Un viaggio bellissimo

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ALBERTO MATANO

«Quella del giornalista è una missione, sei consapevole di avere un compito importante. Il Servizio Pubblico è un supplemento di responsabilità e al tempo stesso un elemento di orgoglio». Il conduttore torna il 5 settembre su Rai 1 con la nuova edizione de “La vita in diretta”, racconto quotidiano dei fatti, delle storie della gente, del Paese

foto di Assunta Servello

“La vita in diretta” riparte con il racconto del Paese, dei fatti, della cronaca. Come sarà questa nuova edizione?

Una stagione nel segno della continuità, di formato e di squadra. Il pubblico ci ha regalato amore e fiducia e noi siamo felici di continuare a onorare il patto che ci lega ai telespettatori. Qualche novità ci sarà, ma il cuore del programma rimane lo stesso.

Tra dramma e speranza, che cosa ha significato raccontare i due anni del covid?

Innanzitutto qualcosa che non avrei mai immaginato di vivere, a partire dall’essere tra i pochi a poter lavorare durante il lockdown: città e studi televisivi deserti, paura, incertezza, non sapere all’inizio cosa fosse questo virus e cosa ci fosse all’orizzonte. E poi c’è stato il compito, complesso, di fare comprendere alle persone che cosa si dovesse fare, quali dispositivi e misure di sicurezza osservare. Non allarmare ma informare, rassicurare. Ho attinto dallo zaino del telegiornale che avevo con me, pensando a tutte le volte che avevo raccontato per il telegiornale, anche con edizioni straordinarie, stragi, sciagure, terrorismo, fatti drammatici. Mi sono appellato a quel tipo di esperienza cercando di raccontare in maniera corretta. Dopo due anni, possiamo dire che è stato un periodo davvero brutto.

Cosa hanno portato, nella tua esperienza di giornalista, queste tre edizioni de “La vita in diretta”?

Hanno profondamente cambiato quello che era il mio stile, hanno cambiato il mio sentire, il rapporto con le persone. Oggi, rispetto a prima, ci sono più empatia, calore, vicinanza.

C’è un momento di questo tuo viaggio che ritieni particolarmente significativo?

Da un punto di vista generale ce ne sono stati tanti in cui ci siamo resi conto che avevamo un compito importante in anni difficili e mai visti prima. Questo è stato un po’ il nostro barometro. Noi stessi eravamo spaventati, disorientati, ma abbiamo comunque cercato di mettere da parte quello che vivevamo per essere al servizio di chi ci segue. Sul piano personale, invece, a rendermi più felice è la percezione che il pubblico abbia compreso a pieno chi sono, anche partecipando ai momenti felici della mia vita degli ultimi tempi. Questa è la ricompensa migliore per chi con passione, ogni giorno, cerca di fare del suo meglio per entrare nelle case degli italiani.

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Il sangue e la parola

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SERATA EVENTO

Una Cantata composta dal Maestro Nicola Piovani, con testo liberamente tratto dalle Eumenidi di Eschilo, dalla Costituzione italiana e dai lavori preparatori dell’Assemblea costituente per riaffermare valori fondanti della nostra Costituzione. In diretta dalla piazza del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica e delle più alte cariche dello Stato, venerdì 22 luglio alle 21,20 su Rai 3

Si intitola Il sangue e la parola la Cantata del Maestro Nicola Piovani, che sarà eseguita in prima assoluta e in diretta su Rai 3 il 22 luglio alle 21,20 dall’Orchestra e dal Coro del Teatro dell’Opera di Roma, con le due voci di soprano Maria Agresta e Maria Rita Combattelli e con la voce recitante di Andrea Pennacchi. Il Concerto – nato da un’idea del Maestro Piovani, promosso dalla Corte costituzionale e organizzato in collaborazione con la Rai e il Teatro dell’Opera di Roma – si svolgerà nella piazza del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica e delle più alte cariche dello Stato.

Il sangue e la parola è una Cantata per voce recitante, soli, Coro e Orchestra composta dal Maestro Piovani. Il testo è stato scritto con Paola Ponti ed è liberamente tratto dalle Eumenidi di Eschilo, dalla Costituzione italiana e dai lavori preparatori dell’Assemblea costituente.

Nelle Eumenidi, Eschilo celebra i principi della civiltà del diritto, risalenti a oltre 2500 anni fa, quando, nel 621 a.C., la prima legge ateniese istituì il primo Tribunale della città e si affermò, così, un nuovo ordine, non più affidato alla vendetta e alla violenza ma alla ragione, alla parola, al confronto degli argomenti. Quei principi saranno poi riaffermati nell’Italia del dopoguerra dalle nostre madri e dai nostri padri costituenti, e diventeranno il cuore della Costituzione italiana. 

L’Opera si ispira, dunque, a questi due momenti cruciali della storia, nei quali il sangue lascia il posto alla parola, la vendetta alla giustizia, la guerra alla pace. Valori che vanno oggi vivificati e difesi.

Di qui la scelta, come luogo di esecuzione del Concerto, della piazza del Quirinale, sulla quale si affacciano, affiancate, le due più alte Istituzioni di garanzia, la Presidenza la Repubblica e la Corte costituzionale, che di quei valori sono garanti.

Il Concerto prevede anche l’esecuzione delle suite sinfoniche La notte di San Lorenzo e La vita è bella e avrà una durata complessiva di 90 minuti circa.

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Una finestra aperta sull’estate

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WEEKLY

Le vacanze, il turismo, il costume e la società, ma anche gli ospiti e gli inviati. Il sabato e la domenica alle 8.20 su Rai 1 Carolina Rey, Fabio Gallo e Cora Boccia danno il buongiorno agli italiani

ROMA 18 GIUGNO 2022 PUNTATA DI “WEEKLY” IN ONDA SU RAIUNO IL SABATO E LA DOMENICA ALLE ORE 08 30. NELLA FOTO CORA BOCCIA – FABIO GALLO – CAROLINA REY

L’estate degli italiani, che racconto emerge dall’osservatorio di “Weekly”?

CAROLINA: Un racconto completo, che ognuno di noi fa a modo proprio. Le varie anime del programma fanno sì che ogni aspetto del racconto venga approfondito e affrontato. Sono felice che si possa fare compagnia a chi quest’estate non andrà in vacanza.

FABIO: Un’Italia che non si arrende. La raccontiamo in maniera spontanea e, passami il termine, più frizzante possibile. Parliamo di un Paese bellissimo che è tornato ad andare in vacanza dopo l’emergenza covid. Certo, con il virus dobbiamo viaggiare con tutte le precauzioni e con più coscienza possibile.

CORA: Vogliamo dare ai telespettatori informazioni di servizio, porci domande e fornire indicazioni, dare risposte. Viviamo un’estate particolare, in cui insieme alla rinascita ci sono la guerra in Ucraina, la super inflazione, i problemi nel trasporto aereo, le preoccupazioni per l’autunno che verrà, a partire dal caro energia. Partiamo dalla vox populi e cerchiamo di capire. Sul tema prezzi, ad esempio, abbiamo dato voce alla gente, che conta le foglie della lattuga prima di acquistarla, poi sentiamo le associazioni di categoria, i consumatori.

Cosa riesce ancora a sorprendervi, da cittadini e da “narratori” televisivi, del nostro Paese?

CORA: La capacità degli italiani di reinventarsi continuamente, di lottare. Siamo un popolo di guerrieri, abbiamo inventiva, fantasia, capacità artigianale. Spesso ci descriviamo peggio di quello che siamo nella realtà.

CAROLINA: La bellezza dei nostri paesaggi, della quale a volte ci dimentichiamo. Ogni volta che in trasmissione apriamo un collegamento esterno penso che mi piacerebbe visitare quel luogo, la sensazione è di meraviglia. E poi amo vedere quanta veracità ci sia nel racconto della gente nei nostri paesi, nei nostri borghi. Mi piace potere raccontare tanta verità.

FABIO: Al di là dei luoghi, le cui bellezza e unicità sono sotto gli occhi di tutti, penso alla grande varietà che l’Italia regala, e non parlo solo di coste. Mi stupisce anche la voglia di raccontare le nostre terre, le nostre tradizioni con passione e rispetto, da parte dei giovani e non solo. Fino a una decina di anni fa in molte regioni, quelle più riservate e meno espansive, non era così. Oggi c’è voglia di condivisione.

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Carmen, La traviata e Nabucco all’Arena di Verona

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GRANDE OPERA

Con la partecipazione straordinaria di Luca Zingaretti, Rai Cultura propone tre capolavori della lirica. Si comincia giovedì 21 luglio alle 21.20 su Rai 3 con Georges Bizet e si prosegue il 28 luglio e il 4 agosto, sempre in prima serata sulla stessa rete, con Giuseppe Verdi

Tre capolavori della lirica firmati Georges Bizet e Giuseppe Verdi, l’atmosfera unica dell’Arena di Verona e la partecipazione straordinaria di Luca Zingaretti che sottolinea alcuni momenti chiave delle opere accompagnando i telespettatori dentro le opere: è “La Grande Opera all’Arena di Verona”, con tre appuntamenti – Carmen, La traviata e Nabucco – che Rai Cultura propone giovedì 21, 28 luglio e 4 agosto alle 21.20 su Rai 3.

I primi due titoli, Carmen di Bizet e La traviata di Verdi, hanno in comune la regia e le scene, firmate da Franco Zeffirelli e sono state – rispettivamente – la prima e ultima opera allestita all’Arena dal grande regista, di cui nel 2023 ricorreranno i 100 anni dalla nascita.

Nella Carmen di Bizet (21 luglio), protagoniste le voci di Clémentine Margaine nel ruolo del titolo, Gilda Fiume (Micaela), Brian Jadge (Don Josè) e Luca Micheletti (Escamillo). Sul podio di Orchestra, Coro, Ballo della Fondazione Arena di Verona c’è Marco Armiliato e il maestro del Coro è Ulisse Trabacchin. Il Coro di Voci bianche A.LI.VE. è diretto da Paolo Facincani. Con la partecipazione straordinaria della Compañia Antonio Gades, direttore artistico Stella Arauzo.

La Traviata di Verdi, in onda il 28 luglio, vede tra gli interpreti Nina Minasyan (Violetta Valéry), Vittorio Grigolo (Alfredo Germont) e Vladimir Stoyanov (Giorgio Germont). Sul podio, ancora Marco Armiliato, con Ulisse Trabacchin maestro del Coro.

Si chiude il 4 agosto con Nabucco, nell’allestimento del regista Arnaud Bernard che firma anche i costumi e “riporta” l’opera verdiana nel pieno del nostro Risorgimento. Tra gli interpreti, Sebastian Catana (Nabucco), Ewa Płonka (Abigaille), Francesca Di Sauro (Fenena) e Abramo Rosalen (Zaccaria), Samuele Simoncini (Ismaele). Sul podio di Orchestra e Coro della Fondazione Arena di Verona, Daniel Oren, maestro del Coro, Ulisse Trabacchin. La regia televisiva è di Fabrizio Guttuso Alaimo.

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Ecco a voi, i Parlamondo

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CATERESTATE

In un filo diretto con gli ascoltatori Diletta Parlangeli e Saverio Raimondo conducono l’appuntamento quotidiano delle 18 su Rai Radio 2

Saverio, trenta secondi per dirci chi è Diletta?

SAVERIO: Diletta Parlangeli è l’incontro di una vita, la mia preferita in termini assoluti, in particolare radiofonici. Quando ci siamo incontrati qui a Rai Radio 2 abbiamo capito che galeotta sarebbe stata questa radio (sorride). Stiamo cercando di dare un seguito a questa attrazione fatale.

DILETTA: Questo matrimonio s’ha da fare…

Diletta, ci racconta Saverio?

DILETTA: Lo apprezzo da tempo e la prima volta che l’ho visto live sono rimasta sconvolta. L’ho conosciuto e ho scoperto che anche nei fuori onda è una delle persone più brillanti che questo pianeta conosca. Anch’io avevo tantissima voglia di lavorare con lui, ed eccoci qua. Come direbbero Ditonellapiaga e Rettore… è una questione di chimica.

SAVERIO: Quella canzone è il nostro inno!

Come è andata nelle prime settimane di trasmissione?

DILETTA: Benissimo. Siamo frizzanti e scoppiettanti perché esplodiamo di voglia di fare il programma. Devo dire che gli ascoltatori sembrano ricambiare questo entusiasmo.

SAVERIO: La nostra è una relazione aperta agli ascoltatori, una cosa di gruppo, che il pubblico di Radio 2, moderno e contemporaneo, apprezza. Si mischiano insieme a noi volentieri…

DILETTA: Abbiamo scoperto che il pubblico apprezza e limona…

SAVERIO: I limoni estivi, intesi non come agrumi ma come scambio di altri generi di fluidi, sono uno degli argomenti della nostra estate calda…

Già nel titolo “CaterEstate” raccogliete un’eredità importante…

DILETTA: E la tradiamo subito (ride).

SAVERIO: Non siamo all’altezza del marchio Caterpillar e quindi in un certo senso ne prendiamo le distanze. È un prendere le distanze ammirato…

DILETTA: Loro sono molto gentili con noi…

SAVERIO: Molto tolleranti…

DILETTA: Forse troppo.

Parlangeli e Raimondo, una coppia artistica che funziona…

DILETTA: Essendo una coppia abbiamo trovato un nome comune. Dopo i Ferragnez, che sono decisamente più ricchi di noi, e i Bennifer, che sono decisamente più assicurati, noi siamo i Parlamondo.

SAVERIO: Suona benissimo… non è soltanto una crasi dei nostri nomi, ma anche il modo in cui intendiamo la radio. La nostra radio è aperta agli ascoltatori che sono anche voci, proprio come la nostra.

DILETTA: Ascoltattori, come direbbe qualche sociologo.

Quali sono le vostre hit dell’estate?

DILETTA: Resto sul contemporaneo. È arrivata poco prima dell’estate, “L’eccezione” di Madame è stupenda, poi resto sul genere di questi corsivi ante litteram, penso a Blanco con “Nostalgia”.

SAVERIO: Scelgo “Onde” di Margherita Vicario, bella fresca, e anche “Disco (I love it)” di Ditonellapiaga.

Avete un segreto per rendere un po’ più fresca questa estate caldissima?

SAVERIO: Ci rivolgiamo spesso all’ascoltatore di Rai Radio 2 chiedendo quale sia un metodo alternativo all’aria condizionata, visto che abbiamo scoperto essere un elemento di pacifismo spegnerla in questi mesi turbolenti. Marilyn sosteneva di mettere le mutandine nel frigo…

DILETTA: Noi di levarle… (ridono fragorosamente)

SAVERIO: È comunque un indumento in meno…

DILETTA: Qualcosa in meno di appiccicoso… Vista la piega che sta prendendo la trasmissione, agosto lo faremo in bikini.

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Vi porto alla scoperta del mare più bello

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BEPPE CONVERTINI

“Azzurro, storie di mare”, da domenica 24 luglio alle 9.30 su Rai 1. Un viaggio in otto puntate per comprendere i delicati meccanismi del più grande serbatoio di biodiversità del Pianeta. «La nostra parola d’ordine è tutela» afferma il conduttore pugliese, che confida: «Il mondo marino mi dà un senso di libertà assoluta, una carica straordinaria»

Che viaggio sarà quello che proporrete al pubblico di Rai 1 a partire da domenica 24 luglio?

Un viaggio nelle bellezze, nelle eccellenze del nostro mare. Dal Sud a Nord, dalla Puglia alla Sardegna passando per le coste della Campania, della Sicilia, della Toscana, della Liguria, attraverso l’ambiente e le tradizioni, ma anche i mestieri antichi e le processioni legati al mare, e poi la gastronomia, il racconto della fauna e della flora marine, di un ecosistema straordinario. La nostra parola d’ordine è tutela del mare.

L’ambiente marino ma anche le persone che vi dedicano la vita…

Racconteremo l’uomo del faro e il tonnarotto, conosceremo il maestro d’ascia e il cordaio. Storie di grandi donne e grandi uomini che hanno trascorso la loro vita a contatto con il mare. A emergere sono i sacrifici di una vita, la passione, il cuore.

Uno sguardo rivolto anche alla storia, all’arte, alle tradizioni…

Certamente, a Pozzuoli, ad esempio, andremo a esplorare la Baia sommersa, a Napoli rievocheremo la Tammurriata nera con un gruppo di musicisti e di danzatori, avremo poi grandi personaggi che ci racconteranno il loro rapporto con il mare, incontreremo Michele Placido e Massimiliano Gallo, Peppino Di Capri e Maurizio De Giovanni, Drusilla Foer e i Tazenda. Andremo a Procida, Capitale italiana della Cultura, e a Ischia, l’isola verde. In Puglia racconteremo anche Polignano e San Vito, ci immergeremo nel porto antico romano di Egnazia.

Che cosa le stanno insegnando le persone che incontra in questo viaggio?

L’importanza dei valori, del rispetto, della pazienza. Caratteristiche che accomunano gli agricoltori che ho conosciuto nel corso degli anni a “Linea Verde” agli uomini di mare. E poi l’autenticità, la generosità e l’ospitalità della provincia. La vita è fatta da tante piccole cose, da piccoli gesti che hanno un valore straordinario.

Che ruolo ha avuto e ha il mare nella sua vita?

Sono nato a Martinafranca nella valle d’Itria, nell’entroterra, ma ho sempre amato profondamente il mare, che ho frequentato di più una volta cresciuto. D’estate, da bambino, andavo in campagna ad aiutare i nonni ad arare la terra, a fare la vendemmia, le conserve. Una volta cresciuto, lavoravo d’estate per mantenermi agli studi e così potevo andare al mare raramente, quando capitava ci andavo con gli amici in pullman, ed era un sogno. Andavamo a San Velletri, a Torre Canne, località oggi molto conosciute, ma che un tempo erano villaggi di pescatori.

E oggi?

Il mare è per me elemento vitale, mi dà un senso di libertà assoluta, una carica straordinaria.

La spiaggia in cui le piace rifugiarsi…

Porto sempre la famiglia, mia madre, sorelle, nipoti, alle Cale d’Otranto.  C’è un mare incredibilmente limpido con un panorama straordinario, un paradiso che viene definito le Maldive del Salento per la bellezza dell’acqua e del paesaggio, e questo a due passi da Lecce, capitale del Barocco. In quelle zone, insieme a Torre Canne e San Velletri, respiro profumo di casa.

Il mare è bellezza ma anche sapori…

Penso ai ricci mangiati, appena pescati, con il pane sulla barca, ma anche a un piatto tipico delle mie parti, riso cozze e patate…

Il mare è risorsa, come comunicarne il valore al pubblico televisivo?

Ad aiutarci, in trasmissione, è la collaborazione con il CNR e con l’Arma dei Carabinieri (Tutela forestale). Si parte dalle piccole azioni che possiamo attuare nella nostra vita, perché al mare dobbiamo rispetto. Dobbiamo tutelarlo dai rifiuti, a partire dalla plastica, da ogni forma di inquinamento. Il mare è di tutti, va rispettato, amato, servono regole e sanzioni severe.

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La piccola città

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DOCUFILM

Su RaiPlay con gli aspiranti attori della Scuola del Teatro Musicale. La voce narrante è di Andrea Delogu e le canzoni di Fabrizio De André

Sognano di diventare attori famosi, inseguendo una passione che hanno fin da piccoli con sacrifici, timori ed emozioni. Sono i quattordici studenti del Corso Triennale per Attori della Scuola del teatro Musicale che, da mercoledì 13 luglio, sono protagonisti su RaiPlay del docufilm “La piccola città”, primo documentario che racconta la vita dei giovani allievi mentre cercano di realizzare le loro aspirazioni. Prodotto direttamente dalla Scuola del Teatro e curato dalla regia di Francesco Dinolfo, il racconto è accompagnato dalla voce narrante di Andrea Delogu. Durante i lavori le telecamere hanno seguito quotidianamente i ragazzi raccogliendo le loro emozioni, le loro le speranze e anche le loro paure quando, dopo un lungo periodo di forzata separazione a causa della pandemia, si sono ritrovati insieme a condividere l’ultima parte del percorso di formazione. Le riprese sono durate 4 mesi e sono state realizzate nelle sedi della Scuola a Novara e a Milano, oltre che al Centro Eventi il Maggiore di Verbania.

“La piccola città” presenta la scrittura, le prove e il debutto dello spettacolo che, su un’idea di Gabriele Vacis, ha preso ispirazione da tre classici del ‘900: Our Town di Thornton Wilder, Spoon River Anthology di Edgar Lee Masters, Non al denaro non all’amore né al cielo di Fabrizio De André. Gli allievi diplomati del Corso Triennale per Attori del Teatro Musicale a.a. 2020/2022 e protagonisti del docufilm sono: Claudia Bernardi, Giovan Battista Calandra, Erica Camiolo, Jacopo Dolce, Martina Dulio, Giulia Facchetti, Eleonora Fasano, Federica Giudici, Enea Lorenzoni, Gaia Marassi, Yvette Queirolo, Chiara Romagnoli, Ilaria Tonali, Patrick Zanetta.

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Ad Agorà mi sento a casa

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GIORGIA ROMBOLA’

Prosegue con successo la versione estiva del talk informativo di Rai 3: una fotografia quotidiana del Paese attraverso i fatti della politica, dell’economia, le opinioni. Il RadiocorriereTv ha incontrato la conduttrice

2022, Giorgia Rombolà
©Assunta Servello

Come hai vissuto queste prime settimane sulla piazza del mattino di Rai 3?

Sono molto contenta di come sta andando sia sulla piazza televisiva che su quella che non si vede, il gruppo di lavoro di “Agorà”. Una squadra che mi ha accolto, persone di grandissima esperienza e pienissime di entusiasmo, di spirito di servizio. Pare che sia contento anche il pubblico e io mi sento già a casa (sorride).

Dal telegiornale al talk, come cambia il modo di raccontare la notizia?

Nell’ultimo anno e mezzo a Rai News ho condotto “Studio24”, lo spazio dedicato al talk politico, una piccola “Agorà”. La notizia è sempre il faro, ma non essendo un telegiornale possiamo scegliere il modo in cui trattarla, la gerarchia non è quella del Tg. Siamo sempre molto pronti, reattivi. Decidiamo un argomento, ma quando è necessario aggiungiamo, togliamo. Io sono abituata ad andare molto a braccio. Un promo di qualche tempo fa di Rai News diceva che “non sappiamo cosa andrà in onda”, un modo carino per dire che siamo sempre sulla notizia. “Agorà” è un talk politico, la nostra vocazione è quella, pur raccontando anche l’economia, la cultura, il costume del Paese. La gente ha voglia di seguire l’informazione anche in estate.

Come si costruisce un rapporto di fiducia con l’intervistato?

Chi viene intervistato da me non conosce mai prima le domande che prepariamo, al tempo stesso non faccio l’interrogatorio, l’approccio non è mai quello dell’inquisitore. L’intervista si costruisce anche sulle risposte.

Quando la risposta non ti soddisfa?

Ci sono la seconda e la terza domanda. Cerchi di incalzare l’ospite anche con un sorriso per stemperare il clima. Di fronte a un sorriso si è forse più predisposti a dire qualcosa in più.

I media tradizionali, la rete, i social media. Come fare per non essere sopraffatti dal mare magnum di notizie e riuscire a mantenere la rotta?

Il consiglio è di rivolgersi a chi è autorevole, e la Rai ha sempre dimostrato di esserlo. La guerra in corso conferma quanto siano fondamentali gli inviati sul campo, che vanno, vedono, raccontano. E quanto saremmo vittime della propaganda da entrambe le parti se non ci fossero gli occhi dei nostri inviati a raccontare ciò che possiamo vedere. Vale per la Tv, per gli altri mezzi tradizionali e per i social, che non demonizzo. La Rai in Ucraina sta facendo un lavoro eccezionale. A livello generale è fondamentale saper scegliere, sapere da chi informarsi, perché non tutti hanno la stessa autorevolezza e la stessa credibilità. Tutto sta nel cercare le fonti giuste.

Quella in Ucraina è forse la prima guerra raccontata anche attraverso i social…

Preziosissimi ormai nel racconto del mondo, anche nel superare la censura, che riguarda la guerra ma non solo. Immagina quanto scopriremo dei massacri di Bucha e di Irpin attraverso le connessioni, i messaggi mandati. È necessario rivolgersi alle fonti autorevoli e sta anche a noi presentarci come tali.

Continua a leggere sul Radiocorriere Tv N.27 a pag.26

Un anno senza Raffaella

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5 luglio 2021. Muore a Roma, all’età di 78 anni, Raffaella Carrà, una figura unica nel mondo dello spettacolo italiano, cantante, attrice, ballerina, conduttrice, showgirl, una regina della tv, capace di incantare il pubblico di tutte le età e di influenzare più generazioni, dalla fine degli anni ’60 a oggi. La Rai dedica al ricordo dell’artista ampio spazio nei suoi palinsesti

Martedì 5 luglio

Il ricordo di Raffaella Carrà attraversa i palinsesti dei canali Rai. Da “Unomattina Estate” a “Estate in diretta”, dai telegiornali nazionali alle edizioni regionali della TGR.

Martedì 5 luglio ore 13.00 Rai Storia

Raffaella in bianco e nero: dagli anni ’60 al 1970

Gli esordi nello spettacolo di Raffaella Pelloni, nata a Bologna il 18 giugno 1943 e scomparsa il 5 luglio 2021. Inizia a lavorare in TV in piccole parti in alcuni allestimenti teatrali e romanzi sceneggiati, e in varietà minori, sfruttando la sua formazione al Centro Sperimentale di Cinematografia. Tenta con qualche fortuna la carriera cinematografica, anche oltreoceano, come testimonia una rara intervista rilasciata a New York all’inviato del telegiornale Ruggero Orlando. L’occasione avviene tra il 1969 e il 1970, quando convince il dirigente Rai Giovanni Salvi, ad avere un suo spazio nello show “Io Agata e tu”.

Martedì 5 luglio ore 15.15 Rai 3

A raccontare comincia tu

Nel talk andato in onda nel 2019 Raffaella Carrà intervista i grandi protagonisti della musica, del cinema e dello spettacolo. La puntata trasmessa è dedicata a Luciana Littizzetto.

Martedì 5 luglio ore 19.30 Rai Storia

Pronto Raffaella, il debutto di una rivoluzione

Antologia della prima puntata (3 ottobre 1983) del programma con Raffaella Carrà che ha rivoluzionato la TV pubblica, facendo scoprire una nuova fascia oraria e un nuovo modo di fare intrattenimento, premiato da un enorme successo di pubblico. In quella prima puntata, ospite Renzo Arbore, che nel 1976 fu il primo a condurre un quiz telefonico in Rai.

Martedì 5 luglio ore 20.30 Rai 1

Techetechete’

Il programma di Elisabetta Barduagni dedica un’intera puntata alla regina della Tv, proponendo i frammenti più amati e popolari di trasmissioni entrate nella storia del piccolo schermo.

Mercoledì 6 luglio ore 13.00 Rai Storia

Raffaella in bianco e nero: le canzonissime

Secondo capitolo della biografia di Raffaella Carrà. Premiata subito da alti indici di gradimento, viene scelta come soubrette per la Canzonissima 1970/71, a fianco di Corrado, impostando subito un nuovo modello femminile nella TV. La coppia viene richiamata per l’edizione 1971/72, quella del “tuca tuca”. Per Raffaella Carrà si apre una carriera senza precedenti nello spettacolo italiano, conquistando le classifiche discografiche e la platea televisiva.

Mercoledì 6 luglio ore 19.30 Rai Storia

A raccontare finisce Lei: le interviste Rai di Raffaella Carrà

Antologia delle interviste a Raffaella Carrà rilasciate in RAI da Enzo Biagi (2000), Bruno Vespa (2004), Vincenzo Mollica (2007) e Fabio Fazio (2013 e 2019).

Mercoledì 6 luglio ore 21.10 Rai Storia

Storie della TV. Raffaella Carrà

La vita di una grande figura del piccolo schermo, declinata nelle varie fasi della sua carriera televisiva: cantante, ballerina, autrice, conduttrice, talent scout. In due parole, Raffaella Carrà. “Storie della Tv”, il programma di Rai Cultura con la consulenza e la partecipazione di Aldo Grasso, in onda mercoledì 6 luglio alle 21.10 su Rai Storia, propone un viaggio nella carriera della regina della tv e nelle emozioni che ha regalato agli italiani in 60 anni di carriera.

Giovedì 7 luglio ore 13.00 Rai Storia

Raffaella Carrà ma che sera

Antologia dello spettacolo TV “Ma che sera” (1978), per la regia di Gino Landi, il primo show a colori con la Carrà, che divide lo spazio con l’imitatore Alighiero Noschese (con cui aveva già lavorato a Canzonissima ’71) e la coppia Paolo Panelli-Bice Valori. In onda dal 4 marzo 1978, “Ma che sera” è celebre per la sigla d’apertura “Tanti auguri” – girata all’Italia in Miniatura a Rimini – e per il verso “come è bello far l’amore da Trieste in giù” e si ritrovò ad essere trasmesso durante il rapimento Moro, con la precisa volontà di intrattenere gli italiani in un momento tragico della storia repubblicana.

Venerdì 8 luglio ore 13.00 Rai Storia

Mille milioni per Raffaella Carrà

Antologia dello spettacolo TV del 1981 “Mille milioni”, uno show “all’americana” che vide Raffaella Carrà come conduttrice di respiro internazionale. Il programma, una “summa” della carriera internazionale della Carrà, fu registrato in giro per le capitali delle nazioni dove il successo della showgirl è stato clamoroso: Buenos Aires, Roma, Città del Messico, Londra e Mosca, all’epoca capitale dell’Unione Sovietica e separata dalla “cortina di ferro” della guerra fredda.

Sabato 9 luglio ore 13.00 Rai Storia

Milleluci su Raffaella Carrà

Antologia dello spettacolo televisivo del 1974 diretto da Antonello Falqui, autore con Roberto Lerici di questo excursus sulla storia dello spettacolo, che Raffaella Carrà con Mina conducono in coppia, la prima volta di due donne insieme.

RaiPlay

Buonasera Raffaella

Per la ricorrenza la piattaforma della Rai ha pubblicato per la prima volta le puntate dello storico programma condotto dalla Carrà, in prima serata su Rai 1 dal dicembre 1985 al marzo del 1986. Le 15 puntate vennero realizzate in parte a Roma e in parte a New York, con la partecipazione di molti ospiti italiani e internazionali. Disponibili su RaiPlay anche Canzonissima (2 stagioni, 1970-1971), Milleluci (8 puntate 1974), Ma che sera (6 puntate 1978), Carràmba! Che sorpresa (8 puntate 1995), fiction e film con la Carrà protagonista.

RaiPlay Sound

In home page una striscia di contributi audio da vari programmi Radio Rai con interviste alla showgirl ed estratti da spettacoli di cui è stata protagonista. Per l’occasione, sarà resa disponibile la versione audio di Tutti i colori di Raffa, programma già presente nel catalogo RaiPlay, che rende omaggio a Raffaella Carrà ripercorrendone la carriera.

Continua a leggere sul Radiocorriere Tv N.27 a pag.56

Rai #visioneitaliana

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OFFERTA TV 22-23

Presentata la programmazione per generi del Servizio Pubblico per la nuova stagione televisiva. La presidente Marinella Soldi: «Innovazione e tradizione per un prodotto distintivo, unico e vincente». L’amministratore delegato Carlo Fuortes: “Nuovi programmi e nuove forme di comunicazione, per una visione del Paese e dell’azienda che guarda al futuro”

Dieci direzioni di genere per un’offerta sempre più ricca e innovativa, che attraversa i canali generalisti, quelli specializzati e la piattaforma del Servizio Pubblico. La Rai, prima azienda culturale del Paese, guarda al futuro con un’organizzazione nuova. Al centro, il prodotto, capace di interpretare il tempo che stiamo vivendo e di raccontare una società in continua trasformazione.

Nuove strategie aziendali che consentono di implementare ulteriormente l’offerta rivolta a “cittadine e cittadini che ci scelgono e ci finanziano – sostiene la presidente della Rai Marinella Soldi – quello che offriamo è unico: è Servizio Pubblico. Alla Rai si chiedono un linguaggio, una scelta dei temi, una qualità e una credibilità che i players commerciali possono ignorare. Noi non solo non ignoriamo queste richieste, queste aspettative, ma ne facciamo un prodotto distintivo, unico e vincente”. Un’innovazione che va di pari passo con la tradizione. “Nei contenuti restano volti che sono già nel cuore degli spettatori ma arrivano anche nuovi talent e nuovi linguaggi – prosegue Soldi – nella distribuzione sia il presidio tradizionale lineare ed abitudinario, sia l’innovazione. RaiPlay è già una piattaforma straordinaria: con l’attenzione ai dati e lo sforzo sui social l’offerta diventerà sempre più calibrata, personalizzata. Le giovani generazioni sono un pubblico che dobbiamo attrarre, conquistare, innamorare, magari anche nel metaverso”.

“Siamo quello che saremo, non meno di quello che siamo stati” ha dichiarato l’amministratore delegato Carlo Fuortes aprendo l’atteso appuntamento milanese di presentazione dell’offerta alla stampa e al mercato pubblicitario. “Vi raccontiamo di un percorso di innovazione che è solo l’inizio di un importante cambiamento che dovrà portare la Rai da broadcaster a media company” ha proseguito Fuortes: “Il passaggio all’organizzazione per generi è un’importante rivoluzione per consentire alla Rai di essere al passo con i tempi. Poniamo al centro del nostro lavoro il prodotto e il contenuto che potrà essere fruito in varie forme su tutte le piattaforme”. Più prodotto per gli spettatori, la qualità che Rai da sempre garantisce, una maggiore efficienza della macchina realizzativa. Tra gli obiettivi dell’Azienda, come confermato dall’ad, il rilancio di Rai 2: “Rai 2 è reinventata, ci sono grandi risorse per la rete e speriamo che ne beneficeranno lo spettatore e l’industria culturale”. In queste pagine il RadiocorriereTv propone un assaggio delle novità Rai, alle quali dedicheremo ampio spazio nelle prossime settimane. Dall’intrattenimento prime time a quello day time, dalla cultura ai documentari, agli approfondimenti e ancora alla fiction, ai film, alle serie, allo sport, ai ragazzi. Sui canali televisivi come in rete su RaiPlay nel segno di una sempre più emozionante e inclusiva visione italiana.

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