Domenico Modugno, a braccia aperte

Posted on

Il rivoluzionario della canzone italiana, non solamente a livello musicale: Domenico Modugno è il protagonista di “Storie della Tv”, il programma sui personaggi e sui programmi che hanno reso unica la Tv italiana, raccontata da Aldo Grasso e dai suoi testimoni, riproposta lunedì 5 agosto alle 13 su Rai Storia in occasione del 30° anniversario della scomparsa avvenuta il 6 agosto 1994

 

La puntata, curata da Caterina Intelisano, parte dal suo exploit del 1958 all’ottavo Festival della Canzone di Sanremo con ‘Nel blu dipinto di blu’, un brano nuovo come il gesto che accompagna l’esecuzione, due braccia aperte che mimano il ritornello ‘Volare’ e che diventano simbolo di un’epoca nuova, dominata dalla televisione. Ma, al di là di quella che è diventata la canzone italiana di maggior successo di tutta la storia, la carriera di Modugno – attore diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia – è fatta anche di interessanti e poco conosciute incursioni nella neonata Tv (lo sceneggiato “L’alfiere” e “Invito a bordo”, del 1956) e nella commedia musicale, dove coniuga musica e recitazione, e infine nella cosiddetta “trilogia siciliana” degli anni ‘70 e ‘80: “Il marchese di Roccaverdina” (1972), “Don Giovanni in Sicilia” (1977) e “Western di cose nostre” (1984), sceneggiati dove Modugno si fa interprete di quella sicilianità che l’ha sempre caratterizzato agli occhi del pubblico, pur essendo pugliese nativo di Polignano a Mare. La puntata ospita le testimonianze del cantautore Don Backy, che ricorda cosa abbia rappresentato Modugno per la canzone italiana; di Gigliola Cinquetti, che ha diviso con lui la vittoria a Sanremo 1966 con “Dio come ti amo”; Liana Orfei, sua partner nella commedia musicale del 1965 “Scaramouche”; Tuccio Musumeci, attore nello sceneggiato “Il marchese di Roccaverdina”; Alessandra Cacialli, che ha recitato con Modugno nello sceneggiato “Don Giovanni in Sicilia”.

 

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.32-33

Che record!

Posted on

6500 puntate e mai un momento di noia. Una soap di successo che si rinnova di anno in anno e, grande novità, ci terrà compagnia anche durante le vacanze estive con qualche novità! L’appuntamento è dal lunedì al venerdì alle 20.45 su Rai 3

Il Daily Drama più longevo della televisione italiana ha appena raggiunto un importante traguardo. Lo scorso 26 luglio ha infatti festeggiato l’episodio numero 6500. Nato da un’intuizione geniale di Gianni Minoli, maestro della tv, la grande avventura di Palazzo Palladini iniziò il 21 ottobre del 1996 nel Centro di Produzione Rai di Napoli, macinando, anno dopo anno, numeri da capogiro. L’appuntamento giornaliero con Raffele Giordano, il portiere e storyteller di emozioni e stati d’animo, e con tutti i protagonisti di UPAS non è solo una tappa imprescindibile con una serie di successo, ma un vero e proprio fenomeno di costume. I temi classici della soap – amori, intrighi, passioni, vendette, gelosie, amicizia – si intrecciano così con il vissuto quotidiano e con le tematiche sociali, che rendono le storie sempre più vicine alla vita del pubblico. Tutti noi, in un modo o nell’atro, possiamo riconoscere qualcosa delle nostre esistenze e il successo crescente conferma, da ben 28 anni, la capacità di “Un Posto al Sole” di fornire uno spaccato della società in cui il pubblico può identificarsi. La splendida città di Napoli, anima pulsante della narrazione, si presenta con tutte le sue complessità, diventando non solo uno sfondo delle vicende dei condomini di Palazzo Palladini, ma anche un punto di riferimento per gli spettatori italiani e stranieri. Le belle notizie, si sa, non viaggiano mai da sole e così gli appassionati della serie potranno festeggiare questo anniversario con le puntate speciali pensate ad hoc per l’estate di Rai 3. Protagonista della versione estiva Rosa Picariello (dal 12 al 23 agosto) che, prendendo il posto in portineria dell’iconico Raffaele, avrà il controllo del racconto e, tra flashback e ricordi, traghetterà “Un Posto al Sole” verso la nuova stagione a settembre.

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.32-33

 

Un racconto a tinte forti

Posted on

Milano, è il mese di settembre del 1965. Dopo la precipitosa fuga da Milano di Vittorio Conti, la nuova stagione si apre con Roberto Landi e Marcello Barbieri impegnati con tutta la grande famiglia del Paradiso a offrire novità ai clienti

 

Per contrastare la concorrenza della Galleria Milano Moda, che vuole approfittare dell’apparente debolezza del Paradiso, la nuova collezione femminile è stata affidata a Gian Lorenzo Botteri che, in linea con lo spirito degli anni Sessanta, vuole rivolgersi a un pubblico più giovane. È l’inizio di un contrasto molto acceso che si svilupperà con la nuova stilista della GMM, Giulia Furlan, che cerca nel lavoro anche una rivalsa personale. Roberto e Rosa si dedicano alla realizzazione del Paradiso Market, che inizia ad affrontare anche argomenti d’attualità come, ad esempio, il tema della “prima volta”, mentre Marcello, anche per dimostrare il suo valore ad Adelaide, è alla ricerca di nuovi investimenti in competizione costante con Umberto Guarnieri. In questo conta moltissimo sulla collaborazione del fratello Matteo, senza ancora sapere che è stato proprio lui ad averlo tradito per Guarnieri nell’affare con Hofer. La squadra delle Veneri, guidate da Irene, ha temporaneamente perso Clara, impegnata in un team di ciclismo in Francia, ma vede l’ingresso di una nuova commessa: Mirella, una ragazza madre che non crede più negli uomini. Per amore sospirano sia Agata che Delia, ma i loro desideri sembrano restare illusioni. L’amore sembra illuminare la sola Elvira, sempre più legata a Salvatore Amato, che deve scontrarsi duramente con il padre contrario alla sua unione a causa di pregiudizi verso i meridionali. Nel magazzino, accanto ad Armando e ad Alfredo che cerca di nascondere il dolore per la fine della storia con Irene, inizia a lavorare Enrico Brancaccio, un uomo che cerca in tutti i modi di nascondere il proprio passato e che si troverà a dover affrontare un amore che sembra impossibile. La grande novità a Villa Guarnieri è l’arrivo di Odile, la figlia ritrovata di Adelaide che ha accettato di vivere a Milano per superare il dolore dovuto alla morte dei genitori adottivi. Odile si ritrova al centro di un mondo a lei estraneo, alla ricerca di un equilibrio che possa conciliare la sua vita e le convenzioni che la circondano. A colpirla sono i forti contrasti cui è costretta ad assistere tra Adelaide, Umberto che cerca in ogni modo di riconquistarla, Tancredi ancora pieno di astio verso Vittorio Conti, e la cugina Marta, accusata di aver aiutato Matilde e Vittorio a fuggire. Per Tancredi ogni occasione è utile per cercare di vendicarsi dell’affronto subito. Lo stesso vale per Umberto, sempre pronto a colpire Marcello. Fino a quando Marta scoprirà le nefandezze del padre, compiendo una scelta che sembra spezzare per sempre la sua famiglia. Per Marta sarà anche il momento di scoprire che il suo cuore può battere ancora per amore. La famiglia Puglisi trepida per il prossimo matrimonio tra Matteo e Maria, anche se in realtà Ciro è più preoccupato per l’onore della figlia che vive in Francia. Come sempre sarà la saggia Concetta, sempre più impegnata nell’atelier, a trovare la soluzione per far tornare l’armonia in famiglia anche nei momenti più difficili.

 

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.32-33

 

Malory Towers

Posted on

Su Rai Gulp le nuove puntate sulla serie ambientata negli anni Quaranta

Non è facile essere adolescente oggi, figuriamoci se sei una dodicenne che sogna l’emancipazione negli anni ’40. Lo sa bene Darrel, la protagonista di Malory Towers, la serie live action che è tornata in prima tv su Rai Gulp con gli episodi della seconda e terza stagione. Appuntamento tutti i giorni, alle ore 8:10 e 18:20, e dal 12 agosto tutti i giorni, anche alle ore 15.35. Tutti gli episodi sono inoltre disponibili in boxset anche su RaiPlay. Ispirata all’omonima collana di libri di Enid Blyton, Malory Towers segue la crescita della giovane Darrel e i suoi sogni di avventura e di indipendenza in un’epoca in cui, gli anni ’40 appunto, le ambizioni delle ragazze venivano guidate in ben altra direzione. Nel collegio di Malory Towers per lei e le sue compagne si è aperto un mondo che supera ogni aspettativa e tutto sembra possibile: segrete riunioni notturne, lotta contro le ingiustizie, sfide sportive e grandi misteri. Nella seconda stagione le ragazze si trasferiscono in una nuova struttura a Malory Towers con una nuova insegnante, Miss Parker, e tre nuove ragazze. In un trimestre movimentato, vengono giocati nuovi scherzi agli insegnanti e le ragazze fanno la spiacevole scoperta che tra loro c’è un ladro. Tra le nuove arrivate, Belinda delizia le altre ragazze con i suoi disegni caricaturali disegnati con precisione, mentre Ellen si preoccupa della sua posizione nella forma e lavora troppo. La terza nuova ragazza è Daphne, che non è ciò che sembra ed è coinvolta in un drammatico salvataggio in cima a una scogliera in una notte tempestosa. Nella terza stagione l’americana Zerelda ambisce a diventare una star del cinema, mentre Wilhelmina, conosciuta da tutti come Bill, è ossessionata dai cavalli. Incontriamo anche Mavis, che ha una bellissima voce cantata, che rischia scioccamente quando partecipa a un concorso per talenti locale e si ritrova bloccata di notte fuori dalla scuola sotto un temporale. Darrell ha un ruolo minore in questa storia, incentrato principalmente sulla sua inclusione in una squadra di lacrosse scolastica.

 

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.32-33

Funziona solo se stiamo insieme

Posted on

Grande successo per i concerti di Biagio Antonacci nei luoghi più belli e importanti del Paese

 

Sold out i tre concerti all’Anfiteatro degli Scavi di Pompei per Biagio Antonacci, indimenticabili appuntamenti che anticipano quelli di Taormina dell’1, 2 e 3 agosto, già tutti prenotati. Il live 2024 “Funziona solo se stiamo insieme” è stato fortemente voluto dal cantautore milanese che ha scelto personalmente i luoghi dove esibirsi, importanti per la cultura e la storia, dove poter portare la sua musica e  vivere una serata indimenticabile. Oltre ai nuovi bravi dell’ultimo album “L’inizio”, tra cui i singoli “A cena con gli dei” e “Lasciati pensare”, Biagio Antonacci ha riproposto tutti i suoi brani di successo. «Questo tour è il mio modo per vivere la musica e far vivere la musica in luoghi davvero straordinari, per poter dare la possibilità a chi non li conosce di scoprire le bellezze del nostro Paese perché è vero, lo sappiamo tutti, che l’Italia è meravigliosa e piena di luoghi importanti dal punto di vista culturale e artistico ma ancora ci sono persone che non li conoscono o che non hanno spesso occasioni per frequentarli» ha detto il cantautore che dopo le Terme di Caracalla a Roma, il Porto Antico di Genova,  il Teatro al Castello di Roccella Jonica (due appuntamenti Sold out) e l’Anfiteatro degli Scavi di Pompei (tutte e tre le date sold out), continuerà il tour fino a settembre. Concerti non convenzionali anche per la scelta di rimanere per almeno due o tre giorni nello stesso luogo, occasione questa per Biagio e per i fan non solo per godersi una serata in un luogo eccezionale ma anche di visitare le città e scoprire o riscoprire la loro storia. Il culmine del tour arriverà a settembre con le 10 date all’Anfiteatro del Vittoriale di Gardone Riviera, prima volta per un artista italiano ad essere protagonista di una residency così lunga sulle sponde del Lago di Garda. Il cantautore milanese e la sua band di polistrumentisti hanno preparato per il pubblico uno show che ripercorrerà le tappe principali della carriera di Biagio Antonacci come “Se io se lei” e “Se è vero che ci sei” e i successi che hanno costellato la ormai oltre trentennale carriera e che si potranno ascoltare durante le serate. Il live darà anche modo ai fan di ascoltare gli ultimi successi estratti dall’album pubblicato a gennaio “L’Inizio” mai cantati dal vivo come “Delivery”. «Decidere una scaletta è sempre complesso, bisogna trovare un compromesso tra i brani che non possono mai mancare e che giustamente il pubblico si aspetta e quelli che per me sono importanti da cantare e riproporre al pubblico, ai più affezionati che li conoscono e magari non li ritrovano spesso nei live – spiega il cantautore –  Dopo ogni nuovo album poi cerco sempre di trovare un nuovo equilibrio tra le canzoni che il pubblico già conosce e quelle che invece deve ancora ascoltare per la prima volta dal vivo.  Per questo tour poi abbiamo cercato di trovare un equilibrio tra brani up tempo, da ballare insieme a me e ballate dove condividere insieme le emozioni che un concerto ti regala».  Biagio Antonacci ha ribattezzato questo tour non come il titolo dell’ultimo album sottolineando la sua volontà di ritrovarsi sempre di più vicino al suo pubblico dopo la fortunata esperienza del precedente Palco Centrale Tour. Questa ricerca di calore umano, di vicinanza con il pubblico, sarà messa in scena anche attraverso la scenografia pensata dallo show designer Francesco De Cave che ha scelto per Biagio Antonacci un palco caratterizzato da Strip led di ultima generazione pensate per avvolgere l’artista milanese durante i differenti momenti dello show.

 

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.31

La Bicicletta Di Bartali

Posted on

Al cinema dal 1° agosto una produzione Rai di sport e pace

 

Arriva al cinema dal 1° agosto con la distribuzione di Lynx Multimedia Factory, il lungometraggio di animazione “La bicicletta di Bartali”, da un’idea di Israel Cesare Moscati per la regia di Enrico Paolantonio. Si tratta di una coproduzione Lynx Multimedia Factory, Rai Kids, Toonz Media Group, Telegael con il sostegno del MIC-Direzione Generale Cinema e Audiovisivo (Fondo Selettivo e Tax Credit) e del Governo Irlandese, con il patrocinio della Federazione Ciclistica Italiana, e la collaborazione di Rai Com. Protagonista della storia è la bicicletta con cui Gino Bartali trasportò documenti falsi per salvare centinaia di ebrei dalla barbarie nazifascista nella Toscana del 1943-44. A Gerusalemme, sessant’anni dopo, la bicicletta di Bartali diventa il simbolo dell’avventura di David, un giovane ciclista ebreo israeliano che fa amicizia con Ibrahim, un ragazzo arabo israeliano con cui instaura una forte complicità e con cui sogna di vincere un campionato di ciclismo, violando le regole ma portando pace e tolleranza nelle rispettive comunità. Il percorso non sarà privo di ostacoli ma attraverso lo sport i due giovani amici impareranno il rispetto reciproco, la collaborazione, il sacrificio, riconoscendosi l’uno nell’altro e costruendo un legame profondo in grado di superare le divisioni imposte dalla società. “In questi tempi di conflitti e di guerra, l’idea di Israel Cesare Moscati alla base del film può sembrare favolistica”, ha dichiarato il direttore di Rai Kids, Luca Milano, “ma in realtà è un segno forte di fiducia nella capacità dei più giovani di costruire uno spazio per la convivenza e la pace”. “La bicicletta di Bartali” nasce da un’idea del regista Israel Cesare Moscati (scomparso nel 2019 e alla cui memoria è dedicato il film) autore di testi e documentari sulla Memoria, in particolare sulle persecuzioni nazifasciste verso la comunità ebraica romana. Con questo film Israel Cesare Moscati ha aperto lo sguardo al futuro, grazie a un’opera di fantasia coraggiosa e piena di speranza rivolta alle giovani generazioni. Il progetto, subito adottato da Rai Kids, è stato sviluppato insieme allo sceneggiatore Marco Beretta e alla società Lynx Multimedia Factory, in un lungo processo di produzione che ha coinvolto team dall’Europa e dall’Asia. Gli oltre 1.000 fondali su cui si inseriscono i personaggi animati con la tecnica 2D digitale portano la firma di Andrea Pucci (artista e designer, autore degli sfondi per le serie televisive “Dragonero”, “44 gatti”, “Le straordinarie avventure di Jules Verne”, “Egyxos”), mentre il character design è a opera di Corrado Mastantuono (“Nick Raider”, “Magico Vento”, “Deadwood Dick”, “Tex” per Bonelli Editore; “Elias le maudit” per la casa editrice francese Humanoïdes Associés). La regia è affidata a Enrico Paolantonio, co-fondatore di Musicartoon e Lynx Multimedia e regista, tra gli altri, di “Dragonero”, “Le straordinarie avventure di Jules Verne”, “Egyxos”, “Le straordinarie avventure di Hocus & Lotus”. La canzone di chiusura è scritta e interpretata da Noa, artista israeliana di fama internazionale da sempre impegnata nella promozione del dialogo e della Pace, con la collaborazione del chitarrista, compositore e produttore Gil Dor. A dare la voce al personaggio di Gino Bartali è l’attore e comico teatrale e televisivo Tullio Solenghi.

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.31

La vita accanto

Posted on

Premiato alla 77esima edizione del Locarno Film Festival con un Pardo Speciale in omaggio alla sua carriera, Marco Tullio Giordana, che proprio a Locarno vinse il Pardo d’Oro con la sua opera prima “Maledetti vi amerò”, torna nelle sale con una nuova pellicola con Sonia Bergamasco, Paolo Pierobon, Valentina Bellè, Beatrice Barison (giovane talento musicale, concertista internazionale per la prima volta sullo schermo), Sara Ciocca, Michela Cescon. Dal 22 agosto al cinema

Il film è ispirato al romanzo di Mariapia Veladiano, vincitrice del Premio Calvino, storia di una famiglia in cui segreti inconfessabili e sensi di colpa si intrecciano a grande talento e voglia di riscatto.

Anni Ottanta, una città d’arte italiana, una famiglia ricca. Nasce Rebecca con una macchia rossa che ne deturpa il viso e getta nello sconforto la famiglia. Vengono a galla veleni antichi, solo grazie al suo talento musicale potrà superarli.

Il commento del regista:

«Il romanzo di Mariapia Veladiano è il racconto di come il disagio possa irrompere nella vita di una famiglia, sconvolgendola per sempre. Nel libro questo disagio è rappresentato dalla mostruosità di un neonato subito rifiutato. Nel film questa ‘mostruosità’ è rappresentata da una macchia viola che copre metà del viso della bambina. Per il resto la piccola Rebecca è bellissima e, scopriremo col tempo, straordinariamente dotata per la musica. Ma l’angioma che la sfigura le rende difficile il rapporto con gli altri, soprattutto con la madre che non l’ha mai accettata e, per vergogna, l’ha sempre tenuta segregata in casa. Il tema centrale è quindi il corpo, la cui accettazione è alla base di ogni identità, e come le sue eventuali imperfezioni (quanto reali? quanto immaginarie? quanto indotte dallo sguardo altrui?) possano portare alla violazione per modificarlo e accettarlo secondo i canoni di un’illusione».

 

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.31

Finché Notte non ci separi

Posted on

In tutte le sale dal 29 agosto una commedia scoppiettante con Pilar Fogliati e Filippo Scicchitano. Tutto accade in una notte, in una Roma affascinante e misteriosa…

 

Il film diretto da Riccardo Antonaroli si basato su “Honeymood” della regista Talya Lavie, è un remake che ha puntato tutto sulla freschezza e ingenuità, ma soprattutto sulla capacità di toccare con mano lieve, ma sapiente, non tanto il tema dell’amore, quanto quello del rapporto di coppia. Ecco allora che la storia agrodolce della Lavie viene trasportata nella realtà italiana, anzi romana, mantenendone pregi e spirito scanzonato. Il risultato è un prodotto popolare e di qualità, una commedia allegra e malinconica nello stesso tempo, in cui i due protagonisti, Pilar Fogliati (Eleonora) e Filippo Scicchitano (Valerio), diventano una coppia affiatata e scoppiettante, convincenti al punto da farci sentire anche nostri i loro pazienti d’amore. Intorno a loro si muovono personaggi da commedia vera e propria: i genitori di Valerio, Lucia Ocone e Giorgio Tirabassi; il tassista minaccioso Francesco Pannofino; il cameriere misterioso Armando de Razza; gli ex fidanzati dei due sposini, Neva Leoni e Claudio Colica. Questo quadro da commedia fa da cornice ai temi di riflessione che la storia mette a fuoco: le relazioni dei ragazzi al giorno d’oggi, il senso del matrimonio e la difficoltà di convivere con le proprie emozioni in una società che va sempre più veloce. Non a caso si svolgerà tutto in una notte, e solo all’alba scopriremo il destino di queste due anime. Staranno insieme per sempre? Finché notte non ci separi.

 

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.31

La mia estate piena d’azzurro

Posted on

In televisione su Rai 1 con “Azzurro storie di mare”, in radio su Rai Radio 2 con “Lido Asiago 10” e in libreria con “Il Paese Azzurro” (Rai Libri): un’estate di lavoro e soddisfazioni per il popolare conduttore che nell’intervista al RadiocorriereTv parla del suo grande amore per l’Italia, che definisce «il paese più bello del mondo»  

 

La televisione, il libro: l’azzurro è il colore dominante di questa sua estate…

L’azzurro è un colore speciale, è il colore del cielo e del mare, è il colore delle nostre nazionali impegnate ai Giochi olimpici di Parigi, racchiude un po’ tutto quello che è la gioia di vivere, il desiderio di guardare avanti. A un certo punto, guardando verso l’infinito, il mare e il cielo si uniscono all’infinito ed è qualcosa di unico.

Quello di “Azzurro storie di mare”, il sabato alle 12 su Rai 1, è un viaggio delle emozioni… cosa deve avere una storia per arrivare al cuore del pubblico?

Racconto soprattutto storie di grandi italiane e di grandi italiani, partendo dalla provincia. Gente autentica, generosa, laboriosa, penso che la loro spontaneità riesca a conquistare i telespettatori. Il nostro è anche il racconto delle bellezze naturali e artistiche, delle tradizioni, dei dialetti, dell’enogastronomia. Già di per sé l’Italia tocca il cuore.

Tanti i programmi di territorio che ha condotto nel corso della sua carriera. Cosa le sta dando questo viaggio?

Arrivo dalla provincia, da Martina Franca. In questo lungo viaggio ho ritrovato i valori veri delle nostre famiglie e devo dire che mi sento proprio a casa. E così ripenso a quando facevo la vendemmia con i miei nonni, a quando preparavamo le conserve e poi mangiavamo tutti insieme sotto al pergolato, ai trulli in Valle d’Itria. In questi anni, realizzando i programmi, ho pranzato e cenato a casa di tante persone che mi hanno fatto sentire uno di loro. I profumi, i sapori, insieme ai racconti della gente, ti aiutano a conoscere in modo autentico un territorio.

Come nascono le sue interviste?

Tutto parte dall’ascolto, cerco di entrare nel vissuto delle persone che incontro con totale rispetto, sapendo che le loro esperienze, i loro sacrifici, possono essere d’esempio anche per le nuove generazioni.

“Il Paese Azzurro” (Rai Libri) è un altro tassello centrale del suo racconto…

Raccoglie le esperienze, gli incontri di “Azzurro storie di mare” e di “Linea Verde”. Il libro nasce dall’agenda che mi accompagna da sempre, il mio diario di bordo che di giorno in giorno accoglie nuove pagine. “Il Paese Azzurro” è il racconto di un’Italia vera, di luoghi rimasti al di fuori degli itinerari turistici classici, dei quali cerco di raccontare l’essenza. Cerco anche di stimolare chi legge a mettersi in cammino alla scoperta della nostra Italia, che è davvero il paese più bello del mondo. Sono fiero di essere italiano.

Una gavetta impegnativa, il sacrificio, poi il successo, confermato nel tempo, l’affetto del pubblico. Come vive questo momento della sua vita professionale?

Dietro a ogni lavoro ci sono impegno e sacrificio. Sono contento, certamente, ma non bisogna mai smettere di studiare, di prepararsi. Da oltre 35 anni faccio questo lavoro: la radio, la Tv, il cinema, il teatro, gli spettacoli dal vivo, un bagaglio d’esperienze che mi ha aiutato a essere pronto a cogliere le occasioni. Amo quello che faccio, il mio lavoro è anche un piacere enorme. Mi sento fortunato.

Nella sua estate lavorativa non manca la radio…

Il sabato e la domenica, a partire dalle 16, sono su Rai Radio 2 con “Lido Asiago 10”, nel corso della quale do tanti consigli di viaggio agli ascoltatori. Uno spazio divertente e spero utile grazie al quale conoscere le tante iniziative organizzate lungo lo Stivale.

Cosa non deve mai mancare nello zaino di un viaggiatore in partenza per una delle belle località italiane?

Un libro che racconti il territorio che visiteremo. Parlo di una guida come di un saggio o di un romanzo che possano aiutarci a rendere più originale e autentica la nostra esperienza.

Cosa la rende felice?

La famiglia, gli amici, Geneve che è la mia gatta. Mi rendono felice le persone e gli animali che mi sono accanto. E poi fare un lavoro che mi dà la possibilità di esprimermi.

Se una macchina del tempo le consentisse di fare parte di un programma storico della Rai, quale sceglierebbe?

Penso a un programma dei grandissimi della Tv, i maestri veri, Pippo Baudo, Corrado, Maurizio Costanzo, Raimondo Vianello. Beh, mi sarebbe piaciuto prendere parte a un “Fantastico”, a una “Corrida”. Seguo sempre ammirato ciò che ripropongono le Teche della Rai, che custodiscono un tesoro inestimabile.

Un suo augurio alla Rai…

A Mamma Rai, a cui dico innanzitutto grazie per avermi accolto, auguro di continuare a svolgere l’importante ruolo di servizio pubblico, dando attenzione e spazio alle tematiche sociali, a quelle culturali, al racconto di quello che siamo. Sempre W la Rai.

Per chiudere il cerchio le chiediamo di tornare sul territorio. Quali tappe consiglierebbe a un turista per la prima volta in Italia?

Ne indico alcune tra tantissime possibili. Escludendo le città d’arte li porterei in tre luoghi speciali: Otranto, meraviglia per il suo mare, la sua storia. poi a Procida, “L’Isola di Arturo” di Elsa Morante, quindi le Cinque terre, gioielli meravigliosi.

 

 

 

 

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.31

Vince sempre la spontaneità

Posted on

In attesa della terza stagione in partenza a settembre, il programma ideato e condotto da Pierluigi Diaco svelerà ad agosto i nuovi componenti del cast, concorrenti e opinionisti. A raccontare il backstage dei provini due inviati d’eccezione: Domenico Restuccia, il mitico Dottor Web, e Rosa Sorrentino, vincitrice della prima edizione di “BellaMa’”, intervistati in queste pagine dal RadiocorriereTv. Su Rai 2 il 22, 23, 26, 27 e 28 agosto alle 14.00

 

Cinque appuntamenti per raccontare i provini e le scelte della giuria, che cosa scopriremo?

DOMENICO: Sarà il racconto del nuovo cast di “BellaMa’”. Dalle riconferme del primo e del secondo anno ai nuovi innesti, frutto delle scelte della giuria capitanata da Pierluigi Diaco e Roberta Capua. Conosceremo ragazzi, ragazze e boomer che hanno partecipato ai provini con la voglia di mettersi in gioco e di prendere parte al programma.

ROSA: Porteremo il pubblico nel backstage del casting per raccogliere le emozioni dei partecipanti, tra ansia, nervosismo, speranza, eccitazione, e soprattutto desiderio di mostrare il proprio talento. Mi hanno colpito le storie che abbiamo raccolto e che racconteremo in “Aspettando BellaMa’”, come quella di due amici, due boomer, che anche grazie al programma hanno superato un momento difficile e che insieme hanno deciso di partecipare ai provini.

Cosa devono avere un giovane o un boomer per essere giusti per “BellaMa’”?

ROSA: L’autenticità e la voglia di mostrarsi per quello che sono, è altrettanto importante avere voglia di imparare e di non farsi travolgere dall’ego. A “BellaMa’” le occasioni per crescere sono tante, ma bisogna saperle cogliere. Vale per i giovani come per i boomer. Grazie a Pierluigi in questi due anni ho ascoltato, ho osservato, ho arricchito il mio bagaglio.

DOMENICO: La capacità di improvvisare. In questi anni il programma si è evoluto, è cambiato. Elemento di forza è la capacità del cast di sapere reagire all’imprevisto, a qualcosa di non necessariamente programmato. Valore aggiunto è anche sapere stare in un contesto con tante altre persone e farlo con spontaneità. Questa metodologia, essere in diretta senza un copione, fa cadere un po’ di maschere. L’imprevisto c’è sempre ed è lì che si vede l’indole di una persona, il vero carattere, la predisposizione agli altri.

Il confronto tra generazioni è un po’ un fil rouge del programma, cosa vi ha colpito dei boomer?

DOMENICO: Mi ha colpito la loro voglia di riscatto, di fare, di farsi conoscere, che spesso è molto più forte di quanto non accada tra i ragazzi della generazione Z, forse più timidi. Ci sono professionisti che dopo avere trascorso la vita dietro a una scrivania, o a fare qualsiasi altro lavoro, decidono di misurarsi con lo spettacolo, con il canto. Hanno quel coraggio, ma anche quella leggerezza, che non significa banalità, che si acquisiscono nel passare degli anni.

ROSA: Da loro ho imparato a porre l’accento su valori fondamentali. I boomer mi hanno insegnato a essere più scrupolosa, a porre attenzione alle sfumature, ma anche a quanto sia bello ascoltare le esperienze degli altri.

Due anni di “BellaMa’”, come è stato il vostro percorso?

ROSA: Pierluigi e “BellaMa’” mi hanno dato l’opportunità di crescere, sia a livello personale che professionale. Non sono mai stata timida ma ho sempre cercato di studiare le situazioni prima di mettermi in gioco. L’ho fatto giorno dopo giorno nella danza, ho avuto l’opportunità di aprire il programma ballando la sigla, di danzare con Enzo Paolo Turchi, di recitare nei musicarelli e di avvicinarmi ad altre branche dello spettacolo cercando di dare sempre il meglio di me stessa.

DOMENICO: Il mio personaggio è cambiato nel corso delle due stagioni. All’inizio ero il referente per il mondo social, poi, nel tempo, con Pierluigi siamo entrati molto in sintonia, e lui ha capito quanto fosse forte anche la mia passione per lo spettacolo, e così ha voluto darmi più spazio anche in altre parti del programma. Sono molto contento perché riesco a mostrare anche la mia ironia, quello che sono. Ora, con la terza stagione alle porte, sono curioso di vedere in quale direzione andrò. Mi fido totalmente di Pierluigi, del suo modo di gestire le cose, sono pronto a mettermi in gioco ancora una volta con il massimo impegno.

C’è un momento di questi due anni che occupa un posto particolare nel vostro cuore?

DOMENICO: La trasferta al Festival di Sanremo, un’esperienza emozionante per la quale sono grato a Pierluigi. Mi ha divertito portare lo stile di “BellaMa’” all’Ariston e capire, anche dalle reazioni degli artisti, quanto il programma stia entrando nel cuore delle persone.

ROSA: Ce ne sono tanti, e ognuno di loro ha riempito la mia valigia. Questo programma è un viaggio che mi ha aiutato ad avere una visione più aperta della vita. “BellaMa’” è un po’ una seconda famiglia, che mi ha anche consentito di vivere l’amore in un modo che non avrei mai immaginato.

Un augurio (e un consiglio) ai nuovi componenti del cast…

ROSA: Di essere sé stessi, cosa che consente di portare un contributo autentico. Le telecamere, la televisione, non devono cambiarci.

DOMENICO: Di vivere questa esperienza al presente. Ci sono persone che hanno velleità artistiche, televisive, che hanno voglia di farsi conoscere, ed è sacrosanto. Ma credo che “BellaMa’” sia soprattutto una grande occasione di crescita personale. Il mio invito è dunque quello di godersi al massimo il percorso che va da settembre a maggio.

 

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.31