Che Show (dietro le quinte) su Rai 1!

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Il venerdì sera, in diretta dal Teatro 5 degli studi Fabrizio Frizzi sulla via Nomentana a Roma, va in onda l’appuntamento, attesissimo, con le emozioni più intense della nostra vita. Nel nostro reportage alcuni dei momenti della serata del debutto

Cosa succede in uno studio Tv nelle ore che precedono la diretta? Mutuando un vecchio slogan della Rai, di tutto e di più. Il venerdì sera, negli studi Fabrizio Frizzi di Roma, ci si prepara a vivere la grande festa di musica e divertimento de “I migliori anni”, il programma di Carlo Conti ritornato sullo schermo dopo una lunga pausa. Mentre il pubblico prende posto sulle tribune del Teatro 5, il regista Maurizio Pagnussat, lo scenografo Riccardo Bocchini e il direttore della fotografia Mario Catapano fanno gli ultimi controlli, aggirandosi tra le telecamere e la scenografia. Tutto deve essere pronto per le 20.27, quando il conduttore si collegherà con il Tg1 per il lancio della puntata. Mentre la diretta si avvicina, la frenesia e i sorrisi la fanno da padroni. Carlo e Flora Canto si dedicano ai fotografi e il maestro Pinuccio Pirazzoli incontra i musicisti con i quali ha preparato le canzoni che saranno eseguite nel corso della puntata. Gli ultimi ritocchi al trucco e in sartoria, gli ospiti lasciano i camerini. Quando manca poco al “live” le regie si preparano all’attesissimo count down: lo spettacolo può iniziare.

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L’estate con Techetechetè

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Ritorna il 7 giugno con 85 puntate il programma cult dell’access estivo. Tutti i giorni alle 20.35 su Rai 1

“Techetechetè Access 2023”, il programma cult dell’access estivo riparte quest’anno il 7 giugno con 85 puntate dedicate ai big della Tv, della canzone, del cinema e dell’intrattenimento. In onda alle 20.35 circa su Rai1, tutti i giorni dal 7 giugno all’8 settembre. Gli ascolti dello scorso anno hanno confermato l’interesse del pubblico, con medie del 19% di share.

Il primo appuntamento è con Pippo Baudo, nel giorno del suo compleanno, per omaggiare un grande e indiscusso protagonista di tanta tv di qualità.

Una stagione ricca per “Techetechetè” – come tutti gli anni – di musica e canzoni da hit, comicità, ricorrenze, compleanni, puntate tematiche divertenti e leggere senza dimenticare mai la vera “mission” del programma, tenere viva, raccontare e riproporre la nostra memoria storica attraverso l’immenso patrimonio delle Teche Rai.

Saranno ricordati personaggi amati dal pubblico nella ricorrenza di anniversari speciali: Anna Magnani, Sergio Endrigo, Lelio Luttazzi, Alberto Sordi e tanti altri. Un programma per tutti, con una proposta variegata e da scoprire, che alterna il Sanremo di oggi alle esibizioni in bianco e nero.

La squadra degli autori Massimiliano Canè, Emilio Levi, Luca Rea, Giulio Calcinari, Ermanno Labianca e Francesco Valitutti, con Claudia Di Giuseppe e Francesca Di Ciccio, si consolida e si apre alla collaborazione delle nuove autrici Claudia Bonadonna e Chiara Morellato e ai ritorni come per Tiziana Torti.  

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Tutti pazzi per la Corsa Rosa

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GIRO D’ITALIA 2023

Dal 6 al 28 maggio la Rai racconterà l’evento ciclistico più atteso. In queste pagine tutte le anticipazioni

Foto Marco Alpozzi/ LaPresse 21 Maggio 2022 Santena sport ciclismo Giro d’Italia 2022 – edizione 105 Tappa 14 Santena – Torino Nella foto: Photo Marco Alpozzi / LaPresse May 21, 2022 Santena sport Cycling Giro d’Italia 2022 – 105th edition Stage 14 Santena – Torino In the pic:

Non solo una corsa sportiva, ma un vero e proprio viaggio nei territori e nelle comunità più affascinanti del Paese. Tredici le regioni attraversate, si parte in riva all’Adriatico dalla Costa dei Trabocchi il 6 maggio, con le emozioni di una  cronometro. Arrivo il 28 maggio a Roma, dopo ventuno tappe a tutta velocità e 3.489,2 Km percorsi. A raccontare la corsa più amata è ancora una volta la Rai, in televisione, radio e sul web, con un grande sforzo editoriale e produttivo. Un itinerario che dall’Abruzzo scende a Sud, toccando Melfi, Venosa, Salerno e poi Napoli, affronta il Gran Sasso, attraversa l’Umbria e le Marche per raggiungere l’Emilia-Romagna e quindi valicare l’Appennino e arrivare in Versilia. Protagonista del Giro anche l’arco alpino, con tappe che vedono la carovana attraversare le colline del Piemonte e le montagne della Val D’Aosta, che sconfinano in Svizzera a Crans Montana e Sierre. Immancabile l’appuntamento con le tappe dolomitiche e le salite mozzafiato che rendono il Giro un appuntamento ancor più speciale. Gli atleti migliori, emozioni imperdibili. A raccontare tutte le tappe della Corsa Rosa saranno Rai 2, Rai Sport, RaiPlay, Rai Radio 1 e RaiNews.  A dedicare ampie finestre all’evento anche tutte le testate giornalistiche della Rai.

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Vittime collaterali

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NOVITA’

Emma D’Aquino racconta le storie di donne e uomini travolti da eventi che hanno modificato per sempre le loro vite. Da lunedì 1° maggio in seconda serata su Rai 1

28 marzo 2023 VITTIME COLLATERALI Emma D’Aquino

Uomini e donne travolti da eventi che, pur non colpendoli in prima persona, ne hanno cambiato per sempre le vite. E’ “Vittime collaterali”, il programma condotto da Emma D’Aquino, in onda da lunedì 1° maggio in seconda serata su Rai 1.

Bambini che hanno perso la madre per mano della violenza del padre. Mogli di operai ed artigiani, uccisi dall’incuria e dalla disattenzione sul lavoro. Familiari di persone ossessionate dal gioco. Giovani, figli di immigrati, italiani e stranieri allo stesso tempo, intrappolati da tradizioni del loro Paese d’origine e da una integrazione che tarda ad arrivare. Mogli, mariti, figli di chi nella guerra alla criminalità organizzata ha perso la vita. Anche loro “vittime di mafia”, ma troppo spesso dimenticate e lasciate in ombra.

“Vittime collaterali” vuole far luce sulle loro storie, metterle al centro del racconto. In studio con Emma D’Aquino le testimonianze dei protagonisti e poi filmati dalle Teche Rai, interviste, riprese nei luoghi dei fatti e piccoli viaggi nelle strutture di sostegno. 

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Finalmente nonna ha capito che lavoro faccio (più o meno)

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GABRIELE VAGNATO

L’esordio sul Web, il successo in Rete e da alcuni mesi “Viva Rai 2!”, la partecipazione allo show del mattino di Fiorello. Il RadiocorriereTv intervista il giovane inviato del programma rivelazione dell’ultima stagione televisiva

Cosa ha pensato quando Fiorello le ha chiesto di lavorare con lui?

È stata un’emozione unica. Ho sempre sognato di fare questo lavoro e adesso ci sto provando. Da bambino, quando improvvisavo imitazioni dei miei parenti durante il pranzo della domenica, in famiglia in Calabria, il punto di riferimento era Fiorello. Lavorare con lui è anche una scuola unica, un’occasione che pochi hanno e anche per questo lo ringrazierò per sempre.

Com’è cambiata la sua vita negli ultimi mesi?

Non riesco a guardarmi da fuori e quindi continuo a fare le mie cose senza rendermi conto di ciò che mi succede attorno. Fiorello e il team di lavoro hanno la capacità di farti sentire a casa. Ciò che è cambiato è che quando vado in giro per strada capita che mi fermino anche persone un po’ più grandi e non solo dei ragazzi. Questo mi fa molto piacere.

Una popolarità trasversale, familiare…

Diciamo così (sorride).

Lavorare sul Web e in Tv, cosa cambia?

Non è detto che chi va forte sul Web sappia fare televisione, così come la radio, il teatro. Sono tutte realtà a sé stanti. Sono partito praticamente da zero, in televisione avevo fatto solo due cose molto marginali. Ogni giorno imparo da Fiore, dagli autori, e questo mi piace. Sto pian piano esplorando la storia della Tv, che per me iniziava da quando ho cominciato a guardarla, poco prima del 2010. Sto anche scoprendo programmi del passato che visti oggi mi sembrano nuovissimi.

Come si costruisce una risata?

Provo a dare spazio a quella che è già la mia cifra nella vita quotidiana. Sono molto inopportuno, direbbe qualcuno (sorride). Quando c’è l’elefante nella stanza e nessuno lo dice, a me piace sottolinearlo. E poi ci sono la mia goffaggine e le sfighe quotidiane subite. Di tanto in tanto mi chiedo se sia così anche per le altre persone. Insomma, gli ingredienti sono la goffaggine e l’essere inopportuno. Ognuno ha la sua cifra che penso debba essere molto vicina al proprio carattere.

Dall’esterno come vede quelli del glass?

Vado spesso a Roma ed è bellissimo, anche perché nel glass si divertono molto. Vivono di mattina, quando arrivano alle 12 per loro è quasi sera inoltrata. Per me sono dei punti di riferimento. Sia Biggio che Casciari sono persone di grande esperienza, e poi ci sono il corpo di ballo e Luca Tommassini, che spende tutto il budget. È bello vedere come una macchina così grande possa funzionare in modo apparentemente così semplice. La resa è bella e divertente.

Cosa pensa quando si rivede in Tv?

Non mi piace tanto rivedermi, perché noto gli errori e penso che avrei potuto fare meglio. È come quando guardi una fotografia che ti sei fatto. Sono molto critico, mi flagello un po’…

Cosa si dice in famiglia di questo successo?

Per tanto tempo mia mamma e tutta la mia famiglia non è che capissero quello che effettivamente stessi facendo sul Web… (sorride). Ora posso dire che faccio il programma con Fiorello, è più semplice da spiegare. E poi mia madre non mi sta più mandando i link dei concorsi pubblici che prima mi inviava, per spingermi a  trovare un lavoro vero.

Ha convinto sua mamma che anche lavorare sul Web e in Tv può rappresentare una prospettiva seria…

Ho convinto mia mamma, e finalmente mia nonna ha capito, più o meno, che lavoro faccio. A dire il vero quello di Internet non l’ha capito ancora bene, ma quello della Tv sì.

Indirettamente Fiorello le ha dato una mano…

Ogni volta che torno a casa, a parte darmi del cibo da potare con me a Milano, mamma mi dice di salutare Fiorello da parte sua, cosa che poi non faccio perché non mi sembra opportuno, anche se come detto, sono spesso inopportuno. Me la vivo in modo molto divertente.

Sanremo se lo aspettava così?

Non so come abbiano fatto Fiore, gli autori, tutto il team… Io ho 22 anni, ho fatto le analisi e ho tutti i valori sballati, secondo me dai giorni di Sanremo (sorride). Si vive una settimana folle, ci sono un sacco di controlli e per superarli devi partire ore prima di quando devi arrivare. Fare i servizi e le dirette è la cosa più divertente, ho dormito pochissimo ma è stata un’esperienza meravigliosa. Ringrazio Fiore per avermela fatta vivere.

Provi a declinarsi al futuro, come si vede?

Come non riesco a guardarmi al presente non riesco a farlo nemmeno al futuro, il sogno comunque è di continuare a fare questo lavoro. Pian piano sto cercando di capire cosa mi piaccia di più: vorrei continuare su questa strada senza mai abbandonare il Web che è un po’ casa mia, che mi ha dato la possibilità di arrivare a essere visto da Fiorello. È una sorta di riconoscenza. Se ne parla spesso male, ed è oggettivo che ci siano cose che magari sono meno controllabili di strumenti come la Tv e i giornali. Ma se sfruttato bene è un trampolino di lancio unico. Una possibilità che dieci anni fa non c’era e che oggi è in via di evoluzione. Cerchiamo di guardarlo dalla parte buona, cercando di essere anche noi persone pulite e buone quando andiamo in Rete. Il Web è uno spazio di tutti.

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La Corona dei Windsor

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ULISSE

Una puntata speciale del programma di Alberto Angela in occasione dell’incoronazione di Carlo III. Un viaggio alla scoperta degli aspetti meno noti della dinastia del Regno Unito. Mercoledì 3 maggio alle 21.25 su Rai1

In occasione dell’incoronazione di Carlo III del Regno Unito, Rai Cultura propone, mercoledì 3 maggio alle 21.25 su Rai1, una puntata speciale di “Ulisse, il piacere della scoperta” che ripercorre la storia della famiglia Windsor e delle incoronazioni britanniche, l’ultima delle quali risale a ben settant’anni fa quando la corona di Sant’Edoardo cinse il capo della giovane Elisabetta II.

Alberto Angela accompagnerà i telespettatori in un viaggio alla scoperta degli aspetti meno noti di una dinastia di origine tedesca che poco più di un secolo fa prese il nome di uno dei suoi castelli.

Carlo III è il sovrano più anziano mai incoronato nell’Abbazia di Westminster, le sue vicende personali sono state al centro delle cronache degli ultimi cinquant’anni e le sue convinzioni sui temi ambientali fanno presagire un indirizzo del tutto originale al suo regno. Insieme a lui sarà incoronata regina sua moglie Camilla che, dopo un’iniziale diffidenza dei britannici, è riuscita a conquistarne il rispetto e la considerazione.

Lo speciale racconterà gli antichissimi rituali di una cerimonia che ha una tradizione millenaria e nella quale vengono utilizzati i gioielli della corona, che vantano alcune tra le pietre più preziose e celebri al mondo.

Su questa scintillante celebrazione incombono però le tensioni di una famiglia più volte lacerata da divisioni e scandali. Primo fra tutti il plateale abbandono della vita pubblica da parte del principe Harry e di sua moglie Meghan, recentemente protagonisti di libri e documentari che hanno provocato notevole imbarazzo a corte.

La puntata sarà anche un viaggio nella storia e nella cronaca degli ultimi decenni, con bellissime immagini e interviste poco note in Italia.

Tra gli ospiti Sir Antonio Pappano, che dirigerà a Londra l’orchestra dell’incoronazione, Andrea Bocelli, l’unico artista italiano che si esibirà davanti al nuovo re nel grande concerto dell’incoronazione, il giornalista e scrittore Antonio Caprarica, biografo di molti membri della famiglia Windsor, e Bona Frescobaldi, che ha spesso ospitato Carlo III nei suoi soggiorni in Toscana.

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Quando la musica parla di lavoro

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PRIMO MAGGIO

Ambra Angiolini e Biggio presentano il Concertone di CGIL, CISL e UIL in Piazza San Giovanni a Roma, in onda in diretta su Rai 3, Rai Radio 2, RaiPlay e Rai Italia. Sul grande palco gli interpreti e i cantautori di oggi e di domani. Ospite la star internazionale Aurora

Il Concerto del Primo Maggio di Roma, promosso da CGIL, CISL e UIL e organizzato da iCompany, sta per prendere il via. Appuntamento alle 15.15 su Rai 3, Rai Radio 2, RaiPlay e Rai Italia con Ambra Angiolini, alla sua sesta conduzione, e Biggio. L’edizione 2023 rende omaggio alla Carta Costituzionale, in occasione dei 75 anni dalla sua entrata in vigore, citando l’articolo 1: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Nove ore di musica dal vivo e parole, con circa cinquanta artisti rappresentativi della musica italiana attuale e futura. Sul palco la norvegese Aurora, star internazionale dell’evento, Lazza, Coma_Cose, Geolier, Emma, Carl Brave, Tananai, Francesco Gabbani, Ariete, Mr.Rain, Piero Pelù con Alborosie, Matteo Paolillo, Righeira, Mara Sattei, Il Tre, Baustelle, Levante, Aiello, Rocco Hunt, Bnkr44, e ancora Gaia, Alfa, Giuse The Lizia, Fulminacci, Mille, Neima Ezza, Rose Villain, Wayne, Ciliari, Tropea, Napoleone, Uzi Lvke, L’orchestraccia, Epoque, Ginevra, Serendipity | Paolo Benvegnù. E inoltre Etta, Maninni Still Charles, Hermes. Un evento transgenerazionale che, negli ultimi anni, ha saputo intercettare e raccontare la musica che sta per arrivare alle orecchie del pubblico nazionale. Un palco, una piazza e una platea che, annualmente, mettono in vetrina l’emporio della musica italiana. L’edizione 2023 del Concerto del Primo Maggio si arricchisce quindi anche di un pre-show che, intorno alle ore 14.00, darà il benvenuto al pubblico di Piazza San Giovanni ospitando le esibizioni di Leo Gassmann, Iside, Savana funk e Camilla Magli. Nella prima parte del Concertone si esibiranno anche i 3 vincitori di 1MNEXT, il Contest del Primo Maggio dedicato agli artisti emergenti. Un Primo Maggio da ascoltare e guardare anche su Rai Radio 2, voce ufficiale del Concertone. Ad avvicendarsi ai microfoni le conduttrici della radio, alle 16.00 Diletta Parlangeli e LaMario, a partire dalle 20.00 Carolina Di Domenico ed Elena Di Cioccio. L’intero evento sarà disponibile anche su RaiPlay, sia in diretta sia on demand. A Rai Italia il compito di proporre l’intero concerto nel mondo. In prima fila anche Rai Pubblica Utilità, che garantirà la piena accessibilità del Concerto. A partire dalle 15 sottotitoli alla pagina 777 del Televideo. Dalle 20.00 inizierà su RaiPlay la diretta accessibile con sottotitoli e LIS.

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Le mille puntate del Mare Nostrum

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TGR MEDITERRANEO

1993-2023, la Rai festeggia un viaggio lungo trent’anni. Il racconto della situazione politica, dei conflitti e delle tensioni dei Paesi affacciati sul Mediterraneo, con una particolare attenzione a costumi, usanze, tradizioni, cultura e ricchezza artistica. La domenica alle 12.25 su Rai 3

Rubrica nazionale della Tgr, a cura della Tgr Sicilia,  “Mediterraneo” festeggia il suo trentesimo anno (1993-2023) e le mille e oltre puntate, tenendo fede a quella che è stata l’idea iniziale: creare un ponte culturale che unisca le varie sponde del Mediterraneo. Nato da un’idea dell’allora capo redattore Nino Rizzo Nervo, “Mediterraneo” si muove nel segno della più stretta attualità, dalle crisi politiche ai migranti, ma anche nell’attenzione al dialogo e ai tanti legami culturali e sociali tra i Paesi che si affacciano sul bacino. «Una delle decisioni più importanti per il programma è stata coinvolgere tutte le varie redazioni giornalistiche della Rai, compresi gli inviati esteri – afferma Nino Rizzo Nervo – a loro si sono aggiunti anche i contributi di vari corrispondenti stranieri di altre Tv.  Negli anni la prospettiva nel raccontare il Mediterraneo è cambiata ed ha continuato ad ampliarsi anche nel modo nel quale si parla di accoglienza».  Nella prima puntata, in onda nel marzo del 1993, il cardinal Ersilio Tonini già parlava di una società multietnica. Ogni settimana, a distanza di trent’anni, la domenica alle 12.25 su Rai 3, il programma punta l’obiettivo sulle tante sponde del Mare Nostrum. «Mediterraneo racconta gli scambi di secoli senza chiudere gli occhi su quello che non è solo un luogo di dialogo ma anche di scontri, grandi contraddizioni, tensioni. Raccontiamo poi anche la bellezza, l’arte, la cultura, la cucina, la storia anche negli elementi di unione di Paese in Paese – spiega il caporedattore di Rai Sicilia Rino Cascio – Anche con il covid siamo riusciti a raccontare ciò che succedeva nell’area, grazie alla collaborazione delle tv straniere. Ora, stando attenti, siamo tornati alle trasferte, e mi stupisco di quanti luoghi riusciamo a raggiungere». Grande la soddisfazione per il trentennale e le mille puntate del direttore della Tgr Alessandro Casarin: «Trent’anni fa la Tgr ha posto i problemi che sono oggi all’ordine del giorno anche dell’Unione Europea. Conoscere i popoli africani e arabi e integrarli. Come? Nessuno ha ancora risposto. Tra le frontiere che racconterà ‘Mediterraneo’ c’è la Tunisia, nazione sull’orlo della bancarotta dove la democrazia scricchiola ogni giorno. Un Paese che dalla primavera araba non è più riuscito a risollevarsi».

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Uno studio per il Giubileo della Speranza

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Taglio del nastro nella sede Rai di Borgo Sant’Angelo a Roma, a poche centinaia di metri da Piazza San Pietro

Inaugurato alla presenza del Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione monsignor Rino Fisichella, del sindaco di Roma Roberto Gualtieri e dell’amministratore delegato della Rai Carlo Fuortes il nuovo studio televisivo “Giubileo 2025” di Rai Vaticano.  Agile, funzionale, connesso con i centri di messa in onda di Saxa Rubra e della Sala Stampa del Vaticano, lo studio si trova nella sede di Borgo Sant’Angelo a Roma e verrà impiegato per dirette, approfondimenti e cronache degli eventi legati al Giubileo della Speranza, indetto da Papa Francesco, al Pontefice e alla Santa Sede. In vista del Giubileo 2025 Rai Vaticano, dall’inizio dell’anno, dedica parte della propria programmazione alle attività di preparazione all’Anno Santo, come la prima edizione della nuova trasmissione “Giubileo 2025. Pellegrini di speranza”, nome che riprende il motto scelto dal Papa e che illustra tanti aspetti della preparazione al 2025. Monsignor Fisichella si dice «molto grato alla Rai e all’ad Carlo Fuortes per la disponibilità dimostrata, comprendendo il grande valore del Giubileo evento di popolo. La collaborazione con la Rai – sottolinea il Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione – è fondamentale: la Rai non arriva solo in Italia, non raggiunge solo gli italiani nel mondo, ma anche tutti quelli che parlano la lingua italiana e che hanno piacere di ricevere notizie dall’Italia». Il rinnovamento dello studio conferma l’attenzione che la Rai riserva e riserverà ai tanti appuntamenti di un anno speciale. «Già oggi, a due anni dalla partenza, abbiamo uno studio nuovo e stiamo lavorando su tutti i programmi che avranno al centro Rai Vaticano, ma anche tutte le strutture giornalistiche, tutti i generi – afferma l’ad della Rai Carlo Fuortes – tutta la Rai sarà coinvolta in questo racconto che è un evento di popolo ed è uno straordinario momento da raccontare nel migliore dei modi approfondendo tutti i temi». «Rai Vaticano sta realizzando già da gennaio un programma di trenta minuti in onda l’ultima domenica del mese su Rai1 dal titolo “Giubileo 2025 Pellegrini di Speranza”, che speriamo dal prossimo gennaio da appuntamento mensile diventi un appuntamento settimanale» dichiara Stefano Ziantoni, responsabile della struttura di Rai Vaticano. «Il Pontefice apprezza le nostre trasmissioni, ci sprona a continuare – conclude Ziantoni – e con la collaborazione di monsignor Fisichella e di Roma Capitale speriamo di prendere per mano i telespettatori e accompagnarli al Giubileo della Speranza».

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Se vuoi cambiare il mondo devi esserci

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Sarah Felberbaum

«È stata la prima a smuovere le coscienze femminili, affermando che non era normale accettare condizioni discriminatorie, ma che al contrario era ed è normale aspettarsi la parità con i colleghi maschi» racconta la protagonista del film “Tina Anselmi. Una vita per la democrazia”

L’esempio di Tina Anselmi, a 16 anni schierata dalla parte della democrazia…

È uno degli aspetti più affascinanti di questa donna, al giorno d’oggi è quasi impossibile da ritrovare. A sedici anni, un giorno, tornata a casa dopo aver visto dei giovani partigiani impiccati sul vialone principale della sua città, si rende conto che era arrivato il momento dell’azione per provare a cambiare le cose. Da quel momento non si è mai fermata, è diventata una giovanissima staffetta dei partigiani, ha studiato e mentre lo faceva è diventata sindacalista, affrontando tra le sue prime lotte il problema dei diritti delle giovani operaie, insegnando loro che non avevano solo doveri, ma che potevano e dovevano lottare per questi diritti.

Che cosa l’ha affascinata di questa donna?

Una delle cose che più mi ha attratto di Tina è stata la sua ferma convinzione che lo studio e la scuola fossero fondamentali nella vita di un essere umano, gli unici veri strumenti di conoscenza. Fu la prima a lottare per le pari opportunità, a insegnare alle lavoratrici che dovevano percepire lo stesso stipendio degli uomini, che una donna poteva ambire a diventare qualsiasi cosa nella vita. All’epoca alcune professioni erano precluse alle donne, non potevano diventare dottori, avvocati, avevano un coprifuoco. Oggi, anche solo pensarlo, sarebbe una follia, almeno nel nostro Paese, ma non stiamo nemmeno parlando di molto tempo fa. Prima una donna veniva licenziata perché si sposava o rimaneva incinta. Ecco, Tina Anselmi è stata la prima ad affrontare questi problemi, a smuovere le coscienze femminili, affermando che non era normale accettare condizioni discriminatorie, ma che al contrario era ed è normale aspettarsi la parità con i colleghi maschi.

Cosa significa per il pubblico di oggi immergersi nella vita quotidiana di Tina Anselmi?

Sono molto orgogliosa di questo film, mi auguro che a guardarlo ci siano tanti ragazzi che potranno conoscere la storia di una donna eccezionale, purtroppo quasi del tutto sconosciuta tra le nuove generazioni. L’avventura umana di Tina Anselmi è stata straordinaria, ricchissima, è stata una donna forte e coraggiosa, non aveva paura e si batteva per i propri principi. Per tutti è un grandissimo esempio. Anche il semplice fatto di non badare all’estetica, ma di concentrarsi solo e soltanto su quello in cui credeva fosse importante, è un valido motivo di riflessione. Era una donna integra, i valori in cui credeva sono difficili da ritrovare nella società di oggi.

Cosa le ha lasciato questa esperienza professionale e umana?

È stato un regalo straordinario. Luciano (Mannuzzi, il regista) ha creduto in me immediatamente, mi ha chiamata e all’inizio ho pensato fosse matto (ride). Ha visto qualcosa, non si è fermato semplicemente a un fattore estetico, è andato oltre. Nonostante le mie perplessità, la mia iniziale insicurezza, è andato avanti, sapendo che avrei potuto fare qualcosa di buono. Mi ha regalato, forse, il primo ruolo in cui ho potuto concentrarmi sullo spirito del personaggio e nient’altro. È stata una libertà straordinaria. Sono davvero orgogliosa di questo lavoro e anche molto grata di aver vissuto questa esperienza.

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