FEDERICO RUFFO
Mi manda Rai Tre in prima serata
Due appuntamenti speciali di uno dei programmi più amati del Servizio Pubblico, martedì 8 e mercoledì 15 settembre, dedicati al cibo e alle truffe. Il conduttore al RadiocorriereTv: «Il nostro compito non è mai quello di dire a chi ci segue cosa comprare o non comprare, di sindacare sul portafogli delle persone, ma di fornire tutte le informazioni e dare l’opportunità di una scelta consapevole»
Forte di un successo sempre crescente, “Mi manda Rai Tre” arriva in prima serata con due appuntamenti speciali, l’8 e il 16 settembre. Cosa vedremo?
Abbiamo concepito le due prime serate come appuntamenti che raccontano quello che è stato il nostro viaggio recente. Ci siamo concentrati sulle inchieste, che sono il cuore di “Mi manda Rai Tre”, e abbiamo creato due puntate monografiche: la prima è dedicata al cibo, uno dei temi che più riscuotono l’interesse del pubblico…
Cosa scopriremo?
Ad esempio come in alcuni mercati rionali, all’alba, quando nessuno guarda, viene gestita la merce che poi è venduta sui banchi. Ci siamo appostati sui tetti dei palazzi che li circondano per vedere come a volte viene trattata la carne: scopri che è macellata direttamente sul camion, che cade sull’asfalto e poi viene raccolta, che viene lasciata per ore fuori dalla catena del freddo in attesa di essere messa in vendita, con i piccioni che entrano ed escono dai camion dove sono custoditi quarti di manzo. Abbiamo scoperto anche come la carne prossima alla scadenza venga talvolta tolta dalla confezione e nuovamente etichettata e impacchettata.
È possibile riconoscere questa carne?
Un segnale è l’asterisco che potremmo trovare accanto al numero di lotto, inserito per poter manomettere la macchina etichettatrice. E poi c’è il colore dovuto all’ossidazione, perché più ore la carne rimane a contatto con l’aria, più diventa marrone. Per non farla percepire vecchia, le luci del reparto macelleria sono spesso rosse, colore che copre, almeno al banco, l’effetto marrone.
Telecamere puntate anche sugli “all you can eat”…
Ci chiediamo come sia possibile mangiare pesce di qualità a 15,90 euro. La risposta è una, barando. Siamo stati nelle cucine, trovando esattamente la situazione che immaginavamo: pesce di pessima qualità non abbattuto, cosa che ti espone a rischi enormi, perché niente ti può uccidere più velocemente e con più dolore. Abbiamo trovato celle frigorifere con escrementi di topi, blatte che giravano nei magazzini della carne. Mostriamo il peggio per fornire tutti gli elementi a chi ci segue. Il nostro compito non è mai quello di dire a chi ci segue cosa comprare o cosa non comprare, di sindacare sul portafogli delle persone, ma di fornire tutte le informazioni e dare l’opportunità di una scelta consapevole.
Cosa accadrà invece nel secondo appuntamento?
Abbiamo deciso di occuparci dei furbetti d’Italia partendo da un’inchiesta di cui siamo particolarmente orgogliosi dedicata a tutti quei concorsi universitari che in queste stagioni abbiamo scoperto essere quantomeno sospetti, se non in alcuni casi accertati come alterati. E la cosa peggiore che si possa fare è alterare il merito. Torneremo poi sui parcheggi truffa, a Roma come a Napoli e a Taranto, negli aeroporti come nei centri storici. Vedremo anche come siamo pronti a indignarci di fronte alle irregolarità altrui e ad autoassolverci per le nostre. Ci occuperemo quindi dell’esplosione degli affitti: trovare casa è complicatissimo e se hai necessità di farlo diventi una preda facilissima. Anche una sistemazione, che un tempo non avresti considerato nemmeno come garage, all’improvviso arriva a essere papabile. Scopriremo come vengono proposte soluzioni surreali che sono ben oltre il codice penale. Le nostre inchieste mostrano come di fronte a uno stato di necessità, ci sia sempre qualcuno pronto ad approfittarsene.
Che cosa significa fare inchiesta rimanendo sempre dalla parte della gente?
Andare a casa la sera sapendo di aver fatto la cosa che percepisci come giusta. E salvo rare eccezioni sappiamo sempre qual è la parte giusta di una storia. Questo anche quando il codice penale o quello civile non ti darebbero ragione del tutto. Nel tempo ci siamo strutturati, mantenendoci leali e fedeli al racconto, senza forzare la mano: non emettiamo sentenze ma documentiamo quello che c’è. Ci sono volte in cui il cattivo di una storia è piuttosto palese, e così gli andiamo a chiedere conto di quello che ha fatto. Il pubblico ha imparato ad apprezzare anche il nostro essere terzi nel raccontare.
Da sei anni sei alla guida del programma. Come sono cambiate, nel tempo, le emergenze che riguardano i consumatori?
Oggi c’è una consapevolezza di gran lunga maggiore di quanto invece non accadeva un tempo, e così anche “Mi manda Rai Tre” ha dovuto cambiare la propria narrazione giornalistica. Il cittadino, anche grazie all’evoluzione tecnologica, conosce meglio i propri diritti. Truffe come quella, notissima, delle bollette pazze, non sarebbero più possibili. Puoi fare la lettura da remoto, controllare, chiamare il servizio clienti. D’altro canto, quella stessa tecnologia che rende oggi impossibili truffe e raggiri, ne ha generati altri. Il consumatore, oggi, percepisce come un diritto anche sapere come vengono spesi i soldi delle tasse che paga. La consapevolezza è aumentata anche in materia di pubblicità e marketing. Chi acquista è diventato, come dire, un animale da laboratorio e quando lo avverte si pone alcune domande. Entrando nei supermercati vediamo che hanno quasi tutti la stessa struttura: la sequenza delle categorie merceologiche esposte non è casuale. Frutta e verdura sono all’inizio: sono coloratissime e danno un senso di salute quando il carrello è ancora vuoto. Il reparto vino ha pavimento e pareti di colori differenti dal resto, un color legno che ricrea l’effetto cantina. Quello delle birre e delle bibite gassate è sempre accanto alle patatine. Alla cassa, al termine di un percorso molto lungo tra gli scaffali, trovi mille prodotti con i quali “premiarti”, con i dolciumi all’altezza degli occhi dei bambini. Tutto è studiato alla perfezione. L’importante è esserne consapevoli.
Come te la cavi tra le corsie del supermercato?
Ormai i miei riflessi sono allenati, ma non riesco ad arrivare alla cassa senza essere fermato da almeno trenta persone che vogliono sapere se un acquisto è giusto oppure sbagliato. Non posso assumermi la responsabilità di dirti di mangiare una cosa piuttosto che un’altra, ma solo di prestare sempre attenzione, perché fare la spesa è cosa particolarmente delicata. C’è sempre la corresponsabilità di chi produce, distribuisce e vende il prodotto, insieme a quella di chi lo acquista. Il prodotto, infatti, funziona solo quando viene richiesto dal mercato.
Da fine settembre la nuova stagione del programma, il sabato e la domenica mattina, cosa bolle in pentola?
In realtà, visti i risultati della scorsa stagione, abbiamo pensato che non fosse il caso di rivoluzionare nulla. E soprattutto, una cosa che ho imparato da quelli più bravi e con più esperienza, è che i cambiamenti non si fanno mai da una stagione all’altra, ma nel corso dell’annata, perché la televisione è anche abitudine e affezione. Se i risultati sono stati buoni, quindi la gente è affezionata, stravolgere tutto non serve.