Il pubblico rivive nelle storie

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Regista, sceneggiatore, produttore di film come “La Sirenetta”, “Alladdin”, “Hercules”, “Oceania”, premiato con il “Pulcinella Awards alla Carriera” a “Cartoons On The Bay”, John Musker racconta il suo lavoro e la sua visione dell’animazione

Quali sono, nell’animazione, le storie che durano?

Io e il mio partner Ron Clements abbiamo diretto diversi lungometraggi per Disney. In tutti questi film abbiamo cercato di raccontare storie classiche, quelle che sarebbero durate, e molte fiabe dove i bambini diventano adulti. C’è un rito di passaggio dall’essere un bambino all’essere un adulto: è quel momento in cui ti confronti con i problemi del mondo reale. Quindi penso che più possiamo raccontare una storia con la quale le persone si identificano, si rivedono in quei personaggi e nei loro problemi, e più si entra nel film e si sente di esserne parte, come in “La Sirenetta”, “Aladdin”, “Hercules”.

Cosa accade quando le persone si identificano nei personaggi dell’animazione?

Quando si rivedono nello schermo e vengono coinvolte emotivamente, le persone si legano ai personaggi, al film. Ed è questo ciò che noi proviamo a fare. Non sempre funziona, ma è nostra intenzione riuscire davvero a connetterci con il pubblico intorno al mondo.

 

Come cambia l’animazione con il digitale?

Io credo che l’animazione sia un mezzo davvero illimitato e che si stia ancora sviluppando. C’è l’animazione digitale e ci sono diversi modi per proporre i prodotti, come le piattaforme e lo streaming. Ho ancora un bel numero di idee per cortometraggi che vorrei realizzare, quindi mi trovo ancora in un processo di esplorazione. Ho appena finito “I’m Hip”, mi ci sono voluti alcuni anni, l’ho animato tutto da solo. Ci son alcuni altri film che mi piacerebbe animare e sono in fase di pianificazione.

Quali sogni sente di dover ancora realizzare?

Non direi di aver realizzato tutti i miei sogni, infatti ne ho tanti e voglio ancora esplorare le idee perché la narrazione è vasta, non ci sono limiti ai numeri di storie che ci sono lì fuori. Credo che tutti i nostri film siano realmente basati sulla nostra personale osservazione delle persone e degli ambienti e più stimoli ne ottieni, più le storie vengono suggerite. Quindi guardo alle cose per quello che sono, ma certe volte le guardo e penso quello che potrebbero essere.

Come vede le nuove generazioni di registi?

Sono ansioso di vedere cosa faranno. Penso che ci siano molte opportunità per loro di raccontare storie che siano senza tempo e che coinvolgano il pubblico di tutto il mondo. Adoro andare al cinema ed essere sorpreso e stupito.

Quali sono le sfide dell’animazione oggi?

Ce ne sono tante, soprattutto nelle sale cinematografiche, perché anche gli effetti del covid e di quegli anni di pandemia, stanno ancora influenzando i film. Come far venire voglia al pubblico di vedere un film è la sfida sempre presente.

 

 

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Popolare e di qualità Il grande racconto della musica italiana

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Sono partiti in 1.187 e arrivano in 8 all’ultimo capitolo del lungo viaggio artistico di Musicultura 2024. La fase conclusiva della XXXV edizione del Festival della Canzone Popolare e d’Autore si svolgerà a Macerata dal 17 al 22 giugno. La Rai è main media partner dell’evento con Rai Radio 1, Rai 2, TgR, Rainews24, RaiNews.it, Rai Italia e RaiPlay. Le serate finali saranno trasmesse da Rai 2 il prossimo 5 luglio

Svelati dal direttore artistico Ezio Nannipieri gli otto vincitori del prestigioso Concorso che, dal 1990, tutela la qualità espressiva della canzone italiana, favorendo il ricambio artistico generazionale. Gli artisti che accedono alla fase finale del festival sono, tra l’altro, autori dei propri brani: Nico Arezzo (Modica) – Nicareddu; Anna Castiglia (Catania) – Ghali; De.Stradis (Bologna) – Quadri d’autore; Nyco Ferrari (Milano) – Sono fatto così; Bianca Frau (Sassari) – Va tutto bene; Helle (Bologna) – Lisou; Eugenio Sournia (Livorno) – Il cielo; The Snookers (Morbegno) – Guai. La selezione, su una rosa di 18 finalisti, è stata affidata al Comitato Artistico di Garanzia di Musicultura (a cui aderirono per primi nel 1990 Fabrizio De Andrè e Giorgio Caproni) composto in questa XXXV edizione da: Francesco Amato, Francesca Archibugi, Enzo Avitabile, Claudio Baglioni, Diego Bianchi, Francesco Bianconi, Maria Grazia Calandrone, Luca Carboni, Guido Catalano, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Gaetano Curreri, Dardust, Teresa De Sio, Giorgia, Mariangela Gualtieri, La Rappresentante di Lista, Dacia Maraini, Ermal Meta, Mariella Nava, Piero Pelù, Ron, Vasco Rossi, Enrico Ruggeri, Tosca, Paola Turci, Roberto Vecchioni e Sandro Veronesi. Si conferma anche quest’anno la collaborazione tra Servizio Pubblico e Festival, una partnership tra Rai e Musicultura capace di garantire all’evento una copertura crossmediale articolata e qualificata. “Per noi è un onore. Musicultura è una delle manifestazioni a cui teniamo di più, intercetta il pubblico più giovane e va alla ricerca di talenti attraverso una selezione di qualità” dice Francesco Pionati, direttore di Rai Radio1 – radio ufficiale del Festival, già protagonista nell’iter preliminare del concorso, e ora pronta a seguirne anche la fase finale con dirette, differite e collegamenti a cura di Marcella Sullo, Duccio Pasqua e John Vignola. Le serate finali dello spettacolo, il 21 e il 22 giugno allo Sferisterio, diventano un programma televisivo curato dalla sapiente regia di Duccio Forzano e condotto dall’inedita coppia Carolina Di Domenico e Paola Turci: “Non sono una persona che dice sì a tutto, perché credo che la musica debba avere la responsabilità di portare avanti la qualità. Ho accettato perché Carolina mi ha proposto un progetto non solo di altissima qualità e di grande umanità”. Lo speciale televisivo andrà in onda venerdì 5 luglio, in seconda serata su Rai 2 e avrà, grazie a Rai Italia, il compito di diffondere l’evento in ambito internazionale: “Siamo partner dal 2017 e trasmetteremo questa manifestazione il 15 luglio in quattro canali nel mondo. Con Musicultura intercettiamo un pubblico giovane attraverso la cultura e la musica” ricorda Fabrizio Ferragni, direttore Rai Offerta Estero, a cui segue il commento di Paolo Petrecca che per Rainews24, Rainews.it ricorda: “Ci siamo sempre stati, siamo alleati di questa festa della musica che con le nostre testate cerchiamo di valorizzare, rendendola sempre più accessibile ai giovani, grandi frequentatori del sito. La canzone popolare è un fiore all’occhiello del nostro Paese, da riscoprire e, andando oltre la tradizione, cercando di valorizzare qualità e talenti dei giovani artisti”. Ampia e accurata l’attività social e la presenza della TgR “la testata Rai con maggiore profondità che, fin dalle sue fasi iniziali, segue le storie dei protagonisti con approfondimenti e ritratti degli artisti – osserva il direttore Luca Salerno – Possiamo dire che svolge un’attività analitica sul campo, stando a contatto con tutti i protagonisti”. Venerdì 21 giugno sono attesi sul maestoso palco dello Sferisterio Diodato, fresco della vittoria del suo secondo David per la miglior canzone originale con “La mia terra”, garanzia di profondità ed eleganza artistica, la poliedrica e meritatamente lanciatissima Serena Brancale, il giovane chitarrista polacco Marcin, al debutto in Italia dopo avere già conquistato col suo formidabile approccio tecnico e stilistico il pubblico americano e quello di mezza Europa, Filippo Graziani, che con la pubblicazione di “Per gli amici”, album composto da otto brani inediti del padre Ivan, da lui arrangiati e interpretati, ha realizzato una delle più brillanti iniziative discografiche di questo 2024. Sabato 22 giugno è invece il momento di Enzo Avitabile che a Musicultura festeggerà, con i Bottari e la formazione al completo, i 20 anni di “Salvamm‘ o munno”, capolavoro discografico che segnò uno snodo fondamentale nel viaggio espressivo dell’artista, considerato il re della world music partenopea. Per l’occasione Avitabile verrà insignito dell’Onorificenza per Alti Meriti Artistici con cui l’Università di Macerata e l’Università di Camerino rendono annualmente omaggio nell’ambito di Musicultura a grandi protagonisti della musica e della parola. La serata sarà impreziosita dalla potente autenticità di Nada, cantautrice originale e preziosa, dalle partecipazioni speciali di Carlotta Proietti, figlia d’arte che sa testimoniare con la sua voce una raffinata romanità, e di Alessandro Bianchi con la sua intelligente comicità. Molti gli ospiti attesi anche a La Controra, il “festival nel festival” che da lunedì 17 a sabato 22 giugno vivrà nelle piazze e nei cortili del centro storico di Macerata con concerti, recital, incontri, dibattiti, tutti ad ingresso libero. Sarà il live di Fabio Concato il 18 giugno ad aprire musicalmente l’intensa settimana de La Controra nella centralissima Piazza della Libertà; tra gli altri nomi attesi negli angoli più suggestivi del centro storico di Macerata anche Diego Bianchi, Gigliola Cinquetti, Serena Grandi, Mimmo Locasciulli, Mauro Pescio, Cochi Ponzoni, Luigi Sbriccoli, Gek Tessaro.

 

IL CONCORSO

Attenta alle espressioni artistiche della canzone popolare e d’autore, dal 1990 Musicultura rappresenta un punto di riferimento trasparente e un banco di prova credibile per le aspirazioni di tantissimi giovani artisti, a oggi complessivamente oltre 34.000. Gli artisti accedono alla fase conclusiva del concorso al termine di una lunga selezione che all’inizio ha coinvolto 1.187 artisti e 2.374 canzoni registrando, per il quarto anno consecutivo, il nuovo record di iscrizioni al Concorso. Dopo una prima fase di ascolto e scrematura, i giovani artisti sono approdati alle audizioni dal vivo, aperte al pubblico e trasmesse in streaming (oltre 700.000 visualizzazioni), che hanno consentito a Musicultura di individuare una rosa di diciotto finalisti. A decretare il vincitore assoluto, al quale andrà il Premio Banca Macerata di 20mila euro, sarà il voto degli spettatori (4.800 nell’arco delle due serate). Altri significativi riconoscimenti sono il Premio PMI per il miglior progetto discografico, il Premio delle Università di Macerata e di Camerino per il miglior testo, e l’ambita Targa della Critica intitolata a Piero Cesanelli, l’ideatore del Festival e suo direttore artistico dalla prima edizione fino al 2019. Si aggiunge per questa edizione anche l’istituzione di un nuovo, speciale riconoscimento – il Premio “La Casa in riva al Mare”. A deciderne l’assegnazione a uno degli otto vincitori sarà una giuria di detenuti della Casa di reclusione di Barcaglione di Ancona. L’iniziativa, promossa e sostenuta dal Garante dei diritti della persona della Regione Marche Giancarlo Giulianelli, rappresenta il punto di arrivo di un più ampio progetto, che nel corso dell’anno ha visto Musicultura operare all’interno del carcere con percorsi laboratoriali a tema musicale che hanno coinvolto i detenuti e che hanno visto le canzoni trasformarsi, in un ambiente tutt’altro che facile, in formidabili passe-partout d’accesso ai sentimenti e all’immaginazione.

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Una grande squadra

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In Tv, in Radio, su RaiPlay e RaiPlay Sound, la grande offerta del Servizio Pubblico. Dal 14 giugno al 14 luglio

Lo spettacolo del grande calcio internazionale e le emozioni di uno degli appuntamenti sportivi più attesi. Sarà Germania-Scozia, il 14 giugno su Rai 1, ad aprire gli Europei di calcio 2024 in Germania. Due le squadre protagoniste assolute: la Nazionale azzurra guidata dal CT Luciano Spalletti, trionfatrice dell’ultimo Europeo, e la grande squadra Rai, che trasmetterà 31 gare in diretta Tv, su Rai 1 e Rai 2, e tutte le 51 le partite in diretta radio, su Radio 1 e Radio 1 Sport. Il pubblico potrà seguire gli incontri anche su RaiPlay e RaiPlay Sound. Uno sforzo produttivo importante nel segno del Servizio Pubblico: le partite in diretta, i programmi di approfondimento, gli inviati sul campo, la cronaca di Tg e Giornali radio, la programmazione di RaiPlay, per raccontare tutti i colori dell’evento. Euro 2024, sarà totalmente accessibile, grazie a Rai Pubblica Utilità, infatti, il programma “Dribbling” sarà sottotitolato nella versione in onda su Rai 2, mentre in quella disponibile su RaiPlay sarà sottotitolato e tradotto nella Lingua Italiana dei Segni. Ogni partita sarà sottotitolata, mentre, per la prima volta nella storia della Tv, gli incontri degli Azzurri saranno accompagnati, sul canale dell’audiodescrizione, dalla cronaca descrittiva dedicata ai telespettatori non vedenti e ipovedenti, a cura di un giornalista di Rai Sport. Nel dettaglio, saranno ventidue le gare trasmesse su Rai 1 e nove quelle su Rai 2, con il racconto affidato a quattro coppie di telecronisti: Alberto Rimedio e Antonio Di Gennaro (che commenteranno le partite dell’Italia), Stefano Bizzotto e Lele Adani, Dario Di Gennaro e Andrea Stramaccioni e Luca De Capitani e Sebino Nela. Ogni incontro sarà preceduto e seguito da uno studio di presentazione e commento.

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Una testimonianza civile

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In occasione dell’anniversario della tragedia di Vermicino, Rai 1 presenta “Alfredino, una storia italiana”, in prima serata martedì 11 e mercoledì 12 giugno. In questo emozionante racconto corale, il cuore non è la tragedia familiare, ma il contesto in cui la vicenda si svolse la vicenda, i personaggi coinvolti che, nel tempo, sono diventati tasselli fondamentali di un affresco vibrante dell’Italia all’inizio degli anni ’80. Erano i giorni dell’attentato al Papa, della Loggia P2, dei sequestri delle Brigate Rosse e una nazione intera si ritrovò improvvisamente unita nella speranza di salvare un bambino

Il 10 giugno del 1981, nella campagna intorno a Roma, un bambino cade in un pozzo: comincia così una vicenda straziante che per due lunghissimi giorni avrebbe tenuto tutta l’Italia incollata alla tv. Per ben 48 ore il piccolo Alfredino Rampi di soli sei anni rimase prigioniero di un pozzo artesiano lasciato incustodito. I tentativi di salvare il bambino richiamarono, oltre a una gigantesca quanto sbalordita e impotente organizzazione di soccorsi, l’attenzione dell’informazione, della politica, e della gente comune di tutto il paese. La Rai avrebbe documentato ininterrottamente le vicende di Vermicino, in una diretta tv passata alla storia del nostro Paese. In quattro puntate, il lavoro del regista Marco Pontecorvo riesce a fare un’accuratissima ricostruzione storica di quei giorni, e a mettere in evidenza il fortissimo versante emotivo che colpì al cuore tutta l’Italia. Anna Foglietta è precisa e coraggiosa nel prestarsi a interpretare Franca Rampi: i tanti italiani che in quei giorni s’incollarono al teleschermo non hanno mai dimenticato il volto e le parole di quella mamma.

 

Quando si combatte tutti insieme, si può anche perdere, ma non si è mai del tutto sconfitti

La parola al regista, Marco Pontecorvo

La storia di Alfredino appartiene alla memoria di tutti gli italiani, anche quelli che non l’hanno vissuta. Proprio per questo abbiamo sentito una responsabilità maggiore nell’abbracciare il progetto. Tutti hanno veramente dato il massimo. Pur avendo seguito i verbali, abbiamo cercato di uscire dalla pura cronaca, di scavare negli animi dei personaggi e attraverso di loro raccontare un affresco dell’Italia di quell’epoca. Un Paese colpito da scandali, crisi di governo e terrorismo che si è fermato col fiato sospeso seguendo la prima diretta televisiva in un’alternanza di speranza e sconforto. Raccontiamo la vicenda stando con la macchina da presa a volte accanto ai nostri personaggi, a volte nella loro soggettiva. Siamo scesi nel pozzo insieme agli speleologi e ai volontari, vissuto con loro l’impossibilità di calarsi, la claustrofobia e la frustrazione di non poter salvare Alfredino. D’accordo con la famiglia Rampi si è deciso di non vedere mai il bimbo nel pozzo. Speriamo di essere riusciti a rendere la sua assenza una presenza ancor più forte che se fosse stato in scena. Abbiamo anche creato momenti di astrazione che, facendoci uscire dagli eventi, creano uno spazio di riflessione e di tregua dallo scorrere incessante del tempo. Calandoci dentro la storia riusciamo a capire il perché di tante scelte e l’eroicità di tanti personaggi. La signora Franca, per esempio, donna di incredibile forza, è riuscita a trasformare quella tragedia immensa in una spinta che ha poi dato vita, grazie al presidente Pertini, alla Protezione Civile. Mi è sembrato importante avere uno stile asciutto, entrando in punta di piedi nella vicenda e a volte guardandola dall’esterno.

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Sanremo, dietro la Quinta

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In onda sabato 8 giugno in seconda serata su Rai 1 racconta come la musica e le canzoni siano cambiate negli anni ed in particolare negli ultimi cinque festival

Il docufilm punta i riflettori sulle fatiche, le ansie e le paure che aleggiano tra gli artisti, mentre già si respira un clima di grande complicità ed attesa, fin dalle primissime prove, a Roma, in un set a porte chiuse, nel quale solo la nostra macchina da presa è potuta entrare. La frenesia delle ultime giornate che precedono la gara arriva dietro le quinte e pervade cantanti, orchestrali e maestranze Rai, che si svelano e rivivono il loro primo ricordo da bambini sul Festival, condividendolo con la macchina da presa. Dalla loro memoria all’immenso patrimonio delle Teche Rai il passo è breve: per celebrare gli importanti anniversari dell’azienda [70 anni della tv e 100 della radio], una selezione inedita di immagini di repertorio sui Festival del passato e sull’Italia in bianco e nero, impreziosisce il racconto. Infine, attraverso un espediente tecnico di scomposizione del suono in presa diretta, si offrirà, per la prima volta, al telespettatore la possibilità di ascoltare con la voce a cappella i propri idoli sul palco più importante d’Italia: nel momento più intenso della performance, i suoni strumentali si abbasseranno repentinamente, lasciando spazio alla magia della nuda voce.

 

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L’EDIZIONE DELLA MATURITA’

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28ª edizione di grande successo nell’animazione internazionale per  Cartoons On The Bay, chiusa domenica 2 giugno a Pescara, con nomi come John Musker, regista di film di grandi successi come “La Sirenetta”, “Aladdin”, “Hercules” e “Oceania”. A “Pelikan Blue” il pulcinella come miglior film, en plein per la Francia con ben 4 premi tra le 8 categorie in concorso. Buon piazzamento per la Germania che riceve 2 premi. Per l’Italia vince Bruno Bozzetto con “Sapiens?”, una produzione Studio Bozzetto e Rai Kids, nella categoria Best Short Film. «Anche per Rai “Cartoons On The Bay” si conferma come appuntamento imprescindibile per capire il futuro del settore e per stringere collaborazione con factory italiane e straniere – afferma il direttore artistico Roberto Genovesi –  perché l’animazione e il game,  interessano sempre più percentuali di pubblico di ogni età»

Oltre 300 le opere in concorso provenienti da quasi 50 paesi, più di 600 gli accreditati che hanno preso parte agli eventi del programma professionale, migliaia le persone che hanno partecipato alle iniziative in Piazza della Rinascita, tra queste i concerti e le attività sportive per i ragazzi. La 28ª edizione di Cartoons On The Bay, chiusa domenica 2 giugno a Pescara, è un nuovo successo nell’animazione internazionale. John Musker, regista di film di grandi successi come “La Sirenetta”, “Aladdin”, “Hercules” e “Oceania”, premiato con il Pulcinella Carrer Award;  Juanjo Guarnido, cartoonist di fama mondiale (Pulcinella Special Award); Leslie Iwerks, regista e produttrice già candidata all’Oscar nel 2007 (Pulcinella Special Award).  Sono alcune delle grandi star accolte dai tanti fan e addetti ai lavori. Tra gli i protagonisti dell’animazione internazionale, Sara Pichelli, artista Marvel, vincitrice del  “Sergio Bonelli Award” è Sara Pichelli, mentre è Silvia Ziche l’autrice del manifesto dell’edizione 2024 di Cartoons On The Bay. Tra gli altri nomi attesissimi, lo scrittore e creativo Bruce Morris, il fumettista e disegnatore Sio (Pulcinella Diversity Award), la cantante Antonella Ruggiero con il musicista Roberto Colombo (Pulcinella Crossmedia Award). Stefano Bessoni è stato  il protagonista della mostra che si è tenuta presso l’Aurum di Pescara. L’artista realizza le sue opere con la tecnica dello stop-motion ed è considerato l’anima nera dell’animazione sia per i temi che affronta, sia per i materiali utilizzati per la creazione dei burattini. Un programma a parte è stato dedicato agli studenti delle scuole pescaresi con incontri e proiezioni al Cinema Teatro Massimo. Sul palco si sono alternati nomi noti come Andrea Lucchetta e Armando Traverso. Il cartellone del cinema ha ospitato le retrospettive di John Musker e l’anteprima nazionale del film The Animal Kingdom di Thomas Cailley, vincitore di cinque premi César. Nuovi progetti e nuove avventure per Rai Kids, presentate dal direttore Luca Milano.  Fra tutti, lo special “Pierino e il Lupo”, basato sulle illustrazioni del cantante Bono Vox (fondatore e leader degli U2) e con una colonna sonora incisa da The Friday-Seezer Ensamble. Bono nelle vesti di artista visivo apre e chiude una nuova suggestiva versione della storia di Pierino e il lupo, con i suoi disegni animati e la celebre musica di Prokofiev. Il racconto è adattato da Sophie Headwood e Séamas O’Really. Sui titoli di coda Bono canta «Nothing To Be Afraid Of» scritta insieme a Gavin Friday, che è anche il narratore nella versione originale inglese, e Michael Heffernan. L’opera sarà trasmessa su Rai Gulp e disponibile su RaiPlay venerdì 21 giugno (Festa della Musica) alle ore 13 e alle 17.30, e sabato 22 giugno alle 22. Le strategie della Rai per i contenuti multipiattaforma sono state presentate in un panel dal direttore Rai Contenuti Digitali e Transmediali Maurizio Imbriale  e dalla direttrice di Rai Play e Digital Elena Capparelli che ha dichiarato:  «Rai è leader sul consumo video online dedicato al target bambini e ragazzi sia in modalità lineare che in modalità on demand con 1,3 mln di ore di visione contenuti linear (sui 2,6 mln complessivi), 15,6 milioni di ore di visione di contenuti on demand (sui 18,8 complessivi) per un totale di 89,8 milioni di ore di visione su 102,2 milioni complessivi». I numeri si riferiscono all’offerta bambini e ragazzi della piattaforma digitale Rai in un anno, dal 1 maggio 2023 al 30 aprile 2024. «La Direzione Contenuti Digitali e Transmediali intende caratterizzarsi come laboratorio di nuovi format e nuovi linguaggi, incubatore di nuove idee ha dichiarato il direttore Maurizio Imbriale». “L’edizione della maturità” è stata la definizione del soddisfatto Roberto Genovesi, direttore artistico dell’evento di Rai Com promosso da Rai. «Un percorso iniziato tre anni fa con grande collaborazione delle istituzioni locali – dichiara Genovesi – È cresciuta la presenza del pubblico, è stata apprezzata la programmazione per i bambini e le scuole e le anteprime hanno fatto registrare il tutto esaurito. Ma, soprattutto, le presenze internazionali di alto livello, hanno confermato la centralità di questo evento nel panorama italiano dell’animazione. Anche per Rai “Cartoons On The Bay” si conferma come appuntamento imprescindibile per capire il futuro del settore e per stringere collaborazione con factory italiane e straniere perché l’animazione e il game, oltre ai più piccoli, a cui destiniamo le maggiori attenzioni come azienda di Servizio pubblico, interessano sempre più percentuali di pubblico di ogni età. La magia del fumetto, dei cartoni e del game non ha età». «Cartoons On The Bay ha ormai raggiunto una notorietà indiscutibile nel panorama internazionale dell’animazione e, grazie anche all’impulso del direttore artistico Roberto Genovesi e ai vertici di Rai Com, negli anni è riuscita ad intercettare le nuove tendenze – dichiarano l’Amministratore delegato Roberto Sergio e il Direttore generale Giampaolo Rossi. Per un’azienda di Servizio pubblico come Rai questo appuntamento rappresenta un’occasione preziosa per esplorare l’evoluzione dei linguaggi, aprire nuove collaborazioni nell’ambito produttivo, anche a livello internazionale, assumere un ruolo di guida e non quello da gregario. La formazione delle future generazioni, sia in ambito prescolare sia nei ragazzi fino ai 14 anni, passa proprio dal linguaggio dei cartoni e questo ci impegna e ci carica di responsabilità enormi. Fortunatamente, come nel cinema, il nostro Paese vanta in questo settore un’esperienza decennale e i nostri disegnatori sono ambiti a livello internazionale.  Altro aspetto non trascurabile il fatto che Cartoons On The Bay, con la sua formula itinerante, assume anche il ruolo di ambasciatore delle eccellenze del territorio facendo conoscere a tutti i suoi ospiti le tante e diverse realtà che compongono il nostro Paese». A dicembre 2024 Cartoons On The Bay sarà a L’Aquila con la Winter Edition, mentre il Festival vero e proprio tornerà con la 29ª edizione, nella primavera del 2025 sempre a Pescara, grazie al rinnovo dell’accordo con la Regione Abruzzo.

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Siamo una squadra fortissimi

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Il RadiocorriereTv incontra i nuovi conduttori dello storico morning show estivo di Rai 1. Dal 3 aprile, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 11.30

Il primo pensiero quando avete saputo che avreste condotto “Unomattina estate”…

GRETA: Per chi fa questo mestiere “Unomattina estate” è una tappa fondamentale, provo grande gioia, senso di gratitudine, mi sono anche data una pacca sulla spalla (sorride).

ALESSANDRO: Mi ha fatto molto piacere perché è un marchio di fabbrica, della Rai e della televisione italiana. Ho pensato al piacere di fare vivere un po’ di estate alle tante persone che per molti motivi non possono godere di questa stagione protesa alla spensieratezza, all’evasione. E anche al piacere di potere avere una frequentazione costante con il pubblico.

 

Come è stato il vostro primo incontro?

ALESSANDRO: Ci siamo incontrati le prime volte da Alberto Matano al tavolo finale de “La Vita in Diretta”, ho notato subito grande empatia, spontaneità, semplicità. Incontrando Greta per lavorare al programma non ho potuto che confermare e accentuare le impressioni che avevo già avuto.

GRETA: Un ottimo incontro, ho visto da subito grande rispetto degli spazi e dei tempi. La presenza di Alessandro mi rassicura molto, mi fa sentire molto tranquilla. E questo in un lavoro di coppia è importante.

 

Come ci si prepara a un debutto importante?

GRETA: Me lo sto ancora chiedendo (sorride). Ci si prepara dormendo, mangiando bene, nonostante la vita frenetica di tutti i giorni.

ALESSANDRO: Mettendosi a dieta (sorride). Essendo godereccio e conviviale con l’hobby dell’enogastronomia, quando sono sotto programma devo pagare dazio rispetto ai bagordi che mi sono concesso in precedenza. Non vorrei far passare messaggi sbagliati ma sono quasi al digiuno, e al training autogeno per quanto riguarda la sveglia del mattino.

 

A colazione, cosa non può mancare?

ALESSANDRO: Non c’è mattino senza il caffè (sorride).

GRETA: Il caffè naturalmente. E poi pane bruscato con l’olio.

 

Qual è la vostra sfida per questa avventura?

GRETA: Essere sempre me stessa, senza mai mentire al pubblico. Entrare nella casa delle persone rappresenta una grande responsabilità.

ALESSANDRO: Aprire una terrazza a tutti gli italiani raccontando l’estate più bella, con indicazioni concrete sulla quotidianità.

 

Il vostro rapporto con l’estate…

ALESSANDRO: In questa stagione rifiorisco, in particolare nelle settimane che anticipano l’arrivo e la fine del caldo maggiore. Mi sento bene nel senso più profondo che si possa dare a questa parola. Anche se soffro un po’ di caldo viva la primavera-estate

GRETA: Adoro l’estate, il mare, avere caldo. Ho sposato invece un “montanaro”, un uomo che ama la montagna. L’estate è stare davanti al mare.

 

Un’estate senza vacanze, come avete organizzato le vostre famiglie?

GRETA: I miei figli andranno in vacanza con mio marito ad agosto, pur rimanendo vicino a Roma in modo che ci si possa vedere il più possibile. Sono molto presente nella vita dei miei figli e, anche con mio marito, stiamo molto tutti insieme.

ALESSANDRO: Sono abituato a fare poche vacanze perché l’estate è sempre un periodo di grande lavoro, in televisione o per gli spettacoli in giro per il Paese. Cercherò di godere al massimo del tempo del fine settimana, non importa dove ma con la giusta predisposizione d’animo con le persone che amo.

 

Impegno e leggerezza, in che percentuale nella vostra vita?

ALESSANDRO: L’impegno è uno dei pilastri della mia persona e della mia esistenza. Ma questo insieme al desiderio di leggerezza, con l’obiettivo di portare il sorriso alle persone.

GRETA: Cento per cento tutti e due. Riesco a essere molto pesante e molto leggera, anche per me stessa. Al di là dell’ironia direi 65 per cento di impegno e il resto è leggerezza. Amo creare un’atmosfera serena e leggera anche nella squadra di lavoro.

 

La Rai compie 70 anni, che pensiero dedicate all’azienda?

GRETA: Per me è un grande onore esserci, sono felice di far parte della squadra della Rai oggi.

ALESSANDRO: Sono orgoglioso ed emozionato di far parte, in minima parte, di questa storia. Ho sempre dato tutto me stesso. Crede di aver portato anche una ventata di novità nel mio modo di fare televisione, penso a “Furore”. Ringrazio questa mamma per avermi tenuto in casa, ma anche quando mi ha sbattuto fuori dalla porta.

Il vostro primo ricordo della Tv…

GRETA: Ricordo la Rai a casa dei miei nonni. Mi viene in mente un Festival di Sanremo con Mia Martini che cantava “Almeno tu nell’universo”.

ALESSANDRO: Era già un regalo quando mi veniva consentito di guardare “Carosello”. Penso ai grandi show del sabato sera, a “Indietro tutta” di Renzo Arbore. Quel grande circo pieno di talento che mi emozionava tanto.

Una canzone (preferibilmente estiva) che dedicate l’uno all’altra

GRETA: “Tropicana”, un brano cult dell’estate.

ALESSANDRO: A Greta dedico “Siamo una squadra fortissimi” di Checco Zalone (sorride).

 

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Pronti a giocare?

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Dagli studi Rai di Napoli il game show che gioca con la lingua italiana. “Reazione a catena” torna lunedì 3 giugno alle 18.45 con Pino Insegno

Ci siamo! Torna tutte le sere su Rai 1 “Reazione a Catena”, il game show che mette alla prova l’intuito, la prontezza e la padronanza della lingua italiana dei concorrenti in studio e dei telespettatori. E torna alla conduzione Pino Insegno. L’appuntamento è a partire da lunedì 3 giugno alle 18.45. Il preserale conferma nell’associazione logica di parole la sua formula vincente. Un gioco fresco, leggero, che permette a tutti divertendosi di scoprire o riscoprire alcune curiosità sulla lingua italiana, facendo fare ai concorrenti e a chi lo segue da casa un po’ di “ginnastica mentale” che “rinfresca la mente”. Anche in questa stagione, la diciottesima, concorrenti e telespettatori saranno chiamati a risolvere e indovinare migliaia e migliaia di diverse associazioni di parole. In ogni puntata 6 concorrenti, divisi in due squadre da 3, si contenderanno il montepremi tra “Catene musicali”, “Zip”, “Una tira l’altra”, “Quattro per una” e “Intese vincenti”, cercando poi di risolvere la conclusiva “Reazione a catena”. Tutte le informazioni su come fare per partecipare come concorrenti sono disponibili sul sito www.rai.it/raicasting. Oltre alla trasmissione televisiva, si potrà giocare con le parole e le associazioni anche su carta con la rivista settimanale.

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Gli umani al centro

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Parole e musica per superare l’emergenza del deserto emotivo. Dal lunedì al venerdì alle 20.20 su Rai 3 c’è “Riserva Indiana”

Una riserva indiana in cui le emozioni sono le vere protagoniste, cosa l’ha portata a questo progetto?

Constatare che l’umanità è diventata il tassello mancante, l’anello debole della catena. Oggi ragioniamo soltanto di numeri, di sondaggi, di statistiche, di algoritmi, di intelligenza artificiale. L’elemento caldo, quello dell’umanità, è sempre più assente, è un elemento che si basa per gran parte sui racconti, sulle storie, sull’intensità di un’arte antica come quella del narrare, che da sempre è stata la mia vita. Insieme a essa c’è la musica, quella dal vivo, non quella fatta con gli effetti campionati o con la voce di qualcuno che viene ricreato in laboratorio. L’idea è quella di fare una riserva indiana con al centro gli umani, dove tutto è rimesso all’arte antica del narrare, del cantare dal vivo.

Parla di emozioni impolverate, sopite dalla contemporaneità, quale scenario vede nella società attuale?

Un grande equivoco: il fatto che quando parli di sentimenti, di emozioni e di stati d’animo si intende qualcosa di privato che non riguarda sempre anche il nostro rapporto con gli altri. In qualche modo il dolore, la rabbia, l’irritazione, la denuncia sono tutte cose che nascono davanti a ingiustizie perpetrate dagli altri, non sono mai sentimenti privati. Ecco perché in questa trasmissione parliamo della dimensione pubblica dei sentimenti e delle emozioni. Continuando la metafora della riserva indiana, parliamo di quello che ha a che fare con la tribù, con la collettività. Parliamo della rabbia che nasce da grandi ingiustizie sociali, come morire sul lavoro, la mancanza di diritti. Parliamo di memoria, di proiezione del futuro, di possibilità di inserirsi in una società che è sempre più marcatamente respingente. Parliamo di possibilità che non vengono date a tutti quanti.

Condividere ciò che siamo, ciò che sentiamo, perché si ha tanta paura?

Perché le emozioni sono quella parte di noi che ci racconta davvero per come siamo. Dove non possiamo bluffare, controllare le cose. Nelle emozioni c’è la parte di noi più vera, più pura, più umana. Ed è la parte in cui siamo più autenticamente noi stessi in rapporto con gli altri. “Riserva indiana” è una trasmissione che cerca di puntare all’anima di chi ascolta, alle sue emozioni.

Dove posiziona il confine tra il suo essere “personaggio pubblico” e il suo privato?

Una linea che sento molto necessaria perché ognuno di noi ha bisogno anche di una sfera sua. Ma sono anche del parere che abbiamo troppe volte assolutizzato la dimensione del privato contro quella del pubblico, abbiamo confuso molte volte i confini, abbiamo trasformato le nostre feste di compleanno o festività natalizie in qualcosa di pubblico perché sentivamo il bisogno di pubblicarle sui social, come per candidarle in un grande concorso a premi. Però abbiamo fatto anche l’opposto, abbiamo pensato, per esempio, che tutto quello che ha a che fare con i mondi del lavoro, della politica, dei diritti, con il dibattito che riguarda il mondo circostante, avesse a che fare solo con la nostra dimensione privata. Sono invece sempre fatti di tutti.

Che rapporto ha con la parola?

Fondamentale. È lo strumento più bello e più forte che abbiamo per comunicare agli altri, lo strumento più vivo e che ci rende profondamente capaci di comunicare le sfumature di noi stessi agli altri. Non dovremmo mai abdicare o fare un passo indietro rispetto all’uso della parola. Un loro uso consapevole è sempre qualcosa che ci fa vivere meglio. Guai a pensare che siano qualcosa che riguardi solo gli intellettuali, gli scrittori, i poeti. Riguardano tutti, e parlare meglio significa vivere meglio.

Parole sempre accostate al suono, alla musica…

Le mie collaborazioni con la musica non nascono con “Riserva indiana” ma sono antiche e riguardano una passione che ho nei confronti di questo modo apparentemente lontano dal mio, che provengo dal teatro, ma in realtà così vicino e limitrofo. Non c’è teatro senza musica e non c’è musica senza teatro.

Come ha scelto i suoi compagni di viaggio?

Volevo avere al mio fianco qualcuno di cui mi fidassi. Sono personaggi che hanno una lunga storia di frequentazione con in pubblico, come Luca Barbarossa o Piero Pelù, ma ci sono anche giovani come Motta, i Comacose. C’è una possibilità di penetrare i vari mondi musicali non solo dal punto di vista dei ritmi e di chi li usa, ma anche dal punto di vista del pubblico che li ascolta.

Una sua promessa al pubblico che la segue…

La cosa che per me è più importante di tutte. Non troveranno qualcosa che non c’entra nulla con ciò che ho fatto. Sono sempre stato un narratore, in teatro, nei libri, ho sempre raccontato delle storie con la passione grande di farlo. In “Riserva Indiana” riprendo il filo di quello che ho sempre fatto e di quello che è il linguaggio con il quale le persone mi hanno conosciuto in questi anni. Se invece qualcuno non mi ha mai seguito, troverà una persona che racconta delle storie e su queste costruisce tutto.

 

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Normandia, 80 anni dallo sbarco

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In occasione dell’ottantesimo anniversario dello sbarco alleato, avvenuto il 6 giugno del 1944, il programma torna con una puntata interamente dedicata a quello che è stato uno dei momenti decisivi della Seconda Guerra Mondiale e della storia del Novecento

Alberto Angela ripercorrerà le tappe del più grande sbarco militare della storia, raccontandone la preparazione e le conseguenze, fino alla liberazione di Parigi, il 25 agosto del 1944, che segna idealmente la fine della grande operazione iniziata col D-Day. In questo lungo viaggio, corredato da filmati originali inediti, ricolorati grazie all’Intelligenza Artificiale, i telespettatori saranno accompagnati da un ospite d’eccezione: il sergente maggiore Charles Norman Shay, uno dei pochi veterani del D-Day ancora in vita, uno dei primi soldati a sbarcare sulla spiaggia di Omaha all’alba del 6 giugno. Charles Norman Shay faceva infatti parte, in qualità di soccorritore militare, della Prima divisione americana, il celebre “Grande Uno Rosso”.  “Normandia, 80 anni dallo sbarco” è il titolo dello speciale di “Ulisse, il piacere della scoperta”, il programma di Alberto Angela, che Rai Cultura propone, lunedì 3 giugno alle 21.25 su Rai1. Il racconto inizierà in Inghilterra, dove Alberto Angela visiterà alcuni dei luoghi in cui il D-Day è stato ideato e pianificato: a Londra, nel bunker segreto dove si riuniva il governo britannico guidato da Winston Churchill, uno dei protagonisti di quei giorni; poi nella HMS Belfast, un incrociatore leggero della Royal Navy britannica, che prese parte al D-Day, fornendo appoggio alle navi da sbarco alleate; quindi a Southwick House, vicino a Portsmouth, nel sud dell’Inghilterra, dove si trovava il quartier generale del comando alleato guidato dal generale Dwight Eisenhower. Al suo interno è ancora possibile vedere la grande mappa dell’invasione che è rimasta esattamente come appariva il giorno del D-Day. Alberto Angela attraverserà quindi la Manica per andare in Normandia, dove esplorerà alcuni dei grandi bunker che facevano parte del Vallo Atlantico, il poderoso sistema difensivo allestito dai tedeschi in previsione dello sbarco alleato. Entrerà quindi nel Castello di La Roche Guyon, sulle rive della Senna, dove aveva sede il comando tedesco del feldmaresciallo Erwin Rommel. Sempre in Normandia il viaggio toccherà Omaha Beach, la più famosa delle spiagge del D-Day, protagonista di una delle pagine più sanguinose della Seconda Guerra Mondiale. Attraverso le testimonianze di chi ha vissuto quei drammatici momenti, i telespettatori rivivranno i momenti dello sbarco entrato nella storia, in cui persero la vita migliaia di giovani. Il racconto si sposterà quindi nelle vicine scogliere a strapiombo di Pointe du Hoc, teatro di una delle operazioni più complesse del D-Day, dove i ranger statunitensi hanno dovuto scalare le ripide falesie sotto il fuoco dei bunker tedeschi.  Il percorso visiterà altri luoghi protagonisti delle settimane successive allo sbarco: la spiaggia di Arromanches-les-Bains, dove sono ancora visibili i suggestivi resti del grande porto artificiale costruito dagli alleati pochi giorni dopo lo sbarco per il trasporto di rifornimenti e uomini dall’Inghilterra; il Castello di Vouilly, risalente all’epoca di Guglielmo il Conquistatore, che ospitava la sala stampa americana in Normandia. Un luogo da cui sono passati famosi giornalisti e reporter che hanno raccontato la storia del D-Day, come Robert Capa, Ernest Hemingway ed Ernie Pyle. A Bovington, in Inghilterra; il Tank Museum, dove sono conservati alcuni dei più famosi mezzi militari impiegati in Normandia, tra cui uno dei pochi esemplari ancora funzionanti al mondo di carro armato “Tigre”, uno dei più temuti panzer tedeschi che è stato utilizzato per le riprese del film “Fury”. La puntata si chiuderà al cimitero di Colleville-Sur-Mer, a poca distanza da Omaha Beach, dove si trovano le tombe di migliaia di soldati americani caduti in Normandia. Un doveroso tributo a tutti coloro che durante la Seconda Guerra Mondiale sono morti per liberare l’Europa dal regime nazista.

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