Marco Cunsolo
Cuore, esperienza e tecnologia. È il nostro Sanremo
Al Festival come alle Olimpiadi l’impegno della Rai è nel segno della qualità e dell’innovazione, per trasformare i grandi eventi, le emozioni dello spettacolo e dello sport, in prodotti televisivi e digitali apprezzati da milioni di persone. Una sfida entusiasmante che il Direttore di Produzione Tv Rai racconta al nostro giornale
Una carriera iniziata nel 1988 al Centro di Produzione Tv della Rai di Roma che lo porta a confrontarsi nel tempo con tutti gli aspetti della produzione televisiva. Marco Cunsolo, dal 2023 a capo della Direzione Produzione Tv, racconta l’altro Festival di Sanremo, quello meno noto agli spettatori, fatto di donne e uomini che dedicano competenza, passione e cura alle fasi di progettazione e realizzazione di uno dei fiori all’occhiello della Rai. Dalle scene alle luci, dalle riprese audio e video alle grafiche. Una grande squadra di professionisti di cui fanno parte tecnici e programmisti, ma anche costruttori, costumisti, truccatori, parrucchieri, operai. Forze Rai che giungono ogni anno a Sanremo dai Centri di Produzione Tv di Roma, Napoli, Torino e Milano. La macchina del Festival ha acceso i motori, per portare sugli schermi le canzoni e i loro interpreti insieme alle emozioni della gara canora più amata.
Martedì 24 febbraio alle 20.40 il segnale che partirà dall’Ariston di Sanremo raggiungerà la messa in onda al centro Rai di Saxa Rubra a Roma e da lì milioni di spettatori, in televisione come in rete. Una magia che nasce dal lavoro di centinaia di professionisti, cosa accadrà in quel preciso momento?
Alle 20.40 non sarà solo l’accensione di 12 telecamere in ultra HD dell’OB20 di Roma, ma l’avvio simultaneo di una catena tecnica e umana — acquisizione, regia, trasporto su fibra/satellite, master control, encoding e distribuzione — che trasforma ciò che accade sul palco in un programma visibile a milioni di persone in Tv e in rete, grazie al lavoro coordinato di centinaia di professionisti Rai che da mesi lavorano al progetto più importante per l’Azienda, ma anche alla vetrina tecnologica del più grande broadcaster europeo, la Rai.
Cosa significa, per Direzione Produzione Tv, prepararsi a un evento della portata del Festival?
Significa mettere in piedi, coordinare e testare una macchina complessa che trasforma uno spettacolo dal vivo in un prodotto televisivo e digitale fruibile da milioni di persone; è un lavoro che coinvolge tecnologia avanzata, scelte editoriali e una catena umana molto ampia. Gli obiettivi da raggiungere sono numerosi, tra cui garantire la qualità editoriale attesa, assicurare quella tecnica con immagini, audio, luci, grafica e sottotitoli che devono essere coerenti e privi di errori, proteggere la continuità di trasmissione con la creazione delle necessarie ridondanze e piani di emergenza, per evitare qualsivoglia tipo di interruzione. Ma significa anche curare, con il massimo della professionalità, gli aspetti audio legati agli artisti in gara, mettendoli al centro con le loro necessità, facendoli sentire “tutelati” e aprendo l’orizzonte alle sonorità che ci si attendono da questo tipo di manifestazioni live e in diretta.
Quando inizia la preparazione di tutto questo?
La fase di preparazione è ampia e comincia appena dopo la conclusione di ogni edizione del Festival. Consiste in una fase di preproduzione, basata su software predittivi, di progettazione tecnica, mappatura delle telecamere, microfoni, regie, collegamenti fibra/satellite e infrastrutture IT (Information Technology) per prepararsi al periodo di allestimento e prove, prima su Roma, poi su Sanremo, e arrivare al montaggio di palco e set a Sanremo, generalmente 45 giorni prima della prove, con l’installazione della scena, delle luci e della parte audio oltre ai cablaggi verso gli OB van (pullman regia) e punti di trasmissione. E concludersi con le rehearsal: prove tecniche, prove con orchestra e artisti, prove di regia e sincronizzazione con i vari software di automazione e playout.
Quali sono i Centri di Produzione Tv della Rai coinvolti nell’operazione Sanremo e quante le persone all’opera?
La Direzione Produzione impiega circa 400 professionisti appartenenti a diverse specializzazioni: aiuto registi e assistenti alla regia, costruttori, tecnici, operatori di ripresa, elettricisti, grafici, ispettori di palco, coordinatori, montatori, aiuto scenografi, arredatori, truccatori, parrucchieri, costumiste, scenografi, operai, oltre al personale dedicato alla security e alla safety. Il gruppo di lavoro proviene in gran parte dal CPTV di Roma, affiancato da mezzi e colleghi dei Centri di Produzione di Napoli e Torino e da personale in arrivo da diverse sedi regionali. Quest’anno il Centro di Milano, intensamente impegnato nelle produzioni legate alle Olimpiadi, non ha potuto garantire la consueta presenza numerica, pur offrendo un contributo qualitativo grazie ad alcune figure chiave. Da sottolineare anche la partecipazione di alcuni giovanissimi apprendisti, per i quali è stata prevista un’esperienza diretta nella produzione del Festival. In un momento di forte ricambio generazionale, il passaggio di competenze dai profili più esperti si intreccia con l’energia e la visione innovativa delle nuove risorse.
Quattrocento professionisti al lavoro che “suonano” come una grande orchestra…
Corretto, infatti durante le fasi organizzative, ma anche durante la settimana delle dirette, per garantire il necessario “sincronismo” e una comunicazione in tempo reale con tutti i settori è stata sviluppata, in collaborazione con la Direzione ICT (Information and Communication Technology) della Rai, una app dedicata a tutti gli operatori presenti a Sanremo, per raccogliere in un unico spazio tutte le informazioni tecniche e logistiche utili all’evento. Il suggello di un grande lavoro di squadra.
Quanta innovazione c’è dietro le quinte del Festival?
Moltissima e costante, anche se “trasparente” per l’utenza. Lo scorso anno, durante il Festival, la Rai aveva sperimentato tecnologie audio all’avanguardia come l’Audio Immersivo in Dolby Atmos. In questa edizione la sperimentazione diventa realtà: il Festival viene infatti prodotto con un suono multicanale e completamente immersivo. Il segnale audio in Dolby Atmos permette di percepire ogni elemento sonoro con grande precisione, in qualunque punto dello spazio, restituendo un’esperienza d’ascolto tridimensionale e molto vicina alla percezione naturale dell’orecchio umano. Per la prima volta l’audio immersivo Atmos e il video 4K raggiungeranno gli utenti a casa attraverso il canale Rai 4K (210 Tivùsat) e, sempre per la prima volta, anche sul canale 101 del digitale terrestre, sui televisori compatibili e con sistemi audio multicanale o soundbar predisposte. L’ascolto in mobilità sarà invece possibile tramite RaiPlay, utilizzando cuffie collegate a smartphone o tablet. In questo caso l’effetto immersivo è ottenuto grazie all’audio binaurale, una tecnica che ricrea la spazialità del suono in cuffia. Queste innovazioni aprono nuove possibilità creative: i contenuti audio possono ora avere un impatto ancora più forte e coinvolgente, offrendo al pubblico un’esperienza sonora moderna e realistica. Il Festival di Sanremo, quest’anno, suona davvero al passo con i tempi.
Novità anche sul fronte video…
Come nella produzione per RaiPlay di “Sotto Sanremo”, programma in sette puntate che propone interviste, reportage e momenti di backstage raccontati con lo sguardo della Gen Z. Le conduttrici provengono dal mondo social e, oltre ai contenuti girati in esterna, avranno a disposizione uno spazio fisso allestito come un “campo base” per accogliere artisti e ospiti. Il set, collegato direttamente al Teatro Ariston, è dotato di una predisposizione multicamera composta da cinque smartphone e una regia finale basata su sistemi iOS. Le riprese vengono realizzate con telefoni cellulari equipaggiati con luce, microfoni ambientali e radiomicrofoni. L’approccio “smartphone e digital first” valorizza le competenze da influencer e content creator delle conduttrici, avvicinando ulteriormente il linguaggio del programma al pubblico più giovane. Grazie all’ecosistema Blackmagic Design, i dispositivi mobili diventano veri strumenti di produzione professionale, integrando hardware e software sotto la guida tecnica e creativa di personale interno specializzato in questo tipo di realizzazioni. Tutte le camere e la produzione del Festival, invece, saranno in 4k SDR nativo, come nella scorsa edizione.
Insieme al Festival, Produzione Tv realizzerà “PrimaFestival” e “DopoFestival”, il tradizionale appuntamento post festivaliero con “Domenica In”, i programmi del Daytime in trasferta e un’infinità di collegamenti con telegiornali e non solo. Da un punto di vista produttivo come si mette insieme tutto questo?
L’indotto produttivo creato dal Festival nella cosiddetta “golden week” estende le sue propaggini anche all’esterno del Teatro Ariston. Si parte dal Palco di Piazza Colombo (progetto Tra Palco e Città di Rai Pubblicità) che ospiterà i collegamenti con vari artisti presenti al Festival. Sul palco saranno registrate anche le puntate di “Radio2 Social Club” e la trasmissione “Playlist” di Rai 2. Le riprese saranno effettuate dall’OB van 31 del Centro di Produzione TV di Napoli con sette telecamere. Il Teatro del Casinò ospiterà invece il “DopoFestival”, con riprese del mezzo OB33 del Centro di Produzione TV di Torino. Altre regie mobili in flight case sono state allestite al Teatro Ariston. La prima, che dispone di quattro telecamere, tre collocate di fronte al teatro e una in prossimità della porta carraia dalla quale entrano gli artisti, è destinata ai programmi del Daytime. In questa edizione, con un potenziamento di tre telecamere e tre operatori, realizzerà anche “La Volta Buona” in diretta dal glass studio di piazza Borea D’Olmo e il “Primafestival” dal glass studio di fronte l’Ariston. Le altre sono la regia Tg (tre telecamere) per i collegamenti delle news, la regia dedicata a Rainews 24, una regia PTZ con camere robotizzate e la regia nella Sala Stampa, per la trasmissione delle conferenze dal Roof dell’Ariston e dalla sala Lucio Dalla al Palafiori. All’interno del teatro è allestito anche un centro di controllo, collegato in maniera ridondata sia su Roma Saxa che su Milano Sempione, per lo smistamento di tutti i segnali in ingresso e in uscita, a servizio del Festival e di tutte le aree produttive
Nei giorni appena trascorsi Produzione Tv è stata protagonista della realizzazione televisiva delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, ci racconta qual è stato l’impegno Rai?
Per le Olimpiadi Rai ha garantito una copertura capillare e integrata tra TV, Radio e piattaforme digitali con la trasmissione simultanea di oltre 200 ore di diretta delle gare, delle cerimonie di apertura e chiusura. Se l’Olympic Broadcasting Services ha prodotto il segnale internazionale, noi abbiamo arricchito con telecronache, studi glass e studio centrale su Sempione, con interviste e realtà aumentata: sei le zone miste TV e altrettante per la radio, la copertura di Casa Italia a Milano, Cortina e Livigno, troupe ENG ultraleggere su tutto il territorio, l’inoltro di tutti i segnali verso il CPTV Milano attraverso l’International Broadcast Centre allestito nell’ex area Fiera di Milano. Tutto questo con l’impiego di 255 persone. Ma non finisce qui, il nostro impegno produttivo proseguirà con entusiasmo con le Paralimpiadi dove gestiremo direttamente anche due venues di gara come Host Broadcaster.
Una realizzazione che ha portato il segnale Rai nelle case di tutto il mondo, cosa ha provato di fronte al raggiungimento di un risultato così importante?
Il successo di questo progetto tecnico è la prova concreta di ciò che possiamo ottenere quando competenza e spirito di squadra si incontrano. Un risultato che ci rende fieri e ancora più legati alla nostra Azienda. L’impegno tecnico e umano messo in campo anche in questa occasione è stato notevole, il risultato raggiunto, anche in termini di ascolto, è motivo personale di grande orgoglio e rafforza il nostro senso di appartenenza alla Rai.
La produzione è il cuore di ogni broadcaster, in quale direzione sta andando la Rai?
La Direzione Produzione Tv sta vivendo una rinnovata stagione in cui non si limita più a “supportare” i contenuti: li co‑crea, li plasma, li accompagna. L’obiettivo è affermare con forza il suo ruolo di coeditore, diventando parte attiva del racconto che arriva al pubblico. Negli studi, il cambiamento è visibile a occhio nudo. Le scenografie diventano ambienti flessibili, costruiti su ledwall, platee modulari e arredi intelligenti. Non più continui cambi di scena materica, ma spazi che si trasformano con un gesto, grazie a grafica e realtà aumentata. È un nuovo modo di pensare il set: più veloce, più creativo, più sostenibile. Parallelamente, le persone crescono insieme alla tecnologia. Percorsi di formazione, reskill e upskill accompagnano figure come direttori di produzione, direttori della fotografia e videomaker verso competenze nuove, più ibride, più adatte a un mondo che cambia ritmo ogni mese. Sul fronte tecnico, la qualità dell’immagine compie un salto: il 4K HDR e l’HD HDR diventano standard da esplorare, non più sperimentazioni isolate. E mentre la definizione aumenta, anche il modo di produrre si fa più intelligente. Software come Cuepilot automatizzano stacchi camera, grafica e luci, come già accaduto in diversi eventi, aprendo la strada a produzioni più fluide e coreografate.
Qual è l’augurio che, da direttore, fa a tutti i suoi uomini impegnati al Festival?
Vorrei davvero rivolgere a tutte le donne e gli uomini della Rai un augurio sincero e rispettoso di ogni ruolo. Nel contesto del Festival di Sanremo in particolare, sono fiero di celebrare il loro talento, la loro forza e il contributo fondamentale che offrono ogni giorno al mondo della cultura, dello spettacolo, dell’informazione, dello sport e della società.
Ivan Gabrielli