STEFANO DE MARTINO

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Ogni sera una grande festa italiana

 

Al RadiocorriereTv parla del game che all’ora di cena tiene compagnia a milioni di italiani su Rai 1: «“Affari tuoi” è un format che vive sulle persone comuni, sulle loro storie, sulle loro emozioni. Il mio compito è quello di stare lì, accanto a loro.» Il conduttore partenopeo ricorda anche il re della tv recentemente scomparso, Pippo Baudo: «È stato – e resta – l’architetto della televisione italiana. La sua eleganza, la sua capacità di essere dentro al tempo anticipandolo, è un punto di riferimento per chi fa questo mestiere»

 

Una bellissima riconferma per il pubblico, suo alleato fedelissimo. Come si sente?

Sono grato per l’affetto del pubblico che non è mai scontato. Lo sono ogni volta che le persone decidono di accogliermi nelle loro case, scelgono di fidarsi, ed è una responsabilità che sento. E io cerco ogni giorno di restituire quella fiducia con il massimo impegno e rispetto.

 

Macchina rodata, cosa si aspetta da se stesso?

Quando una macchina è rodata, è proprio il momento in cui puoi rischiare di andare in automatico. Io voglio restare attento, curioso. La sfida è evolvere, essere riconoscibile nel proprio modo di intrattenere, ma non prevedibile.

 

Insieme ai concorrenti del programma dà vita ogni sera alla grande festa di “Affari tuoi”, un anno fa immaginava tutto questo?

Sinceramente, no. Sapevo che sarebbe stata una bella sfida, ma non immaginavo l’energia che si sarebbe creata. “Affari tuoi” è un format che vive sulle persone comuni, sulle loro storie, sulle loro emozioni. Il mio compito è quello di stare lì, accanto a loro. La “festa” nasce proprio da lì.

 

Il maestro della tv per eccellenza, colui che l’ha “creata”, ci ha lasciato. Cosa ha rappresentato (e rappresenta) per Stefano De Martino professionista della tv e dello spettacolo la figura di Pippo Baudo?

Pippo Baudo è stato – e resta – l’architetto della televisione italiana. La sua eleganza, la sua capacità di essere dentro al tempo anticipandolo, è un punto di riferimento per chi fa questo mestiere. E poi, non avendo avuto la fortuna di conoscerlo di persona, lo rende ancora di più un mito. Accogliere ogni sera il pubblico “dal Teatro delle Vittorie”, casa di Pippo Baudo, è un grande onore.

 

A proposito di maestri, cosa le piacerebbe “rubare” dai grandi?

La capacità di non perdere mai la curiosità, che è uno degli ingredienti che secondo me rende grandi. I veri maestri, quelli che ho avuto la fortuna di incontrare o anche solo osservare, sono quelli che affrontano ogni nuova esperienza come se fosse la prima. Non danno nulla per scontato. E poi la leggerezza, che non è superficialità, ma consapevolezza profonda. È un’arte, e io ci sto lavorando.

 

Qual è il suo “pacco vincente” nella vita?

Il mio pacco vincente è stato mio figlio Santiago. E poi la mia storia personale che mi ha insegnato che nulla è dovuto, che ogni traguardo ha un impegno e una fatica dietro, e che nella vita come nel gioco spesso il pacco più prezioso è quello che non luccica da subito.

 

Serie Tv

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Non è mai troppo tardi per essere felici

 

Veronica Pivetti e Carla Signoris sono le protagoniste di questo dramedy brillante e originale in cui due amiche scelgono di fare dei loro sessant’anni un nuovo inizio, scoprendo che la loro amicizia è il segreto per affrontare le future sfide personali. Da domenica 21 settembre in prima serata Rai 1

 

Milla (Carla Signoris) ed Evelina (Veronica Pivetti) conducono vite antitetiche, nonostante siano state migliori amiche a lungo. Tanto è borghese, conformista e apparentemente perfetta quella di Milla, quanto è fricchettona, creativa e scombinata quella di Evelina. La morte di un’amica comune improvvisamente le riavvicina. Terzo membro di un trio indissolubile ai tempi dell’università, Adriana (Manuela Mandracchia) ha dedicato la vita a salvare le balene e all’inizio della serie muore proprio in mare in un “banale” incidente. E se Adriana fosse stata uccisa? Questo è il punto di partenza di un’indagine non ufficiale che Milla ed Evelina conducono nel corso della serie. Mentre le due passano al setaccio la vita dell’amica, sono costrette a guardare con occhio critico le proprie e affrontare i grandi sconvolgimenti che si prospettano all’orizzonte. Milla scopre che suo marito Walter (Paolo Sassanelli) la tradisce e così, prima lo lascia e lo caccia di casa, poi, appena si riprende dal lutto, si presenta nell’azienda di famiglia per reclamare il ruolo di Presidente, che fino a quel momento è stato suo solo sulla carta. Evelina invece incontra, o meglio si scontra, con Riccardo Villa (Giorgio Tirabassi), il nuovo Presidente dell’Accademia di Belle Arti nella quale lei insegna. Riccardo incarna, in apparenza, la tipologia d’uomo più distante dal mondo di Evelina ma, com’è noto, gli opposti finiscono per attrarsi sempre. Mentre le due amiche si riavvicinano, la stessa cosa succede ai loro figli, Flaminia (Laura Adriani) ed Emanuele (Filippo Scicchitano). Lui, separato e con una figlia piccola, quando la rivede capisce subito di non aver dimenticato la sua cotta adolescenziale. Lei però, nel frattempo, è diventata una donna incapace di avere relazioni stabili e si mette in testa che con Emanuele devono restare solo amici. I due si aiutano a vicenda nelle rispettive vite, ma quando Flaminia capisce di provare effettivamente qualcosa per Emanuele, forse è troppo tardi, perché lo ha praticamente spinto tra le braccia della sua amica Susanna. Grazie alla loro forza d’animo e all’amicizia ritrovata, Evelina e Milla supereranno i momenti più difficili, troveranno un nuovo equilibrio e arriveranno anche a scoprire la verità sulla morte di Adriana, ricavandone un grande insegnamento: che la vita è bella, sempre, a vent’anni, come a sessanta e… non bisogna sprecarla!

 

Il regista Alessandro Casale commenta

«”Balene” è una fiction dramedy, che innesta eventi sentimentali o drammatici su un impianto principale di commedia arricchito da una linea gialla leggera ma accattivante. Il racconto è ambientato in un territorio ricco di storia e bellezza, le Marche, che esalta il quadro estetico della serie. Ho cercato di sfruttare il più possibile lo splendore della costa e della ricchezza artistica del territorio marchigiano per portare lo spettatore nella calda e colorata arena dove la storia delle nostre due protagoniste si dipana. Lo spartito a cui mi sono attenuto per raccontare le vicende della serie si ispira alla commedia di situazione inglese e alla commedia sentimentale statunitense, dove finzione e realismo si fondono per coinvolgere gli spettatori in un’estasi di emozioni e divertimento. E ho avuto la fortuna di dirigere due attrici straordinarie, che hanno aggiunto non solo il loro talento ma anche il loro cuore ad una storia che hanno da subito sentito molto “propria”.»

 

L’inizio della storia

Due amiche di vecchia data, Evelina, insegnante d’arte, e Milla, casalinga borghese, si rincontrano al funerale della loro amica Adriana, morta in un incidente subacqueo. Nonostante il loro rapporto sia incrinato da anni di tensioni irrisolte, accettano di aiutare il vedovo Fosco nella vendita della casa che lui e Adriana possedevano al Conero. A ritrovarsi dopo tanto tempo sono anche i figli delle due amiche, Flaminia ed Emanuele: se da un lato la figlia di Milla, impegnata nel ruolo di direttrice commerciale nel pastificio di famiglia, lotta con il giudizio altrui a causa della sua vita sentimentale instabile, il figlio di Evelina è invece impegnato a crescere da solo sua figlia Zina mentre la mamma della bambina è fuori per lavoro. Gli equilibri si rompono quando Milla scopre il tradimento del marito con Lucia, l’impiegata della banca che segue i conti del pastificio, e soprattutto quando emerge il sospetto che la morte di Adriana non sia stata un semplice incidente.

L’ipotesi di omicidio prende corpo con la scomparsa del computer di Adriana, spingendo Evelina e Milla a intraprendere una loro personale indagine. Nel frattempo, Evelina si scontra con Riccardo, il nuovo presidente dell’Accademia, deciso a rivoluzionare l’istituzione a modo suo. Intanto Milla, stanca di vivere nell’ombra del marito infedele, rivendica il ruolo di presidente del pastificio. Una decisione che non fa che deteriorare il già fragile rapporto con la figlia Flaminia. Dal canto suo anche Evelina va contro il volere di suo figlio, iscrivendo Zina a danza di nascosto. La festa in Accademia si trasforma in una sfida tra Evelina e Riccardo che però si conclude in un ballo che lascia trapelare un’evidente attrazione. Lui tuttavia è fidanzato, per di più con una trentenne! Nel frattempo, la ricerca del computer di Adriana porta a una rivelazione sconvolgente: Adriana e Fosco si erano lasciati. E se fosse stato proprio lui ad ucciderla?

 

Tim Music Awards 2025

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La grande musica italiana si prepara a vivere due serate indimenticabili con il più importante riconoscimento legato alle vendite discografiche e all’entertainment. Con Carlo Conti e Vanessa Incontrada. in diretta dall’Arena di Verona venerdì 12 e sabato 13 settembre su Rai 1 e Rai Radio 2

 

 

Giunta alla diciannovesima edizione, la prestigiosa kermesse, sarà trasmessa in diretta dallo straordinario scenario dell’Arena di Verona venerdì 12 e sabato 13 settembre su Rai 1 e Rai Radio 2. Conducono Carlo Conti e Vanessa Incontrada, per la quattordicesima volta insieme sul palco.

 

A rendere unico l’appuntamento saranno Achille Lauro, Alfa, Annalisa, Antonello Venditti, Astro, Bresh, Brunori Sas, Eros Ramazzotti, Fabri Fibra, Fedez, Fiorella Mannoia, Gigi D’alessio, Giorgia, Guè, Il Volo, Irama, Laura Pausini, Lazza, Ligabue, Luchè, Lucio Corsi, Marco Masini, Marco Mengoni, Mario Biondi, Max Pezzali, Nayt, Nerissima Serpe, Papa V & Fritu, Olly, Pinguini Tattici Nucleari, Pooh, Rose Villain, Salmo, Tananai, The Kolors, Umberto Tozzi.

 

Due serate che si annunciano come un vero mosaico di emozioni, sorprese e celebrazioni: «E’ sempre una gioia tornare all’Arena di Verona con i TIM Music Awards insieme a Vanessa – dice Carlo Conti – auesta edizione è speciale perché ci porta dritti verso un traguardo importante: nel 2026 festeggeremo vent’anni di questa grande kermesse. La musica, i protagonisti e pubblico ci faranno vivere serate piene d’energia. Queste due serate sono una festa per la musica italiana, per gli artisti che hanno fatto cantare milioni di persone e per il pubblico che ci segue sempre con entusiasmo. E sarà una gioia ritrovare anche tanti protagonisti del Festival di Sanremo, in un grande abbraccio che celebra la musica e le emozioni condivise».

 

Protagoniste le hit più amate e le tournée di maggior successo dell’ultimo anno. Saranno premiati gli Album che hanno raggiunto le certificazioni FIMI/NIQ Oro, Platino e Multiplatino e i Singoli Platino e Multiplatino usciti tra settembre 2024 e settembre 2025. Spazio anche ai riconoscimenti per i grandi live: eventi e tour che hanno superato le 100mila presenze (Oro), le 200mila (Platino) e le 300mila (Diamante) certificate da SIAE. Non mancheranno, come da tradizione, degli importanti Premi Speciali per i protagonisti che hanno lasciato un segno indelebile.

 

 

 

MICHELE MIRABELLA

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Elisir, la salute spiegata con chiarezza

 

Dal 1996 a oggi è diventato un punto di riferimento della divulgazione medica in Tv. In onda dal lunedì al venerdì alle 10.50 su Rai 3, il programma continua a unire rigore e semplicità. «Sono il primo spettatore — racconta al RadiocorriereTv — ascolto, imparo e condivido: è questo il segreto di un successo lungo trent’anni»

 

Trenta edizioni di “Elisir”. Avrebbe immaginato allora che il programma sarebbe diventato un punto di riferimento così longevo della televisione italiana?

No. All’inizio collaboravo con due protagoniste straordinarie, Lucia Restivo e Patrizia Belli, che avevano ideato una prima serata dedicata alla salute. Io avrei dovuto solo contribuire al format, ma il direttore insistette: “Così com’è scritto lo puoi condurre solo tu”. Cercai di oppormi, spiegando di essere un ipocondriaco incallito, ma non ci fu verso: o accettavo o perdevo il contratto. Mi buttai. Erano due ore e tre quarti di diretta la domenica sera, con un’organizzazione perfetta. Era la Rai.

In che modo è cambiata la narrazione della medicina in Tv in questi anni?

Credo molto grazie a “Elisir”. All’inizio esistevano altri programmi, condotti da giornalisti competenti ma non medici. L’idea nuova fu quella di una prima serata su temi universali, popolari, che toccano chiunque. Dopo la sesta puntata facevamo già il 12 per cento di share e da lì non ci siamo più fermati.

 

La forza di “Elisir” è sempre stata la chiarezza del linguaggio. Come si riesce a tradurre la complessità scientifica in parole semplici, senza banalizzare?

Non c’è una formula magica. Ero docente di sociologia della comunicazione e il rischio era di essere troppo tecnico, ma alla radio avevo imparato la chiarezza e l’ironia. Puntata dopo puntata è diventato naturale. E il pubblico lo ha premiato.

In un’epoca di fake news, qual è il ruolo di un programma come “Elisir”?

Fondamentale. Negli ultimi anni siamo stati vittime di falsi video, realizzati con intelligenza artificiale, per diffondere notizie mediche ingannevoli. Li abbiamo denunciati e in parte bloccati. Ma l’IA, se usata bene, è preziosa per diagnosi, terapie e ricerca. Il problema è l’uso criminale. Oggi “Elisir” è quotidiano: significa che la medicina è diventata parte integrante della cultura civile.

La trasmissione dà molto spazio a nutrizione e prevenzione. Quanto è cambiato il rapporto degli italiani con l’alimentazione?

Ci sono stati progressi, anche se il consumismo ha fatto danni. Per noi la dieta mediterranea è una legge: chiara, rigorosa, non moralista. Siamo molto severi con ipernutrizione e obesità infantile. E il pubblico apprezza: soprattutto gli anziani ci fermano per strada, e questo è un riconoscimento importante.

La televisione italiana ha salutato Pippo Baudo, figura cardine del Servizio Pubblico. Che ricordo ha di lui?

Pippo era un amico e un protagonista assoluto della televisione italiana. Era un uomo Rai, come Arbore e come me. Non facevamo la stessa tv, ma rimane il grande maestro dell’intrattenimento popolare. Dopo il debutto di “Elisi”r fu il primo a chiamarmi: “Bravissimi, ce l’avete fatta”. Era lo spirito di squadra della Rai di allora.

Dopo 30 edizioni, cosa rappresenta “Elisir” per lei? Una sfida professionale, un servizio pubblico o un pezzo della sua vita?

È un pezzo della mia vita. Non ero nato per fare il medico, ma ne sono sempre stato curioso. Sono il primo spettatore di “Elisir”, e questo si percepisce. Ogni anno la medicina cambia, io ascolto e imparo. È quello che mi dà ancora entusiasmo al trentesimo anno.

Serie Tv

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KABUL

 

Una importante produzione internazionale, frutto della collaborazione dell’Alleanza Europea (Rai Fiction – France Télévisions – ZDF), la serie in tre serate è diretta da Kasia Adamik e Olga Chajdas. In prima visione su Rai 3 dal 12 settembre e disponibile in boxset su RaiPlay

 

Presentata in anteprima mondiale a Lille, nell’ambito del Concorso Séries Mania 2025, la serie ha conquistato lo Special Jury Prize alla prima edizione dell’Italian Global Series Festival.

15 agosto 2021: Kabul cade nelle mani dei talebani. Zahara, procuratrice del tribunale della città, diventa una fuggitiva braccata dai nuovi padroni. Accanto a suo marito Baqir, dopo una iniziale resistenza, farà tutto il possibile per lasciare il Paese attraverso l’ambasciata francese. Il loro figlio Fazal, soldato dell’esercito nazionale afghano, assiste impotente alla dispersione della sua unità mentre i talebani consolidano il controllo. In un primo tentativo, cerca rifugio nel Panjshir, ma, inseguito dai talebani, finisce per unirsi alla CIA, che lo incarica di infiltrarsi in una cellula dell’ISIS per sventare un attacco imminente. Sua sorella Amina, medico in un ospedale di Kabul, decide di fuggire verso l’aeroporto portando con sé una giovane paziente, Nooria, per salvarle la vita. Nel frattempo, Giovanni, giovane diplomatico italiano e console a Kabul, si trova a gestire le evacuazioni in prima persona, mentre l’Ambasciatore viene richiamato a Roma per coordinare le operazioni dall’Italia. Tra la folla di rifugiati diretti all’aeroporto e la crisi umanitaria che esplode ad Abbey Gate, il giovane diplomatico affronta una sfida senza precedenti. Intanto Vera, agente dello spionaggio tedesco, intraprende una missione per salvare il generale Hassan, ufficiale afghano che le aveva salvato la vita due anni prima durante un’imboscata. All’ambasciata francese, una delle ultime ancora operative a Kabul, il capo della sicurezza Gilles cerca disperatamente di organizzare l’evacuazione dei rifugiati verso l’aeroporto. In mezzo al caos, tutti lottano per la sopravvivenza, mentre incombe la minaccia di un attacco dell’ISIS, pronto a trasformare la città in un campo di battaglia.

 

I PERSONAGGI

Famiglia Nazany

Baqir Nazany (Vassilis Koukalani)

Padre della famiglia Nazany, intellettuale che si oppone ai talebani, capisce chiaramente quello che sta per avvenire ed è determinato a mettere tutta la sua famiglia al sicuro fuggendo in Francia.

 

Zahara Nazany (Darina Al Joundi)

Madre della famiglia Nazany e procuratrice di Stato, odiata dai talebani. Il suo bisogno di fuggire diventa urgente quando un Talebano che aveva mandato in prigione rischia di riconoscerla.

 

Fazal Nazany (Shervin Alenabi)

Figlio della famiglia Nazany, soldato dell’esercito afghano, ingaggiato dalla CIA per infiltrarsi in una cellula di Daesh che progetta di approfittare del caos per organizzare un attacco suicida all’aeroporto di Kabul. Riuscirà a fermarli?

 

Amina Nazany (Hannah Abdoh)

Figlia della famiglia Nazany, è sul punto di diventare chirurgo quando i talebani assumono il controllo del suo ospedale. Decide di seguire i consigli di suo padre e fuggire, portando con sé una giovane paziente, Nooria. Riusciranno a raggiungere l’aeroporto in tempo?

 

 

Ambasciata francese

Gilles (Jonathan Zaccaï)

Capo della sicurezza dell’Ambasciata di Francia, deve trovare il modo di far passare tutti i profughi afghani, compresi Zahara e Baqur, attraverso il territorio controllato dai talebani per raggiungere l’aeroporto.

 

Erwan (Thibaut Evrard)

Agente di polizia inviato come rinforzo da Parigi per assicurare la sicurezza dell’Ambasciata di Francia a Kabul, è un ufficiale determinato ed esperto. Ha al suo attivo una lunga carriera nel RAID. Contrario ai metodi di Gilles, il capo della sicurezza, che giudica temerario, dovrà collaborare con lui per riuscire a evacuare l’ambasciata.

 

Benoît (Olivier Rabourdin)

Ambasciatore di Francia a Kabul, Benoit lascia urgentemente l’ambasciata quando i talebani entrano in città e raggiunge l’aeroporto militare. Vi si trasferisce per organizzare la partenza dei cittadini afghani verso la Francia, ma anche per coordinare l’evacuazione dell’ambasciata accerchiata dai talebani, a costo di opporsi agli Americani.

 

Ambasciata italiana

Giovanni (Gianmarco Saurino)

Giovane diplomatico, console a Kabul, fa di tutto per imbarcare gli Afghani in possesso di visti italiani sugli aerei.

 

Francesca (Valentina Cervi)

Superiore in grado di Giovanni, donna dal carattere forte e con molta esperienza in campo diplomatico, cercherà di aiutare Giovanni a fronteggiare l’emergenza.

 

 

Ambasciata tedesca

Vera (Jeanne Goursaud)

Paracadutista tedesca esclusa dai suoi colleghi dell’esercito, intraprende la missione personale di salvare il generale afghano Hassan dalle mani dei talebani.

 

CIA

Martin (Eric Dane)

Agente esperto della CIA, è costretto ad allearsi con i talebani per combattere contro le forze criminali di Daesh, sperando che questa pericolosa alleanza permetta di proteggere l’evacuazione delle truppe e dei cittadini del suo Paese.

La prima serata

Episodio 1

Mentre i talebani assumono il controllo di Kabul, scoppia il caos. Zahara, una procuratrice, fugge col marito Baqir all’ambasciata francese, l’ultima ancora aperta, dove Gilles, il capo della sicurezza, sovrintende all’evacuazione dei diplomatici mentre i rifugiati cominciano a riunirsi. Fazal, figlio di Zahara e soldato dell’esercito nazionale afghano, assiste alla dispersione della sua unità e decide di fuggire in Panjshir, dove si formano nuclei di resistenza. Sua sorella Amina resta nell’ospedale di Kabul a occuparsi di Nooria, una ragazzina che ha appena subito un intervento, mentre i talebani si avvicinano. Intanto Giovanni, un giovane diplomatico italiano, console a Kabul, viene incaricato di occuparsi delle evacuazioni in prima persona mentre l’Ambasciatore viene richiamato a Roma, per gestire le operazioni dall’Italia. Vera, un’agente dello spionaggio tedesco, lotta per tornare a Kabul e proteggere il generale Hassan, l’uomo che una volta le ha salvato la vita.

 

Episodio 2

Davanti all’Ambasciata francese, i rifugiati aspettano ansiosamente mentre i talebani cominciano a circondare la zona. Zahara, ancora in fuga, tenta di mettersi il salvo mentre Gilles cerca di organizzare l’evacuazione del crescente numero dei rifugiati. Fazal, ora inseguito dai talebani, torna a Kabul per cercare rifugio presso Martin, un ex contatto dell’Intelligence americana. Amina assiste alla brutalità dei talebani nei confronti di Nooria e si chiede se sia il caso di fuggire verso l’Ambasciata francese. Giovanni, che deve affrontare le tragiche condizioni sanitarie all’aeroporto, tenta di mantenere l’ordine. Intanto Vera parte per la sua missione non autorizzata per localizzare il generale Hassan.

 

SUZUKI JUKEBOX

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La notte delle Hit

 

Antonella Clerici e Clementino accendono la grande musica insieme agli interpreti originali degli anni ’70, ’80, ’90 e 2000. A ospitare la grande festa, il 18 e il 19 settembre, in onda su Rai 1 e Rai Radio 2, il Palaolimpico di Torino

 

SUL PALCO A TORINO

 

Anastacia, Gipsy Kings by Diego Baliardo, Michael Sembello, Alcazar, Le Vibrazioni, Zero Assoluto, Alexia, Leee John, Marco Ferradini, Fausto Leali, Tony Hadley, Earth Wind & Fire Experience by Al McKay special guest Greg Moore, Cutting Crew, Andreas Johnson, Jenny from Ace of Base, Former Ladies of The Supremes, Boney M. – Maizie Williams, Gemelli Diversi, Rettore, Nomadi, Ryan Paris, Le Orme, Johnson Righeira, Paolo Belli.

 

EDOARDO SYLOS LABINI

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D’Annunzio: un viaggio nel Vittoriale per una vita inimitabile

 

L’attore, accompagnato dalle musiche di Sergio Colicchio, guiderà il pubblico in un viaggio tra vita, amori, politica e opere di uno dei protagonisti più affascinanti della nostra storia e della nostra letteratura. In onda su RaiPlay il 10 settembre alle 21.10. Su Rai 3 il 12 settembre alle 23.15

 

Dove nasce la sua passione per D’Annunzio?

Io D’Annunzio lo interpreto da dieci anni, da quando il presidente del Vittoriale, Giordano Bruno Guerri mi chiese di farlo. Ho perso i capelli per fare D’Annunzio, quindi l’ho studiato molto e lo conosco molto bene. È una vita, come diceva lui con la famosa frase “il mio vivere è inevitabile”: è difficile incasellarlo perché ha avuto una vita incredibile ed eclettica. È stato un grande poeta, un grande amatore, un soldato, un eroe della guerra e ha lasciato un segno profondo negli italiani, non solo per l’impresa di Fiume che ha avuto un respiro europeo, ma anche per il contributo alla cultura e alla politica italiana tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.

Lo spettacolo si svolge sulla nave Puglia del Vittoriale. Cosa rappresenta questa location per lei?

La nave Puglia è stata donata a D’Annunzio dalla Regia Marina quando andò a vivere al Vittoriale, dove costruì il suo monumento. La nave aveva combattuto eroicamente nel mare Adriatico durante la Grande Guerra, e lui la fece incastonare nella collina del Vittoriale. Fare lo spettacolo lì è qualcosa di emozionante, è il coronamento di un percorso di dieci anni: dopo tanto studio e collaborazione con Guerri e il Vittoriale, tornare lì con la diretta Rai ha un grande significato affettivo, è come andare a casa.

Come cerca di restituire, sul palco, la visione di D’Annunzio che fece della propria vita un’opera d’arte?

Come sempre lo faccio anche nella mia attività culturale, non solo nello spettacolo. D’Annunzio per me è stato anche un modello culturale da seguire nell’organizzazione del mio giornale, della mia fondazione, dei festival, delle attività culturali legate all’italianità. Ci dà una grande lezione su come la cultura possa diventare un volano importante per l’italianità.

Come ha intrecciato la dimensione privata e quella pubblica del poeta, in particolare nei suoi grandi amori?

Le donne oggi direbbero subito che era un narcisista, un manipolatore. In realtà seduceva con la parola ed era un grande amatore. I suoi amori erano passionali, vissuti intensamente. Raccontiamo molto il rapporto con Eleonora Duse, e proprio in questi giorni c’è un film sulla Duse a Venezia. Il loro rapporto è importante: lui si lascia sedurre e lei si lascia sfruttare, diventando un connubio tra arte e vita.

Qual è il lascito più attuale di D’Annunzio?

Il lascito più attuale è quello di osare sempre, come diceva il suo famoso motto della Prima Guerra Mondiale: memento audere semper. È un messaggio importante per chi fa attività culturale e artistica, soprattutto oggi dove tutto ciò che è cultura va conquistato. Fare lo spettacolo in diretta su RaiPlay e su Rai 1 significa riportare il teatro e portare il timbro dell’italianità sulla televisione pubblica, facendo servizio pubblico. Questa, secondo me, è la lezione più grande di D’Annunzio.

Quanto è stato importante il dialogo tra parola e musica per raccontarne l’anima?

Tanto, è un po’ il mio linguaggio. Io recito sempre sulla musica, su una partitura musicale, e con il maestro Colicchio, la nostra è diventata una coppia artistica. Per D’Annunzio la musica era molto importante: il suo rapporto con Wagner, per esempio, influenzava il suo concetto di superuomo. Questo racconto sarà quindi “a tempo di musica”.

Che valore ha la scelta della Rai di portare al pubblico spettacoli dedicati a figure centrali della nostra cultura?

È fondamentale per l’immaginario italiano: tutti devono conoscere e riconoscere queste figure. Spesso D’Annunzio è stato studiato poco e circondato da pregiudizi ideologici; la sua poetica e il suo percorso politico erano oggetto di luoghi comuni. Conoscere e raccontare i personaggi è essenziale, e io lo faccio non solo con D’Annunzio, ma con molti altri grandi protagonisti della nostra storia.

“Gabriele d’Annunzio, una vita inimitabile” è uno spettacolo in diretta di Rai Contenuti Digitali e Transmediali, direttore Marcello Ciannamea, con Edoardo Sylos Labini e il maestro Sergio Colicchio, tratto dal programma di Rai Cultura di Edoardo Sylos Labini e Angelo Crespi, “Inimitabili”.

 

 

 

STEFANO BUTTAFUOCO

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Haka, l’urlo dei giovani

 

Partecipazione sociale, lavoro e volontariato sono i temi del nuovo programma in onda dal 21 settembre la domenica alle 13 su Rai 3. «Vogliamo fare avvicinare i giovani alle istituzioni, che hanno progetti per loro spesso non conosciuti – dice il conduttore – cerchiamo di essere un ponte, lo facciamo in modo molto pop, leggero»

 

Un urlo maori per parlare dei giovani (e con i giovani) di oggi. Come nasce “Haka”?

Haka è il nome della danza del popolo maori ed è un simbolo di forza, determinazione e coraggio. Valori promossi dal nostro programma, che ha per protagonisti i ragazzi di oggi, under 35, che hanno bisogno di mettere in campo queste virtù per trovare una strada. È un format in linea con il mio impegno in una programmazione di Servizio Pubblico. Con “Il cacciatore di sogni” ci eravamo occupati soprattutto di inclusione, qui parliamo dell’universo giovanile. Avremo un gruppo di ragazzi in studio, rappresentativi dei giovani di oggi. Vorremmo raccontare i loro sogni, le loro aspettative, le loro paure.

Da dove partite?

Dalle tante opportunità che il Ministro per lo Sport e per i Giovani mette in campo per i ragazzi e che spesso sono poco conosciute. Vorremmo parlare di ragazzi partendo da questi progetti, attraverso testimonianze che abbiamo raccolto in tutta Italia.

Quali sono i progetti?

Il progetto Rete, dedicato all’inserimento lavorativo, il progetto Spazi civici di comunità, rivolto alla creazione di luoghi di aggregazione per lo sport e attività ricreative in maniera gratuita, la Carta Giovani, applicazione digitale che permette di accedere a servizi per l’acquisto di beni a prezzi agevolati, e poi c’è il grande progetto del Servizio Civile Universale. Questi quattro mondi saranno presenti in ogni puntata. Di settimana in settimana faremo vedere i luoghi in cui i progetti si concretizzano, allargando poi il discorso a temi anche più generali che hanno a che fare con l’universo giovanile.

Con “Il cacciatore di sogni” ci hai mostrato come chi parla ai giovani debba prima di tutto imparare ad ascoltare…

L’ascolto è la premessa per poter arrivare a una proposta concreta. “Haka” è un programma ambizioso, che punta a fare avvicinare i giovani alle istituzioni, che hanno progetti per loro spesso non conosciuti. Cerchiamo di essere un ponte, lo facciamo anche in modo molto pop, leggero, perché vogliamo dare informazioni importanti e concrete cercando al tempo stesso di essere “sexy” agli occhi della nostra platea.

Qual è la critica che muovono i giovani nei confronti del mondo delle istituzioni?

… delle istituzioni e delle vecchie generazioni. I ragazzi sentono un muro di diffidenza da parte delle persone più grandi di loro, spesso non si sentono supportati, si sentono soli. È un problema di comunicazione, di mancanza di empatia. I giovani si ritengono spesso vittime di pregiudizi, una sensazione che tende ancora di più ad allontanarli.

Linguaggio ed empatia, qual è il giusto punto d’equilibrio per fare comunicare generazioni tra loro lontane?

Credo che la chiave sia ascoltare per davvero l’interlocutore, proponendo opportunità, strade concrete. Non a caso noi, per non essere demagogici, affrontiamo le tematiche partendo da progetti concreti.

La televisione è ancora lo strumento giusto per parlare a ragazze e ragazzi?

La Tv è sempre più un mezzo che si rivolge a un target di persone adulte. Credo che al di là del dilagare dei social, ci sia una grossa responsabilità degli addetti ai lavori del piccolo schermo che non riescono a proporre temi e progetti editoriali che possano essere d’interesse per la generazione Z. Deve essere ricreato un rapporto di fiducia.

Il sogno professionale del cacciatore di sogni Stefano Buttafuoco…

Quello di fare un contenitore di approfondimento generalista, nazional popolare, per entrare nelle case degli italiani nel segno del servizio pubblico e della qualità, un programma che si rivolga a giovani e meno giovani.

 

SERIE TV

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C’è sempre Un posto al sole

 

Palazzo Palladini ha riaperto le porte ai telespettatori di Rai 3 e RaiPlay. In onda le nuove puntate di uno degli appuntamenti più amati della televisione. Dal lunedì al venerdì alle 20.50

 

Ambientata a Napoli nell’elegante quartiere di Posillipo, la serie, giunta alla 29esima stagione (puntata 6.670 in onda lunedì 1 settembre) racconta le appassionanti vicende degli abitanti di Palazzo Palladini. Nella varietà di caratteri e aspirazioni che esprimono, i protagonisti rendono il racconto sempre ricco e avvincente, fortemente legato a temi sociali importanti e di stringente attualità come la parità di genere e le molestie sessuali sul luogo di lavoro, l’accesso all’istruzione per gli adulti, l’emarginazione e le criticità legate alla sostenibilità sociale e ambientale. Nel racconto attento e originale della nostra società, “Un posto al sole” esprime un mondo valoriale in cui la famiglia assume un ruolo centrale e la condivisione delle difficoltà una rassicurante consuetudine con parenti e amici che formano una solida comunità di affetti. Il consolidato impianto narrativo si articola in un singolare intreccio di generi – romance, comedy e drama – che garantisce da anni un felice esempio di gradimento e fedeltà da parte del pubblico televisivo.

 

IL CAST

 

Alberto Rossi – MICHELE SAVIANI

Germano Bellavia – GUIDO DEL BUE

Luca Turco – NIKOLIN REKA

Luisa Amatucci – SILVIA GRAZIANI

Marina Giulia Cavalli – ORNELLA BRUNI

Marina Tagliaferri – GIULIA POGGI

Marzio Honorato – RENATO POGGI

Michelangelo Tommaso – FILIPPO SARTORI

Nina Soldano – MARINA GIORDANO

Patrizio Rispo – RAFFAELE GIORDANO

Riccardo Polizzy Carbonelli – ROBERTO FERRI

Giorgia Gianetiempo – ROSSELLA GRAZIANI

Miriam Candurro – SERENA CIRILLO

Maurizio Aiello – ALBERTO PALLADINI

Antonella Prisco – MARIELLA ALTIERI

Francesco Vitiello – DIEGO GIORDANO

Vladimir Randazzo – NUNZIO CAMMAROTA

Gina Amarante – MANUELA/MICAELA CIRILLO

Daniela Ioia – ROSA PICARIELLO

Samuele Cavallo – SAMUEL PICCIRILLO

 

NUMERI E CURIOSITA’

 

Il daily-drama italiano più longevo, prodotto dal 1996 a Napoli da Rai Fiction, Fremantle e Centro di Produzione Rai di Napoli, in onda su Rai 3 dal lunedì al venerdì alle ore 20.45, a settembre 2025 conta 6670 episodi. “Un Posto al Sole” è divenuto negli anni un vero e proprio fenomeno di costume: la serie intreccia i temi classici della soap – amori, intrighi, passioni, vendette, gelosie, amicizia – con il vissuto quotidiano e le tematiche sociali. Il successo crescente ne conferma da 29 anni la capacità di restituire uno spaccato della società in cui il grande pubblico può identificarsi. La splendida città di Napoli, con tutte le sue complessità, fa da sfondo alle vicende degli inquilini di Palazzo Palladini, punto di riferimento per gli spettatori italiani e stranieri. In questi 29 anni abbiamo visto: 20 attori principali più 30/35 attori guest ricorrenti

6.670 puntate

130.750 scene girate

180.279 minuti di trasmissione

645.000 foto di scena:

2.678 attori ricorrenti e 9.690 figurazioni speciali

20.600 attori provinati:

124.000 comparse:

130 registi in 29 anni, di cui 8 in carica

200 persone dietro le quinte tra Rai e Fremantle

E ancora…

9905 riunioni di produzione

40 matrimoni (girati e mancati)

29 funerali

5.600 baci

900 schiaffi

60 personaggi arrestati

34 animali

5.508.530 caffè

3.820.000 cestini e pasti

700.000 litri d’acqua

 

 

TIMPERI & SOAVE

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Il nuovo buongiorno di Rai 1 e Tg 1

 

Dall’8 settembre alle 6.30 su Rai 1 debutta “Unomattina News”, appuntamento quotidiano realizzato dalla Direzione Intrattenimento Daytime con il telegiornale. A raccontare i fatti del giorno appena iniziato, in diretta dagli studi di Saxa Rubra a Roma, Tiberio Timperi e Maria Soave. Il Radiocorriere Tv ha incontrato i conduttori

 

TIBERIO TIMPERI

Una nuova avventura, cosa significa per lei far parte di questo progetto?

La considero una dimostrazione di fiducia e di stima da parte dell’azienda nei miei confronti, perché si tratta di una nuova avventura che sta iniziando. Hanno deciso di affidarsi a una persona che, insomma, un po’ di esperienza ce l’ha. La vivo come un riconoscimento di responsabilità. Felice di lavorare con Maria Soave, una professionista di grande esperienza.

Come cambia il suo approccio quando conduce un programma che punta sull’informazione in tempo reale?

Bisogna togliere gli arzigogoli e gli aggettivi. Questo è da sempre il mio modo di fare televisione e, in particolare, di fare giornalismo. Ho iniziato a Telemontecarlo, con Roberto Quintini che è stato il mio primo direttore: lui sosteneva che una notizia potesse essere data senza bisogno di aggettivi, in maniera asciutta, diretta.

Che tipo di rapporto vuole instaurare con il pubblico che si sveglia con voi alle 6.30?

Il pubblico che si sveglia a quell’ora è abituato a un certo tipo di linguaggio, e in qualche modo lo conosco bene. Per diverso tempo, al sabato e alla domenica, ho accompagnato le persone nelle prime ore del mattino, quindi una certa pratica ce l’ho. Con calma, con equilibrio. È un rapporto che ho già sperimentato a lungo nel fine settimana su Rai 1, ed è lo stesso che intendo portare a “Unomattina News”.

Nella sua conduzione ha sempre coniugato professionalità e umanità: come pensa di portare questo equilibrio dentro una trasmissione più “giornalistica”?

Portando semplicemente me stesso. Come sono io. Altrimenti sarebbe finita. È il mio modo di essere, e credo che questa autenticità arrivi anche al pubblico.

Ci saranno ospiti e collegamenti: cosa si aspetta di più da questo confronto con l’Italia reale che entra in studio ogni mattina?

Non lo so, perché è una condizione che si rinnova ogni giorno. Ogni mattina è diversa, e quindi non faccio previsioni. L’unica certezza è che sono confortato dall’avere dal Day Time la massima fiducia, ed essere stato accolto con stima e affetto dagli amici e colleghi del Tg1.

Qual è la sfida più grande nel dare le notizie senza appesantire chi inizia la giornata?

L’ha detto bene: senza appesantirla. Credo che la notizia vada data liscia, pulita, e che poi siano i telespettatori a trarne le considerazioni. Questo è il mio modo di vedere l’informazione e il giornalismo. Non è detto che sia quello giusto, per carità, ma è il mio.

Cosa promette Tiberio al pubblico di Rai 1 che seguirà “Unomattina News”?

La coerenza. E l’onestà.

MARIA SOAVE

Dalle 6.30 in diretta per informare l’Italia che si sveglia. Cosa significa per lei far parte di questo progetto?

È una grande responsabilità: daremo il buongiorno agli italiani nello spirito originale di “Uno Mattina”, nato nel 1986 come primo programma del mattino in Italia, frutto della collaborazione tra Tg1 e Daytime. È un onore far parte di questa storia. Il nostro obiettivo sarà offrire un racconto completo: notizie, meteo, traffico, cronaca dall’Italia e dal mondo, insieme ad approfondimenti sui temi più rilevanti della giornata.

Cambierà l’approccio rispetto a un tradizionale telegiornale?

Non sarà un notiziario, ma un dialogo con il pubblico. Con Tiberio Timperi, professionista e volto della Rai, saremo in uno studio luminoso, con ospiti, e dialogheremo con inviati, corrispondenti Rai all’estero, i colleghi del Tg1 e della Rai.  Sono felice di iniziare questa nuova avventura con Tiberio, i colleghi del Tg1 e gli autori. E con figure di riferimento come Filippo Gaudenzi, che ha guidato fino a ora di “Tg1 Mattina” ed Elsa Di Gati, vicedirettore del Daytime. Ovviamente su tutti i due direttori: Gianmarco Chiocci, direttore del Tg1, e Angelo Mellone, direttore del Daytime. Ci tengo a ringraziarli per la fiducia che mi hanno dato.

Come si inserisce “Unomattina News” nel percorso iniziato con “Tg1 Mattina”?

L’esperienza di “Tg1 Mattina” è iniziata nell’estate del 2023, voluta dal direttore, e ha ottenuto un grande successo: nell’ultimo anno con Micaela Palmieri abbiamo raddoppiato gli ascolti. Ora questo percorso prosegue con “Unomattina News”, in collaborazione con il Daytime, in un mix che unisce l’autorevolezza del Tg1 con la professionalità del Daytime per offrire un racconto completo e vicino al pubblico.

Quale sarà lo stile con cui racconterete l’attualità al pubblico del mattino?

Il nostro compito sarà accompagnare gli italiani fin dalle prime ore del mattino, raccontando quello che è successo nella notte, proiettandoci sulla nuova giornata con l’attualità. Lo faremo con un linguaggio diretto, chiaro e approfondito.

Qual è il segreto per mantenere il contatto con chi guarda da casa?

Non tradire mai la fiducia del pubblico. Il contatto resta forte se quello che dici è documentato, approfondito ed equilibrato. L’informazione di servizio pubblico richiede di essere chiari, ma anche rigorosi. L’autorevolezza non si improvvisa: è nel DNA del Tg1 e della Rai. Per me, che da quasi vent’anni lavoro al Tg1, la responsabilità verso il pubblico è la priorità.

Quanto conta la squadra in un progetto come questo?

Conta tantissimo. L’esperienza al “Tg1 Mattina” mi ha insegnato che un programma nasce sempre da un lavoro collettivo. I servizi, il taglio, le domande, le scelte editoriali: tutto prende forma nelle riunioni, grazie al confronto tra giornalisti, autori e inviati. È lì che si analizza un fatto e lo si ricostruisce insieme, attraverso sensibilità ed esperienze diverse. È questo che dà spessore al racconto e ci permette di evitare la banalità o la semplice chiacchiera riempitiva. Quello che il pubblico vede in onda è sempre frutto della sinergia di squadra.

Cosa promette al pubblico di “Unomattina News”?

Il mio impegno sarà quello di dare notizie e di approfondire i temi rilevanti di cronaca, esteri, economia, società, nel rispetto del pubblico, della storia di “Uno Mattina” e del Tg1, la storia della televisione italiana.