Dolce Quiz

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NOVITA’

Da sabato 16 ottobre a mezzogiorno il nuovo programma di Rai2 dedicato agli amanti della pasticceria e condotto da Alessandro Greco. Protagonisti d’eccezione i maestri pasticceri Ernst Knam e Alessandra Mion Knam

Dopo centinaia di sfide tra pasticceri o aspiranti tali, sabato 16 ottobre, a mezzogiorno su Rai2, arriva un “gioco da tavola” dove se indovini la risposta giusta, puoi deliziare il tuo palato: “Dolce quiz”.  Al timone Alessandro Greco e, protagonisti d’eccezione delle sei puntate, il Maestro Pasticcere più famoso della tv Ernst Knam e Alessandra Mion Knam (Frau Knam).
Ad arricchire il cast: il sommelier Filippo Bartolotta e i due inviati Claudio Guerrini e Alessia Bertolotto. In ogni puntata, si sfideranno due diverse coppie, formate ciascuna da un vip appassionato di dolci, accompagnato da un suo amico o parente. Prima della sfida, le coppie si vedranno recapitare a casa una “sweet box” piena di ingredienti per preparare una torta o un altro dolce a loro piacimento che, al termine del gioco, verrà assaggiato e giudicato dal Maestro Knam e da Frau Knam. Saranno proprio loro ad attribuire un punteggio speciale a chi avrà preparato il dolce migliore. Ma non solo. In ogni manche i concorrenti si vedranno passare sotto il naso le raffinate creazioni di Ernst Knam, ma potranno assaggiarle solo rispondendo esattamente alle domande del quiz. La coppia vincitrice di puntata potrà godersi come premio finale un’abbuffata di dolci e la monumentale Knam d’Or: creazione esclusiva del Maestro Knam realizzata per “Dolce Quiz”. Filippo Bartolotta sarà il protagonista di un appassionante viaggio lungo lo Stivale alla scoperta dei migliori dolci della tradizione e dei vini a loro abbinati.

“Dolce Quiz” è prodotto da Twister film. Il format nasce da un’idea di Maurizio Monti e di Giovanni Amico ed è scritto da Andrea Quartarone, Luigi Miliucci e Tommaso Martinelli. La regia è firmata da Maurizio Monti.

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Mompracem, l’isola dei documentari

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NOVITA’

Al via il programma realizzato da Rai Documentari, occasione per esplorare il mondo e conoscere storie straordinarie Da domenica 10 ottobre l’appuntamento con la natura e la scoperta è su Rai2 alle 14

La natura, le sue bellezze, i suoi segreti, sono i protagonisti di “Mompracem, l’isola dei documentari”, il nuovo appuntamento domenicale di Rai2 in onda dal 10 ottobre alle 14 a cura della direzione Rai Documentari guidata da Duilio Giammaria. Ogni puntata dedica attenzione a scenari naturalistici differenti, dalla montagna all’oceano, dall’aria ai ghiacciai, ai vulcani. Cuore pulsante del format è un documentario di circa cinquanta minuti attorno al quale vivono rubriche e racconti filmati realizzati ad hoc, che aiutano a sviluppare il tema centrale della puntata da ogni angolazione, anche con il contributo di ospiti e testimoni in studio. Tra i temi affrontati da “Mompracem” quello del cambiamento climatico, vera e propria minaccia per il futuro del Pianeta, nelle sue diverse declinazioni. E ancora le motivazioni che portano l’uomo alla scoperta dell’ignoto e la sfida per il continuo superamento delle scoperte scientifiche. Il programma è anche l’occasione per esplorare e per raccontare storie, siano esse legate a eventi o a fatti che hanno segnato la nostra vita. Nel corso delle puntate anche le anticipazioni dei nuovi titoli prodotti o co-prodotti da Rai Documentari, che saranno trasmessi sui canali Rai nei giorni o nelle settimane a seguire.

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A casa di Paola e Simona

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CITOFONARE RAI2

Amiche nella vita e compagne di una nuova avventura televisiva. L’inedito duo Perego-Ventura accoglie il pubblico nel programma che racconta la domenica italiana. Dal 3 ottobre alle 11.15

Paola e Simona, pronte a rispondere al citofono di Rai2?

PAOLA: Prontissima, proprio come a casa. Quando suona il campanello vado sempre io a rispondere, perché chi è in casa con me fa finta di non sentire per non alzarsi dal divano (sorride).

SIMONA: Saremo anche noi a suonare al citofono degli italiani, alcuni ci tratteranno male e altri bene, ma con il tempo impareranno a conoscerci. “Citofonare Rai2” è una trasmissione molto leggera, divertente, di intrattenimento, con tante rubriche, tanti giochi, e noi ci divertiremo. Speriamo si diverta anche il pubblico da casa.

Chi vi verrà a trovare e chi aprirà la porta?

PAOLA: Speriamo tanti amici. Ci sarà un cast fisso, ci saranno dei vicini di casa, dei “disturbatori” che entreranno spesso nel nostro appartamento, sarà una casa vivace, piena di gente.

SIMONA: Siamo in una specie di palazzina. Ci sono il portinaio, il corriere, e poi ci sono due coinquiline: una romantica e buona, che è Paola, e una che lo è un po’ meno, e quella sono io.

Il pubblico di mezzogiorno nella giornata consacrata alla famiglia, allo stare insieme, cosa farete per far breccia nel cuore dei telespettatori?

SIMONA: Intanto ci daremo del tempo, cosa che ci devono dare tutti. Il programma andrà avanti per trenta puntate, servirà un rodaggio, dovremo fare abituare gli italiani a noi. Siamo felici di potere essere di compagnia alle persone a casa, alle famiglie, a coloro che alla domenica fanno le pulizie o che si alzano tardi. Ci piacerebbe creare un sapore di divertimento e leggerezza.

PAOLA: Abbiamo pensato a quello che accade normalmente nelle famiglie italiane la domenica mattina. Di solito è il momento in cui tutto si ferma, se sei fortunato non lavori e quindi spazio ai buoni propositi: sistemare le piantine sul balcone, riordinare gli armadi, preparare il pranzo per la famiglia e gli amici, scegliere il film da andare a vedere nel pomeriggio, piuttosto che uno spettacolo teatrale. Avremo tanti amici che ci verranno a trovare, che si fermeranno con noi per dare consigli, per parlare di borghi, di mercatini.

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SILVAN

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Sim Sala Bim, una magia infinita

Tra i più famosi illusionisti al mondo, è il “mago dei maghi” e il narratore del talent in onda il martedì su Rai2. Al RadiocorriereTv racconta gli esordi a Venezia di fronte a Orson Welles, parla dell’amore immenso per l’arte magica, dei successi nei teatri e in Tv: «Fin da ragazzo sentivo in me una naturale predisposizione per il palcoscenico. Suscitare stupore e meraviglia era la mia strada». Ringrazia il suo pubblico e la Tv di Stato: «Sono un uomo felice e fortunato. In attesa di una serata d’onore per la Rai, che mi ha visto nascere»

foto di eleonora ferretti

Una bellissima carriera nel segno della magia, all’inizio si aspettava tutto questo successo?

Mi ritengo un uomo fortunato: sono felicissimo di aver scelto questa affascinante professione, convinto che l’uomo non rinuncia mai ad un appassionato tributo all’irrazionale. La magia ha radici profonde nello spirito umano, come racconto nel mio ultimo libro “La nuova arte magica”, edito da La nave di Teseo (450 pagine), che traccia l’evoluzione della magia dal 3000 a.C. fino ai nostri giorni. Quando ero ragazzo a Venezia mi esibii per Orson Welles, che era intento a portare a termine il suo “Otello” cinematografico, ed è probabile che la vivacità del suo sguardo penetrante mi abbia trasmesso quel quid indefinibile di magia che egli stesso ha praticato in scena ai suoi esordi.   Sovente trovo gioia nel pensare ai miei amici di scuola: medici, avvocati, dentisti, commercianti… io sono l’unico mago! Una professione che con passione, studio e applicazione costante ho affrontato nelle sue molteplici sfaccettature. Fin da ragazzo sentivo in me una naturale predisposizione per il palcoscenico. Suscitare stupore e meraviglia era la mia strada, mi aspettava un destino artistico più grande della mia immaginazione.

Cosa la fece innamorare di quest’arte? 

La convinzione di essere credibile nell’interpretare il gioco di prestigio, forse perché fin da ragazzo c’era in me la volontà e la speranza di acquisire dei veri poteri magici.

Cosa rende un mago credibile agli occhi del pubblico? A un prestigiatore è richiesta grande manualità, lei come si allena?

Parafrasando un celebre filosofo, “Più sai e più sai di non sapere”. C’è tanto da imparare: nella mia vita ho presentato migliaia di trucchi, ciò nonostante mi ritengo solo a metà strada. Studio e alleno le mie mani tre ore al giorno, felicissimo di aver incontrato in questo magico castello bravissimi ragazzi, felici e gioiosi di diventare prestigiatori. A loro auguro di mantenere l’entusiasmo, la passione e di percorrere la stessa strada.

C’è un trucco che non ha mai svelato a nessuno, nemmeno in famiglia? 

Centinaia. La gabula, i grandi trucchi attraverso i quali si realizza l’impossibile non vanno mai svelati.

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Con Amadeus la musica che ha fatto storia

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NOVITA’

Su Rai1 “Arena Suzuki 60-70-80”, viaggio tra i decenni più iconici della canzone italiana e mondiale con gli artisti originali. Sabato 25 settembre e sabato 2 ottobre in prima serata

Un cast stellare, artisti leggendari, ricordi indelebili e canzoni simbolo di un’epoca irripetibile tornano a riecheggiare in quello che, per la memoria collettiva, è il vero Tempio della Musica: l’Arena di Verona! Il 25 settembre e il 2 ottobre su Rai1 Amadeus conduce “Arena Suzuki 60-70-80”. Tanti gli ospiti che si alterneranno sul palco; artisti italiani e internazionali che hanno fatto la storia della canzone: da gruppi come gli Europe, che con la loro “The Final Countdown” hanno segnato un’epoca, i Village People di “Ymca”, gli Alphaville di “Forever Young” e gli Opus di “Live is life”, a grandi star italiane come Gianna Nannini, Loredana Bertè, Roberto Vecchioni, Raf, Umberto Tozzi, Patty Pravo. Poi ancora Alan Sorrenti con “Figli delle stelle”, Rettore, Gazebo, re della disco music con brani come “I Like Chopin” e “Masterpiece”, Orietta Berti, Edoardo Vianello, Righeira, Tony Hadley (ex Spandau Ballet), Marcella Bella, Sabrina Salerno, Samantha Fox, sex symbol degli anni ’80 e regina delle classifiche internazionali con hit come  “Touch Me (I Want Your Body)” e “Nothing’s Gonna Stop Me Now”, Fausto Leali, Spagna, Sandy Marton con “People from Ibiza”, Sergio Caputo, Tracy Spencer, Peppino Di Capri e Maurizio Vandelli dell’Equipe 84. “Saranno due serate di grande festa per tutti, con alcuni dei protagonisti musicali di questo trentennio che saranno presenti all’Arena dal vivo per far cantare e ballare tutti – dice Amadeus – una serata per i giovanissimi che conoscono queste hit intramontabili e i meno giovani che hanno voglia di ricordare. Per me è una grande emozione, un debutto. È la mia prima volta come conduttore all’Arena, pur essendo cresciuto a Verona non è accaduto nella mia carriera, neanche ai tempi del Festivalbar. E tornerò a fare il mio primo lavoro: il disc jockey. Sarà bellissimo e ci divertiremo insieme».

Continua a leggere sul RadiocorriereTv N.39 a pag.18

Fino all’ultimo battito

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SERIE TV

Da giovedì 23 settembre la fiction diretta da Cinzia Th Torrini. In sei serate su Rai1 con Marco Bocci, Violante Placido, Bianca Guaccero, Loretta Goggi, Fortunato Cerlino

Un cast stellare, artisti leggendari, ricordi indelebili e canzoni simbolo di un’epoca irripetibile tornano a riecheggiare in quello che, per la memoria collettiva, è il vero Tempio della Musica: l’Arena di Verona! Il 25 settembre e il 2 ottobre su Rai1 Amadeus conduce “Arena Suzuki 60-70-80”. Tanti gli ospiti che si alterneranno sul palco; artisti italiani e internazionali che hanno fatto la storia della canzone: da gruppi come gli Europe, che con la loro “The Final Countdown” hanno segnato un’epoca, i Village People di “Ymca”, gli Alphaville di “Forever Young” e gli Opus di “Live is life”, a grandi star italiane come Gianna Nannini, Loredana Bertè, Roberto Vecchioni, Raf, Umberto Tozzi, Patty Pravo. Poi ancora Alan Sorrenti con “Figli delle stelle”, Rettore, Gazebo, re della disco music con brani come “I Like Chopin” e “Masterpiece”, Orietta Berti, Edoardo Vianello, Righeira, Tony Hadley (ex Spandau Ballet), Marcella Bella, Sabrina Salerno, Samantha Fox, sex symbol degli anni ’80 e regina delle classifiche internazionali con hit come  “Touch Me (I Want Your Body)” e “Nothing’s Gonna Stop Me Now”, Fausto Leali, Spagna, Sandy Marton con “People from Ibiza”, Sergio Caputo, Tracy Spencer, Peppino Di Capri e Maurizio Vandelli dell’Equipe 84. “Saranno due serate di grande festa per tutti, con alcuni dei protagonisti musicali di questo trentennio che saranno presenti all’Arena dal vivo per far cantare e ballare tutti – dice Amadeus – una serata per i giovanissimi che conoscono queste hit intramontabili e i meno giovani che hanno voglia di ricordare. Per me è una grande emozione, un debutto. È la mia prima volta come conduttore all’Arena, pur essendo cresciuto a Verona non è accaduto nella mia carriera, neanche ai tempi del Festivalbar. E tornerò a fare il mio primo lavoro: il disc jockey. Sarà bellissimo e ci divertiremo insieme».

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La pacchia è finita, siamo tornati!

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ALESSANDRO GASSMANN

Il RadiocorriereTv incontra il popolare attore romano, protagonista nel corso dell’autunno di due importanti serie di Rai1. Da lunedì 20 settembre è nei panni dell’ispettore Lojacono ne “I bastardi di Pizzofalcone”: «Dietro a una faccia da duro, impenetrabile, – dice del suo personaggio – ha un cuore dolce, di una persona con buoni sentimenti»

La seconda stagione si è conclusa con il drammatico attentato in cui è rimasta coinvolta tutta la squadra. Da dove ripartono i “bastardi”?

Non lo posso dire (sorride)… ripartono proprio da quell’esplosione. Sarà interessante vedere gli effetti di quanto accaduto e come reagirà chi deciderà di andare avanti. Riusciranno a capire chi è stato, perché, e a catturare il responsabile o i responsabili? Questo è ciò che succederà, oltre alla soluzione di tutti i casi nelle diverse puntate, come sempre succede nella serie scritta da Maurizio De Giovanni.

L’ispettore Lojacono è un personaggio almeno in apparenza difficile. Quanta umanità si nasconde dietro a quell’atteggiamento introverso e un po’ rude?

Lojacono è un uomo di poche parole ma di grande ragionamento, di grande attenzione verso gli altri. Il suo rapporto con il lavoro è di grandissimo successo, è capace, lo dimostra in continuazione. Ha meno efficacia nel rapporto con le donne, anche in quello con sua figlia, a causa della sua timidezza. A me fa tenerezza. È ciò che cerco di esprimere ogni volta che riprendo in mano questo personaggio che amo tantissimo. Nasconde dietro a una faccia da duro, impenetrabile, un cuore dolce, di una persona con buoni sentimenti.

Quella bomba cosa muove nell’animo di Lojacono?

Tanti sensi di colpa. Lui era andato a indagare e a rimescolare nel torbido. All’inizio della terza serie le indagini saranno improntate su questo, Lojacono e i suoi si chiederanno se l’esplosione sia stata una ritorsione della mafia o di qualcos’altro.

Uno sguardo femminile dietro la macchina da presa, la regia della nuova stagione è affidata a Monica Vullo, cos’è cambiato?

È cambiato tanto. Mi fa molto piacere essere diretto da una donna, mi sembra che sia la quarta volta che accade nella mia carriera e mi piacerebbe che avvenisse più spesso. Monica è una regista di grandissime capacità ed esperienza. Ha portato al successo “Distretto di Polizia”, sa di cosa parla e sa come maneggiarlo. Sarà una serie più incalzante, con ritmi maggiori, con più azione. Ma anche con più sorprese. Sono molto contento di questa terza stagione, senza nulla togliere alle prime due che hanno avuto grande successo in Italia e all’estero.

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RAUL CREMONA

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Che magia la magia!

Presiede il corpo docente del collegio magico di Rai2, il comico-illusionista più famoso del piccolo schermo si racconta al RadiocorriereTv: «Lo stupore è alla base sia della comicità che dell’illusionismo. Gli allievi della nostra scuola sono tutti mossi da grande passione». “Voglio essere un mago”, a metà tra il talent e il reality, vede le casate “Volpi Rosse”, “Piume D’Oro” e “Abisso Blu” contendersi l’ambita bacchetta d’oro. Da martedì 21 settembre in prima serata

Nel programma è il preside della scuola di magia, i protagonisti sono giovani aspiranti maghi, come si trova in questo ruolo?

È un’esperienza nuova. Il pubblico mi conosce per mago, mago comico, in “Voglio essere un mago” devo invece svolgere due attività completamente diverse, quella del preside e quella dell’educatore, cosa che mi catapulta un po’ indietro nel tempo quando, agli inizi della mia carriera, sono stato insegnante per un po’ di anni. Ho l’incombenza di redarguire i ragazzi, di dare loro suggerimenti ma anche di cercare di educarli, di spiegare come tirare fuori al meglio le proprie caratteristiche, per sviluppare meglio la personalità. Mi trovo molto bene, i ragazzi sono simpatici, carini, mi sono trovato di fronte a un materiale umano molto interessante. C’è veramente della passione, gli allievi sono lì perché vogliono diventare maghi, studiano e lottano per dare il massimo.

Quando e come è entrata la magia nella sua vita?

Molto presto. Accadde quando nel 1967 mia nonna mi regalò una scatola di giochi di prestigio. Venni calamitato da quella piccola scatola di cartone, all’interno c’erano quattro giochi simpatici con le carte. Un po’ più in là negli anni entrai nel circolo dei prestigiatori di Milano, di cui oggi sono presidente. Devo essere sincero (sorride), servono una bella costanza e anche un po’ di follia a un ragazzo di 17 anni che, invece di andare in discoteca, decide di frequentare un circolo del quale fanno parte solo persone più grandi di lui. A quei tempi non era come oggi, dovevi trovarti un mentore che ti trasmetteva un po’ di conoscenza, poi la strada era tutta in salita. Da solo, attraverso conferenze, congressi internazionali o meno, dovevi cercare di crescere e di diventare bravo.

Magia e risata, un mix che rappresenta per lei una ricetta di vita…

Tra la comicità e la magia c’è molto in comune, ma la cosa principale è che entrambe sfruttano il principio dello stupore. Anche una barzelletta, nella fase conclusiva, ti stupisce perché cambia completamente rotta e arriva la battuta comica. La stessa cosa vale per la magia, perché il mago, quando tu credi di avere capito qual è il sentiero, entra con il colpo di scena. Ecco che a un certo punto, quando meno te l’aspetti, ti rivela che la carta a cui pensavi si trova chiusa in una busta. Lo stupore è alla base sia della comicità che dell’illusionismo.

In tutto questo c’è una certa drammaturgia…

Anche una barzelletta è un atto teatrale. Raccontata da Walter Chiari diventa una scena, raccontata da Gigi Proietti diventa un aneddoto teatrale. Il gioco di prestigio nient’altro non è che un atto teatrale: c’è un prologo nel quale un mago annuncia quello che succede, c’è il corpo centrale, e alla fine l’epilogo che è lo stupore, la rivelazione, la metamorfosi, la trasposizione, l’apparizione. Sono piccole strutture teatrali.

Continua a leggere sul RadiocorriereTv N.39 a pag.20

La vita in Tre piani

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AL CINEMA

A distanza di sei anni da “Mia Madre” Nanni Moretti torna sul grande schermo con un’opera corale coinvolgente ed emozionante. Adattamento cinematografico del romanzo omonimo dello scrittore israeliano Eshkol Nevo, il film ha per protagonisti Margherita Buy, Riccardo Scamarcio, Alba Rohrwacher, Adriano Giannini, Elena Lietti, Alessandro Sperduti, Stefano Dionisi e lo stesso regista

Al primo piano di una palazzina vivonoLucio, Sara e la loro bambina di sette anni, Francesca. Nell’appartamento accanto ci sono Giovanna e Renato, che spesso fanno da babysitter alla bambina. Una sera, Renato, a cui è stata affidata Francesca, scompare con la bambina per molte ore. Quando finalmente i due vengono ritrovati, Lucio teme che a sua figlia sia accaduto qualcosa di terribile. La sua paura si trasforma in una vera e propria ossessione. Al secondo piano vive Monica, alle prese con la prima esperienza di maternità. Suo marito Giorgio è un ingegnere e trascorre lunghi periodi all’estero per lavoro. Monica combatte una silenziosa battaglia contro la solitudine e la paura di diventare un giorno come sua madre, ricoverata in clinica per disturbi mentali. Giorgio capisce che non potrà più allontanarsi da sua moglie e sua figlia. Forse però è troppo tardi. Dora è una giudice, come suo marito Vittorio. Abitano all’ultimo piano insieme al figlio di vent’anni, Andrea. Una notte il ragazzo, ubriaco, investe e uccide una donna. Sconvolto, chiede ai genitori di fargli evitare il carcere. Vittorio pensa che suo figlio debba essere giudicato e condannato per quello che ha fatto. La tensione tra padre e figlio esplode, fino a creare una frattura definitiva tra i due. Vittorio costringe Dora a una scelta dolorosa: o lui o il figlio. Prodotto da Nanni Moretti, Domenico Procacci e da Rai Cinema, il film affronta temi universali come la colpa, le conseguenze delle nostre scelte, la giustizia, la responsabilità dell’essere genitori. “I personaggi, fragili e spaventati, sono mossi da paure e ossessioni, e spesso finiscono per compiere azioni estreme – afferma il regista – eppure le loro motivazioni emotive e sentimentali sono sempre comprensibili. Mentre nel libro le storie si interrompono nel momento più alto della crisi, nel film era importante farle accadere fino in fondo, indagare le conseguenze delle scelte compiute dai personaggi, vedere le ripercussioni che le loro azioni hanno sulla loro vita e su quella dei loro cari”. Ogni storia è stata sviluppata come fosse un film a sé, per poi essere intrecciata alle altre. “Il continuo alternarsi da un personaggio all’altro non concede alla narrazione sospensioni o scene di passaggio – prosegue Moretti – ogni scena diventa necessaria. La profondità delle tematiche affrontate nel libro mi ha suggerito uno stile essenziale e un tono asciutto, che non permettono distrazioni o divagazioni. In un momento in cui si parla molto di cosa lasceremo ai nostri figli in termini ecologici, si parla poco di cosa lasceremo loro in termini etici e morali. Ogni gesto che noi compiamo, anche nell’intimità delle nostre case, ha conseguenze che si ripercuoteranno sulle generazioni future”.

Continua a leggere sul RadiocorriereTv N.39 a pag.42

OFFERTA RADIOFONICA 21-22

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Sempre con gli ascoltatori

Presentati i nuovi palinsesti. L’ad della Rai Carlo Fuertes: «Crediamo nel futuro della radio e per questo investiremo nella radio e nella trasformazione digitale». Il direttore della radiofonia Roberto Sergio: «Nuove sfide, nuovi obiettivi, per una offerta di “total audio” competitiva, attuale, da leader del mercato»

Al centro delle nostre giornate e filo conduttore della nostra vita. La radio, protagonista di un’importante rivoluzione tecnologica che vede la Rai in campo con determinazione, rappresenta sempre più un punto di riferimento nel quotidiano degli italiani. Ad aprire la presentazione dell’offerta per la nuova stagione, l’amministratore delegato della Rai Carlo Fuertes: “La radio è un pezzo fondamentale del Servizio Pubblico, ha una sua modernità, freschezza e immediatezza veramente uniche, e riesce a parlare a un pubblico giovane, per noi molto importante. La radio è inclusiva e ha un valore di prossimità veramente straordinario. Ha superato molte rivoluzioni tecnologiche, i podcast, ad esempio, riescono a parlare a un pubblico giovane che forse è un po’ lontano dalle reti generaliste”. Roberto Sergio, direttore della radiofonia, ha esposto con soddisfazione i risultati raggiunti: “Negli ultimi tre anni Rai Radio ha compiuto un profondo processo di trasformazione, diventando oggi una realtà all’avanguardia nella ideazione e produzione di contenuti audio e video. Un obiettivo che è stato raggiunto grazie al lavoro di squadra di tutte le donne e gli uomini che lavorano in radio. E che porta Rai Radio a competere non solo con le altre realtà del mondo radio, ma con tutti i player del cosiddetto “total audio”, compresi gli ott. Per il futuro, Rai Radio si pone 5 obiettivi, sintetizzati in parole chiave: switch off Fm, rilevamento ascolti, podcast, comunicazione, estero. Relativamente all’Fm, si immagina un accompagnamento non traumatico verso lo switch off, con date certe. Sul tema rilevamento ascolti è giunto il tempo di aprire una nuova esperienza in Ter basata sul monitoraggio passivo, sui dati degli ascolti digitali e dei social. Per il podcasting è in arrivo a breve una nuova piattaforma Rai di audio on demand. Più di 50 nuovi podcast originali all’avvio e una library immensa con migliaia di ore di ascolto di altissima qualità. L’offerta Rai Radio oggi è forte e chiara, ma va comunicata più pesantemente, anche con eventi live in esterne e nella sede di via Asiago. Infine, l’estero. Molti canali Rai Radio hanno un potenziale presso gli italiani all’estero o gli amanti della cultura italiana di ogni Paese. La digitalizzazione consente di andare fuori dai confini italiani”.

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