Michele Mirabella

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Il RadiocorriereTv incontra l’ideatore e conduttore dello storico programma di Rai3, in onda dal lunedì al venerdì alle 11 e il sabato alle 8: «Il mio elisir di benessere? Tranquillità, dieta mediterranea, movimento e humor»

foto IWAN PALOMBI

La stagione televisiva ha visto l’atteso ritorno di “Elisir”, come sta andando?

Un’edizione nuova e antica al tempo stesso. Siamo tornati al marchio glorioso di “Elisir” e sono molto contento. La trasmissione, che si avvale della collaborazione di Benedetta Rinaldi e mia, ha una struttura rinnovata, più agile. Siamo molto soddisfatti anche dal punto di vista degli ascolti. 

Era il 1996 quando il programma debuttò su Rai3. È cambiato, da allora, il suo modo di parlare di salute e benessere in televisione?

No, ma mi sono sempre sforzato di perfezionarlo, di perfezionare una scelta estetica e logica del linguaggio. Ho sempre ritenuto che la televisione sia il sommo foro della divulgazione, dai tempi del maestro Alberto Manzi, ma anche da prima. 

Quale ruolo deve avere un divulgatore?

Il divulgatore non deve essere competente, tanto varrebbe, altrimenti, che facesse dei monologhi. Ancorché provvisto di credenziali culturali importanti, come un corso di studi, lauree, un’esperienza sul campo, nel mio caso aggiungo a tutto questo la pratica professionale del teatro e della radio da cui io provengo, il divulgatore deve riuscire a essere bonariamente e benevolmente reticente per quanto riguarda le sue competenze. 

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Chiara Lubich

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L’amore vince tutto

Domenica 3 gennaio, in prima serata su Rai1, il film per la televisione con Cristiana Capotondi, prodotto da Rai Fiction e diretto da Giacomo Campiotti, ispirato alla fondatrice del Movimento dei Focolari

foto di Federica Di Benedetto

fratellanza universale. Al centro dei suoi dialoghi di pace spiccano la forza dell’amore e la solidarietà che può costruire ponti tra gli uomini di qualunque razza o fede religiosa. “Chiara Lubich” è il film per la televisione, diretto da Giacomo Campiotti, ispirato alla fondatrice del Movimento dei Focolari nell’anno del Centenario della nascita. Nei panni di Chiara, Cristiana Capotondi. “Quando mi è stato offerto questo film non sapevo nulla di Chiara Lubich – dice il regista – stranamente, però, proprio qualche mese prima, avevo conosciuto alcuni focolarini, in un incontro per me molto importante. Studiando insieme agli altri sceneggiatori la vita di Chiara e il suo pensiero, via via mi sono reso conto di quanto Chiara fosse un personaggio originale, unico, incredibilmente ‘avanti’. Quanto avesse ancora da dire, e quanto il suo essere leader carismatico donna, rendesse ancora più significativo il raccontare la sua vita oggi… poi è arrivato il Covid… e ho pensato che la Luce di Chiara fosse proprio necessaria e che forse questo film arriverà nelle case nel momento giusto. Con Cristiana Capotondi abbiamo lavorato verso la semplicità, contro i rischi della retorica, raccontando Chiara che non pontifica mai, ma condivide con gli altri la gioia delle sue scoperte. Una giovane donna allegra, profonda ma leggera,  concreta e umile. E’ stata una bellissima esperienza di condivisione profonda”. Una donna libera, appassionata, coraggiosa, quella raccontata dal film prodotto da Rai Fiction ed Eliseo Multimedia. “Ho fatto innumerevoli provini prima di decidere il cast delle ragazze – prosegue Campiotti – sono il cuore del film, era importante che fossero diverse, non omologate, ma anche unite da un sentimento indicibile che lo spettatore fosse in grado di percepire. Un gruppo di ragazze che lasciano le famiglie e vanno a vivere insieme creando grande scandalo. Siamo negli anni anni quaranta, non  ai tempi dell’Erasmus!”. Nel cast del film Aurora Ruffino, Greta Ferro, Miriam Cappa, Valentina Guelfi  e Sofia Panizzi.

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Sergio Castellitto

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Lucariello ha la forza dell’innocenza

foto di Gianni Fiorito

Cosa le ha fatto accettare il ruolo di Lucariello?

È stata un’occasione abbastanza irripetibile, l’idea di potere lavorare a uno dei testi più importanti della drammaturgia italiana del Novecento, un personaggio leggendario, che pronuncia una battuta leggendaria, “Te piace, ‘o presepe?” che equivale a “Essere, o non essere” di altra drammaturgia. È stata un’avventura che ho accolto con grande entusiasmo e con uno spirito studentesco, non mi sono mai spaventato all’idea di dovermi confrontare con qualcuno che è inarrivabile, Eduardo, ho recitato questo ruolo il più possibile in maniera sorgiva.

Cosa c’è dietro alla domanda “Te piace, ‘o presepe?” Luca Cupiello ogni anno apre i cartoni in cui custodisce i suoi pupazzi di terracotta, e ogni anno li risistema, come se volesse risistemare i pezzi di questa famiglia che oggi definiremmo disfunzionale, dove sente che c’è qualcosa che non quadra, che non gli viene detto. Forse questo presepe rappresenta l’amore che si è disgregato nella vita, in fondo Luca è il più vecchio di tutti, ma è anche il più bambino di tutti, è colui che è riuscito a conservare la forza, la potenza dell’innocenza infantile che gli consente ancora di avere quel sorriso spontaneo, quella certa leggerezza. Per questo lui ne soffrirà più degli altri, per questo è destinato a morire. Gli altri sopravvivranno, perché gli altri si sono accontentati.

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Affari Tuoi (Viva gli sposi)

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Tornano i pacchi più famosi della Tv

Il programma cult dell’Ammiraglia Rai, che ha tenuto compagnia per 14 stagioni ai telespettatori, torna con sette speciali in prima serata, a partire da sabato 26 dicembre

Il sabato, in prima serata su Rai1, torna “Affari tuoi” in una versione a dir poco originale, che vede come concorrenti due giovani prossimi alle nozze. Alla conduzione del varietà, che ha l’obiettivo di unire spettacolo, gioco, ospiti, momenti di divertimento e musica, Carlo Conti. In palio, per i protagonisti del gioco, una ‘lista di nozze’ ricchissima, con un montepremi massimo di 300.000 euro. Motore del game-show 20 Pacchi presenti in studio contenenti i premi. I due partner, dopo averne sorteggiato uno a inizio trasmissione, inizieranno a scoprire, uno alla volta, il contenuto di tutti gli altri. Ad aprire fisicamente le scatole sono i ‘Testimoni’, 10 personaggi famosi che propongono alla Coppia e al pubblico anche divertenti momenti di spettacolo e, perché no, utili consigli per il matrimonio. I ‘Promessi Sposi’ dovranno vedersela con la figura misteriosa del ‘Dottore’ che, via telefono, proverà in tutti i modi, attraverso le sue “offerte” e i suoi diabolici stratagemmi, a mettere in difficoltà la Coppia. Novità del varietà è il Pacco ‘Feeling’.

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FESTIVAL 2021

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Tutte le voci di Sanremo

Nel corso della diretta dal Casinò della Città dei fiori su Rai1 il direttore artistico Amadeus ha svelato il nome dei ventisei campioni in gara e ha proclamato gli otto vincitori della sezione nuove proposte, sei provenienti da “Ama Sanremo” e due da “Area Sanremo Tim”. Il Festival della Canzone Italiana prenderà il via il 2 marzo dal Teatro Ariston

Ventisei campioni, quattordici dei quali al debutto all’Ariston. Un Festival che sposa tradizione e innovazione, quello del direttore artistico Amadeus, che vuole rinnovare il successo di pubblico e di critica dello scorso anno. Ad accompagnare gli artisti nelle cinque serate di Sanremo, in diretta su Rai1, la grande orchestra del Festival.

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I vincitori dell’edizione 2020

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CARTOONS ON THE BAY

Tutti i premiati del festival dell’animazione crossmediale e della TV dei ragazzi, promosso dalla Rai e organizzato da Rai Com, con la direzione artistica di Roberto Genovesi, realizzato per la prima volta interamente in digitale sulla piattaforma RaiPlay. Tre i Pulcinella Awards vinti dalla Rai

A ricevere il Pulcinella Award per la categoria Preschool Tv Seriesè stato “Lupin’s Tales” (Xilam Animation, Maga animation studio, Rai Ragazzi), “Topo Gigio” (Movimenti Production Srl in collaborazione con Rai Ragazzi) ha vinto nella categoria Upper Preschool Tv Series, mentre “Urban Legends” (KecskemŽtÞlm Kft.) in Kids TV Series. Per Interactive Multimedia Work premiato “Death Stranding” (Kojima Productions Co.),per Live Action TV Series “Endlings” (Sinking Ship Entertainment),per Pilot TV Series “We are family” (TeamTO), per Short film “The Snail and the whale” (Magic Light Pictures).

Nella sezione Lungometraggi il premio per il Miglior Film è stato assegnato a “La famosa invasione degli Orsi in Sicilia” (Indigo Film srl, Prima Linea Productions, Rai Cinema, Pathé Films); Miglior regia a Zabou Breitman ed Eléa Gobbé-Mévellec per “Les Hirondelles de Kabul” (les armateurs); Miglior sceneggiatura a “Buñuel en el laberinto de las tortugas” (Sygnatia Sl); Miglior animazione ad “Arctic Dogs” (Ambi Media Group); Miglior colonna sonora e Pulcinella Ciak d’Oro a “Lava” (Crudo Films).

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Cartoons On The Bay 2020

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Emozioni animate su RaiPlay

Dal 18 al 20 dicembre sulla piattaforma della Rai l’edizione 2020 del Festival dell’animazione crossmediale e della TV dei ragazzi, promosso dalla Rai e organizzato da Rai Com, in collaborazione con Rai Ragazzi e Rai Radio. Nel corso del Festival sarà assegnato il premio alla carriera ad Altan, creatore della Pimpa, mentre Guido Manuli e Don Bluth entreranno nella Hall of fame di “Cartoons”

È RaiPlay a ospitare l’edizione 2020 di “Cartoons on the Bay”, il Festival dell’animazione crossmediale e della TV dei ragazzi, in scena in digitale da venerdì 18 a domenica 20 dicembre. In concorso lungometraggi, mediometraggi e cortometraggi provenienti da tutto il mondo, tema dell’edizione, realizzata interamente in digitale, sarà la tutela e la valorizzazione dell’universo femminile nel panorama dell’animazione internazionale. “Realizzeremo un palinsesto di opere dedicate all’universo femminile – afferma Roberto Genovesi, direttore di ‘Cartoons on the Bay’ – e una serie di panel, incontri e interviste con le più importanti professioniste del cartone animato a livello internazionale. Non era  casuale, in tal senso, il premio come miglior studio dell’anno a Cartoon Saloon, studio irlandese in cui l’impronta di autrici e registe ha da sempre grande impatto”. Tutti i film e i medio e cortometraggi in concorso, così come le opere incluse nelle retrospettive e quelle presentate in anteprima, saranno visibili in esclusiva su RaiPlay per tutta la durata del Festival. “Cartoons on the Bay è il Festival che rappresenta l’impegno della Rai nello scouting e nella ricerca di nuove strade del linguaggio dell’animazione, della crossmedialità e anche dei videogiochi – prosegue Genovesi – siamo stati tra i primi a occuparci di questi argomenti abbastanza sensibili per le nuove generazioni e con orgoglio continuiamo a essere un punto di riferimento a livello internazionale”. La cerimonia di premiazione vedrà l’assegnazione dei Pulcinella Awards per le diverse sezioni del concorso. Grande l’attesa anche per i riconoscimenti speciali, il premio alla carriera ad Altan, papà della Pimpa e l’apertura della Hall of fame di “Cartoons” a due giganti dell’animazione, Guido Manuli e Don Bluth.

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Giorgio Colangeli

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I miei personaggi tra apparenza e verità

Il suo Cosimo Casiraghi è uno dei personaggi più amati della serie “Vite in fuga”, in onda su Rai1. L’attore, che insieme a tanti successi vanta anche una laurea in fisica, al RadiocorriereTv dichiara: «Nella scienza come nella recitazione è sempre una questione di analisi e di metodo». Lunedì 7 dicembre va in onda l’ultima puntata della serie diretta da Luca Ribuoli

Che esperienza è stata “Vite in fuga”?

Molto particolare, anche perché l’argomento era davvero inusuale per una fiction di Rai1, un family contaminato con l’azione, lo spionaggio. Una storia complessa intorno a una famiglia che si trova quasi travolta dal contesto. L’esperienza di lavoro è stata bella, è stato molto interessante anche girare tutti gli esterni in Alto Adige, uno dei punti di forza della serie è proprio il paesaggio estremo.

La serie parla di cambiamenti importanti, cosa significa per lei cambiare?

Una grande opportunità, ed è anche una caratteristica tipica dell’attore, che cambia continuamente e nello stesso tempo ha delle ritualità quasi infantili. Ricordo benissimo il camerino a teatro di certi attori e attrici, già maturi quando ero ancora ragazzo, attrezzati dai sarti della compagnia sempre nello stesso modo. Era come arredare un altare, tutto andava al proprio posto. Tutto aveva una funzionalità, ma questo aiutava anche a dare, nel turbine di cambiamento continuo di piazza, albergo, ristorante, un punto fermo, che costituisse un riferimento, ad esempio con le foto della famiglia. Nel nostro lavoro siamo sempre in bilico tra questi due estremi e cambiamo spesso, anche se per finta. Cambiare significa rischiare, andare avanti e, infine, fare i conti.

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Donatella Finocchiaro

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Caterina sono io

Il 3 dicembre in prima serata su Rai1 va in onda “Io, una giudice popolare al Maxiprocesso”, docufiction diretta da Francesco Micciché, ricostruzione e racconto di un episodio cruciale della nostra storia contemporanea.   Del suo personaggio, l’attrice racconta: «Appena ho letto la sceneggiatura ho sentito subito questo ruolo parte di me» e aggiunge « In Sicilia la mia vera natura».

Un argomento non nuovo al cinema e alla tv.  Cosa c’è di diverso in questo progetto?

Non se ne parla mai abbastanza però, ancora una volta, una docufiction che alterna finzione e repertorio è, forse, lo strumento più efficace per presentare al pubblico un argomento così importante. Sono certa che l’impatto emotivo sarà molto forte proprio grazie all’utilizzo delle immagini storiche di quel periodo, del Maxiprocesso. Nessun personaggio famoso, ma si sceglie di raccontare quel momento dal punto di vista delle giurie popolari, persone normali chiamate ad assumersi un impegno civico importante.

Chi è dunque Caterina, la giudice popolare che interpreta?

Una donna normale, una giovane insegnante soddisfatta della propria vita semplice che a un certo punto viene sorteggiata come giudice popolare al Maxiprocesso. È un personaggio realmente esistito e, anche se la sua vicenda è leggermente romanzata, la storia parte proprio dal suo punto di vista che sintetizza benissimo lo stato d’animo degli altri nelle sue condizioni. Accettare quel ruolo, in quegli anni, non era facile, soprattutto se eri una donna con famiglia. La tua vita viene stravolta, immaginate di vivere sotto scorta e avere il peso di giudicare i mafiosi. Ti cambia l’esistenza, quell’evento ha cambiato per sempre il corso della storia di questo Paese.

Ogni personaggio è una sfida, qual è la sfida di Caterina?

Appena ho letto la sceneggiatura del film ho sentito subito questo personaggio parte di me, ho detto “lo devo farla, Caterina sono io”, ho subito visualizzato questa donna, e non succede sempre. Quando studi un copione ci sono sempre molti dubbi, molti nodi da sciogliere, ma non in questo caso: è stato amore immediato, avrei potuto, e voluto, accettare quella sfida anche io. Al regista, Francesco Miccichè, ho affidato subito la mia sensazione, è una sorta di trasposizione magica che ti porta a immergerti nel ruolo totalmente. Tutto è venuto facile, le parole scorrono in una maniera magica, c’è poco da dire, non c’è sforzo perché le senti nel tuo cuore.

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Torna #IOLEGGOPERCHÉ

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Rai per il sociale

Dal 21 al 29 novembre più di 2 milioni e mezzo di bambini e ragazzi, oltre 13.000 scuole e 2.500 librerie mobilitati su tutto il territorio italiano per potenziare le biblioteche scolastiche.

Più di 2milioni e mezzo di bambini e ragazzi coinvolti, oltre 13mila scuole, più di 2500 librerie mobilitate e aperte su tutto il territorio nazionale: sono questi i numeri straordinari dell’edizione 2020 di #ioleggoperché, il grande progetto sociale promosso e coordinato dall’Associazione Italiana Editori (AIE) per la creazione e il potenziamento delle biblioteche scolastiche.

Dal 21 al 29 novembre prossimi, nelle oltre 2500 librerie che hanno aderito al progetto, tutti gli italiani potranno donare un libro a una scuola, scegliendo un titolo che ritengono immancabile in una biblioteca scolastica tra quelli suggeriti dagli istituti (attraverso la piattaforma ogni scuola ha infatti comunicato alla libreria gemellata i propri desiderata, fornendo così un utile suggerimento a chi vuole donare) o semplicemente in base alle proprie preferenze.

Nell’anno difficile del Covid sul sito ioleggoperche.it sarà possibile, eccezionalmente, donare anche a distanza: circa la metà delle librerie ha infatti segnalato modalità alternative di donazione rispetto all’ingresso fisico nei punti vendita.

LE MODALITA’ PER DONARE UN LIBRO

Rispetto alle modalità di partecipazione alla nove-giorni dal 21 al 29 novembreprossimo, la novità è rappresentata dalla facoltà di effettuare donazioni a distanza nelle oltre mille librerie tra quelle iscritte che mettono a disposizione dei donatori modalità di acquisto da remoto e che non richiedono l’ingresso fisico in libreria. Questa opportunità è stata introdotta alla luce dell’attuale situazione pandemica e vede la collaborazione di tantissimi punti vendita aderenti, preparati – anche dopo l’analoga esperienza tra marzo e aprile di quest’anno – a supportare i donatori con acquisti da remoto sulla base degli ordini ricevuti via mail o telefono o attraverso i propri canali web e social (non librerie on line). Sull’home page del sito (https://www.ioleggoperche.it/dona-a-distanza) e sull’app di #ioleggoperché si trovano facilmente le librerie che possono mettere a disposizione questo servizio per non affollare i loro spazi. A questa modalità si affianca la possibilità di acquisto in presenza in tutte le librerie, che saranno aperte ovunque.

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