MILLY CARLUCCI
Musica, maestro
Il 21 marzo in diretta in prima serata su Rai 1 l’amata conduttrice sarà al timone di “Canzonissima”: «Un viaggio tra le canzoni più belle di sempre dove ognuno ritroverà un pezzetto della propria vita»
Riportare in scena uno dei programmi più amati della tv italiana è sicuramente una bella responsabilità, cosa l’ha spinta a questa sfida?
“Canzonissima” è uno dei titoli mitici, fa parte del patrimonio storico del Servizio Pubblico. Nel suo tesoro di famiglia Rai 1 ha delle trasmissioni che già solo a citarle provi gioia. Certo, oggi la sfida enorme è quella di riportare in onda un programma così importante senza deludere il pubblico, rinnovandolo di 50 anni, dandogli una veste che sia aggiornata al 2026. È un’operazione fatta in passato anche per “Ballando con le stelle”, reboot di un programma storico della BBC, in onda dal 1949 al 1999, che si chiamava “Come Dancing”. Dismesso per circa cinque anni, ha poi ridebuttato con un titolo leggermente diverso, “Strictly Come Dancing”, e un adeguamento anche strutturale. Un’operazione simile a quella che stiamo facendo con “Canzonissima”.
Dal 21 marzo che spettacolo vedremo?
Una grande passerella di canzoni bellissime, le più famose, quelle che più hanno entusiasmato tante generazioni per molti anni in modi e in circostanze diversi. Ogni puntata avrà un tema e noi chiederemo ai nostri artisti di scegliere un brano, che in alcuni casi sarà una cover: la serata d’apertura sarà quella della canzone del cuore, quella che li ha spinti a diventare cantanti e che ha cambiato la loro vita. Avremo poi due puntate in cui si esibiranno nei loro più grandi successi. Sarà un percorso emotivo e artistico di un gruppo di grandissimi cantanti contemporanei che ci daranno la loro visione della musica italiana. È un racconto un po’ diverso, ma fatto di grandissimi successi.
Una sfida tra canzoni…
Ogni puntata ci darà una canzone vincitrice scelta da artisti, opinionisti e pubblico a casa. La mescolanza di queste tre nomination ci porterà alla canzonissima di puntata. Il coinvolgimento dei telespettatori è fondamentale per la riuscita del programma, dal salotto di casa potranno ripercorrere la nostra storia musicale e votare per i brani del loro cuore, quelli che vogliono consegnare ai figli e ai nipoti.
Come ha scelto il cast di “Canzonissima”?
Il criterio è stato quello della contemporaneità, di personaggi che oggi sono significativi nell’immaginario collettivo, alcuni di loro sono stati protagonisti all’ultimo Sanremo. Sono tutti artisti che raccontano le nostre emozioni.
Una grande scenografia, l’orchestra, il corpo di ballo… sarà un vero e proprio ritorno al varietà?
Sarà un ritorno al grande spettacolo, perché “Canzonissima” ti impone questo. Certo, oggi non sono più i tempi in cui si dedicava un mese intero a preparare un balletto o sei mesi per organizzare un programma. I tempi sono molto più stretti, devi reagire alle difficoltà con determinazione, serve capacità di scelta immediata. Spesso non hai la possibilità di cambiare idea perché dopo pochi giorni sei già in onda. A fare spettacolo, insieme al cast, saranno anche gli ospiti che verranno a trovarci nel corso delle singole puntate.
Alla conduzione di “Canzonissima” si sono alternati i più grandi della tv, da Renato Tagliani a Delia Scala, da Mina a Corrado, Pippo Baudo, Raffella Carrà… come sarà la sua conduzione e che cosa porta con sé dei giganti che l’hanno preceduta?
Mi avvicino a questa conduzione con estrema umiltà, perché non mi voglio mettere in fila, anche se ultima, dopo i nomi che ha citato, che sono entrati nel mito e nella storia della televisione. Io sono una piccola rotellina di un gigantesco meccanismo che si chiama “Canzonissima”, in cui cercherò di essere, come faccio sempre nelle trasmissioni, semplicemente colei che porge l’occasione a un grande protagonista di espandersi e di essere completamente se stesso sul palco. Voglio essere una facilitatrice, non una protagonista.
A proposito di canzoni del cuore, quali sono le canzonissime di Milly Carlucci?
Ce ne sono tante, legate a ogni singolo momento della vita. Voglio ricordarne una che mi cantava mamma quando ero piccolissima, “Aprite le finestre”, portata al successo da Franca Raimondi (brano vincitore di Sanremo 1956). Quella canzone mi riporta ai pochi mesi che la mia famiglia passò a Torino, dove mio padre lavorava, è uno dei miei primissimi ricordi da bambina, quelli che non si cancellano. Ricordo poi la musica che ascoltavo negli anni del liceo, Lucio Battisti, Claudio Baglioni…
La forza evocativa della musica…
Negli anni successivi ho viaggiato molto, e porto con me un patrimonio di concerti di grandi autori internazionali. E poi ci sono le interpretazioni di Mina, penso a “Due note”, le sigle indimenticabili della televisione. A riportarmi indietro nel tempo sono anche i primi successi di Gianni Morandi, “In ginocchio da te”, “Scende la pioggia”, sentiti mille volte alla radio, in tv, al cinema nei musicarelli, come fai a non ricordarli?
Un viaggio nel tempo, fino ai giorni nostri…
Ci sarà di tutto, sarà un viaggio nelle emozioni. E ognuno ritroverà un pezzetto della propria vita.