GIULIA DI STEFANO

Vi aspetto sulla nostra piazza globale

Parte la nuova edizione di “Agorà Estate” in diretta dall’8 giugno su Rai 3 dal lunedì al venerdì alle 8. «Insieme per discutere dei grandi fatti del mondo, della politica di casa nostra, dell’estate degli italiani» dice la giornalista alla guida del programma per la seconda stagione consecutiva. Ad affiancarla il collega Marco Carrara

 

Le grandi crisi internazionali e le ripercussioni sull’economia, i fronti di guerra ancora drammaticamente insanguinati. Un’estate, quella che sta per arrivare, che non consente, a chi fa informazione, di abbassare la guardia: da dove riparte “Agorà Estate” e da dove riparte la tua osservazione dei fatti?

L’estate scorsa iniziammo poco dopo il primo attacco degli Stati Uniti all’Iran. Adesso ci ritroviamo con una guerra aperta in Iran e in tutto il Golfo di Hormuz, con le gravissime conseguenze sull’economia mondiale, senza dimenticare gli altri fronti caldi, a partire da quello tra Russia e Ucraina. Lo scenario internazionale sarà sicuramente in primo piano, cercheremo di declinarlo in tutte le sue sfaccettature, ripercussioni sulla vita dei cittadini comprese.  Racconteremo anche l’estate di chi parte e di chi resta a casa, lo faremo con servizi, collegamenti, ospiti in studio, e naturalmente continueremo a occuparci con attenzione delle questioni di casa nostra.

A proposito della scena interna, il prossimo anno l’Italia sarà chiamata al voto politico, che estate ti aspetti?

In un certo senso la politica è già entrata in una pre-campagna elettorale, anche il comportamento della stessa Premier è cambiato negli ultimi mesi. Dal referendum sulla giustizia si è fatto un po’ un balzo in avanti. Da una parte c’è il campo largo che cerca di cementarsi, di trovare una quadra, dall’altra c’è il centro-destra che cerca di non perdere voti, cosa anche fisiologica considerando che ci troviamo di fronte a un governo longevo. È uno scenario al quale non eravamo più abituati. Sicuramente il dibattito politico si potrà accendere anche intorno ai fatti di cronaca che lo stimoleranno, proprio come sta accadendo in questi giorni con la questione migranti-caporalato.

Una scaletta, quella di “Agorà Estate” che può cambiare anche all’ultimo istante o nel corso della stessa messa in onda…

Siamo una grande piazza delle notizie, e proprio come accade nelle piazze reali di ogni paese e città, la gente si incontra e discute di quelli che sono i fatti del giorno. Siamo il primo programma di informazione di attualità politica della Rai in onda al mattino, per cui siamo sempre pronti a stravolgere la scaletta in base a ciò che accade in Italia e nel mondo anche nelle ore notturne.

In diretta dalle 8, ci racconti le tue prime ore del mattino?

Lo scorso anno trasmettevamo dagli studi Rai di via Teulada a Roma, poco distanti da casa mia, e la sveglia suonava alle 5, quest’anno andremo in onda dagli studi di Saxa Rubra, che distano qualche chilometro in più, e dovrò anticipare la sveglia. Arrivo in redazione verso le 5.30, mi dedico alla lettura dei quotidiani, al controllo delle agenzie di stampa, facciamo la riunione di scaletta con gli autori e il regista e il punto sugli ospiti, e, a pochi minuti dalle 7, è già ora di andare al trucco. Quando mancano pochi istanti alle 8 sono già in studio per essere microfonata e andare in onda in diretta.

Che cosa ti affascina, e che cosa invece ti spaventa, dei tempi che stiamo vivendo?

È forse più facile dire quello che mi spaventa. Anche se potrebbe sembrare banale penso sicuramente alle guerre, alle grandi crisi economiche, e poi, da mamma di due bimbi, anche ad atteggiamenti che vedo molto diffusi nella società, a partire dal bombardamento dei social, di internet, all’uso eccessivo del cellulare tra i giovanissimi. Mi spaventa vedere le famiglie che al ristorante, invece di parlarsi, scrollano lo smartphone. A sorprendermi e ad affascinarmi è invece vedere come le persone, anche grazie alla tecnologia, trovino il modo di reinventarsi dopo le cadute.

Rendere comprensibile la complessità dei fatti, da dove si parte?

Dal linguaggio, che deve essere il più possibile accessibile. Purtroppo, la soglia dell’attenzione sta calando drasticamente e non solo tra le nuove generazioni, per questo il compito di chi fa informazione è quello di catturare lo spettatore, con un tono colloquiale e familiare, e di farsi comprendere.

Cosa porti con te della prima stagione di “Agorà Estate” e quali sono le frontiere che ti proponi di esplorare in questa tua nuova avventura?

Porto con me il rapporto con i colleghi, con la squadra di lavoro, con Marco Carrara, che sarà con me in studio. Il segreto della riuscita di un prodotto editoriale sta anche nella coesione e nella determinazione della squadra. Cercheremo di essere ancora più vicini al nostro pubblico, composto per lo più da persone mature, aprendo finestre sul passato e proponendo proiezioni sul futuro. Per quanto riguarda il mio stile di conduzione continuerò a essere semplicemente me stessa, certa che il pubblico apprezzi sempre la spontaneità.