In punta di piedi con il sorriso

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MONICA SETTA

La giornalista conduce “Uno Mattina in famiglia”, il sabato e la domenica su Rai 1, e dal 4 ottobre sarà anche su Rai 2 con “Generazione Z”. E’ inoltre al timone di altri programmi su Isoradio e Rai Italia. “Mi sono tolta tante soddisfazioni – dice – restando innamorata del giornalismo come il primo giorno”

Cosa si aspetta da questa stagione di “Uno Mattina in Famiglia”?

Mi aspetto un’altra stagione di grandi successi. Un programma che è diventato un po’ la mia casa, ma anche la casa di tutti noi, molto bello, dove c’è un grande spirito di gruppo voluto da Michele Guardì, ma soprattutto c’è tanta attenzione all’informazione e anche all’intrattenimento. Entrare nelle case degli italiani nel week end presto di mattina, in punta di piedi e con il sorriso, è molto bello. Il pubblico ci segue con amore e con dedizione.

“Uno Mattina in famiglia” nasce nel 1989 e ha resistito a tutto, è tradizione ma anche contemporaneità. Cos’altro?

Secondo me è lo spirito del suo creatore. Michele Guardì continua a gestire questi cambiamenti nel tempo mantenendo solido l’impianto originario, che è quello dell’informazione sicuramente rigorosa ma mai allarmistica. Penso a quanto abbiamo fatto al tempo del Covid, quando eravamo soli in questo grande studio. Informavamo in maniera puntuale senza enfatizzare. La grande fortuna sta proprio nella misura e nell’equilibrio.

L’economia spiegata alle famiglie è uno dei temi a lei molto caro.

Certo, e avrò anche quest’anno una rubrica, la domenica mattina, legata proprio al far quadrare i conti. Argomento che poi è diventato un libro per Rai Libri e una serie di podcast su Rai Play Sound. Quindi la mia attitudine al giornalismo economico, che poi è il mestiere che ho fatto per tutta la vita, si declina molto bene anche in un programma di così grande ascolto e dedicato alle famiglie.

Parlare di economia, ma farlo utilizzando termini comprensibili e trasmettendo al pubblico empatia. E’ questo il suo segreto? 

Spero che così arrivi il messaggio giusto. Ritengo che il mio stile di conduzione sia semplice, ma molto accuditivo e accogliente. Penso sempre di essere a casa, come se arrivassero ospiti da mettere a proprio agio. Questo è il mio stile: rigore, puntualità, accoglienza. Sono felice di poter abbracciare, anche se idealmente, una platea estremamente vasta.

Una stagione ricca di impegni televisivi e in radio. E’ pronta?

Prontissima. Sono partita il 5 settembre con la nuova edizione de “Il Sorpasso”, un appuntamento importante perché chiude il palinsesto di Isoradio, l’unico approfondimento di prime time che commenta i fatti del giorno. In partenza c’è anche “Generazione Z”, che mi sta molto a cuore, il 4 ottobre su Rai2. Un altro programma sul quale sono molto concentrata è “Confronti” su Rai Italia, dove si parla di politica.

Dietro questi programmi c’è tantissimo lavoro, rigore, ma quanto cuore?

Tantissimo cuore e altrettanta passione. Quando ho deciso di fare la giornalista avevo 14 anni. Ho vissuto una lunga gavetta quando ero al Liceo Classico e già scrivevo sui giornali locali. All’Università ho iniziato a scrivere per l’Avvenire e poi, quando mi sono laureata, sono diventata professionista. Una carriera lampo. A 24 anni ero professionista, laureata e lavoravo per un giornale importante come Il Giorno di Milano. Ho sempre lavorato in grandi giornali, non ho mai abbandonato il mio lavoro sulla carta stampata, anche se quest’anno festeggio vent’anni di televisione e ho fatto tanta radio. Mi sono tolta tante soddisfazioni restando innamorata del giornalismo come il primo giorno.

Ha vissuto un’estate social molto intensa. Quanto i social rappresentano per lei un legame continuo con i telespettatori e i radioascoltatori?

Moltissimo. Non uso i social per parlare di economia o dei temi del giorno. Racconto invece quello che è il mio modo di vivere e i momenti di relax, dicendo sempre la verità. Un modo per stare sempre collegata alle persone.

Continua a leggere sul Radiocorriere Tv N.38 a pag.20

Che musica ragazzi!

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ARENA SUZUKI ’60 ’70 ‘80’ e ‘90

La prima serata della grande festa condotta da Amadeus a Verona è andata in scena in un anfiteatro gremito da oltre 10 mila persone. Entusiasmo alle stelle per gli artisti e per le hit che ci accompagnano da sempre. Ad applaudire e ballare di fronte alla Tv una platea di oltre 3 milioni di spettatori (share del 21,8%) . Seconda e terza puntata il 24 settembre e il 1° ottobre L

La musica che amiamo, quella che a distanza di anni continua a farci battere forte, fortissimo il cuore. Il primo appuntamento della seconda edizione di “Arena Suzuki ‘60 ’70 ‘80’ e ‘90” ha riempito l’anfiteatro scaligero di migliaia di giovani di ogni età, che hanno applaudito Gloria Gaynor e Paul Young, i Ricchi e Poveri e Ornella Vanoni, e ancora gli Eiffel 65, Gianluca Grignani, La Bouche e i Neri per caso, solo per citarne alcuni. Perché la musica in scena all’Arena di Verona non ha tradito le attese, richiamando a sé ricordi e magiche emozioni. L’applauso di oltre 10 mila persone ha accolto gli artisti sul palco, a seguire la serata in Tv 3 milioni  e 93 mila spettatori (share del 21,8%). Alla consolle, Amadeus, che ha mantenuto fede alla promessa più importante, portando nelle case degli italiani una serata di grande divertimento. “Ho voluto un programma che richiamasse il mondo dei Festivalbar che ho condotto negli anni Novanta: quel clima, la festa, gente che canta e che balla, le arene, piuttosto che le piazze, gremite di ragazzi. Volevo questo” ha dichiarato al RadiocorriereTv il conduttore, che della musica ha fatto il filo conduttore della propria vita professionale. “Gli artisti che si esibiscono non vengono vissuti come vecchie glorie, tutti coloro che entrano all’Arena di Verona e salgono su quel palco portano le loro canzoni fantastiche, grandi successi che appartengono non solo alla musica degli anni ‘60, ‘70, ‘80 e… ‘90, ma alla musica di oggi. Sono il presente, non il passato”. Un presente che continuerà a farci cantare e ballare per altre due prime serate. E così sabato 24 settembre applaudiremo Holly Johson e Frankie Goes To Hollywood con “Relax”, gli Aqua con “Barbie Girl”, The Trammps con “Disco Inferno”, Haddaway con “What is love” e Umberto Tozzi con “Stella stai”. Artisti e brani indimenticabili, capaci di conquistare anche i millennials e popolarissimi in rete. Sul palco dell’Arena vedremo i Katrina con “Walking on sunshine”, i Fools Garden con “Lemon tree”, Nik Kershaw con “The riddle”, Fabio Concato con “Domenica bestiale”, Amii Stewart con “Knock on wood”, e ancora i Rockets con “Galactica”, Doublee Dee con “Found love”, Dik Dik con “L’isola di Wight”, Double You con “Please don’t go” e Raf con “Sei la più bella del mondo”. Nella serata conclusiva della manifestazione Amadeus accoglierà sul palco altri quindici artisti per rappresentare quattro decadi straordinarie della musica italiana e internazionale. E così ascolteremo Max Pezzali (“Sei un mito”), Bonnie Tyler (“Total eclipse of the heart”), le Sister Sledge (“We are family”), gli Snap (“Rhythm is a dancer”), Rita Pavone (“Il ballo del mattone”), Patrick Hernandez (“Born to be alive”), Corona (“The rhythm of the night”), Patty Pravo (“E dimmi che non vuoi morire”). E ancora Crystal Waters (“Gipsy woman”), P. Lion (“Happy children”), Michele Zarrillo (“Cinque giorni”) i Cugini di Campagna (“Anima mia”), Neja (“Restless”), i Matia Bazar (“Vacanze romane”) i Los Locos (Macarena), Limahl (“Never ending story”). La grande musica e i suoi protagonisti sono pronti a tornare su Rai 1 sabato 24 settembre e sabato 1° ottobre.

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La radio siamo noi

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OFFERTA 2022-2023

Contenuti innovativi di qualità, nuovi studi, una vera e propria rivoluzione tecnologica in atto, un nuovo canale rivolto ai giovani: Rai Radio guarda al futuro. Tra conferme e novità presentata la programmazione della nuova stagione. La presidente Rai Marinella Soldi: «È un palinsesto straordinario anche in vista del centenario che la Radio sta  per compiere, nel 2024, dopo i cento anni appena festeggiati dalla  Bbc». L’Ad Carlo Fuortes: «Il piano industriale prevede grandi investimenti in tecnologia, in impianti, nella rete Dab, e nell’evoluzione di RaiPlaySound»

La storica Sala A di via Asiago a Roma, fiore all’occhiello tecnologico della Rai, ha ospitato la presentazione dei palinsesti 2022-2023 di Rai Radio. Un’offerta editoriale che vede oggi impegnati i canali generalisti Rai Radio 1, Rai Radio 2, Rai Radio 3, Rai Isoradio affiancati da una ricchissima offerta verticale: Gr Parlamento, Radio1 Sport, Radio3 Classica, Radio Kids, Radio Techeté, Radio Tutta Italiana. Inoltre, Rai Radio Live e Rai Radio Indie, che a breve lasceranno il posto a un nuovissimo canale a target giovani, a cui sarà dedicato uno dei nuovi studi in preparazione. “A 100 anni dalla nascita, oggi la radio è potentemente sfidata dal digitale, una sfida epocale che spazia dai podcast ai cruscotti delle macchine e, ovviamente, dagli smart-speaker e dagli esperimenti di ascolto immersivo – ha affermato la presidente della Rai, Marinella Soldi – una sfida che passa anche dalla capacità di creare empatia con i cittadini. Rai Radio lo sa bene e il percorso di questi anni mostra sia l’attenzione alla tecnologia e all’innovazione sia la capacità di costruire con i cittadini una relazione di grande qualità”. Per l’amministratore delegato Carlo Fuortes “l’attenzione che il vertice della Rai, il cda e l’azienda, danno alla Radio, dimostra che per noi non è la sorella povera della Tv: investiamo nuove risorse in tecnologia, negli studi e negli impianti. Pensiamo di valorizzare uno strumento così antico e al tempo stesso così moderno come la Radio che ha anticipato la riorganizzazione per generi operata dalle reti tv. Puntiamo sul completamento e sul rafforzamento del processo di digitalizzazione, un cammino già intrapreso e su cui proseguire, e sui progetti di attrazione del pubblico più giovanile, più attratto dai podcast che dalla radio lineare”. Obiettivo di Rai Radio? Continuare a crescere in numeri e qualità, con un’offerta ampia e capillare. Sempre più centrale nel rapporto con gli ascoltatori, la piattaforma RaiPlaySound. “Rai Radio – spiega il direttore Roberto Sergio – spingerà ancora di più sul Dab, grazie a un importante piano di investimenti aziendale. Allo stesso modo, rafforzerà la comunicazione relativa all’ascolto in Ip, con l’obiettivo di rendere l’ecosistema digitale il più pervasivo e qualitativo possibile”. Una radio sempre più protagonista nel mondo visual, che vivrà sui social con un numero sempre maggiore di finestre video. “Stiamo per inaugurare due nuovi studi per Radio 1 – prosegue Sergio – realizzati in ottica audio video, come ormai da standard Rai Radio. Ma non è tutto: per la nuova radio che nascerà a breve dedicata ai giovani, stiamo realizzando una sorta di ‘meta studio’, un ambiente polivalente, totalmente personalizzabile, con facilità di interazione fra conduttore e ascoltatori e tecniche produttive leggere. Una vera novità nel mondo della radio italiana”.

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Venticinque anni…in Famiglia!

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TIBERIO TIMPERI

Dal 17 settembre su Rai 1 è ripartito il programma, in onda il sabato e la domenica, condotto con Monica Setta e Ingrid Muccitelli

ROMA 27 NOVEMBRE 2021 PUNTATA DI “UNO MATTINA IN FAMIGLIA” IN ONDA SU RAIUNO IL SABATO E LA DOMENICA DALLE ORE 08.30. NELLA FOTO INGRID MUCCITELLI – TIBERIO TIMPERI – MONICA SETTA

Come ci si sente alla venticinquesima edizione?

Ma basta! Siamo stanchi! E’ proprio vero che in Rai non cambia nulla! (ride)

Con quali novità siete tornati con “Uno Mattina in Famiglia”?

Novità non ce ne sono, nel senso che è una trasmissione di successo, perché cambiarla? Ogni minimo cambiamento significherebbe attentare ad una chimica, ad un’alchimia, ad una magia che ogni anno riesce.

La formula è quella consolidatasi negli anni e premiata da ascolti record e da riconoscimenti. Cosa ti aspetti da questa stagione?

Mi aspetto che sia una edizione serena, calma e tranquilla, all’insegna del buon umore e dell’ironia.

La partenza del programma è coincisa con la settimana dell’apertura delle scuole. Tanto spazio ai ragazzi, ma anche a tutti quei temi vicini alle famiglie…

Coincide soprattutto con le elezioni e quindi bisogna stare attenti. Se inarco il sopracciglio sinistro poi devo inarcare il sopracciglio destro e viceversa, per cui sarà un problema. Cammineremo sulle uova e non sode.

Cosa ti chiedono le persone che ti fermano per strada?

Mi chiedono di non martirizzare il Colonnello quando fa gli esperimenti e qualcuno passa pure agli insulti sui social. Però io e il Colonnello siamo d’accordo, anche lui è stato contaminato da quella lucetta rossa che è la telecamera e lo dico con affetto, sia chiaro.

Attivissimo sui social. Li ami? E come sono davvero le tue colazioni?

Li sopporto. Sono una tappa obbligata per chi fa un lavoro come il mio e in teoria potrebbero rappresentare anche la mia pensione dato che qualcuno ci lucra sopra, ma non è il mio caso. Le mie colazioni sono come le vedete, e devo dire che è molto triste che si parli delle mie colazioni dato che sono un professionista che fa tanto altro, ma c’è gente che mi ferma per strada per questo. Ho un auditel mostruoso. Dovrò fare un format con quella faccia e con quella mimica. Nato per caso, corro a depositarlo.

In cucina sei un bravo cuoco. Preferisci piatti consolidati o ti piace improvvisare?

L’improvvisazione è legata a quello che contiene il frigorifero.

A “Uno Mattina in Famiglia” ci riserverai qualche improvvisazione?

Abbastanza, se posso la infilo ovunque. Quando leggi un testo puoi leggerlo in maniera afona o dargli un’espressione. In televisione non sono un lettore, non mi piacciono quelli che leggono il gobbo e i punti, le virgole, i respiri. Io sono uno spontaneo, verace. Oramai ci sono conduttori che fanno i lettori e non è la mia filosofia di televisione.

Un invito ai lettori del RadiocorriereTv?

Sintonizzatevi e, come sempre, chi arriva prima aspetta.

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Il racconto di una Diva

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SOPHIA LOREN

Nel

Nel documentario diretto da Marco Spagnoli il mito dell’attrice italiana amata in tutto il mondo.Il 20 settembre su Rai 1 la prima serata firmata da Rai Documentari

Bellezza, fascino, rigore, resilienza, senso della famiglia, lealtà, onore, disciplina costituiscono le dimensioni narrative di un racconto unico ed emozionante che ha al centro una grande diva che ha saputo essere, prima di tutto, una grande donna, insuperata, diventata un’icona italiana del cinema internazionale. Il documentario diretto da Marco Spagnoli, in onda su Rai 1 il 20 settembre in prima serata,  è un viaggio alla scoperta del mito di un’attrice unica e della sua vita, narrata da lei stessa in prima persona, attraverso materiali di repertorio, foto rarissime, filmati inediti, interviste radiofoniche e televisive italiane e internazionali, con il commento di sei attrici che con Sophia hanno un rapporto personale di stima e amicizia: Claudia Gerini, Matilde Gioli, Margareth Madè, Ludovica Nasti, Lina Sastri, Valeria Solarino. Candidato tre volte al David di Donatello e vincitore di un Nastro d’Argento, il docufilm è prodotto da Marco Durante, Presidente di LaPresse, con Rai Documentari e Luce Cinecittà. “Sono molto orgoglioso che l’avventura de LaPresse nel campo della produzione audiovisiva inizi raccontando la carriera della più grande diva del cinema italiano – afferma Durante –  sono contento che in questa avventura abbiamo potuto coniugare la grande tradizione professionale della nostra Azienda con l’entusiasmo e la passione del regista, degli sceneggiatori e di tutto il team, in collaborazione con le più importanti realtà dell’industria culturale audiovisiva italiana come Rai Documentari e Luce Cinecittà”. Per il direttore di Rai Documentari Fabrizio Zappi “partecipare alla realizzazione di questo riuscito omaggio alla nostra diva più grande è stato un privilegio, oltre che un’iniziativa esemplare sul piano editoriale, poiché sposa il ritratto di una donna italiana amata e stimata in tutto il mondo con la costruzione di un affresco della nostra società, che ripercorre tutta la seconda metà del secolo scorso”.

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A cena con Imma? Solo se cucina lei

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VANESSA SCALERAU

Un personaggio amato dalla grande platea Tv e una interprete straordinaria: «Questa serie mi piace, mi diverto tantissimo. Pur essendo un prodotto televisivo, è un luogo di libertà». Torna su Rai 1 martedì 27 settembre “Imma Tataranni – Sostituto Procuratore” con gli ultimi quattro episodi della seconda stagione. Dai romanzi di Mariolina Venezia (Einaudi), la regia è di Francesco Amato

Di Imma abbiamo già raccontato tanto, il pubblico la conosce bene, cos’altro scopriremo di lei nei nuovi episodi?

Un personaggio televisivo di fantasia cambia raramente, ma è costretto a fare i conti in ogni puntata con un evento differente per muovere la storia. Le loro vite sono meno piatte, è finzione. Nelle nuove puntate accadranno tante cose, ma non posso spoilerare… (sorride). 

Alla base del successo di un personaggio e dell’interprete c’è sempre una squadra…  

Ho a fianco attori straordinari che mi passano la palla, non faccio punto io, lo facciamo tutti insieme. La bellezza, la riuscita di Imma è anche questo. Non c’è solo un attore bravo, lo siamo tutti, ci facciamo del bene a vicenda. È diverso recitare con attori straordinari come loro piuttosto che con attori che se la cavano a malapena. In quel caso ti deprimi. 

Imma nella narrazione ha tante spalle, dall’appuntato Calogiuri al marito Pietro, all’amica Diana, in che modo queste figure fanno risaltare le caratteristiche della protagonista?

Di spalle ne ho tantissime, tutti attori meravigliosi, con cui ho un rapporto e mi relaziono in maniera diversa. Io stessa, quando giro, non vedo l’ora di incontrare la suocera (Dora Romano), Diana (Barbara Ronchi), il procuratore capo Vitali (Carlo Buccirosso), mio marito Pietro (Massimiliano Gallo). Ciascuno di loro ha caratteristiche che mi fanno andare “via di matto” (sorride), non sopporto alcune cose della suocera, altre di Pietro stesso, ma è bello vedere Imma alle prese con i vari personaggi. Lei cambia con ognuno di loro.

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In connessione con tanta ironia

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SERENA BORTONE

Un porto sicuro dove i telespettatori, da tre stagioni, scelgono sempre più numerosi di approdare. Le interviste, la musica, il racconto, dal lunedì al venerdì, alle 14 in punto su Rai 1. «Gli ospiti? Sono tutti ideali purché siano sinceri» afferma la conduttrice, che di sé confida: «Nella vita sono come mi vedete in Tv, cerco di ascoltare, se possibile di sdrammatizzare, di ridere e quando serve, perché qualcosa non va, anche di arrabbiarmi»

Serena Bortone,2021

“Oggi è un altro giorno” è una scommessa vinta, della Rai e anche tua. Due anni fa immaginavi che il pubblico avrebbe risposto con tanto calore?

Immagini di proporre qualcosa che possa piacere. Immagini soprattutto di fare, con senso dell’onore, con attenzione, con equilibrio, con calore, un programma che entri nella testa e nel cuore delle persone, offrendo spaccati di cultura popolare, di informazione, di intrattenimento, che possano fare sentire il pubblico meno solo, che possano dare un impianto valoriale di inclusione, di obiettività, di autenticità.

Il tuo è anche un racconto degli italiani e del Paese, dal tuo osservatorio che Italia vedi?

Il fatto che il pubblico si sia affezionato al nostro programma testimonia che c’è un’Italia che vuole essere compresa, che vuole farcela, che ha voglia di buon umore e anche di informazione, ma soprattutto che ha voglia di entrare in relazione con gli altri. L’Italia è un grande Paese ricco di cultura, di storia, che ama avere a che fare con la propria cultura e con la propria storia. Che ama rispecchiarsi nel proprio passato e scommettere sul proprio futuro.

Le interviste sono colonne portanti del programma, esiste un ospite ideale?

Gli ospiti sono tutti ideali purché siano sinceri, cosa fondamentale anche per le persone con cui abbiamo a che fare nella vita di tutti i giorni. Nel momento in cui gli ospiti si mettono a disposizione del programma, dello spettatore, essendo io il tramite tra chi è a casa e chi ho di fronte, in modo autentico e sincero, allora sono ideali. L’ospite ideale è una persona capace di consegnare un pezzo della propria umanità a donne e uomini che vogliono entrare in connessione con lui.

Cosa fai quando capisci che un ospite non ti sta dicendo la verità o te la sta dicendo solo in parte?

Le persone che vengono non sono costrette a dirci tutto, c’è una sfera di intimità sulla quale sono rigorosa e rispettosa. Cerco di capire se la persona che ho di fronte abbia voglia di liberarsi di qualcosa, di comunicarlo. Cerco di essere un po’ maieutica, di aiutare le persone a tirar fuori loro stesse. Un po’ come una terapia di gruppo (sorride). Lo dico scherzando, ovviamente, non ho le pretese di fare la psicanalista.

C’è qualcosa che a un tuo ospite non chiederesti mai?

Non esistono domande che non farei, ovviamente al di là della tutela del pudore. Ci sono solo domande ineleganti.

Hai ospitato grandi nomi dello spettacolo, del cinema, della televisione, della cosiddetta società civile, ce n’è uno che ti ha lasciato un ricordo particolare?

Le puntate sono un po’ come i figli, sono tanti piccoli parti. Ognuna di loro ti lascia qualcosa, ogni ospite, dal più al meno famoso, è riuscito a consegnarmi uno spicchio di sé.

Continua a leggere sul Radiocorriere Tv N.37 a pag.8

Il Paradiso delle Signore

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SERIE TV

Un successo in televisione e sulla piattaforma RaiPlay, in Italia e nel mondo. La quinta stagione ha preso il via su Rai 1, tutti i giorni alle 15.35 insieme a personaggi entrati nel cuore dei telespettatori, da Adelaide di Sant’Erasmo a Vittorio Conti, da Umberto Guarnieri a Roberto Landi a Ezio Colombo e molti altri ancora

“Il Paradiso delle Signore” è tornato a farci sognare con tante nuove storie romantiche e avventure emozionanti. Metà degli anni Sessanta, i cambiamenti culturali sono forti, nuove tendenze si vanno affermando e al timone del grande magazzino c’è sempre Vittorio Conti, che questa volta deve dividere il comando con Adelaide di Sant’Erasmo. Dopo avere ottenuto le quote di Umberto Guarnieri con l’inganno, la contessa è entrata, infatti, a pieno titolo nella gestione del Paradiso. Il suo unico obiettivo è, naturalmente, la vendetta: vuole boicottare il lavoro di Flora Gentile, la talentuosa stilista che le ha portato via Umberto, e farla licenziare. L’avvincente serie coprodotta da Rai Fiction, Rai Com e Autora Tv è tornata a fare battere il cuore dei telespettatori con la quinta stagione daily. Personaggi amatissimi e altri al debutto nelle nuove puntate, un cast di attori che ha conquistato l’affetto del pubblico. Abbiamo chiesto ad alcuni dei protagonisti della serie di raccontarci il loro rapporto con “Il Paradiso delle Signore”.

Continua a leggere sul Radiocorriere Tv N.37 a pag.24

Il viaggio continua

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GEO

Lunedì 12 settembre alle 16.00, torna nel pomeriggio di Rai 3 il programma sulla natura, l’ambiente e le culture del mondo prodotto da Rai Cultura e condotto da Sveva Sagramola ed Emanuele Biggi

Con i suoi grandi documentari e gli esperti in studio, ogni giorno in diretta dal lunedì al venerdì, “Geo” racconta la Terra, le persone, le meraviglie e le fragilità del nostro pianeta. In questa nuova edizione particolare spazio è dedicato ai grandi squilibri ambientali che compromettono la salute e la sopravvivenza delle specie: deforestazione, inquinamento, innalzamento del riscaldamento globale e l’intensificarsi dei fenomeni meteorologici più estremi. A parlarne saranno gli scienziati e chi, come giovani, interpreta in prima persona nuovi e più ecologici stili di vita, chiedendo alle istituzioni di incrementare e agevolare scelte diverse e sostenibili in grado di invertire la rotta. In questo difficile tempo di guerre, emergenza energetica, carestie e instabilità climatica, “Geo” cerca di dare risposte ai grandi interrogativi sul futuro della ricerca e sulle nuove tecnologie e l’automazione individuando le vie per un progresso sostenibile e per la salute globale. “Geo”prosegue il suo storico viaggio nel territorio italiano, alla scoperta delle millenarie tradizioni che rivelano lo stretto legame di ogni luogo con i suoi abitanti, i mestieri e i prodotti della terra. Il programma prova, come sempre, ad essere una guida per una nutrizione sana ed economica, nel tentativo di aiutare il telespettatore a capire come individuare la qualità nei cibi che si acquistano. Da lunedì 12 settembre alle 16.00 su Rai 3.

Continua a leggere sul Radiocorriere Tv N.36 a pag.22

Tutte le canzoni della nostra vita

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ARENA SUZUKI ‘60 ’70 ’80 e… ‘90

Amadeus torna su Rai 1 con il programma che fa ballare l’Italia. Sabato 17 e 24 settembre e sabato 1 ottobre in prima serata dall’Arena di Verona. Novità di quest’anno, i grandi successi degli anni Novanta: «Quando il pubblico riascolterà quei brani cantati dagli interpreti originali si alzerà dalla sedia e si scatenerà»

Ballare, cantare, divertirsi, in Arena come a casa di fronte alla televisione. Dopo il successo della prima stagione torna su Rai 1 “Arena Suzuki ’60 ’70 ’80 e… ‘90”. Un viaggio attraverso quarant’anni di canzoni e di emozioni: da Max Pezzali a Rita Pavone, da Umberto Tozzi ai Neri per caso, e ancora Aqua, Matia Bazar, Cugini di campagna, Corona, Dik Dik, Paul Young, Amii Stewart, Fabio Concato e tantissimi altri.

Non un’operazione nostalgia ma una grande festa della musica, di tutta la musica. Che “Arena” vedremo?

Non è mai stata un’operazione nostalgia, nemmeno lo scorso anno. Ho voluto un programma che richiamasse il mondo dei Festivalbar che ho condotto negli anni Novanta: quel clima, la festa, gente che canta e che balla, le arene, piuttosto che le piazze, gremite di ragazzi. Volevo questo. Gli artisti che si esibiscono non vengono vissuti come vecchie glorie, tutti coloro che entrano all’Arena di Verona e salgono su quel palco portano le loro canzoni fantastiche, grandi successi che appartengono non solo alla musica degli anni ‘60, ‘70, ‘80 e… ‘90, ma alla musica di oggi. Sono il presente, non il passato.

L’edizione che sta per prendere il via aprirà agli anni Novanta, considerati talvolta musicalmente “minori” se rapportati alle decadi precedenti. Che cosa hanno avuto di speciale quegli anni?

È vero, gli anni Novanta sono stati considerati meno forti di quelli che li hanno preceduti, e probabilmente è corretto. Vieni dai Sessanta che hanno una loro storia, ci hanno regalato non solo i Beatles ma anche Mina, Celentano, parte della storia della musica italiana. La stessa cosa vale per gli anni Settanta, sia a livello nazionale che internazionale, anche gli Ottanta hanno una loro identità. I Novanta sono più leggeri, sul fronte italiano culturalmente meno profondi, con meno talenti sul versante internazionale, ma c’è una leggerezza che piaceva molto ai ragazzi, una leggerezza che ha prodotto tanta musica da discoteca, la famosa “cassa in quattro”. Questa spensieratezza farà sì che quando il pubblico ascolterà queste canzoni che erano successi nei Novanta, con gli artisti originali, si alzerà e li ballerà immediatamente.

In campo musicale ha vinto la scommessa più importante, quella di rivitalizzare un settore che aveva bisogno di una forte scossa, di contribuire a un cambiamento profondo della nostra musica. Cosa prova quando ripensa agli ultimi suoi tre-quattro anni?

È una scommessa per me fondamentale. Quando ho cominciato a occuparmi del Festival di Sanremo ho dato semplicemente priorità a ciò che ritenevo fosse la cosa fondamentale: i brani in gara. Più importanti di qualsiasi altra cosa, degli ospiti come di tutto ciò che può circondare il Festival della canzone italiana. In gara devono esserci pezzi e cantanti attuali, a prescindere dall’età. Questo non vuol dire solo le nuove generazioni, ma certamente i giovani devono esserci perché sono loro a dare il polso dell’attualità musicale. Prima erano praticamente tenuti fuori. Tutto ciò che è attuale deve essere presente sul palco dell’Ariston.

Continua a leggere sul Radiocorriere Tv N.36 a pag.10