La mia famiglia a soqquadro

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CINEMA IN TV

La commedia diretta da Max Nardari in onda martedì 7 settembre in prima serata su Rai1. Nel cast del film il giovane Gabriele Caprio, Bianca Nappi, Marco Cocci, Elisabetta Pellini, Eleonora Giorgi, Ninni Bruschetta e Luis Molteni

Un racconto ironico e mai scontato della famiglia contemporanea. Protagonista della pellicola scritta e diretta da Max Nardari è Martino (Gabriele Caprio), un bambino di 11 anni che entrando nel nuovo mondo delle scuole medie si trova di fronte a una realtà inaspettata: è l’unico della classe ad avere ancora i genitori insieme. Pian piano inizia a invidiare ai compagni i sontuosi viaggi e i regali avuti dai genitori e dai loro rispettivi nuovi partner che fanno a gara per accaparrarsi l’affetto dei figli. Da qui scatta in lui l’idea diabolica di far separare i suoi genitori per diventare un bambino come tutti gli altri nell’illusione di poter godere degli stessi benefici dei compagni. La situazione gli sfuggirà di mano e le vite di tutti i componenti della famiglia cambieranno fino alla risoluzione finale. “L’originalità de ‘La mia famiglia a soqquadro’ sta proprio nel fatto che il concetto di diversità, ossia avere i genitori separati, qui viene completamente ribaltato – afferma il regista – avere una famiglia solida con sani valori non viene più vissuto come un plus valore ma come un disagio. Quello che mi diverte è trattare una vicenda che appartiene ormai alla nostra contemporaneità, spingendo gli spettatori a chiedersi qual è il confine tra ciò che è normale e ciò che non lo è”. Nardari ha scritto e diretto una storia a lui vicina: “Martino vive delle dinamiche interiori che conosco molto bene – afferma – Io stesso, negli anni dell’adolescenza, ho trascorso il periodo scolastico con grandi difficoltà relazionali. Ritenevo che l’unico modo per essere accettato dai miei coetanei fosse uguagliarli il più possibile, seguire i loro interessi, i loro hobby e il loro look, ma tutto questo era davvero uno sforzo inutile e soprattutto illusorio”. Nel cast, insieme a Gabriele Caprio, troviamo Bianca Nappi, Marco Cocci, Elisabetta Pellini, Eleonora Giorgi, Ninni Bruschetta e Luis Molteni. Nardari, regista e musicista, ha recentemente inciso il singolo “100 cose” e pubblicherà a breve il libro “Meglio fare 100 cose bene che una male”.

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IL PARADISO DELLE SIGNORE

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Tutti i nuovi personaggi

Colonna del pomeriggio di Rai1, coprodotto da Rai Fiction, Rai Com e Aurora Tv, il daily torna con la quarta attesissima stagione. L’appuntamento è per lunedì 13 settembre alle 15.55. In queste pagine le new entry del popolarissimo cast

Dopo il grande successo della scorsa stagione, dal 13 settembre “Il Paradiso delle Signore” torna su Rai1 a farci sognare con un nuovo anno ricco di storie romantiche e avventure emozionanti. Il grande magazzino di Vittorio Conti (Alessandro Tersigni) si avvia ormai alla metà degli anni sessanta, raccontando una società in trasformazione, sospesa tra modelli culturali tradizionali e nuove tendenze in via di affermazione. La fine della storia d’amore con Marta (Gloria Radulescu) è per il protagonista il punto da cui ripartire per ricostruirsi una vita attorno alla sua creatura, “Il Paradiso”. Attorniato dai suoi preziosi collaboratori che animano con passione e impegno il luogo capace di generare tutti i suoi sogni, Vittorio recupera forza ed energia per ritrovare la felicità. Le relazioni sentimentali e gli intrighi sono ancora una volta i protagonisti di questo grande racconto, che si arricchisce di tematiche sociali e di costume, rappresentando un’Italia che aspira al progresso e all’emancipazione, soprattutto per i personaggi femminili. L’avventura più eclatante di questo inizio di stagione è il lancio del Paradiso Market, rivista glamour di moda e costume, in cui Vittorio vuole al suo fianco un amico di vecchia data, Roberto Landi (Filippo Scarafia), collaboratore estroso e fidato, sempre pronto a coadiuvarlo nelle sue folli idee creative. Al secondo piano del “Paradiso”, si teme invece per la prossima partenza di Gabriella Rossi (Ilaria Rossi) che rischia di lasciare un grande vuoto nell’atelier. La donna, tra il dispiacere di amici e colleghi, deve infatti raggiungere il marito Cosimo, trasferitosi da qualche mese a Parigi con la madre. Impegnata nel lancio della sua ultima collezione per il grande magazzino, Gabriella tenta di rassicurare Agnese (Antonella Attili) e Maria (Chiara Russo), preoccupate dall’arrivo di un nuovo stilista di sesso maschile. Qualcosa però sembra andare storto quando l’uomo in questione dice di avere un impedimento…. A far ritorno a Milano anche la bella Anna Imbriani (Giulia Vecchio) che dopo la morte di Quinto, grande amore della sua vita, è rimasta sola con la piccola Irene (Francesca Del Fa) e fatica a trovare un lavoro stabile.

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PRESA DIRETTA

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Otto nuovi appuntamenti con le inchieste della squadra capitanata da
Riccardo Iacona e da Cristina De Ritis. Il conduttore: «sempre con la voglia di raccontare e di approfondire, per narrare storie e denunciare ingiustizie, per non urlare le notizie, ma capire come stanno davvero le cose». Dal 30 agosto in prima serata su Rai3

Otto finestre aperte sul mondo, dove ci porterete con la nuova stagione di “Presa Diretta”?
Cominciamo con la storia di Julian Assange, che è la storia del Pianeta,
della forza di ciò che il fondatore di WikiLeaks ha tirato fuori, e che ha molto a che fare anche con i disastri della guerra in Iraq e le vicende afgane, la chiusura di questa avventura in maniera così rovinosa che stiamo vivendo in questi giorni. La storia di Julian Assange ha a che fare con noi. Lui è prigioniero da quasi due anni e mezzo in un carcere di massima sicurezza in Inghilterra, nel nostro mondo, ed è in attesa di essere estradato negli Stati Uniti per essere processato come fosse una spia, con il rischio che possa prendere 175 anni di carcere. È lo scandalo giudiziario più grande degli ultimi anni, qualcosa di paragonabile al caso Dreyfus, perché per la prima volta nell’Occidente che pretende di esportare la democrazia nel mondo, un giornalista ed editore è incarcerato con l’unica colpa d’avere fatto il suo mestiere. Sarà un’occasione straordinaria per ricostruire degli anni incredibili, 2010-2011, quando la piattaforma di WikiLeaks ha rivelato i crimini di guerra degli Stati Uniti, in Iraq, in Afghanistan e tanto altro ancora, e per cercare di capire quali sono i capi d’imputazione che si sono aperti contro Assange. Sono undici anni che quest’uomo ha perso la sua libertà senza che ci sia stata mai una sentenza che abbia provato che lui abbia compiuto un reato. Per l’Occidente che fa le battaglie contro la violazione dei diritti umani in Bielorussia, nelle teocrazie, nelle autocrazie, contro le dittature, quello di Assange è un vero e proprio scandalo, ma anche un buco informativo di cui noi abbiamo molta responsabilità. Di questa storia ci siamo totalmente scordati.

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ANDREA SANNINO

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Napoli ha “mille culure” e mille voci

“Ammore” è il nuovo singolo di Andrea Sannino, il cantautore conosciuto anche come “Mr. Abbracciame”, dal nome del brano che ha totalizzato quasi cinquanta milioni di visualizzazioni su YouTube, considerato da molti un inno e simbolo di resilienza, durante il lockdown del 2020

Con “Ammore” è tornato a cantare l’amore…

Sì, perché l’amore è sempre al centro di tutti i miei lavori, anche quando nelle prime canzoni ho toccato argomenti sociali, dettati però sempre dall’amore inteso a trecentossessanta gradi.

A chi è dedicata questa canzone?

In questo caso c’è l’attinenza con una canzone che mi ha cambiato un po’ la vita e che è stata “Abbracciame”. La mia musa ispiratrice è mia moglie.

E’ una canzone per l’estate?

Le canzoni nascono anche molto prima dell’estate. L’ho scritta in inverno. Quando c’è l’istinto di scrivere un qualcosa, non penso al periodo o al concetto radiofonico o al trend. Scrivo ciò che sento e che per me è giusto. “Abbracciame”, ad esempio, è uscita in piena estate, eppure non è una canzone propriamente estiva. Si tratta di una ballad ed è coraggioso farla uscire in estate. Ma io non ce l’ho proprio questo metro di giudizio.

Quest’anno ha anche presentato il cd dedicato alle canzoni di Renato Carosone. Com’è nata questa idea?

Il cd è strettamente legato ad un musical, che però non ha mai preso il via a causa della pandemia. Dovevamo debuttare a marzo 2020 quando ci fu la chiusura totale. Nel musical interpreto il Maestro Carosone nell’anno del centenario e abbiamo realizzato anche il disco. Quest’anno abbiamo lanciato un primo messaggio, un primo segnale di ripresa con l’uscita dell’album per poi organizzare il musical. All’interno dell’album canto un inedito di Renato Carosone mai pubblicato, scritto e mai inciso. La produzione lo ha messo in questo spettacolo e io sono onorato di avergli ridato vita.

Tante partecipazioni televisive, sigle, premi, ha interpretato se stesso anche cantando “Abbracciame” in tre puntate della Fiction di Rai 3 “Un posto al sole”… qual è la strada di Andrea Sannino?

Ogni cosa che faccio al di fuori della musica, la faccio per mettermi in gioco e per imparare quante più cose possibili. La tv è arrivata dopo la musica e, quando la faccio, come per “Domenica In” o per “Un posto al sole”, mi accorgo che ricevo dei feedback positivi che mi spingono a continuare. Dopotutto mi diverto ed è tutto una scommessa. Credo che non si finisca mai di imparare ed è quello che trasmetterò ai miei figli.

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TALENT

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Festival di Castrocaro

Paola Perego conduce la serata finale della 64esima edizione della storica manifestazione. Su Rai2 il 7 settembre alle 21.20

Sono otto i giovani musicisti che cercheranno di entrare nella storia del primo talent della musica italiana, che negli anni ha visto nascere grandi star come Eros Ramazzotti, Zucchero, Nek, Fiorella Mannoia e Laura Pausini. Sono i finalisti del Festival di Castrocaro, la cui serata finale, condotta da Paola Perego, sarà trasmessa da Rai2 in contemporanea con Rai Radio2. Sul palco vedremo Antonio Meleddu in arte Bandito, 19 anni di Sassari; Leonardo Meconi in arte Leo Meconi, 17 anni di Bologna; Federica Marinari, 27 anni di Pontedera (ma vive a Cascina, Pisa); Greta Ciurlante in arte Mirall, 30 anni di Pisa (ma vive a Vecchiano); Claudia Pregnolato in arte Namida, 21 anni di Torino (ma vive a Porto Viro, Rovigo); Camilla Giorgia Bernabò in arte Sintesi, 17 anni di Camaiore (ma vive a Pietrasanta, Lucca); Simone Veludo in arte Simo Veludo, 26 anni di Moncalieri (Torino); Vite Parallele (duo composto dalla 21enne Simona Dodaro e dal 27enne Aldo Campanaro, entrambi di Cosenza). A fare da cornice all’evento, il Padiglione delle Feste di Castrocaro Terme e Terra del Sole.

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EUFORIA!

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BARBARA FORIA

L’attrice napoletana arriva su Rai Premium con uno spettacolo tutto da ridere, la stand-up comedy più rosa che c’è. Il 30 agosto in prima serata

Una esilarante satira sociale su tutti gli stereotipi femminili, un mirabolante viaggio nel mondo della donna d’oggi, al tempo dei social, di whatsapp, dell’amore sempre più virtuale e sempre meno reale. Una donna alle prese con il corpo che cambia e il metabolismo che va in blocco, come le caldaie, e mai che all’orizzonte si vedesse un idraulico bravo capace di sbloccare la situazione. Barbara Foria affronta con la solita ironia e con la sua ineguagliabile carica energetica i vizi e le virtù dell’essere donna oggi con la D maiuscola, in balia di uomini con la C minuscola (la C di cuore). La tesi è semplice: la vita va vissuta con ironia, gioia e tanta euforia. Anche quando si diventa grandi. Anche quando da sesso droga e rock and roll si passa alle serie tv in streaming, tachipirina e canti gregoriani. È normale, ci si evolve. Quale sarebbe il problema? Che ci chiamano milf? In realtà Milf è l’acronimo di “Mo’ Inizia La Felicità”. Felicità per noi che abbiamo finalmente capito che al cuor non si comanda, però magari si può consigliare. Che l’amore fa male, specialmente quando se ne fa troppo poco. Che certi fidanzati sono come le magliette dei grandi magazzini: all’inizio ci esci, alla fine ci vai solo a dormire. Ma per sentirsi più leggeri non serve volare, a volte basta sorvolare. Perché la perfezione non esiste, ma certi difetti possono essere meravigliosi. E allora viva le debolezze, le pecche, le imperfezioni che ci rendono vere, uniche e straordinariamente normali. In questo spettacolo la travolgente artista napoletana, presenta il meglio della sua produzione artistica arricchito da tante novità e tanti nuovi spunti di riflessione. “Euforia!” è scritto da Barbara Foria, Stefano Vigilante e Manuela D’Angelo e diretto da Claudio Insegno. In onda, in prima visione assoluta, lunedì 30 agosto in prima serata.

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Canto l’amore

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Riccardo Fogli

Riccardo Fogli, in radio con un nuovo brano, racconta al RadiocorriereTv la sua vita e la sua carriera, dall’infanzia “povera e felice” allo straordinario successo ottenuto durante il suo lungo percorso artistico

Perché “Maledetto l’amore”?

Io sono il cantante dell’amore. In tutto il mondo sono famoso perché dedico le mie canzoni all’amore, a mia moglie, alla mia bambina, a mio figlio.

Quando ha scritto questa canzone?

L’ho scritta in aereo una notte, in un viaggio da Roma a Mosca. Perché le cose più strane, più aggressive, più sconvenienti, le scrivo quando sono in cielo e ho l’ansia che potrebbe scoppiare l’aereo da un momento all’altro. Lì analizzo la mia vita.

Lei ha sempre cantato l’amore, dagli anni ’60 con i Pooh e poi per tutto il suo percorso artistico.  Che cosa le ha insegnato l’amore?

L’amore è come un cane fedele, è la vitamina, è la benzina. Però parallelamente è così importante che appena, ti si rivolta contro, appena l’amore ti tradisce, ti abbandona o ti è infedele, diventa come quando il tuo cane ti morde. Ti fa star male. Quando l’amore ti tradisce è un tradimento moltiplicato per mille.

Il ritmo della sua canzone è latino ed invita subito al ballo…

Ho voluto trasformare il ballo in una sfida. L’uomo corteggia la donna e lei lo respinge. Lei nel video lo annienta.

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Il principio del piacere

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SERIE TV

Su Rai4, ogni mercoledì in seconda serata, due episodi della prima stagione dell’avvincente racconto thriller investigativo incentrato su una misteriosa catena di delitti che unisce tre grandi città dell’Europa orientale

La storia parte dal ritrovamento del cadavere di una donna, mutilata dell’avambraccio sinistro, in una barca alla deriva lungo la costa di una spiaggia di Odessa. Contemporaneamente, a Varsavia, nel bagagliaio di un’auto abbandonata, viene rinvenuto l’avambraccio di una donna. Il giorno dopo, a Praga, tra il materiale di scena per uno spettacolo teatrale un’attrice trova un altro avambraccio femminile che, dalle indagini, risulta essere stato precedentemente congelato. Le polizie polacca, ceca e ucraina uniscono le forze per portare avanti l’indagine su tre casi che sembrano indubbiamente collegati tra loro. Creata da Maciej Maciejewski e Dariusz Jablonski, che si è occupato anche della regia dei 10 episodi che compongono la prima stagione,Il principio del piacere”, in onda su Rai4 il mercoledì in seconda serata,nasce da un’inedita sinergia produttiva tra Polonia, Repubblica Ceca e Ucraina, che si dimostra subito, per qualità di scrittura e confezione, all’altezza degli ormai popolarissimi noir scandinavi. Merito anche del sapiente incastro fra le tre location metropolitane, ognuna illustrata in chiave fortemente realistica, tra respiro mitteleuropeo e periferie di frontiera. La serie conta dunque un cast internazionale, che comprende l’attrice polacca Małgorzata Buczkowska, il ceco Karen Rodel e l’ucraino Sergey Strelnikov nei ruoli principali; a loro si aggiungono Stipe Erceg, Magdalena Boczarska, Miroslaw Baka, Ana Geislerova, Miroslaw Haniszewski e Robert Gonera.

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La nostra meravigliosa fabbrica delle storie

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Maria Pia Ammirati, direttore di Rai Fiction, racconta la ricca e articolata serialità targata Rai, «un ecosistema aperto, dinamico, libero e interconnesso»

Maria Pia Ammirati ,2021

«La pandemia non ha fermato la Fabbrica delle Storie di Rai Fiction, ancora una volta punto di riferimento e volano per tutto un comparto industriale». Con queste parole MariaPia Ammirati, direttore di Rai Fiction, presenta la nuova stagione Rai dedicata alla serialità, sempre più ricca e articolata nei generi e nei formati: «Un’offerta che si pone in continuità e che implementa ulteriormente una linea editoriale sempre più aperta all’innovazione e al futuro».

Una straordinaria avventura quella di Rai Fiction, motore sempre più caldo del Servizio Pubblico, che tra le linee fondanti della sua mission vede il radicamento nella contemporaneità e nell’Italia di oggi, attraverso storie di coraggio e solidarietà, di speranze e aspirazioni, di desiderio per un nuovo inizio, al fine di proiettate in un immaginario appassionante e condiviso. Una visione sul futuro con sempre maggiori investimenti sul talento, affermato e giovane, motore decisivo dell’immagine e della sostanza del prodotto Rai Fiction, che mai dimentica, anche in questa nuova stagione, di porre al centro il racconto di figure che hanno dato un contributo civile al cammino del nostro Paese.

Serbatoio sempre più interessante e prolifico da cui attingere la letteratura italiana, su cui ancor più investire insieme alle produzioni originali perla piattaforma RaiPlay, con prodotti dedicati e innovativi nei formati, nei contenuti e nel linguaggio. Infine, la scena internazionale si conferma una linea strategica, su cui i prodotti Rai hanno dimostrato di essere più che competitivi, come dimostra l’Alleanza Europea, officina pragmatica e ricca di idee da sviluppare insieme ai servizi pubblici France Télévisions e ZDF, con cui Rai collabora da diversi anni.

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Nel presente per pianificare il futuro

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Speciale Rai Fiction

È una stagione importante quella che si annuncia per il 2021-2022. La fiction della Rai ha ottenuto risultati eccellenti, che hanno consolidato il rapporto con il pubblico e confermato il ruolo prezioso delle nostre storie in una quotidianità attraversata drammaticamente dall’emergenza pandemica. Una consuetudine solida, dunque, che si iscrive in modo significativo nella missione del servizio pubblico e ne sottolinea la funzione di punto di riferimento per l’immaginario collettivo del Paese e di volano per tutto un comparto industriale.

La Fabbrica delle Storie della Rai si presenta all’appuntamento con la nuova stagione televisiva con un bagaglio sperimentato e affidabile di progettualità e competenza con cui, ancora una volta, va a mettersi alla prova degli spettatori.

Storie calate nella contemporaneità, in cui il pubblico può riconoscersi, storie esemplari del coraggio e della solidarietà, della voglia di futuro e di un nuovo fervido inizio, storie che vogliono avere una radice nel vissuto quotidiano e proiettarlo in un immaginario appassionante e condiviso. Infine, storie che siano forti di un patrimonio di fedeltà costruito anno dopo anno e che lo rimotivino con suggestioni inedite e una significativa apertura al nuovo.

Ancora una volta la grande sfida dell’offerta di fiction si gioca su una linea editoriale che punta a trovare il miglior punto di equilibrio tra tradizione e innovazione, attraverso la conferma, e l’aggiornamento, di titoli e di personaggi che il pubblico ha accolto e di cui ha decretato il successo, e la proposta di storie originali capaci di alimentare curiosità e sorpresa.

Insomma, una Fabbrica di Storie che presidia il presente e pianifica il futuro.

L’offerta di fiction Rai per il 2021/2022 si presenta ricca e articolata nei generi e, seguendo una linea di tendenza ormai collaudata, tende a costruire mix che solleciti su più versanti le preferenze dello spettatore e che declini ogni racconto in modo originale con ibridazioni e inedite composizioni. Propone il più ampio arco dei formati,dalle serie ai tv movie, alle docufiction e intende valorizzare sempre più i talenti,in tutti gli step del ciclo produttivo: interpreti, scrittori, registi.

Privilegia la qualità per esaltare la ricchezza della professionalità, il lavoro sul linguaggio, le novità di storie che, pur nell’appeal generalista, escano dai sentieri battuti. Si basa su un’offerta multipiattaforma, dalle Reti generaliste a Rai Play, per rivolgere i propri prodotti a tutti i pubblici, rispondendo in maniera efficace alle nuove modalità di un consumo individualizzato e dislocato nel tempo. Infine, è aperta ai temi e alle aspirazioni di un presente complesso e di una fase di passaggio: le storie come specchio di bisogni, attese, speranze diffuse.

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