Lunedì 12 settembre alle 16.00, torna nel pomeriggio di Rai 3 il programma sulla natura, l’ambiente e le culture del mondo prodotto da Rai Cultura e condotto da Sveva Sagramola ed Emanuele Biggi
Con i suoi grandi documentari e gli esperti in
studio, ogni giorno in diretta dal lunedì al venerdì, “Geo”racconta la Terra, le
persone, le meraviglie e le fragilità del nostro pianeta. In questa nuova
edizione particolare spazio è dedicato ai grandi squilibri ambientali che
compromettono la salute e la sopravvivenza delle specie: deforestazione,
inquinamento, innalzamento del riscaldamento globale e l’intensificarsi dei
fenomeni meteorologici più estremi. A parlarne saranno gli scienziati e chi,
come giovani, interpreta in prima persona nuovi e più ecologici stili di vita,
chiedendo alle istituzioni di incrementare e agevolare scelte diverse e
sostenibili in grado di invertire la rotta. In questo difficile tempo di guerre, emergenza energetica,
carestie e instabilità climatica, “Geo” cerca di dare risposte ai
grandi interrogativi sul futuro della ricerca e sulle nuove tecnologie e
l’automazione individuando le vie per un progresso sostenibile e per la salute
globale. “Geo”prosegue il suo storico viaggio nel
territorio italiano, alla scoperta delle millenarie tradizioni che rivelano lo
stretto legame di ogni luogo con i suoi abitanti, i mestieri e i prodotti della
terra. Il programma prova, come sempre, ad essere una guida per una nutrizione
sana ed economica, nel tentativo di aiutare il telespettatore a capire come
individuare la qualità nei cibi che si acquistano. Da lunedì 12 settembre alle 16.00 su Rai 3.
Amadeus torna su Rai 1 con il programma che fa ballare l’Italia. Sabato 17 e 24 settembre e sabato 1 ottobre in prima serata dall’Arena di Verona. Novità di quest’anno, i grandi successi degli anni Novanta: «Quando il pubblico riascolterà quei brani cantati dagli interpreti originali si alzerà dalla sedia e si scatenerà»
Ballare, cantare, divertirsi, in
Arena come a casa di fronte alla televisione. Dopo il successo della prima
stagione torna su Rai 1 “Arena Suzuki ’60 ’70 ’80 e… ‘90”. Un viaggio
attraverso quarant’anni di canzoni e di emozioni: da Max Pezzali a Rita Pavone,
da Umberto Tozzi ai Neri per caso, e ancora Aqua, Matia Bazar, Cugini di
campagna, Corona, Dik Dik, Paul Young, Amii Stewart, Fabio Concato e tantissimi
altri.
Non un’operazione nostalgia ma una
grande festa della musica, di tutta la musica. Che “Arena” vedremo?
Non è mai stata un’operazione
nostalgia, nemmeno lo scorso anno. Ho voluto un programma che richiamasse il
mondo dei Festivalbar che ho condotto negli anni Novanta: quel clima, la festa,
gente che canta e che balla, le arene, piuttosto che le piazze, gremite di
ragazzi. Volevo questo. Gli artisti che si esibiscono non vengono vissuti come vecchie
glorie, tutti coloro che entrano all’Arena di Verona e salgono su quel palco
portano le loro canzoni fantastiche, grandi successi che appartengono non solo
alla musica degli anni ‘60, ‘70, ‘80 e… ‘90, ma alla musica di oggi. Sono il
presente, non il passato.
L’edizione che sta per prendere il
via aprirà agli anni Novanta, considerati talvolta musicalmente “minori” se
rapportati alle decadi precedenti. Che cosa hanno avuto di speciale quegli anni?
È vero, gli anni Novanta sono stati
considerati meno forti di quelli che li hanno preceduti, e probabilmente è
corretto. Vieni dai Sessanta che hanno una loro storia, ci hanno regalato non
solo i Beatles ma anche Mina, Celentano, parte della storia della musica
italiana. La stessa cosa vale per gli anni Settanta, sia a livello nazionale
che internazionale, anche gli Ottanta hanno una loro identità. I Novanta sono
più leggeri, sul fronte italiano culturalmente meno profondi, con meno talenti sul
versante internazionale, ma c’è una leggerezza che piaceva molto ai ragazzi, una
leggerezza che ha prodotto tanta musica da discoteca, la famosa “cassa in
quattro”. Questa spensieratezza farà sì che quando il pubblico ascolterà queste
canzoni che erano successi nei Novanta, con gli artisti originali, si alzerà e
li ballerà immediatamente.
In campo musicale ha vinto la
scommessa più importante, quella di rivitalizzare un settore che aveva bisogno
di una forte scossa, di contribuire a un cambiamento profondo della nostra
musica. Cosa prova quando ripensa agli ultimi suoi tre-quattro anni?
È una scommessa per me fondamentale.
Quando ho cominciato a occuparmi del Festival di Sanremo ho dato semplicemente
priorità a ciò che ritenevo fosse la cosa fondamentale: i brani in gara. Più
importanti di qualsiasi altra cosa, degli ospiti come di tutto ciò che può
circondare il Festival della canzone italiana. In gara devono esserci pezzi e
cantanti attuali, a prescindere dall’età. Questo non vuol dire solo le nuove
generazioni, ma certamente i giovani devono esserci perché sono loro a dare il
polso dell’attualità musicale. Prima erano praticamente tenuti fuori. Tutto ciò
che è attuale deve essere presente sul palco dell’Ariston.
Memo Remigi, Francesco Paolantoni, Gabriele Cirilli, Gianluca Gazzoli, Gilles Rocca, Antonio Catalani. Insieme a Corinne Clery, Alessandra Mussolini, Brenda Lodigiani, Elisabetta Gregoraci, Maddalena Corvaglia, Valeria Graci. Sono i protagonisti del programma condotto da Mara Maionchi, con il coreografo Marcello Sacchetta, dal 12 settembre in prima serata su Rai2 il lunedì e il martedì. La conduttrice al RadiocorriereTv: «non c’è in palio nulla da vincere se non superare certi ostacoli interiori per la causa prevenzione»
Sensibilizzare il pubblico alla
prevenzione del tumore al seno e alla prostata. È la mission del programma, leggero e divertente, condotto da
Mara Maionchi su Rai2 dal 12 settembre (altri appuntamenti il 13, il 19 e il 20
settembre). Prodotto da “Blu Yazmine”, avrà come protagonisti un gruppo di sei
uomini e di sei donne, personaggi famosi del mondo del cinema, della tv e della
musica e dello spettacolo in generale: Memo Remigi, Francesco Paolantoni,
Gabriele Cirilli, Gianluca Gazzoli, Gilles Rocca, Antonio Catalani, Corinne
Clery, Alessandra Mussolini, Brenda Lodigiani, Elisabetta Gregoraci, Maddalena
Corvaglia e Valeria Graci. Il programma, in maniera provocatoria, racconterà la
storia della messa in scena di una performance di ballo alla “Full Monty” per
gli uomini e una divertente coreografia per le donne, esortando il pubblico a
non aver paura di ‘esporre’ il proprio corpo a screening medici che possono
salvare la vita. Insieme a Mara Maionchi, il coreografo Marcello Sacchetta.
Mara, come siete arrivati al titolo “Nudi per la
vita”?
Il titolo della
serie originale te lo faccio scrivere perché è in inglese e figurati se lo so
pronunciare! (Who Bares Wins) Per noi italiani valeva la pena “scaldare” un
po’: non c’è in palio nulla da vincere se non superare certi ostacoli interiori
per la causa prevenzione, che poi ti salva la vita. Il nostro è anche più
auto-esplicativo di quello che lo spettacolo si prefigge di fare.
Cosa significa “mettersi a nudo”?
Significa essere
liberi in senso metaforico ma, in questo caso, anche materiale. È stata una
sfida per i concorrenti e per me e Marcello Sacchetta condurli a perdere le
loro remore iniziali.
L’ironia per “sensibilizzare” il pubblico
sul tema della prevenzione. Cosa succederà in queste quattro puntate?
Sei vip uomini e sei
donne attraverseranno delle prove di gruppo e personali oltre a tante prove in
sala da ballo per preparare due coreografie, una ispirata a “Full Monty” per i
signori e una a “Moulin Rouge” per le signore. Le coreografie culminano con una
messa a nudo, un gesto liberatorio di coraggio…per questo non parlo mai di
spogliarello mi sembra di non fargli giustizia.
Quali caratteristiche hanno in comune gli ospiti del
programma?
Il coraggio e
l’autoironia, sono state sicuramente le due principali. Si sono messi tutti a
servizio del messaggio è stato molto bello vederli fare squadra in
questo.
Alla fine delle puntate sarà felice se…
Vedrò aumentare
anche solo di un punto percentuale la nostra statistica italiana – bassina – di
visite preventive per i tumori alla prostata e seno.
Lei viene dalla musica, a quale canzone accosterebbe
la parola lotta?
Dal lunedì al venerdì alle 15 il programma che mette a confronto i ragazzi di oggi e quelli di ieri. «Siamo abituati – dice il conduttore – a vedere talenti che vogliono esibirsi dal punto di vista creativo, qui dovranno parlare, spogliarsi dall’idea di essere soltanto un profilo social. “BellaMa’” tenterà di mettere l’ascolto al centro». Dal 12 settembre su Rai2
Foto: Federico Guberti
Come nasce il programma?
Da un’intuizione condivisa insieme
all’amministratore delegato Carlo Fuortes, all’ex direttore del Daytime Antonio
Di Bella e con l’attuale direttore Simona Sala. L’idea è quella di costruire
una trasmissione quotidiana che metta insieme e a confronto due generazioni,
quella che va dai 18 ai 25 anni e i boomers, dai 55 ai 90. Non sarà
semplicemente un confronto generazionale, ma anche un talent di parola. Siamo
abituati a vedere in televisione talenti che vogliono esibirsi dal punto di
vista creativo, con il canto o con il ballo, qui dovranno parlare, spogliarsi
dall’idea di essere soltanto un profilo social. L’obiettivo è quello di
restituire loro, televisivamente, la dignità di persone.
Cosa significa avere talento di
parola?
Saper dare significato alle parole,
dare peso a quello che si dice. Al tempo stesso pensare che il dialogo,
attraverso la parola, funziona solo se ci si mette all’ascolto. Solitamente
siamo abituati ad avere un tasso di sopportazione rispetto al racconto degli
altri pari a zero, “BellaMa’” tenterà di mettere l’ascolto al centro. Questo è
l’obiettivo, speriamo di raggiungerlo.
Come è strutturato il programma?
È diviso in tre blocchi. Si parte con
un quiz culturale che si ispira a “Parola mia”, storico programma di Luciano
Rispoli, quindi un’intervista collettiva che ci riporta a “Speciale per voi”,
storico marchio della Rai. La terza parte sarà una sorta di arena, per la quale
ci siamo ispirati alla prima edizione di “Amici”, in cui Maria De Filippi
metteva i ragazzi a confronto tra loro solo attraverso la parola. Con “BellaMa’”
vogliamo raccontare due generazioni rivolgendoci al pubblico storico della Rai,
tentando di entrare in punta di piedi nel mondo interiore dei più giovani che
solitamente preferiscono RaiPlay alla tv generalista.
Che caratteristiche deve avere chi
partecipa a “BellaMa’”?
Sincerità, spontaneità e anche un po’
di sobrietà. Sui social, ovviamente, i ragazzi sono figli dell’era digitale e
c’è spesso fanatismo, voglia di raccontarsi a tutti i costi, anche quando si ha
poco da raccontare. In studio ci saranno
trenta opinionisti, suddivisi tra giovani e boomer, venti concorrenti (dieci
giovani e dieci boomer) e una band di ragazzi presi per la strada. In ogni
puntata avremo un ospite per l’intervista collettiva. E poi non mancheranno le
sorprese.
L’empatia, che è un po’ la cifra del suo
fare televisione, potrebbe essere l’elemento di collegamento tra la Tv di ieri
e quella di domani?
Come spesso dico, dentro di me abita
una “signora mia”, mi ispiro alla Tv artigianale degli anni Sessanta firmata
Rai. Mi piace moltissimo costruire il programma come se fosse uno spettacolo
teatrale. Ci tengo a dire che “BellaMa’” è realizzato internamente dalle
risorse dell’Azienda.
Quattordici edizioni condotte, la prima nel lontano 1993. La “Zia” più amata d’Italia è tornata con la sua “Domenica In”, su Rai 1 la domenica alle 14. Al RadiocorriereTv racconta: «Mi chiamarono per condurre un gioco nel corso del programma, pensai che sarebbe stata un’esperienza a termine. E invece…». E ancora, «metto la stessa emozione con tutti gli ospiti che intervisto, amo le persone che ho davanti e penso che il segreto stia in questo»
Domenica In, Mara Venier
Ha preso il via la sua 14esima “Domenica In”,
cosa rappresenta per lei, dopo tanta strada percorsa insieme ai telespettatori,
la domenica di Rai 1?
La domenica di Rai 1, quattordicesima
edizione, è un record totale e assoluto. Il grande Pippo Baudo ne ha fatte
tredici, con queste quattordici supero tutti i record (sorride), penso
anche che solo una pazza come me possa affrontare un programma tanto
impegnativo e complicato per così tanto tempo. Rendere piacevole il pomeriggio
degli italiani non è così facile, servono impegno, amore, ed è stato così fin
dall’inizio…
… la sua prima “Domenica In” fu nel 1993…
A inizio ottobre, impensabile immaginare che
dopo trent’anni sarei stata ancora qua. Quando mi offrirono di condurre un
gioco nel corso di quell’edizione pensai che sarebbe stata un’esperienza a
termine. Però, come dice Vasco, “eh, già, io sono ancora qua” (sorride).
Molti degli ospiti del programma sono suoi
amici. Che valore dà all’amicizia e chi verrà a trovarla nelle prossime domeniche?
Non so dire ora quali saranno gli amici ospiti
delle prossime puntate, perché gran parte della trasmissione nasce nel corso
della settimana. Certo, alcuni sono già fissati, ma io cavalco molto
l’attualità, il momento. Sono capace di stravolgere l’intera scaletta il
venerdì. Il programma è una costruzione day by day, cosa possibile grazie a un
gruppo di collaboratori con i quali siamo da anni in perfetta sintonia. Per
quanto riguarda l’amicizia, se gli ospiti vengono tutti, a volte anche gratis, e
nella maggior parte dei casi sono rapporti personali, vuol dire che mi sono
comporta bene nel corso della vita e che sono persone che mi vogliono bene.
Qual è il segreto di una buona intervista?
Sapere ascoltare.
C’è un personaggio che ancora non è riuscita a
portare nel suo salotto?
Non penso mai ai personaggi, vivo molto con i
piedi per terra. Metto la stessa passione e lo stesso amore se devo
intervistare Jovanotti, Zucchero, Pierfrancesco Favino o una persona che ha semplicemente
una storia da raccontare. Mi sono occupata tante volte di femminicidio, ho
ospitato madri e sorelle, ho invitato la sorella di quella povera donna,
Alessandra, ammazzata in maniera così barbara dall’ex fidanzato. Metto la
stessa emozione con tutti quanti, amo le persone che ho davanti e penso che il
segreto stia in questo.
E anche in una buona preparazione…
Leggo tutto, a partire dalle vecchie
interviste del mio ospite, cerco di conoscere bene chi ho davanti. Se ospito
uno scrittore leggo interamente il libro, in una delle ultime puntate della
scorsa stagione ho invitato Roberto Saviano, i suoi libri sono sempre molto
impegnativi e ho finito di leggerlo alle quattro del mattino. Cerco sempre di
mettere rispetto nelle interviste che faccio.
Negli ultimi anni, con il grande lavoro che ha
fatto sull’emergenza pandemica, il programma ha assunto un’autorevolezza ancora
maggiore, come vive questo risultato?
Credo che la vera svolta nella mia carriera
sia avvenuta quando, all’esplodere dell’emergenza covid, decisi di andare
avanti con “Domenica In” nonostante avessi tanta paura di ciò che stava accadendo.
Mi fermai una domenica, poi il mio direttore di rete e il direttore generale della
Rai mi invitarono a pensarci bene, mi dissero che in quel momento gli italiani
avevano bisogno di una persona come me, rassicurante. E così decisi di andare
avanti. Anche oggi, incontrando le persone per strada, mi commuovo quando mi
dicono grazie per aver fatto loro compagnia in quel periodo terribile. Se devo
individuare qualcosa che dia senso a quello che ho fatto in questi trent’anni è
proprio quel grazie.
Il conduttore di “Timeline” è uno dei volti emergenti più apprezzati di Rai 3. Esperto e indagatore dell’universo web, anche presenza storica al moviolone di “Agorà”, ritorna domenica 18 settembre alle 10.25. «Non credo nella teoria che un nuovo mezzo sostituisca il precedente – afferma – ma che per entrambi sia un’occasione in più per continuare a essere centrali»
“Timeline”
cambia giorno di messa in onda e si sposta alla domenica, pronto a questo nuovo
debutto?
Pronto
e carico dopo un’estate bellissima. Mi elettrizza molto, dopo cinque anni, la
sfida della domenica mattina. Nelle prime puntate cercheremo di aggiustare un
po’ il tiro, per conoscere il nuovo pubblico, sperando che quello del sabato
mattina continui a seguirci. Il nostro faro sarà continuare a raccontare i
social in Tv, cosa che rende unico “Timeline”, cercando di renderli accessibili
a tutti.
Quali
sono gli argomenti che più attraggono il vostro pubblico?
La
forza di “Timeline” è nella flessibilità. Gli argomenti ci vengono dettati da
ciò che accade, noi li subiamo, facciamo una selezione tra quelli che sono
stati più di tendenza, condivisi ad esempio su Instagram. Cerchiamo le storie
dal basso, anche di perfetti sconosciuti divenute virali sui social.
Naturalmente anche i volti noti sono i benvenuti.
Nel
corso degli anni come è cambiato il rapporto tra social e televisione?
Penso
che siano costantemente amici e nemici. Credo fortemente nella complementarità
di questi due mezzi perché uno non riesce a stare senza l’altro. Pensiamo alla
pandemia, quando grazie al digital tutti noi ci siamo uniti. La Tv si è cibata
dei contenuti che arrivavano dai social e si è avvantaggiata grazie ai tanti
software del mondo digital che hanno reso possibile la realizzazione dei
programmi Tv. Allo stesso modo i social hanno potuto accreditarsi, godere di un
prestigio maggiore grazie al fatto che la Tv riporta contenuti di loro provenienza.
Non credo nella teoria che un nuovo mezzo sostituisca il precedente, anzi,
credo che per entrambi sia un’occasione in più per continuare a essere
centrali.
Si
dice che i social siano al nostro servizio, ti capita di pensare che siano
invece loro a usarci?
Credo
che parlando di social sia il tema centrale, insieme al grande dibattito
sull’utilizzo dei dati personali. Con “Timeline” sento forte la responsabilità
di fare aumentare la consapevolezza negli utenti. Se posso aiutare le persone a
casa a utilizzare i social in modo più consapevole, con più strumenti, anche
questo è servizio pubblico. Se il pubblico riesce a utilizzarli in modo più
attento è una missione vinta.
I
social ci hanno abituato a raccontare, e a raccontarci, anche in pochi
caratteri. Ti racconteresti con un tweet?
Hai
scelto la persona sbagliata, amo parlare e spesso devo essere fermato (sorride).
Ho difficoltà anche nelle Instagram Stories, che durano 15 secondi. Se posso
estremizzare, preferisco utilizzare una sola parola che racchiude tutto ed è “curioso”.
Curiosità nei confronti del mio lavoro, di ciò che non conosco, delle notizie
nuove, della vita, delle passioni, dei miei amici…
Se
dovessi raccontarti su Instagram che foto utilizzeresti?
A
settembre 2022 sceglierei la foto che ho scattato quando Piero Angela è stato ospite
di “Timeline”, uno dei momenti più belli e che difficilmente dimenticherò.
Angela, faro della divulgazione, ci ha insegnato che non bisogna mai smettere
di studiare. Quella foto invita a non sentirmi mai troppo comodo sullo sgabello
su cui siedo e di continuare a studiare.
Un
vero e proprio monito…
Angela
mi disse anche che “le persone soddisfatte di sé non sono molto intelligenti”. Frase
che mi spiazzò e che condivido.
Quanto
è giusto concedere, della nostra sfera più privata, ai social?
Credo
che sia sbagliato giudicare. Ognuno di noi può concedere, anzi, cedere, parte
della propria vita privata per divertirsi, svagarsi o per essere più leggero.
Non sai da cosa siano mosse le persone. L’importante è che tutto avvenga con
consapevolezza. Devi sapere che cosa stai facendo.
Ti
è capitato di arrabbiarti, magari in seguito a una critica ingenerosa in rete e
dire… basta, lascio i social?
Ho
una community straordinaria, ci scambiamo opinioni in modo anche molto partecipato
e ho un sentiment molto positivo. Quando ci sono critiche, magari da parte di
hater, credo si debba rispondere, mettendo dei puntini e non lasciando perdere.
Nel
corso degli anni il tuo viso è diventato popolare, come stai vivendo questo
traguardo?
Sono
veramente agli inizi, per me è tutto nuovo (sorride), ma quando mi
capita di essere apprezzato è davvero una grande soddisfazione. Sostengo sempre
che ci sia differenza tra l’essere popolare e l’essere amati. Penso a Fabrizio
Frizzi, era certamente popolare ma anche amato. Ecco, spero, un giorno, di
essere accolto con questo amore dal pubblico.
Cosa
ti incuriosisce del passato?
La
tv artigianale del secolo scorso, sono pazzo di “Techetecheté”. Di quel mondo
mi affascinano il perfezionismo, lo studio, l’esercitazione, la possibilità di provare
tanto, un lusso che oggi la televisione non ha più.
E
del futuro?
Sono
uno zio pazzo di sua nipote, spero di poterle lasciare un mondo migliore
rispetto a quello che stiamo vivendo. Mi affascina la velocità, che può essere
anche un grande svantaggio. Del presente ti dico invece che tornano le mie
sveglie alle 4.45 del mattino, in un autunno caldo, dalla politica al
conflitto. Sono pronto a raccontare tutto questo.
Pensati
per un istante dall’altra parte dello schermo. Un consiglio per Marco Carrara
ce l’hai?
Di
non abituarmi alla lucina rossa della telecamera e di non perdere mai
l’entusiasmo.
Dire grazie e chiedere scusa per vivere in modo pieno e vero i rapporti con le persone che più amiamo. Su Rai2 arriva “Vorrei dirti che…”, lo show in cui la popolare conduttrice viaggia per l’Italia alla ricerca di storie emozionanti da raccontare alla platea Tv. Protagonisti del programma, un po’ factual e un po’ emotainment, sono il cuore, il territorio e la cucina, luogo in cui viene realizzato il pranzo dedicato al destinatario della sorpresa. Da domenica 11 settembre alle 15
Elisa, come si appresta a vivere questo ritorno?
Ritornare in Rai è per me qualcosa di
straordinario. Torno con entusiasmo dopo una pausa, bella, nella quale sono
riuscita a far tesoro dei momenti in cui la televisione l’ho seguita da
spettatrice. Appena Antonio Di Bella (ex direttore Daytime) mi ha
proposto il programma ho detto sì, come se si trattasse di una proposta di matrimonio:
ho accettato senza capire dove, come e quando (sorride). Ho capito che
era una bella scommessa anche per una rinascita di Rai2. Mi piace il
palinsesto, mi piace la collocazione, nonostante sia una fascia molto
difficile.
La domenica pomeriggio, mentre Rai1 trasmette
“Domenica In”…
L’ammiraglia non si tocca, Mara Venier è la
numero uno e se sono rientrata è anche grazie a lei, a una sua intervista.
Ringrazio Mara, ma anche Bianca Berlinguer, Milly Carlucci, che in tempi non
sospetti mi prese a “Ballando”, facendomi scoprire un’Elisa diversa. Ringrazio
anche Simona Sala (direttrice del Daytime) che ha mantenuto il volere di
Di Bella. Sono quattro donne, e per me ringraziare le donne della Rai è una
vittoria. I rapporti con le donne li porto a casa come trofei.
Ci parla di “Vorrei dirti che…”?
Sono felice di poter fare un programma che mi
veste, mi calza a pennello. Parla di cuore, di cucina e di territorio, elementi
tra loro correlati. Vogliamo parlare di emozioni, di sentimenti, di saper dire grazie
e di saper chiedere scusa. Quando lo facciamo è un passo in avanti soprattutto
per noi stessi. Cerchiamo di riscoprire sentimenti che forse, con il covid,
abbiamo un po’ tenuto da parte per fare uscire la paura. Via dunque la paura,
in alto i sentimenti. Abbracciamoci, chiediamo scusa.
Da “Mezz’ora in più” a “Porta a Porta”, passando per “Il cavallo e la torre”, “#cartabianca”, “Agorà”, “Agorà weekend” e “Restart”: sulle tre reti Rai sono ripartite le trasmissioni di approfondimento politico
Bruno Vespa nello studio Rai, Porta a Porta. Roma, 16 settembre 2021. ANSA/CLAUDIO PERI
2022, Marco Damilano
In vista della
tornata elettorale del 25 settembre sono ripartiti i programmi dedicati
all’approfondimento politico. La domenica alle 14.30 su Rai3 l’appuntamento è con
“Mezz’ora in più”, che dopo la serie di puntate speciali estive, è tornata nel
suo studio per raccontare l’ultimo mese di campagna elettorale: attraverso la
voce dei protagonisti Lucia Annunziata dà spazio alla presentazione di ciascuna
delle liste che i cittadini troveranno sulla scheda. Da lunedì 29 agosto alle
20.40 su Rai 3, in diretta dal nuovo studio di Viale Mazzini con vista sul
cavallo simbolo della Rai, ha preso il via “Il cavallo e la torre”: il fatto
del giorno filtrato in dieci minuti dagli occhi e dalla sensibilità di Marco
Damilano. Nel gioco degli scacchi la torre è il simbolo di chi fa una mossa
ripetitiva, il cavallo salta e spiazza. La politica, i poteri, le persone dei
nostri tempi raccontati da uno dei più autorevoli giornalisti italiani insieme
ai protagonisti (noti e meno noti) della vita politica, sociale, economica,
culturale del Paese in un momento decisivo. Già in onda anche la nuova stagione
di “Porta a Porta” di Bruno Vespa, trasmesso dal lunedì al giovedì in seconda
serata su Rai1, con una prima serata speciale, giovedì 22 settembre, e due
speciali in collaborazione con il Tg1 in seconda serata domenica 25 e lunedì 26
settembre, per seguire l’esito delle votazioni. Nell’arco dell’intera
programmazione saranno invitati tutti i leader politici che parteciperanno alle
prossime elezioni. Il martedì in prima serata su Rai3 è tornato “#cartabianca”
condotto da Bianca Berlinguer. In primo piano il confronto politico; nel corso
della stagione il programma affronterà tutti i temi legati all’attualità, alla
politica e al sociale, con dibattiti in studio alla presenza di ospiti
rappresentativi della politica italiana ed estera, delle questioni stringenti
legate all’attualità del Paese, del mondo della cultura e dello spettacolo.
L’approfondimento è tornato anche su Rai2 con “ReStart”. Quali sono i programmi
economici dei partiti e delle coalizioni che il 25 settembre chiederanno il
voto agli italiani? Quali le sfide, quali le soluzioni del nuovo Governo italiano?
Quali saranno le conseguenze per i cittadini nella vita di tutti i giorni? A
queste e altre domande cercherà di rispondere il programma di economia e
politica condotto da Annalisa Bruchi ogni venerdì di campagna elettorale e poi,
dal 3 ottobre, ogni lunedì alle 23.30. La conduttrice è affiancata dal
vicedirettore del Corriere della Sera Aldo Cazzullo e dal direttore dell’Agi
Mario Sechi. “ReStart” si propone di decifrare e rendere chiari i risvolti
economici dei vari programmi dei partiti e delle coalizioni alla vigilia di
elezioni fondamentali per il nostro Paese. Da lunedì 12 settembre alle 8, su
Rai3, per seguire il rush finale della campagna elettorale, “Agorà Estate”
passerà infine il testimone alla versione invernale di “Agorà”, condotto
quest’anno da Monica Giandotti: notizie, ospiti, storie e collegamenti dal
territorio, supportati dal Moviolone di Marco Carrara, che proseguiranno sino
alle 10.30 anche con l’approfondimento di “Agorà Extra”. A partire da sabato 17
settembre, poi, per il secondo anno consecutivo, l’informazione di Rai 3 sarà
in onda sette giorni su sette con Agorà Weekend, condotto tutti i sabati e le
domeniche sempre alle 8.00 da Giusi Sansone.
Carlo Conti e Vanessa Incontrada in diretta da Verona premiano i big della canzone che hanno ottenuto i migliori risultati sul mercato. Venerdì 9 e sabato 10 settembre su Rai1 e Rai Radio2. Domenica 11 settembre alle 17.20 ritorna invece lo speciale “Tim Music Awards – Dalla strada al palco” condotto da Nek e da Carolina Di Domenico
È la grande festa
della musica. Venerdì 9 e sabato 10 settembre dall’Arena di Verona tornano su
Rai1 in prima serata i “Tim Music Awards” con la conduzione di Carlo Conti e
Vanessa Incontrada. Compito dei presentatori, che per l’undicesimo anno consecutivo
si ritrovano insieme al timone del programma-evento, sarà quello di conferire
agli artisti il premio per i risultati ottenuti con i loro album, singoli,
concerti, oltre ai premi speciali FIMI, SIAE, EARONE, ASSOMUSICA e Arena di
Verona. A essere premiati saranno gli Album che hanno raggiunto la
Certificazione FIMI/GFK Oro, Platino e Multiplatino tra il 1° settembre 2021 e
il 31 agosto 2022 e i singoli Multiplatino usciti nello stesso periodo.
Nell’edizione di quest’anno dei TIM Music Awards, ritornano anche le premiazioni
legate alle Certificazioni Siae sugli eventi e i tour che hanno raggiunto gli
oltre 100mila spettatori (Oro), 300mila (Platino) e 500mila (Diamante) svolti
tra settembre 2021 e settembre 2022. Domenica 11 settembre dalle ore 17,20, sempre
su Rai1, andrà invece in onda lo Speciale TIM Music Awards – Dalla radio al
palco, con Nek e Carolina Di Domenico.
SUL PALCO DEI TIM MUSIC AWARDS
Antonello
Venditti e Francesco De Gregori, Amadeus,
Alessandra Amoroso, Biagio Antonacci, Ariete, Blanco, Bresh, Brunori
Sas, Capoplaza, Alessandro Cattelan, Milly Carlucci, Maurizio Carucci, Chiello,
Antonella Clerici, Coez, Colapesce e Dimartino, Riccardo Cocciante, Gigi
D’alessio, Dargen D’amico, Andrea Delogu, Stefano De Martino, Elettra
Lamborghini, Elisa, Elodie, Fabri Fibra, Fedez, Franco 126, Francesco Gabbani,
Guè Pequeno, Irama, La Rappresentante di lista, Lazza, Lele Blade, Luche’,
Marracash, Marco Mengoni, Francesca Michielin, Moda’, Gianni Morandi, Nek,
Paky, Giorgio Panariello, Tommaso Paradiso, Max Pezzali, Pinguini Tattici
Nucleari, Rhove, Rkomi, Rocco Hunt, Vincenzo Salemme, Salmo, Sangiovanni, Mara
Sattei, Shablo, Sick Luke, Tananai, Mara Venier.
Impegno e leggerezza, cronaca, attualità, evasione e informazione. Tra conferme e novità parte la nuova stagione. La direttrice Simona Sala al RadiocorriereTv: «La Rai ha fatto una grande rivoluzione, una divisione per generi, una sfida che dovrà consentirci di armonizzare di più l’offerta»
foto di Eleonora Ferretti
Ci siamo, lunedì
5 settembre prendono il via i primi programmi curati dalla Direzione Day-Time
della Rai, ai cui vertici c’è Simona Sala.
Direttrice, una
stagione televisiva più che mai attesa che parte con una grande novità…
Questa stagione è
pensata su tre reti. La Rai ha fatto una grande rivoluzione, una divisione per
generi, una sfida che dovrà consentirci di armonizzare di più l’offerta.
Partiamo
dall’Ammiraglia…
Su Rai1 rimangono
le trasmissioni che definisco granitiche, alle quali i telespettatori sono
affezionati, lo hanno dimostrato con picchi di share e di ascolto fortissimi,
in particolare lo scorso anno. La mattina di Rai1 parte in collaborazione con
il Tg1 con le morning news, alle 9 abbiamo un “Uno Mattina” diverso, con
Massimiliano Ossini, quindi ci sono Eleonora Daniele con “Storie italiane” e
Antonella Clerici con “E’ sempre mezzogiorno”. Dopo il Tg i nostri due talk
show del pomeriggio. Serena Bortone con “Oggi è un altro giorno”, che come
sempre avrà uno spazio dedicato alla politica, e sarà il nostro contributo alla
campagna elettorale. E poi, naturalmente, Alberto Matano con “La vita in
diretta”. Lo scorso anno Alberto si è conquistato sul campo una leadership
importante e dobbiamo mantenerla. E poi abbiamo i game, Marco Liorni che non si
è spento mai per tutta l’estate con “Reazione a catena”, con punte fino al 28
per cento di share. Mentre da novembre tornerà Flavio Insinna con “L’eredità”.
Importanti novità
per Rai2 e per Rai3
La Rai sta
cercando di rivitalizzare Rai2. Noi del Daytime, in piena sintonia con il
direttore Coletta del Prime Time, cerchiamo di fare una rete con trasmissioni
nuove. “BellaMa’” di Pierluigi Diaco, “Nei tuoi panni” di Mia Ceran sono
trasmissioni che puntano sul confronto intergenerazionale, la società di oggi
ci dice che ce n’è bisogno e il Servizio Pubblico c’è. Su Rai3 abbiamo le
storie dei “Ribelli” di Emma d’Aquino e il “Tv Talk” di Massimo Bernardini, che
ci spiegherà se abbiamo sbagliato o se abbiamo fatto bene con la nostra
televisione.
Come sta la Tv
generalista oggi e dove può andare?
La televisione
sta bene e deve entrare sempre di più nel mondo del digital. Le nostre
trasmissioni punteranno ad avere sempre più spinoff sul digitale, dei podcast.
Non dobbiamo avere paura dei nuovi media ma dobbiamo farli nostri.
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