NUOVA EDIZIONE

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Tali e Quali 2026

 

 

Nicola Savino debutta alla conduzione dello show di Rai 1. Sul palco, a. contendersi la vittoria, imitatori dilettanti e semi-professionisti. In giuria Cristiano Malgioglio, Alessia Marcuzzi, Massimo Lopez e un quarto giudice a sorpresa. Da venerdì 9 gennaio in prima serata su Rai 1

 

 

Debutta venerdì 9 gennaio alle 21.30 su Rai 1 la nuova edizione di “Tali e Quali”, il varietà che per quattro settimane metterà al centro della scena imitatori dilettanti selezionati tra migliaia di video arrivati al programma. Per la prima volta alla guida della trasmissione ci sarà Nicola Savino. Sulla scia del successo di “Tale e Quale Show”, il nuovo anno televisivo si apre con un appuntamento dedicato a interpreti straordinari, ma non ancora noti al grande pubblico: persone comuni che avranno l’occasione di salire sul palco dei ‘Big’. Concorrenti selezionati non solo per le doti vocali e mimiche, ma anche per una somiglianza reale e immediata con i loro beniamini, elemento che ridurrà al minimo l’intervento di trucco e parrucco. In giuria Cristiano Malgioglio, Alessia Marcuzzi, Massimo Lopez, affiancati nella prima puntata da Carlo Conti. Il risultato atteso è un mix di emozione e divertimento. Le prime tre puntate ospiteranno 10 artisti a serata, i migliori due andranno direttamente al quarto appuntamento ‘Finale’, dove si sfideranno con i 4 Campioni delle edizioni precedenti del programma, tutti a caccia del titolo di ‘Campione di Tali e Quali 2026’. Nelle prime tre puntate farà il suo ingresso anche Carmen Di Pietro, che parteciperà alla gara nei panni di un concorrente “di fantasia”, che però dovrà imitare a sua volta un cantante famoso. Un doppio travestimento che promette di essere doppiamente esilarante… Immancabile l’iconico Ascensore che consentirà ad alcuni candidati esterni alla gara principale di proporsi alla giuria in pochi secondi, tentando di conquistare un posto tra i concorrenti titolari nella puntata successiva.

 

NUOVA EDIZIONE

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Sabato sera con The Voice Kids

 

Al via il 10 gennaio il popolare show di Rai 1 in versione junior condotto da Antonella Clerici. In giuria i coach Loredana Bertè, Arisa, Nek, Clementino e Rocco Hunt

 

 

Da sabato 10 gennaio, in prima serata su Rai 1, torna “The Voice Kids”, la versione junior del celebre talent show che premia le più belle voci del Paese tra i sette e i quattordici anni. Alla conduzione l’impareggiabile Antonella Clerici che accompagnerà il pubblico alla scoperta delle storie, dei talenti e dei sogni dei nuovi piccoli protagonisti. Al suo fianco, confermatissimi nel ruolo di coach dall’edizione senior, Loredana Bertè, Arisa, Nek, Clementino e Rocco Hunt. Una nuova stagione che si apre all’insegna della musica e del divertimento, con tanti ospiti che si alterneranno sul palco per gli ormai irrinunciabili duetti con i concorrenti e con i coach. Una formula vincente che, come di consueto, prende il via con le tradizionali “audizioni al buio” distintive del programma, con i coach di spalle che ascolteranno i piccoli concorrenti senza poterli vedere. Sarà solo la loro voce a doverli conquistare e, in quel caso, il coach potrà voltarsi per aggiudicarsi il concorrente in squadra. Se più coach si volteranno, invece, sarà il concorrente a decidere a chi affidare il proprio percorso. Nel corso delle quattro puntate di “Blind Auditions” ciascun coach potrà avvalersi del “Super Pass”, ovvero garantire ad un concorrente particolarmente talentuoso l’accesso diretto alla finale, e del “Super Blocco”, con cui impedire ad un altro coach di scegliere un concorrente. Al termine della fase di audizioni, ogni coach avrà una squadra formata da nove concorrenti, di questi solo tre raggiungeranno la finale che, il 14 febbraio, decreterà il vincitore dell’edizione. “The Voice Kids” sarà sempre disponile on demand su RaiPlay e visibile all’estero su Rai Italia. Già durante la messa in onda, su RaiPlay saranno disponibili i contenuti “on demand” di The Voice Kids: le clip di tutte le esibizioni dei cantanti, gli interventi degli ospiti e tutti i momenti più emozionanti da rivedere in tempo reale.

 

LA TV DELLE FESTE

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Ogni promessa è debito

 

 

Lunedì 5 gennaio, alle 21.30 su Rai 1, in diretta dall’Auditorium Rai di Napoli, Vincenzo Salemme sarà protagonista della sua nuova commedia, un progetto di Rai Cultura che porta ancora una volta il grande teatro in televisione, con lo stile inconfondibile dell’attore, drammaturgo e regista partenopeo

 

 

Una serata che celebra la forza del racconto dal vivo e il legame profondo tra palcoscenico e telespettatori, grazie all’estro creativo di Vincenzo Salemme che, da cinquant’anni, scrive, dirige e interpreta le proprie commedie, mantenendo vivo un modello di teatro popolare e d’autore raro nel panorama contemporaneo. Lunedì 5 gennaio, alle 21.30 su Rai 1, in diretta dall’Auditorium Rai di Napoli, Vincenzo Salemme porta in scena “Ogni promessa è debito”. Il voto religioso, la promessa di donare una cospicua cifra in danaro alla Santa protettrice del proprio paese, valgono comunque, anche se fatti da un sonnambulo in dormiveglia? È proprio quello che accade a Benedetto Croce, proprietario di una piccola pizzeria sulla spiaggia di Bacoli. L’uomo, a bordo di una barca, finisce sugli scogli, ritrovandosi disperso in mare insieme ai suoi figli e al suo cameriere di sala. Privo di sensi, per un colpo in testa, durante l’incidente, riesce a rivolgersi a Sant’Anna e lancia un messaggio alla radio di bordo: “vi prego, se venite a salvarci, io faccio un voto a Sant’Anna, prometto di donare 5.557.382 euro e 60 centesimi!” Una barca raccoglie il suo appello e li soccorre. Una volta tornato a terra sano e salvo, tutti gli chiedono conto di quel voto, ma lui non ricorda proprio niente, come accade a tutti i sonnambuli. Nessuno crede al suo sonnambulismo e tutti vantano diritti su quei soldi. Ma la domanda è una sola: perché decidere di donare una cifra così alta e soprattutto così precisa al centesimo? Questi soldi esistono o sono solo il frutto di una inspiegabile e oscura spinta dell’inconscio? Come farà Benedetto a districarsi fra tutte queste domande? Soprattutto come farà a sottrarsi alla regola non scritta nel codice legale, ma in quello dell’etica popolare che ci obbliga a rispettare le promesse solenni perché come sappiamo bene “ogni promessa è debito!!?”  La commedia è scritta, diretta e interpretata da Vincenzo Salemme. Il cast vede, inoltre, sul palco, in ordine alfabetico: Nicola Acunzo, Domenico Aria, Vincenzo Borrino, Sergio D’Auria, Oscarino Di Maio, Pina Giarmanà, Gennaro Guazzo, Antonio Guerriero, Geremia Longobardo, Rosa Miranda, Agostino Pannone e Fernanda Pinto.

 

Prima di noi

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Una famiglia, sessant’anni di storia: il racconto intimo di un Paese

Una saga famigliare, che attraversa la Storia e che diventa romanzo di formazione di una nazione intera. Da domenica 4 gennaio su Rai 1, “Prima di noi”. Il RadiocorriereTv ha incontrato Daniele Luchetti, regista insieme a Valia Santella, Linda Caridi e Andrea Arcangeli, rispettivamente Nadia Tassan e Maurizio Sartori, capostipiti della grande famiglia protagonista delle serie

 

 

Daniele Luchetti, regista

Il film attraversa sessant’anni di storia familiare e collettiva. Qual è stata la bussola narrativa di questo viaggio?

La bussola è stata fin dall’inizio Nadia Tassa, la capostipite di questa grande famiglia. Tutto parte da lei, da una scena quasi mitica: una notte di luna in cui chiede al cielo quale sarà il suo destino. Nadia incarna una forza originaria, un’energia che attraversa generazioni. Accanto a lei c’è però un’altra corrente, più oscura: quella rappresentata da Maurizio, l’uomo di cui si innamora. È un antieroe, in un’epoca in cui gli antieroi non erano ammessi. La sua fragilità, la sua depressione – allora senza nome – diventano una frattura che si propaga nel tempo. Il film nasce proprio dall’attrito tra queste due tensioni: l’euforia del costruire e la fatica di vivere. È un racconto più psicanalitico che politico, che parla delle nostre famiglie e, in fondo, delle origini emotive di questo Paese.

Quando i personaggi passano dalla pagina allo schermo e diventano davvero “vivi”?

Nel momento in cui arrivano gli attori. La scrittura può essere solida, strutturata, ma resta bidimensionale. È l’attore che la rende tridimensionale, che mette il personaggio in crisi, ne scopre le contraddizioni, gli impulsi istintivi. Se poi l’attore riesce anche a sorprenderti, è lì che il racconto prende veramente vita.

Linda Caridi

è Nadia Tassan

Cresciuta in un casale della campagna friulana insieme alla famiglia composta di sole donne perché gli uomini sono al fronte, Nadia Tassan è una sognatrice, crede in un futuro bellissimo nonostante gli orrori della Prima guerra mondiale. Quando si presenta alla sua porta Maurizio Sartori, un giovane soldato stanco e affamato che dice di essersi perso tra le montagne, non può non accoglierlo. Soltanto a lei Maurizio rivela di essere un disertore e questo segreto li unirà per sempre, sancendo l’inizio di una relazione che li porterà ad avere tre figli, Gabriele, Domenico e Renzo. La loro vita insieme non sarà facile, ma Nadia è una “costruttrice” che ripete a ogni crisi la certezza che troveranno “un modo per volersi bene” e continuerà a essere profondamente innamorata di Maurizio anche quando non lo avrà più al suo fianco. Il loro è un legame indissolubile.

Nadia è il motore della storia. Come trova la sua voce all’interno di un racconto così corale?

Nadia non deve trovare la sua voce: ci nasce. È una donna naturalmente a suo agio nel mondo, anche quando il mondo è difficile, ostile o doloroso. Questa sua naturalezza non elimina la fatica, ma le permette di attraversarla senza perdere slancio. È sempre in movimento, e nel muoversi trascina con sé tutto ciò che la circonda. È una forza vitale che non si spegne, nemmeno nei momenti più duri.

La storia inizia in Friuli, terra di confine. Che tipo di confini attraversa il suo personaggo?

Nadia vive costantemente “oltre”. Anche quando la vediamo tra le montagne, il suo sguardo è già proiettato altrove. Supera confini geografici, ma soprattutto emotivi: delusioni sentimentali, difficoltà materiali, solitudine. Eppure ha sempre con sé gli strumenti per affrontare tutto questo. Cerca di trasmettere a figli e nipoti una lezione semplice e potente: esiste il mostro, ma esiste anche la spada; c’è la paura, ma c’è anche il coraggio. In questo continuo equilibrio tra forze opposte, Nadia semina una fiducia che continua a ricadere su chi le sta intorno, come una pioggia leggera.

Andrea Arcangeli

è Maurizio Sartori

La sera in cui arriva al casale Tassan, Maurizio Sartori porta con sé il terrore della guerra e un segreto: l’abbandono dell’Esercito Regio dopo la ritirata di Caporetto, una colpa che lo tormenterà per tutta la vita e che, come un fantasma, perseguiterà i figli che avrà con Nadia e anche i nipoti. Maurizio è un “distruttore” e, pur trovando conforto tra le braccia di Nadia, continuerà a sentirsi un uomo in perenne fuga da tutto, compresi i figli, troppo diversi da lui, dal lavoro che perde in continuazione per colpa del suo brutto carattere e dell’alcol, dalle battaglie politiche a cui non crede, dai compagni. Capirà troppo tardi che solo l’amore, avrebbe potuto salvare lui e la sua famiglia

Maurizio è invece una figura irrisolta. In che modo è allo stesso tempo costruttore e distruttore?

Maurizio è un uomo che ama profondamente. A vent’anni incontra la donna che resterà il centro della sua vita. Ma è anche un uomo che soffre di una depressione che, all’epoca, non aveva strumenti per essere riconosciuta. Il suo conflitto è tutto interno: desidera costruire, ma non riesce a prendersi cura di ciò che ha. Non per cattiveria, ma per mancanza di linguaggio, di consapevolezza. La sua mente lavora contro di lui. Oggi potremmo leggere questa condizione attraverso la terapia o la psicanalisi; allora era solo un uomo perduto, incapace di dare un nome al proprio dolore.

Che tipo di eredità lascia una famiglia così complessa?

Spesso lasciamo un’eredità senza saperlo. A volte non è fatta di esempi positivi, ma proprio del contrario. Essere stati qualcosa fino in fondo, anche quando è stato distruttivo, può offrire a chi viene dopo la possibilità di scegliere un’altra strada. L’eredità, allora, non è imitare, ma avere il coraggio di deviare. Di trovare la propria direzione, senza essere prigionieri di quella che ci è stata consegnata.

Don Matteo 15

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Con il cuore

 

 

Questa è una serie che, nel tempo, non ha solo conquistato il cuore delle persone, è riuscita a parlare a tutti, credenti e non. Esiste, infatti, una vocazione laica, quella che spinge ogni persona a interrogarsi sul proprio progetto di vita. E questa volta anche l’amato don Massimo dovrà, come tutti, affrontare nuove e inattese sfide. Da giovedì 8 gennaio in prima serata Rai 1

 

Cosa è la vocazione? In una serie come “Don Matteo” la risposta sembra semplice: la chiamata di Dio, il progetto che Dio ha pensato per ciascuno, per chi crede. Ma la vocazione non è solo religiosa. “Don Matteo” parla a tutti, credenti e non, perché esiste anche una vocazione laica, quella che spinge ogni persona a interrogarsi sul proprio progetto di vita. Qual è la strada che siamo chiamati a seguire? In cosa possiamo essere la parte migliore di noi stessi? Sono queste le domande che attraversano la nuova stagione e che coinvolgeranno tutti i protagonisti: don Massimo, Cecchini, il Capitano, Giulia, ma anche quelli nuovi. Ognuno di loro, prima o poi, sarà chiamato a chiedersi: qual è il mio posto nel mondo? La serie ritorna con la quindicesima stagione ed è pronta, ancora una volta, a conquistare il cuore degli spettatori. Di cuore, infatti, questa serie ne ha sempre avuto tanto, a partire dal suo protagonista, don Massimo, sempre pronto ad aiutare il prossimo insieme agli insostituibili Natalina e Pippo e, naturalmente, al Maresciallo Cecchini. Accanto a loro ritroveremo altri volti noti e amati, come la coppia formata dal Capitano dei Carabinieri Diego Martini e Giulia Mezzanotte, la sorella di don Massimo. Nella scorsa stagione ci hanno fatto sognare e gioire, e ora li ritroviamo felici e innamorati, ma anche in una fase della vita in cui è naturale fermarsi a fare bilanci. Se Diego sembra avere le idee chiare sul futuro, Giulia vive invece un momento di profonda incertezza: ha appena perso la madre, non ha una direzione professionale definita e fatica a capire quale sia davvero il suo posto nel mondo. Chi invece sembra averlo trovato è la nuova e giovane Marescialla della caserma di Spoleto, Caterina Provvedi. O forse no. Il suo trasferimento, infatti, sembra essere il frutto di un disguido che la porta a contendersi il ruolo nientedimeno che con il Maresciallo Cecchini. Insieme promettono situazioni esilaranti e tanti guai, ma anche momenti di profondità: dietro il suo atteggiamento un po’ goffo, Caterina nasconde un mondo interiore che tiene ancora segreto. Un segreto che, almeno all’inizio, condivide soltanto con don Massimo. Anche don Massimo, in questa stagione, dovrà affrontare nuove e inattese sfide. Si imbatterà in una giovanissima adolescente incinta e senza memoria, che chiamerà Maria, e che accoglierà in canonica insieme al suo bambino, il piccolo Max. Oltre ai casi da risolvere, don Massimo si troverà così ad affrontare anche difficoltà “da padre”, diviso tra la cura di un neonato e quella di un’adolescente fragile e smarrita. Le domande sono molte: da dove viene Maria? Cosa le è successo? Trovare una risposta diventerà una priorità, per il bene della ragazza e del suo bambino. Perché il passato di Maria è la chiave di tutto e nasconde una minaccia che don Massimo dovrà riconoscere e fermare in tempo.

 

I NUOVI PERSONAGGI 

Caterina Provvedi (Irene Giancontieri)

È la nuova Marescialla della caserma di Spoleto: estroversa ed entusiasta, si butta ad aiutare il prossimo senza pensarci troppo e, proprio per questo, finisce spesso nei guai. Dopo qualche iniziale divergenza, anche Cecchini non tarderà ad affezionarsi a lei, colpito dal suo grande cuore e dalle sue fragilità, oltre che da un segreto del suo passato. Caterina, del resto, non sa mentire: arrossisce, si blocca, parla a vanvera o scappa, facendosi sempre scoprire. Anche il Capitano Martini inizierà presto ad apprezzarne le qualità, diventando per lei un punto di riferimento professionale. Aiutandola a crescere, farà emergere la sua forza e determinazione e comincerà a guardarla sotto una luce nuova, più intima e inattesa, che potrebbe avvicinarli.

Maria (Fiamma Parente)

Sotto l’altare di una piccola chiesa di campagna viene trovata una ragazza di circa sedici anni, stesa a terra come un angelo caduto dal cielo. È così che incontriamo Maria. Non sappiamo nulla di lei: è incinta, ha perso la memoria e non ricorda nemmeno il suo nome. Sarà don Massimo, che l’ha salvata, a chiamarla Maria e ad accoglierla in canonica insieme al bambino appena nato. Ma chi è davvero? Da dove viene e chi è il padre di suo figlio? Mentre alcuni frammenti di memoria riaffiorano, qualcuno dal suo passato torna a cercarla.

Giona Sandrini (Edoardo Miulli)

Giona ha 16 anni e non sa ancora quale sia il suo posto nel mondo. Ha lasciato la scuola e lavora alla pompa di benzina di famiglia. Diffidente e abituato a cavarsela da solo, è cresciuto senza un padre e con una madre sempre al lavoro. Soffre di ADHD e a scuola ha sempre fatto fatica, senza che nessuno se ne accorgesse davvero. Don Massimo lo convince a tornare sui banchi, dove incontra Maria. Il loro legame diventa subito profondo: due fragilità che si riconoscono e si sostengono, forse andando anche oltre l’amicizia.

Mathias Belli (Andrew Howe)

Ha poco più di trent’anni, un sorriso irresistibile ed è di origine argentina. Mathias lavora da anni nella moda, tra Milano, Parigi e New York. A Milano ha conosciuto Giulia, con cui oggi ha un rapporto quasi inesistente… se non fosse per un dettaglio: sono sposati, da un matrimonio giovanile mai sciolto. Il suo ritorno porterà scompiglio nei sentimenti di Giulia, ma anche una nuova possibilità: Mathias intuisce il suo talento nella moda e la spinge a trasformare una passione in un lavoro. Giulia guarderà avanti con Diego o tornerà indietro con Mathias?

L’inizio della storia… 

EPISODIO 1 – Un angelo caduto dal cielo 

In una chiesetta di campagna, don Massimo trova Maria, una ragazza di 16 anni, ferita e priva di sensi. È incinta e, quando riprende conoscenza, non ricorda nulla di quello che è successo né del suo passato. Chi è questa ragazza? In caserma, intanto, è arrivata Caterina Provvedi, la nuova Marescialla che dovrebbe sostituire Cecchini. Sì, perché a causa di una ‘piccola’ dimenticanza del Capitano, Cecchini rischia di andare in pensione.

EPISODIO 2 – Nel ventre della balena  

Attraverso il giallo di puntata conosciamo Giona, un ragazzo problematico che ha abbandonato la scuola e non ha nessuna intenzione di tornarci. Il Capitano, intanto, non se la passa proprio benissimo: da una parte deve fare i conti con l’ira di Cecchini – che ha scoperto che a breve dovrà abbandonare l’Arma – e dall’altra deve fare i conti con l’arrivo a Spoleto di Mathias, una vecchia conoscenza di Giulia, che sembra essere più di un amico.

DOCU-REALITY

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Quando il Boss è in incognito

 

Da lunedì 12 gennaio il programma condotto da Elettra Lamborghini torna in prima serata su Rai 2 con quattro nuovi appuntamenti

 

Tornano le storie e le emozioni di “Boss in incognito”. Il secondo ciclo di puntate dell’undicesima edizione del docu-reality di Rai 2, realizzato in collaborazione con Endemol Shine Italy, torna in prima serata da lunedì 12 gennaio con Elettra Lamborghini, nuova conduttrice dallo scorso settembre. Sarà ancora lei a raccontare le storie dei boss che hanno deciso di affrontare la sfida di lavorare per una settimana insieme ai loro dipendenti sotto mentite spoglie. Quattro i nuovi appuntamenti, ciascuno dedicato a realtà aziendali italiane d’eccellenza. I boss non saranno gli unici ad andare in incognito e a camuffarsi, assumendo una nuova identità. Ad aiutarli nella loro missione, in una o più occasioni, ci sarà, in ogni puntata, la stessa Elettra Lamborghini, sotto copertura, con un nuovo aspetto e identità sempre diverse, per non farsi riconoscere. L’esperienza di “Boss in incognito” metterà in contatto due mondi solitamente separati e distinti: quello dei boss e quello dei dipendenti, permettendo, sia agli uni che agli altri, di incontrarsi, comprendersi e conoscersi meglio, tra sorprese ed emozioni. Ai dipendenti, impegnati a lavorare o con il loro boss o con Elettra Lamborghini (pronti a impersonare un lavoratore con il loro travestimento), verrà detto che in azienda si sta girando “Job Deal”, un nuovo programma che aiuta alcune persone che hanno perso il lavoro a trovarne uno nuovo.  Solo una volta terminata la settimana di riprese, i lavoratori scopriranno l’identità di chi li ha affiancati durante le loro mansioni.

 

 

Serie Tv

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Prima di noi

 

Una grande saga famigliare che abbraccia il Novecento italiano dal Friuli rurale alla Torino delle fabbriche, passando per le due guerre mondiali e la ricostruzione. Cinque serate dirette da Daniele Luchetti e Valia Santella, da domenica 4 gennaio in prima serata Rai 1

 

 

 

Tre generazioni della famiglia Sartori si dibattono tra la ricerca del successo personale, il sogno della rivoluzione, la cattedra di una scuola o il ring di un incontro di boxe. Protagonisti donne e uomini, costruttori e distruttori, archetipi eterni che cercano un loro posto nel mondo. Su di loro pesano le colpe dei padri, una forza originaria contro cui lottare, un Prima di Noi che sembra condannarli tutti. Ma le nuove generazioni, i più giovani tra i Sartori, troveranno finalmente la forza di liberarsi grazie alle parole di Nadia, capostipite di questa famiglia, forza generatrice ed eterna protagonista di questo racconto. Un secolo di piccola e grande Storia che contiene tutto: la colpa, la vergogna, la rabbia, la frenesia, il viaggio, e soprattutto l’amore.

 

Prima puntata

Nel 1917 il disertore Maurizio Sartori trova rifugio presso la famiglia Tassan in Friuli. Tra lui e Nadia nasce un amore intenso ma tormentato dalla guerra. Dopo l’armistizio, Nadia resta incinta e Maurizio fugge, incapace di affrontare la paternità. Anni dopo i due sono sposati e hanno tre figli (Gabriele, Domenico e Renzo), ma la vita resta difficile: violenze fasciste, povertà, sensi di colpa e alcolismo segnano Maurizio. Nadia diventa il vero pilastro della famiglia. La puntata si chiude con Domenico morso da una vipera, in bilico tra vita e morte.

 

Seconda puntata

Domenico sopravvive ma sviluppa una profonda empatia verso la sofferenza altrui. I figli crescono diversi tra loro mentre il fascismo si rafforza. Maurizio viene ricattato dai fascisti e tradisce alcuni compagni, tra cui Leone, per proteggere la famiglia. Nadia vive un breve momento di libertà ma perde il lavoro; Edda, la bambina che aveva accudito, muore tragicamente. Nel 1938, ormai adulti, i tre fratelli lavorano. Maurizio muore improvvisamente, sopraffatto dal peso delle sue colpe, lasciando la famiglia spezzata.

 

Terza puntata

Durante la Seconda guerra mondiale, Domenico muore in un campo di prigionia in Africa. La verità sulla diserzione di Maurizio emerge, sconvolgendo Gabriele. Renzo entra nella Resistenza, mentre Gabriele viene catturato e costretto a vestire la divisa delle SS. Nadia perde anche la sua guida spirituale, la medium Elsa Winkler, uccisa dai fascisti. Tra lutti, tradimenti e scelte dolorose, la guerra finisce: Gabriele è libero e può amare Margherita, mentre Renzo fugge, incapace di affrontare il dolore e le proprie colpe.

 

Quarta puntata

Negli anni ‘50 Renzo vive da emarginato a Torino, finché si innamora di Teresa e diventa padre. Anche Gabriele ha una famiglia, ma il suo matrimonio è fragile. Le nuove generazioni affrontano conflitti identitari, amori difficili e traumi ereditati. Renzo tradisce Teresa e precipita in una nuova crisi; Gabriele lotta per tenere unita la famiglia. Nadia, ormai anziana, accorre al capezzale del nipote malato e ha una visione di Domenico: il bambino guarisce. La puntata mostra un ciclo che si ripete, tra dolore, amore e accoglienza, preparando il terreno agli eventi conclusivi.

 

I PERSONAGGI

NADIA TASSAN (Linda Caridi)

Cresciuta in un casale della campagna friulana insieme alla famiglia composta di sole donne perché gli uomini sono al fronte, Nadia Tassan è una sognatrice, crede in un futuro bellissimo nonostante gli orrori della Prima guerra mondiale. Quando si presenta alla sua porta Maurizio Sartori, un giovane soldato stanco e affamato che dice di essersi perso tra le montagne, non può non accoglierlo. Soltanto a lei Maurizio rivela di essere un disertore e questo segreto li unirà per sempre, sancendo l’inizio di una relazione che li porterà ad avere tre figli, Gabriele, Domenico e Renzo. La loro vita insieme non sarà facile, ma Nadia è una “costruttrice” che ripete a ogni crisi la certezza che troveranno “un modo per volersi bene” e continuerà a essere profondamente innamorata di Maurizio anche quando non lo avrà più al suo fianco. Il loro è un legame indissolubile.

 

MAURIZIO SARTORI (Andrea Arcangeli)

La sera in cui arriva al casale Tassan, Maurizio Sartori porta con sé il terrore della guerra e un segreto: l’abbandono dell’Esercito Regio dopo la ritirata di Caporetto, una colpa che lo tormenterà per tutta la vita e che, come un fantasma, perseguiterà i figli che avrà con Nadia e anche i nipoti. Maurizio è un “distruttore” e, pur trovando conforto tra le braccia di Nadia, continuerà a sentirsi un uomo in perenne fuga da tutto, compresi i figli, troppo diversi da lui, dal lavoro che perde in continuazione per colpa del suo brutto carattere e dell’alcol, dalle battaglie politiche a cui non crede, dai compagni. Capirà troppo tardi che solo l’amore, avrebbe potuto salvare lui e la sua famiglia.

 

GABRIELE SARTORI (da adulto: Maurizio Lastrico; da ragazzo: Leonardo Cesaroni)

Primogenito di Nadia e Maurizio, Gabriele è decisamente più simile alla madre. Cattolico, studioso e sognatore, si innamorerà di Margherita, conosciuta mentre presta servizio al comando militare dove la ragazza si è recata per avere notizie del fidanzato partito per la campagna di Russia. Riuscirà a diventare insegnante, come ha sempre sognato, e sarà un padre attento e premuroso per i due figli, Eloisa e Davide. Cercherà con tutte le sue forze di fare luce sulla figura del padre e su cosa era successo prima di loro.

 

RENZO SARTORI (da adulto: Matteo Martari; da ragazzo: Alessandro Bedetti) Terzogenito della famiglia Sartori, Renzo è la copia esatta di suo padre Maurizio. Scapestrato e avventuriero sin dalla tenera età, fuggirà da ogni responsabilità e vincolo famigliare, fino a quando Teresa, conosciuta a Torino, non deciderà di prendersene cura e provare a guarirne le ferite esistenziali. Da lei Renzo avrà due figli, Diana e Libero, a cui se ne aggiungerà un terzo, Luigi, concepito per errore da ragazzo e di cui allora non se ne è assunto la responsabilità. Lo conoscerà solo da adulto, in una di quelle situazioni che sembrano uno scherzo del destino.

 

DOMENICO SARTORI (Luca Di Sessa)

Secondogenito di Nadia e Maurizio, Domenico è un ragazzo fragile con una carica empatica fuori dal comune. È evidente in lui, sin dall’infanzia, una forte propensione verso gli svantaggiati e una immediata sensibilità alla sofferenza altrui. Ed è con questo spirito che partirà per l’Africa durante la Seconda Guerra Mondiale, cadendo prigioniero e facendosi martire laico della violenza umana.

 

MARGHERITA (da adulta: Diane Fleri; da ragazza Lorena Nacchia)

Disperata per le sorti di Gino, il fidanzato disperso in Russia durante la Seconda guerra mondiale, Margherita piano piano si lascia catturare dalla dolcezza di Gabriele perdutamente innamorato di lei. I due si frequentano, si sposano, diventano genitori di Eloisa e Davide, lasciano il Friuli per trasferirsi a Torino. Sembrano felici, ma il ricordo di Gino tornerà a fare ombra sul loro stare insieme.

 

TERESA (Benedetta Cimatti)

Donna semplice ma dal gran cuore. È la proprietaria di un’osteria alla periferia di Torino. Accoglie Renzo Sartori, affamato e senza un lavoro né una casa. Gli dà una casa in cui stare e due figli che entrambi ameranno profondamente, Diana e Libero. Farà di tutto per tenere unita la famiglia, a costo di dover sopportare e perdonare errori e tradimenti del marito.

 

MADDALENA (Elena Lietti)

Madre di Nadia Tassan, Maddalena ha sulle sue spalle il destino del casale Tassan e della famiglia composta da quattro donne di tre generazioni diverse: la madre Gianola, lei, Nadia e sua sorella più piccola Maria. Gli uomini sono al fronte e non tutti torneranno sani e salvi a casa. Maddalena non si fiderà mai del tutto di Maurizio perché teme che il suo “sangue marcio” di disertore e traditore possa avvelenare la vita della figlia Nadia e dei futuri nipoti.

 

ELOISA (Romana Maggiora Vergano)

Primogenita di Gabriele e Margherita, manifesta un carattere ribelle e indipendente che negli anni 70 la spinge ad aderire al movimento anarchico. Decide poi di studiare giurisprudenza, per difendere i più deboli. Si innamorerà di Luigi sin da piccola, conosciuto a casa dello zio Gabriele, ma scopriranno entrambi che il loro è un amore impossibile.

 

DAVIDE (Lorenzo Aloi)

Secondogenito di Gabriele e Margherita, Davide ha un carattere introverso, all’apparenza impermeabile alle emozioni, probabilmente perché segnato dalla poliomielite contratta da bambino. In perenne ricerca di attenzione da parte del padre, intraprenderà la via della boxe invece di studiare e sceglierà la solitudine in campo sentimentale. L’unica persona che è sempre riuscita a capirlo e a comunicare con lui è Nadia, sua nonna, con cui ha un rapporto elettivo. LUIGI Interpretato da Andrea Palma Figlio illegittimo di Renzo Sartori e Federica Drigo, Luigi viene cresciuto da quest’ultima e da suo marito Flaviut senza sapere chi sia il suo vero padre. Inizialmente scapestrato, Gabriele lo mette sotto la sua ala, prendendosi cura di lui e accompagnandolo negli studi fino alla laurea in Medicina. È così che Luigi conoscerà Eloisa e se ne innamorerà sin da bambino.

 

FLAVIUT (da adulto: Stefano Venturi; da ragazzo: Francesco Cancellotti)

È amico dei giovani Sartori, soprattutto di Renzo, e figlio di Leone. Innamorato di Federica Drigo, la sposerà alla fine della Seconda guerra mondiale senza sapere che è incinta di Renzo. Crescerà Luigi credendo sia suo figlio come gli altri nati dal suo matrimonio. Non potrà però seguirli nella loro crescita perché sbarcando il lunario con i furti trascorrerà molti anni in carcere.

 

DIANA (Ginevra Francesconi)

Primogenita di Renzo e Teresa, Diana è una ragazza timida ma determinata. Eredita da suo nonno Maurizio il dono della voce e l’orecchio assoluto. Il suo orientamento sessuale la porterà a un duro scontro col padre.

 

LIBERO (Luca Nozzoli)

Secondogenito di Renzo e Teresa, Libero è fragile e insicuro. Prenderà sin da subito la strada della religione e si sposerà giovanissimo con Marta diventando padre della piccola Nadia, la prima della quarta generazione dei Sartori che rinnova il nome della nonna.

 

MARTA (Maria Vittoria Dallasta)

Conosce Libero all’oratorio. La fede e le missioni in Africa sono le sue priorità. Si sposerà con Libero e diventerà presto madre ma scoprirà che la famiglia è troppo stretta per i suoi bisogni e per il suo futuro.

 

LEONE (Fausto Maria Sciarappa)

È l’unico amico di Maurizio, ma diversamente da lui ha degli ideali saldi e una forte fede cattolica. Salirà in montagna come partigiano e lotterà fino alla fine.

MASSIMILIANO OSSINI

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Un altro mondo è possibile

 

Sabato 3 gennaio in prima serata su Rai 3 il secondo appuntamento con “La città ideale”: non solo un racconto di viaggio, ma un’indagine profonda sul futuro delle nostre città. «Dove c’è rispetto per la Terra, c’è anche rispetto tra le persone» afferma il conduttore

 

 

 

Come nasce “La città ideale”?

Nasce da una domanda che mi accompagna da sempre: “Come possiamo vivere meglio?”. Nasce anche dal desiderio, profondo, di immaginare un futuro migliore, partendo da modelli di vita più umani. Un’esigenza personale che si è trasformata in un viaggio alla scoperta di luoghi che oggi raccontano un futuro fatto di rispetto, sostenibilità e bellezza.

In questa esplorazione, cosa ha scoperto?

Ho scoperto che un altro mondo è possibile ma richiede coraggio, visione e la capacità di fare rete. Ho scoperto che il vero cambiamento parte dalla relazione tra gli esseri umani, dal senso di comunità e appartenenza. Ho imparato che esistono persone che hanno scelto di mettere al centro l’essere umano e il Pianeta. Dove c’è rispetto per la Terra, c’è anche rispetto tra le persone.

Cosa serve per essere virtuosi?

Non servono gesti eroici ma costanza e coerenza. È virtuoso chi sceglie ogni giorno di fare la cosa giusta, anche se più faticosa. Serve visione, ma anche coraggio e tanto ascolto. Essere virtuosi non significa essere perfetti ma impegnati nel quotidiano per fare sempre la propria parte.

Come può aiutarci l’ambiente e cosa possiamo fare noi stessi?

Un ambiente accogliente, pulito e ordinato, ci insegna il rispetto e ci migliora. Un ambiente armonico ci educa senza parole. Silenzio, verde, spazi puliti e condivisi, migliorano la qualità della nostra vita.  Noi tutti possiamo iniziare da scelte semplici ma essenziali come rallentare, osservare e assecondare i ritmi della natura, non sprecare e imparare a rispettare gli altri. Il benessere esterno aiuta l’equilibrio interiore.

Come ha trovato, personalmente, un punto di equilibrio? 

Grazie alla natura, all’agricoltura e alla mia famiglia. Scalare le vette più alte del mondo mi ha fatto prendere confidenza con quelli che credevo miei limiti, coltivare la terra mi ha insegnato che ogni frutto ha bisogno del suo tempo. Essere padre e marito mi ha dato la misura di ciò che conta davvero.

Qual è la sua città ideale?

È una città che respira e vive davvero. È una città dove i bambini giocano liberi, gli anziani non sono invisibili, ed ha spazi verdi accoglienti. È fatta di tante persone che sanno fare rete. È una città dove si cammina in compagnia, ci si confronta, si mangia cibo sano e a km0, si raccontano storie legate alle tradizioni locali. È una città che educa al rispetto dell’altro e alla gentilezza. È una città che cura, che protegge i fragili e valorizza i talenti.

Chi è Massimiliano Ossini oggi e come si vede domani?

Oggi sono un uomo grato, curioso e sempre in cammino. Domani spero di essere ancora capace di raccontare storie che ispirano, che accendono piccole fiammelle nell’anima.

MARILENA PIU

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Heidi adulta: il viaggio verso le radici

 

Incontro con l’attrice e regista siciliana per parlare di “Adelheid”, il libro in cui sceglie di ridare voce alla figura di Heidi, immaginandola adulta mentre rilegge la propria infanzia e ritrova la forza delle cose semplici. Nell’intervista, l’autrice racconta una storia senza tempo, che parla al cuore di grandi e piccoli e che presto diventerà anche un film diretto da lei stessa

 

 

 

 

Il libro nasce da un personaggio che tutti abbiamo amato. Che cosa l’ha spinta a prenderlo in mano e, di fatto, a riscriverne in un certo senso la vita?

Non sono nata nei luoghi di Heidi, ma ci ho vissuto. Quando ero piccola il cartone era appena uscito e, vivendo in Germania, mi chiamavano così: non solo le somigliavo nel volto, ma anche nel carattere. Quel soprannome mi è rimasto nel tempo. Lo scorso anno ho sentito il bisogno di scrivere un libro, senza sapere ancora quale. Avevo pensato a qualcosa di autobiografico e in parte Adelaide contiene davvero un riflesso di me, anche se il racconto segue la sua vita adulta. Poi è arrivato un segnale. Una mattina di novembre ho percepito dentro di me la parola “Heidi”. Quel pomeriggio, al cinema, mi è arrivato un messaggio di mia madre — cosa per noi rara — con la foto della piccola Heidi e la frase “Da bambina ti chiamavano così”. Quello è stato l’inizio di tutto.

Nel libro, Heidi adulta torna alla propria infanzia per ritrovare ciò che il tempo rischia di cancellare. Perché questo bisogno delle radici?

È un bisogno che porto con me da anni. Tornare alle radici significa tornare un po’ bambini: conservare purezza, armonia, amore. Significa non farsi travolgere dalla corsa quotidiana e restare in contatto con ciò che siamo davvero. Le radici ci aiutano anche a creare rapporti più autentici. I bambini vivono la verità e la spontaneità, e questo mi ispira profondamente. Nel libro — e poi nel film — la piccola Heidi continua a vivere dentro la donna adulta, con la sua gioia e il suo amore per la vita e per la natura.

Ha detto che sarebbe bello fermarsi durante la giornata e tornare un attimo a ciò che eravamo da bambini…

Sì. La nostra vita è frenetica e spesso non ci fermiamo mai. Anche un minuto può bastare per ritrovare quella spontaneità. I bambini vivono l’essenza delle cose, non si chiedono il perché: semplicemente sentono. Questo silenzia molti dei rumori interiori che ci portiamo addosso da adulti.

Il libro diventerà un film diretto da lei. Come immagina il passaggio dalla pagina al set? Che cosa vuole preservare a tutti i costi di questa bambina senza tempo?

Da quando il libro è nato immagino ogni giorno le sue scene. Vorrei che i momenti più significativi arrivassero al cuore delle persone. Il passaggio al set sarà una fusione: la piccola Heidi che cresce ma conserva la sua luce interiore. L’Adelaide adulta è una donna con un vissuto, ma porta in sé l’energia dell’infanzia. Quella luce — negli occhi, nel sorriso, nell’anima — è ciò che voglio preservare. Nel film ci sarà questa continuità: la bambina, la giovane donna, la donna saggia. Un’unica identità che racchiude tre età e tre consapevolezze.

Nella sua carriera ha raccontato temi forti— mafia, violenza sulle donne, omofobia – che significato ha confrontarsi ora con una storia che parla di purezza e stupore?

È un cambiamento enorme. Come attrice ho affrontato temi durissimi, che mostrano il male sociale e le sue conseguenze. Anche da regista ho percorso strade intense, come nella “Divina Commedia”: dall’inferno alla purificazione, fino alla parte più luminosa dell’essere. Con questa storia torno invece a qualcosa di essenziale: la purezza. È un racconto che tocca il cuore e che invita a recuperare la nostra essenza, quella che spesso dimentichiamo crescendo. È come un ritorno al divino che abbiamo dentro.

Se Adelaide potesse parlare oggi a un lettore adulto, che cosa gli direbbe per invitarlo a ritrovare quella felicità semplice che spesso lasciamo indietro?

Direbbe, con dolcezza: non aspettare di essere amato, ama tu per primo. Abbi fiducia in te. Ama profondamente te stesso e poi ciò che ti circonda. Ama la vita. L’amore verso noi stessi, verso gli altri, verso ciò che abbiamo intorno, è la chiave per ritrovare quella felicità semplice che da bambini ci veniva naturale.

LA TV DELLE FESTE

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Il Festival del Circo di Montecarlo

 

 

Sabato 3 gennaio su Rai 1 il prestigioso secondo appuntamento. Conducono Laura Barth e Alessandro Serena

 

 

Nato nel 1974 per volere del Principe Ranieri di Monaco, il Festival è diventato nel tempo un simbolo dell’eccellenza circense mondiale. Dalla sua scomparsa, questa eredità è stata raccolta da Sua Altezza Serenissima la Principessa Stéphanie di Monaco, che porta avanti con passione la tradizione del Festival arricchendola negli anni delle tendenze più moderne apportate per esempio da artisti provenienti da Le Cirque du Soleil o creando un Campionato Junior di talenti in erba, per dare risalto alle nuove generazioni del Circo che quest’anno presenteranno dei numeri davvero incredibili che faranno impallidire anche gli artisti veterani. Sabato 3 gennaio il secondo appuntamento condotto da Laura Barth e Alessandro Serena, divulgatore delle Arti Circensi all’Università Statale di Milano ed appartenente ad una delle più importanti dinastie circensi italiane, gli Orfei. La serata finale culminerà con l’assegnazione dei prestigiosi Premi Clown d’oro, d’Argento e di Bronzo, contesi da artisti che rappresentano l’eccellenza del circo mondiale nelle sue svariate discipline compresa la Clownerie. Anche quest’anno il pubblico potrà vivere l’atmosfera unica del Festival grazie alle interviste nel backstage, che offriranno uno sguardo privilegiato sulla preparazione, l’attesa e le emozioni degli artisti in gara. La sigla iniziale sarà arricchita da immagini di repertorio concesse da Teche Rai, prezioso omaggio alla storia della manifestazione e ai suoi protagonisti.