Sabrina Ferilli
Una umanità travolgente
«Nel momento in cui Gloria diventa vera, senza rinunciare a se stessa, scopre di essere amata ancora di più» racconta l’attrice romana a proposito del suo personaggio – Gloria Grandi -, una donna che ora è costretta a misurarsi con la fragilità, riconciliandosi con le proprie radici e scegliendo di mostrare il suo lato più autentico
La prima volta di Gloria in tv ha spiazzato il pubblico per la sua irriverenza e originalità. Quale sarà il mood di questo film?
La bellezza di questo personaggio è sempre stata proprio la sua natura inusuale. È difficile raccontare figure così politicamente scorrette, che non inseguono facili simpatie o empatie. Ed è proprio questo che mi divertiva: è stata una scommessa che, fortunatamente, abbiamo vinto. La serie si chiudeva in modo molto misterioso, non si capiva esattamente cosa stesse accadendo, con il film riprendiamo Gloria esattamente da dove l’avevamo lasciata. Il suo è un percorso burrascoso – ma del resto, se non vive situazioni tempestose, Gloria non si sente nemmeno in pace con se stessa. Il film avrà un finale a sorpresa, ma questa volta chiude davvero il cerchio, concludendo la storia della nostra beniamina.
L’abbiamo conosciuta mentre tirava fuori gli artigli contro il giudizio degli altri. Ora la ritroviamo nel momento più basso della sua vita. Come reagirà?
Gloria non è una che si abbatte, figuriamoci nelle difficoltà, anche se ha fatto talmente tante cose che, in un certo senso, si trova a pagare per i propri errori. Senza anticipare troppo, posso dire che il film segna un passaggio importante, quello della riappacificazione con la sua vera identità, con le sue radici. Rispetto al passato, questa storia ha una cifra più umana, più intima, mostra un lato di Gloria che prima non avevamo visto.
Che cosa scopre delle sue fragilità?
In realtà Gloria non è fragile, piuttosto viene messa nella condizione di capire che forse il modo in cui si raccontava e si muoveva prima non era il migliore. Decide allora di diventare autentica, senza rinunciare alle sue caratteristiche – che fanno parte della sua natura di donna e di persona. E nel momento in cui si mostra per quella che è davvero, si accorge di essere amata ancora di più rispetto a quando appariva come una diva distante da tutto e da tutti. Questa nuova consapevolezza le regala un’umanità travolgente.
Quanto c’è di suo in Gloria? Quali caratteristiche personali ha portato nel personaggio?
Quando il personaggio è stato scritto, sono stata coinvolta attivamente e ho collaborato su alcuni temi e situazioni. Gloria ha delle particolarità caratteriali che mi appartengono: la velocità nella battuta, una certa goliardia, la capacità di raccontare anche le cose più pesanti con leggerezza, con un tono da commedia piuttosto che tragicomico. Questa è una cifra che sento molto mia, e ho fatto in modo che appartenesse anche a Gloria Grandi.