In diretta dall’Arena di Verona, venerdì 15 e sabato 16 settembre in prima serata su Rai 1, Carlo Conti e Vanessa Incontrada conducono l’appuntamento con le premiazioni della musica italiana. Mercoledì 20 su Rai 2, saranno invece Nek e Carolina Di Domenico i padroni di casa di una festa con alcuni degli artisti più conosciuti e amati di sempre
La diciassettesima edizione dei TIM Music Awards accende l’Arena
di Verona! Venerdì 15 e sabato 16 settembre, in prima serata su Rai 1, andranno
in onda due magiche serate, in compagnia della ormai affermatissima coppia
formata da Carlo Conti e Vanessa Incontrada che si troveranno per la dodicesima
volta a consegnare i prestigiosi premi della musica italiana.
Oltre 50 i grandi artisti che saliranno sul palco per ricevere i
prestigiosi premi, in una magica atmosfera di fine estate, che promette già di
regalare grandi emozioni e sorprese sia al pubblico presente all’Arena di
Verona che a quello che seguirà in diretta da casa.
Un riconoscimento importante, che sarà conferito a tutti coloro
che hanno ottenuto i migliori risultati con i loro album, singoli, concerti.
Anche quest’anno, verranno premiati gli Album che hanno raggiunto la
Certificazione FIMI/GFK Oro, Platino e Multiplatino tra settembre 2022 e
settembre 2023 e i singoli Multiplatino usciti nello stesso periodo.
Ai TIM Music Awards non mancheranno poi le premiazioni legate alle
Certificazioni Siae sugli eventi e i tour che hanno raggiunto gli oltre 100mila
spettatori (Oro), 200mila (Platino) e oltre 300mila (Diamante) svolti tra
settembre 2022 e settembre 2023. Non mancano, inoltre, i premi speciali SIAE,
EARONE e ARENA DI VERONA.
Inoltre, mercoledì 20 settembre, in prima serata su Rai 2, andrà
in onda sempre dall’Arena di Verona, lo Speciale TIM Music Awards – La Festa,
che vedrà ancora una volta alla conduzione l’ormai padrone di casa Nek,
insieme, per il secondo anno consecutivo, a Carolina Di Domenico. Uno show
musicale coinvolgente, che porterà nelle case la musica di alcuni tra gli
artisti più conosciuti e amati di sempre.
TIM Music Awards è prodotto da FriendsTv per Rai.
Rai Radio 2 e Radio Italia Solomusicaitaliana sono le radio
ufficiali dei TIM Music Awards.
Sono sei i premi conquistati dai film in gara alla Mostra coprodotti da Rai Cinema. Grande la soddisfazione per “Io Capitano” di Matteo Garrone, Leone d’argento per la regia. L’amministratore delegato della Rai Roberto Sergio: «Sforzo produttivo eccezionale»
Dall’ottantesima edizione della Mostra del Cinema di
Venezia la Rai torna con sei importanti riconoscimenti: il Leone d’argento per
la miglior regia a Matteo Garrone per il film “Io Capitano”, il Premio
Mastroianni come miglior attore esordiente a Seydou Sarr, per la stessa
pellicola, il Premio speciale della giuria Orizzonti per “Una sterminata
domenica” di Alain Parroni, il Premio Orizzonti per la miglior
sceneggiatura a Enrico Maria Artale per “El Paraìso” e il Premio Orizzonti per
la migliore interpretazione femminile a Margarita Rosa de Francisco (El
Paraìso). Premio Orizzonti Extra a Micaela Ramazzotti per “Felicità”. «Orgoglio: credo sia questa
la parola che meglio descrive lo stato d’animo della Rai dopo la 80esima Mostra
del Cinema di Venezia – afferma l’amministratore delegato dell’azienda Roberto
Sergio – è l’orgoglio per i premi vinti dai film coprodotti da Rai Cinema, a
partire dal Leone d’Argento per Matteo Garrone e il suo ‘Io Capitano’, una
pellicola di estrema attualità. Orgoglio per quanto la stessa Rai Cinema ha
portato a Venezia, con un numero mai così ampio di film di grande qualità.
Orgoglio, infine, per essere stati Host Broadcaster della rassegna, portandola
in tutto il mondo, con Rai Movie canale ufficiale». La presenza a Venezia «con tanti titoli e tanti
riconoscimenti – prosegue Sergio – è la dimostrazione che la Rai è vicina con
grande concretezza al mondo del cinema e ne è essa stessa soggetto attivo. Una
vicinanza che si è tradotta anche in un eccezionale sforzo produttivo, con
oltre 130 ore di trasmissione su tutti i media del Servizio Pubblico che hanno
raccontato la Mostra in tutte le sue sfaccettature, anche grazie al grande
lavoro della sede Rai di Venezia e della Tgr Veneto, oltre a quello dei
giornalisti e dei lavoratori di tutte le testate e le reti Rai presenti. Sono
tutti loro l’ultimo motivo del grande orgoglio con cui Rai torna da Venezia». Grande la soddisfazione anche sul fronte Rai Cinema: «Matteo Garrone si conferma come uno dei più grandi narratori di storie del cinema
contemporaneo – commenta l’amministratore delegato Paolo Del Brocco – ha la straordinaria capacità di maneggiare
la materia incandescente della contemporaneità e tirarne fuori opere d’arte,
trasfigurando quello che abbiamo quotidianamente davanti i nostri occhi in
immagini che sembrano disvelarsi per la prima volta, grazie ad una forza visiva
ed emotiva di grande potenza. In questo film racconta,
senza nessuna retorica, l’avventura di due giovani ragazzi africani che
attraversano il deserto per arrivare in Europa, un viaggio che lui stesso
descrive come “epico”, “un’odissea contemporanea”. Il tema della migrazione è uno dei più
complessi e dibattuti della nostra attualità, ma Matteo Garrone riesce a
proporre un piano diverso, a volgere lo sguardo verso l’interno, verso le
storie individuali, tenendo al centro la sete di vita di due ragazzi, i loro
sogni, i loro destini. ‘Io Capitano’ è un film che ci ricorda il ruolo del cinema: emozionare, far
discutere e alimentare la riflessione. Complimenti anche a Seydou Sarr che, alla sua prima prova
d’attore, ha saputo incarnare con forza e autenticità i sogni e l’innocenza
della giovinezza». Il film è già in sala
da qualche giorno con 01 Distribution. Grande risalto hanno avuto anche altre
due opere presentate nel Concorso della sezione Orizzonti, che hanno colpito
i giurati per la loro originalità, le scelte estetiche e la forza espressiva
degli interpreti. «‘Una sterminata domenica’ di Alain Parroni ed ‘El Paraìso’ di Enrico Maria Artale sono la conferma che i nuovi
registi non devono avere paura di giocare con linguaggi diversi per raccontare
al pubblico le storie in cui credono e che hanno urgenza di affrontare –
prosegue Del Brocco –. Sorprendente anche l’opera prima di Micaela Ramazzotti, che per
la prima volta si mette alla prova dietro la macchina da presa e dimostra di
avere talento, conquistando subito il cuore del pubblico con il suo “Felicità”; dal 21 settembre gli
spettatori potranno vederlo anche nei cinema, dove lo distribuiremo con 01
Distribution». A testimoniare
l’impegno della Rai per il cinema sono i numeri: «Venticinque titoli in totale, di cui quattro film italiani e uno
internazionale nel Concorso e altri quattro Fuori concorso – afferma il
presidente di Rai Cinema Nicola Claudio – indice
di una tendenza produttiva del nostro Paese, che conferma la scelta di Rai
Cinema di investire in progetti sempre più competitivi a livello
internazionale, con budget anche molto consistenti e opere sempre più
differenziate come target di riferimento e con le caratteristiche giuste per
conquistare anche gli spettatori che nei prossimi mesi potranno vedere in sala
molti dei film presentati alla Mostra di Venezia».
Un’Italia da vivere e da raccontare con “Linea Verde Bike”, il sabato alle 11.55 su Rai 1, e con “Il Provinciale”, da domenica 17 settembre, per tre puntate, in prima serata su Rai 3. «Sono tre racconti incredibili che ci porteranno in Sardegna, in Lucania, in Puglia» spiega il conduttore, che al pubblico promette emozioni vere: «Non quelle studiate a tavolino, ma frutto di esperienze e di incontri»
La
sua nuova stagione Tv è partita in bicicletta…
Con
“Linea Verde Bike” racconto dell’Italia che percorriamo pedalando. Con le tante
ciclabili che abbiamo, con le ciclovie, con i sentieri praticabili in
bicicletta, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Abbiamo tutto da offrire. Con la
bicicletta arrivi ovunque. La bici è un mezzo lento, sostenibile. Circa la metà
dei turisti che viene in vacanza in Italia, usa la bicicletta almeno una volta
durante il soggiorno. È il mezzo più antico e al tempo stesso più
contemporaneo che ci sia.
Ci
parla del suo rapporto con la bici?
Sono
un ciclista, uso in particolare le mountain bike, anche quelle a pedalata
assistita, molto tecnologiche e performanti. Ho un rapporto ludico e al tempo
stesso di sentimento. Quando ho sentito parlare del programma ho pensato che
sarebbe stato giusto per me.
Un
consiglio a chi voglia mettersi in viaggio con la bici…
L’importante
è non volere strafare e prepararsi un po’. Se lo fai invece come attività
sportiva, come faccio io, allora ci si deve preparare bene, la bici non è un
mezzo da prendere alla leggera. In ogni caso bisogna utilizzare tutte le
dotazioni di sicurezza: il casco, le ginocchiere, tutto quello che può servire
per non farsi del male.
A
breve vedremo “Il Provinciale” arriverà in prima serata. Una nuova sfida…
È il momento più importante, il
coronamento di un viaggio incredibile che ha messo a repentaglio anche le cose
importanti della mia vita. Lo spirito di abnegazione che ho dedicato non è solo
mio, ma è anche il sacrificio di tutta la mia famiglia, alla quale devo dire
solo grazie. E poi è una responsabilità, perché essere scelti dalla rete come i
sostituti di Fabio Fazio, dopo vent’anni, fa anche paura. Però io e i miei
autori non ci tiriamo indietro e vogliamo fare bene. “Il Provinciale” è un
viaggio antropologico, culturale. Sta bene a Rai 3 la domenica sera alle 21.15,
l’ora del divano. Perché è un programma che devi seguire davvero passo passo,
parola per parola, immagini e parole. Poi c’è la storia umana.
In
quali mondi ci porterete?
Sono
tre racconti incredibili. Partiremo dal cuore della Sardegna con il racconto
del codice barbaricino del banditismo, dei mamuthones, degli acabadora, degli janas,
fino ad arrivare alla civiltà nuragica. Andremo poi in Lucania per quello che è
il racconto dei racconti, cercheremo l’origine di tutte le storie, in
particolare quelle utilizzate dai fratelli Grimm per scrivere le favole più
belle. E poi concluderemo il ciclo in Puglia, dove il racconto sarà legato alla
taranta, all’origine del tarantismo e della catarsi da parte delle donne che
volevano emanciparsi da una società maschilista, materialista e patriarcale.
Vi
ritroveremo di nuovo in onda sul finire del 2023…
A
Natale proporremo altri due racconti. Il primo sarà dedicato a Santa Claus, a
Babbo Natale, l’altro al santo d’Italia, San Francesco d’Assisi, e a Santa
Chiara. La forza della disobbedienza, la fede come unica strada. Dopo Sanremo
ci saremo con altre otto puntate.
E’
uno dei narratori televisivi più apprezzati. Cosa significa trasferire le
proprie emozioni al pubblico?
Tutto
è nato per caso, un percorso lento, di studio, di spirito di abnegazione, di
volontà, di mettersi in grande discussione. Servono fatica e preparazione.
Anche il talento va alimentato, va sostenuto. La differenza la fanno il
sacrificio, la preparazione, ma soprattutto l’emozione. Mentre racconto provo
quelle emozioni, non sono studiate a tavolino. Le vivo talmente con trasporto
che i telespettatori le avvertono, sono partecipi. È
bellissimo. Un’esperienza di condivisione e di inclusione stupefacente.
Da
qualche giorno è in libreria con “I diari del Provinciale” (Rai Libri), in che
mondo ci porta?
È un libro intenso, sono i
racconti de “Il Provinciale” che si leggono. È stato bellissimo farlo,
scriverlo, riprendere i copioni, ritrovare le storie che avevamo portato nel
programma. Con la scrittura si applica un altro valore, quello della fantasia.
Con il libro entri in un racconto e lo fai tuo. “I diari del Provinciale” mi ha
consentito anche di scrivere dei pensieri molto importanti su valori persi e
ritrovati. Oltre ai racconti ci sono momenti di antropologia e di filosofia,
spicciola, perché non sono un filosofo o un antropologo. È
un libro da non perdere.
A
chi dedica questo lavoro?
In
primo luogo, alla mia famiglia, a mia moglie, che ha avuto pazienza, che ha
saputo aspettare, che ha fatto cose magnifiche per me e che io tante volte ho
trascurato in nome della mia crescita, e alla mia bambina.
In
questo libro, nei suoi programmi, c’è tanto amore…
Senza l’amore non faccio niente. Senza amore non sarei
un uomo, senza amore non varrebbe la pena vivere questo viaggio incredibile che
è la vita. L’amore va preservato, tutelato, curato, mantenuto. Se uno perde
l’amore cosa progetta a fare, cosa cammina a fare? Lo scopo della vita è
l’amore. L’amore per la famiglia, per gli amici. Senza l’amore nulla ha senso
Dall’attualità di “Unomattina” agli appassionanti game del preserale: “Reazione a catena”, “Il mercante in fiera”, “L’eredità”. Dalla conferma di appuntamenti di successo come “È sempre mezzogiorno” e “La Vita in diretta” al nuovissimo “La Volta Buona”. La Direzione Daytime guidata da Angelo Mellone ha presentato i programmi in onda da lunedì 11 settembre su Rai 1, Rai 2 e Rai 3
Una Tv che si
confronta con il proprio pubblico e che racconta ciò che siamo, con
intelligenza, con il sorriso e sempre con empatia: dalle prime ore del mattino
fino al telegiornale della sera. La Direzione Daytime ha presentato i programmi
che vedremo in onda dalle prossime ore e che ci terranno compagnia sino alla
primavera sulle reti generaliste della Rai. «Sarà
una stagione di grandissime conferme: “Reazione a catena”, “È sempre
mezzogiorno”, “Unomattina”, “La vita in diretta”, “I fatti vostri”, “Bella ma’”,
“Unomattina in famiglia”, cioè le corazzate del day time, che sono però anche
piattaforme dove appoggiare sperimentazioni, nuovi programmi» afferma il
direttore Angelo Mellone. «“Il Provinciale” passa in prima serata, arriva
“Origini”, un programma di archeologia. Il daytime arriva anche su Rai 3, nel
pomeriggio, con “Il Palio d’Italia”, un programma sui giochi da strada, una
gara fra paesi. Ritorna “Per un pugno di libri”, arriva “La seconda vita”,
dedicato agli anziani che non sono tanto anziani, nella vita dopo la pensione, e
poi un dating dedicato al rapporto genitori-figli. Ma tutto su un grande
consolidato: il grande racconto italiano. Questo è il daytime: intrattenere,
informare, educare gli italiani, dalla mattina fino all’ora di cena, dialogare
con le altre direzioni e soprattutto raccontare l’identità italiana e far stare
bene le persone che ci guardano. Accompagnare le tante solitudini che ci sono
in Italia».
A 25
anni dalla scomparsa di Battisti, l’omaggio a uno degli artisti italiani più
amati di sempre tra ricordi di amici e colleghi, materiali d’archivio inediti e
le performance esclusive di Gianluca Grignani, Noemi, Giovanni Caccamo e Giusy
Ferreri. Con la partecipazione straordinaria di Mogol, mercoledì 13 settembre
in prima serata su Rai 1
MONTIBATTISTI 016
In occasione dei 25 anni dalla
scomparsa, arriva su Rai1 in prima serata, mercoledì 13 settembre, il docufilm
evento “Lucio per amico. Ricordando Battisti”, ideato e scritto da Maite Carpio
e prodotto da Garbo Produzioni in collaborazione con Rai Documentari, per
provare a raccontare l’avventura umana e artistica di Lucio Battisti,
attraverso un vasto e, in alcuni casi, inedito materiale d’archivio italiano e
internazionale, unito ai ricordi di chi lo ha conosciuto, primo fra tutti Mogol,il compagno d’arte e d’avventura.
Pietruccio Montalbetti, Roby
Matano, Gianni Dall’Aglio, Mario Lavezzi, Franco Daldello, Mara Maionchi,
Caterina Caselli, Adriano Pappalardo, Franco Mussida e Tony Ciccoaccompagneranno
il telespettatore alla scoperta del ‘mistero Battisti’, figura centrale della
cultura musicale di un intero Paese, che ha rifiutato lo stardom e la
visibilità per rimanere fedele a sé stesso. Testimone d’eccezione sarà Giulio
Rapetti, in arte Mogol, al centro di un’ampia intervista che ripercorrerà
l’amicizia e la lunga collaborazione di questa memorabile coppia creativa.
A scandire il racconto, le
canzoni che hanno rivoluzionato il panorama musicale italiano, molte eseguite
dalla voce dello stesso Battisti, altre con le perfomance esclusive di Gianluca
Grignani, Noemi, Giovanni Caccamo e Giusy Ferreri. Sotto la direzione artistica
del Maestro Enrico Melozzi, interpreteranno, ognuno con il proprio stile unico
e personale, quattro canzoni – “Il tempo di morire”, “Amarsi un po’”, “Emozioni”
e “Io Vivrò” – quattro successi tratti da un repertorio che rappresenta un unicum
nella storia della musica, capace di parlare ancora oggi a intere generazioni.
Da lunedì 11 settembre alle 8.30 torna lo storico programma di Rai 1 con Massimiliano Ossini e Daniela Ferolla. L’attualità, gli approfondimenti e una particolare attenzione alle notizie positive, tutto rigorosamente in diretta. Il RadiocorriereTv ha incontrato i conduttori
Massimiliano
Con
gentilezza e sorriso
Prossimo
al ritorno a “Uno Mattina”, come si sta preparando?
Intanto
nella sveglia (sorride), nonostante anche nel corso dell’estate non mi
sia mai svegliato troppo tardi, proprio per rimanere allenato. Stiamo lavorando
per apportare qualche piccola modifica al programma. Mi piacerebbe avere ancora
più finestre aperte con i nostri inviati, per raccontare da vicino quello che
accade fuori dallo studio, nella quotidianità di chi ci guarda, di noi tutti.
Cosa
le ha insegnato il pubblico della Rai?
A
essere sincero, a essere me stesso e a portare il sorriso, il buon umore. Una
scelta che ha sempre pagato, che mi contraddistingue. Un’eredità del mitico
Fabrizio Frizzi che mi piacerebbe portare avanti.
Qual
è stata la difficoltà più grande nel portare avanti la sua rivoluzione gentile
in Tv?
Attirare
l’attenzione del pubblico con le notizie belle, parlando di solidarietà, di
empatia, di gentilezza, non fermandosi alla cronaca nera, evitando un racconto
urlato. Continueremo a proporre una narrazione e talk garbati e rispettosi.
Quali
sono i propositi per questa nuova stagione televisiva?
Riuscire
a fare un ottimo prodotto, soprattutto nella nuova fascia del programma, tra le
8.30 e le 9.
Un
pregio e un difetto di Massimiliano…
Ho
tanta voglia di fare, di imparare, di mettermi in gioco, ho tante passioni e mi
entusiasmo facilmente. In tutto quello che faccio metto tutto me stesso. Un mio
difetto? A volte sono un po’ troppo testardo.
Ci
svela qualcosa che il pubblico ancora non sa di lei?
Che
faccio con passione questi programmi, che amo i temi della sostenibilità,
dell’ambiente, ma che dentro di me c’è una gran voglia di fare un quiz (sorride).
Rivolga
un pensiero alla sua compagna di viaggio…
A
Daniela dico “kalipè”, che è il mio motto. Oppure, visto che sono appena
tornato dall’Africa, “pole pole”. La invito ad andare con passo lento e corto,
di godersela piano piano per poi fare grandi passi, che è quello che ho
imparato in questi 24 anni di televisione.
Daniela
Sempre me stessa
Come
ci si prepara al debutto in un programma tanto amato?
È importante capire cosa chiede
il pubblico. Si studia, ci si documenta e ci si affida ai grandi professionisti
della Rai, autori in primis. Ingredienti fondamentali sono anche la curiosità e
la spontaneità, capaci di catturare chi ti segue da casa.
Cosa
le ha insegnato, in tanti anni di Tv, il pubblico della Rai?
A
essere vera. Con pregi, difetti, errori, semplicità. Cercherò, anche questa
volta, di essere me stessa.
Dopo
migliaia e migliaia di chilometri per raccontare l’Italia verde la vedremo in
uno studio Tv, che Daniela scopriremo?
Spero
la Daniela di sempre, nonostante il contesto sia diverso, un po’ più
istituzionale. Vorrei portare un sorriso, gentilezza e anche un pizzico di
spensieratezza.
Quali
sono i propositi per questa nuova stagione televisiva?
Stare
bene, essere in forma, lavorare con serenità e provare tante emozioni, perché
emozionarsi significa vivere. Spero quindi in una stagione piena di momenti
belli e interessanti, per noi e per chi ci seguirà.
Un
pregio e un difetto di Daniela…
(sorride) Penso di essere molto altruista e “capatosta”. Quando
mi impunto su qualcosa faccio proprio fatica a cambiare idea.
Ci
sveli qualcosa che il pubblico ancora non sa di lei?
Che
sono una donna molto ordinata. Un ordine quasi maniacale, che io sia a casa o
in albergo, punto a non lasciare nulla fuori posto. E poi… ho paura dei ragni.
Rivolga un pensiero al suo compagno di viaggio… Insieme faremo una bella stagione televisiva, con spensieratezza, gentilezza, dolcezza, portando avanti le nostre battaglie green, a partire da quella per una vita sana. Divertiamoci.
Da 7 settembre, in prima serata su Rai 1, quattro
puntate con Alberto Angela per conoscere luoghi affascinanti e personaggi dalle
storie emozionanti
A partire da giovedì 7 settembre alle 21,25 su Rai 1 riprendono i grandi viaggi del programma di Rai Cultura “Ulisse, il piacere della scoperta”. Alberto Angela torna in prima serata con una nuova stagione di quattro puntate dedicate a luoghi da sogno e a personaggi del passato dalle storie emozionanti.
La
prima puntata di “Ulisse, il piacere della scoperta” ci porta alla scoperta di Petra,l’affascinante città dei Nabatei, dimenticata per secoli e
riscoperta solo all’inizio dell’Ottocento. È Il punto di partenza per un
itinerario alla scoperta della Giordania, una terra di mercanti, di profeti, di
re. Qui, in un angolo del fiume Giordano, Gesù è stato battezzato; dall’alto
del monte Nebo Mosè ha guardato la terra promessa senza tuttavia poterla
raggiungere; e qui sorgevano le mitiche città di Sodoma e Gomorra sprofondate
nel Mar Morto. Sono molte le sorprese che ci riserva questo lembo di Oriente. A
cominciare da una delle città romane meglio conservate: Jerash, l’antica Gerasa, fino alla distesa pietrosa di Um Ar-Asas, e Amra. Tanti i personaggi
mitici nella storia della Giordania, ma uno in particolare si impone
nell’immaginario collettivo grazie anche a uno splendido film: Lawrence
d’Arabia. Impossibile percorrere l’ammaliante deserto del Wadi Rum senza pensare continuamente a
lui.
La seconda puntata, in onda il 14 settembre, ha per
protagonista una ragazza ebrea divenuta immortale grazie al suo emozionante
diario:Anna Frank. Alberto
Angela ci conduce nei luoghi dove Anna è cresciuta ed è stata felice
prima che la sua vita cambiasse per sempre obbligandola a rifugiarsi con la
famiglia in un nascondiglio segreto per sfuggire alla violenza dei nazisti.
Scopriremo quante insidie la clandestinità nascondesse, conosceremo i
benefattori che aiutarono i Frank in quei terribili momenti. Ma chi invece li ha
traditi? Esiste davvero un cold case Anna Frank, sapremo mai i nomi dei
possibili delatori? E mentre Anna si nascondeva, una sua coetanea faceva la
staffetta contro gli invasori: è Audrey Hepburn.Ascolteremo una sua
rara intervista, nella quale ha raccontato di essere stata una delle prime
persone a prendere in mano e a leggere il diario originale di Anna. Nei
medesimi anni un’altra ragazzina ebrea, in Ungheria, viveva gli stessi travagli
di Anna Frank, è la scrittrice Edith Bruck, che ci ha raccontato la sua
terribile esperienza nei campi di sterminio e di concentramento di mezza
Europa, fra cui il campo di Bergen Belsen. E’ proprio qui, che con Alberto
Angela rivivremo gli ultimi giorni di vita di Anna e di sua sorella
Margot.
“Istanbul, la città
che visse tre volte” è il titolo della terza puntata di “Ulisse, il piacere
della scoperta” in onda giovedì 21 settembre. È un viaggio di Alberto Angela
nella storia di una delle città più affascinanti del mondo: prima colonia greca
col nome di Bisanzio, poi con il nome di Costantinopoli per più di mille anni
capitale dell’Impero Romano d’oriente e per altri cinquecento dell’Impero
Ottomano e infine megalopoli della moderna Turchia con il nome di Istanbul.
Nell’appassionante storia di questa città, divisa tra Europa ed Asia, si
muovono imperatori e sultani, basilisse e concubine, eunuchi e visir, e
ciascuno lascia un’impronta più o meno duratura del suo passaggio
nell’inconfondibile skyline che si affaccia sul Corno d’Oro. Un viaggio nella
storia e nelle bellezze artistiche di una città che ha avuto centinaia di vite
diverse, sicuramente almeno tre, se si considerano i nomi con cui è stata
conosciuta nei secoli: Bisanzio, Costantinopoli, Istanbul.
Nella quarta ed ultima puntata di questa stagione, giovedì 28
settembre, insieme ad Alberto Angela ripercorreremo la storia di uno dei più
famosi, affascinanti e discussi imperatori di Roma: Nerone. Figura fuori dagli
schemi tradizionali, il ritratto che di Nerone che ci è stato tramandato dalle
fonti antiche è quello di un imperatore lussurioso, megalomane e sanguinario,
capace di uccidere la madre, Agrippina, e addirittura di incendiare Roma per
poter dare libero sfogo ai suoi progetti urbanistici. Ma chi era davvero
Nerone? Indagheremo sulla vita di questo personaggio, facendo luce sui molti
lati oscuri – e sulle molte fakenews – che per secoli ne hanno alimentato il
mito. Un viaggio che avrà inizio proprio da quello che è stato l’evento più
famoso del suo regno, il Grande
Incendio di Roma che nel luglio
del 64 d.C. ridusse la capitale dell’impero a un cumulo di macerie. Come
in una moderna “spy story”, insieme ad Alberto Angela proveremo a ricostruire
le tappe del più grande incendio dell’antichità, smentendo molti dei “falsi
miti” intorno a questa tragedia ed evidenziando il reale ruolo avuto da Nerone
in questo episodio cruciale non solo per la storia di Roma, ma per tutto il
mondo occidentale.
Enrico Brignano, Gabriella Pession, Paola Minaccioni e Fortunato Cerlino sono i protagonisti della pellicola diretta da Alessandro Pondi, coprodotta da Rai Cinema e Rodeo Drive. «Un film sulla verità e la menzogna, due concetti separati da un labile confine – dice il regista – tutti nascondono qualcosa, tutti hanno un piccolo o grande segreto inconfessabile»
Una commedia a tinte gialle, rosa e nere. È nelle
sale il quarto film di Alessandro Pondi interpretato da Enrico Brignano, Gabriella
Pession, Paola Minaccioni e Fortunato Cerlino. Da quando a sette anni vide per la prima volta un film di
James Bond, Maurilio Fattardi (Brignano) sogna di diventare un agente segreto.
Oggi è responsabile della sicurezza di un centro commerciale e si fa chiamare
Agente Mao. Vive da solo in un appartamento a Roma e dalla sua finestra sul
cortile spia i condomini, di cui sa tutto! Proprio nell’appartamento di fronte
si trasferisce una donna molto attraente: è Rita (Pession), una hostess di
linea un po’ malinconica. Una sera Maurilio assiste ad una furiosa litigata tra
lei e uno sconosciuto. Le ombre che intravede suggeriscono che l’uomo le sta
mettendo le mani al collo. Questo è omicidio! Ma quando Maurilio arriva
nell’appartamento di Rita in compagnia della polizia il cadavere non si trova.
Per giunta, sulla porta appare Rita che li guarda allibita. Maurilio sembra
l’unico a credere a ciò che ha visto e inizia un’indagine privata e
rocambolesca, coinvolgendo la bella vicina di casa. La verità non è mai quel
che sembra e ognuno cerca di nascondere i propri segreti. Indizio dopo indizio, nonostante tutto sembri giocare contro di
loro, i due riusciranno a ricostruire una serie di segreti e a scoprire la
verità. “Il film si ispira ad un grande classico del cinema, ‘La finestra sul
cortile’ di Alfred Hitchcock, raccontato con le sfumature di ‘Misterioso
omicidio a Manhattan’ di Woody Allen e il tono scanzonato e avvincente de ‘La
pantera rosa’ di Blake Edwards, dove il giallo si mescola alla commedia
causando una serie di reazioni a catena esilaranti” afferma il regista Alessandro
Pondi. “‘Una commedia pericolosa’ – prosegue – è un film sulla verità e la
menzogna, due concetti separati da un labile confine, e racconta come, per
arrivare alla verità, bisogna necessariamente cercare le cause di determinate azioni e non
soffermarci esclusivamente sugli esiti finali. I vari personaggi della storia
sono tutti in bilico tra verità e menzogna, tutti nascondono qualcosa, tutti
hanno un piccolo o grande segreto inconfessabile”. Maurilio (per tutti ‘Agente
Mao’) esplora le vite degli altri raccontandoci che la verità cambia aspetto a
seconda dell’angolazione da cui la si guarda.
Con Federico Quaranta e Giulia Capocchi ilracconto del territorio italiano attraverso il mezzo “green” per eccellenza: la bicicletta. Il sabato alle 12.00 su Rai 1
2022,Linea Verde,Federico Quaranta
In Italia esiste una moltitudine di
piste ciclabili e ciclovie, in alcuni casi ricavate da vecchie ferrovie ormai
dismesse, tracciati di bike-trekking, itinerari storici, naturalistici ed
enogastronomici dedicati alle due ruote, con percorsi permanenti segnalati.
Proprio attraversando questa ricca ragnatela di rotte dedicate alle due ruote, “Linea
Verde Bike”, alle 12.00 su Rai 1, dà vita ad un racconto delle bellezze e delle
peculiarità di un territorio italiano, diverso ogni settimana.
“Linea Verde Bike” è un format
televisivo settimanale condotto da Federico Quaranta e Giulia Capocchi, arguti
e genuini storytellers. Ideato da Ludovica Casellati e Giuseppe Bosin, è un
racconto del territorio italiano, con una carrellata di situazioni e personaggi
virtuosi legati al mondo dell’ambiente, dell’agricoltura e dell’enogastronomia,
dalla prospettiva di chi, questo territorio, lo percorre grazie all’utilizzo
del mezzo di trasporto “green” per eccellenza: la bicicletta.
Nella prima serie di Linea Verde Bike
Federico Quaranta e Giulia Capocchi attraverseranno le zone a ridosso della
laguna veneta fra le province di Treviso e Venezia, il Salento, le montagne del
cuneese in Piemonte, la maremma toscana, la provincia bresciana in Lombardia e
quella perugina in Umbria.
Angela Casella madre coraggio, Domenico Modugno, Padre Pio e Marco Pantani sono i protagonisti della seconda edizione del programma in onda su Rai 3 dal 9 settembre. Uomini e donne che si sono ribellati alle convenzioni e al sistema a costo di grandi sofferenze e solitudini. La conduttrice al RadiocorriereTv: «Raccontiamo storie di coraggio e libertà»
“Ribelli”, siamo alla seconda edizione,
che viaggio faremo?
Un viaggio che racconta le
personalità uniche e ribelli di uomini e donne che, in vari campi, hanno rotto,
scardinato, schemi precostituiti, e hanno avuto il coraggio di affrontare rischi
e sfide.
Quattro grandi storie con
personaggi altrettanto significativi …
Apriremo l’edizione, che prenderà
il via il 9 settembre, raccontando una storia straordinaria, che anche
personalmente mi ha appassionata tantissimo, quella di Cesare Casella, ma
soprattutto di sua mamma Angela, la vera ribelle. La ricordiamo come madre
coraggio, un’eroina moderna. Cesare fu rapito a Pavia nel 1988, vittima di uno
dei più lunghi sequestri a scopo di estorsione mai avvenuti in Italia, e venne
rilasciato dopo 743 giorni di prigionia. Lui è vivo quasi solo grazie a questa
mamma che, in preda a una solitudine disperata, arrivò a sfidare la criminalità organizzata. Andò
nella Locride dove si incatenò e si rivolse alle donne calabresi parlando loro
da mamma a mamma. Questo smosse la coscienza collettiva e portò alla
liberazione di Cesare. Grazie anche ad Angela Casella e al suo coraggio in
Italia si approvò di lì a poco la legge sul blocco dei beni, provvedimento che
diede fine alla lunga lista di sequestri che per decenni aveva tenuto l’Italia
sotto scacco dei rapitori.
Non sono solo storie di persone
che hanno cambiato il corso della loro vita…
… ma che hanno contribuito a
cambiare anche la nostra e quella del nostro Paese. La seconda personalità che
incontreremo sarà quella di Domenico Modugno, prima grande icona pop della
musica leggera nazionale. Entrò come un tornado nel paludato mondo della musica
degli anni Cinquanta, in cui si parlava sono di amore, introducendo i temi del
suicidio, dei figli non riconosciuti, solo per citarne alcuni. Con lui la musica
leggera cambiò, Modugno fu rivoluzionario anche per la sua gestualità, per il
suo vivere la scena. La sua vita stessa fu una vita da ribelle.
Sabato 23 settembre incontrerete
una ricorrenza importante.
Quella della morte di Padre Pio
da Pietralcina. A San Pio sarà infatti dedicata la terza puntata di “Ribelli”.
Parleremo di una delle figure più importanti della chiesa moderna, amatissima e
al tempo stesso molto discussa, anche dalla Chiesa stessa. Padre Pio non si
fermò davanti a nessuno, nemmeno contro chi contestava il suo agire.
Nell’ultimo appuntamento di
“Ribelli” sarà invece raccontato un grande sportivo.
Marco Pantani, icona del mondo
del ciclismo, protagonista di una storia dalle tinte chiaroscure. L’aspetto di
ribellione, di coraggio, dell’uomo e dello sportivo Pantani, è stato quello di
avere denunciato un malfunzionamento del mondo dello sport e del ciclismo in
particolare.
Quanta contemporaneità c’è in
queste storie?
Tantissima, le figure che
raccontiamo possono essere davvero una fonte di ispirazione. Si tratta di
persone che hanno avuto il coraggio di prendere in mano la propria vita e di
andare oltre gli ostacoli. La società contemporanea ci porta a volte a stare
nel nostro comodo, bisogna invece avere il coraggio di scardinare lo status
quo. Penso che, ad esempio, Angela Casella sia una donna a cui ispirarsi. La
parola ribelli unisce in sé i concetti di coraggio e libertà.
Cosa rappresenta per te
“Ribelli”?
Un passaggio importantissimo.
Sono felice perché questo programma arriva in un momento di grande maturità, al
di là dell’età anagrafica. Parto facendo giornalismo, quello più tradizionale,
poi con “Vita in diretta” ho fatto un po’ di tutto, dalla cronaca bianca allo
spettacolo, quindi, mi sono dedicata al territorio e alla cucina. “Ribelli” è
un regalo del mio direttore, Angelo Mellone, che ha colto in me la voglia di
rimettermi in gioco, spero di poter dare tanto. Raccontare storie è un
privilegio assoluto, il motivo per cui faccio questo lavoro.
Il sito Rai Com utilizza cookie tecnici o assimilati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata, per rendere più agevole la navigazione e garantire la fruizione dei servizi. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.Leggi di piùOk