IL ROCK ACCENDE ROMA

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Un palcoscenico sempre più aperto per il festival diffuso della musica nazionale e mondiale nella Capitale. Tra le realtà più importanti di tutta Europa, allarga i suoi confini diventando una grande festa dello spettacolo. La presentazione nella conferenza stampa negli studi di via Asiago, con Rai Radio 2 partner della tredicesima edizione

“Rock in Roma” continua ad accendere la Capitale e a fermare i momenti più importanti della musica live. Il festival diffuso è live all’Ippodromo delle Capannelle con due pachi Red e Black Stage, all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone e al Circo Massimo.  Fedele compagna di viaggio di Rock in Roma dal 2017, è Rai Radio 2, che anche quest’anno racconterà gli appuntamenti della grande musica live in connessione con il programma “Rock and Roll Circus”, condotto da Carolina Di Domenico e Pier Ferrantini, che intervisteranno in esclusiva gli artisti protagonisti della line up con il popolo della rete. Sui social di Rai Radio 2, infatti, sarà possibile seguire le interviste esclusive e le curiosità dal backstage per uno “storytelling” inedito della rassegna. Inoltre, Rai Radio 2 sarà presente on site all’Ippodromo delle Capannelle, con un dj set dedicato, nel preshow dei concerti. «Credo sia un orgoglio per noi – ha affermato in conferenza stampa nella sala A di via Asiago a Roma, la direttrice di Rai Radio 2 Simona Sala – poter dare voce ad uno spirito della città eterna che è quello rock. Negli anni, un rock che è venuto a modificarsi e ad allargarsi. Cambiamenti che Radio2 ha subito intercettato. Racconteremo tutto Rock in Roma e sarà un’occasione bellissima». Dopo i successi degli anni precedenti, gli stessi fondatori del festival, Maxmiliano Bucci e Sergio Giuliani, hanno acceso i motori in vista dell’estate live, presentando in conferenza stampa Rai, la line up della 13° edizione. «Il Festival, è tra i primi in Europa con un format diverso, avendo anche tre location, con una estensione lunga nel tempo, e che in tanti nel mondo stanno iniziando a copiare. Abbiamo avuto ospiti internazionali come Bruce Springsteen, Rolling Stones, Metallica e tantissimi altri. Hanno fatto l’ossatura del Festival e questo oggi è il nostro orgoglio. Oggi abbiamo eventi sold out da tempo con artisti che tornano. La storia di Rock in Roma dal punto di vista artistico e culturale è cresciuta. Orgogliosi di dire che è anche un festival Made in Italy, perché abbiamo tutta la scena nazionale più importante della nuova generazione”.  Tra le realtà musicali più importanti di tutta Europa che di anno in anno allarga i confini delle proposte artistiche, Rock in Roma è una grande festa dello spettacolo multi-genere e trasversale, dall’anima rock e dall’attitude pop e urban, in grado di entusiasmare e di soddisfare le esigenze di tantissimi music lover che concepiscono la musica come esperienza pura, piena e sempre nuova. LoveGang126 ha aperto i concerti, l’8 giugno, all’Ippodromo delle Capannelle, per una nuova stagione di imperdibili eventi. Tanti i nomi, per un fitto calendario di concerti che vedranno protagonisti grandi headliner, artisti nazionali e internazionali di maggior successo, da Arctic Monkeys a Paul Weller, da Coez a Lazza, Salmo, Rancore e molti altri. «Roma molto Rock, ma non solo, dato che avremo un’estate pazzesca. Non è mai facile organizzare un evento del genere e fare sempre meglio. Roma è la capitale dei grandi eventi» ha dichiarato Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale. Sin dalle prime edizioni, Rock in Roma ha concepito un festival per una Capitale musicalmente viva, invitante e competitiva, strutturandolo in maniera diffusa. All’Ippodromo delle Capannelle, che si rende ancora una volta luogo di aggregazione, ci saranno il Red Stage e il Black Stage con i live di ROCK ME PRIDE, GEOLIER, BRESH; RANCORE, TEENAGE DREAM SUMMER CAMP, NASKA, COMA_COSE, NU GENEA,  PAKY, VILLABANKS, LAZZA, CAPO PLAZA, MEZZOSANGUE, COEZ, MALUMA, SALMO, ARCTIC MONKEYS, MANUEL AGNELLI, ARTICOLO 31, CARCASS + CANDLEMASS, ROSA CHEMICAL, SFERA EBBASTA + SHIVA, OZUNA. La Cavea dell’Auditorium Parco della musica Ennio Morricone ospiterà la grande musica del Modfather: PAUL WELLER concluderà la stagione live di Rock in Roma con un concerto attesissimo. Al Circo Massimo, leggendaria location dalla bellezza mozzafiato, si svolgerà lo special event estivo prodotto da Live Nation in collaborazione con Rock in Roma: il 5 agosto 2023 si esibiranno gli IMAGINE DRAGONS, vincitori di un Grammy Award per la Best Rock Performance, 46 milioni di album venduti per 4 dischi di Platino, oltre 30 dischi di Platino per i singoli, 74 miliardi di stream.  Tra le novità di questa edizione di Rock in Roma ci sono le finali di Hit Week Talent, live all’Ippodromo delle Capannelle, occasione in cui si esibiranno gli 8 finalisti del contest targato Hit Week 2023, il più importante Festival al mondo dedicato alla diffusione della musica e della cultura italiana. I due vincitori si esibiranno come opening di artisti principali negli show di Miami e Los Angeles. Anche Rock in Roma contribuisce allo sviluppo e alla diffusione di una coscienza ambientale in senso ampio: il festival è sempre di più eco-friendly, evento a impatto zero e al servizio della tutela dell’ambiente, che con scelte eco-sostenibili radicali e necessarie si pone come evento che sia da esempio di promozione di tanti comportamenti socialmente utili e sostenibili, in modo che la passione per la musica e il rispetto per l’ambiente siano legati indissolubilmente. Nelle location dei concerti saranno predisposte delle isole ecologiche per la raccolta differenziata, sulla base di protocolli per un basso impatto ambientale.

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Special Guest: Cartoons!

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Il Festival internazionale dedicato all’animazione televisiva, cinematografica e cross-mediale ha chiuso i battenti a Pescara, dopo quattro giorni di eventi e spettacoli

La consegna dei “Pulcinella Awards 2023” e lo spettacolo Winx Club in piazza della Rinascita, nel centro di Pescara, hanno chiuso la ventisettesima edizione di Cartoons on The Bay, il più importante evento italiano dedicato all’industria dell’animazione e dei contenuti per ragazzi, promosso da Rai e organizzato da Rai Com, realizzato e diretto da Roberto Genovesi.

Dall’1 al 4 giugno all’Aurum, nella piazza principale della città abruzzese e al Cineteatro Massimo, il festival ha dato vita ad una serie di eventi con Ari Folman, Pera Toons, l’inaugurazione della mostra di Monica Manganelli, che ha firmato anche il manifesto di questa edizione, e l’anteprima italiana del film “I Cavalieri dello Zodiaco”. Tra i più attesi a Pescara Francesco Tullio Altan, creatore della Pimpa, premiato per il Bonelli Award, che ha incontrato i giovani raccontando le sue esperienze. L’animatore e disegnatore Bruno Bozzetto si è soffermato sulle tematiche dalla sostenibilità ambientale e i diritti degli animali con il linguaggio dell’animazione. Tra gli special guest del festival, Ian Mackinnon, autore di personaggi di film come “Pinocchio” di Guillermo Del Toro.

Molte le presenze istituzionali tra le quali la sottosegretaria al Ministero della Cultura, Lucia Borgonzoni, intervenuta sulla nuova normativa dedicata al mondo dell’animazione e sulle modifiche al tax credit assicurando «il suo impegno nel ridisegnare il credito d’imposta e gli interventi nel settore audiovisivo in generale, in modo che le ricadute siano più positive».

Per la Rai, il Direttore Generale Giampaolo Rossi ha ringraziato la città di Pescara per l’accoglienza straordinaria, l’allestimento di spazi tra i più belli nella storia di Cartoons: «Spero che il legame di questo festival con la città possa continuare anche in futuro. Quella di quest’anno è stata un’edizione bella, un evento storico e un appuntamento molto importante perché la Rai investe sul mercato dell’animazione e perché sta cercando di rintracciare i nuovi linguaggi e intercettare le esigenze delle nuove generazioni».

Nei giorni di Cartoons si è parlato molto delle giovani generazioni. E, a proposito dei più piccini, Unicef e Rai hanno lanciato un messaggio: “Investire sull’infanzia per migliorare il mondo”.

Andrea Iacomini, portavoce dell’Unicef Italia e Mussi Bollini, vice direttrice di Rai Kids, hanno sottolineato nei loro interventi che «i diritti dei bambini non vogliono emergenze. Unicef è al fianco di Cartoons on the Bay, veicolo fondamentale per i diritti dei più piccoli. La centralità del servizio pubblico è un lavoro educativo che la televisione fa soprattutto nei confronti dei bambini, perché investire sui più piccoli vuol dire migliorare il mondo».

Luca Milano, direttore di Rai Kids, ha presentato la nuova offerta: «Quest’anno il Festival è particolarmente importante perché siamo riusciti a presentare ben 50 titoli nuovi realizzati da società italiane di cartoni animati, insieme alla Rai. Tante storie per bambini piccoli e famiglie. Questa è un’occasione di incontro tra le migliori produzioni italiane con il meglio delle produzioni internazionali, quindi è un incontro che ci aiuta a crescere, che aumenta il livello della qualità della nostra offerta con un bilancio positivo».

Piazza della Rinascita si è trasformata in un vero e proprio palazzetto dello sport con il campione Andrea Lucchetta e i tanti bambini che hanno affollato i campi di minivolley allestiti in collaborazione con la FIPAV.

Ad animare il palco centrale, la simpatia di Armando Traverso, Lucilla Kids, Giorgio Vanni, interprete, produttore e compositore di grandi successi, il djset con la star dei social Gabrielle Sarmiento di No Name Radio, la nuova radio dedicata ai giovani e ai nuovi scenari musicali, e i personaggi dei cartoni animati più amati di Rai Kids.

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Rai: creatività, trasmedialità e nuovi linguaggi

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Il direttore di Cartoons on The Bay, Roberto Genovesi, ha intervistato il nuovo direttore generale della Rai, Giampaolo Rossi, alla sua prima uscita pubblica dopo la nomina

La sua prima uscita pubblica avviene proprio a Cartoons on the Bay. Dobbiamo considerarla una manifestazione di intenti?

In realtà non è casuale perché ho seguito da sempre questo evento e le edizioni precedenti. Ho sempre partecipato in vesti diverse rispetto a quelle di Direttore Generale. Partecipai come Presidente di RaiNet nel 2009, in quella esperienza incredibile che è stata la più grande factory digitale di servizio pubblico in Europa. Partecipai anche come consigliere di amministrazione della Rai e oggi come Direttore Generale. C’è una continuità che è legata all’importanza dell’evento e all’idea che la Rai ha nei confronti di questo mondo, che è quello dell’animazione, che cerca di intercettare nuovi linguaggi. La Rai si sta trasformando lentamente da broadcaster tradizionale in una media company digitale e questo mondo, che è quello della creatività, della transmedialità e dei nuovi linguaggi, è un elemento portante.

Cos’è per lei il servizio pubblico?

E’ una domanda da un miliardo perché è il grande dibattito del nostro tempo: nel mondo della grande rivoluzione digitale, della convergenza tecnologica e dei nuovi linguaggi, il servizio pubblico, televisivo e multimediale, serve ancora? Un tema che viene affrontato in tutti i Paesi europei dove i servizi pubblici svolgono un ruolo importante nell’informazione, nell’intrattenimento, nell’educazione. Io credo che sia fondamentale mantenerlo e renderlo il più possibile attivo, perché è la spina dorsale dell’industria culturale di una nazione. In Italia, la Rai svolge questa funzione. Spesso e volentieri, nel dibattito sulla Rai ci dimentichiamo di dire che è il punto di traino dell’intera industria culturale italiana dell’audiovisivo e anche dell’animazione. Il ruolo che svolgono Rai Kids e RaiPlay è fondamentale. Stesso dicasi per Rai Fiction e Rai Cinema. Il 74% delle serie Tv in Italia, le produce la Rai. Un mercato che la Rai difende, protegge e valorizza. Il servizio pubblico serve proprio a tenere in vita l’industria culturale italiana, a trasferire nuovi linguaggi, a rappresentare l’Italia a se stessa, ma anche al mondo. Credo che questo ruolo sia fondamentale.

L’animazione è più contenuto o più linguaggio?

L’animazione è entrambe le cose. Contenuto perché trasmette un immaginario e costruisce un senso della realtà per le nuove generazioni che i servizi pubblici fanno fatica ad intercettare. Ma vale anche per le generazioni più grandi, perché si può investire in una dimensione che si rivolga ad un pubblico di età maggiore. L’animazione è un po’ dovunque nel cinema, nella cultura e nella poesia.

L’animazione è più per bambini o c’è anche lo spazio per gli adulti?

Ci sono terreni che il servizio pubblico deve iniziare ad esplorare. Abbiamo vissuto in questi ultimi decenni un’accelerazione enorme, soprattutto gli addetti ai lavori di un settore che vive la velocità della modernizzazione. Ma questo cambiamento nei linguaggi, nella tecnologia, nei modelli di fruizione del pubblico, ha visto i broadcaster tradizionali con lentezza adattarsi a questi cambiamenti perché ovviamente vivono e provengono da linguaggi, modelli di trasmissione e da una cultura diversi. Oggi però questo processo è avviato. Ad esempio, il lavoro che ha fatto in questi anni RaiPlay è straordinario nel tentativo di creare una vera piattaforma che riuscisse a raccogliere una innovazione di linguaggio e di prodotto e nello stesso tempo una grande memoria delle produzioni e dei contenuti Rai che attraversano la storia del nostro Paese. Quindi, secondo me, lo sforzo che la Rai deve continuare a fare è l’investimento per il futuro. Ci sono stati dei rallentamenti e sicuramente questo fa parte della difficoltà di un’azienda complessa ad adattarsi a questi processi di accelerazione. Credo che la strada sia quella giusta.

Negli ultimi anni a Cartoons on the Bay, man mano che sale l’età del pubblico di riferimento, c’è sempre più attenzione a quei prodotti che sono interattivi non soltanto di fruizione frontale e lineare. Su questo aspetto la Rai potrebbe aggiungere qualcosa?

La Rai ha iniziato questo percorso. Lo ha fatto già partendo con RaiPlay e con quei contenuti che sono distribuiti in maniera non lineare. Ovviamente è evidente che i broadcaster tradizionali vengono dalla linearità.  Comunque, oggi buona parte delle risorse economiche del mercato vengono utilizzate per una funzione che è ancora molto lineare. Questo porta ad una serie di conseguenze come l’invecchiamento del pubblico che fruisce dei contenuti Rai. E’ necessario un percorso di trasformazione che deve essere attuato nella qualità giusta. Credo che la Rai sia uno dei broadcaster più avanzati in Europa, sull’indirizzo dei nuovi linguaggi e sui processi di interazione. Su questo siamo sulla giusta strada. La Rai è il servizio pubblico che ha il canone più basso d’Europa, quindi la capacità di investimento è direttamente proporzionale alle risorse economiche. In un mercato in cui la parte commerciale ed economica è abbastanza frantumata e frastagliata.

Possiamo pensare che un giorno la Rai possa occuparsi anche di interattività come videogiochi?

Questo è un altro dei grandi universi su cui la Rai deve sperimentarsi perché il mondo del game è un’industria ricca, fertile e attiva, ma anche funzionale al servizio pubblico. Il game è anche un elemento formativo ed educativo e fino ad oggi non è un ambito su cui si è sperimentato. Dovremo farlo quanto prima.

Se dovesse scegliere un personaggio storico italiano sul quale fare un cartone animato?

Ci troviamo a Pescara, nella città di Gabriele D’Annunzio e l’Aurum è un luogo rappresentativo. Un personaggio incredibile della modernità italiana, nonostante venga rappresentato come una sorta di austero e barocco uomo decadente. Ha inventato invece la modernità italiana. Era anche un grande uomo di azione ed il poeta più tradotto nel mondo dopo Dante Alighieri. Dunque, un personaggio sul quale sarebbe divertente creare un cartoon.

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Una voce per Padre Pio

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Storie umane, esperienze di devozione e di fede, solidarietà: con Mara Venier e tanti big del mondo della musica e dello spettacolo, venerdì 9 giugno alle 21.35 su Rai 1

Speranza, rinascita e gioia saranno i valori più significativi della nuova edizione di “Una Voce per Padre Pio”, condotta da Mara Venier, in onda venerdì 9 giugno, dalle 21.35 (e, in replica, il 2 luglio alle 16.00) su Rai 1. La trasmissione sarà nuovamente ambientata a Pietrelcina, nella sua storica cornice, borgo natio del Frate, set suggestivo e abituale. L’edizione 2023 di ‘Una Voce per Padre Pio riunirà grandi nomi del mondo della musica e dello spettacolo: Nino D’Angelo, Al Bano, Arisa, Leo Gassman, Michele Placido, Patty Pravo, Ricchi e Poveri, Clementino. L’Orchestra “Suoni del Sud” sarà diretta dal maestro Alterisio Paoletti.

Non mancheranno momenti di riflessione con le testimonianze sulla vita e le opere di Padre Pio con il cappuccino Fra Daniele, il Professor Guido Oppido dell’ospedale Monaldi di Napoli che segue da vicino il progetto ‘Cuori Ribelli’, il Professor Giulio Basoccu che darà testimonianza dell’inaugurazione di un Ospedale in Costa D’Avorio e i volontari dell’Associazione ‘Una voce per Padre Pio Onlus’ per ricordare i progetti in Italia e all’estero.

Nato da un’idea di Enzo Palumbo, il programma da 24 anni racconta storie umane, esperienze di devozione e di fede che rimandano all’insegnamento di Padre Pio: dare sollievo alla sofferenza umana. “Una Voce per Padre Pio” è soprattutto solidarietà, quest’anno più che mai. Al programma è come sempre abbinata una campagna di raccolta fondi, sostenuta da Rai per il Sociale, a supporto dei progetti di “Una Voce Per Padre Pio Onlus”. Componendo il numero di sms solidale 45531 si potrà sostenere l’associazione donando 2 euro con un sms da cellulare Wind3, Tim, Vodafone, Iliad, Postemobile, Coopvoce e Tiscali oppure 5 euro con una chiamata da Rete Fissa, Twt, Convergenze e Postemobile e, infine, da 5 a 10 euro da rete fissa Tim, Vodafone, Wind3, Fastweb, Tiscali.

Nel nostro Paese l’organizzazione è attiva con ‘Obiettivo Italia’, in particolare a Napoli, dove durante la pandemia le richieste d’aiuto sono aumentate del 40%. Oltre 8mila famiglie sono state raggiunte dagli aiuti alimentari distribuiti. Tra i progetti: ‘Fratello Studio Sorella Scuola’, che prevede sostegno a bambine e bambini della scuola primaria per contrastare la dispersione scolastica; ‘Aggiungi un posto a tavola’ che invece affronta gli effetti della crisi economico-sociale legata anche alla pandemia e alla guerra in Ucraina, sostenendo concretamente le famiglie in situazioni d’emergenza; ‘Tendere la mano’, che prevede contributi economici alle famiglie per pagare utenze, spese mediche e altre necessità fondamentali.

Con ‘Obiettivo Africa’, l’organizzazione interviene portando aiuti soprattutto a causa dell’ingente numero di persone che vivono in condizioni di deprivazione e che ha visto la cifra in aumento di 9 milioni. In Costa d’Avorio sono attivi orfanotrofi e strutture residenziali per minori e ragazzi disabili, in cui vivono oltre 120 bambine e bambini, in parte con disabilità. Inoltre, è attivo il ‘Corridoio umanitario cuori ribelli’, programma medico-sanitario grazie al quale minori con cardiomiopatie congenite di Costa d’Avorio e Camerun vengono trasferiti in Italia per essere sottoposti a interventi chirurgici salvavita. Dal 2022 a oggi sono stati curati in questo modo oltre 60 bambini. A Yaoundé, in Camerun, inoltre, è prevista l’apertura di una nuova casa-famiglia, in cui saranno ospitati bambini orfani o abbandonati.

Inoltre, grazie alla collaborazione con la Missione Kfor Multinational Specialized Unit – Pristina Msu, il Corridoio umanitario sanitario è attivo anche con il Kossovo.

Autori Giancarlo De Andreis, Stefano Castellano e Gianluca Guida. Direzione artistica Paolo De Andreis. La regia è di Roberto Croce.

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L’Avversario

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MARCO TARDELLI

«Mi è piaciuta l’idea di raccontare lo sport e la vita dei grandi sportivi da un punto di vista inedito: al centro del racconto ci sono la fragilità e la sensibilità più di una prestazione fisica da record o di una vittoria consegnata agli annali». Il campione del mondo di Spagna 1982 conduceil nuovo format originale prodotto da Rai Cultura e Stand by me, in onda dal 5 giugno, ogni lunedì in seconda serata su Rai 3

Non c’è sport senza un avversario, che può essere un rivale in carne e ossa o qualcosa di più sottile, come un limite o un ostacolo. Dietro ai trionfi sportivi e alla gloria pubblica, quali difficoltà esterne e quali demoni interiori deve affrontare un campione? Antonio Cassano, Roberto Mancini, Federica Pellegrini, Lea Pericoli, Michel Platini e Franco Menichelli sono i sei grandi sportivi, uno per puntata, che Marco Tardelli incontra e intervista per portare alla luce gli avversari, le difficoltà e i demoni interiori che hanno affrontato nella loro carriera e nella loro vita personale.

Tardelli, che significato ha per lei la parola “avversario”?

È una parola piena di sfumature, dietro la quale si nasconde un’infinità di significati. Può essere positiva, quando svela una sfida in cui puoi metterti in gioco. Ma anche negativa, se è un limite o un ostacolo. Per me l’avversario è sempre stato quello sul campo, ma per qualcuno può essere un demone interiore oppure una difficoltà esterna.

Cosa le ha fatto accettare la conduzione di questo programma?

Mi è piaciuta l’idea di raccontare lo sport e la vita dei grandi sportivi da un punto di vista inedito: al centro del racconto ci sono la fragilità e la sensibilità più di una prestazione fisica da record o di una vittoria consegnata agli annali. Abbiamo fatto emergere gli aspetti più intimi e sconosciuti di sei campioni assoluti, ripercorrendo la loro carriera attraverso aneddoti e ricordi.

Sei personaggi, sei storie diverse, cosa ha imparato da questi incontri?

Ho imparato che non si conosce mai del tutto una persona, perché dentro ognuno di noi esiste un io profondo e nascosto. Ho imparato che a volte le persone possono cambiare.  E ho imparato che non sempre le difficoltà ci rendono più forti: a volte ci spezzano, ci rallentano, ci fanno cambiare strada.

L’avversario di uno sportivo è spesso interiore. Come si superano i momenti di difficoltà e insicurezza?

Non c’è una risposta valida per tutti. Ognuno dentro di sé deve trovare la forza, il coraggio e il modo per superare le difficoltà. Alcune volte non si superano: si accettano e basta. Si impara a conviverci, anche questo è un modo per andare avanti.

Quanto un avversario può spingerci a essere più forti?

L’avversario può essere uno stimolo a migliorarsi, a porsi nuovi obiettivi. È lo spirito stesso del gioco e dello sport, l’oggetto di ogni competizione.

Chi è stato, sul campo, il suo più grande avversario?

Un giocatore che ho incontrato in serie C: Nicola Ripa. Giocava con la Sambenedettese, non so perché, ma contro di lui non sono mai riuscito a fare bene.

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A Pescara tra transmedialità e metaversi

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Oltre 300 opere in concorso da più di 50 Paesi e la Germania ospite della 27esima edizione. Grandi e attesissime le presenze al Festival: da Peter Lord ad Ari Folman, da Ian Mackinnon ad Altan, Bruno Bozzetto, Pera Toons. Dal 31 maggio al 4 giugno

Peter Lord, Ari Folman, Ian Mackinnon, Altan. Questo il poker d’assi della nuova edizione di “Cartoons on the Bay”, il festival dell’animazione televisiva, della trasmedialità e della meta-arte, realizzato e diretto da Roberto Genovesi per Rai Com, che è stato presentato oggi in Rai e che si svolgerà dal 31 maggio al 4 giugno a Pescara, in collaborazione con la Regione Abruzzo e il Comune di Pescara. Ricco di incontri il programma professionale tra panel, Knote, masterclass che vedranno protagonisti i più grandi maestri dell’animazione, dei videogiochi e dei metaversi. A Peter Lord e Ari Folman, rispettivamente le firme dietro capolavori come Wallace & Gromit e Valzer con Bashir, i Pulcinella Awards alla carriera, a Ian MacKinnon, mastro di chiavi dei puppets di Pinocchio, il capolavoro premio Oscar di Guillermo del Toro, il premio come studio dell’anno e al fenomeno Cuphead, tra cartoni animati e videogiochi il nuovo premio Transmedia della manifestazione. Ad Altan il Premio Sergio Bonelli che lo scorso anno fu assegnato a Zerocalcare e a Carlos Grangel. “Cartoons on the Bay” conferma la sua formula che esalta il gioco di squadra della Rai vedendo coinvolti Rai Kids, RaiPlay e Rai Radio Kids attraverso spettacoli dal vivo, eventi per il pubblico e per le scuole come il musical delle Winx o quello dei Cuccioli, la presenza delle più famose mascotte dei programmi in onda su Rai Gulp e Rai Yoyo e dei volti più amati dai bambini come quelli di Andrea Lucchetta e Armando Traverso che sarà accompagnato dall’ormai celebre DJ di Rai Radio Kids. Un vero e proprio progetto crossmediale coinvolgerà Rai Play che ospiterà in esclusiva alcune parti del programma del festival come le retrospettive dedicate a Peter Lord e Ian Mackinnon e lo special per i 140 anni dalla prima pubblicazione di Pinocchio di Collodi. Tra gli ospiti più attesi dai bambini anche Pera Toons, che interverrà nel programma e firmerà le copie del suo ultimo libro, e Giorgio Vanni, con il suo concerto sulle sigle più famose dei cartoni animati che riuscirà per un pomeriggio a far divertire insieme bambini, genitori e nonni. Attesissimi l’anteprima del film “I Cavalieri dello Zodiaco” prevista per l’1 giugno alle 21.00 al teatro Cinema Massimo e il Fun & Games Village in cui per la prima volta il festival ospiterà un torneo del celebre gioco di ruolo Dungeons & Dragons. Il manifesto di “Cartoons on the Bay 2023” è affidato a Monica Manganelli, scenografa di Cloud Atlas e di alcune delle più innovative e sperimentali opere teatrali degli ultimi anni, a cui è dedicata anche la mostra del festival. “Cartoons on the Bay 2023” si svolgerà all’Aurum (programma professionale), in Piazza della Rinascita (programma pubblico) e al Teatro Cinema Massimo (anteprime, retrospettive e titoli in concorso). Il Festival vedrà il suo avvio ufficiale il 31 maggio proprio all’Aurum, con l’inaugurazione della mostra “Monica Manganelli. Mondi immaginati e mondi immaginari tra utopia, realtà e sospensione”.

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Non solo animazione

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Dal 2009 è il direttore artistico di “Cartoons On The Bay”. Il RadiocorriereTv ha intervistato Roberto Genovesi: «Crossmedialità e transmedialità, una ragnatela di collegamenti sia per la costruzione della narrazione sia per la gestione economica dei progetti»

Ritorna “Cartoons”, pronto per l’evento?

L’obiettivo di “Cartoons On The Bay” è quello di studiare i nuovi scenari dell’animazione, e di tutto ciò che le ruota intorno, sia in termini di linguaggi sia di contenuti. Anche quest’anno aggiungiamo un tassello in più al mosaico che stiamo costruendo ormai da tanti anni, in particolar modo fermiamo la nostra attenzione sul fenomeno della transmedialità e dei metaversi, che sono sempre più frequentati dai bambini e di cui non possiamo più non tener conto, come abitudini del nostro ipotetico target.

Metaverso, creatività, animazione, qual è il punto d’incontro?

La crossmedialità e la transmedialità, la capacità di costruire sin dall’inizio progetti che contemplino tutti questi ambienti e questi linguaggi. È ormai impossibile, sia dal punto di vista artistico sia manageriale e produttivo, immaginare delle cose che riguardino solo uno di questi universi, di questi linguaggi, di questi mondi. Ormai è tutta una ragnatela di collegamenti necessaria sia per la costruzione della narrazione sia per la gestione economica del progetto.

“Cartoons On The Bay” anche quest’anno ha lanciato la sfida ai creativi e ai produttori di tutto il mondo. Tra pochi giorni la consegna dei Pulcinella Awards. Che risposta c’è stata?

Siamo al secondo anno dopo la pandemia e abbiamo confermato, se non aumentato, i numeri della scorsa edizione. Abbiamo superato abbondantemente le 300 opere in concorso e sono rappresentati più di 50 Paesi. La risposta è stata ottima. Quest’anno abbiamo rafforzato ulteriormente l’area professional, e quindi gli incontri con produttori, broadcaster e professionisti del settore, per evidenziare ancora di più i processi economici  che sono alla base di quello che per noi, apparentemente, in superficie, è soltanto un bellissimo spettacolo visivo. In realtà dietro c’è una programmazione che vede in campo soggetti economici e commerciali di alto livello.

Paese ospite sarà la Germania. Cosa scopriremo della produzione tedesca?

Intanto scopriremo che Italia e Germania hanno una lunga storia di collaborazione nel settore dell’animazione. Ci sono molte serie Tv che vanno in onda sui broadcaster tedeschi e su Rai Gulp e Rai Yoyo che nascono da coproduzioni e corealizzazioni. La Germania è anche uno dei Paesi più importanti a livello europeo per quanto riguarda i budget di realizzazione dei prodotti d’animazione ed è importante che questa storia di collaborazione, di cammino comune con l’Italia, si rafforzi sempre di più. Credo che la scelta di avere la Germania come Paese ospite possa essere uno strumento per confermare questa linea.

Ospiti stranieri e italiani di fama internazionale…

Avremo Peter Lord, Ari Folman e Ian Mackinnon, che sono nomi monumentali dell’animazione internazionale, ma avremo anche Bruno Bozzetto e Altan, che saranno a Pescara uno per presentare il suo nuovo cortometraggio e l’altro per ricevere il premio Sergio Bonelli. La presenza degli autori e dei registi italiani a “Cartoons” è quasi una routine, abbiamo ogni anno i più importanti e validi registi, showrunner e animatori.

Come è cambiato negli anni “Cartoons on the Bay”?

C’è stato un primo cambiamento epocale quando nel 2009 l’allora Rai Trade, oggi Rai Com, mi chiamò alla direzione del Festival con una mission aziendale nuova rispetto a quella originaria. “Cartoons” era nato per essere vetrina della produzione italiana, ma da quell’anno mi si chiedeva di trasformarlo in uno strumento di scouting per raccontare a chi faceva animazione come stava cambiando lo scenario economico, produttivo, dei linguaggi e dei contenuti dell’animazione stessa. L’asticella è salita ogni anno, e oggi Cartoons è un festival che considera l’animazione come un protagonista di un grande disegno in cui ci sono altri protagonisti a pari livello, come i videogiochi, i fumetti, i giochi da tavolo, i social, il mondo di Internet. Abbiamo preso atto che il target di riferimento non è più un pubblico seduto sul divano che aspetta di essere meravigliato dal racconto statico, ma un grande mosaico di isole multimediali mobili, che sono i bambini, che si muovono velocemente attraverso gli strumenti tecnologici e che noi siamo obbligati a raggiungere.

Fiore all’occhiello dell’edizione la mostra dedicata a Monica Manganelli…

Quando ho scoperto le sue opere sono rimasto sbalordito. Non solo per l’originalità, ma per la competenza e lo spessore culturale che ci sono alla base di quei lavori. Talvolta, fare un disegno o creare qualcosa, non significa avere una base d’appoggio culturale, ma semplicemente avere estro. Monica Manganelli ha un grande substrato di formazione culturale nel mondo del teatro, del cinema. Ho ritenuto necessario realizzare questa mostra anche perché Manganelli all’estero è molto conosciuta, essendo scenografa di alcuni dei progetti più importanti degli ultimi decenni.

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Fatto da mamma e papà

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Flora Canto torna su Rai 2 con la terza stagione del programma in cui un personaggio dello spettacolo si racconta mentre cucina. Dal 3 giugno alle 12.00

Dopo il successo delle precedenti edizioni torna a partire dal 3 giugno ogni sabato alle 12.00 su Rai 2, “Fatto da Mamma e da Papà”, giunto alla terza edizione.

Alla conduzione la spumeggiante Flora Canto che in ogni puntata inviterà nella sua cucina un personaggio dello spettacolo che insieme a lei cucinerà il piatto preferito dei propri figli oppure il piatto del cuore della sua infanzia.

Durante la preparazione della ricetta il personaggio si racconterà a Flora tra chiacchere e risate. 

Tra le novità di questa edizione: la nonna più famosa d’Italia Anna Moroni, che insieme a Flora Canto preparerà ricette sfiziose per i nostri bambini. Un esperto di Life Style, inoltre, darà consigli su come preparare una tavola tematica da sogno. 

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NON STOP… NOW

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Giovani talenti e performer sono i protagonisti del nuovo programma comico di Rai 2. Da sabato 3 giugno alle 14.00

L’estate di Rai 2 comincia sabato 3 giugno alle 14.00 con “Non stop… Now”, il nuovo programma comico realizzato presso il CPTV di Torino. 

Il programma sarà l’occasione per presentare al pubblico le nuove leve della comicità e i giovani talenti che si affacciano nel panorama artistico italiano, molti dei quali nati dal web. Un’atmosfera colorata e giocosa farà da cornice ai protagonisti in un laboratorio creativo nel quale, senza la presenza di un conduttore, si alterneranno performance canore, coreografie ritmate e gag estemporanee.

Un format in quattro puntate che stravolge la liturgia tradizionale del varietà televisivo, la cui idea prende ispirazione dal programma cult “Non Stop” del 1977/78 che portò alla ribalta grandissimi talenti: Carlo Verdone, il trio La Smorfia, I gatti di vicolo miracoli… solo per citarne alcuni. E chissà se anche “Non stop… Now”, oggi come allora, farà nascere qualche nuova stella.

Prodotto dalla Direzione Intrattenimento Day Time Rai, “Non stop… Now” è un programma di Massimo Cinque, Maurizio Gianotti, Alessandro Migliaccio e Giulia Nannini. A cura di Danila Giarda, produttore esecutivo Maria Grazia Morino. La regia è di Giovanna Cuccurullo. 

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La forza della leggerezza

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La giornalista del Tg 1 Adriana Pannitteri racconta la Raffa nazionale, a ottant’anni dalla nascita. Edito da Morellini Editore, “Raffaella Carrà. La ragazza perfetta” raccoglie testimonianze ed emozioni di chi ha conosciuto da vicino la conduttrice e showgirl più amata di sempre

Perché “la ragazza perfetta”?

Perché sin da bambina Raffaella sapeva che avrebbe dovuto faticare per esprimere il suo talento. Lo ha fatto negli anni, in tutti i modi possibili e immaginabili, senza mai risparmiarsi. Chi ha vissuto con lei le lunghe trasferte in Sudamerica, nei tempi d’oro, ricorda Raffaella provare all’inverosimile per tutta la giornata, per poi chiudersi in camera la sera a imparare lo spagnolo. Da questo punto di vista è stata la “ragazza perfetta” e lo è stata forse anche troppo, perché quando si punta alla perfezione e si pretende troppo da se stessi, si rischia di non voler mai perdere il controllo e di essere un po’ trattenuti.

Cosa ti ha spinto a raccontare Raffaella?

Un anno fa ho avuto l’occasione di realizzare uno Speciale Tg 1 su di lei in collaborazione con la regista Cinzia Perreca, che mi ha parlato a lungo di Raffaella, figura di donna in fondo molto lontana da quelle di cui fino ad allora mi ero occupata. In passato avevo certamente apprezzato la Carrà, e la sua figura, che mi era sembrata esclusivamente basata sulla leggerezza, ma pian piano ha cominciato a rivelarmi aspetti interessanti, a partire dalla capacità di affermarsi in un mondo di uomini e di farcela da sola grazie al suo talento. Ha avuto sì dei compagni che l’hanno sicuramente sostenuta in un connubio professionale, ma non sono stati loro a farle la carriera. Lei non ha mai scelto la strada del personaggio importante al suo fianco per trovare il successo e questo lo trovo straordinario. Mi ha colpito la figura di una donna che si è data da fare tutta la vita e ha saputo anche reinventarsi. Ha recitato, ballato, condotto, si è spesa per battaglie sociali come quella delle adozioni, per il mondo LGBT. Raffaella non è stata solo leggerezza.

Nel tuo viaggio alla scoperta di Raffaella hai incontrato molte persone che hanno condiviso un percorso con lei, cosa ha lasciato a chi l’ha amata?

Non solo la simpatia, ma un modello di lavoro basato sulla professionalità. C’è chi l’ha definita una professionista all’americana che si spendeva fino all’ultimo. Ha insegnato un modello di serietà e di tenacia. 

Raffaella persona e personaggio, com’era la Carrà nella vita di tutti i giorni, che idea ti sei fatta?

A Raffaella piaceva giocare a carte con gli amici e contornarsi delle persone a cui voleva bene. Aveva anche amici vip, come Renato Zero e Fiorello, ma quando non lavorava e trascorreva il tempo nel suo buen retiro di Porto Santo Stefano, stava in compagnia di persone comuni che le consentivano, almeno nella vita privata, di essere solo Raffaella Pelloni. Aveva un grande senso di libertà. I suoi collaboratori, con i quali ha lavorato ad esempio in Spagna, raccontano che quando andava a vedere uno spettacolo lo faceva in incognito, non si faceva regalare i biglietti. Amava trascorrere il suo tempo libero come voleva. Mi sono fatta l’idea di una donna che nella vita privata era estremamente semplice, le piacevano le scarpe basse, i jeans, il maglioncione. E poi quando la vedevi in televisione, come diceva il costumista Luca Sabatelli, più che vestirsi si armava con abiti di scena pazzeschi.

In cosa è stata rivoluzionaria Raffaella?

Penso al “Tuca Tuca”, che venne visto con preoccupazione dagli allora vertici della Rai. Ma era un’esibizione spensierata che hanno ballato i bambini, gli anziani, e anche i frati quando Raffaella è andata a trovarli a San Giovanni Rotondo. Quel ballo ha mandato un messaggio di libertà in maniera lieve. Raffaella non ha fatto la rivoluzione proclamandola, ma attraverso la leggerezza. Quello che pensava l’ha sempre detto, senza mai farsi problemi e sempre in modo semplice.

Si dice che Raffaella fosse brava in cucina…

Amava cucinare per gli amici. Nei giorni in cui andava in diretta con il programma preparava il sugo la mattina presto.Lasciava tutto pronto per cenare con i collaboratori a casa sua a tarda sera, una volta spente le telecamere.

Nel tuo racconto dedichi ampio spazio a “Carramba”, cosa ha rappresentato per Raffaella e per il suo pubblico quel programma?

È stato forse il programma più innovativo della storia della Tv. Può piacerci o meno, possiamo trovarlo per certi versi melenso, ma gli ascolti erano stratosferici. Raffaella ha sdoganato certamente le lacrime, ma soprattutto l’abbraccio. Ha anche avvicinato l’Italia all’America latina, con ricongiungimenti di persone separate da tantissimo tempo che non avevano grandi possibilità economiche. Credo che in quegli anni quel programma sia stato geniale.

Il libro chiude con il racconto del ritorno di Raffaella all’Argentario. Perché ha amato quel luogo così tanto da voler essere sepolta lì?

Credo per motivi  anche un po’ casuali, forse perché Gianni Boncompagni e Sergio Japino avevano già una villa lì, ma nel tempo per Raffaella quel posto è diventato un punto di riferimento, luogo in cui scappava ogni volta che poteva. Aveva preso casa a Cala Piccola, una vista spettacolare di fronte all’Isola del Giglio. Il silenzio della natura si contrapponeva al tanto “rumore” del mondo dello spettacolo, della città. Oggi è sepolta nel piccolo cimitero di Porto Santo Stefano, in paese ci sono anche un premio cinematografico e un giardinetto intitolati a lei.

Raffaella, forse non perfetta, ma certamente unica…

Non penso fosse facile essere la Carrà. Ha dato tantissimo allo spettacolo e al suo pubblico divenendo un personaggio unico, e cercando al tempo stesso di essere, per se stessa, semplicemente Raffaella.

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