Riccardo Maria Manera

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Attore (quasi) per caso

Un diciassettenne alle prese con la ricerca della propria identità nella serie “Volevo fare la rockstar”, un giovane che ha invece ben chiaro quel che vuol diventare. Il RadiocorriereTv intervista Riccardo Maria Manera che rivela «Il mio sogno? Vedere il mio Genova vincere lo scudetto»

Riccardo, sta guardando “Volevo fare la rockstar” in tv?

Certamente, sono sempre molto emozionato.

Com’è stata la sua esperienza sul set?

È stato un lavoro molto lungo e impegnativo. Abbiamo girato da metà settembre a metà febbraio, un periodo che mi ha regalato emozioni uniche. Ho avuto la fortuna di far parte di una squadra “speciale”, non parlo solo dei colleghi attori o del regista, ma di tutte le maestranze. Si respirava un clima di armonia, sembrava di stare in famiglia.

Perché guardare la serie?

Perché ci abbiamo messo il cuore e perché affronta temi molto forti in maniera delicata e sempre con il sorriso.

Continua a leggere sul RadiocorriereTv N. 47 a pg. 20

Diana Alessandrini e Savino Zaba

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Quando la Radio è Formato Famiglia

Dal lunedì al venerdì alle 12.30 su Rai Radio1 Diana Alessandrini e Savino Zaba esplorano il rapporto genitori-figli

Come nasce “Formato Famiglia”?

DIANA: Un paio di anni fa realizzai un format che trattava di famiglia, andò in onda con successo durante il periodo natalizio, ma non ebbe seguito. Un programma rimasto in sospeso fino a quando la direzione Mazzà, attenta alle problematiche sociali, alla famiglia, alle generazioni che cambiano, anche grazie al vicedirettore Ivano Liberati, ha deciso di riprendere il discorso. Ed eccoci qua con Savino Zaba.

SAVINO: “Formato Famiglia” nasce dall’esigenza di mettere in palinsesto una tematica importante qual è il confronto generazionale. Diana ed io siamo genitori, ci capita anche di raccontare la nostra esperienza. Siamo traghettatori e al tempo stesso spettatori. Quando ci troviamo di fronte ad un esperto siamo sempre pronti ad imparare.

Cosa avete imparato nei due mesi di trasmissione?

DIANA: Innanzitutto che i nostri ascoltatori sono attentissimi, costruiscono la puntata con noi, telefonano. Abbiamo istituito una segreteria telefonica alla quale possono affidare quesiti, proposte, idee. Ciò che abbiamo imparato di veramente importante è che non c’è una sola famiglia, non c’è una regola precisa, se non quella del cuore. L’amore è la grande chiave per la serenità, per l’equilibrio dei figli e dei genitori.

SAVINO: Non tralasciamo alcun tipo di famiglia, da quella tradizionale a quella moderna, evoluta, attuale. Continuo a ripetermi che tutti possono diventare genitori, anche se non tutti bravi genitori. Essere bravi genitori significa sapere educare, affiancare i propri figli. Puoi farlo con il supporto di qualcuno, come un nonno, ma tu devi stare sul campo.

Continua a leggere sul RadiocorriereTv N. 46 pg. 30

Bianca Guaccero

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Ho realizzato un sogno

Bianca Guaccero conduce con Enrico Ruggeri “Una storia da cantare” il sabato sera su Rai1. L’attrice e conduttrice parla al RadiocorriereTv della sua grande passione per la musica dei cantautori, di un’infanzia e di un’adolescenza nel segno di Michael Jackson

Bianca e la musica, un binomio che ha radici lontane…

Penso di avere imparato prima a cantare che a parlare. La passione per il canto è qualcosa che mi porto dietro da sempre. Quando ho bisogno di pensare, di riflettere o di caricarmi di energia, metto le cuffiette e cammino. La musica mi aiuta a mettermi in contatto con le emozioni.

In coppia con Enrico Ruggeri nel racconto di tre grandi cantautori. Cosa rappresentano per te De Andrè, Dalla e Battisti…

Sono un bagaglio emotivo importante. Ogni loro canzone racconta un momento della nostra vita. Appena li ascolti ritorna alla mente qualcosa del nostro passato che riemerge in modo intenso, proprio perché evocato dalle parole e dai suoni di poeti come De Andrè, Dalla e Battisti. Credo molto nel binomio musica-emozioni e loro sono l’emblema di questo.

Continua a leggere sul RadiocorriereTv N. 46 pg 16

Enrico Menduni

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La radio parla al cuore

In occasione del convegno“La comunicazione radiofonica al tempo dei social”, organizzato da Rai Com nel corso di HubArt, sabato 23 novembre a Matera, intervistiamo il professor Enrico Menduni, tra i massimi esperti del settore comunicazione

CHE COS’E’ LA RADIO?

È un medium domestico capace di convivere con la vita familiare come un ospite invitato a casa. La radio ci parla al cuore, non è un surgelato già pronto, è qualcosa che abbiamo cucinato noi. Immaginiamo di guardare un cavallo in televisione che corre in una pianura, è certamente una bella immagine. Se invece ascoltiamo alla radio il rumore degli zoccoli, senza il supporto della vista, possiamo solo immaginare quel cavallo. Lo dobbiamo creare noi con la nostra mente, con i ricordi e i pensieri. Sarà il nostro cavallo, diverso da quello pensato da altri.    

GLI INIZI

La radio si diffonde in tutto il mondo dopo la Prima Guerra Mondiale e, a partire dai primi anni ’20, nascono un po’ ovunque delle emittenti che faticano a trovare il pubblico necessario per sopravvivere. Ecco che, prima in Inghilterra e successivamente in altri Paesi europei, si comincia a pensare a una soluzione parastatale, mentre in America le trasmissioni radiofoniche sono sovvenzionate dalla pubblicità. Nel 1928 nasce in Italia la radio di Stato, guidata da un ente chiamato Eiar. Da quel momento la radio diventa fedele compagna degli italiani in grado di regalare nuove emozioni: privilegia la musica, le parole, che i media scritti avevano invece sacrificato, ma soprattutto racconta avvenimenti in diretta. Pensiamo alla radiocronaca di una partita di calcio, un brivido che accumunava gli spettatori sugli spalti dello stadio e quelli che seguivano da casa.

Continua a leggere sul RadiocorriereTv N. 46 a pg 22

Federica Sciarelli

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La vittoria finale è di tutti

Al via sabato 16 novembre alle 21.45 su Rai3 la nuova edizione della docu-serie “Dottori in corsia – Ospedale Pediatrico Bambino Gesù”, scritta da Simona Ercolani e prodotta da Stand by me in collaborazione con Rai Fiction. A raccontare il viaggio verso la guarigione dei giovanissimi pazienti, dal momento del ricovero fino alla dimissione, è Federica Sciarelli: “I medici lo dicono sempre, se hai la volontà di guarire fai già metà del percorso”

Come hai incontrato “Dottori in corsia”?
L’ideatrice del programma, Simona Ercolani, che conosco e stimo da tanto tempo, mi ha chiesto di prendere parte a questo progetto, e così sono uscita per alcuni giorni dalla redazione di “Chi l’ha visto?”, dalle nostre sale di montaggio, dal nostro studio, per vivere questa esperienza, che ritengo utile proprio per il messaggio che “Dottori in corsia” vuole dare. Sono entrata in un gruppo di lavoro delizioso e mi sono subito trovata in sintonia.


Continua a leggere sul RadiocorriereTv n. 45 da pg.26

4 nuovo amici

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Tante nuove storie e avventure per i più piccoli su Rai YoYo. Sono arrivate sul canale 43, il più amato dai bambini, quattro nuove serie che vedono protagonisti tanti animali. Si inizia con “Le avventure di Nocedicocco“, basata su libri best seller di Ingo Siegner, e in onda dal lunedì al venerdì alle ore 15.15 e tutti i giorni alle 22.25. 

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25 ANNI DI HOLLYWOOD PARTY

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Steve Della Casa voce storica di “Hollywood Party”, ricorda al RadiocorriereTv gli esordi del fortunato programma di Radio3: «Era il 18 aprile del 1994. Eravamo in duplex tra Roma e Torino. Sotto la Mole c’eravamo io e Alberto Barbera, in via Asiago, a Roma, c’erano Enrico Magrelli, che conduce ancora oggi, e David Grieco»». E ancora: «L’emozione più forte? Una diretta con ospiti Inge Feltrinelli e Valeria Marini» 

Continua a leggere sul n. 16 pag. 36

SONG’ SINCER, PARL’N FACC

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È uno dei volti più amati di “Made in Sud”. Nello show di Rai2 Simone Schettino racconta la quotidianità ispirandosi ai sentimenti, all’attualità, alle abitudini della gente. Al RadiocorriereTv l’attore partenopeo ricorda i suoi esordi: «Ho iniziato tardissimo. Le prime volte che salii sul palco ero una statua di sale, mi nascondevo dietro l’asta del microfono». E rivolge un pensiero a Totò: «Bisognerebbe intestargli la maglia numero 10 per la comicità» 

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A Ballando con Enrico e Samanta

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Soddisfatto dell’esperienza a “Ballando con le Stelle”?

Nel lavoro dell’attore, di chi fa spettacolo, è bene ci siano tutte le possibilità espressive. Lavorare sul proprio corpo in questo modo, con maestri formidabili, è una grande occasione, a me è capitata Samanta Togni e sono felicissimo. Sono in una fase della vita in cui è bello giocare, lasciarsi andare, con la consapevolezza di quello che hai, di ciò che sei, di ciò che hai fatto, sempre continuando a mettersi in gioco.

Continua a leggere sul n. 16 pag. 32