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Nel cuore e nella memoria di Imma

 

Tra addii commossi e nuove consapevolezze, Barbara Ronchi, Massimiliano Gallo e Alice Azzariti raccontano la quinta stagione di “Imma Tataranni – Sostituto Procuratore”: un viaggio tra radici arcaiche, trasformazioni familiari e il legame indissolubile con una terra che rallenta il tempo. La domenica in prima serata su Rai 1

 

 

Dopo otto anni di successi, indagini e caffè presi al volo tra i Sassi di Matera e dintorni, il mondo di Imma Tataranni giunge al capitolo finale. La quinta stagione non è solo il proseguimento di un racconto poliziesco, ma un bilancio emotivo profondo per i suoi protagonisti. Nelle parole di Barbara Ronchi, Massimiliano Gallo e Alice Azzariti, emerge il ritratto di una “famiglia” cinematografica cresciuta insieme ai propri personaggi, in simbiosi con una Basilicata che non è mai stata un semplice sfondo, ma un’anima pulsante e contraddittoria. Dalla “danza” di complicità tra Diana e Imma, alla rivoluzione tecnologica e personale di Pietro, fino alla maturità di Valentina, questa stagione segna il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, dal passato al futuro. Un addio (o forse un arrivederci) che profuma di pazienza, resilienza e di quella bellezza lucana che, come dicono i protagonisti, “è sempre stata lì, aspettando solo di essere vista”.

 

Massimiliano Gallo (Pietro De Ruggeri)

Come cambia la “danza domestica” tra Pietro e Imma in questa stagione? Cambia il contesto: c’è una casa nuova, piena di tecnologia straordinaria con cui Pietro litiga spesso. Ma cambia soprattutto la vita rispetto alla figlia, dopo l’uragano che ha colpito la famiglia. Pietro in questa stagione è rivoluzionario: cambia look, cambia tutto. Non trattiene nulla della vecchia casa, vuole voltare pagina.

Pietro sembra mostrare sfumature diverse in questi nuovi episodi…

Mi sono divertito molto perché le dinamiche sono scritte benissimo. I personaggi sono evoluti rispetto alle prime stagioni perché è cambiata la loro storia d’amore. Ho avuto la possibilità di esplorare sfumature diverse, passando con naturalezza dalla commedia ai momenti più emozionali.

La serie racconta una Basilicata reale, lontana dalle cartoline. Come si riflette questo in Pietro?

Pietro è l’emblema di quella terra. Ha una forte identità territoriale, un legame viscerale con i valori arcaici ma anche lo slancio verso il futuro. Quando vado a Matera, nel centro storico, sento la “centralità della terra”: il silenzio ti costringe a rallentare. Pietro incarna questo ritmo.

Cosa vi siete detti con il cast l’ultimo giorno di riprese?

Ci siamo guardati e abbiamo realizzato di aver vissuto sette anni intensissimi. Abbiamo girato durante la pandemia, in una Matera blindata e deserta che attraversavamo da soli. Ne esco arricchito: lavorare con professionisti di questo livello ha trasformato il cast in una vera famiglia.

 

Barbara Ronchi (Diana De Santis)

Nella quinta stagione riparte la “danza” tra Imma e Diana. Che tipo di ballo dobbiamo aspettarci?

È un ballo estremamente felice. Sono innamorata di questa amicizia così immediata, fatta di un passato lungo che affonda le radici nel liceo, ma nutrita oggi di ascolto e fiducia. Sono donne adulte che continuano a crescere e cambiare, quasi fondendosi. Diana è l’altra metà di Imma; in questi anni si sono donate tantissimo.

Diana sembra aver trovato la sua dimensione ideale, quasi “dietro le quinte”. È così?

Sì, ha fatto un percorso importante. A un certo punto ho pensato che la crescita professionale dovesse definirla come donna realizzata in modo autonomo, ma lei ha capito — e in fondo lo sapeva già — che il suo posto è dove ama essere: nel dietro le quinte. Diana brilla di luce riflessa ed è felice di farlo. Ama aiutare la “front woman” perché vede in Imma una forza capace di fare del bene a Matera.

A proposito di Matera e della Basilicata: terra di contraddizioni arcaiche ma aperta al progresso. Quale tratto di questa terra appartiene a Diana?

Direi la pazienza. È il tratto che più la unisce alla sua terra: una terra che ha sofferto, che è risorta e che oggi è bellissima, anche se forse lo è sempre stata e non sapeva come dirlo.

Come ha salutato Diana alla fine di questo lungo viaggio?

È stata una separazione consensuale. Non ci siamo dette addio, perché lei sarà sempre lì, sugli schermi, ogni volta che vorrò rivederla. Porto con me otto anni di memoria e il regalo più grande: l’amicizia profonda con Vanessa (Scalera), un legame che è andato di pari passo con quello dei nostri personaggi.

 

Alice Azzariti (Valentina Tataranni)

Crescere tra bilanci e nuove consapevolezze

Valentina è cresciuta molto. Cosa rappresenta per lei questa nuova stagione? Valentina non è più una bambina. Questa è la stagione dell’importanza dell’unione familiare, un tema centrale proprio mentre i suoi genitori, ormai separati, decidono di vendere la casa di famiglia. Inizialmente prova a farsela andare bene, ma emergeranno tristezza e dispiacere. Inoltre, verrà ammaliata da una “guru spirituale”, Barbara Piacentini, in una fattoria ecosostenibile. Scoprirà presto che non è tutto oro quel che luccica.

Quali tratti dei genitori convivono nel carattere di Valentina?

Dal padre ha preso la tenacia, l’essere testarda e il credere fermamente in ciò che fa. Dalla madre, invece, una certa sensibilità e, paradossalmente, la capacità di essere accondiscendente a volte, nonostante tiri dritto per la sua strada.

Dopo tutti questi anni sul set, che bilancio fa di questa esperienza?

Sono cresciuta letteralmente con il personaggio. Ho iniziato a 17 anni e ora ne ho 24. È stato un percorso bellissimo che porterò sempre nel cuore; Valentina è parte della mia vita e finisco questa avventura con il cuore pieno.