Vi porto alla scoperta del mare più bello

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BEPPE CONVERTINI

“Azzurro, storie di mare”, da domenica 24 luglio alle 9.30 su Rai 1. Un viaggio in otto puntate per comprendere i delicati meccanismi del più grande serbatoio di biodiversità del Pianeta. «La nostra parola d’ordine è tutela» afferma il conduttore pugliese, che confida: «Il mondo marino mi dà un senso di libertà assoluta, una carica straordinaria»

Che viaggio sarà quello che proporrete al pubblico di Rai 1 a partire da domenica 24 luglio?

Un viaggio nelle bellezze, nelle eccellenze del nostro mare. Dal Sud a Nord, dalla Puglia alla Sardegna passando per le coste della Campania, della Sicilia, della Toscana, della Liguria, attraverso l’ambiente e le tradizioni, ma anche i mestieri antichi e le processioni legati al mare, e poi la gastronomia, il racconto della fauna e della flora marine, di un ecosistema straordinario. La nostra parola d’ordine è tutela del mare.

L’ambiente marino ma anche le persone che vi dedicano la vita…

Racconteremo l’uomo del faro e il tonnarotto, conosceremo il maestro d’ascia e il cordaio. Storie di grandi donne e grandi uomini che hanno trascorso la loro vita a contatto con il mare. A emergere sono i sacrifici di una vita, la passione, il cuore.

Uno sguardo rivolto anche alla storia, all’arte, alle tradizioni…

Certamente, a Pozzuoli, ad esempio, andremo a esplorare la Baia sommersa, a Napoli rievocheremo la Tammurriata nera con un gruppo di musicisti e di danzatori, avremo poi grandi personaggi che ci racconteranno il loro rapporto con il mare, incontreremo Michele Placido e Massimiliano Gallo, Peppino Di Capri e Maurizio De Giovanni, Drusilla Foer e i Tazenda. Andremo a Procida, Capitale italiana della Cultura, e a Ischia, l’isola verde. In Puglia racconteremo anche Polignano e San Vito, ci immergeremo nel porto antico romano di Egnazia.

Che cosa le stanno insegnando le persone che incontra in questo viaggio?

L’importanza dei valori, del rispetto, della pazienza. Caratteristiche che accomunano gli agricoltori che ho conosciuto nel corso degli anni a “Linea Verde” agli uomini di mare. E poi l’autenticità, la generosità e l’ospitalità della provincia. La vita è fatta da tante piccole cose, da piccoli gesti che hanno un valore straordinario.

Che ruolo ha avuto e ha il mare nella sua vita?

Sono nato a Martinafranca nella valle d’Itria, nell’entroterra, ma ho sempre amato profondamente il mare, che ho frequentato di più una volta cresciuto. D’estate, da bambino, andavo in campagna ad aiutare i nonni ad arare la terra, a fare la vendemmia, le conserve. Una volta cresciuto, lavoravo d’estate per mantenermi agli studi e così potevo andare al mare raramente, quando capitava ci andavo con gli amici in pullman, ed era un sogno. Andavamo a San Velletri, a Torre Canne, località oggi molto conosciute, ma che un tempo erano villaggi di pescatori.

E oggi?

Il mare è per me elemento vitale, mi dà un senso di libertà assoluta, una carica straordinaria.

La spiaggia in cui le piace rifugiarsi…

Porto sempre la famiglia, mia madre, sorelle, nipoti, alle Cale d’Otranto.  C’è un mare incredibilmente limpido con un panorama straordinario, un paradiso che viene definito le Maldive del Salento per la bellezza dell’acqua e del paesaggio, e questo a due passi da Lecce, capitale del Barocco. In quelle zone, insieme a Torre Canne e San Velletri, respiro profumo di casa.

Il mare è bellezza ma anche sapori…

Penso ai ricci mangiati, appena pescati, con il pane sulla barca, ma anche a un piatto tipico delle mie parti, riso cozze e patate…

Il mare è risorsa, come comunicarne il valore al pubblico televisivo?

Ad aiutarci, in trasmissione, è la collaborazione con il CNR e con l’Arma dei Carabinieri (Tutela forestale). Si parte dalle piccole azioni che possiamo attuare nella nostra vita, perché al mare dobbiamo rispetto. Dobbiamo tutelarlo dai rifiuti, a partire dalla plastica, da ogni forma di inquinamento. Il mare è di tutti, va rispettato, amato, servono regole e sanzioni severe.

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La piccola città

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DOCUFILM

Su RaiPlay con gli aspiranti attori della Scuola del Teatro Musicale. La voce narrante è di Andrea Delogu e le canzoni di Fabrizio De André

Sognano di diventare attori famosi, inseguendo una passione che hanno fin da piccoli con sacrifici, timori ed emozioni. Sono i quattordici studenti del Corso Triennale per Attori della Scuola del teatro Musicale che, da mercoledì 13 luglio, sono protagonisti su RaiPlay del docufilm “La piccola città”, primo documentario che racconta la vita dei giovani allievi mentre cercano di realizzare le loro aspirazioni. Prodotto direttamente dalla Scuola del Teatro e curato dalla regia di Francesco Dinolfo, il racconto è accompagnato dalla voce narrante di Andrea Delogu. Durante i lavori le telecamere hanno seguito quotidianamente i ragazzi raccogliendo le loro emozioni, le loro le speranze e anche le loro paure quando, dopo un lungo periodo di forzata separazione a causa della pandemia, si sono ritrovati insieme a condividere l’ultima parte del percorso di formazione. Le riprese sono durate 4 mesi e sono state realizzate nelle sedi della Scuola a Novara e a Milano, oltre che al Centro Eventi il Maggiore di Verbania.

“La piccola città” presenta la scrittura, le prove e il debutto dello spettacolo che, su un’idea di Gabriele Vacis, ha preso ispirazione da tre classici del ‘900: Our Town di Thornton Wilder, Spoon River Anthology di Edgar Lee Masters, Non al denaro non all’amore né al cielo di Fabrizio De André. Gli allievi diplomati del Corso Triennale per Attori del Teatro Musicale a.a. 2020/2022 e protagonisti del docufilm sono: Claudia Bernardi, Giovan Battista Calandra, Erica Camiolo, Jacopo Dolce, Martina Dulio, Giulia Facchetti, Eleonora Fasano, Federica Giudici, Enea Lorenzoni, Gaia Marassi, Yvette Queirolo, Chiara Romagnoli, Ilaria Tonali, Patrick Zanetta.

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Ad Agorà mi sento a casa

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GIORGIA ROMBOLA’

Prosegue con successo la versione estiva del talk informativo di Rai 3: una fotografia quotidiana del Paese attraverso i fatti della politica, dell’economia, le opinioni. Il RadiocorriereTv ha incontrato la conduttrice

2022, Giorgia Rombolà
©Assunta Servello

Come hai vissuto queste prime settimane sulla piazza del mattino di Rai 3?

Sono molto contenta di come sta andando sia sulla piazza televisiva che su quella che non si vede, il gruppo di lavoro di “Agorà”. Una squadra che mi ha accolto, persone di grandissima esperienza e pienissime di entusiasmo, di spirito di servizio. Pare che sia contento anche il pubblico e io mi sento già a casa (sorride).

Dal telegiornale al talk, come cambia il modo di raccontare la notizia?

Nell’ultimo anno e mezzo a Rai News ho condotto “Studio24”, lo spazio dedicato al talk politico, una piccola “Agorà”. La notizia è sempre il faro, ma non essendo un telegiornale possiamo scegliere il modo in cui trattarla, la gerarchia non è quella del Tg. Siamo sempre molto pronti, reattivi. Decidiamo un argomento, ma quando è necessario aggiungiamo, togliamo. Io sono abituata ad andare molto a braccio. Un promo di qualche tempo fa di Rai News diceva che “non sappiamo cosa andrà in onda”, un modo carino per dire che siamo sempre sulla notizia. “Agorà” è un talk politico, la nostra vocazione è quella, pur raccontando anche l’economia, la cultura, il costume del Paese. La gente ha voglia di seguire l’informazione anche in estate.

Come si costruisce un rapporto di fiducia con l’intervistato?

Chi viene intervistato da me non conosce mai prima le domande che prepariamo, al tempo stesso non faccio l’interrogatorio, l’approccio non è mai quello dell’inquisitore. L’intervista si costruisce anche sulle risposte.

Quando la risposta non ti soddisfa?

Ci sono la seconda e la terza domanda. Cerchi di incalzare l’ospite anche con un sorriso per stemperare il clima. Di fronte a un sorriso si è forse più predisposti a dire qualcosa in più.

I media tradizionali, la rete, i social media. Come fare per non essere sopraffatti dal mare magnum di notizie e riuscire a mantenere la rotta?

Il consiglio è di rivolgersi a chi è autorevole, e la Rai ha sempre dimostrato di esserlo. La guerra in corso conferma quanto siano fondamentali gli inviati sul campo, che vanno, vedono, raccontano. E quanto saremmo vittime della propaganda da entrambe le parti se non ci fossero gli occhi dei nostri inviati a raccontare ciò che possiamo vedere. Vale per la Tv, per gli altri mezzi tradizionali e per i social, che non demonizzo. La Rai in Ucraina sta facendo un lavoro eccezionale. A livello generale è fondamentale saper scegliere, sapere da chi informarsi, perché non tutti hanno la stessa autorevolezza e la stessa credibilità. Tutto sta nel cercare le fonti giuste.

Quella in Ucraina è forse la prima guerra raccontata anche attraverso i social…

Preziosissimi ormai nel racconto del mondo, anche nel superare la censura, che riguarda la guerra ma non solo. Immagina quanto scopriremo dei massacri di Bucha e di Irpin attraverso le connessioni, i messaggi mandati. È necessario rivolgersi alle fonti autorevoli e sta anche a noi presentarci come tali.

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Un anno senza Raffaella

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5 luglio 2021. Muore a Roma, all’età di 78 anni, Raffaella Carrà, una figura unica nel mondo dello spettacolo italiano, cantante, attrice, ballerina, conduttrice, showgirl, una regina della tv, capace di incantare il pubblico di tutte le età e di influenzare più generazioni, dalla fine degli anni ’60 a oggi. La Rai dedica al ricordo dell’artista ampio spazio nei suoi palinsesti

Martedì 5 luglio

Il ricordo di Raffaella Carrà attraversa i palinsesti dei canali Rai. Da “Unomattina Estate” a “Estate in diretta”, dai telegiornali nazionali alle edizioni regionali della TGR.

Martedì 5 luglio ore 13.00 Rai Storia

Raffaella in bianco e nero: dagli anni ’60 al 1970

Gli esordi nello spettacolo di Raffaella Pelloni, nata a Bologna il 18 giugno 1943 e scomparsa il 5 luglio 2021. Inizia a lavorare in TV in piccole parti in alcuni allestimenti teatrali e romanzi sceneggiati, e in varietà minori, sfruttando la sua formazione al Centro Sperimentale di Cinematografia. Tenta con qualche fortuna la carriera cinematografica, anche oltreoceano, come testimonia una rara intervista rilasciata a New York all’inviato del telegiornale Ruggero Orlando. L’occasione avviene tra il 1969 e il 1970, quando convince il dirigente Rai Giovanni Salvi, ad avere un suo spazio nello show “Io Agata e tu”.

Martedì 5 luglio ore 15.15 Rai 3

A raccontare comincia tu

Nel talk andato in onda nel 2019 Raffaella Carrà intervista i grandi protagonisti della musica, del cinema e dello spettacolo. La puntata trasmessa è dedicata a Luciana Littizzetto.

Martedì 5 luglio ore 19.30 Rai Storia

Pronto Raffaella, il debutto di una rivoluzione

Antologia della prima puntata (3 ottobre 1983) del programma con Raffaella Carrà che ha rivoluzionato la TV pubblica, facendo scoprire una nuova fascia oraria e un nuovo modo di fare intrattenimento, premiato da un enorme successo di pubblico. In quella prima puntata, ospite Renzo Arbore, che nel 1976 fu il primo a condurre un quiz telefonico in Rai.

Martedì 5 luglio ore 20.30 Rai 1

Techetechete’

Il programma di Elisabetta Barduagni dedica un’intera puntata alla regina della Tv, proponendo i frammenti più amati e popolari di trasmissioni entrate nella storia del piccolo schermo.

Mercoledì 6 luglio ore 13.00 Rai Storia

Raffaella in bianco e nero: le canzonissime

Secondo capitolo della biografia di Raffaella Carrà. Premiata subito da alti indici di gradimento, viene scelta come soubrette per la Canzonissima 1970/71, a fianco di Corrado, impostando subito un nuovo modello femminile nella TV. La coppia viene richiamata per l’edizione 1971/72, quella del “tuca tuca”. Per Raffaella Carrà si apre una carriera senza precedenti nello spettacolo italiano, conquistando le classifiche discografiche e la platea televisiva.

Mercoledì 6 luglio ore 19.30 Rai Storia

A raccontare finisce Lei: le interviste Rai di Raffaella Carrà

Antologia delle interviste a Raffaella Carrà rilasciate in RAI da Enzo Biagi (2000), Bruno Vespa (2004), Vincenzo Mollica (2007) e Fabio Fazio (2013 e 2019).

Mercoledì 6 luglio ore 21.10 Rai Storia

Storie della TV. Raffaella Carrà

La vita di una grande figura del piccolo schermo, declinata nelle varie fasi della sua carriera televisiva: cantante, ballerina, autrice, conduttrice, talent scout. In due parole, Raffaella Carrà. “Storie della Tv”, il programma di Rai Cultura con la consulenza e la partecipazione di Aldo Grasso, in onda mercoledì 6 luglio alle 21.10 su Rai Storia, propone un viaggio nella carriera della regina della tv e nelle emozioni che ha regalato agli italiani in 60 anni di carriera.

Giovedì 7 luglio ore 13.00 Rai Storia

Raffaella Carrà ma che sera

Antologia dello spettacolo TV “Ma che sera” (1978), per la regia di Gino Landi, il primo show a colori con la Carrà, che divide lo spazio con l’imitatore Alighiero Noschese (con cui aveva già lavorato a Canzonissima ’71) e la coppia Paolo Panelli-Bice Valori. In onda dal 4 marzo 1978, “Ma che sera” è celebre per la sigla d’apertura “Tanti auguri” – girata all’Italia in Miniatura a Rimini – e per il verso “come è bello far l’amore da Trieste in giù” e si ritrovò ad essere trasmesso durante il rapimento Moro, con la precisa volontà di intrattenere gli italiani in un momento tragico della storia repubblicana.

Venerdì 8 luglio ore 13.00 Rai Storia

Mille milioni per Raffaella Carrà

Antologia dello spettacolo TV del 1981 “Mille milioni”, uno show “all’americana” che vide Raffaella Carrà come conduttrice di respiro internazionale. Il programma, una “summa” della carriera internazionale della Carrà, fu registrato in giro per le capitali delle nazioni dove il successo della showgirl è stato clamoroso: Buenos Aires, Roma, Città del Messico, Londra e Mosca, all’epoca capitale dell’Unione Sovietica e separata dalla “cortina di ferro” della guerra fredda.

Sabato 9 luglio ore 13.00 Rai Storia

Milleluci su Raffaella Carrà

Antologia dello spettacolo televisivo del 1974 diretto da Antonello Falqui, autore con Roberto Lerici di questo excursus sulla storia dello spettacolo, che Raffaella Carrà con Mina conducono in coppia, la prima volta di due donne insieme.

RaiPlay

Buonasera Raffaella

Per la ricorrenza la piattaforma della Rai ha pubblicato per la prima volta le puntate dello storico programma condotto dalla Carrà, in prima serata su Rai 1 dal dicembre 1985 al marzo del 1986. Le 15 puntate vennero realizzate in parte a Roma e in parte a New York, con la partecipazione di molti ospiti italiani e internazionali. Disponibili su RaiPlay anche Canzonissima (2 stagioni, 1970-1971), Milleluci (8 puntate 1974), Ma che sera (6 puntate 1978), Carràmba! Che sorpresa (8 puntate 1995), fiction e film con la Carrà protagonista.

RaiPlay Sound

In home page una striscia di contributi audio da vari programmi Radio Rai con interviste alla showgirl ed estratti da spettacoli di cui è stata protagonista. Per l’occasione, sarà resa disponibile la versione audio di Tutti i colori di Raffa, programma già presente nel catalogo RaiPlay, che rende omaggio a Raffaella Carrà ripercorrendone la carriera.

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Rai #visioneitaliana

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OFFERTA TV 22-23

Presentata la programmazione per generi del Servizio Pubblico per la nuova stagione televisiva. La presidente Marinella Soldi: «Innovazione e tradizione per un prodotto distintivo, unico e vincente». L’amministratore delegato Carlo Fuortes: “Nuovi programmi e nuove forme di comunicazione, per una visione del Paese e dell’azienda che guarda al futuro”

Dieci direzioni di genere per un’offerta sempre più ricca e innovativa, che attraversa i canali generalisti, quelli specializzati e la piattaforma del Servizio Pubblico. La Rai, prima azienda culturale del Paese, guarda al futuro con un’organizzazione nuova. Al centro, il prodotto, capace di interpretare il tempo che stiamo vivendo e di raccontare una società in continua trasformazione.

Nuove strategie aziendali che consentono di implementare ulteriormente l’offerta rivolta a “cittadine e cittadini che ci scelgono e ci finanziano – sostiene la presidente della Rai Marinella Soldi – quello che offriamo è unico: è Servizio Pubblico. Alla Rai si chiedono un linguaggio, una scelta dei temi, una qualità e una credibilità che i players commerciali possono ignorare. Noi non solo non ignoriamo queste richieste, queste aspettative, ma ne facciamo un prodotto distintivo, unico e vincente”. Un’innovazione che va di pari passo con la tradizione. “Nei contenuti restano volti che sono già nel cuore degli spettatori ma arrivano anche nuovi talent e nuovi linguaggi – prosegue Soldi – nella distribuzione sia il presidio tradizionale lineare ed abitudinario, sia l’innovazione. RaiPlay è già una piattaforma straordinaria: con l’attenzione ai dati e lo sforzo sui social l’offerta diventerà sempre più calibrata, personalizzata. Le giovani generazioni sono un pubblico che dobbiamo attrarre, conquistare, innamorare, magari anche nel metaverso”.

“Siamo quello che saremo, non meno di quello che siamo stati” ha dichiarato l’amministratore delegato Carlo Fuortes aprendo l’atteso appuntamento milanese di presentazione dell’offerta alla stampa e al mercato pubblicitario. “Vi raccontiamo di un percorso di innovazione che è solo l’inizio di un importante cambiamento che dovrà portare la Rai da broadcaster a media company” ha proseguito Fuortes: “Il passaggio all’organizzazione per generi è un’importante rivoluzione per consentire alla Rai di essere al passo con i tempi. Poniamo al centro del nostro lavoro il prodotto e il contenuto che potrà essere fruito in varie forme su tutte le piattaforme”. Più prodotto per gli spettatori, la qualità che Rai da sempre garantisce, una maggiore efficienza della macchina realizzativa. Tra gli obiettivi dell’Azienda, come confermato dall’ad, il rilancio di Rai 2: “Rai 2 è reinventata, ci sono grandi risorse per la rete e speriamo che ne beneficeranno lo spettatore e l’industria culturale”. In queste pagine il RadiocorriereTv propone un assaggio delle novità Rai, alle quali dedicheremo ampio spazio nelle prossime settimane. Dall’intrattenimento prime time a quello day time, dalla cultura ai documentari, agli approfondimenti e ancora alla fiction, ai film, alle serie, allo sport, ai ragazzi. Sui canali televisivi come in rete su RaiPlay nel segno di una sempre più emozionante e inclusiva visione italiana.

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Uno come me

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GIGI D’ALESSIO

Piazza del Plebiscito a Napoli è pronta ad accogliere uno dei suoi figli più amati che festeggia i trent’anni di carriera. «Non ho mai avuto il successo come obiettivo – dice il cantautore nell’intervista al RadiocorriereTv – ma quello di affermare e far arrivare la mia musica». Il 17 giugno in prima serata su Rai 1

Che emozioni prova quando ripensa a quel ragazzino che ascoltava la musica dei suoi idoli e che sognava di diventare musicista?

Innanzitutto, io mi emoziono ancora e sempre. Diciamo che sono cresciuto con la musica, fin da bambino da quando mio padre, di ritorno dal Venezuela, mi regalò la prima fisarmonica. E da lì la musica e le emozioni che mi regalava questo percorso sono cresciute con me. Credo che se non ti emozioni ci sia un problema. E la scelta di intitolare questo anniversario così speciale “Uno come te” vuole significare proprio questo: se ce l’ho fatta io ce la possono fare tutti, non solo nella carriera artistica.

Prima di raggiungere la fama ha collaborato con i grandi della musica partenopea, da Mario Merola ad Angela Luce. Cosa le hanno insegnato e cosa le hanno lasciato quelle esperienze?

Due artisti così completi mi hanno insegnato tantissimo. Per me, giovanissimo, diventare il pianista di Merola fu un passaggio molto importante nella mia carriera, fino ad arrivare a scrivere e interpretare insieme il brano “Cient’anne” che ebbe un successo enorme.

Nel 1992 inizia ufficialmente la sua carriera da cantautore con l’album “Lasciatemi cantare”. Cosa le ha fatto capire che la strada intrapresa era quella giusta?

In quel periodo a Napoli avevo già molto successo. Ma nel 1993, dopo il primo disco, feci il mio primo concerto al “Teatro Arcobaleno” di Secondigliano. E lì successe una cosa che mi colpì ed emozionò tantissimo allo stesso tempo: c’erano i bagarini fuori dal teatro. Questo mi fece capire che qualcosa di grosso stava succedendo. Ancora avevo poche canzoni mie, solo le otto del disco, ma avevo già scritto tanto per altri, quindi feci un medley di tutto quello che avevo composto. E il risultato fu che erano tutte hit per il pubblico.

A un certo punto da Napoli è partita un’autostrada che l’ha condotta alla popolarità in tutta Italia, in Europa e oltre… cosa è accaduto?

Non so se ci sia stato un evento scatenante. Credo più semplicemente una somma di tante cose, quelle fatte fino a quel momento, con la tanta gavetta che mi ha fatto arrivare nel 1994 a firmare il primo contratto con la Ricordi. E nel 1998 il primo con la RCA (oggi Sony). Io ero abituato a fare tutto da solo e anche adesso seguo la produzione di ogni disco dall’inizio alla fine, affiancato da altri produttori e arrangiatori. Non sapevo davvero cosa facesse una casa discografica, ma lì ormai la strada si era segnata. Nel 1997 cantai di fronte a 20.000 persone allo stadio San Paolo, iniziai a fare concerti anche all’estero, fino all’arrivo a Sanremo, che per noi cantanti è come andare a Lourdes.

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Uno sguardo (indiscreto) su ciò che siamo

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ALESSANDRO DI SARNO

Prosegue su Rai 2, dal lunedì al venerdì alle 14, “Italiani fantastici e dove trovarli”, il nuovo programma di esperimenti sociali realizzato con la tecnica della candid camera ideato da Giorgio John Squarcia. Il Radiocorriere Tv incontra il conduttore: «Siamo tolleranti nei confronti di situazioni difficili. Ma anche sorprendenti e coraggiosi»

Come nasce il titolo del programma?

Da un’idea molto semplice, quella di trovare degli italiani che di fronte a dilemmi importanti abbiano una reazione fantastica. Partiamo dal presupposto che siamo un popolo di persone generose, tolleranti, simpatiche. Quelle che proponiamo in trasmissione più che candid camera sono degli esperimenti sociali veri e propri. Il programma ha pochissimo a che vedere con “Scherzi a parte”, o con gli scherzi che facevo anche io a “Le iene”. L’idea è di trovare questi italiani fantastici e di eleggerne uno o due ogni puntata. Ci ispiriamo senza dubbio al papà delle candid camera in Italia, Nanni Loy, riproponendo spezzoni in ogni puntata, per poi tentare di ricreare la stessa situazione 58 anni dopo e vedere così se ci sia stata un’evoluzione nella risposta.

In questo viaggio cosa avete scoperto degli italiani?

Quando si fa un esperimento sociale la vera difficoltà è data dalla quantità statistica: non basta farne uno su un tema, ma ne servono numerosi, per poi selezionare le tendenze. Abbiamo scoperto grande generosità, reattività, complicità e poi anche la capacità degli italiani di volere credere a situazioni assolutamente assurde. Questo nonostante oggi le persone abbiano la consapevolezza che possano esserci delle telecamere nascoste, difficoltà che Nanni Loy non aveva, perché ai tempi di “Specchio segreto” non si sapeva cosa fosse la telecamera. Noi stessi ci siamo stupiti delle reazioni. Abbiamo fatto credere a persone che passeggiavano in un parco che il loro cane avesse mangiato le chiavi della mia automobile, sono rimasto sorpreso che mi abbiano creduto anche quando ho detto loro che se non mi avessero seguito con il cane non avrei potuto aprire l’auto, accenderla e andare all’appuntamento che dicevo di avere. Abbiamo spolverato i temi della privacy, della fedeltà.

Ci sono state reazioni scomposte, qualcuno se l’è presa un po’ troppo?

In rarissimi casi e per motivi estremamente futili. Ci sono state invece reazioni molto sorprendenti di persone che accettavano di buon grado una situazione strana. Abbiamo fatto credere ad alcuni clienti di un hotel che la catena alberghiera in cui dovevano soggiornare avrebbe messo, di lì a poco, telecamere in ogni stanza, mettendo a disposizione un assistente virtuale pronto a interagire con loro per ogni bisogno, consapevole o inconsapevole. L’assistente virtuale ha cominciato a proporre una serie di opzioni, su comfort e sicurezza, difficili da accettare, ma le persone non si sono rifiutate. Di fronte a una coppia intenzionata a farsi delle coccole, l’assistente è intervenuto dicendo che nella camera il tasso di testosterone era eccessivo. E così un inserviente è entrato nella stanza spruzzando un prodotto per abbassare il livello di testosterone. Non so come avrei reagito se fossi stato al posto loro.

Giovani o anziani, chi ha risposto nel modo più interessante?

Ho notato come le generazioni più giovani siano molto più reattive, talvolta mi hanno sorpreso. Abbiamo simulato una sorta di casting, convocando una serie di attori e di comparse che avrebbero dovuto incontrare un regista, un finto regista. Una nostra complice, uscendo dal colloquio, ha affermato di essere stata oggetto di molestie. Ogni volta che il finto regista usciva dalla propria stanza, si mostrava sempre più violento. Molte persone adulte sono rimaste indifferenti, solo una ragazza di 23 anni è intervenuta in difesa della nostra complice. Grande solidarietà che si alterna a grande indifferenza. Nel mondo con gli arcobaleni e gli unicorni tutti saremmo buoni, ma le fotografie che scattiamo ci mostrano anche i lati oscuri.

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Il buongiorno del fine settimana

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WEEK END

“Weekly”, una finestra aperta sull’estate degli italiani, le vacanze, il turismo, il costume e la società. In onda il sabato e la domenica alle 8.30 a partire dall’11 giugno su Rai1

2022,Linea Verde,Carolina rei,Fabio Gallo

Condotto da Carolina Rey e Fabio Gallo, “Weekly” accompagnerà il pubblico nei luoghi più suggestivi, affollati o nascosti del nostro Paese dove Barbara Di Palma, Samuel Peron e Vito Francesco Paglia racconteranno la bellezza e le centinaia di tipicità, l’arte e i luoghi speciali che fanno dell’Italia una delle mete più ambite dal turismo internazionale. Non mancheranno le notizie, affidate alla giornalista Rai Cora Boccia, che seguirà l’attualità in Italia e nel resto del mondo con collegamenti e servizi di approfondimento sui fatti più rilevanti della settimana. Savino Zaba curerà invece una rubrica che affronterà le problematiche delle nuove generazioni, mettendo in primo piano la voce dei ragazzi. Tra interviste e approfondimenti, non mancherà anche un po’ di musica con la “morning band”, che aiuterà ad incidere la colonna sonora della prossima estate del pubblico di Rai1.

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Quando il potere è donna

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BRUNO VESPA

Il popolare giornalista racconta, tra pubblico e privato, 25 signore della politica, dell’impresa, della scienza, della comunicazione. Da Elisabetta Casellati a Chiara Ferragni, da Lady Gaga a Ilaria Capua, e ancora Marina Berlusconi, Elisabetta d’Inghilterra, Greta Thunberg, Ursula von der Leyen. “Donne al potere”, in vendita nelle librerie e negli store digitali, è edito da Rai Libri

Dedica il libro alla vicepremier dell’Ucraina Iryna Vereshchuk e sua moglie Augusta Iannini, cosa ci insegnano queste due donne?

Sono due donne forti. Iryna Vereshchuk, impegnata in prima linea, rischia di persona e rappresenta la forza e la voglia di resistere di un grande paese. Augusta, mia moglie, è stata un magistrato importante, e siccome per i magistrati la prima dote è quella dell’equilibrio, devo dire che lei ha svolto la sua attività con grande equilibrio.

Venticinque ritratti di donne di potere, come le ha scelte?

La prima scelta è stata quella di raccontare donne viventi. Nelle mie precedenti esperienze ero arrivato addirittura a Cleopatra. Il libro ha inizio con la categoria delle donne che per la prima volta si sono avvicinate veramente al Quirinale e con le sole due leader dell’intera storia italiana, Giorgia Meloni e Emma Bonino, seppure a mezzadria con Pannella. Poi le donne della scienza, dell’impresa, quindi le influencer.

Perché è ancora così difficile, per una donna, diventare Capo dello Stato?

Perché finora tutto è stato fatto perché lo diventasse un uomo. Non sono mai state prese seriamente in considerazione. Stavolta siamo andati molto vicini ma non siamo riusciti.

Quali sono i tratti distintivi di una leader in politica?

Intanto i tratti distintivi rispetto alle altre. Servono energia, visione, capacità di sopravvivere in questo mondo politico che è un mondo di squali, evidentemente, quindi molta resilienza e voglia di emergere. Senza dimenticare la serietà. Perché a una donna viene rimproverato sempre tutto.

L’economia, la grande impresa, le donne alla guida di importanti aziende, cosa è cambiato negli ultimi 30 anni?

Innanzitutto ce ne sono di più. Come sa la mia amica Lella Golfo, promotrice della legge sulla presenza delle donne nei consigli d’amministrazione, non sono favorevole a dare incarichi a donne in quanto tali, ma non c’è dubbio che moltissime donne meritano l’incarico che hanno avuto e altrettante lo meriterebbero e non ce l’hanno.

Da Chiara Ferragni a Maria De Filippi a Lady Gaga. Le donne hanno una marcia in più nel comunicare?

Sì, assolutamente, è sufficiente vedere che gli influencer sono prevalentemente donne. È un mestiere nuovo. Chiara Ferragni è partita da zero e oggi parla a milioni di persone.

Continua a leggere sul Radiocorriere Tv N.23 a pag.18

Con il cuore, nel nome di Francesco

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Solidarietà per le mense francescane operanti in Italia, per le famiglie italiane in difficoltà, per i progetti delle missioni in tutti i continenti, per l’invio di aiuti umanitari ai civili colpiti dalla guerra in Ucraina. Carlo Conti presenta la serata da Assisi con Francesco Gabbani, Malika Ayane, Nek, Al Bano e Raoul Bova. Venerdì 10 giugno ore 21.25

Venerdì 10 giugno, in diretta dalla Basilica Superiore di San Francesco d’Assisi, in prima serata su Rai1 e Rai Radio1, Carlo Conti presenta l’appuntamento con la solidarietà “Con il cuore, nel nome di Francesco” con la partecipazione di Francesco Gabbani, Malika Ayane, Nek e con Al Bano e Raoul Bova. Giunto alla XX edizione, l’evento è promosso dai Frati del Sacro Convento di Assisi con il coordinamento di Padre Enzo Fortunato. L’intento solidale di quest’anno è quello di aiutare le mense francescane operanti in Italia, le famiglie italiane in difficoltà, i progetti delle missioni francescane operanti in tutti i continenti e di inviare tutti gli aiuti umanitari possibili ai civili colpiti dalla guerra in Ucraina. Immersi in un’atmosfera francescana, Carlo Conti e tutto il cast daranno vita a un evento eccezionale, una serata unica di musica, racconto e solidarietà, che unisce spettacolo, cultura e spiritualità. Sarà possibile sostenere la campagna raccolta fondi fino al 31 luglio donando 2 euro al 45515 con un sms da cellulare Windtre, Tim, Vodafone, Iliad, Postemobile, Coop Voce, Tiscali. Oppure donando 5 o 10 euro per le chiamate da rete fissa Tim, Vodafone, Windtre, Fastweb e Tiscali e 5 euro per le chiamate da rete fissa Twt, Convergenze, Postemobile.

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