SECONDA SERATA

Gli occhi del musicista

 

 

I suoni, le parole, la grande canzone italiana. Da martedì 13 gennaio torna su Rai 2 il programma condotto da Enrico Ruggeri

 

 

Dopo due stagioni che hanno offerto al pubblico musica di qualità e buone riflessioni sul passato e sul presente, torna in seconda serata su Rai 2, da martedì 13 gennaio, “Gli occhi del musicista”, il programma di Enrico Ruggeri scritto insieme a Ermanno Labianca. “Gli occhi del musicista” è un’esperienza coinvolgente e divertente, dove la musica assume il suo ruolo di linguaggio universale per esplorare l’attualità, ripercorrere la storia e trasmettere emozioni, legando la musica anche al cinema, alla letteratura e allo sport. Cinque puntate, ognuna incentrata su un tema diverso: l’amicizia, il viaggio, gli ultimi, la relazione tra il cinema e la musica, e la canzone intelligente, quella ironica, imprevedibile e poco allineata di tanti interpreti che verranno ricordati. Cinque appuntamenti con racconti e performance. In studio con Enrico Ruggeri, in questo viaggio nella musica, ci saranno Alice De André, giovane attrice e regista e l’attore e comico Vincenzo Albano. In ogni puntata una vera e propria rock band, formata da Francesco Luppi (tastiere e pianoforte), Davide Brambilla (tromba, flicorno, fisarmonica, tastiere), Sergio Aschieris (chitarre), Johnny Gimpel (chitarre), Phil Mer (batteria) e Mitia Maccaferri (basso), eseguirà brani iconici legati al tema della serata o accompagnerà gli ospiti durante le loro esibizioni, regalando performance uniche e irripetibili. Non mancheranno artisti musicali di grande rilievo che racconteranno le loro carriere e rifletteranno sul tema portante. “Gli occhi del musicista” è un programma Rai Cultura di Enrico Ruggeri e Ermanno. La regia è di Stefania Grimaldi.

 

 

Cinque domande a Enrico Ruggeri

 

In onda con la terza stagione di “Gli occhi del musicista”, che conduttore si sente?

Mi sento un padrone di casa che racconta storie di vita accompagnate da vera musica dal vivo.

 

La musica in tv, come raccontarla e valorizzarla?

Innanzitutto, serve una vera band, non dei professionisti che “tirano giù” i pezzi seguendo uno spartito, ma dei musicisti che arrangiano le canzoni come fossero alle prove di un concerto. Poi ci vuole qualcuno che, con parole appropriate, sappia creare interesse su una canzone prima di suonarla.

 

Che tipo di viaggio umano si può fare attraverso la musica?

La musica rappresenta il nostro bagaglio emotivo, la nostra Storia, la nostra crescita interiore: senza musica non c’è conoscenza di sé e del mondo.

 

Come vede il cantautorato contemporaneo?

La musica italiana è in buona salute: è stata messa all’angolo dagli algoritmi, dalla cattiva programmazione, dagli interessi di chi preferisce artisti senza cultura e consapevolezza, più manovrabili e sostituibili da altri in qualsiasi momento.

 

Come guardano, l’oggi, i suoi occhi da musicista?

Sono tempi di intolleranza, violenza e superficialità: io cerco di allargare la coscienza delle persone per renderle migliori.