GRETA DE ROSA
La forza fragile di Annarella
In “Mare Fuori” l’attrice interpreta una ragazza segnata dall’abbandono e dal bisogno di appartenenza. Nel racconto della serie il carcere diventa anche uno strumento formativo, un luogo duro ma capace di aprire uno spazio di crescita, consapevolezza e possibile riscatto. Il mercoledì in prima serata su Rai 2
Il personaggio che interpreti vive una mancanza profonda. In cosa le somiglia davvero e in cosa, invece, sente una distanza?
Sento Annarella vicina a me perché siamo entrambe ragazze molto sfrontate e ci accomuna la voglia di crescere, di diventare grandi. La distanza, invece, la sento soprattutto in alcune sue reazioni, che spesso sono eccessive. Però, allo stesso tempo, riesco anche a comprenderle, perché Annarella viene da una realtà molto complicata e porta dentro ferite profonde.
Interpretare una ragazza che cerca disperatamente un’appartenenza le ha fatto guardare in modo diverso alla sua vita, alla sua famiglia, a quello che ha?
Assolutamente sì. Mi sento fortunata, perché quella di Annarella è una realtà che non mi appartiene. Lei si porta dentro un grande senso di abbandono, legato soprattutto alla madre, che l’ha lasciata. Io, invece, ho una famiglia molto presente e questo mi fa sentire davvero grata.
Lei è giovanissima e questo è il suo primo progetto importante. Si ricorda il momento in cui ha capito che la recitazione poteva diventare qualcosa di serio?
Sì, l’ho capito molto presto. Sono sempre stata appassionata di film, li guardavo spesso con mia madre. Il desiderio di fare l’attrice è nato quando avevo nove anni e ho iniziato a metterlo in pratica alle scuole medie, partecipando ai corsi di teatro organizzati a scuola. Poi ho continuato a studiare teatro.
Arriva in una serie amatissima, con un cast molto seguito e affiatato. Come è stata accolta sul set? Che esperienza è stata entrare in questo mondo?
È stata un’emozione unica. Sul set ho trovato persone meravigliose, con cui ho costruito grandi amicizie. Mi hanno accolto benissimo e per questo sono davvero contenta. È un ambiente che sento come una grande famiglia.
Oggi si parla tanto di successo. In un’altra intervista ha detto che quella che sta vivendo è più una visibilità che un successo. Per lei cos’è il successo?
La chiamo visibilità perché, per quanto questa esperienza sia importante, per me definirmi famosa è ancora una parola troppo grande. Il successo, secondo me, è un’altra cosa. Vorrei diventare, con il tempo, una vera professionista. In questo momento non mi interessa inseguire il successo, mi interessa migliorarmi e continuare a studiare.
È anche molto esposta sui social. Che rapporto ha con le piattaforme e quanto pesano per lei i giudizi che possono arrivare?
Non sono troppo attaccata ai social, però sono attiva perché mi piace condividere quello che faccio. Finora, per fortuna, ho ricevuto tanti commenti positivi, che mi hanno incoraggiata. So che possono arrivare anche critiche: accetto quelle costruttive, perché servono sempre, mentre quelle fatte solo per insultare non mi interessano. Mia madre mi ha sempre detto di non dare troppo peso a certe cose.
È in un’età in cui sta costruendo tutto: identità, futuro, direzione. Chi sta diventando Greta De Rosa?
Credo di aver fatto uno scatto di crescita importante. Mi sento molto più matura e me lo hanno detto anche molte persone che mi conoscono e che mi hanno vista cambiare dopo l’inizio di questo percorso. È stata una responsabilità: mi sono assunta impegni che prima non avevo mai avuto, mi sono sentita più autonoma, ho imparato a gestirmi da sola. Mi sento cresciuta e spero, con il tempo, di maturare sempre di più per arrivare a ciò che desidero.