo. Il tempo di andare all’incontro con l’altro, di “addomesticarlo”. Il tempo di attendere, di comprendere, di interrogare i segreti e i misteri della vita. Ma anche di prendersi cura di ciò che si è “addomesticato”, di occuparsi di “altre cose che di se stessi”: nel   Piccolo Principe questo tema si presenta sotto differenti varianti (impegno, responsabilità, rispetto, protezione, fedeltà). Senza questa contropartita saremmo condannati alla solitudine, privati dell’esperienza dell’amore e dell’amicizia. Il Piccolo Principe quindi come antidoto all’individualismo, all’egocentrismo, ad una certa concezione utilitaristica delle relazioni umane. Ne “Il Piccolo Principe” poi, il rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente procedono di pari passo. “Quando si ha finito di lavarsi al mattino, bisogna fare con cura la pulizia del pianeta”, afferma Il Piccolo Principe. L’aviatore Saint-Exupéry da parte sua, dopo l’evocazione della minaccia dei baobab, si sente “animato da un sentimento di urgenza”. Una visione premonitrice dei pericoli che minacciano il pianeta Terra e della necessità di prendersene cura. A prima vista Saint-Exupéry fa confrontare due mondi: da una parte, un universo freddo, contabile, operazionale, serio, fossilizzato, quello “dei grandi”; dall’altro, un mondo immaginativo, sensibile, poetico, generoso, evolutivo, quello dei bambini. Ma, al di là di questa opposizione, l’aviatore-autore, situato come interfaccia, getta dei ponti fra questi due universi, ciascuno di loro andrà ad apprendere dall’altro. In un’epoca in cui la frattura culturale tra le generazioni tende ad accrescersi e dove i riferimenti comuni sono meno numerosi, questo invito alla riconciliazione e all’attenzione reciproca prende pienamente senso. Questi temi, ovviamente, ispirano anche le nuove avventure del Piccolo Principe. “Il Piccolo Principe” è stato tradotto in 220 lingue e dialetti, 134 milioni le copie del libro vendute in tutto il mondo dal 1943, anno della prima pubblicazione negli Stati Uniti, 400 mila i visitatori annuali del Museo Petit Prince a Hakone, in Giappone, e 400 mila quelli che in soli due mesi hanno visitato la mostra Petit Prince in Brasile inaugurata a fine 2009.

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Scugnizzi per sempre

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La storia della squadra di basket Juvecaserta, la prima e unica ad aver portato uno scudetto nel Sud. Il 21, 24 e 25 agosto, alle 22 circa su Rai 2

La bella favola della Juvecaserta, la prima squadra di basket del sud Italia che, battendo la superfavorita Olimpia Milano, ha vinto lo scudetto di basket nella stagione 1990-91. E’ la storia raccontata nella docuserie “Scugnizzi per sempre” in onda in tre serate, il 21, 24 e 25 agosto, alle 22 circa su Rai 2. La serie ha un valore sportivo, ma anche umano e sociale e di fatto viene proposta anche per fare da traino alla Nazionale italiana che, proprio dal 25 agosto, disputerà i mondiali di pallacanestro.

Nata da un’idea del produttore Attilio De Razza e del regista-autore Gianni Costantino, prodotta da Tramp Ltd in collaborazione con Rai Documentari, “Scugnizzi per sempre” ripercorre le varie tappe sportive e umane della squadra di ragazzi guidata da Nando Gentile ed Enzo Esposito, due tra i migliori giocatori di quegli anni. La loro storia è la storia dell’intera comunità casertana, identificata in quella squadra, simbolo del riscatto del Sud contro il Nord, che resta ancora oggi l’unica ad aver portato uno scudetto in Meridione. Sentimenti autentici, forti, contrastanti e sicuramente indimenticabili nonostante sia trascorso molto tempo da quell’impresa “epica”.  

Il racconto si snoda mischiando la fiction ad immagini di repertorio, interviste agli “scugnizzi” di allora e ad esponenti del mondo che ruotava intorno alla Juvecaserta, agli avversari affrontati sul parquet, tra cui i giganti dell’Olimpia Milano, ai giornalisti e telecronisti che negli anni Ottanta-Novanta narrarono le vicende del basket italiano e casertano. Tra gli altri intervistati, Dan Peterson, Antonello Riva, Dino Meneghin, Roberto Brunamonti e il brasiliano Oscar.    

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La Rai a Venezia

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80ª MOSTRA DEL CINEMA

Quattro film italiani e uno internazionale nel Concorso principale e tante altre opere nelle varie sezioni per una presenza massiccia che testimonia la grande qualità della produzione del Servizio pubblico. Ad aprire la rassegna mercoledì 30 agosto “Il Comandante” di Edoardo De Angelis

Rai Cinema partecipa all’80ª Mostra del Cinema di Venezia con quattro film italiani nel Concorso principale, tra i quali il film di apertura. E con una grande varietà di opere che ha contribuito a produrre tra film, film documentari, e cortometraggi, alcune delle quali saranno distribuite in sala da 01 Distribution. In totale più di 25 titoli, tra la Selezione ufficiale e la Settimana della Critica. I quattro film italiani in Concorso sono: “Comandante” di Edoardo De Angelis, che inaugurerà il Festival, “Finalmente L’alba” di Saverio Costanzo,” Lubo” di Giorgio Diritti e “Io Capitano” di Matteo Garrone che usciranno tutti in sala con 01 Distribution. 
«Rai Cinema è presente per la prima volta nella sua storia con quattro film italiani e uno internazionale nel Concorso principale e altri quattro Fuori concorso – afferma Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema –. Si tratta della presenza più rilevante della nostra partecipazione al Festival, una selezione che riconosce la grande qualità della produzione del Servizio pubblico nella diversità delle proposte. Opere molto attese, che mettono al centro storie forti di autori di grande personalità, tutte di respiro internazionale e con le caratteristiche ideali per poter arrivare al cuore del pubblico. Opere che rispecchiano, tutte, le molteplici sfaccettature della creatività degli artisti e della diversificazione delle proposte dei produttori con i quali lavoriamo. Per riflettere ancora sui temi del dibattito attuale, sono convinto che la creatività e il lavoro dell’uomo rappresentino due punti fondamentali nella tutela della qualità e del suo specifico culturale che oggi, più che mai, siamo tenuti a preservare e rispettare. Tornando ai film in gara, abbiamo l’onore di accompagnare uno dei maggiori rappresentanti del cinema americano, Michael Mann, che presenterà il suo ultimo attesissimo film, “Ferrari”, con Adam Driver e Penélope Cruz. 01 Distribution distribuirà il film al cinema in Italia.  È un grande piacere inoltre poter presentare di nuovo alla Mostra di Venezia l’opera di un regista visionario come Roman Polanski, “The Place”, anche questo tra i titoli di prossima uscita con 01 Distribution. Con questo film, che sarà presentato Fuori concorso, abbiamo replicato la partnership produttiva con Roman Polanski ed Èliseo entertainment, come già per il precedente “L’ufficiale e la spia”. Tra i titoli da segnalare Fuori concorso, “L’ordine del tempo”, l’ultimo lavoro di Liliana Cavani, la regista che ha condiviso una lunga e fortunata storia con la Rai, e che quest’anno riceverà il Leone d’Oro alla carriera. E “The Penitent”, di Luca Barbareschi, nell’adattamento cinematografico dal testo del drammaturgo Premio Pulitzer David Mamet, interpretato dallo stesso regista e da Catherine McCormack, Adam James e Adrian Lester». 
Sempre nella Selezione ufficiale della Mostra, Rai Cinema partecipa con quattro titoli nella sezione Orizzonti, tra cui l’esordio alla regia di Micaela Ramazzotti, “Felicità”, di cui l’attrice è anche interprete al fianco di Max Tortora, Anna Galiena, Matteo Olivetti e Sergio Rubini. E infine, come Evento speciale il cortometraggio “A voce nuda” di Mattia Lobosco con Ginevra Francesconi, Andrea Delogu e Mattia Belardi, nome d’arte del rapper italiano Mr Rain. Il corto è vincitore del contest “La realtà che non esiste”, progetto nato con l’intento di indagare le minacce, le opportunità e i problemi sociali legati al mondo del digitale. Tema di quest’anno il “Sextortion”, estorsione e ricatto a sfondo sessuale attraverso i social network e la Rete. 

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I fatti e le storie della nostra storia

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PALINSESTI 2023 – 24

In prima e in seconda serata o nel daytime, i documentari si confermano uno dei punti di forza della programmazione sui canali tradizionali e su RaiPlay. Tra i titoli più attesi “Lucio per amico. Mogol racconta Battisti” (Rai 1), “Broken dream. Luca Attanasio”, “Enzo Tortora. Ho voglia di immaginarmi altrove” (Rai 3) e “Via Poma. Un mistero italiano” (Rai 2)

Anche con la stagione 2022-2023 Rai Documentari si conferma protagonista della prima serata su tutte e tre le reti generaliste con un’offerta che si declina attraverso diversi generi di racconto. A Rai 1è destinato un progetto che ricorda Lucio Battisti attraverso la preziosa testimonianza dell’amico Mogol, e un documentario dedicato a Claudio Cecchetto, a cui si deve la scoperta di molti dei principali talenti televisivi e musicali del panorama contemporaneo. Su Rai 2ritorna il genere crime,con una serie di titoli che racconta casi di omicidio rimasti scolpiti nell’immaginario collettivo, come il delitto di via Poma, a oggi senza colpevoli. La prima serata di Rai 3metterà a fuoco la storia recente del nostro Paese e la vita di alcuni personaggi della cultura e dello spettacolo italiani. Grande l’attesa per il racconto biografico dedicato a Enzo Tortora, che sarà l’occasione di ricordare un grande protagonista della televisione e dello spettacolo e di riflettere sulla drammatica vicenda giudiziaria che sconvolse ingiustamente la sua vita.  Ripercorreremo quindi il percorso artistico e umano di Giorgio Gaber, uno dei maggiori artisti italiani, capace di raccontare con intelligenza e ironia la società, mettendo in luce le contraddizioni dell’uomo contemporaneo. Un documentario ricorderà infine Luca Attanasio, l’ambasciatore italiano in Congo ucciso in un attacco armato insieme ai carabinieri Vittorio Iacovacci e all’autista Mustapha Milambo. L’offerta del prime time sarà affiancata da numerosi documentari rivolti al pubblico della seconda serata e del day time, dove troveranno spazio formati più brevi con biografie di personaggi contemporanei che hanno raggiunto l’eccellenza nel loro campo, e documentari di carattere sociale e istituzionale che arricchiranno l’offerta nello spirito di servizio pubblico che la Rai svolge per il Paese.

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Le grandi opere dall’Arena di Verona

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Su Rai 3, i giovedì alle 21.20, tre tra i titoli operistici più amati: “Il Barbiere di Siviglia” (10 agosto), “Tosca” (17 agosto) e “Carmen” (24 agosto). Gli spettacoli sono tutti introdotti da Luca Zingaretti

“Il barbiere di Siviglia”, “Tosca” e “Carmen”: tre tra i titoli operistici più amati dal pubblico per tre prime serate che Rai Cultura propone su Rai 3 nel mese di agosto, tutte dall’Arena di Verona, che quest’anno festeggia la centesima edizione del suo festival estivo. Gli spettacoli sono tutti introdotti da Luca Zingaretti.

Dopo il successo di ascolti dell’“Aida” che ha inaugurato il cartellone areniano in diretta su Rai1, con quasi un milione e 800mila spettatori, giovedì 10 agosto su Rai3 alle 21.20 è la volta del“Barbiere di Siviglia” di Rossini, ambientato dal regista Hugo De Ana – che firma anche scene e costumi – in un giardino da favola rococò. Lo spettacolo, nato nel 2006, è stato registrato lo scorso giugno ed è proposto in prima TV. Un labirinto mobile di siepi e grandi rose rosse di diverse fogge e dimensioni incornicia le frizzanti gag rossiniane. Nel ruolo di Figaro è impegnato Dalibor Jenis. Accanto a lui Vasilisa Berzhanskaya nei panni di Rosina, Antonino Siragusa come Conte d’Almaviva, Carlo Lepore e Michele Pertusi rispettivamente come Don Bartolo e Don Basilio. Sul podio di Orchestra e Coro della Fondazione Arena, è impegnato il giovane direttore d’orchestra Alessandro Bonato.

Giovedì 17 agosto, sempre alle 21.20 e sempre su Rai3, è la volta della “Tosca” di Puccini, proposta anch’essa in prima TV in un allestimento di Hugo De Ana – regista, scenografo, costumista e light designer – nato nel 2006 e registrato lo scorso luglio. Ai sontuosi costumi d’epoca, si affiancano classici arredi e imponenti scenografie che aderiscono allo spirito dell’opera: la scena unica si adatta con agevoli cambi a vista ai tre ambienti del libretto, diversi set di un thriller ambientato nella Roma papalina del 1800, contesa dai rivoluzionari bonapartisti, controllata dal regime di polizia dello spietato Barone Scarpia e guardata con distacco dalla colossale statua dell’arcangelo Michele.

Protagonisti nei panni di Floria Tosca e Mario Cavaradossi Aleksandra Kurzak e Roberto Alagna, compagni d’arte e di vita. Accanto a loro il baritono Luca Salsi, che ha fatto del Barone Scarpia uno dei suoi personaggi d’elezione.  Orchestra e Coro della Fondazione Arena sono diretti da Francesco Ivan Ciampa.

L’ultimo appuntamento, giovedì 24 agosto alle 21.20 sempre su Rai3, è con la “Carmen” di Bizet, prima opera allestita da Franco Zeffirelli all’Arena di Verona nel 1995, ripresa e registrata lo scorso anno. Protagoniste le voci di Clémentine Margaine nel ruolo del titolo, Gilda Fiume come Micaela, Brian Jadge come Don Josè e Luca Micheletti impegnato nel ruolo del torero Escamillo. Sul podio di Orchestra e Coro della Fondazione Arena di Verona sale Marco Armiliato. Il Coro di Voci bianche A.LI.VE. è diretto da Paolo Facincani. Con la partecipazione straordinaria della Compañia Antonio Gades, direttore artistico Stella Arauzo. 

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ODO, il nuovo amico dei bambini

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Un piccolo gufo è il protagonista della serie animata in onda tutti i giorni alle 9.50 e alle 19.15 su Rai Yoyo. (Disponibile su Rai Play)

Un nuovo amico dei bambini è arrivato su RaiPlay e Rai Yoyo. Si tratta del gufetto ODO, basato sulle illustrazioni dell’artista ucraina Alena Tkach e sul libro di Oliver Austria. La nuova serie animata è in onda tutti i giorni, alle 9.50 e alle 19.15 su Rai Yoyo, oltre a essere disponibile su RaiPlay.

Odo è un piccolo gufo che promette di essere molto diverso dagli altri uccelli notturni della sua specie: lui di giorno non riesce a dormire. I suoi genitori, per tenerlo occupato mentre dormono, lo hanno iscritto al Campo dei Giovani Pennuti, dove Odo trascorre le sue giornate insieme alla minuscola Dudi, sua grande amica, e agli altri volatili ben più grandi di lui. Odo è determinato a dimostrare che, anche se piccolo, è capace quanto gli altri di contribuire alle attività del campo, e in ogni episodio affronterà con intraprendenza ostacoli e difficoltà senza scoraggiarsi mai. Ogni episodio conquista l’attenzione grazie ad avventure divertenti e tenere, grazie alle bellissime immagini ispirate alle illustrazioni della disegnatrice Alena Tkach.

Senza dare ricette didascaliche, Odo tocca il cuore dei più piccoli e racconta loro storie che riflettono situazioni della vita reale, dall’intolleranza al razzismo e all’adozione, dalla nascita alla morte, dall’emigrazione al rispetto degli altri e del pianeta. La serie educa i bambini ad affrontare e risolvere i problemi e ad avere fiducia in se stessi, contrastando la diffusione, anche tra i più piccoli, degli stati di ansietà e depressione.

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