Le Top Dieci di Carlo

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PRIMA SERATA

Venerdì 12 giugno debutta su Rai1 la gara dedicata alle hit parade della cultura pop italiana, dalla musica allo sport, dall’attualità al cinema, dalla tv alla cultura

Su Rai1 torna Carlo Conti in prima serata con un grande show in quattro puntate, innovativo e divertente. Il 12 giugno arriva “Top Dieci”, in diretta dagli studi televisivi “Fabrizio Frizzi” di Roma, che rappresenta per l’Ammiraglia Rai il punto di ripartenza delle prime serate dopo lo stop delle produzioni per il ‘lockdown’. Nel corso di ogni appuntamento due squadre, composte ognuna da tre vip, si sfideranno su classifiche di ogni genere. Il loro compito sarà di riempire tutte le posizioni di diverse “hit parade” legate alla cultura pop d’Italia, tracciando così un preciso identikit del nostro Paese e facendo rivivere usi, costumi e gusti degli italiani, in un viaggio attraverso gli anni.

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JAMS

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#UnitiPiùCheMai”

Cinque episodi inediti per un’edizione speciale che racconta la vita dei protagonisti ai tempi della quarantena e dell’emergenza Covid19. Nella settimana dall’8 al 12 giugno , alle 20.40, su Rai Gulp e RaiPlay

La complessa vita dei ragazzi ai tempi della quarantena e dell’emergenza Coronavirus è al centro di “JAMS #UnitiPiùCheMai”, un’edizione speciale in cinque inediti episodi dell’innovativa serie di Simona Ercolani, coprodotta da Rai Ragazzi e Stand By Me, in onda da lunedì 8 giugno, dal lunedì al venerdì, alle ore 20.40 su RaiGulp e RaiPlay.

Dopo aver affrontato il tema delle molestie su minori e quello del bullismo e cyberbullismo, in questa nuova edizione speciale, la serie racconterà alcuni dei problemi vissuti dai ragazzi ai tempi del Covid19 attraverso le storie dei 4 protagonisti amatissimi dal pubblico – Joy, Alice, Max e Stefano – alle prese con nuove sfide da affrontare insieme, come la preoccupazione per il nonno di uno dei protagonisti che si ammalerà di Covid19 e quella per un genitore impegnato nel lavoro in ospedale, ma anche con una nuova quotidianità fatta di video-lezioni da casa, nuove amicizie in chat, bigliettini passati di balcone in balcone e un nuovo contest musicale virtuale.

Realizzata seguendo tutti i protocolli di sicurezza previsti dal Governo, la serie inizia il suo racconto dal mese di marzo 2020, quando i JAMS, come tutti gli italiani, sono costretti dentro casa a causa della pandemia. I quattro amici cercano di vivere al meglio questi giorni, stando vicini gli uni agli altri grazie ai social e al mondo digitale, mentre la scuola prosegue tramite la didattica a distanza, con alcune difficoltà, ma anche con tanti momenti comici. Ognuno di loro vive questo momento in modo diverso: Alice (Giulia Cragnotti) affronta la preoccupazione per il nonno, che soffre di una malattia ai polmoni contratta anni prima sul lavoro e che purtroppo contrarrà il Covid19; Joy (Sonia Battisti) vive invece momenti di solitudine, perché il padre è rimasto fuori città ad accudire la nonna mentre la madre, infermiera, deve sottostare a turni molto faticosi per fronteggiare l’emergenza medica; Stefano (Luca Eduardo Varone), da sempre abituato alla libertà e a girare il mondo, soffre per la costrizione dentro casa e l’unico modo che ha per sfogarsi è passare del tempo in giardino, dove conoscerà meglio una vicina di casa che finora aveva considerato una “rompiscatole”; infine Max (Andrea Dolcini), ancora scottato dalla brutta esperienza dell’anno precedente, usa i social con discrezione, ma decide di cogliere l’occasione per approfondire la conoscenza delle ragazze in chat, buttandosi in buffi corteggiamenti online.

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Ragazzi

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Torna l’Uomo Ragno

Da domenica 31 maggio alle 17.35, su Rai Gulp, la replica della prima parte di stagione e, dal 15 giugno, i nuovi episodi Marvel’s Spider-Man. Peter Parker, il supereroe mascherato, protagonista della serie, che vuole anche rendere omaggio a Stan Lee, creatore di iconici personaggi dei fumetti

Torna su Rai Gulp Marvel’s Spider-Man, l’ultima serie dedicata all’Uomo Ragno, nata in contemporanea al successo del film “Spider-Man: Homecoming”. Si parte domenica 31 maggio, alle  ore 17.35, con la riproposizione della prima parte di stagione (già andata in onda) per poi passare, dal 15 giugno, ai nuovi episodi della serie animata.

La trama si sviluppa intorno alla figura del giovane Peter Parker che, dopo la morte di suo zio Ben, diventa il supereroe mascherato noto come “Spider-Man”, sfruttando i suoi nuovi straordinari superpoteri, donati dal morso di un ragno radioattivo durante una gita scolastica alla Oscorp.

Accanto a Peter Parker/Spider-Man troviamo numerosi personaggi. A partire da Harry Osborn, il migliore amico di Peter e figlio del famoso scienziato Norman Osborn, passando per Gwen Stacy, una compagna di liceo e grande amica di Peter, Felica Hardy/Gatta Nera, una giovane, bella e scaltra ragazza che veste i panni della Gatta Nera, la zia May Parker e J. Jonah Jameson, il caporedattore del Daily Bugle. Tra gli antagonisti figurano Otto Octavius / Dottor Octopus, Norman Osborn / Green Goblin (ovvero il padre di Harry, direttore della Oscorp e arcinemico di Spider-Man), Sciacallo, Adrian Toomes / Avvoltoio (uno dei nemici di Spider-Man capace di volare grazie alla sua attrezzatura ad alta tecnologia), Herman Schultz / Shocker, Aleksei Sytsevich / Rhino e Marc Gargan / Scorpione. Questa serie torna alle origini del personaggio, con un eroe alle prime armi che indossa una tutina dal dubbio gusto e lancia le prime ragnatele tra i palazzi della grande mela.

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Caterina Guzzanti

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Sono perfezionista, ma anche lazzarona

L’attrice romana, nel cast di “Liberi Tutti” su Rai3, si racconta tra pubblico, privato e lockdown. “Nelle fiction, nei film, vado troppo di pancia, trovo sempre un modo per cavarmela – afferma – poi, quando mi rivedo, penso che avrei potuto fare meglio

Partiamo dall’oggi, dal lockdown che ci stiamo lasciando alle spalle, come è andata?

È andata bene, certo, lo dico nel totale rispetto del dramma. Ho vissuto un periodo iniziale in cui ero sola in casa, perché mio figlio era dal papà, e così ho fatto tutte le cose giuste: ho letto le sceneggiature, i libri che avevo in sospeso, ho mangiato sano, ho fatto le centrifughe e ginnastica tutti i giorni, non sono mai stata così in forma. Poi mi sono fatta un mese intero con mio figlio, completamente devota a lui, tra pongo, disegni, lavoretti, l’arcobaleno. Abbiamo anche cucinato e dipinto, facendo lavatrici e lavastoviglie in continuazione. Quindi mio figlio è tornato dal papà…

E cosa è successo?

La terza fase della quarantena è stata di totale abbrutimento, non ho più fatto niente, ho lasciato che la casa diventasse un caos…

Questo nel Nido non le sarebbe stato consentito…

Mai (ride). Dico sempre che vivrei in una comune solo potendo mantenere la mia privacy. Sarebbe bello vivere in un villaggetto, tutti insieme, ma avendo anche un angoletto tutto per sé. Ci vorrebbe una situazione extra lusso, assolutamente opposta ai principi per cui nascono i co-housing.

Cosa ha pensato alla prima lettura del copione?

Ho riconosciuto subito le penne con le quali avevo già avuto a che fare in passato e mi sono detta: che figata! Accade quando i personaggi dicono delle cose verosimili, anche se il contesto è assurdo, accade quando hai la possibilità di entrare in un mondo che conosci poco, che ti incuriosisce, come quello della comune, attraverso lo sguardo di un personaggio così ben scritto come quello di Giorgio. Mentre in “Boris” c’era l’occhio esterno dello stagista, Giorgio, in questa situazione, entra nel Nido e trova dei mostri come lui. C’è uno scontro, un ribaltamento delle parti.

Si è divertita nel vedere la serie ultimata?

Sono stata piacevolmente sorpresa, perché non avevo capito esattamente cosa stessi facendo durante le riprese. Forse non è professionale dirlo, ma sono sincera (ride).

La cito. Ha definito Martina, il suo personaggio, “una pazza… un po’ costretta ma che in parte ci crede”…

Ho detto così?!

Beh, sì… deve essere stato uno spasso vestire quei panni…

Sì, anche troppo, perché appena mi si allentano un po’ le redini parto al galoppo, forse avrei dovuto essere un po’ più dentro le righe, invece ci ho passeggiato sopra. Martina è un personaggio strampalato, come lo è la storia d’amore tra lei e il fidanzato Giovanni. Il loro sembra un amore perfetto ma non lo è. Si scopre che si odiano, ma al tempo stesso fanno tantissimo sesso, sono la coppia simbolo del Nido, se si lasciano loro tutto crolla, lì dentro sono un po’ l’icona dell’amore, un punto di riferimento, anche se totalmente inutile alla gestione della comunità.

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#LASCUOLANONSIFERMA

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EMERGENZA CORONAVIRUS

Un nuovo palinsesto a disposizione di studenti e insegnanti. La Rai propone un’offerta mirata, in collaborazione con il dicastero dell’Istruzione, nel segno del servizio pubblico. La ministra Azzolina: “Un’alleanza che fa bene e che spero possa essere portata avanti anche nel futuro”. A scuola tutti i giorni, nonostante tutto. L’offerta didattica di Rai Cultura, Rai3, Rai Ragazzi e RaiPlay in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione

In collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, Rai mette a disposizione di studenti e insegnanti un nuovo palinsesto dedicato alla scuola, con un’offerta rivolta a tutte le fasce d’età e con un’attenzione particolare per chi dovrà affrontare un inedito Esame di Stato. “Pochi giorni dopo questa emergenza, con l’Ad della Rai Fabrizio Salini, abbiamo cominciato a parlare di come mettere insieme le professionalità del ministero e della Rai e ne è nata una collaborazione di alto livello – afferma la ministra della Scuola Azzolina – credo che questa sia un’alleanza che fa bene alla scuola e quindi spero si possa mantenere, d’ora in avanti, in modo permanente. Proprio perché il tema scuola possa essere sempre più presente nella Tv pubblica e possa avere una rinnovata attenzione. Oggi, che siamo in emergenza è importantissimo farlo, ma anche in futuro”.

Rai Scuola Da venerdì 17 aprile la programmazione di Rai Scuola si è arricchita con le nuove lezioni di “La Scuola in Tv”, realizzate direttamente da docenti e insegnanti indicati dal Ministero dell’Istruzione. Lezioni di 30 minuti, precedute da una breve introduzione utile per individuare l’ambito scolastico e la collocazione nel programma di studio. Oltre 30 docenti e 110 lezioni nelle diverse discipline: italiano, lingue e civiltà classiche, filosofia, scienze umane, storia, chimica e biologia, fisica, matematica, lingue straniere, ma anche educazione fisica, informatica, scienze, storia dell’arte, scultura, pittura, moda, grafica, astronomia e scienze della terra. Dal 27 aprile, inoltre, Rai Scuola propone una novità dedicata agli studenti che affronteranno l’Esame di Stato: “Scuola@Casa Maturità”. Tutti i giorni, alle 10 e alle 15, due lezioni di 30 minuti tenute da docenti universitari, Accademici della Crusca e Accademici dei Lincei per aiutare gli studenti ad affrontare la prova di maturità. Sempre dal 27 aprile, tutti i giorni alle 21.30, arriva anche la nuova edizione di “Scuola@casa magazine”(con repliche il sabato e la domenica).

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IDEE IN RETE

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Con posso.it siamo più vicini

È on line dall’8 aprile la piattaforma digitale ideata da One More Pictures e realizzata da Direct2Brain in collaborazione con Rai Com

Tutti POSSOno mettere a disposizione, gratuitamente, le proprie competenze, abilità, parola, saper fare concreto, una piccola parte del proprio tempo, e POSSOno cercare la risposta alla domanda e la soluzione del problema che in un altro momento sarebbe stata più facilmente a portata di mano. Con posso.it, la piattaforma digitale ideata da One More Pictures e realizzata da Direct2Brain in collaborazione con Rai Com, la tecnologia aiuta a colmare la distanza fisica, in questo momento obbligata, e avvicina le persone che vogliono usare il tempo anche per rendersi utili, in uno qualunque dei milioni di modi POSSIbili. Rai e Rai Cinemaaccompagnano il progetto come media partner, promuovendo il lancio della piattaforma. Colonna sonora della campagna non poteva che essere la canzone “Posso” di Carl Brave e Max Gazzé. A sostenere il progetto artisti, professionisti e sportivi amati dal pubblico: Giulio Base, Alessio Boni, Massimiliano Bruno, Giovanni Caccamo, Cristiana Capotondi, i fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo, Eleonora Gaggero, Claudia Gerini, Valeria Golino, Nicola Guaglianone, Lodo Guenzi, Gabriele Mainetti, Gabriele Muccino, Rocio Munoz Morales, Francesco Pannofino, Katia Ricciarelli, Sebastiano Somma, Samanta Togni. I giornalisti Tonia Cartolano, Francesco Giorgino, Alberto Matano, Andrea Vianello. Il Critico Cinematografico Francesco Alò.I campioni del Mondo Antonio Cabrini e Andrea Lucchetta; Victor Perez, pluripremiato VFX Supervisor dei blockbuster “Harry Potter” e “Pirati dei Caraibi”.Tutti saranno disponibili anche per “Eventi speciali” in esclusiva, insieme alle maestranze del Cinema della Roma Lazio Film Commission. Protagoniste anche le eccellenze tra gli specialisti: l’Oncologa Prof.ssa Adriana Bonifacino, la nutrizionista Dr.ssa Sara Farnetti, il Chirurgo Vascolare Dott. Roberto Chiappa, le Psicologhe e Psicoterapeute, Dott.sse Anna Rita Verardo e Maddalena Cialdella, l’Avv. Geraldine Pagano di “Amori Criminali”; Simone Belli, make up artist delle dive; Massimo Serini Hairstylist delle star italiane e internazionali. 

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Alessandro Casarin

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Fuori dalla casa di ognuno di noi

In televisione e in radio, la Testata Giornalistica Regionale, con le sue 24 redazioni, racconta il territorio, i fatti della cronaca e le storie della gente. Il direttore Alessandro Casarin al RadiocorriereTv: “Affrontiamo l’emergenza ogni giorno, ma la Rai, in tutti i suoi telegiornali e negli spazi di approfondimento, si conferma una base sicura per i cittadini che vogliono informarsi”

La TgR è impegnata con le sue redazioni in tutte le regioni italiane, che fotografia emerge in questo momento difficile?

I 24 capiredattori stanno coprendo palmo a palmo il territorio sull’emergenza Coronavirus. Non sono telegiornali monotematici, perché comunque un piccolo spazio viene sempre riservato alla cronaca sia bianca sia nera. Nel cosiddetto bollettino del Coronavirus raccontiamo quello che succede negli ospedali, parliamo con gli scienziati e con i volontari, innanzitutto con la Croce Rossa, e poi con le Istituzioni regionali che governano la sanità.

Che Italia raccontiamo?

Un Paese che se all’inizio, come tutti, aveva qualche titubanza sulla ferocia di questo virus, in poco tempo si è allineato alle decisioni del Governo e delle Regioni e che oggi osserva tutte le regole. Questa situazione ci ha fatto capire che l’Italia non è solo spaghetti e mandolini, ma che è capace di essere da esempio. E poi abbiamo avuto la conferma che in ogni regione esistono tanti gruppi di volontari, a cominciare dalla Protezione Civile, dalla Caritas, dalle varie associazioni cattoliche e laiche che stanno aiutando gli anziani soli, ma anche le persone in difficoltà.

Ascoltare la gente e dare voce alla strada è nel vostro DNA, gli ascolti confermano che il pubblico crede in voi

Non sono solito fare trionfalismi sugli ascolti, per di più se derivano da una tragedia non solo regionale ma nazionale, ma se in queste settimane il numero delle persone che ci segue è quasi raddoppiato, significa che la gente si fida della Rai e della TgR. È vero che siamo tutti chiusi in casa, ma se uno volesse, avendo mille canali sul digitale, potrebbe scegliere altri programmi. E’ una soddisfazione che non va sbandierata, ma che ci spinge a lavorare sempre di più sul territorio evitando quel famoso teatrino della politica che la gente non vuole più vedere.

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PIERPAOLO SPOLLON

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Sono fatalista e sognatore

Tra i protagonisti di “DOC – Nelle tue mani” il giovedì sera su Rai1, l’attore veneto, apprezzato dal pubblico televisivo in numerose serie di successo, si racconta al nostro giornale: “Avevo una ventina d’anni, non sapevo se insistere nella recitazione, feci il provino per un film di Emanuele Crialese. Andò bene”. E ancora: “Cambiare non mi scompone più di tanto, sono cosciente che tutte le cose negative portano in dote momenti migliori”

Il suo dottor Riccardo Bonvegna, specializzando in “DOC”, è già entrato nel cuore del grande pubblico…

Riccardo è un ragazzo molto esuberante, ma al tempo stesso ha difficoltà a relazionarsi con gli altri. Ha un’empatia smisurata anche se a un certo punto, soprattutto con le donne, tende a chiudersi, a non andare troppo in profondità. La sua vita, come me la sono immaginata, non è lontanissima dalla quarantena dei giorni nostri. Lui sta molto a casa con la mamma, è uno specializzando del primo anno ed è appena arrivato a fare la pratica in Medicina interna. Mi sono divertito a lavorare sul suo carattere, Riccardo è un personaggio che si svela pian piano, che ha una grande affinità con il dottor Andrea Fanti (Luca Argentero) e che come tutti gli altri specializzandi custodisce un segreto. Nel corso delle puntate le cose cominceranno a cambiare anche per lui.

C’è qualcosa che vi accomuna?

Lui è un ragazzo esuberante, proprio come me, ma dietro la maschera, dietro la ribalta, c’è sempre un opposto, che nel mio caso è una natura anche malinconica. Nel costruire Riccardo mi sono ispirato ad alcune persone che conosco, ma c’è anche qualcosa di me.

Cosa l’ha convinta a prendere parte a “DOC”?

Il soggetto mi è piaciuto sin dalla prima lettura, e poi la presenza di Luca Argentero. Luca, oltre a essere un bravo attore, è una persona per bene.

Cosa ha pensato, entrando da osservatore in un reparto vero d’ospedale, prima delle riprese?

Che rispetto a quello dei medici il lavoro dell’attore è inutile, il primo impatto è stato di imbarazzo. Mi sono detto: sono qui, osservo in silenzio e con rispetto, ma le persone che ci stanno istruendo salvano per davvero vite umane. Sono stati dei momenti tosti. Penso che ad accomunare, in parte, le due professioni sia lo stress psicofisico, la necessità di mantenere sempre alta l’attenzione, anche per un tempo prolungato.

E quando un attore mette in scena un medico?

La difficoltà è essere credibile mantenendo naturalezza.

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PLOT MACHINE

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Sempre più social, sempre più vicini

“‘Radio1 Plot Machine’ risponde in pieno all’idea di Servizio Pubblico e al claim della rete ‘Il protagonista sei Tu'”, afferma il vicedirettore di Radio1 Francesco De Vitis, intervenuto in diretta durante una puntata, mettendo in luce lo straordinario gioco di squadra del programma. Un format innovativo, interattivo, multimediale, ideato e condotto da Vito Cioce con Marcella Sullo e Daniela Mecenate, che si avvale della collaborazione preziosa dell’esperto artistico Luca Torrisi e della regia di Leonardo Patanè

Come è cambiato “Plot Machine” ai tempi del Covid-19?

“Plot Machine” non si ferma, al contrario, è sempre in cerca di nuove idee che siano di stimolo per il nostro pubblico. Come tutti, con i colleghi non ci vediamo fisicamente, ma siamo in collegamento web. Le nostre riunioni di redazione avvengono in videochat, momenti di straordinario confronto, dai quali stanno venendo fuori molte novità importanti per il nostro lavoro. Un attimo prima della puntata del lunedì ci incontriamo in regia o in studio e si parte. I risultati che stiamo riscontrando sono molto interessanti, in particolare sui social. Crescono gli interventi dei radioascoltatori, aumenta l’interazione radiofonica e sui nostri profili, continua la partecipazione degli ospiti, ma in collegamento telefonico. Ciascuno nel proprio ambito racconta quello che stiamo vivendo nel Paese. In queste settimane, dopo il consueto lancio dell’incipit dei miniplot, notiamo che lo sviluppo dei temi è spesso influenzato dal Coronavirus. A questo incipit «Per me il blues è il respiro dell’anima, disse…», un ascoltatore ha risposto «il vecchio Gino al farmacista. Ecco perché mi deve procurare delle mascherine di quelle grosse, da mettere sulla campana del mio sassofono. Se si prendesse un malanno?». Sono contenuti originali, che riflettono l’umore della gente e le strategie di “sopravvivenza” messe in atto durante la quarantena.

Il lunedì in radio, il sabato sui social con delle iniziative speciali…

Ogni sabato, da quando è iniziata la quarantena, proponiamo nuovi stimoli di riflessione al pubblico che ci segue sul web. La prima settimana “casalinga” ho lanciato una diretta sulla pagina Facebook del programma e, per la prima volta in uno spazio diverso dalla radio, chiedevo di completare un miniplot. L’incipit era “Era sera, lei sentì bussare alla porta…”. La risposta è stata veramente incredibile. Abbiamo realizzato in quell’occasione una versione social di “Radio1 Plot Machine” e in radio ho letto quelli più originali.

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Gladiatori d’Oriente

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PECHINO EXPRESS

Max Giusti e Marco Mazzocchi sono stati eliminati dal programma di Rai2 al termine di una combattutissima nona puntata. Per loro il tripudio del popolo social e un grande successo personale. “Ho scoperto che il pubblico sembra avere gradito più la persona che il personaggio”, afferma Max. “Il programma mi ha insegnato che due uomini con un carattere simile e forte possono ben funzionare tra loro facendo, quando serve, un passo indietro”, gli fa eco l’amico Marco

Alla vostra eliminazione in semifinale ha fatto seguito una sommossa popolare sul web, vi aspettavate una dimostrazione d’affetto così grande?

MAX: Ci speravo.

MARCO: Non me l’aspettavo, non pensavo che avremmo fatto un percorso così. È la prima volta che mi capita, di solito ricevo insulti parlando di sport, qui invece ci hanno scritto: ti voglio bene.

MAX: Un affetto enorme, anche a livello numerico. Un gradimento così alto ti dà soddisfazione.

Uscire da Pechino alla nona puntata, a un passo dalla finale, per due gladiatori come voi è stata una sconfitta, o comunque una vittoria?

MARCO: La più dolce delle sconfitte. Bisogna distinguere “Pechino Express” da altre trasmissioni, come i reality show, dove si vincono dei soldi e si è disposti più o meno a tutto per vincere. Qui la vittoria non doveva essere vincere la trasmissione, ma potere stare a “Pechino” un tempo sufficiente per potere piacere e per far sì che il programma avesse successo. Questa è stata la nostra vittoria personale, la trasmissione è andata bene, forse un po’ anche grazie al nostro contributo e noi due ne siamo usciti benissimo.

MAX: Per me “Pechino” è una sopravvivenza, ogni volta sognavo l’arrivo, la fine della tappa (ride). Il viaggio è la parte che mi è piaciuta di più, la competizione era un po’ più fine a se stessa, abbiamo giocato, ci siamo divertiti. Ieri sera, davanti al teleschermo per la semifinale, ho respirato anche un po’ troppa competizione. È stata un’esperienza bellissima, ma quando è finita non vedevo l’ora di tornare a casa, di telefonare a casa. La prima frase che ho detto è stata: “aridateme il telefono”.

Partiamo dall’inizio, le aspettative della partenza sono state soddisfatte?

MARCO: A fine agosto mi sono operato al menisco e Max mi chiamava tutti i giorni per sapere se ce l’avrei fatta, ho fatto un bello sforzo per esserci. Non volevamo farci eliminare alle prime puntate, così abbiamo gareggiato come fossimo alle Olimpiadi. Andando avanti ci abbiamo preso un po’ gusto, dalla Thailandia abbiamo puntato alla Cina, quindi ci siamo proposti di finire nella parte sinistra della classifica. Dalla Cina ci siamo detti: proviamo ad arrivare in Corea, se arriviamo anche a Seoul, ben venga. Credo comunque che, se avessimo vinto la finale, avremmo avuto meno successo di quello che abbiamo adesso, sembra un paradosso.

MAX: Per quel che mi riguarda ho scoperto che il pubblico sembra avere gradito più la persona che il personaggio. La cosa più bella è stata anche scoprire che riesco a mangiare di tutto…

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