Valerio Cataldi

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Sulle rotte dei Narcos

Dall’America Latina all’Italia passando per l’Albania. “Narcotica”, programma di Valerio Cataldi, scritto con la collaborazione di Raffaella Pusceddu, è un viaggio in cinque puntate, il mercoledì in seconda serata su Rai3, in un mondo violento e senza regole, che parte dai campi di coca del Centro e Sud America, dalla guerriglia, dallo sfruttamento del lavoro di migliaia di bambini, per giungere alle piazze dello spaccio di casa nostra

Cataldi, come nasce “Narcotica”?
Il progetto ha preso il via da un mio viaggio fatto lo scorso anno in Sud America, in Colombia, dove ho incontrato varie persone per raccontare il mondo del narcotraffico. Tornato da quell’esperienza ho pensato di scrivere un progetto, l’ho proposto a Giuseppina Paterniti, che è stata entusiasta. Quindi abbiamo coinvolto Rai3, altrettanto entusiasta. Abbiamo messo in moto una redazione e una troupe, con cui siamo stati un mese in Sud America, due settimane in Albania, diverso tempo in Calabria, con le inchieste dei magistrati italiani, con l’attività del colonnello del R.O.S. dei
Carabinieri Massimiliano D’Angelantonio, che lavora a stretto contatto con Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro. Con loro abbiamo scritto una sorta di sceneggiatura che ci ha condotto nei vari posti. Andando in Sud America, soprattutto in Messico, la sceneggiatura è stata stravolta, con episodi accaduti in corsa.

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Alessandra De Stefano

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Insieme al Giro d’Italia è uno degli appuntamenti più attesi e amati dagli
appassionati di ciclismo internazionale, tra i fiori all’occhiello della programmazione sportiva della Rai. Alessandra De Stefano, vicedirettore di Rai Sport e per venti anni inviata sulle strade francesi al seguito della carovana gialla, ci racconta il Tour de France: «Per tre settimane la Francia si mostra al mondo. Il nostro racconto, in televisione come sul web e sui social, va oltre l’evento sportivo. Parliamo di luoghi, tradizioni, di campioni dimenticati e indimenticabili»

Il grande ciclismo è ancora una volta protagonista sulla Rai, come state raccontando il Tour de France?
La Rai porta il Tour nelle case degli italiani con le dirette quotidiane, con i social, con la telecronaca, che è la materia principale del racconto, perché
inevitabilmente chi ama questo evento si collega alle 14 e vuole vedere tutta la tappa. E poi c’è una trasmissione successiva alla diretta, che si chiama “Tour Replay”, quindi abbiamo “Tour di sera”. Sul web realizziamo rubriche ad hoc con dei contributi che non si trovano in televisione. Quest’ultimo è un racconto parallelo, per scoprire il Tour sotto un’altra angolazione. Francesco Pancani si occupa della classifica quotidiana, di chi ha corso bene e chi ha corso male, Marco Saligari ci fa il punto tecnico, abbiamo la moviola di Stefano Garzelli, poi gli splendidi racconti di Roberto Carulli, che sono a metà tra la strada e la corsa. Nel ciclismo viaggiano insieme. Infine, ne “La febbre gialla”, una rubrica per gli appassionati di ciclismo, racconto gli eroi dimenticati e gli indimenticabili.

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Techetechetè Superstar

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Grazie a “Techetechetè Superstar”, tornano “le stelle del sabato sera” su Rai1. Era il 1974 quando Mina e Raffella Carrà riscossero un enorme successo grazie alla conduzione congiunta di “Milleluci”, un varietà di otto puntate trasmesso il sabato in prima serata, che celebrava i diversi generi dello spettacolo. Le due erano anche protagoniste delle sigle del programma: Raffaella Carrà cantava quella di apertura, “Din don dan”, e Mina quella di chiusura, “Non gioco più”. Una strana coppia, nel doppio ruolo di protagoniste e showgirl, che ha regalato al pubblico uno degli spettacoli più belli della televisione italiana. Con la loro grande professionalità, la loro versatilità, la loro presenza scenica hanno segnato una tappa fondamentale del servizio pubblico.

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Andrea Camilleri

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Buon viaggio Maestro…

«Non voglio morire male, non voglio avere il pessimismo, voglio morire con la speranza che i miei figli, i miei nipoti, i miei pronipoti vivano in un mondo di pace. Bisogna che i giovani si ribellino. Non disilludetemi»

Parole pronunciate da Andrea Camilleri ospite della trasmissione di Fabio Fazio, quando, in realtà, dalla morte era lontano. Lui che, a 93 anni, si stava preparando per recitare alle Terme di Caracalla, il 15 luglio, in uno spettacolo che racconta la sua Autodifesa di Caino. Lui che aveva in cantiere nuove idee per nuovi libri, compreso un altro episodio di Montalbano. Il Maestro non c’è più. Una vita lunga e intensa la sua. Nato a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, ha più volte ricordato la sua infanzia “senza limiti” e non ha negato la “dignitosa miseria” che ha caratterizzato i suoi primi anni di vita. Ribelle e insofferente alla disciplina, è stato regista, autore, sceneggiatore sia per la televisione, sia per il teatro e docente all’Accademia nazionale d’arte drammatica. Ma soprattutto è stato uno degli scrittori più amati e più prolifici dell’Italia contemporanea. Sono stati la nonna materna e il padre a trasmettergli la passione per la lettura, che si è poi trasformata in una creatività che è andata via via crescendo, fino a fare di Camilleri l’autore più venduto degli ultimi vent’anni. Se il debutto nella narrativa è nel 1978 con “Il corso delle cose”, la grande notorietà arriva tra il 1992 e il 1994 con i libri “La stagione della caccia” e “La forma dell’acqua”, il primo romanzo in cui appare Montalbano.

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Cose Nostre 2019

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SCELGO LA LIBERTA’

Su Rai1 è tornato “Cose nostre”, il programma ideato e condotto da Emilia Brandi che racconta storie di persone che hanno detto no alla violenza delle mafie. Da giovedì scorso, in seconda serata, la quarta stagione incentrata sulla figura femminile. «Un programma come ‘Cose nostre’ fa capire realmente cosa sono la mafia, la ‘ndrangheta, la camorra e dimostra come le donne che vogliano dare ai figli un futuro diverso e migliore scappino dai contesti mafiosi», dice Federico Cafiero de Raho, procuratore nazionale Antimafia. Per il direttore dell’ammiraglia Rai, Teresa De Santis “Cose nostre” «è un punto fermo importante, fa parte di una linea costitutiva e di ricerca di Rai1 come servizio pubblico che voglio ampliare. È un lavoro curato da una donna e realizzato tutto internamente alla Rai»

Donne prigioniere di contesti criminali e poi capaci di uscirne, donne che trovano il coraggio di scegliere un futuro diverso per i propri figli e per loro stesse. Sono le protagoniste della quarta serie di “Cose nostre”, il programma ideato e condotto dalla giornalista Emilia Brandi e diretto da Raffaele Maiolino, in onda il giovedì in seconda serata su Rai1. «Nella quarta stagione c’è una forte centralità delle figure femminili – afferma il direttore di Rai1 Teresa De Santis – che hanno un ruolo importante, a volte in positivo e altre in negativo. Il pubblico di riferimento principale di Rai1 è quello femminile a cui raccontiamo la complessità dell’esistenza»

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Gianni Morandi

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Techetetè racconta l’eterno ragazzo della canzone italiana

Un sabato nel segno di Gianni Morandi. Il 13 luglio Rai1 dedica al cantante bolognese, interprete di mille successi del pop, un’intera serata. Alle 20.35 la monografia di “Techetechetè Superstar” curata da Francesco Valitutti, alle 22.30 il film “Chimera” interpretato da un giovanissimo Morandi e dall’allora moglie Laura Efrikian

Un viaggio attraverso una carriera straordinaria, un racconto che il cantante nato a Monghidoro, sull’appennino bolognese, dedica idealmente al figlio Pietro. Ininterrottamente sulle scene dagli anni Sessanta a oggi, Gianni Morandi è il protagonista di “Techetechetè Superstar”, in onda sabato 13 luglio in prima serata su Rai1. L’esordio nel mondo della musica, i primi successi, le canzoni più amate, i film, gli spettacoli televisivi, ma anche tanti momenti meno conosciuti, come il concerto al Madison Square Garden di New York del 1976, quindi l’incontro con Cassius Clay e quello con lo statunitense George McCrae, col quale canta “Rock your baby”…

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Sigfrido Ranucci

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A Report l’estate è CULT

Da lunedì 8 luglio tornano su Rai3 in seconda serata le inchieste di “Report”. «Scegliamo il meglio di alcune puntate trasmesse nel corso dell’inverno – afferma il conduttore Sigfrido Ranucci – riproporremo le inchieste sul ponte Morandi e quella sul caffè, ma parleremo anche dell’uomo cyborg e della sanità 4.0»

Soddisfatto della stagione appena conclusa?

È stata una stagione difficilissima, perché andare in onda nel corso della competizione elettorale è un problema, hai contro i talk show che parlano di politica stretta. Ci siamo trovati in contesti abbastanza complicati, contro “Il commissario Montalbano”, le grandi fiction di Rai1, contro “Made in Sud”. All’inizio ci siamo difesi bene, poi siamo saliti in maniera importantissima chiudendo con uno 0,43 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell’anno passato. È andata benissimo.

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Isoradio

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Sulle strade dell’estate

Aggiornamenti su traffico e meteo e una colonna sonora frizzante per accompagnare gli italiani nel corso dei mesi estivi e sulle strade delle vacanze. Il direttore Danilo Scarrone: «Gli aggiornamenti sulle condizioni di viabilità durante gli esodi da bollino rosso o nero sono la nostra priorità, siamo là dove le emergenze creano disagi e ritardi, sempre grazie al prezioso contributo di polizia stradale e carabinieri, Anas e Società Autostrade». E da settembre tante nuove rubriche e uno spazio curato da Maurizio Costanzo

Come cambia Rai Isoradio nel corso dell’estate?

Isoradio non va mai in vacanza, il nostro palinsesto va in onda da gennaio a gennaio, sempre in diretta, e con l’estate intensifichiamo gli interventi sulla mobilità, i collegamenti con la polizia stradale, i vigili del fuoco, Anas, Autostrade per l’Italia. Insieme alle informazioni sulla mobilità ci sono la musica, con 300 dischi al giorno, e l’intrattenimento. Anche nel corso dei mesi più caldi ci rivolgiamo con grande attenzione ai giovani, che sono gli automobilisti di domani, lo facciamo con l’educazione stradale, lo abbiamo fatto in passato con l’intervento di “Crash Art”, nel quale alcuni ragazzi hanno dipinto due automobili incidentate, poste frontalmente nell’intento di fermare nella memoria l’istante dell’impatto. Ci occupiamo anche degli animali domestici in viaggio con gli italiani, fornendo consigli per agevolarne il trasporto.

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Rai Libri a Matera

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Insieme alla conquista di nuovi lettori

A Matera gli Stati Generali del libro nell’appuntamento organizzato da Rai Libri il 28 e il 29 giugno. Il presidente degli editori Ricardo Levi lancia l’allarme: «In Italia si legge troppo poco e molte persone non comprendono ciò che leggono». La sottosegretaria al MIBAC Lucia Borgonzoni: «Stiamo lavorando a una legge sulla lettura e riportiamo l’Italia alle grandi manifestazioni fieristiche del libro, da Francoforte a Parigi». In campo anche il servizio pubblico. Flavio Mucciante, direttore editoriale di Rai Libri: «I libri avranno più spazio e visibilità nell’ambito dell’offerta culturale della Rai e saranno l’elemento centrale del racconto crossmediale dell’azienda»

Matera Capitale Europea della Cultura ha ospitato la due giorni organizzata da Rai Libri dedicata al futuro del libro in Italia. Ad aprire l’evento a Casa Cava, una ex cava nel cuore del Sasso Barisano, un convegno che ha analizzato le dinamiche del mercato editoriale, i numeri e la trasformazione di un settore in continua evoluzione. A scattare una prima fotografia Ricardo Franco Levi, presidente dell’Associazione Italiana Editori, con il rapporto sullo stato dell’editoria in Italia. La ripresa, partita nel 2015 con un picco di crescita nel 2017 è certamente in atto, anche se il fatturato dello scorso anno, poco più di 3 miliardi di euro, non ha ancora recuperato le perdite della crisi economica esplosa nel 2008. «L’Italia è un Paese in cui si legge troppo poco, indietro in tutte le classifiche europee per la lettura che è un elemento fondamentale per la crescita democratica, culturale ed economica – afferma Levi -. La nota dolente è che c’è un’altissima percentuale di italiani che non comprende ciò che legge».


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Unomattina Estate

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Il buongiorno di Valentina e Roberto

Sono le 19.00 di domenica 16 giugno e negli studi Rai di Saxa Rubra si sono da poco concluse le prove della nuova edizione di “Unomattina Estate” in onda da lunedì 17. Una nuova scenografia, una nuova linea grafica, tanti argomenti per accompagnare i telespettatori dal lunedì al venerdì, dalle 7.10 alle 10.30, per tutta l’estate. Raggiungo al telefono Valentina Bisti e Roberto Poletti, i nuovi amici del mattino di Rai1

Qual è la prima cosa a cui pensate quando suona la sveglia?

VALENTINA Oddio mi devo svegliare, non ci posso credere (sorride, ndr). Scherzi a parte mi sveglio, apro le agenzie e vedo cosa è successo nella notte, mi informo.
ROBERTO Ad aprire i giornali. Utilizzo le versioni online quindi non ho bisogno di correre in edicola.

Quanto tempo vi serve per essere operativi?

VALENTINA Doccia velocissima, non faccio colazione e corro in redazione, per uscire di casa ci metto al massimo un quarto d’ora. Soffrendo d’insonnia è per me importante dormire anche dieci minuti in più.
ROBERTO Fino a questo momento un quarto d’ora. Con “Unomattina Estate” sarà diverso, avremo la responsabilità di raccontare le notizie, di approfondire ancora di più, c’è un grande pubblico che ci aspetta.

Web, radio e tv, mazzetta dei giornali, come vi informate nel corso della giornata?

VALENTINA Utilizzo tutto, non lascio nulla di inesplorato. Alla mattina dal tablet controllo le agenzie e leggo i giornali, poi, in redazione, sfoglio quelli cartacei. Durante la giornata mi piace anche seguire i canali all news. Quando conduco “Unomattina Estate” l’ultima cosa che faccio prima di andare a dormire è guardare il Tg1 delle 20. Un appuntamento che scandisce la mia giornata.
ROBERTO Ho un abbonamento alle agenzie che seguo in modo quasi maniacale, scaricando più volte al giorno la batteria del telefono. Leggo tutti i lanci sui principali argomenti che poi ritrovo sui siti o, il giorno dopo, sui giornali. Da ora in poi sarò ancora più scrupoloso. Preferisco andare alla fonte principale dell’informazione, alle agenzie di stampa che adoro.


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