IL TERREMOTO UCCIDE RICORDI E SENTIMENTI

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Giorgio Tirabassi è Gianni Fiumani in “L’Aquila – Grandi Speranze”, la serie di Marco Risi in onda il martedì in prima serata su Rai1. «Il silenzio della zona rossa è irreale, spaventoso – afferma l’attore -, ci sono ancora tratti di vita quotidiana. Passi e vedi un giocattolo di un ragazzino, la cucina rimasta proprio come era la sera prima del terremoto, è tutto molto forte»

Cosa l’ha portata ad accettare il ruolo di Gianni e a fare parte di una serie che ci riporta a un evento tanto drammatico?

Diverse cose, a partire dall’impegno sociale, che accetto sempre volentieri. Una serie su un argomento del genere, con un regista come Marco Risi, era una sfida da cogliere. È stata una scelta quasi etica, una specie di dovere morale per chi fa il mio mestiere. Stimo molto Risi, non si compiace del dolore, è il tipo di regista giusto per raccontare una storia del genere.

Chi sono Gianni ed Elena?

Una coppia, moglie e marito, hanno tre figli e hanno subito anche loro il terremoto, hanno dovuto lasciare casa come tanti altri. Gianni ed Elena cercano di sensibilizzare gli altri alla ricostruzione, alla rinascita. Sono due idealisti, due sognatori che cercano di rialzarsi dopo il colpo che hanno subito. C’è chi rimane tramortito e non ha la forza di reagire, c’è chi si è adagiato per avere perso tutto. Gianni Fiumani, invece, è legato al territorio, ci crede, vede da lontano anche una possibile speculazione che potrebbe fare Riccardo De Angelis (Luca Barbareschi, ndr), un costruttore determinatissimo.

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Sono tornata

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Simona Ventura è tornata a casa. Dopo otto anni Super Simo alla guida del talent della voce

Emozionata?

Sì, molto. È un ritorno emozionante e molto inaspettato perché è arrivato in un momento in cui non me lo sarei mai immaginato. Però le cose succedono così, io vado d’istinto e ho capito che probabilmente era il momento giusto per poter fare questo programma. “The Voice” è un talent importante, con un titolo importante, che ha successo in tutto il mondo e che anche nella televisione pubblica deve avere la considerazione che merita.

Come giudice aveva già partecipato a dei Talent, ma è la prima volta come conduttrice…

È la prima volta che faccio la conduzione e ho accettato soprattutto per questo. Il giudice lo avevo già fatto e devo dire con un grande risultato visto che tanti cantanti che ho lanciato sono ancora adesso pieni di successo e di lavoro. È per quello che mi piaceva giudicare, perché i ragazzi a cui davamo un’opportunità avessero successo soprattutto dopo la fine del Talent. È la stessa missione dei quattro coach di quest’anno. Essere conduttore di “The Voice” è molto bello e, secondo me, fino ad ora questo ruolo non è stato sviluppato nella maniera che merita. Credo che certe cose si possano fare, anche se i paletti del format olandese sono tanti… Sarà bello poterli aggirare, è una cosa che mi diverte molto.

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Pronti per lo spazio

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I racconti delle attività extraveicolari di Luca Parmitano, di Samantha Cristoforetti la prima donna italiana in orbita e della nuova Missione del veterano Paolo Nespoli nel suo 60° anno d’età, sono al centro della nuova edizione di “Missione Spazio Reloaded”. Si tratta di una produzione di Rai Ragazzi, realizzata in collaborazione con ESA (Agenzia Spaziale Europea), ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e Aeronautica Militare, disponibile in esclusiva sulla piattaforma Rai Play e il portale web di Rai Gulp e poi dal mese di Maggio, in onda anche sul Canale RAI GULP.

A guidarci in questo “viaggio” di otto puntate ci sarà @astro_Linda, ovvero Linda Raimondo, la giovane conduttrice, nonché studentessa di fisica e appassionata di spazio e di scienza, pronta a far parte degli astronauti che saranno selezionati per arrivare su Marte.

In questa nuova edizione di Missione Spazio, gli astronauti faranno conoscere non solo lo spazio e il volo umano, ma anche il valore della convivenza, della ricerca scientifica effettuata in condizioni di microgravità e la funzione “aggregante” che ha il cibo in condizioni estreme come lo spazio. Ogni dichiarazione ci riporta al momento in cui dei bambini hanno sognato di diventare astronauti fino a quando, questi stessi bambini oramai adulti, sono riusciti a realizzare il loro sogno, passando per la selezione, l’addestramento, la partenza, la vita in orbita, per tornare poi sulla terra.

Queste le otto puntate. Sempre su RaiPlay saranno presto disponibili anche contenuti speciali, con interviste a personaggi legati al mondo dello spazio.

LANCIO – Dopo anni di addestramento, di studio e di sacrifici arriva il momento nel quale indossata la tuta, si prende posizione sul proprio seggiolino, si allacciano le cinture e si accendono i motori… ci si stacca dalla terra e il sogno di diventare astronauti diventa realtà. Un momento cruciale che ogni astronauta ricorda con grande emozione a partire dal famoso conto alla rovescia…

TERRA VISTA DALLO SPAZIO – L’immagine della terra vista dallo spazio ci è stata restituita milioni di volte dagli scatti fotografici degli oltre 500 astronauti che hanno avuto questa incredibile possibilità. Immagini meravigliose di un mondo senza confini, composto da una tavolozza di colori che vanno dal bianco delle montagne innevate al blu degli oceani, un mondo incredibilmente bello ma altrettanto fragile, l’ astronave sulla quale viaggiamo e della quale dobbiamo prenderci cura.

IL RIENTRO – Dopo mesi trascorsi orbitando attorno alla terra, lavorando ad esperimenti scientifici e medici e condividendo tutto con i propri compagni di viaggio arriva per gli astronauti il momento dei saluti e del ritorno sulla terra, a casa. Un ritorno tecnicamente complesso se si tratta del viaggio con lo Shuttle e faticosissimo a livello fisico se si parla di Soyuz ma sempre pieno di emozioni: Ascoltiamo come sono cambiati durante il periodo della loro Missione.

MICROGRAVITA’- La condizione di microgravità ha qualcosa di magico…ci si trova a svolazzare all’interno dei moduli della stazione dimenticando l’alto e il basso ed imparando a muoversi in una maniera del tutto nuova. Ma questa condizione ha anche un impatto notevole sull’apparato scheletrico, sui muscoli e anche sull’apparato oculare, un impatto non sempre piacevole che obbliga gli astronauti ad una faticosa “riabilitazione” loro ritorno. Pensate non possa valere la pena di sopportare tutto questo? Ascoltate il loro racconto.

CONVIVENZA E FOOD – Vi piace la frutta fresca? Amate sorseggiare una bevanda ghiacciata? i cracker al formaggio sono la vostra passione? In orbita avreste serie difficoltà a reperire tutto questo…perché la frutta fresca è un bene prezioso, il ghiaccio non è disponibile e i cracker sarebbero pericolosi a causa delle briciole…ma in compenso vi potreste divertire bevendo una sola bolla d’ acqua e catturandola mentre fluttua nel vuoto…e potreste addirittura comporre il vostro panino senza doverlo tenere con le mani… non ci credete?? ascoltate il racconto dei nostri astronauti…

ADDESTRAMENTO – Per diventare un astronauta occorrono anni di studio e di addestramento. Studio di molte materie differenti che creano quell’insieme di competenze che occorrono a queste donne e questi uomini per poter effettuare al meglio la loro Missione. Anni nei quali lontani dalle loro famiglie vivono con una valigia a seguito e visitano gran parte del mondo. Volete capire se avete anche voi la “stoffa” per applicare al prossimo concorso?

MARTE – A 50 anni dall’allunaggio non abbiamo smesso di “viaggiare” nel cosmo grazie alle sonde e non abbiamo smesso di sognare perché stiamo progettando non solo di tornare sulla Luna per costruire un “moon village” ma anche di arrivare a calpestare ilsuomo rosso di marte. Come ci arriveremo? Quali tecnologie ci occorreranno? Come saranno le donne e gli uomini che poseranno il loro piede sulla terra del pianeta rosso? scopriamolo assieme.

EVA – Il cosmonauta Aleksej Archipovič Leonov, durante la missione Voschod 2, nel 1965 ha effettuato la prima “passeggiata” extraveicolare della storia. Fuori dalla navicella ha potuto osservare il mondo sospeso nel vuoto e immerso nel silenzio. Luca Parmitano è, a oggi, l’unico italiano ad aver effettuato due uscite e l’unico a poterci raccontare cosa si prova a vivere questa condizione eccezionale ma molto pericolosa.

“Missione Spazio Reloaded” è un programma scritto da Cristina Raimondo, con la regia di Marco Lorenzo Maiello. Coordinamento Lorenzo Di Dieco e produttore esecutivo Donatella Rorro.

30 anni di BLOB

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Lo spezzatino della Tv all’ora dei Tg. Trent’anni fa nasceva il programma ideato da Enrico Ghezzi nella Rai 3 di Angelo Guglielmi. Dal 14 aprile cinque appuntamenti ripercorrono la storia di una trasmissione divenuta cult. Il direttore della rete Stefano Coletta: “Blob è la certezza più importante del palinsesto di Rai3 

«La tv è il nostro impegno più costante, noi lo riteniamo un divertimento. Per fortuna c’è ‘Blob’. ‘Blob’ ci prende in giro, ma ha la malizia degli dei di farci sorridere come una barzelletta. Grazie, ‘Blob’. Grazie Ghezzi, l’inventore e scopritore di questo ultimo immortale, che è ‘Blob’». È Angelo Guglielmi, ex direttore di Rai3, ad augurare buon compleanno alla tele-creatura leggendaria della quale fu ispiratore. «Il programma nasce da un pretesto da nulla – prosegue Guglielmi -. Mio figlio, leggendo ‘Il Manifesto’, mi disse che ogni giorno c’era una rubrica chiamata ‘Il mattinale’ che raccoglieva le frasi più importanti dei fondi di giornali. Mi disse: Perché non lo fai anche tu su Rai3? Chiamai Ghezzi, che dopo alcuni giorni mi propose ‘Blob’». Con 9.268 puntate trasmesse, mille delle quali a carattere monografico, “Blob” ha raccontato gli ultimi trent’anni della storia politica e sociale italiana, con ironia. «Qualche anno fa ho proposto di fare una proiezione di tutto ‘Blob’ – afferma Enrico Ghezzi -. Non lo abbiamo fatto per indolenza… Servirebbero oltre tre mesi». Il primo appuntamento commemorativo è fissato per domenica 14 aprile pochi minuti dopo la mezzanotte, mentre mercoledì 17, giorno in cui ricorre l’anniversario della prima messa in onda di “Blob”, il palinsesto di Rai3 ospiterà dieci pillole del programma in diversi momenti della giornata. A festeggiare il popolare programma, con tanto di torta e candeline, all’ombra del cavallo di Viale Mazzini, anche alcune delle vittime storiche di “Blob”, come Alba Parietti e Sandra Milo. «All’epoca me la prendevo tantissimo – ha dichiarato l’attrice -, poi ho capito che ‘Blob’ era una invenzione, una rivoluzione, un modo di raccontare la vita e la realtà in maniera diversa. Gli autori avevano capito la rivoluzione nell’informazione». 

PROFESSORE MADE IN SUD

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foto di scena Made in Sud

La lingua napoletana e l’universo Napoli per lui non hanno segreti, Enzo Fischetti è il professore di “Made in Sud”, docente semiserio di napoletanità nello show del lunedì sera di Rai2. Toscano di nascita e partenopeo d’adozione, il cabarettista ha una laurea in economia e commercio e un passato da arbitro calcistico. Fischetti, nel cast del programma sin dalla prima puntata, si dice attratto dallo humor inglese

Erudito, saggio, ironico. Enzo Fischetti è il volto colto della compagnia. Dalla cattedra, collocata su un lato del palco, dispensa ogni settimana nozioni e curiosità, strappando il sorriso al pubblico dell’Auditorium di Napoli e ai telespettatori. Lei è la memoria storica di “Made in Sud”, come è cambiata negli anni la trasmissione? Nel corso di questi lunghi e straordinari anni fatti di tante puntate la trasmissione ha avuto diversi cambiamenti ed è cresciuta, ma è rimasta come suol dirsi “fedele alla linea”, nel senso che ha sempre espresso la comicità, soprattutto quella meridionale, nelle sue varie sfaccettature. Una comicità adatta e apprezzata da persone di tutte le età. Non a caso uno dei punti di forza del programma è dato proprio dalla moltitudine dei personaggi diversi tra loro: oltre cento comici che si sono esibiti fino a oggi e che hanno portato in scena tanti sketch e tanto divertimento. Il napoletano è una lingua o un dialetto? Il napoletano è una lingua perché come l’italiano ha delle regole grammaticali fisse che se applicate riescono a far comprendere il significato di una parola o di una frase. Prima lezione di napoletano a un milanese Doc, da dove comincerebbe? In napoletano dell’aggettivo possessivo “mio”, “tuo”, “suo” si scrive soltanto l’iniziale di parola alla fine della parola stessa. Ad esempio, mio padre: patÈm; tuo padre: patÈt. Ma bisogna fare attenzione perché “suo padre” non è patÈs ma “o pate ‘e chillo”. La terza persona è dunque irregolare. Tre aggettivi per descrivere Napoli (in napoletano e in italiano)… Grande (107 km quadrati), grande (963.000 abitanti), grande (9.000 abitanti per km quadrato) in napoletano: “Tre vote gruosso” Tre aggettivi per descrivere i napoletani (in napoletano e in italiano)… Caldi, veraci, schietti. Lasciamolo in italiano, tutti devono capire! Cosa fa sorridere il professor Fischetti? Lo humour inglese. C’è un modo di dire napoletano che sente più vicino degli altri? “T’hanno magna i cani”: un branco di unità cinofile deve fagocitarti come pasto completo. Ci sono una frase, un modo di dire, che raccolgono tutta l’essenza di Napoli?” “Scurdammoce ‘o passato”: questo ci ha permesso di guardare sempre avanti! Un saluto in napoletano ai lettori del RadiocorriereTv Il Radiocorriere Tv è il più antico settimanale d’informazione radiotelevisiva: è in edicola dal 1925 e io conservo ancora oggi tantissime copie degli anni Settanta, Ottanta e Novanta. Quindi…”Lieggetavillo”.

A Ballando con Marzia e Samuel

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L’allieva: Marzia Roncacci

Cosa ti ha portata a “Ballando con le Stelle”?

Mi piacciono tantissimo la musica e il ballo, sono una grande passione che mi porto dietro da sempre. Ma questa è anche una sfida con me stessa. Con il mio lavoro uso solitamente solo il viso, gli occhi, la bocca, la testa, non il fisico. Mi sono detta: Marzia, questa volta metti in gioco tutto.

Vuoi dare un voto all’affinità con il tuo maestro?

Otto.

Un pregio e un difetto di Samuel Peron

Professionale al massimo. Un difetto? Un pochino permaloso.

Cosa ti hanno detto parenti e amici delle tue esibizioni?

Sono tutti entusiasti. Per il valzer mi hanno dato un 10 e lode, effettivamente non ho sbagliato un passo. Per il charleston un po’ meno (sorride, ndr), poi è arrivato il vulcano del merengue dello spareggio, una vera emozione. In quell’esibizione ho messo tutto il mio carattere.

Il tuo genere preferito…

Il tango e la rumba, pur rendendomi conto che sono tanto complessi.

Il partner dei sogni?

Sono molto contenta del mio maestro, è molto bravo. Poi se proprio devo osare… non sarebbe male fare una piroetta con Roberto Bolle o un tango con Pedro Alvarez.

Ballare fa rima con…

Gioire.

Chi inizia a ballare di solito non smette più, sarà così anche per te?

Ci penso spesso e sono certa che continuerò, sono rapita quando vedo i ballerini danzare con classe e semplicità. E poi nel ballo coniughi il vivere la musica e il movimento del corpo, credo sia una forma di comunicazione eccezionale.

Il maestro: Samuel Peron

Cosa ha pensato quando ha saputo che avrebbe ballato con Marzia Roncacci?

Non ho mai pregiudizi, preferisco vivere la persona, conoscerla giorno dopo giorno e così farmi un’idea.

Che voto dà all’impegno della sua allieva?

Dieci decimi.

Un pregio e un difetto di Marzia

Affascinante, solare, determinata, volenterosa e “capa tosta”.

Manca il difetto…

“Capa tosta” (sorride, ndr)

Quando iniziò a ballare pensava che avrebbe fatto il maestro di danza in televisione?

Da bambino guardavo la televisione e sognavo di danzare in tv, ma arrivare a “Ballando”, superando le selezioni, fu davvero straordinario. Anche se sono qui da 13 edizioni per me ogni anno è un gratta e vinci, non do per scontato di esserci. Posso essere tecnicamente necessario oppure no.

Ha un genere preferito?

Mi piacciono tutti, ma amo anche sperimentarne di nuovi, fonderli, mischiarli.

Il partner dei sogni?

Mi piacerebbe tornare a ballare con Anna Oxa.

Ballare fa rima con…

Sperimentare.

Quanta fiducia ha nelle capacità di Marzia?

Ne ho tanta, siamo una bella squadra. Riscontro in lei la capacità di interagire con me con ironia. “Ballando” è comunque una macchina strana, non è detto che essere bravi a ballare significhi arrivare in finale, così come non è detto il contrario. A renderti vincente è un miscuglio di situazioni, in base alla simpatia che susciti nel pubblico a casa, alle emozioni che riesci a trasmettere.

Cartoons on the Bay. Successo del Festival e tripletta francese

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Con tre Pulcinella Award assegnati è la Francia il Paese che raccoglie il maggior numero di riconoscimenti alla 23ma edizione di “Cartoons on the Bay” svoltasi a Torino. La giuria internazionale del Festival dell’animazione cross-mediale e della Tv dei ragazzi, promosso dalla Rai e organizzato da Rai Com, ha premiato anche Belgio, Iran, Irlanda, Italia (“Jams” di Rai Ragazzi) e Giappone. Premi alla carriera ai disegnatori Michel Ocelot, Benoît Sokal e Bill Plympton. Pulcinella Cross Media Award agli italiani Luca Enoch e Stefano Vietti per “Dragonero”, fumetto che diventerà a breve una serie Tv

Circa mille accreditati tra operatori del settore, stampa e ospiti internazionali, cinquecento opere in concorso da 50 Paesi, oltre tremila spettatori per le proiezioni e le anteprime al cinema Ambrosio. “Cartoons on the Bay”, Festival dell’animazione cross-mediale e della Tv dei ragazzi, promosso dalla Rai e organizzato da Rai Com in collaborazione con Regione Piemonte, Film Commission Torino Piemonte e Film Investimenti Piemonte, conferma l’interesse di case di produzione ed emittenti internazionali, come dimostrano le provenienze dei partecipanti, dall’Australia all’Argentina passando per Egitto, Iran, Nuova Zelanda, Russia, Corea del Sud, oltre a Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Irlanda e Paesi Bassi. «Cartoons on the Bay è luogo di aggregazione, condivisione e confronto sempre più autorevole per il mondo dell’animazione – dice il direttore artistico Roberto Genovesi -. La presenza dei più importanti broadcaster europei e la collaborazione esclusiva con colossi come Disney e Bonelli dimostra che ci siamo e stiamo giocando un ruolo determinante nei rapporti che determinano le strade che l’animazione vuole disegnare per il suo futuro tanto in termini di contenuti quanto in quelli di linguaggio. ‘Cartoons on the Bay’ si conferma punto di riferimento insostituibile per le strategie del settore della Rai». All’appuntamento torinese 16 17 il Presidente di Rai e l’Amministratore Delegato di Rai Com, Marcello Foa e Monica Maggioni. Il Presidente di Rai e di Rai Com Foa ribadisce come la Rai debba essere «là dove il pubblico è. Oggi i bambini (che vivono come fossero nati con l’iPad in pancia) guardano tutto sul tablet, Rai Play funziona benissimo e probabilmente, in futuro, ci saranno nuove iniziative. Noi dobbiamo andare dove loro stanno, non è più il contrario. Dobbiamo cambiare l’approccio laddove ci sono nuovi bacini di utenza e nuove abitudini di fruizione dei media, la Rai deve essere connessa». «L’animazione non è il luogo né tantomeno può essere pensato come il luogo delle porte chiuse, delle frontiere – afferma Maggioni -, dev’essere il luogo in cui ci sia la libertà, insieme alla capacità, di affrontare i più diversi temi, tutti i temi». Per l’AD l’animazione «mette al centro il racconto, anzi, è capace di raccontare anche meglio, va oltre le parole perché nel tratto visivo, nell’immagine, c’è spazio per un racconto dal valore aggiunto». Sul grande palco allestito al Museo del Risorgimento di Torino, “Cartoons on the Bay” ha assegnato i Pulcinella Awards 2019. Ad avere la meglio, la Francia, che ha vinto nella sezione Upper Preschool con le avventure di quattro giovani dinosauri nel Cretaceo raccontate da “Gigantosaurus” di Olivier Lelardoux, nelle Tv Series Kids, con “Arthur and the children of the round table” di Jean-Luc Francois, che racconta la storia di un giovane Artù e nella sezione Interactive Media con il premio a “Detroit: become human”, riflessione su tecnologia e robotica. Le tre produzioni sono state realizzate in collaborazione con Rai Ragazzi. Trionfo italiano nella sezione Live Action, con il Pulcinella Award assegnato a “Jams” (Rai Ragazzi e Stand By Me) di Alessandro Celli. «Una serie per ragazzi unica – scrivono i giurati nella motivazione -, che emerge per la sua modernità e per il suo realismo, su un tema delicato come le molestie sessuali, con un linguaggio e uno stile appropriato per il giovane pubblico». Pul cinella al Belgio per “Horrible tales for terrible children” nella sezione Tv Pilots, all’Irlanda con le avventure di un uccellino e dei suoi amici in “Becca’s bunch” (Tv Series Pre School) e all’Iran con “The fox”, vincitore tra gli Short Film. A chiudere il podio è il Giappone con “Mirai”, nella sezione Animated Feature Film.

A salire sul palco di “Cartoons” nel corso della tre giorni disegnatori di fama mondiale premiati con Pulcinella Award speciali alla carriera, dal francese Michel Ocelot, papà di “Kirikù e la strega Karabà”, che a Torino ha presentato in anteprima il suo ultimo lavoro, “Dilillì a Parigi”, al re dell’animazione indipendente a stelle e strisce Bill Plymton, al fumettista belga e animatore di videogiochi Benoît Sokal. Protagonisti del Festival diretto da Roberto Genovesi anche i di – segnatori italiani Stefano Vietti e Luca Enoch, creatori di un “Dragonero” che si prepara a sbarcare in Tv, personaggio al quale “Cartoons” ha dedicato una mostra realizzata presso il Centro di Produzione Tv torinese di via Verdi e accessibile alle scuole fino al 15 maggio. Nella stessa sede è stata realizzata una seconda importante mostra dedicata ai settant’anni di “Topolino”. La chiusura, domenica in Piazza S. Carlo, con l’affollatissima “Cartoons Game”, la manifestazione sportiva dedicata ai ragazzi dai 4 ai 14 anni, organizzata dal Cus Torino in collaborazione con Rai Ragazzi, Rai Com, Film Commission Torino Piemonte e Film Investimenti Piemonte, che ha proposto attività e prove legate al mondo dei cartoni animati di Rai Ragazzi e Rai Radio Kids.

Rai GULP e Rai YoYo, le novità più gustose

Dal prescolare al mondo dei teens con fiction, cartoni animati, game show, programmi innovativi. Luca Milano, il direttore di Rai Ragazzi, ha presentato a “Cartoons on the Bay” le tante novità che a breve vedremo in palinsesto su Rai YoYo e Rai Gulp. Si parte da “Club 57”, nuovissimo titolo che andrà in onda su Rai Gulp dal 15 aprile dal lunedì al venerdì alle 20.35. Dopo il successo di ‘Maggie e Bianca Fashion Friends’, la nuova serie live di Rainbow e Rai, ispirata al musical degli anni Cinquanta, è una coproduzione internazionale con Nickelodeon, girata in Puglia e negli studi Viacom di Miami. Altre due produzioni originali di serie live andranno in onda a partire dall’autunno: “Cercami a Parigi”, ambientata all’Opera, tra danza classica e rap contemporaneo, e dell’attesa seconda stagione di “Penny on M.A.R.S.” (Musical arts Reiner school) è un prestigioso liceo musicale in cui sono state ammesse la 14enne Penny e la sua amica del cuore Camilla pronte ad affrontare nuove sfide. Musica e danza sono una chiave privilegiata per raccontare ai ragazzi storie e tematiche contemporanee di attualità. La serie è in collaborazione con Disney Channel. Su Rai Gulp è in arrivo anche ‘Jams’, la prima serie per ragazzi che parla di molestie sui minori, vincitrice del Pulcinella nella sezione Live Action. Attesa anche per i nuovissimi progetti in animazione coprodotti da Rai Ragazzi: “Klincus Corteccia”, “Alice&Lewis”, “Il piccolo lupo cattivo”. Rai YoYo punta su “Lampadino e Caramella”, venti episodi di cinque minuti ciascuno ideati da Animundi, lo studio di animazione romano che per tante stagioni ha divertito i bambini con “I Saurini”, in onda dall’autunno. C’è anche “Giù dal Nido”, primo esperimento di produzione in animazione a 360 gradi di Rai Ragazzi, realizzato da L&C. In palinsesto vedremo anche 52 nuovi episodi di 11 minuti di “Barbapapà – La Nuova Serie”, che porterà ai bambini di oggi i valori degli storici personaggi del cartone animato, primo fra tutti quello dell’ecologia. A “Cartoons on the Bay” Rai Ragazzi ha anche annunciato la produzione, insieme a Sergio Bonelli Editore, di una grande serie fantasy per Rai Gulp, che nasce da “Dragonero”, romanzo a fumetti di Luca Enoch e Stefano Vietti, che si chiamerà “Dragonero Adventures”. Per i più piccoli, e per il loro avvicinamento alla lingua inglese, Rai YoYo presenterà “Fumbleland”, un programma che narra le avventure di una classe di bambini alle prese con gli errori di ortografia (i fumbles) che essi generano a scuola.

ARRIVA KRUD NUOVA STAR DI RAI RADIO KIDS!

Il pubblico di Rai Radio Kids avrà dall’estate un nuovo amico, si chiama Krud e viene dal pianeta Cott. Segni particolari? È cattivissimo, o almeno vuole apparire tale. Krud ha un aspetto orribile e una voce demoniaca ma le sue malefatte si risolveranno sempre in gag divertenti e non riuscirà mai a mettere in atto i suoi piani diabolici. A chiacchierare (e forse a giocare?) con il nuovo pupazzo saranno Armando Traverso e un altro pupazzo, DJ, già star del canale. A dare la voce a Krud e ad animarlo sarà Andrea Calabretta. Altro programma in arrivo è “Streghe strambe”, dieci pillole di 7 minuti ciascuna in cui Traverso dialogherà con le più famose streghe delle favole per bambini. La voce delle streghe sarà quella di Manuela Grippi. I giovani ascoltatori di Radio Kids potranno continuare ad ascoltare favole, filastrocche e i racconti di Gianni Rodari. Nel fine settimana arriva invece “Pigiama party”, una striscia musicale nel pomeriggio del sabato e della domenica, che darà un’attenzione particolare alla musica pop e dance. Novità anche per quanto riguarda il Gr, che dall’estate si sposterà alle 20.30 e che aprirà una piccola fascia dedicata ai genitori e ai più grandi. In serata un’altra novità: “In cucina con Radio Kids”, una ricetta per cucinare con semplicità e divertimento insieme ai più piccoli. Pilastro del palinsesto della radio continuerà a essere “Big Bang” con Armando Traverso e i suoi amici tutto pelo e simpatia. Rai Radio Kids, la radio per i bambini di Rai Radio, è fruibile su tutti i device digitali: web e app (Rai Play Radio), televisori con digitale terrestre o satellite e radio digitali dab+.

In Giro per l’Italia

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«Il Giro d’Italia unisce due delle più grandi eccellenze del nostro Paese: la bellezza del territorio e lo sport più popolare. Esserne il punto di riferimento radiotelevisivo è, per tutti noi, motivo d’orgoglio». Con queste parole, l’Amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, ha presentato il palinsesto aziendale dedicato alla 102ma edizione della “corsa rosa”, in programma dall’11 maggio al 2 giugno prossimi. La partnership tra Rai e Giro, che dura da 66 anni, si rinnova dunque anche quest’anno, per seguire, pedalata dopo pedalata, “la gara ciclistica più dura del mondo nel Paese più bello del mondo”, come disse Chris Froome , vincitore dell’anno scorso. Uno spettacolo nazionale e popolare, amato da milioni di uomini e donne che, oltre ad affollare le strade percorse dalle tappe, guardano con grande interesse le dirette tv e i programmi dedicati. Rai, ancora una volta, da broadcaster, garantirà la diffusione delle immagini in 198 Paesi del mondo, raggiungendo un pubblico di 900 milioni di persone. Il Giro dunque è un biglietto da visita prestigioso e l’impegno della Rai è enorme per garantire un’altissima qualità. «Per questo motivo – ha spiegato Salini – non ci limiteremo al solo racconto sportivo perché sarebbe riduttivo. Daremo il giusto spazio agli uomini che del Giro sono protagonisti e alle loro storie, ma anche alla cultura e alla storia dei luoghi che la corsa attraverserà e che del Giro sono protagonisti al pari dei ciclisti». Sempre più Media Company, Rai offrirà questo grande evento in tv, alla radio, sul web, sui social. Oltre a Rai Sport HD (canale 57 del digitale) e a Rai2, impegnate per raccontare quotidianamente la “corsa rosa” come ci spiega il direttore di Rai Sport Auro Bulbarelli nell’intervista a lato, anche Rai Cultura, per il sesto anno, è coinvolta per precorrere i luoghi delle tappe. «Un modo – come ha spiegato la direttrice Silvia Calandrelli – per viaggiare, conoscere il nostro meraviglioso territorio, le straordinarie storie ad esso collegate e i suoi personaggi». “Viaggio nell’Italia del Giro”, a cui sta già lavorando la squadra guidata da Edoardo Camurri, andrà in onda ogni giorno su Rai2 alle 14.00 e in replica su Rai Storia alle 18 e 30. Anche sulla Radio, ogni giorno, sono previsti servizi, programmi approfondimenti per raccontare un pezzo di Paese reale. Infine, su tutti i media, ci sarà spazio per iniziative particolari legate agli anniversari di nascita o di morte di Fausto Coppi, Leonardo da Vinci e Indro Montanelli. Insomma, una grande avventura, appassionante come la lotta per la maglia rosa.

AURO BULBARELLI – INTERVISTA

«Per la prima volta nella storia, non staccheremo mai la spina al Giro d’Italia. Saremo sempre e comunque “live” per dare delle notizie ai nostri telespettatori». Così il direttore di Rai Sport, Auro Bulbarelli a proposito del 102° Giro d’Italia che prende il via l’11 maggio su Raisport HD, Rai2 e Rai Cultura ma anche su Rai Radio e su tutte le piattaforme digitali.

Auro Bulbarelli, il tuo primo giro da direttore…

Sì, è un ritorno che mi dà orgoglio perché il primo Giro d’Italia lo feci esattamente 30 anni fa, come collaboratore della “Gazzetta dello Sport”. Era il 1989. Ritrovarsi nel 2019 in questa veste mi dà emozione, ma nello stesso tempo mi spinge a dare il massimo come contributo per far sì che il lavoro della Rai sia al top.

Cosa prevede il palinsesto Rai per la 102ma edizione del Giro?

Per la prima volta nella storia, non staccheremo mai la spina al Giro d’Italia. Incominceremo un’ora o mezz’ora prima della partenza con la diretta dal villaggio e, senza soluzione di continuità, arriveremo fino alle 13 e 15, momento in cui arriveranno le prime immagini in diretta dal segnale internazionale. Non ci saranno più riempitivi sul canale come negli anni scorsi, daremo tutto in diretta e cercheremo di occupare lo spazio precedente alla tappa nel miglior modo possibile. Saremo sempre e comunque “live” per dare delle notizie ai nostri telespettatori.

Su che Rete?

Rai Sport HD dalle 11 e 30 alle 14 e 30 e poi su Rai2.

Chi saranno i colleghi che seguiranno il Giro?

La novità principale è che Alessandra De Stefano, nostra signora del ciclismo da più di dieci anni, non sarà al Giro quest’anno perché l’ho voluta nella mia squadra di direzione. Al suo posto, nel “Processo alla tappa” ci sarà Marco Franzelli, uno dei volti e delle voci storiche della Rai. Seguiva già i Giri negli anni ’80, ha deciso di accettare questa sfida e sono convinto che farà molto bene.

Le dirette e i commenti a chi saranno affidati?

Al mattino ci saranno Tommaso Mecarozzi, Beppe Conti, Stefano Rizzato ed Ettore Giovannelli per le interviste. Naturalmente saranno ospiti i corridori che stanno per prendere il via e altri personaggi che incontreremo al Villaggio. Antonello Orlando torna al Giro, che ha seguito tanti anni per la Radio, e sarà in studio a partire dalle 12,30 sul traguardo in compagnia di altri ospiti e nostri opinionisti. Alla telecronaca quest’anno ho voluto Andrea De Luca, che ha trascorso tanti anni al Giro sulla motocicletta. Al suo fianco avrà, come voce tecnica, Alessandro Petacchi e, novità di quest’anno, lo scrittore Fabio Genovesi, che ha accettato con entusiasmo questa proposta. Sarà colui che spazierà tra la cultura, la geografia e le curiosità di tutto questo meraviglioso viaggio che è il Giro. Infine, cronisti dalle moto saranno Francesco Pancani e Marco Saligari.

La novità di Fabio Genovesi significa che per te il Giro è anche un modo per raccontare l’Italia e le sue meraviglie…

Il giro è un viaggio, è un’avventura. Non è solo bicicletta, ma è una pagina del nostro Paese. Poi, raccontato dalla Rai, è qualcosa di storico, che fa parte dell’essenza della nostra azienda. Non a caso, la prima diretta della Rai in assoluto, fu la partenza del Giro nel 1953.

Saranno coinvolti anche il Web e i Social?

Come no. Il Web sarà gestito tutto dalla vicedirettrice di Rai Sport Alessandra De Stefano. Sono previste la diretta integrale Web, l’interazione con i Social e un’altra cosa bellissima sarà l’opportunità per gli utenti da casa di scegliersi i punti di vista. Cioè, avremo quattro uscite delle telecamere e, tramite il mouse, si potrà scegliere quale telecamera guardare. Non è una novità assoluta, ma credo che la qualità di quest’anno sia molto superiore al passato. Il tutto sul sito di Rai Sport e su Rai Play.

Che Giro ti aspetti?

Abbiamo il nostro grande Annibali che torna a misurarsi con gli stranieri e la nostra speranza per la classifica è riposta su di lui. Purtroppo l’altro grande italiano per le corse a tappe, il sardo Fabio Aru, non è in condizione e difficilmente potrà essere della partita. Però non vorrei fare un discorso nazionalistico o campanilistico, io mi auguro che, così com’è avvenuto gli altri anni, sia una corsa incerta fino alla fine e spettacolare. Poi, vinca il migliore.

Nei giorni scorsi Bettiol ha vinto il Giro delle Fiandre…

Bettiol ci ha letteralmente fatto sobbalzare per la sua impresa. Però è e rimane un corridore da corse di un giorno, quindi non so se la sua squadra deciderà di schierarlo anche al Giro. Se dovesse venire, sarebbe una celebrità per quello che ha fatto, ma non lo vedo competitivo per la Maglia Rosa.

Quali saranno le tappe più spettacolari?

Sono nell’ultima settimana, con varie asperità, con le Dolomiti e non solo quelle. La Rai presenterà dirette integrali: nelle tappe di montagna dell’ultima settimana saremo sempre in diretta con le immagini in movimento.

Sei stato la voce del ciclismo per molti anni. Non hai un po’ di nostalgia per quel ruolo?

A me la nostalgia viene un giorno all’anno: quello della Milano-Sanremo. È una corsa che seguivo con mio papà fin da quando ero ragazzo e in quel giorno mi piacerebbe essere al microfono. Ma questa data è già passata…

Qual è il giro che ricordi con più emozione?

È quello del 1998, la vittoria di Marco Pantani. Ero sulla moto a fare il cronista insieme a Gianni Cerqueti.

A proposito di grandi campioni, quali ti sono rimasti nel cuore?

Pantani è un libro a parte. Ho avuto la gioia e l’onore di commentare il Giro che ha vinto ed ero sulla moto anche l’anno successivo, quando poi venne squalificato ed estromesso dalla corsa. Fu una pugnalata al cuore non solo per Marco, ma per tutti gli appassionati di ciclismo. Quel 5 giugno del ’99 fu una data drammatica. Gli altri personaggi che ricordo sono i campioni del mondo che ho avuto il piacere di commentare, da Cipollini a Ballan, a Bettini. Devo dire che questi appuntamenti, soprattutto i campionati del mondo, mi sono rimasti nel cuore.

Con Davide Cassani hai diviso anche il microfono. Che rapporto hai con lui?

Ottimo, è il mio fratello maggiore e ci sentiamo regolarmente. Gli ho chiesto consigli quando sono diventato direttore e lui me li ha puntualmente dati. Sarà anche lui al Giro d’Italia come ospite fisso al “Processo alla Tappa”.

Qual è il segreto del successo del Giro d’Italia, che seguono tutti, non solo gli appassionati di ciclismo?

Qui un po’ di merito me lo do, nel senso che già 20 anni fa facevo le telecronache dando uno spunto anche extraciclistico e devo dire che anche il Tour de France sta ora seguendo questa linea. Il Giro è un viaggio, non è solo una corsa ciclistica. E sta nella bravura del telecronista e di chi sta accanto a lui accompagnare i telespettatori in questo percorso.

Unico grosso neo nel mondo del ciclismo è il doping. Cosa ne pensi?

Penso che ogni periodo storico ha avuto i suoi problemi. Gli aiuti farmaceutici sono vecchi quanto lo sport. Obiettivamente tra gli anni ’90 e il 2000, con le manipolazioni sanguinee, ci sono stati eventi molto brutti che hanno portato all’eliminazione di, faccio un nome per tutti, Armstrong che vinse sette Tour de France e adesso è sparito dagli albi d’oro. Però va preso come una storia non dico inevitabile, ma quasi. Nel senso che, pur di vincere, alcuni professionisti hanno deciso di sottoporsi a queste pratiche, ovviamente condannabili. Credo però che questo sia accaduto non solo nel ciclismo, ma anche in altri sport, come l’atletica leggera, gli sport culturistici, quelli di forza tipo il sollevamento pesi. Quando la medicina può influire tanto, alcuni ne approfittano. Però, per fortuna, nel ciclismo già da qualche anno la situazione è profondamente cambiata.

Per concludere, direttore, ricorda il primo appuntamento televisivo con il Giro ai nostri lettori?

Sarà la presentazione delle squadre, sostanzialmente anche quella del Giro, da Piazza Maggiore a Bologna, che noi daremo in diretta giovedì 9 maggio in prima serata su Rai Sport HD. Dopo questa bella festa, sabato 11 ci sarà la prima tappa con l’ascesa a San Luca, luogo storico e bellissimo e, se ci verrà confermato da Rai 2, avremo in diretta l’arrivo serale, non pomeridiano. L’ultimo corridore, infatti, taglierà il traguardo su San Luca intorno alle 20.

IL PERCORSO

Un tracciato di 3518,5 chilometri, tutto in territorio italiano, con un solo piccolo sconfinamento nella Repubblica di San Marino. 21 tappe, con partenza sabato 11 maggio da Bologna e arrivo domenica 2 giugno a Verona. Sono 167,5 i chilometri medi per tappa e sono previsti ben sette arrivi in salita. Oltre a tre crono individuali, ci saranno sei tappe di bassa difficoltà, sette di media difficoltà e cinque di alta difficoltà. Tra queste, imperdibili, nell’ultima settimana, il tappone alpino (5700 metri di dislivello) durante il quale i ciclisti scaleranno, tra gli altri, il Passo Gavia e il Mortirolo dal mitico versante di Mazzo di Valtellina, e il tappone dolomitico (5000 metri di dislivello) nell’incantevole scenario delle montagne patrimonio Unesco. La tappa più lunga (237 km) sarà quella da Ivrea a Como, che comprende anche l’arrampicata sul celebre Ghisallo. Alcuni giorni, poi, avranno oltre a un valore sportivo, anche un significato simbolico. Prima fra tutte la settima tappa che arriverà a L’Aquila, in occasione del decimo anniversario del devastante terremoto del 2009. E ancora la terza tappa, con partenza da Vinci, in onore del genio Leonardo, la seconda con arrivo a Fucecchio, per ricordare Indro Montanelli, l’ottava con arrivo a Pesaro, città natale di Gioacchino Rossini, l’undicesima con il traguardo a Novi Ligure, vicino alla casa dove Fausto Coppi visse con la “Dama Bianca”, solo per citarne alcune. Secondo tutti gli esperti, sarà un Giro competitivo e interessante, in cui gareggeranno ciclisti molto titolati: dal nostro Vincenzo Nibali, vincitore nel 2016, a Tom Doumoulin, vincitore nel 2017, e a Alejandro Valverde, campione del mondo. Tutto è pronto, Rai compresa. Il Giro d’Italia può iniziare e, naturalmente, che vinca il migliore!

Tempo di novità per Rai Ragazzi

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Due grandi novità per Rai Ragazzi. Arrivano in prima tv assoluta il 15 aprile due serie televisive che faranno sognare i ragazzi e anche i più piccoli: CLUB 57, la cui prima mondiale sarà trasmessa da Rai Gulp e a seguire in tutto il mondo (dal lunedì al venerdì alle ore 20.35); e WINX CLUB 8, il nuovo capitolo della saga delle magiche fatine, che andrà in onda in su Rai Yoyo sempre a partire dal 15 aprile, nell’anno delle celebrazioni per il 15° anniversario (in onda tutti i giorni, tranne il sabato, alle ore 20.25). Entrambe le serie portano la firma della Rainbow di Iginio Straffi, e sono coprodotte in collaborazione con Rai Ragazzi. 

CLUB 57 è una serie televisiva dedicata ai ragazzi di oggi e ambientata fra il presente e i mitici anni ‘50. La serie, di 60 episodi da 45 minuti, è un intreccio romantico e fantascientifico denso di imprevisti, colpi di scena e salti nel tempo che entusiasmeranno il pubblico.  

Le tematiche principali di Club 57 sono musica, scienza, amore, famiglia e amicizia,. La protagonista Eva, appassionata di scienze, riesce a viaggiare nel tempo e si ritrova nel 1957 insieme a suo fratello Ruben. I due rimangono bloccati nel passato, e condivideranno sogni e passioni insieme ai tanti personaggi della serie sull’esclusivo set di Club 57, lo show televisivo di musica e ballo più in voga dell’epoca. Eva si innamorerà di JJ e da quel momento farà di tutto per rimanere con lui. Girata tra Miami e la Puglia, Club 57 vanta un cast internazionale: i protagonisti principali sono la venezuelana Evaluna Montaner (Eva) e l’italiano Riccardo Frascari (JJ).  

WINX CLUB torna sotto i riflettori con l’ottava serie nell’anno delle celebrazioni per il quindicesimo anniversario delle magiche fatine, che debuttarono proprio su Rai Due nel 2004. Un classico distribuito in oltre 100 paesi nel mondo, che vanta già ben 7 serie tv e 2 serie televisive, 3 lungometraggi cinematografici e innumerevoli live show e musical internazionali. Le sei protagoniste Bloom, Stella, Flora, Aisha, Musa e Tecna, grazie alla loro magia e ai valori universali che rappresentano l’amicizia, la generosità e l’impegno, hanno accompagnato la crescita di milioni e milioni di bambine, diventando anno dopo anno una realtà di portata mondiale, allo stesso tempo costituita da traguardi tutti italiani.  

Nel nuovo capitolo della saga Winx ritroveremo le nostre fatine più unite che mai, in un’avventura piena di amicizia e ricca di viaggi spaziali e incontri inaspettati con amici e nemici del passato. Le fate otterranno una nuova incredibile trasformazione basata sulla luce, Cosmix, che permetterà loro di combattere le minacce che stanno mettendo in pericolo l’Universo Magico e le stelle. Oltre alla sorprendente nuova trasformazione, la Serie 8 vedrà anche il ritorno di quelle più popolari del Winx Club, Enchantix, Sirenix e Butterflix.