Ballando con Ettore e Alessandra

Cosa l’ha portata a “Ballando con le Stelle”?
La tenacia di Milly e la curiosità di capire cosa ci fosse di così straordinario in questa esperienza. Ho risposto a questo invito.

Cosa l’ha portata a “Ballando con le Stelle”?
La tenacia di Milly e la curiosità di capire cosa ci fosse di così straordinario in questa esperienza. Ho risposto a questo invito.
Quando mancano meno di due ore alla diretta entrano fieri e divertiti nello studio 5 del centro di produzione Fabrizio Frizzi di Roma, armati di tegami, campanacci, festoni, trombe e sonagli di ogni genere. Sono il pubblico de “La Corrida”, veri e propri co-protagonisti della trasmissione ideata da
Corrado e condotta da Carlo Conti, in onda il venerdì sera su Rai1. Il RadiocorriereTv li ha seguiti dal loro arrivo sino all’avvio della trasmissione







Il loro viaggio ha avuto inizio anche molte ore prima, sono partiti da ogni parte d’Italia, in automobile o in pullman, da soli o in comitiva alla volta della Capitale per assistere a “La Corrida”. Arrivano agli studi Fabrizio Frizzi da Termoli, Ascoli Piceno, Pisa, Avellino, e ancora da Padova, Rimini, Bari, dalla stessa Roma. È venerdì 26 aprile quando i 400 varcano i cancelli della Rai per assistere alla diretta del programma ideato 51 anni fa da Corrado e oggi condotto da Carlo Conti: attendono ordinatamente in fila per i controlli d’accesso, desiderosi di applaudire (o di fischiare) i dodici dilettanti allo sbaraglio che scenderanno in gara per cantare, ballare, imitare, fare spettacolo. Hanno il sorriso sulle labbra e tanta voglia di divertirsi insieme, consapevoli che saranno loro a decretare successi e insuccessi. Il signor Giuseppe, che per la prima volta entra in uno studio televisivo, richiama la nostra attenzione per mostrarci la grande pentola che ha portato co sé in trasmissione, con l’obiettivo di farsi sentire nel caso in cui qualcosa non dovesse piacergli. Al suo fianco due signore di mezza età raccontano come “La Corrida” rappresenti per loro da anni un appuntamento imperdibile e come si siano preparate alla serata con grande cura, nella speranza di essere inquadrate dalle telecamere di Rai1. La platea è quasi al completo quando alle 20.25 Carlo Conti entra in studio per collegarsi in diretta con il Tg1. Il conduttore, accolto da un’ovazione, chiacchiera con il pubblico già in festa. Agli spettatori sprovvisti di “strumenti di disturbo”, vengono distribuiti oggetti di ogni tipo provenienti dalla collezione storica del programma: ci sono maracas, tamburelli, piatti colorati in metallo. Il coreografo Fabrizio Mainini chiama a raccolta il corpo di ballo che si prepara al centro del palco, gli orchestrali prendono posto al fianco dei loro strumenti, il regista Maurizio Pagnussat si aggira tra le telecamere prima di andare in cabina di regia. Lo studio si fa di minuto in minuto più rumoroso. Il semaforo rosso troneggia al centro della scenografia, lo spettacolo de “La Corrida”, sul palco come in platea, sta per avere inizio.
Il RadiocorriereTv incontra Andrea De Luca, telecronista del 102mo Giro d’Italia, che prenderà il via sabato 11 maggio. “Quando racconti un evento agonistico in diretta c’è sempre qualcosa di magico e di speciale da regalare al pubblico – dice il giornalista –, è la forza dello sport in televisione e soprattutto del ciclismo”. La corsa sarà trasmessa da Rai Sport HD, Rai2, Rai Play e Rai Radio2
Sta per partire il 102mo Giro d’Italia, che corsa vedremo?
Sarà una corsa bellissima, la classifica generale vede veramente i più grandi per le corse di tre settimane. Mai come quest’anno ci sarà Vincenzo Nibali che punta al Giro, ci tiene tantissimo a fare la tripletta, ci sarà Tom Domoulen che ritorna, a dispetto di quanti pensavano che volesse lasciare perdere il Giro per il Tour de France, stiamo parlando di un corridore che l’anno scorso ha fatto podio sia al Giro che al Tour. Abbiamo la più grande
promessa del ciclismo mondiale, Egan Bernal, che malgrado la squadra lo volesse dirottare al Tour si è imposto per fare il Giro come capitano. È arrivato dalla Colombia da ragazzino, a 18 anni, ed è finito a correre in una squadra italiana piemontese, molta della sua crescita ciclistica e umana è avvenuta nel canavese. Bernal è molto legato a quel territorio, ci sarà per lui una tappa speciale, la Pinerolo-Ceresole Reale, che transiterà a pochi chilometri da dove ha vissuto. Vedremo Primož Roglic, una conferma, che dopo avere fatto benissimo al Tour dello scorso anno ha deciso di puntare sul Giro. Vedremo anche Simon Yates, tornato al Giro dopo avere accarezzato il sogno di vincerlo lo scorso anno, e Mikel Landa, spagnolo della Movistar, un talento. Questi dovrebbero essere i grandi protagonisti del 102mo Giro d’Italia.


Cosa l’ha portata ad accettare il ruolo di Franco Basile?
Il tema del terremoto de L’Aquila mi era molto caro, come credo lo sia stato e lo sia a moltissimi italiani. A farmi dire sì è stato il fatto che la serie fosse un progetto importante per la Rai e che la regia fosse affidata a Marco Risi. La sua presenza dietro la macchina da presa era per me molto importante. Avere la possibilità di lavorare con un cineasta come lui, non abituato a fare le serie, è stata sicuramente una bella opportunità, oltretutto con un cast importante. Ho letto il personaggio, tostissimo, difficile da fare per diversi motivi, ma c’erano attorno a me delle professionalità tali che sono stato contento di accettare la sfida.
Prende il via la nuova avventura televisiva di Domenico Iannacone. Il 6 maggio alle 20.20 parte su Rai3 “Che ci faccio qui”, un racconto quotidiano di storie di vita e di riscatto. «La mia idea del “Che ci faccio qui” è lo spaesamento su tutto – afferma il conduttore -, sul concetto umano dell’esistenza, sull’avere fatto una cosa, sull’averne tentata un’altra, sul non esserci riuscito, sul lottare. A interessarmi è la dimensione esistenziale dell’uomo»
Domenico, partiamo dal titolo…
“Che ci faccio qui” è una domanda che noi tutti ci facciamo, perché come uomini ci interroghiamo sul fare, sul non fare, sull’essere, su quello che determina l’esistenza. Essendo una domanda che portiamo avanti per tanto tempo mi piaceva declinarla nella tipologia umana che di volta in volta incontro. Ne esce un corollario della vita, una sorta di spaccato sociale. “Che ci faccio qui” è una domanda che potrebbe sembrare sciocca e anche banale, invece è profondissima, ti pone di fronte i grandi temi. Questa dimensione mi piaceva tantissimo, ci consente di fare racconti infiniti.

Chi incontrerai nella prima puntata?
Una persona della quale si sentirà parlare tanto, uno scultore molto giovane che ama scolpire la pietra, proprio come Michelangelo, il suo nome d’arte è Jago. Mentre frequentava l’accademia venne scelto per scolpire una statua di Papa Benedetto, lui la scolpì senza gli occhi. L’opera fu notata da Vittorio Sgarbi che la espose alla Biennale di Venezia. L’artista entrò in contrasto con l’accademia, che poi abbandonò. Jago, che oggi vive a New York, racconta l’idea della propria esistenza, della propria arte, della propria dimensione artistica. Nelle prime puntate incontro anche Andrea Camilleri, che spiega come riesce a immaginare il racconto, la vita, come crea le sue storie, ora che la sua vista è mancata. È un racconto intimo. La domanda “Che ci faccio qui” è coerente.

Un viaggio nello spazio in otto puntate e due speciali guidati dalla studentessa e aspirante astronauta Linda Raimondo e dai racconti di astronauti italiani ormai entrati nella storia della ricerca spaziale, come Luca Parmitano, Samantha Cristoforetti, Paolo Nespoli. “Missione Spazio Reloaded”, ideato da Cristina Raimondo e prodotto da Rai Ragazzi, è già disponibile su Rai Play e dal 12 maggio su Rai Gulp. Il RadiocorriereTv ha intervistato la giovane conduttrice Il RadiocorriereTv ha intervistato la giovane conduttrice

Come nasce la sua passione per lo spazio?
Ero bambina e dal giardino di casa mia ad Almese, un piccolo paese in provincia di Torino, rimanevo ore al buio a osservare incantata le stelle. Crescendo, anche grazie a mio padre, appassionato di astrofisica, mi sono addentrata pian piano in questo mondo e ho capito che sarebbe diventato il mio mondo, il mio futuro. Da quel momento non ho più smesso di leggere libri scientifici e biografie di scienziati e astronauti e di studiare per riuscire a laurearmi prima e poi applicare al primo concorso possibile come astronauta.
Con “Missione Spazio Reloaded” racconta lo spazio ai più giovani, come si è preparata a questo importante compito?
In realtà la cosa che mi piace di più di questa mia nuova “avventura” è che parto da una delle mie passioni che è lo spazio e con le mie parole, quelle dei ragazzi della mia età, apro le porte di questo mondo così complesso e affascinante con grande semplicità. Credo che la chiave sia proprio questa, raccontare con passione quello che amo, come del resto fanno nelle 10 puntate anche i nostri 7 astronauti italiani. Con un linguaggio scientifico ma alla portata di tutti ci avvicinano allo spazio con i loro racconti, partendo dal momento in cui hanno sognato di diventare astronauti, passando per il volo fino ad arrivare a quando sono rientrati sulla Terra.

Coppia sul palco e nella vita. Monica Lima ed Enzo Iuppariello sono gli Arteteca, protagonisti di “Made in Sud” sin dalla prima edizione. Al RadiocorriereTv parlano della loro carriera, dell’amore per la recitazione e dell’arrivo in famiglia di Sara, nata cinque mesi fa
Partiamo da “Made in Sud”, dal successo di questa edizione. Ve l’aspettavate?
ENZO Veniamo da un anno difficile di pausa, avevamo il timore che il meccanismo di “Made in Sud” fosse in una fase calante, invece, fortunatamente, il pubblico ha dimostrato di volerci ancora bene, di volersi divertire con noi. Io e Monica siamo nel progetto sin dalla prima edizione, dalle prime puntate, e quando le cose funzionano siamo contenti per tutta la squadra. Quella che stiamo vivendo è una stagione di novità anche per noi, abbiamo lasciato i due fidanzatini e siamo passati a nuovi personaggi. È andata bene.

MONICA È anche il primo anno che c’è Sara con noi. Abbiamo dovuto dividerci tra “Made in Sud” e l’essere genitori, un’esperienza alla quale non eravamo abituati. Fino alla scorsa edizione il programma era totalizzante, farlo con la bambina è stato complesso ma l’importante è esserci riusciti…







Alberto Angela, Bruno Vespa, Vincenzo Mollica, Andrea Delogu, Massimiliano Ossini e Cristoforo Gorno. È la squadra di autori con la quale Rai Libri partecipa al Salone di Torino, in programma dal 9 al 13 maggio
La casa editrice della Rai porta successi e novità al Salone del libro di Torino, il più importante appuntamento per l’editoria italiana. A presentare le loro opere sono Alberto Angela, Bruno Vespa, Vincenzo Mollica, Andrea Delogu, Massimiliano Ossini e Cristoforo Gorno. La manifestazione è anche occasione per fare conoscere la nuova strategia editoriale di Rai Libri, a pochi mesi dal lancio del nuovo marchio. Si punta sulla crossmedialità e su un catalogo sempre più ricco: accanto a generi più propriamente radiotelevisivi di intrattenimento o spettacolo, al cinema o alla fiction, ci sono la storia, la musica, la divulgazione scientifica, lo sport, l’ambiente, fenomeni di costume, l’approfondimento giornalistico. «Il nostro obiettivo è allargare la platea dei potenziali lettori di Rai Libri, raggiungendo tutti i tipi di target – afferma il direttore della casa editrice Flavio Mucciante – ritagliandoci un ruolo coerente e ben delineato nel mercato». Il libro, secondo Mucciante, diventa così «elemento centrale nel moderno racconto della Rai, potendo incrociare i suoi piani narrativi con quelli degli altri media, in particolare della televisione, integrandone i contenuti». Una delle parole d’ordine per il prossimo futuro della nuova Casa editrice è “novellizzazione”, la rielaborazione di una sceneggiatura in forma di libro, una tendenza partita dagli Stati Uniti, legata al boom delle serie televisive sulle piattaforme digitali. «La sua potenziale forza è dirompente – assicura Mucciante – considerando il trend in crescita esponenziale della platea di questo genere televisivo»
IL CALENDARIO DEGLI EVENTI
Massimiliano Ossini – Venerdì 10 maggio ore 18.15
Sarà Massimiliano Ossini, intervistato dalla giornalista Alessandra Comazzi, a inaugurare il palinsesto delle presentazioni di Rai Libri al Salone di Torino. Conduttore televisivo di trasmissioni di successo come “Linea Bianca”, Ossini descrive la montagna in “Kalipè, lo spirito della montagna“, la sua prima prova letteraria, che ha ottenuto ottimi riscontri con numerose ristampe, rimanendo oltre dodici settimane in classifica tra i libri più venduti.
Cristoforo Gorno – Sabato 11 maggio ore 11.35
Cristoforo Gorno, autore televisivo, esperto e studioso di storia, presenterà con Piergiorgio Odifreddi: “Io sono Cesare, memorie di un giocatore d’azzardo“, in uscita il 30 aprile. Una vita straordinaria, che diventa per la prima volta un’autobiografia. Dalla congiura di Catilina alla campagna in Gallia, dal passaggio del Rubicone agli attimi precedenti il tragico epilogo delle Idi di marzo: nel memoriale che scrive a Gaio Ottavio, futuro Cesare Augusto, Giulio Cesare ripercorre in prima persona i momenti cruciali della sua avventura al galoppo, nella consapevolezza che la vita è un lancio di dadi e la vittoria una dea con le ali.
Vincenzo Mollica – Sabato 11 maggio, ore 12.30
“Una risata festosa… nasconde sempre una lacrima dolorosa”, oppure “La vita ci mette alla prova… e quando finisce ci riprova”: sono solo due degli aforismi di Vincenzo Mollica, contenuti nel volume “Scritto a mano pensato a piedi“, che il popolare giornalista del Tg1 presenterà con l’Amministratore Delegato di Rai Com, Monica Maggioni. Sul palco l’attrice e imitatrice Gabriella Germani leggerà alcuni passi del volume interpretando vari personaggi.
Alberto Angela – Sabato 11 maggio, ore 18.15
Alberto Angela sarà intervistato da Monica Maggioni su “Come eravamo”, una collana che l’autore considera il “romanzo degli italiani”, venti volumi che dal mondo degli Etruschi arrivano fino all’Unità d’Italia, raccontando la vita quotidiana di una famiglia, le “piccole storie – dice Alberto Angela – che hanno fatto la Grande Storia del nostro Paese”.
Andrea Delogu – Domenica 12 maggio, ore 12.15
Andrea Delogu, la giovane conduttrice “Stracult”, preferita da Renzo Arbore, presenta “Dove finiscono le parole, storia semiseria di una dislessica“, che in pochi giorni ha conquistato la vetta degli store digitali. Un libro che è insieme testimonianza e terapia. “Ho scoperto di essere dislessica a ventisei anni – racconta Andrea – dopo un percorso educativo difficile, particolare, perché la dislessia era considerata da molti un disturbo ancora sconosciuto”. “Ho scritto questo libro un po’ per i genitori, per far capire cosa provano i loro bambini, un po’ per chi ignora di essere dislessico”. “Saperlo ti aiuta a liberarti e a vivere come me” dice Andrea Delogu, che si definisce ora “felicemente dislessica”. Originale l’esperimento
di stampa con una font per dislessici. Una parte dei proventi è destinata all’Aid, l’Associazione Italiana Dislessia.
Bruno Vespa – Domenica 12 maggio, alle 18:15
Perché fu Neil Armstrong il primo uomo a mettere piede sulla Luna quando sarebbe toccato a Buzz Aldrin? Perché Aldrin dovette aggiustare un contatto elettrico con la punta di una biro evitando il rischio di restare nello spazio? Perché Collins temette di rientrare
da solo sulla Terra? Bruno Vespa, giornalista televisivo, da anni interprete attento e autorevole dei cambiamenti della nostra società attraverso i suoi molti e fortunatissimi libri, con “Luna“, in uscita il 30 aprile, ci riporta al 20 luglio 1969, giorno cruciale nella storia dell’umanità, raccontando con il consueto spirito investigativo i retroscena dell’avventura che ha segnato la memoria collettiva e i ricordi di ognuno di noi. A dialogare con Bruno
Vespa, l’Amministratore Delegato di Rai Com, Monica Maggioni.
Donatella Finocchiaro è tra i protagonisti della serie di Rai1 “L’Aquila – Grandi Speranze” creata da Stefano Grasso e diretta da Marco Risi. Al RadiocorriereTv l’attrice parla del proprio personaggio, Silvia, donna determinata e coraggiosa: «La vedremo sempre più combattiva, vuole capire cosa è successo alla figlia Costanza»



Cosa l’ha spinta ad accettare il ruolo di Silvia in “L’Aquila – Grandi speranze”?
Prima di tutto la presenza di Marco Risi, un regista che garantiva la buona riuscita del progetto. I ruoli drammatici fanno parte della mia carriera, ne ho fatti tanti, ma è anche fondamentale dare memoria a questo evento. Il terremoto del 2009 è stato una catastrofe che ha coinvolto non solo la popolazione aquilana bensì tutti gli italiani, gli europei. A L’Aquila la gente ha perso tutto, molte persone vivono ancora nelle new town e vogliono riconquistare il cen – tro storico, vorrebbero tornare nelle loro case. È una popolazione che ha perso parte della propria memoria storica. Nel nostro piccolo abbiamo fatto sei film, prendendo spunto da quello che hanno passato tante famiglie, dai loro racconti, dai loro ricordi. Il personaggio che interpreto, Silvia, si trova ad affrontare la scomparsa della propria bambina. Sono tante le persone delle quali dopo il terremoto si sono perse le tracce, sono stati aperti tanti fascicoli, molti casi rimangono irrisolti. Il cinema e la Tv hanno anche un ruolo sociale, quello della memoria…

RaiNews24 compie vent’anni. Il direttore del canale, Antonio Di Bella, al RadiocorriereTv: «È stato un esperimento visionario, fatto inizialmente con pochi mezzi, pochi giornalisti, una piccola redazione, e che si è via via affermato». E ancora: «Non ci sono limiti a quello che può raggiungere un giornalista se crede in se stesso e soprattutto nella squadra»
Un compleanno è anche il momento per fare bilanci, come vive RaiNews24 il traguardo dei vent’anni?
C’è stato un momento simbolico che mi ha fatto molto piacere, che mi ha commosso, l’apporre una targa in memoria di Roberto Morrione sulla porta della nostra sala riunioni. Morrione è stato uno storico direttore di RaiNews24, più di ogni altro ha contribuito a lanciare il canale, ma è stato soprattutto un maestro per centinaia di giornalisti Rai. Sono stato un suo cronista quando ero a Milano e da lui ho imparato tantissimo. Questo senso della memoria di tutta la Rai credo che abbia un valore inestimabile, il ventennale di RaiNews24 è servito a riunirci intorno al ricordo di chi ha insegnato tante cose e che continua a vivere nelle nostre azioni quotidiane…