Venerdì 12 giugno debutta su Rai1 la gara dedicata alle hit parade della cultura pop italiana, dalla musica allo sport, dall’attualità al cinema, dalla tv alla cultura
Su Rai1
torna Carlo Conti in prima serata con un grande show in quattro puntate,
innovativo e divertente.Il 12 giugno arriva “Top Dieci”, in diretta dagli
studi televisivi “Fabrizio Frizzi” di Roma, che rappresenta per l’Ammiraglia
Rai il punto di ripartenza delle prime serate dopo lo stop delle produzioni per
il ‘lockdown’.Nel corso di ogni appuntamento due squadre,
composte ognuna da tre vip, si sfideranno su classifiche di ogni genere. Il
loro compito sarà di riempire tutte le posizioni di diverse “hit parade”
legate alla cultura pop d’Italia, tracciando così un preciso identikit del nostro
Paese e facendo rivivere usi, costumi e gusti degli italiani, in un viaggio
attraverso gli anni.
Cinque episodi inediti per un’edizione speciale che racconta la vita dei protagonisti ai tempi della quarantena e dell’emergenza Covid19. Nella settimana dall’8 al 12 giugno , alle 20.40, su Rai Gulp e RaiPlay
La
complessa vita dei ragazzi ai tempi della quarantena e dell’emergenza
Coronavirus è al centro di “JAMS #UnitiPiùCheMai”, un’edizione speciale in
cinque inediti episodi dell’innovativa serie di Simona Ercolani, coprodotta da
Rai Ragazzi e Stand By Me, in onda da lunedì 8 giugno, dal lunedì al venerdì,
alle ore 20.40 su RaiGulp e RaiPlay.
Dopo
aver affrontato il tema delle molestie su minori e quello del bullismo e
cyberbullismo, in questa nuova edizione speciale, la serie racconterà alcuni
dei problemi vissuti dai ragazzi ai tempi del Covid19 attraverso le storie dei
4 protagonisti amatissimi dal pubblico – Joy, Alice, Max e Stefano – alle prese
con nuove sfide da affrontare insieme, come la preoccupazione per il nonno di
uno dei protagonisti che si ammalerà di Covid19 e quella per un genitore
impegnato nel lavoro in ospedale, ma anche con una nuova quotidianità fatta di
video-lezioni da casa, nuove amicizie in chat, bigliettini passati di balcone
in balcone e un nuovo contest musicale virtuale.
Realizzata
seguendo tutti i protocolli di sicurezza previsti dal Governo, la serie inizia
il suo racconto dal mese di marzo 2020, quando i JAMS, come tutti gli italiani,
sono costretti dentro casa a causa della pandemia. I quattro amici cercano di
vivere al meglio questi giorni, stando vicini gli uni agli altri grazie ai
social e al mondo digitale, mentre la scuola prosegue tramite la didattica a distanza,
con alcune difficoltà, ma anche con tanti momenti comici. Ognuno di loro vive
questo momento in modo diverso: Alice (Giulia Cragnotti) affronta la
preoccupazione per il nonno, che soffre di una malattia ai polmoni contratta
anni prima sul lavoro e che purtroppo contrarrà il Covid19; Joy (Sonia
Battisti) vive invece momenti di solitudine, perché il padre è rimasto fuori
città ad accudire la nonna mentre la madre, infermiera, deve sottostare a turni
molto faticosi per fronteggiare l’emergenza medica; Stefano (Luca Eduardo
Varone), da sempre abituato alla libertà e a girare il mondo, soffre per la
costrizione dentro casa e l’unico modo che ha per sfogarsi è passare del tempo
in giardino, dove conoscerà meglio una vicina di casa che finora aveva
considerato una “rompiscatole”; infine Max (Andrea Dolcini), ancora scottato
dalla brutta esperienza dell’anno precedente, usa i social con discrezione, ma
decide di cogliere l’occasione per approfondire la conoscenza delle ragazze in
chat, buttandosi in buffi corteggiamenti online.
Da domenica 31 maggio alle 17.35, su Rai Gulp, la replica della prima parte di stagione e, dal 15 giugno, i nuovi episodi Marvel’s Spider-Man. Peter Parker, il supereroe mascherato, protagonista della serie, che vuole anche rendere omaggio a Stan Lee, creatore di iconici personaggi dei fumetti
Torna su Rai Gulp Marvel’s Spider-Man, l’ultima
serie dedicata all’Uomo Ragno, nata in contemporanea al successo del film
“Spider-Man: Homecoming”. Si parte domenica 31 maggio, alle ore 17.35, con la riproposizione della prima
parte di stagione (già andata in onda) per poi passare, dal 15 giugno, ai nuovi
episodi della serie animata.
La trama si sviluppa intorno alla
figura del giovane Peter Parker che, dopo la morte di suo zio Ben, diventa il
supereroe mascherato noto come “Spider-Man”, sfruttando i suoi nuovi
straordinari superpoteri, donati dal morso di un ragno radioattivo durante una
gita scolastica alla Oscorp.
Accanto a Peter
Parker/Spider-Man troviamo numerosi personaggi. A partire da Harry Osborn, il
migliore amico di Peter e figlio del famoso scienziato Norman Osborn, passando
per Gwen Stacy, una compagna di liceo e grande amica di Peter, Felica
Hardy/Gatta Nera, una giovane, bella e scaltra ragazza che veste i panni della
Gatta Nera, la zia May Parker e J. Jonah Jameson, il caporedattore del Daily
Bugle. Tra gli antagonisti figurano Otto Octavius / Dottor Octopus, Norman
Osborn / Green Goblin (ovvero il padre di Harry, direttore della Oscorp e
arcinemico di Spider-Man), Sciacallo, Adrian Toomes / Avvoltoio (uno dei nemici
di Spider-Man capace di volare grazie alla sua attrezzatura ad alta tecnologia),
Herman Schultz / Shocker, Aleksei Sytsevich / Rhino e Marc Gargan / Scorpione.
Questa serie torna alle
origini del personaggio, con un eroe alle prime armi che indossa una tutina dal
dubbio gusto e lancia le prime ragnatele tra i palazzi della grande mela.
L’attrice romana, nel cast di “Liberi Tutti” su Rai3, si racconta tra pubblico, privato e lockdown. “Nelle fiction, nei film, vado troppo di pancia, trovo sempre un modo per cavarmela – afferma – poi, quando mi rivedo, penso che avrei potuto fare meglio
Partiamo dall’oggi, dal lockdown che ci
stiamo lasciando alle spalle, come è andata?
È andata bene, certo, lo dico nel totale
rispetto del dramma. Ho vissuto un periodo iniziale in cui ero sola in casa, perché
mio figlio era dal papà, e così ho fatto tutte le cose giuste: ho letto le sceneggiature,
i libri che avevo in sospeso, ho mangiato sano, ho fatto le centrifughe e ginnastica
tutti i giorni, non sono mai stata così in forma. Poi mi sono fatta un mese
intero con mio figlio, completamente devota a lui, tra pongo, disegni,
lavoretti, l’arcobaleno. Abbiamo anche cucinato e dipinto, facendo lavatrici e
lavastoviglie in continuazione. Quindi mio figlio è tornato dal papà…
E cosa è successo?
La terza fase della quarantena è stata di
totale abbrutimento, non ho più fatto niente, ho lasciato che la casa
diventasse un caos…
Questo nel Nido non le sarebbe stato
consentito…
Mai (ride). Dico sempre che vivrei in
una comune solo potendo mantenere la mia privacy. Sarebbe bello vivere in un
villaggetto, tutti insieme, ma avendo anche un angoletto tutto per sé. Ci
vorrebbe una situazione extra lusso, assolutamente opposta ai principi per cui
nascono i co-housing.
Cosa ha pensato alla prima lettura del
copione?
Ho riconosciuto subito le penne con le quali
avevo già avuto a che fare in passato e mi sono detta: che figata! Accade quando
i personaggi dicono delle cose verosimili, anche se il contesto è assurdo,
accade quando hai la possibilità di entrare in un mondo che conosci poco, che
ti incuriosisce, come quello della comune, attraverso lo sguardo di un
personaggio così ben scritto come quello di Giorgio. Mentre in “Boris” c’era
l’occhio esterno dello stagista, Giorgio, in questa situazione, entra nel Nido
e trova dei mostri come lui. C’è uno scontro, un ribaltamento delle parti.
Si è divertita nel vedere la serie ultimata?
Sono stata piacevolmente sorpresa, perché non
avevo capito esattamente cosa stessi facendo durante le riprese. Forse non è
professionale dirlo, ma sono sincera (ride).
La cito. Ha definito Martina, il suo
personaggio, “una pazza… un po’ costretta ma che in parte ci crede”…
Ho detto così?!
Beh, sì… deve essere stato uno spasso vestire
quei panni…
Sì, anche troppo, perché appena mi si
allentano un po’ le redini parto al galoppo, forse avrei dovuto essere un po’
più dentro le righe, invece ci ho passeggiato sopra. Martina è un personaggio
strampalato, come lo è la storia d’amore tra lei e il fidanzato Giovanni. Il
loro sembra un amore perfetto ma non lo è. Si scopre che si odiano, ma al tempo
stesso fanno tantissimo sesso, sono la coppia simbolo del Nido, se si lasciano
loro tutto crolla, lì dentro sono un po’ l’icona dell’amore, un punto di
riferimento, anche se totalmente inutile alla gestione della comunità.
Un nuovo palinsesto a disposizione di studenti e insegnanti. La Rai propone un’offerta mirata, in collaborazione con il dicastero dell’Istruzione, nel segno del servizio pubblico. La ministra Azzolina: “Un’alleanza che fa bene e che spero possa essere portata avanti anche nel futuro”. A scuola tutti i giorni, nonostante tutto. L’offerta didattica di Rai Cultura, Rai3, Rai Ragazzi e RaiPlay in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione
In collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, Rai mette a
disposizione di studenti e insegnanti un nuovo palinsesto dedicato alla scuola,
con un’offerta rivolta a tutte le fasce d’età e con un’attenzione particolare
per chi dovrà affrontare un inedito Esame di Stato. “Pochi giorni dopo questa emergenza, con l’Ad della Rai Fabrizio Salini,
abbiamo cominciato a parlare di come mettere insieme le professionalità del
ministero e della Rai e ne è nata una collaborazione di alto livello – afferma la
ministra della Scuola Azzolina – credo che questa sia un’alleanza che fa bene
alla scuola e quindi spero si possa mantenere, d’ora in avanti, in modo
permanente. Proprio perché il tema scuola possa
essere sempre più presente nella Tv pubblica e possa avere una
rinnovata attenzione. Oggi, che siamo in emergenza è importantissimo farlo, ma
anche in futuro”.
Rai Scuola
Da
venerdì 17 aprile la programmazione di Rai Scuola si è arricchita con le nuove
lezioni di “La Scuola in Tv”, realizzate direttamente da docenti e insegnanti
indicati dal Ministero dell’Istruzione. Lezioni di 30 minuti, precedute da una
breve introduzione utile per individuare l’ambito scolastico e la collocazione
nel programma di studio. Oltre 30 docenti e 110 lezioni nelle diverse
discipline: italiano, lingue e civiltà classiche, filosofia, scienze umane, storia,
chimica e biologia, fisica, matematica, lingue straniere, ma anche educazione
fisica, informatica, scienze, storia dell’arte, scultura, pittura, moda, grafica,
astronomia e scienze della terra. Dal 27 aprile, inoltre, Rai Scuola propone
una novità dedicata agli studenti che affronteranno l’Esame di Stato: “Scuola@Casa
Maturità”. Tutti i giorni, alle 10 e alle 15, due lezioni di 30 minuti tenute
da docenti universitari, Accademici della Crusca e Accademici dei Lincei per
aiutare gli studenti ad affrontare la prova di maturità. Sempre dal 27 aprile,
tutti i giorni alle 21.30, arriva anche la nuova edizione di “Scuola@casa
magazine”(con repliche il sabato e la domenica).
È on line dall’8 aprile la piattaforma digitale ideata da One More Pictures e realizzata da Direct2Brain in collaborazione con Rai Com
Tutti POSSOno mettere a disposizione, gratuitamente, le proprie
competenze, abilità, parola, saper fare concreto, una piccola parte del proprio
tempo, e POSSOno cercare la risposta alla domanda e la soluzione del problema
che in un altro momento sarebbe stata più facilmente a portata di mano. Con
posso.it, la piattaforma digitale ideata da One More Pictures e
realizzata da Direct2Brain in collaborazione con Rai Com, la tecnologia aiuta a colmare la distanza fisica, in
questo momento obbligata, e avvicina le persone che vogliono usare il tempo
anche per rendersi utili, in uno qualunque dei milioni di modi POSSIbili. Rai e Rai Cinemaaccompagnano il progetto come media partner, promuovendo il lancio
della piattaforma. Colonna sonora della
campagna non poteva che essere la canzone “Posso” di Carl Brave e Max Gazzé. A sostenere
il progetto artisti, professionisti e sportivi amati dal pubblico: Giulio Base, Alessio Boni, Massimiliano
Bruno, Giovanni Caccamo, Cristiana Capotondi, i fratelli Damiano e Fabio
D’Innocenzo, Eleonora Gaggero, Claudia Gerini, Valeria Golino, Nicola
Guaglianone, Lodo Guenzi, Gabriele Mainetti, Gabriele Muccino, Rocio Munoz
Morales, Francesco Pannofino, Katia Ricciarelli, Sebastiano Somma, Samanta Togni.
I giornalisti Tonia Cartolano, Francesco Giorgino, Alberto Matano, Andrea
Vianello. Il Critico Cinematografico Francesco Alò.I campioni del Mondo Antonio
Cabrini e Andrea Lucchetta; Victor Perez, pluripremiato VFX Supervisor dei blockbuster “Harry Potter”
e “Pirati dei Caraibi”.Tutti saranno disponibili anche per
“Eventi speciali” in esclusiva, insieme alle maestranze del Cinema della Roma
Lazio Film Commission. Protagoniste anche le eccellenze tra gli specialisti:
l’Oncologa Prof.ssa Adriana Bonifacino, la nutrizionista Dr.ssa Sara Farnetti,
il Chirurgo Vascolare Dott. Roberto Chiappa, le Psicologhe e Psicoterapeute,
Dott.sse Anna Rita Verardo e Maddalena Cialdella, l’Avv. Geraldine Pagano di
“Amori Criminali”; Simone Belli, make up artist delle dive; Massimo Serini
Hairstylist delle star italiane e internazionali.
In televisione e in radio, la Testata Giornalistica Regionale, con le sue 24 redazioni, racconta il territorio, i fatti della cronaca e le storie della gente. Il direttore Alessandro Casarin al RadiocorriereTv: “Affrontiamo l’emergenza ogni giorno, ma la Rai, in tutti i suoi telegiornali e negli spazi di approfondimento, si conferma una base sicura per i cittadini che vogliono informarsi”
La TgR è impegnata con le sue redazioni in tutte
le regioni italiane, che fotografia emerge in questo momento difficile?
I 24 capiredattori stanno coprendo palmo a palmo il territorio
sull’emergenza Coronavirus. Non sono telegiornali monotematici, perché comunque
un piccolo spazio viene sempre riservato alla cronaca sia bianca sia nera. Nel
cosiddetto bollettino del Coronavirus raccontiamo quello che succede negli
ospedali, parliamo con gli scienziati e con i volontari, innanzitutto con la
Croce Rossa, e poi con le Istituzioni regionali che governano la sanità.
Che Italia
raccontiamo?
Un Paese che se all’inizio, come tutti, aveva qualche titubanza sulla
ferocia di questo virus, in poco tempo si è allineato alle decisioni del Governo
e delle Regioni e che oggi osserva tutte le regole. Questa situazione ci ha
fatto capire che l’Italia non è solo spaghetti e mandolini, ma che è capace di
essere da esempio. E poi abbiamo avuto la conferma che in ogni regione esistono
tanti gruppi di volontari, a cominciare dalla Protezione Civile, dalla Caritas,
dalle varie associazioni cattoliche e laiche che stanno aiutando gli anziani
soli, ma anche le persone in difficoltà.
Ascoltare la gente e dare voce alla strada è nel
vostro DNA, gli ascolti confermano che il pubblico crede in voi
Non sono solito fare trionfalismi sugli ascolti, per di più se
derivano da una tragedia non solo regionale ma nazionale, ma se in queste
settimane il numero delle persone che ci segue è quasi raddoppiato, significa
che la gente si fida della Rai e della TgR. È vero che siamo tutti chiusi in
casa, ma se uno volesse, avendo mille canali sul digitale, potrebbe scegliere
altri programmi. E’ una soddisfazione che non va sbandierata, ma che ci spinge
a lavorare sempre di più sul territorio evitando quel famoso teatrino della politica
che la gente non vuole più vedere.
Tra i protagonisti di “DOC – Nelle tue mani” il giovedì sera su Rai1, l’attore veneto, apprezzato dal pubblico televisivo in numerose serie di successo, si racconta al nostro giornale: “Avevo una ventina d’anni, non sapevo se insistere nella recitazione, feci il provino per un film di Emanuele Crialese. Andò bene”. E ancora: “Cambiare non mi scompone più di tanto, sono cosciente che tutte le cose negative portano in dote momenti migliori”
Il
suo dottor Riccardo Bonvegna, specializzando in “DOC”, è già entrato nel cuore
del grande pubblico…
Riccardo
è un ragazzo molto esuberante, ma al tempo stesso ha difficoltà a relazionarsi
con gli altri. Ha un’empatia smisurata anche se a un certo punto, soprattutto
con le donne, tende a chiudersi, a non andare troppo in profondità. La sua
vita, come me la sono immaginata, non è lontanissima dalla quarantena dei
giorni nostri. Lui sta molto a casa con la mamma, è uno specializzando del
primo anno ed è appena arrivato a fare la pratica in Medicina interna. Mi sono
divertito a lavorare sul suo carattere, Riccardo è un personaggio che si svela
pian piano, che ha una grande affinità con il dottor Andrea Fanti (Luca
Argentero) e che come tutti gli altri specializzandi custodisce un segreto.
Nel corso delle puntate le cose cominceranno a cambiare anche per lui.
C’è qualcosa che vi accomuna?
Lui
è un ragazzo esuberante, proprio come me, ma dietro la maschera, dietro la
ribalta, c’è sempre un opposto, che nel mio caso è una natura anche
malinconica. Nel costruire Riccardo mi sono ispirato ad alcune persone che
conosco, ma c’è anche qualcosa di me.
Cosa l’ha convinta a prendere parte a “DOC”?
Il
soggetto mi è piaciuto sin dalla prima lettura, e poi la presenza di Luca
Argentero. Luca, oltre a essere un bravo attore, è una persona per bene.
Cosa
ha pensato, entrando da osservatore in un reparto vero d’ospedale, prima delle
riprese?
Che
rispetto a quello dei medici il lavoro dell’attore è inutile, il primo impatto
è stato di imbarazzo. Mi sono detto: sono qui, osservo in silenzio e con
rispetto, ma le persone che ci stanno istruendo salvano per davvero vite umane.
Sono stati dei momenti tosti. Penso che ad accomunare, in parte, le due
professioni sia lo stress psicofisico, la necessità di mantenere sempre alta
l’attenzione, anche per un tempo prolungato.
E quando un attore mette in scena un medico?
La difficoltà è essere credibile mantenendo
naturalezza.
“‘Radio1 Plot Machine’ risponde in pieno all’idea di Servizio Pubblico e al claim della rete ‘Il protagonista sei Tu'”, afferma il vicedirettore di Radio1 Francesco De Vitis, intervenuto in diretta durante una puntata, mettendo in luce lo straordinario gioco di squadra del programma. Un format innovativo, interattivo, multimediale, ideato e condotto da Vito Cioce con Marcella Sullo e Daniela Mecenate, che si avvale della collaborazione preziosa dell’esperto artistico Luca Torrisi e della regia di Leonardo Patanè
Come è cambiato “Plot Machine” ai tempi del
Covid-19?
“Plot
Machine” non si ferma, al contrario, è sempre in cerca di nuove idee che siano
di stimolo per il nostro pubblico. Come tutti, con i colleghi non ci vediamo
fisicamente, ma siamo in collegamento web. Le nostre riunioni di redazione
avvengono in videochat, momenti di straordinario confronto, dai quali stanno
venendo fuori molte novità importanti per il nostro lavoro. Un attimo prima
della puntata del lunedì ci incontriamo in regia o in studio e si parte. I
risultati che stiamo riscontrando sono molto interessanti, in particolare sui
social. Crescono gli interventi dei radioascoltatori, aumenta l’interazione radiofonica
e sui nostri profili, continua la partecipazione degli ospiti, ma in
collegamento telefonico. Ciascuno nel proprio ambito racconta quello che stiamo
vivendo nel Paese. In queste settimane, dopo il consueto lancio dell’incipit
dei miniplot, notiamo che lo sviluppo dei temi è spesso influenzato dal
Coronavirus. A questo incipit «Per me il blues è il respiro dell’anima,
disse…», un ascoltatore ha risposto «il vecchio Gino al farmacista. Ecco perché
mi deve procurare delle mascherine di quelle grosse, da mettere sulla campana
del mio sassofono. Se si prendesse un malanno?». Sono contenuti originali, che
riflettono l’umore della gente e le strategie di “sopravvivenza”
messe in atto durante la quarantena.
Il lunedì in radio, il sabato sui social con
delle iniziative speciali…
Ogni
sabato, da quando è iniziata la quarantena, proponiamo nuovi stimoli di
riflessione al pubblico che ci segue sul web. La prima settimana
“casalinga” ho lanciato una diretta sulla pagina Facebook del
programma e, per la prima volta in uno spazio diverso dalla radio, chiedevo di
completare un miniplot. L’incipit era “Era sera, lei sentì bussare alla
porta…”. La risposta è stata veramente incredibile. Abbiamo realizzato
in quell’occasione una versione social di “Radio1 Plot Machine” e in radio ho
letto quelli più originali.
Max Giusti e Marco Mazzocchi sono stati eliminati dal programma di Rai2 al termine di una combattutissima nona puntata. Per loro il tripudio del popolo social e un grande successo personale. “Ho scoperto che il pubblico sembra avere gradito più la persona che il personaggio”, afferma Max. “Il programma mi ha insegnato che due uomini con un carattere simile e forte possono ben funzionare tra loro facendo, quando serve, un passo indietro”, gli fa eco l’amico Marco
Alla vostra eliminazione in semifinale ha fatto
seguito una sommossa popolare sul web, vi aspettavate una dimostrazione
d’affetto così grande?
MAX: Ci speravo.
MARCO: Non me l’aspettavo, non pensavo che avremmo fatto un percorso
così. È la prima volta che mi capita, di solito ricevo insulti parlando di
sport, qui invece ci hanno scritto: ti voglio bene.
MAX: Un affetto enorme, anche a livello numerico. Un gradimento così
alto ti dà soddisfazione.
Uscire da Pechino alla nona puntata, a un passo
dalla finale, per due gladiatori come voi è stata una sconfitta, o comunque una
vittoria?
MARCO: La più dolce delle sconfitte. Bisogna distinguere “Pechino
Express” da altre trasmissioni, come i reality show, dove si vincono dei soldi
e si è disposti più o meno a tutto per vincere. Qui la vittoria non doveva
essere vincere la trasmissione, ma potere stare a “Pechino” un tempo
sufficiente per potere piacere e per far sì che il programma avesse successo.
Questa è stata la nostra vittoria personale, la trasmissione è andata bene,
forse un po’ anche grazie al nostro contributo e noi due ne siamo usciti
benissimo.
MAX: Per me “Pechino” è una sopravvivenza, ogni volta sognavo
l’arrivo, la fine della tappa (ride).
Il viaggio è la parte che mi è piaciuta di più, la competizione era un po’ più
fine a se stessa, abbiamo giocato, ci siamo divertiti. Ieri sera, davanti al
teleschermo per la semifinale, ho respirato anche un po’ troppa competizione. È
stata un’esperienza bellissima, ma quando è finita non vedevo l’ora di tornare
a casa, di telefonare a casa. La prima frase che ho detto è stata: “aridateme
il telefono”.
Partiamo
dall’inizio, le aspettative della partenza sono state soddisfatte?
MARCO: A fine agosto mi sono operato al menisco e Max mi chiamava
tutti i giorni per sapere se ce l’avrei fatta, ho fatto un bello sforzo per
esserci. Non volevamo farci eliminare alle prime puntate, così abbiamo
gareggiato come fossimo alle Olimpiadi. Andando avanti ci abbiamo preso un po’
gusto, dalla Thailandia abbiamo puntato alla Cina, quindi ci siamo proposti di
finire nella parte sinistra della classifica. Dalla Cina ci siamo detti:
proviamo ad arrivare in Corea, se arriviamo anche a Seoul, ben venga. Credo
comunque che, se avessimo vinto la finale, avremmo avuto meno successo di
quello che abbiamo adesso, sembra un paradosso.
MAX: Per quel che mi riguarda ho scoperto che il pubblico sembra avere
gradito più la persona che il personaggio. La cosa più bella è stata anche
scoprire che riesco a mangiare di tutto…
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