LUANA RAVEGNINI

La voglia di volersi bene

Al timone del programma di medicina ideato da Biagio Agnes nel lontano 1977, la conduttrice di “Check-Up” incontra il RadiocorriereTv: «I nostri obiettivi sono autorevolezza e chiarezza. Mi fa piacere, attraverso la divulgazione, essere d’aiuto alle persone che ci seguono». Tutte le domeniche alle 9.15 su Rai 1

Ventinovesima stagione di un programma che è parte della storia della nostra tv. Come sta oggi “Check-Up”?

“Check-Up” è in salute, sta bene. Il pubblico ha avuto piacere di ritrovare questo programma storico cinque stagioni fa, e anno dopo anno ci è stato vicino. Questo ci dà doppiamente gioia perché significa anche che le persone hanno voglia di volersi bene, di prendersi cura di loro stesse. La gente vuole stare meglio e in salute il più a lungo possibile. Il nostro è un viaggio che ogni settimana va dalla prevenzione, alla cura, alla guarigione.

Fare un programma di medicina, in televisione, nell’era dei social media… da dove si parte?

Credo che l’elemento più importante sia l’autorevolezza. I social stanno creando abbastanza scompiglio, soprattutto tra i giovani che li usano come principale strumento per documentarsi. “Check-Up” cerca di aprire gli occhi alla gente dicendo che quando c’è di mezzo la salute è fondamentale rivolgersi a uno specialista accreditato e non fidarsi del primo bravo oratore che afferma di avere la pillola portentosa per qualsiasi cosa.

Come nascono le vostre puntate?

Le nostre sono puntate a tema, che ci consentono di sviluppare un argomento a trecentosessanta gradi. Nella prima della stagione, ad esempio, ci siamo occupati di come rigenerarsi dopo il periodo estivo di vacanza. Partendo dall’alimentazione siamo arrivati alle patologie, alle abitudini di vita, con un occhio sempre attento a chi non è più giovanissimo.

Rigore scientifico ed empatia con il pubblico, qual è il punto di incontro?

Il paziente esce spesso dallo studio del medico chiedendosi “che cosa mi ha detto? Che cosa ho veramente?”. Credo che la cosa importante sia cercare di tradurre il linguaggio dei medici, il messaggio scientifico, in uno più alla portata della gente. È necessario arrivare al pubblico in modo chiaro.

Nel vostro dialogo con i telespettatori quali sono gli argomenti che più interessano?

La gente è molto interessata all’alimentazione. Oggi, grazie all’informazione, si conosce cosa fa bene e cosa fa male, quale sia lo stile di vita da adottare, così come quanto sia importante fare controlli periodici. C’è grande attenzione anche nei confronti delle problematiche psicologiche, che dopo il Covid si sono moltiplicate.

Cosa ti sta insegnando “Check-Up”?

Sono sempre stata interessata alla medicina e oggi sono davvero onorata di condurre questo programma. Mi fa piacere, attraverso la divulgazione, essere d’aiuto alle persone.

Una carriera iniziata proprio in Rai con Renzo Arbore, dopo l’intrattenimento sono arrivati i programmi di approfondimento, cosa significa lavorare per il Servizio Pubblico?

Mi reputo una donna molto fortunata, felice di questa possibilità che mi è stata data. Durante il mio percorso professionale ho preso parte a molti programmi di genere diverso, col senno di poi posso dire di essere orgogliosa di me: non finirò mai di dire grazie alla Rai che mi ha dato la possibilità di crescere.

Qual è il suo sogno professionale?

Con “Check-Up” il sogno è già stato realizzato (sorride).

Che cosa augura a Luana?

L’augurio non lo faccio a me stessa ma ai nostri figli, che possano vivere in un mondo migliore. Possiamo curarci, fare prevenzione, cercare di vivere in salute, ma voglio immaginare un domani in cui a prevalere non sia l’egoismo ma l’attenzione al prossimo.