Enrico Nigiotti

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PARA EL SOL

Enrico Nigiotti, torna con un nuovo singolo: “E’ una canzone che mi fa stare bene. Credo che l’amicizia sia per tutta la vita – ci dice il cantautore – Riparto in tour nel 2021, mi è mancato tantissimo il contatto con il pubblico”

foto di Fabrizio Cestari

Sta lanciando il suo nuovo singolo “Para el Sol”, una celebrazione dell’amicizia. E’ una canzone ispirata a suoi ricordi?

Sì, è una canzone che ho scritto per l’amicizia, legata a ricordi un po’ personali. E’ una canzone che mi fa stare bene e che ha al centro un tema che è sempre più trattato, ma non solo nelle canzoni, che è appunto quello dell’amicizia.

La sua chitarra è immancabile anche nel video e i ritmi di “Para el Sol” sono molto freschi, estivi e facilmente riconoscibili. Nonostante il tema profondo dell’amicizia, c’era bisogno di un po’ di leggerezza?

Io cerco sempre di parlare di quello che mi viene in mente,  senza guardare ciò che accade fuori. Ma la leggerezza credo che serva sempre, quella non stupida, che ci permette di parlare di argomenti importanti in maniera semplice, leggera, che non significa non pensare, quello sì che è sbagliato. Bisogna sempre essere coscienti di tutto, di quello che si dice soprattutto.

Ha affermato che l’obiettivo è fare questo lavoro per tutta la vita rimanendo sempre sè stesso. Ci sta riuscendo?

Per adesso sì. Da tre anni il mio lavoro è questo ed è quello che voglio fare. Se un giorno cambieranno le cose, e mi auguro mai, capirò cosa fare. Ma adesso è ciò che voglio fare.

Ha iniziato a scrivere a 16 anni. Cosa è cambiato in questi anni?

Sono cambiati sicuramente la maturità e anche l’approccio con cui mi metto a scrivere. All’inizio, quando ho cominciato, era più uno sfogo personale. Ad un certo punto inizi a non gareggiare più con te stesso. Ho iniziato a rileggere ciò che scrivevo, a conservare i fogli, a riguardare le canzoni.

I talent,  Sanremo, il Premio Lumezia per il brano Nonno Hollywood, certificazione d’oro e di platino per altri brani come “Complici” con Gianna Nannini, altre collaborazioni importanti come quelle con Eros Ramazzotti e Laura Pausini.  Dove la sta portando tutto questo?

Più che portare da qualche parte in realtà mi fa restare ancora qua. Questa è la cosa che mi interessa, restare nel mio lavoro così com’è, senza pensare a scalini più alti. A me interessa scrivere e cantare le mie canzoni.

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Claudio Amendola

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Il mestiere dell’attore?
Un artigianato di altissimo pregio

Dopo il successo della prima stagione, torna a vestire i panni dell’ispettore Guerrieri in “Nero a metà”, ricorrendo come sempre all’istinto e alla concretezza, mantenendo la sua carica di umanità e simpatia: «Sono molto contento di quello che abbiamo fatto. Carlo Guerrieri è un personaggio che mi sta molto simpatico, è stato facile riavvicinarmi a lui, riportarlo in vita. Lo vedremo cresciuto, forse più libero dalle sue sovrastrutture e dalle sue gelosie». Dal 10 settembre in prima serata su Rai1

Una prima stagione di successo, com’è stato ritrovarsi nuovamente nei panni dell’Ispettore Guerrieri?

Meraviglioso. Sono molto contento di quello che abbiamo fatto. Carlo Guerrieri è un personaggio che mi sta molto simpatico, è stato facile riavvicinarmi a lui, riportarlo in vita. Lo vedremo cresciuto, forse più libero dalle sue sovrastrutture e dalle sue gelosie. Sarà travolto con tutta la sua squadra da una situazione di grande tensione, che respireremo fin dalla prima puntata. In questa seconda stagione, molto più drammatica, seppur con momenti in cui si ride, sono importanti gli sviluppi narrativi, in particolare della storia orizzontale. Sono convinto che il pubblico se ne accorgerà, c’è grande aspettativa. Fiduciosi del risultato delle repliche appena trasmesse, aspettiamo il risultato del venerdì mattina dopo la messa in onda.

Senza dubbio lo share è importante, ma si riesce ad andare oltre questo dato?

Fare buoni ascolti fa piacere a tutti, è importante che i lavori vadano bene, ma sappiamo che il riscontro del pubblico non è una certezza. Fondamentale però è avere la consapevolezza di aver dato il massimo e di aver partecipato a un prodotto che ti soddisfa. Devo dire che, specialmente in televisione, da questo punto di vista sono sempre stato fortunato e sono abituato male, perché le mie aspettative sono sempre molto alte (ride). Il gradimento del pubblico è un po’ la cartina di tornasole, anche perché ci permettiamo di entrare dentro le case delle persone all’ora di cena. È come chiedere “vi va di finire di mangiare con Amendola?”.

Ci racconta l’evoluzione del suo personaggio?

Guerrieri matura sicuramente dal punto di vista affettivo e sentimentale e se prima aveva con Cristina un rapporto “leggero”, in questa nuova serie farà il grande passo, anche se il suo cuore sarà in tumulto, messo a dura prova da una new entry, che non passa di certo inosservata. Cambiano e maturano anche i rapporti con Alba e con Malik, la diffidenza rimane, ma Carlo lascia spazio alla complicità. Come tutte le serie buone, andando avanti migliorano.

Ci si abitua a essere considerato dagli italiani uno di famiglia?

Sì, soprattutto se ti capita da quando sei piccolo. Ho avuto la fortuna di iniziare con la Rai quando ancora trasmetteva gli sceneggiati e continuato poi con le fiction, le serie tv. Io le ho fatte tutte. Quello che più mi fa piacere è essere considerato una persona vicina, un po’ di famiglia.

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Mara Venier

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Al mio tavolo si parla della vita

Il 13 settembre su Rai1 torna “Domenica In”. La conduttrice al RadiocorriereTv: “Ripartiamo da dove abbiamo lasciato a giugno, con Romina Power e Loretta Goggi, per una chiacchierata tra amiche”. Sulle lunghe dirette in solitaria nei mesi di lockdown la regina incontrastata della domenica confida: “Ho avuto paura”

Quando parte “Domenica In” l’estate è in dirittura d’arrivo. Cosa le lasceranno questi ultimi mesi?

Tanta fisioterapia al piede, quello fratturato e che tutti hanno visto ingessato in televisione, e una seconda caduta a inizio agosto a Forte dei Marmi nel giardino della casa che avevo affittato. Non ho visto un gradino (sorride), per cui ho dovuto fare altra fisioterapia al ginocchio. E poi mi rimarrà, forse per la prima volta, l’estate della famiglia. Non l’avevamo mai passata tutti insieme, con i miei figli, i miei nipoti, è stata davvero un’estate unica.

Una grande famiglia unita e tanta soddisfazione…

Anche tanta fatica per me perché sono una che vuole organizzare tutto, vuole che tutti stiano bene. Ma nonostante i miei problemi al piede è stata una bellissima estate, anche con tanti amici affettuosi. Come dice Eros Ramazzotti… più bella cosa non c’è.

E ora Mara è già al lavoro…

È come se non avessi mai finito, il programma si è concluso alla fine di giugno e abbiamo ripreso agli inizi di settembre, è stata una pausa breve. Io e il mio gruppo di lavoro ripartiamo da dove abbiamo lasciato, “Domenica In” è una squadra che vince e per questo non si cambia.

Le sue interviste sono il piatto forte di “Domenica In”, ha già pensato a chi inviterà la prima puntata nel suo salotto?

Ritorneranno Romina Power e Loretta Goggi, per ripartire da dove ci siamo lasciate a giugno. Avevamo fatto una chiacchierata a tre, tra amiche, tutte del segno della bilancia (sorride), a unirci è un affetto profondo. Poi ci sarà Enrico Brignano, ci sarà Pierfrancesco Favino, un attore che amo moltissimo.

Cosa deve avere un ospite per essere “giusto” per Mara?

Non deve preparare niente. L’ospite deve capire chi sono io e io devo capire chi ho davanti. Si crea empatia, il punto di partenza è la curiosità. C’è chi prima della trasmissione mi dice di non volere parlare di un argomento o di un altro e poi, dopo tre minuti di diretta, parla di tutto, anche di ciò di cui diceva di non volere dire nulla.

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Tra storie e scoperta

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Francesco Graziani

Su Rai Radio1 cura e conduce “Numeri Primi”, dal lunedì al venerdì alle 15, e “La mela di Newton”, la domenica alle 7.20. Il RadiocorriereTv intervista il giornalista Francesco Graziani: “servono passione per quello che si racconta ed è anche necessario individuare una chiave non scontata”.

Con l’estate i “Numeri primi” di Rai Radio1 trovano una nuova collocazione…
L’edizione invernale viene riprogrammata d’estate in un altro orario e con un altro pubblico. Sono storie che partono dallo sport e intrecciano la storia, la politica, ma soprattutto sono storie di persone, al di là dell’evento sportivo e del gesto tecnico. Tra queste c’è la storia di un arbitro fatto uccidere da Pablo Escobar perché aveva annullato un gol alla sua squadra che giocava il derby di Medellin. Per il direttore di gara l’annullamento di quella rete fu fatale. Oltre il gesto tecnico, a fare la differenza è sempre il fatto umano.
E “La mela di Newton”?
È un programma più sperimentale in cui applichiamo anche alla scienza la formula del racconto. Proponiamo casi in cui le scoperte vengono messe in moto, apparentemente, dalla casualità, in cui la scintilla viene accesa da qualcosa che a noi sembra frutto del caso e a volte lo è proprio. Al tempo stesso, in conclusione di ogni puntata, ricordiamo le parole di Louis Pasteur: “Il caso aiuta solo le menti preparate”, perché serve sempre una testa preparata per capire l’importanza delle combinazioni. Una delle storie raccontate ci porta al ritrovamento del più grande sito di resti di ominidi in Africa centrale, scoperto nel 1911 per puro caso da uno scienziato tedesco che, alla ricerca di un particolare tipo di farfalla, cadde in un dirupo. Essendo lui anche paleontologo, si rese conto che la roccia presente nel luogo in cui era caduto aveva una particolare stratificazione, nella quale erano contenuti i resti fossili di animali e infinite pietre scheggiate. Anche qui, apparentemente un po’ per caso, si trovarono resti di ominidi. Era la gola di Olduvai, uno dei siti più importanti per la ricostruzione dello sviluppo dell’evoluzione umana.

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Roberto Sergio

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Guardate che Radio!

In occasione della presentazione dei palinsesti televisivi negli studi di via Asiago a Roma, il direttore della radiofonia ha annunciato l’avvio della visual radio su RaiPlay per Rai Radio2 dal 14 settembre

“La notizia di oggi va oltre i palinsesti delle nostre radio, che sono tante e ricche di contenuti. Ci sono i 12 canali, che solo tre anni fa erano 5, e le oltre 100mila ore di produzione all’anno, ma la notizia è che dal prossimo 14 settembre la Rai avrà un nuovo canale su Rai Play: si tratta di Radio2, che diventerà un canale non solo audio ma anche visual”. Così Roberto Sergio, direttore di Rai Radio, ha annunciato il debutto della nuova Radio2, che con l’avvio dei nuovi palinsesti potrà essere seguita anche in video. “Oltre ai microfoni accenderemo anche le telecamere in tutti gli studi per seguire la radio in video, tutto il giorno, ogni giorno – ha proseguito – Portiamo in video i 60 conduttori della radio, con tutta la loro energia e il loro buonumore, per un’offerta di flusso all’insegna della leggerezza intelligente. E durante le canzoni, ovviamente, si potranno vedere in onda i relativi video musicali”. Una rivoluzione che va di pari passo con un radicale ammodernamento tecnologico.

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LA NUOVA STAGIONE TV

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Una Rai di cui essere orgogliosi, aperta e inclusiva

L’Amministratore Delegato Fabrizio Salini racconta al RadiocorriereTv le strategie alla base dei palinsesti autunnali

Che Rai che sarà quella della stagione 2020-2021?

Una Rai aperta e proiettata al futuro, capace di sperimentazioni coraggiose e in grado, allo stesso tempo, di rinnovare l’interesse degli spettatori affezionati alle grandi produzioni dell’Azienda. Sarà una Rai inclusiva, aperta alle esigenze di tutti. Una Rai per i giovani, anche attraverso l’ulteriore potenziamento di RaiPlay, che è stato il nostro fiore all’occhiello del successo della passata stagione. Sarà una Rai di servizio, sempre scrupolosa e documentata nei racconti, capace di interessare e incuriosire sui grandi temi, in grado di veicolare la cultura come dimensione imprescindibile della nostra vita e della nostra identità. Sarà una Rai che renderà familiari a tutti le nuove tecnologie; una Rai che perseguirà i suoi obiettivi di impegno civile, sempre con una spiccata sensibilità per il sociale sia nel campo dell’informazione sia in quello dell’intrattenimento. Il periodo di lockdown ha fatto emergere le grandi potenzialità del Servizio Pubblico radiotelevisivo come riferimento attento della società. Sarà una Rai in sincronia con lo spirito di rinascita e di rilancio che sta animando il Paese.

In una fase tanto difficile l’obiettivo è stato quello di presentare una programmazione importante mantenendo grande attenzione al contenimento dei costi

Il contenimento dei costi è uno dei principali obiettivi dell’Azienda. Ci aspetta un periodo difficile, che è quello che sta attraversando tutto il Paese e la razionalizzazione dei costi è una misura doverosa, che fa stare il Servizio Pubblico radiotelevisivo al passo con i tempi e in linea con il Paese. Questo contatto con la realtà è il fondamento della credibilità dell’Azienda e la sua forza, il bene più prezioso della Rai.

Un Servizio Pubblico con una connotazione sempre più plurale e inclusiva

Sin dal principio ho sentito molto la responsabilità di non disperdere il ruolo di Servizio Pubblico della Rai, ma anzi di proteggerlo e valorizzarlo ulteriormente. Sono tanti gli esempi nella programmazione dei prossimi mesi che testimoniano il nostro impegno per la scuola e la cultura. Il nostro Servizio Pubblico sono le tante produzioni sia nel campo dell’informazione, con voci plurali e maggiore approfondimento, sia nell’intrattenimento, la lotta alle mafie e alla criminalità organizzata, le iniziative per valorizzare i territori, declinati al plurale, specie nel Mezzogiorno, l’attenzione alle disabilità, il riscontro ad una crescente sensibilità green. Già oggi una buona parte della nostra programmazione è orientata verso i temi della sostenibilità, lo sarà ancora di più.

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Ragazzi

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ROBIN HOOD – ALLA CONQUISTA DI SHERWOOD

Da sabato 18 luglio, tutti i giorni alle 12.35 su Rai Gulp, i nuovi episodi della seconda stagione dedicata al celebre eroe inglese. Assicurati divertimento, azione e suspanse, accompagnati dalla musica degli Zero Assoluto, autori ed interpreti della sigla

Robin Hood è un ragazzino che vive nella foresta di Sherwood ed è nemico del principe Giovanni, che spreme i poveri abitanti della contea a forza di tasse. Questo in sintesi l’incipit della serie animata “Robin Hood – Alla conquista di Sherwood”, da tempo uno dei titoli più seguiti su Rai Gulp (canale 42 del digitale terrestre). Da sabato 18 luglio, alle ore 12.35 (tutti i giorni) andranno in onda i nuovi episodi della seconda stagione.

 Aiutato dai suoi amici Tuck e Little John, che vivono con lui nascosti nella foresta, e dalle intrepide Scarlett e Marian, che vivono nel castello, Robin Hood decide di impadronirsi del forziere che le guardie hanno appena portato al principe contenente i frutti dell’ultima riscossione dei tributi. La missione si conclude con una rocambolesca fuga dal castello e con un grande successo per il piccolo, grande Robin Hood. Divertimento, azione e suspense sono assicurati, accompagnati dalla musica degli Zero Assoluto che hanno scritto e interpretato la sigla della serie.

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Resta a casa e vinci!

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COSTANTINO DELLA GHERARDESCA

Il noto presentatore torna a farci compagnia in questa estate particolare con un quiz innovativo, in onda dal lunedì al venerdì alle 14 su Rai2. “Entro nelle case degli italiani e li faccio competere, uno contro l’altro”, racconta al RadiocorriereTv, specificando con soddisfazione che il montepremi sarà devoluto in beneficenza

Torna in televisione con un quiz che arriva direttamente a casa delle famiglie italiane. Sarà un’estate in poltrona?

Sì. Ci saranno, oltre alle famiglie, anche gruppi di persone, spesso di coinquilini. Io entro nelle loro case in collegamento. Competeranno l’una contro l’altra per vincere un premio che andrà in beneficenza a “Terre des Hommes”, un’organizzazione che aiuta bambini in tutto il mondo.

Quanto è importante oggi il fine della beneficenza?

È molto importante perché migliora il mondo. Io mi considero una persona egoista, ma non a tal punto da ignorare certe problematiche.

È solo lei a fare le domande ai concorrenti?

Molte domande sono proposte da esperti su vari temi: Marco Carta per Sanremo, Gabriele Corsi per i cartoni animati, Lory Del Santo per il cinema, Carmen Di Pietro per la letteratura, Elsa Fornero per l’economia, Vera Gemma per la seduzione, Giancarlo Magalli per la storia della tv, Enzo Miccio per il galateo, Nicole Rossi per lo slang giovanile e Federico Russo per il calcio.

Nei suoi programmi ha sempre fatto dialogare mondi diversi. Anche questo è un modo per fare della tv un momento di incontro?

Assolutamente sì. È molto importante avere una televisione pluralista, che deve rappresentare tutte le sfaccettature della società.

Come mai il simbolo del programma è un porcellino?

Trovavamo sessista mettere una valletta donna.

Continua a leggere sul RadiocorriereTv N. 27 a pag.32

La seduzione in un sorriso

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BRUNO VESPA

Il popolare giornalista è in libreria e negli store digitali con “Bellissime!”, volume edito da Rai Libri, dedicato alle donne dei sogni italiani dagli anni ‘50 a oggi. Un viaggio ironico e nostalgico lungo 70 anni nella storia mediatica e sociale del Paese. “Una bella donna è sempre una bella donna – dice l’autore – Ai tempi della Lollobrigida uscì il termine maggiorate, ma lì il chirurgo estetico non c’era. Adesso ci sono molte maggiorate che lo sono non per virtù e per merito della natura”

Una lettura intrigante e leggera dopo la tragedia del virus. “Bellissime!” esce in un momento particolare, quello della ripartenza…

Spero che possa dare un sorriso a tanta gente che ha molto sofferto, sia direttamente, sia anche indirettamente. Gli italiani hanno vissuto molto male questa vicenda. Anche chi non è stato colpito in prima persona ha avuto tanta paura, paura che in molti non è scomparsa, al di là del disastro delle attività economiche. Un momento di spensieratezza forse non guasta.

Come è cambiata la seduzione in questi 50 anni?

Basta vedere un momento le foto di Gina Lollobrigida e quelle di Belén, credo che la differenza sia lì. Gina Lollobrigida aveva una storia, nel senso che ha frequentato personalità importanti, da Fidel Castro in giù e ha fatto film importanti, e Belén, tra l’altro una ragazza molto bella e molto simpatica, se non stesse sulle copertine dei settimanali o sui social, e se non ci fosse sempre un’attesa del prossimo fidanzato, probabilmente avrebbe un po’ meno da raccontare. Non è colpa sua, sono cambiati i tempi.

Come sono cambiati i canoni di bellezza?

Una bella donna è sempre una bella donna. Ai tempi della Lollobrigida uscì il termine maggiorate, ma lì il chirurgo estetico non c’era. Adesso ci sono molte maggiorate che lo sono non per virtù e per merito della natura.

Da che cosa si fa sedurre Bruno Vespa?

Basta uno sguardo, un sorriso. Non bisogna certo spogliarsi.

Continua a leggere sul RadiocorriereTv N. 27 a pag.8

Bellissima Italia

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NOVITA’

Secondo appuntamento con il programma condotto da Fabrizio Rocca, un racconto spettacolare ed emozionante delle meraviglie del nostro Paese. Il sabato alle 17.05 su Rai2

Partito sabato 6 giugno su Rai2, “Bellissima Italia” è un viaggio settimanale tra le emergenze storiche, artistiche e paesaggistiche del Belpaese. Al fianco del conduttore, Fabrizio Rocca, le inviate Karina Marino e Mariateresa Giarratano. Un lungo itinerario che prende il via da Roma, dove il programma si fermerà fino a sabato 20 giugno. Il tour dell’Urbe parte dall’Aventino, uno dei sette colli sui quali venne fondata la città, per scoprire un luogo remoto e affascinate, il priorato dei Cavalieri di Malta, un ordine cavalleresco le cui origini risalgono addirittura alle crociate.

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