Imma Tataranni, tutte le novità

Posted on

Incorruttibile, implacabile, dissacrante, ma di grande umanità e graffiante ironia: da lunedì 25 settembre torna in prima serata su Rai 1 l’amato sostituto procuratore. Quattro nuove puntate per incontrare gli amatissimi protagonisti della fiction ispirata ai romanzi di Mariolina Venezia. Con Vanessa Scalera, Massimiliano Gallo, Alessio Lapice, Barbara Ronchi e la partecipazione di Cesare Bocci e Carlo Buccirosso. La regia è di Francesco Amato e Kiko Rosati

Una terza stagione da non perdere. In onda dal 25 settembre in prima serata su Rai 1 quattro nuove puntate di “Imma Tataranni – Sostituto Procuratore”, che miscelano la detection con le vicende familiari della protagonista della serie nata dalla penna di Mariolina Venezia. Tenace e decisa, controcorrente anche nel vestire, la Tataranni si trova a indagare sulle ragioni profonde dell’odio, sugli ostacoli dell’integrazione, sulle diverse conflittualità sociali e ad arrivare alla verità, ai colpevoli, abbattendo, prima di ogni altra cosa, pregiudizi e sentenze popolari affrettate. Nel suo viaggio verso la giustizia viene affiancata dagli ormai familiari componenti della sua squadra, a partire dal Procuratore capo Alessandro Vitali (Carlo Buccirosso), sempre più insofferente ai metodi della Piemme più indisciplinata della Procura; da Diana De Santis (Barbara Ronchi), la sua cancelliera ed ex compagna di classe, che entusiasticamente la supporta nel lavoro investigativo, ancora di più da quando il maresciallo Calogiuri (Alessio Lapice) è stato ferito nell’attentato in cui ha perso la vita il boss Saverio Romaniello, in conclusione della seconda stagione. Sono passati alcuni mesi e ritroviamo la Tataranni impegnata nella solita routine tra famiglia e lavoro, ma con delle novità. La figlia Valentina (Alice Azzariti) si è diplomata e ha deciso di studiare all’Orientale di Napoli. Imma e Pietro (Massimiliano Gallo) si ritrovano nella casa vuota e invece di lasciarsi andare alla malinconia tornano a essere la coppia di un tempo. Almeno fino a quando Calogiuri non si sveglia dal coma: inizialmente sembra aver perso la memoria; poi, pian piano, recupera tutto, tranne la consapevolezza di essere innamorato di Imma: è freddo con lei e pericolosamente determinato a scoprire cosa si nasconde dietro l’attentato. Nello stesso tempo, nel matrimonio qualcosa si incrina e Pietro, per reagire, si iscrive a un corso di pugilato. Qui conosce Sara (Sara Drago), una trascinante e brillante paleontologa che lo invita a seguire un corso di scrittura sul giallo. Succede così che Imma si trova con Pietro e Calogiuri che sembrano aver preso strade che portano lontano da lei. «La terza stagione è sempre un po’ quella della maturità – dichiara il regista Francesco Amato – giunta sin qui, si può dire che Imma sia diventata adulta. Eppure, nonostante la maggiore età e una certa consapevolezza dell’orizzonte drammaturgico e visivo in cui ci muoviamo, il progetto Tataranni resta sempre dinamico, pieno di sorprese, grandi amori, intuizioni improvvise, cambi di programma, ispirazione che ti viene lì al momento e cancella una pianificazione di settimane che pareva consolidata». Protagonista delle puntate, ancora una volta Matera, la città proclamata dall’Unesco patrimonio dell’umanità. La serie è stata girata nei celebri Sassi, nella frazione agricola La Martella, nella gravina di Laterza, come nelle sale del Museo Archeologico Nazionale Ridola. La terza stagione di “Imma Tataranni – Sostituto procuratore” è una coproduzione Rai Fiction – IBC Movie – Rai Com.

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.38

Connessi con un mondo che cambia

Posted on

RAI RADIO

Presentata l’offerta 2023-2024 dei 12 canali radiofonici del Servizio Pubblico. L’informazione e l’approfondimento, insieme allo sport, all’intrattenimento, alla musica, ma anche alla cultura e agli eventi. Una nuova stagione da vivere con gli ascoltatori e un compleanno, i primi 100 anni di Rai Radio, da festeggiare

«Vogliamo continuare a offrire un palinsesto ricco, credibile, inclusivo e sostenibile. Guardiamo all’audio come punto di contatto per i ragazzi. Lo smartphone diventa sempre più rilevante per ascoltare musica, podcast, anche a livello europeo. Secondo l’EBU sono il 77 per cento gli utenti nella fascia 18 -29 anni. Il pubblico è sempre più preparato, attento e merita che i nostri prodotti siano eccellenti e aumentino l’impatto virtuoso nella nostra società». È il messaggio della presidente della Rai Marinella Soldi ad aprire la presentazione dell’offerta radiofonica del Servizio Pubblico nella storica sede di Via Asiago a Roma. Un’offerta ricca, che si rivolge a un pubblico sempre più ampio e diversificato. «I tredici canali di Rai Radio, in una logica per generi, presentano una offerta straordinaria sempre più visual e multipiattaforma – afferma l’amministratore delegato Roberto Sergio – Dalla presentazione odierna è emerso tutto il valore del Servizio Pubblico e delle strutture aziendali coinvolte, che sotto la guida di Flavio Mucciante proseguiranno l’opera di digitalizzazione intrapresa e lo sviluppo di nuovi modelli produttivi per confermare la ritrovata leadership di Rai Radio nel mercato. Un esempio è quello di No Name Radio impegnata nella ricerca di nuove forme di linguaggio giovanile». Musica, cultura, intrattenimento, sport sono i tasselli principali di un mosaico che ci connette con un mondo che cambia.

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.38

Fake Show – Diffidate delle imitazioni

Posted on

Al via il 18 settembre in prima serata su Rai 2 il nuovo programma condotto da Max Giusti. Un format leggero e divertente con tanti ospiti veri e falsi

2 agosto 2023 FAKE NEWS Max Giusti

Si riderà, si riderà molto da lunedì 18 settembre in prima serata su Rai 2. E’ infatti questa la data di inizio di “Fake Show – Diffidate delle imitazioni”, il nuovo format condotto da Max Giusti che riscoprirà, attualizzandolo e adattandolo ai nuovi tempi e ai nuovi modi di fruizione, uno storico patrimonio televisivo, quello appunto delle imitazioni. Un programma leggero, divertente, nuovo, realizzato da Direzione Intrattenimento Prime Time ed Endemol Shine Italy Spa. Non un talent, non un varietà classico, ma una nuova formula, che si inserisce a pieno titolo nella linea editoriale della rete che farà della sperimentazione la sua mission in questa nuova stagione televisiva.

Ogni puntata di “Fake Show – Diffidate delle imitazioni” ospiterà alcuni personaggi del mondo dello spettacolo che giocheranno con il conduttore misurandosi in prove individuali, di coppia o di gruppo basate sulle imitazioni di personaggi famosi, ma anche di oggetti, rumori, suoni, balli e altro ancora. Ad accompagnare Max Giusti, oltre ai due ospiti fissi di tutte le puntate Francesca Manzini e Claudio Lauretta, ci sarà anche una versione un po’ folle dell’Intelligenza Artificiale, generatore imprevedibile di tante situazioni. Tra le prove proposte nel corso della serata ci sarà la “Realtà Artificiale”: l’IA, a sorpresa, animerà lo studio riproponendo la scenografia di un programma televisivo e gli ospiti chiamati a giocare dovranno interagire con gli imitatori professionisti che impersoneranno, di volta in volta, il conduttore del programma. Nella prima puntata, per esempio, Francesca Manzini si calerà nei panni di Mara Venier, mentre Claudio Lauretta diventerà Gerry Scotti e Antonino Cannavacciuolo. 
Un’altra prova sarà: “La senti questa voce”, che vedrà uno degli ospiti, seduto di spalle a centro studio, ascoltare alcune canzoni. Sulla base musicale, farà il suo ingresso in studio un cantante che eseguirà il pezzo dal vivo e l’ospite, senza poter vedere il cantante, dovrà indovinare se si tratta del cantante originale o di un imitatore. 
Inoltre, agli ospiti della puntata, si aggiungeranno le “FakeStar”, sosia e imitatori di grandissimi personaggi musicali, in momenti che vedranno coinvolti anche gli ospiti della puntata, e i “Fakenomeni”, una serie di personaggi eccentrici che si esibiranno in imitazioni originali e fuori dagli schemi. 
Ci saranno, inoltre, le incursioni di Maurizio Di Girolamo e Gennaro Calabrese, con le loro imitazioni, tra cui quella di Roberto Benigni e di Flavio Insinna, e non mancherà uno spazio dedicato alle “Fake News” con Vincenzo Albano, che commenterà alcune notizie.
 “Fake Show – Diffidate delle imitazioni” è un programma scritto da Max Giusti, Luciano Federico, Paolo Mariconda, Alessio Parenti, Luca Rea, Giuliano Rinaldi, Dario Tajetta, Marco Terenzi. La regia è di Luigi Antonini. 

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.38

Viaggio nel 2001

Posted on

IL COLLEGIO

Con la voce narrante di Stefano De Martino, domenica 24 settembre alle 21.20 su Rai 2, inizia l’ottava edizione del docu-reality che quest’anno porta i protagonisti nell’anno più vicino ai giorni nostri da quando è iniziato il format. Tra le novità, le “masterclass” con docenti “speciali”: Antonio Orefice, Leo Gassmann, Joe Bastianich, Raimondo Todaro e BarbaScura X

Da domenica 24 settembre al via su Rai2, alle 21.20, l’ottava edizione de “Il Collegio”. Il docu-reality, realizzato in collaborazione con Banijay Italia, che quest’anno porta i protagonisti nel 2001. Da quando è iniziato il format è l’anno più vicino ai giorni nostri.

Prima novità di questa stagione è la voce narrante, interpretata da Stefano De Martino, conduttore e volto del canale, che accompagnerà il racconto della vita quotidiana dei 23 protagonisti. Anche il luogo che ospiterà le avventure dei collegiali sarà un nuovo edificio: il Collegio San Francesco a Lodi. Il percorso dei ragazzi avrà, per la prima volta, un suo fulcro anche in una sana competizione per determinare chi, per merito, può concorrere auna Borsa di studioun periodo di formazione negli Stati Uniti, che verrà assegnata allo studente che nella graduatoria finale avrà ottenuto la migliore media di voti e i crediti individuali superiori. I collegiali si cimenteranno, infatti, in attività di gruppo che permetteranno loro di acquisire dei crediti, dovranno quindi impegnarsi puntata dopo puntata per conquistare il privilegio di trascorrere un periodo all’estero presso realtà d’eccellenza che possano contribuire alla loro formazione. 

Ultima novità le “masterclass” con docenti “speciali”,lezioni con special guest del mondo dello spettacolo, della musica e della cultura come:l’attoreAntonio Oreficedi “Mare Fuori”, che darà i giusti consigli per una rappresentazione teatrale, il cantautoreLeo Gassmannper una lezione di canto;Joe Bastianichper mettere alla prova i collegiali con la lingua inglese;Raimondo Todaro per una lezione di latino-americano e BarbaScura X per una lezione di fisica.

Per i collegiali quest’anno la parola d’ordine è “globalizzazione” un fenomeno che, in quegli anni, parte dall’economia e investe cultura e comunicazione. Il 2001 è anche l’anno dell’attentato alle Torri Gemelle; il telefonino diventa mezzo di comunicazione privilegiato; internet si impone sempre più come lo strumento di informazione preferito e l’ambientalismo comincia ad affermarsi come una tematica cui prestare molta attenzione. In quell’anno a Sanremo, sotto la conduzione di Raffaella Carrà vince la giovanissima Elisa con “Luce”; Fiorello fa il suo grande ritorno in tv e diventa personaggio dell’anno; la Roma vince il suo terzo scudetto, Totti si consacra nella storia del calcio italiano e Don Matteo diventa un vero e proprio cult.

“Il Collegio 2001” avrà la struttura di un vero college americano: con due indirizzi sperimentali, due diversi percorsi fra cui i collegiali potranno scegliere: da un lato la specializzazione in arte, rivolta a favorire lo sviluppo di un approccio creativo; dall’altro l’indirizzo linguistico, maggiormente razionale e pragmatico, strutturato sull’insegnamento delle lingue più parlate al mondo: inglese, spagnolo e cinese. La disciplina da strumento “correttivo” diventa più un modo per far emergere le potenzialità dei collegiali: chi viene espulso dal Collegio perde una grande occasione di crescita personale. In linea con i tempi moderni la tecnologia fa il suo ingresso sulla scena delle giornate degli studenti, ai ragazzi verranno consegnati, per periodi di tempo definiti, dei telefonini con carta prepagata che dovranno gestirsi fino ad esaurimento credito e anche i professori utilizzeranno i cellullari dell’epoca. Nel Collegio ci sarà una sala computer dove gli studenti potranno seguire delle lezioni di informatica con internet a 56k; ogni aula avrà un proiettore con il quale i docenti potranno fare lezione; nella sala ricreativa e per le lezioni di musica ci saranno cd, dvd e videocamere. Infine, per le comunicazioni, sia per la sveglia mattutina che per info di servizio, verrà utilizzata la filodiffusione.

Su Rai Play sono già disponibili i provini più divertenti e tutte le back stories dei partecipanti.

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.38

ARENA SUZUKI dai 60 ai 2000

Posted on

SERATE EVENTO

Le più celebre hit internazionali e le canzoni simbolo di anni indimenticabili: Amadeus, live dall’Arena di Verona, torna a farci ballare e cantare. In prima serata su Rai 1 sabato 23 settembre, mercoledì 27 settembre e mercoledì 4 ottobre

Dopo i grandi successi delle passate stagioni, Amadeus sarà di nuovo protagonista di tre eventi dedicati alla grande musica degli anni 60-70-80-90 ai quali si aggiungeranno gli anni 2000. Tre appuntamenti live dall’Arena di Verona, in onda in prima serata su Rai 1 sabato 23 settembre, mercoledì 27 settembre e mercoledì 4 ottobre. Sarà un’occasione per celebrare decenni felici del made in Italy musicale e per far risuonare le più celebri hit internazionali, capaci di unire il pubblico di più generazioni nel tempio della musica. Prenderanno parte alle serate artisti leggendari e canzoni simbolo di un’epoca irripetibile. Inoltre, Amadeus tornerà anche nel ruolo di DJ e farà ballare tutta l’Arena con le sue compilation. Ancora una volta uno straordinarioviaggio nel tempo attraverso ricordi indelebili e canzoni apprezzate da più generazioni, con gli artisti originali e i loro successiimmortali che hanno fatto la storia e che torneranno a riecheggiare in una gioiosa atmosfera di festa.

“ARENA SUZUKI dai 60 ai 2000”è prodotto da Arcobaleno Tre e Rai Radio 2 è la radio ufficiale.

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.38

LA VITTORIA DELLA VITA

Posted on

LA STOCCATA VINCENTE

Domenica 24 settembre in prima serata su Rai 1 la straordinaria storia di Paolo Pizzo, il due volte campione del mondo di scherma che da bambino dovette affrontare la sfida più importante, lottare contro untumore al cervelloche sembrava invincibile. Protagonisti del film Tv diretto da Nicola Campiotti, coprodotto da Rai Fiction e da Anele, sono Alessio Vassallo e Flavio Insinna

Alessio Vassallo

Il coraggio di rialzarsi

«Il sacrificio è la parola chiave di tutti in questo lavoro, ci siamo messi in gioco» afferma l’attore siciliano che nel film “La stoccata vincente” veste i panni dello schermidore Paolo Pizzo, un campione nello sport e un esempio nella vita

Sulla rete ammiraglia della Rai arriva una storia di resilienza…

È certamente una storia di resilienza attraverso la quale capiamo l’importanza del “cadere” nella vita. Faccio mia una frase bellissima di Paolo Pizzo, “a volte, quando si cade, non è detto che ci si rialzi subito, a volte si rimane a terra e si guarda il mondo da un’altra prospettiva. Prima o poi una mano tesa ad aiutarti arriverà”. Anche se spesso tendiamo a colpevolizzarci, la caduta fa parte di noi, il film invita tutti, i giovani in particolare, a non vergognarsi di fronte a un fallimento, a un inciampo. In questo la storia di Paolo è un esempio per tutti, un campione nello sport e nella vita.

Come si è sentito in questo ruolo?

È stato un privilegio e una responsabilità. Ero costantemente osservato dalla persona di cui stavo interpretando la vita, le emozioni. Sono entrato in questa storia in punta di piedi, posso dire che io e Paolo ci siamo preparati insieme. L’ho seguito negli allenamenti, mi svegliavo la mattina presto per andare a correre con lui, ho fatti di tutto per stargli dietro. Sono partito dal corpo per capire cosa significasse andare a letto con le ossa rotte, stanco da non riuscire più a muoversi. Questi atleti fanno veramente una fatica incredibile, a me interessava comprendere il senso del sacrificio, del lavoro nell’ombra, in silenzio per mesi per un duello che, alla fine, dura pochi minuti. Questi sono degli esempi per tutti, sono persone che lottano per aver riconosciuto il proprio lavoro, contro una società nella quale si corre per essere riconosciuti.

Che scambio avete avuto con Pizzo?

È un mio coetaneo, siciliani entrambi. Ci siamo riconosciuti subito, dalle prime settimane di allenamento ero un cazzeggio continuo. È nata una complicità incredibile, ho osservato i suoi occhi lucidi dalla commozione quando abbiamo girato alcune scene delicate, e avvertivo, in un certo senso, una responsabilità tripla. Ci sono stati tanti momenti di leggerezza, per esempio durante una scena d’amore con Lavinia (moglie dello schermidore), Paolo mi ha guardato e ha detto: “Compare, mi raccomando, non mi far sfigurare” (ride). Abbiamo vissuto in simbiosi, guarderemo il film insieme e quello sarà, per me, il duello più complesso da superare. La vera stoccata l’avrò il 24, non tanto con il pubblico, ma con lui.

Cosa non avrebbe voluto vedere sullo schermo Paolo Pizzo?

La commiserazione, il vittimismo… lui è una persona piena di energia e di positività, è un vulcano, è l’Etna. La caduta è un punto di partenza, non bisogna avere fretta di rialzarsi, ma avere il coraggio di aspettare il momento giusto. Paolo è stato un maestro di vita in questo.

“La stoccata vincente” si inserisce perfettamente nella linea editoriale di Rai Fiction dedicata alle grandi figure dei campioni sportivi che lasciano un segno. Come si bilanciano in questa storia la vicenda sportiva e umana?

Siamo partiti dal corpo, piano piano questa fisicità si è andata a trasporre nell’emotività del personaggio. All’inizio lo vediamo sempre scontroso con tutti, dall’esterno potrebbe apparire antipatico, poi, però, lo accompagniamo dall’inizio alla fine, comprendiamo immediatamente il suo bisogno profondo di riscatto. Nel film avviene grazie allo sport, per me attraverso la recitazione. Ognuno trova la propria strada per risalire.

Qual è stata la sua “caduta”?

Il bullismo da ragazzo, quando mi sentivo perennemente a terra. La recitazione mi ha liberato, è stato il mio riscatto, ovviamente con le dovute proporzioni, pensando alla storia di Paolo che, giovanissimo, ha incontrato la malattia. Pizzo mi ha raccontato che da adulto, ogni volta che aveva un piccolo mal di testa aveva l’incubo che quel male potesse tornare. La sua, dunque, è una vita sempre all’erta, mi ha colpito molto la sua perenne attenzione, vigilanza su se stesso e su quello che lo circonda.

Paolo Pizzo è un “figlio” della Sicilia come te, lui dell’Etna e lei di Palermo…

…e questo è stato l’unico grande punto di scontro, una continua presa in giro (ride).

Che ruolo gioca in questa vicenda questa terra che ricerca di riscatto ha costellato la sua storia?

Fondamentale, vedendo il film si comprende la forza dell’isola. I siciliani hanno questa forma di riscatto innata, che io ho vissuto quando a diciannove anni me ne sono andato per affrontare questo mestiere e che Paolo ha cercato iniziando la sua carriera sportiva. Noi ci svegliamo la mattina e pensiamo e ragioniamo in siciliano, è scritto nel DNA, come la storia di questo ragazzo, rimane sulla pelle.  

In che senso?

Non è il classico film da promuovere, è qualcosa che rimarrà dentro di me per sempre, un rapporto che avrà un futuro. Ritornando alla Sicilia, c’è finalmente l’opportunità di raccontarne la bellezza con una lente di ingrandimento diversa, non stereotipata. Non solo la terra della mafia, ma una Sicilia laboriosa, fatta di siciliani che con il sacrificio quotidiano, con la voglia di riscatto ce la fanno, vanno avanti.

Nel libro autobiografico Paolo Pizzo scrive a un certo punto: “Non ho mai apprezzato il talento in quanto tale ma la grinta, la capacità di un atleta di lottare e raggiungere un grande risultato”. Come si riempie di significato la parola talento?

Una volta che comprendi di avere un talento, lo devi mettere da parte e iniziare a lavorare sodo. Paolo è uno schermidore atipico, curvo, scomposto nelle sue stoccate e per questo, all’inizio, veniva preso di mira perché non aveva quell’eleganza a cui si era tutti abituati. Pizzo non è “pulito”, ma è esplosivo, bada poco alla figura, ma molto alla sostanza, non punta al talento, ma alla perenne lotta con se stesso e con l’avversario.

Insinna e Vassallo in scena, un padre e un figlio, un allenatore e un atleta. Com’è andata?

Tra noi è nato un rapporto simbiotico, da subito abbiamo trovato una comunione di intenti speciale. In lui ho ritrovato molto mio padre, a volte severo, ma con il quale c’è un legame strettissimo, conflittuale, un cordone ombelicale che non si taglia. È quello che vedremo anche ne “La stoccata vincente”, un padre e un figlio stretti in un legame non facilissimo, ma con un figlio che vuole suo padre accanto nonostante tutto. Il giorno prima di girare una scena importante, io e Flavio andavamo da soli nel luogo prestabilito, ci facevamo una lunga passeggiata per trovare la “nostra” scena, quell’intimità che può esserci solo tra chi è connesso emotivamente.

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.38

Devo tutto alla vita

Posted on

MARA VENIER

La regina della domenica si racconta al RadiocorriereTv: «Non avrei mai pensato di fare la televisione, l’attrice. Non sono mai stata ambiziosa, è capitato tutto per caso». E di “Domenica In”, che conduce per la quindicesima stagione, dice: «Non c’è un programma giusto per me se non questo. Ecco perché dico sempre che è l’ultimo anno, poi mi convincono e… sono ancora qua…». Dal 17 settembre alle 14.00 su Rai 1

Mara Venier 2023

Le vacanze sono ormai alle spalle, il ritorno in studio si avvicina. Mara, come sta?

Sono più stanca di quando ho finito a giugno, ma credo valga per tutti (sorride). Dopo un mese trascorso a Santo Domingo, al mare, l’effetto del rientro è stato abbastanza traumatico… Stavo così bene fuori da tutto: le camminate, i bagni, la dieta.

Che il pubblico le voglia bene è cosa nota, ma cos’è che la porta a dedicare le sue domeniche per un anno intero alla televisione?

La possibilità di essere ancora, per la quindicesima volta, la conduttrice del programma più popolare della Rai. La domenica pomeriggio entri nelle case degli italiani quando la famiglia è riunita. Pensi che ho cominciato esattamente 30 anni fa…

“Domenica In” ce l’ha un po’ sottopelle…

Se qualche dirigente della Rai mi chiedesse se volessi fare altro, a parte “Domenica In”, sinceramente non saprei rispondere. Non c’è un programma giusto per me se non questo. Ecco perché dico sempre che è l’ultimo anno, poi mi convincono e… sono ancora qua… (sorride). Nei giorni scorsi ho girato un promo, ideato da me, molto divertente. Siamo in studio, ho l’elmetto da cantiere e tutti sono al lavoro per allestire la scenografia. Mentre mi rivolgo al pubblico e annuncio che stiamo tornando, una voce fuori campo dice “ancora lei signora Venier, non doveva andare in pensione?”. Un promo ironico in cui mi prendo in giro da sola.

Come è cambiato, nel tempo, il suo rapporto con il pubblico?

Non è mai cambiato. Non sono mai stata una diva della televisione. Il pubblico mi riconosce come una persona normale, una vicina di casa, un’amica che va a fare la spesa, una che cucina, una che si dà da fare nella vita quotidiana. Poi c’è mio marito che mi fa i video a tradimento mentre pulisco il terrazzo (sorride). La mia realtà è questa. Il pubblico mi vuole bene perché si riconosce in me, nella mia normalità.

Le sue interviste hanno fatto scuola. Con l’ospite trova empatia, condivide emozioni, ma c’è qualcosa che non chiederebbe mai a un suo intervistato?

Sono sempre molto discreta e penso di avere un’innata sensibilità nei confronti di chi ho davanti. Non le nascondo che sto molto attenta, soprattutto quando mi viene chiesto di evitare un argomento, poi mi capita di vedere gli stessi personaggi in altri programmi, come “Belve” della bravissima Francesca Fagnani, dove raccontano tutto… Ecco quest’anno sarò pure io un po’ più pungente (sorride).

C’è un ospite che, con il senno di poi, non rivorrebbe in trasmissione?

Arnold Schwarzenegger fu molto antipatico, supponente. Stavamo registrando l’intervista al Grand Hotel di Roma. Lui aveva un auricolare per la traduzione simultanea, che, infastidito, buttò per terra per quattro volte. A raccoglierlo e a riconsegnarglielo era un operaio. Dissi al produttore del programma che se Schwarzenegger lo avesse rifatto io me ne sarei andata. Per fortuna non accadde. Nel corso della mia carriera ho intervistato tutte le star più grandi, da Andy García a George Clooney, da Brad Pitt a Matt Damon, ma questo è l’unico brutto ricordo.

Con l’ospite trova sempre il giusto feeling?

Amo ogni ospite che siede davanti a me. Lo guardo con curiosità, le mie interviste funzionano proprio perché sono curiosa. Non ho nulla di scritto, di preparato, e soprattutto ascolto. Mi preparo molto, leggo tutto sull’ospite, a partire dalle vecchie interviste. Memorizzo delle cose e vado a ruota libera.

Sempre più spesso capita di ricordare con malinconia gli anni Ottanta e Novanta. Cosa rimpiange di quei decenni?

Le lettere d’amore, i rapporti interpersonali. Quello che non amo di questi ultimi anni sono proprio i social, credo che bisognerebbe contenerli, mettere dei paletti.

La sua storia parla di una persona che è stata capace, più volte, di ripartire…

Sono caduta tante volte, l’importante è rialzarsi…

Cosa significa per una donna, oggi, avere coraggio?

Andare avanti tutti i giorni. Lasciamo stare la televisione, parliamo proprio della vita, che ti può portare dei dolori, dei momenti in cui pensi di non farcela. La forza è quella di ritrovare l’energia per andare avanti e la  ritrovi dentro te stessa, non ti può aiutare nessuno. Cadere serve.

Cosa prova quando si ripensa, giovanissima donna, con tutta la vita davanti?

Quella giovane ragazza non ha mai voluto entrare in questo mondo, tutto è stato molto casuale. Non avrei mai pensato di fare la televisione, l’attrice. L’attrice l’ho fatta per inseguire un marito, a 17 anni, che mi aveva sposato e mi aveva lasciato il giorno del matrimonio per fare l’attore a Roma. Ho inseguito lui, sono rimasta a Roma, e l’attrice l’ho fatta io. È stato per sopravvivenza, non avevo una lira, ero carina e mi offrivano i film. Per quanto riguarda la televisione devo tutto a Renzo. Essere per 12 anni la compagna di Arbore ti insegna moltissimo. Ma accettai quella “Domenica In” perché Renzo era sempre in giro per il mondo con l’Orchestra italiana e io ero da sola. Non sono mai stata ambiziosa, è la vita che mi ha portata a essere quello che sono.

Per salutarci le propongo un gioco. Tra Miranda Priestley de “Il Diavolo veste Prada”, la Principessa Leila di “Guerre Stellari” e Rossella O’Hara di “Via col vento”, quale ruolo pensa le sarebbe stato più congeniale?

(ride) Rossella O’Hara tutta la vita. In fondo io lo sono… è la mia filosofia. Andiamo avanti: domani è un altro giorno.

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.37

TIM MUSIC AWARDS

Posted on

EVENTO

In diretta dall’Arena di Verona, venerdì 15 e sabato 16 settembre in prima serata su Rai 1, Carlo Conti e Vanessa Incontrada conducono l’appuntamento con le premiazioni della musica italiana. Mercoledì 20 su Rai 2, saranno invece Nek e Carolina Di Domenico i padroni di casa di una festa con alcuni degli artisti più conosciuti e amati di sempre

La diciassettesima edizione dei TIM Music Awards accende l’Arena di Verona! Venerdì 15 e sabato 16 settembre, in prima serata su Rai 1, andranno in onda due magiche serate, in compagnia della ormai affermatissima coppia formata da Carlo Conti e Vanessa Incontrada che si troveranno per la dodicesima volta a consegnare i prestigiosi premi della musica italiana.

Oltre 50 i grandi artisti che saliranno sul palco per ricevere i prestigiosi premi, in una magica atmosfera di fine estate, che promette già di regalare grandi emozioni e sorprese sia al pubblico presente all’Arena di Verona che a quello che seguirà in diretta da casa.

Un riconoscimento importante, che sarà conferito a tutti coloro che hanno ottenuto i migliori risultati con i loro album, singoli, concerti. Anche quest’anno, verranno premiati gli Album che hanno raggiunto la Certificazione FIMI/GFK Oro, Platino e Multiplatino tra settembre 2022 e settembre 2023 e i singoli Multiplatino usciti nello stesso periodo.

Ai TIM Music Awards non mancheranno poi le premiazioni legate alle Certificazioni Siae sugli eventi e i tour che hanno raggiunto gli oltre 100mila spettatori (Oro), 200mila (Platino) e oltre 300mila (Diamante) svolti tra settembre 2022 e settembre 2023. Non mancano, inoltre, i premi speciali SIAE, EARONE e ARENA DI VERONA.

Inoltre, mercoledì 20 settembre, in prima serata su Rai 2, andrà in onda sempre dall’Arena di Verona, lo Speciale TIM Music Awards – La Festa, che vedrà ancora una volta alla conduzione l’ormai padrone di casa Nek, insieme, per il secondo anno consecutivo, a Carolina Di Domenico. Uno show musicale coinvolgente, che porterà nelle case la musica di alcuni tra gli artisti più conosciuti e amati di sempre.

TIM Music Awards è prodotto da FriendsTv per Rai.

Rai Radio 2 e Radio Italia Solomusicaitaliana sono le radio ufficiali dei TIM Music Awards.

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.37

Orgoglio Rai

Posted on

VENEZIA 80

Sono sei i premi conquistati dai film in gara alla Mostra coprodotti da Rai Cinema. Grande la soddisfazione per “Io Capitano” di Matteo Garrone, Leone d’argento per la regia. L’amministratore delegato della Rai Roberto Sergio: «Sforzo produttivo eccezionale»

Dall’ottantesima edizione della Mostra del Cinema di Venezia la Rai torna con sei importanti riconoscimenti: il Leone d’argento per la miglior regia a Matteo Garrone per il film “Io Capitano”, il Premio Mastroianni come miglior attore esordiente a Seydou Sarr, per la stessa pellicola, il Premio speciale della giuria Orizzonti per “Una sterminata domenica” di Alain Parroni, il Premio Orizzonti per la miglior sceneggiatura a Enrico Maria Artale per “El Paraìso” e il Premio Orizzonti per la migliore interpretazione femminile a Margarita Rosa de Francisco (El Paraìso). Premio Orizzonti Extra a Micaela Ramazzotti per “Felicità”. «Orgoglio: credo sia questa la parola che meglio descrive lo stato d’animo della Rai dopo la 80esima Mostra del Cinema di Venezia – afferma l’amministratore delegato dell’azienda Roberto Sergio – è l’orgoglio per i premi vinti dai film coprodotti da Rai Cinema, a partire dal Leone d’Argento per Matteo Garrone e il suo ‘Io Capitano’, una pellicola di estrema attualità. Orgoglio per quanto la stessa Rai Cinema ha portato a Venezia, con un numero mai così ampio di film di grande qualità. Orgoglio, infine, per essere stati Host Broadcaster della rassegna, portandola in tutto il mondo, con Rai Movie canale ufficiale». La presenza a Venezia «con tanti titoli e tanti riconoscimenti – prosegue Sergio – è la dimostrazione che la Rai è vicina con grande concretezza al mondo del cinema e ne è essa stessa soggetto attivo. Una vicinanza che si è tradotta anche in un eccezionale sforzo produttivo, con oltre 130 ore di trasmissione su tutti i media del Servizio Pubblico che hanno raccontato la Mostra in tutte le sue sfaccettature, anche grazie al grande lavoro della sede Rai di Venezia e della Tgr Veneto, oltre a quello dei giornalisti e dei lavoratori di tutte le testate e le reti Rai presenti. Sono tutti loro l’ultimo motivo del grande orgoglio con cui Rai torna da Venezia». Grande la soddisfazione anche sul fronte Rai Cinema: «Matteo Garrone si conferma come uno dei più grandi narratori di storie del cinema contemporaneo – commenta l’amministratore delegato Paolo Del Brocco – ha la straordinaria capacità di maneggiare la materia incandescente della contemporaneità e tirarne fuori opere d’arte, trasfigurando quello che abbiamo quotidianamente davanti i nostri occhi in immagini che sembrano disvelarsi per la prima volta, grazie ad una forza visiva ed emotiva di grande potenza.   In questo film racconta, senza nessuna retorica, l’avventura di due giovani ragazzi africani che attraversano il deserto per arrivare in Europa, un viaggio che lui stesso descrive come “epico”, “un’odissea contemporanea”. Il tema della migrazione è uno dei più complessi e dibattuti della nostra attualità, ma Matteo Garrone riesce a proporre un piano diverso, a volgere lo sguardo verso l’interno, verso le storie individuali, tenendo al centro la sete di vita di due ragazzi, i loro sogni, i loro destini. ‘Io Capitano’ è un film che ci ricorda il ruolo del cinema: emozionare, far discutere e alimentare la riflessione.  Complimenti anche a Seydou Sarr che, alla sua prima prova d’attore, ha saputo incarnare con forza e autenticità i sogni e l’innocenza della giovinezza». Il film è già in sala da qualche giorno con 01 Distribution. Grande risalto hanno avuto anche altre due opere presentate nel Concorso della sezione Orizzonti, che hanno colpito i giurati per la loro originalità, le scelte estetiche e la forza espressiva degli interpreti. «‘Una sterminata domenica’ di Alain Parroni ed ‘El Paraìso’ di Enrico Maria Artale sono la conferma che i nuovi registi non devono avere paura di giocare con linguaggi diversi per raccontare al pubblico le storie in cui credono e che hanno urgenza di affrontare – prosegue Del Brocco –.  Sorprendente anche l’opera prima di Micaela Ramazzotti, che per la prima volta si mette alla prova dietro la macchina da presa e dimostra di avere talento, conquistando subito il cuore del pubblico con il suo “Felicità”; dal 21 settembre gli spettatori potranno vederlo anche nei cinema, dove lo distribuiremo con 01 Distribution».  A testimoniare l’impegno della Rai per il cinema sono i numeri: «Venticinque titoli in totale, di cui quattro film italiani e uno internazionale nel Concorso e altri quattro Fuori concorso – afferma il presidente di Rai Cinema Nicola Claudio – indice di una tendenza produttiva del nostro Paese, che conferma la scelta di Rai Cinema di investire in progetti sempre più competitivi a livello internazionale, con budget anche molto consistenti e opere sempre più differenziate come target di riferimento e con le caratteristiche giuste per conquistare anche gli spettatori che nei prossimi mesi potranno vedere in sala molti dei film presentati alla Mostra di Venezia». 

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.37

Il territorio, la sua anima

Posted on

FEDERICO QUARANTA

Un’Italia da vivere e da raccontare con “Linea Verde Bike”, il sabato alle 11.55 su Rai 1, e con “Il Provinciale”, da domenica 17 settembre, per tre puntate, in prima serata su Rai 3. «Sono tre racconti incredibili che ci porteranno in Sardegna, in Lucania, in Puglia» spiega il conduttore, che al pubblico promette emozioni vere: «Non quelle studiate a tavolino, ma frutto di esperienze e di incontri»

La sua nuova stagione Tv è partita in bicicletta…

Con “Linea Verde Bike” racconto dell’Italia che percorriamo pedalando. Con le tante ciclabili che abbiamo, con le ciclovie, con i sentieri praticabili in bicicletta, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Abbiamo tutto da offrire. Con la bicicletta arrivi ovunque. La bici è un mezzo lento, sostenibile. Circa la metà dei turisti che viene in vacanza in Italia, usa la bicicletta almeno una volta durante il soggiorno. È il mezzo più antico e al tempo stesso più contemporaneo che ci sia.

Ci parla del suo rapporto con la bici?

Sono un ciclista, uso in particolare le mountain bike, anche quelle a pedalata assistita, molto tecnologiche e performanti. Ho un rapporto ludico e al tempo stesso di sentimento. Quando ho sentito parlare del programma ho pensato che sarebbe stato giusto per me.

Un consiglio a chi voglia mettersi in viaggio con la bici…

L’importante è non volere strafare e prepararsi un po’. Se lo fai invece come attività sportiva, come faccio io, allora ci si deve preparare bene, la bici non è un mezzo da prendere alla leggera. In ogni caso bisogna utilizzare tutte le dotazioni di sicurezza: il casco, le ginocchiere, tutto quello che può servire per non farsi del male.

A breve vedremo “Il Provinciale” arriverà in prima serata. Una nuova sfida…

È il momento più importante, il coronamento di un viaggio incredibile che ha messo a repentaglio anche le cose importanti della mia vita. Lo spirito di abnegazione che ho dedicato non è solo mio, ma è anche il sacrificio di tutta la mia famiglia, alla quale devo dire solo grazie. E poi è una responsabilità, perché essere scelti dalla rete come i sostituti di Fabio Fazio, dopo vent’anni, fa anche paura. Però io e i miei autori non ci tiriamo indietro e vogliamo fare bene. “Il Provinciale” è un viaggio antropologico, culturale. Sta bene a Rai 3 la domenica sera alle 21.15, l’ora del divano. Perché è un programma che devi seguire davvero passo passo, parola per parola, immagini e parole. Poi c’è la storia umana.

In quali mondi ci porterete?

Sono tre racconti incredibili. Partiremo dal cuore della Sardegna con il racconto del codice barbaricino del banditismo, dei mamuthones, degli acabadora, degli janas, fino ad arrivare alla civiltà nuragica. Andremo poi in Lucania per quello che è il racconto dei racconti, cercheremo l’origine di tutte le storie, in particolare quelle utilizzate dai fratelli Grimm per scrivere le favole più belle. E poi concluderemo il ciclo in Puglia, dove il racconto sarà legato alla taranta, all’origine del tarantismo e della catarsi da parte delle donne che volevano emanciparsi da una società maschilista, materialista e patriarcale.

Vi ritroveremo di nuovo in onda sul finire del 2023…

A Natale proporremo altri due racconti. Il primo sarà dedicato a Santa Claus, a Babbo Natale, l’altro al santo d’Italia, San Francesco d’Assisi, e a Santa Chiara. La forza della disobbedienza, la fede come unica strada. Dopo Sanremo ci saremo con altre otto puntate.

E’ uno dei narratori televisivi più apprezzati. Cosa significa trasferire le proprie emozioni al pubblico?

Tutto è nato per caso, un percorso lento, di studio, di spirito di abnegazione, di volontà, di mettersi in grande discussione. Servono fatica e preparazione. Anche il talento va alimentato, va sostenuto. La differenza la fanno il sacrificio, la preparazione, ma soprattutto l’emozione. Mentre racconto provo quelle emozioni, non sono studiate a tavolino. Le vivo talmente con trasporto che i telespettatori le avvertono, sono partecipi. È bellissimo. Un’esperienza di condivisione e di inclusione stupefacente.

Da qualche giorno è in libreria con “I diari del Provinciale” (Rai Libri), in che mondo ci porta?

È un libro intenso, sono i racconti de “Il Provinciale” che si leggono. È stato bellissimo farlo, scriverlo, riprendere i copioni, ritrovare le storie che avevamo portato nel programma. Con la scrittura si applica un altro valore, quello della fantasia. Con il libro entri in un racconto e lo fai tuo. “I diari del Provinciale” mi ha consentito anche di scrivere dei pensieri molto importanti su valori persi e ritrovati. Oltre ai racconti ci sono momenti di antropologia e di filosofia, spicciola, perché non sono un filosofo o un antropologo. È un libro da non perdere.

A chi dedica questo lavoro?

In primo luogo, alla mia famiglia, a mia moglie, che ha avuto pazienza, che ha saputo aspettare, che ha fatto cose magnifiche per me e che io tante volte ho trascurato in nome della mia crescita, e alla mia bambina.

In questo libro, nei suoi programmi, c’è tanto amore… Senza l’amore non faccio niente. Senza amore non sarei un uomo, senza amore non varrebbe la pena vivere questo viaggio incredibile che è la vita. L’amore va preservato, tutelato, curato, mantenuto. Se uno perde l’amore cosa progetta a fare, cosa cammina a fare? Lo scopo della vita è l’amore. L’amore per la famiglia, per gli amici. Senza l’amore nulla ha senso

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.37