“Aspettando
Tosca” è la speciale programmazione di
Rai Radio 3 in previsione della prima della Scala, il prossimo 7 dicembre.
Oltre a seguire, come sempre, l’evento del giorno di Sant’Ambrogio in diretta
da Milano alle 17,30, Rai Radio 3 realizzerà trasmissioni e podcast di
approfondimento che accompagneranno gli ascoltatori alla scoperta dell’opera di
Giacomo Puccini. Lo speciale palinsesto, ricco di contenuti d’archivio,
interviste e momenti musicali confluirà inoltre nel sito “Aspettando Tosca”,
una pagina di RaiPlay Radio dove saranno pubblicati gli audio delle trasmissioni
con materiali extra.
Massimiliano Ossini torna su Rai1 con la nuova edizione di “Linea Bianca” dal 30 novembre ogni sabato alle 14. “Voglio raccontare i monti e le emozioni che riservano – afferma il conduttore che intervistiamo telefonicamente nel corso di un’escursione ad alta quota – Sono sinonimo di bellezza e consapevolezza, insegnano a scegliere e ad ascoltare”
Linea Bianca 2019,Massimilano Ossini
Sesta edizione di “Linea Bianca”, anni vissuti sulle cime
più belle d’Italia. Da dove si riparte?
Ripartiamo sabato 30 novembre dalla Valle d’Aosta, da Courmayeur. Nel corso dell’estate si è parlato molto
del ghiacciaio del Monte Bianco che sta scivolando, che si sposta verso valle di
30, 40 centimetri al giorno per l’innalzamento delle temperature. Cerchiamo
quindi di capire cosa sta succedendo, con equilibrio, senza creare allarmismi.
Nel corso di questa nuova stagione vogliamo monitorare anche gli altri grandi
ghiacciai europei, a partire da quello dell’Adamello, dove faremo un carotaggio
insieme all’Università Bicocca di Milano. Racconteremo anche come la
tecnologia, i nuovi radar, aiutino a monitorare gli spostamenti dei ghiacciai,
per consentirci di vivere la montagna nella massima sicurezza. Salvando ciò che sta ad alta quota si
risolvono anche tanti problemi a valle.
La creatività per raccontare il territorio. Idee originali per valorizzare il patrimonio artistico, culturale e turistico della Basilicata. Sul RadiocorriereTv il racconto fotografico della due giorni lucana.
“Matera in scena” di Alice Burato, “Nostalgia di Futuro” di Nicola Pierantoni e Marica Padoan, “Lucania Music Video Tour” di Fabio di Ranno sono i progetti vincitori del premio HubArt 2019, assegnato a Matera in occasione della giornata conclusiva della terza edizione del concorso che Rai Com dedica alla promozione e alla valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e turistico della Basilicata. Una due giorni all’insegna della fantasia e della capacità creativa e tecnologica delle nuove generazioni, che ha preso il via venerdì 22 novembre con una matinée riservata alle scuole medie ed elementari al Cineteatro Comunale Guerrieri, nel cuore della città dei Sassi.
Un diciassettenne alle prese con la ricerca della propria identità nella serie “Volevo fare la rockstar”, un giovane che ha invece ben chiaro quel che vuol diventare. Il RadiocorriereTv intervista Riccardo Maria Manera che rivela «Il mio sogno? Vedere il mio Genova vincere lo scudetto»
Riccardo, sta guardando “Volevo fare la rockstar” in tv?
Certamente, sono sempre molto
emozionato.
Com’è stata la sua esperienza sul set?
È stato un lavoro molto
lungo e impegnativo. Abbiamo girato da metà settembre a metà febbraio, un
periodo che mi ha regalato emozioni uniche. Ho avuto la fortuna di far parte di
una squadra “speciale”, non parlo solo dei colleghi attori o del regista, ma di
tutte le maestranze. Si respirava un clima di armonia, sembrava di stare in
famiglia.
Perché guardare la serie?
Perché ci abbiamo messo il
cuore e perché affronta temi molto forti in maniera delicata e sempre con il
sorriso.
Dal lunedì al venerdì alle 12.30 su Rai Radio1 Diana Alessandrini e Savino Zaba esplorano il rapporto genitori-figli
Come nasce “Formato Famiglia”?
DIANA: Un paio di anni fa realizzai un format che trattava di famiglia, andò in onda con successo durante il periodo natalizio, ma non ebbe seguito. Un programma rimasto in sospeso fino a quando la direzione Mazzà, attenta alle problematiche sociali, alla famiglia, alle generazioni che cambiano, anche grazie al vicedirettore Ivano Liberati, ha deciso di riprendere il discorso. Ed eccoci qua con Savino Zaba.
SAVINO: “Formato Famiglia” nasce dall’esigenza di mettere in palinsesto una tematica importante qual è il confronto generazionale. Diana ed io siamo genitori, ci capita anche di raccontare la nostra esperienza. Siamo traghettatori e al tempo stesso spettatori. Quando ci troviamo di fronte ad un esperto siamo sempre pronti ad imparare.
Cosa avete imparato nei due mesi di trasmissione?
DIANA: Innanzitutto che i nostri ascoltatori sono attentissimi, costruiscono la puntata con noi, telefonano. Abbiamo istituito una segreteria telefonica alla quale possono affidare quesiti, proposte, idee. Ciò che abbiamo imparato di veramente importante è che non c’è una sola famiglia, non c’è una regola precisa, se non quella del cuore. L’amore è la grande chiave per la serenità, per l’equilibrio dei figli e dei genitori.
SAVINO: Non tralasciamo alcun tipo di famiglia, da quella tradizionale a quella moderna, evoluta, attuale. Continuo a ripetermi che tutti possono diventare genitori, anche se non tutti bravi genitori. Essere bravi genitori significa sapere educare, affiancare i propri figli. Puoi farlo con il supporto di qualcuno, come un nonno, ma tu devi stare sul campo.
Bianca Guaccero conduce con Enrico Ruggeri “Una storia da cantare” il sabato sera su Rai1. L’attrice e conduttrice parla al RadiocorriereTv della sua grande passione per la musica dei cantautori, di un’infanzia e di un’adolescenza nel segno di Michael Jackson
Bianca e la musica, un binomio che ha radici lontane…
Penso di avere imparato prima a cantare che a parlare. La passione per il canto è qualcosa che mi porto dietro da sempre. Quando ho bisogno di pensare, di riflettere o di caricarmi di energia, metto le cuffiette e cammino. La musica mi aiuta a mettermi in contatto con le emozioni.
In coppia con Enrico Ruggeri nel racconto di
tre grandi cantautori. Cosa rappresentano per te De Andrè, Dalla e Battisti…
Sono
un bagaglio emotivo importante. Ogni loro canzone racconta un momento della
nostra vita. Appena li ascolti ritorna alla mente qualcosa del nostro passato
che riemerge in modo intenso, proprio perché evocato dalle parole e dai suoni
di poeti come De Andrè, Dalla e Battisti. Credo molto nel binomio
musica-emozioni e loro sono l’emblema di questo.
In occasione del convegno“La comunicazione radiofonica al tempo dei social”, organizzato da Rai Com nel corso di HubArt, sabato 23 novembre a Matera, intervistiamo il professor Enrico Menduni, tra i massimi esperti del settore comunicazione
CHE COS’E’ LA RADIO?
È un medium domestico capace di convivere con la vita familiare come un
ospite invitato a casa. La radio ci parla al cuore, non è un surgelato già
pronto, è qualcosa che abbiamo cucinato noi. Immaginiamo di guardare un cavallo
in televisione che corre in una pianura, è certamente una bella immagine. Se invece
ascoltiamo alla radio il rumore degli zoccoli, senza il supporto della vista,
possiamo solo immaginare quel cavallo. Lo dobbiamo creare noi con la nostra
mente, con i ricordi e i pensieri. Sarà il nostro cavallo, diverso da quello
pensato da altri.
GLI INIZI
La radio si diffonde in tutto il mondo dopo la Prima Guerra
Mondiale e, a partire dai primi anni ’20, nascono un po’ ovunque delle emittenti
che faticano a trovare il pubblico necessario per sopravvivere. Ecco che, prima
in Inghilterra e successivamente in altri Paesi europei, si comincia a pensare a
una soluzione parastatale, mentre in America le trasmissioni radiofoniche sono sovvenzionate
dalla pubblicità. Nel 1928 nasce in Italia la radio di Stato, guidata da un ente
chiamato Eiar. Da quel momento la radio diventa fedele compagna degli italiani in
grado di regalare nuove emozioni: privilegia la musica, le parole, che i media
scritti avevano invece sacrificato, ma soprattutto racconta avvenimenti in
diretta. Pensiamo alla radiocronaca di una partita di calcio, un brivido che
accumunava gli spettatori sugli spalti dello stadio e quelli che seguivano da
casa.
Al via sabato 16 novembre alle 21.45 su Rai3 la nuova edizione della docu-serie “Dottori in corsia – Ospedale Pediatrico Bambino Gesù”, scritta da Simona Ercolani e prodotta da Stand by me in collaborazione con Rai Fiction. A raccontare il viaggio verso la guarigione dei giovanissimi pazienti, dal momento del ricovero fino alla dimissione, è Federica Sciarelli: “I medici lo dicono sempre, se hai la volontà di guarire fai già metà del percorso”
Come hai incontrato “Dottori in corsia”? L’ideatrice del programma, Simona Ercolani, che conosco e stimo da tanto tempo, mi ha chiesto di prendere parte a questo progetto, e così sono uscita per alcuni giorni dalla redazione di “Chi l’ha visto?”, dalle nostre sale di montaggio, dal nostro studio, per vivere questa esperienza, che ritengo utile proprio per il messaggio che “Dottori in corsia” vuole dare. Sono entrata in un gruppo di lavoro delizioso e mi sono subito trovata in sintonia.
Tante nuove storie e avventure per i più piccoli su Rai YoYo. Sono arrivate sul canale 43, il più amato dai bambini, quattro nuove serie che vedono protagonisti tanti animali. Si inizia con “Le avventure di Nocedicocco“, basata su libri best seller di Ingo Siegner, e in onda dal lunedì al venerdì alle ore 15.15 e tutti i giorni alle 22.25.
Il sito Rai Com utilizza cookie tecnici o assimilati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata, per rendere più agevole la navigazione e garantire la fruizione dei servizi. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.Leggi di piùOk