Elisa ISOARDI
L’Italia si ritrova al bar
Il sabato alle 14.00 su Rai 1, Elisa Isoardi racconta con “Bar Centrale” l’Italia dei paesi e della provincia. Tra attualità, saggezza popolare e amicizie nate in studio, una televisione vicina alle persone e un rapporto con il pubblico che si coltiva ogni giorno
Il “Bar Centrale” ha rialzato la saracinesca per un nuovo viaggio alla scoperta dell’Italia più autentica. Come sta vivendo questo nuovo inizio?
Intanto siamo felici, perché “saracinesca” è proprio il termine che uso io: apriamo la saracinesca del bar più famoso d’Italia. È un inizio entusiasmante. Veniamo da un anno meraviglioso, in cui “Bar Centrale”, un progetto nuovo, ha funzionato. I nuovi progetti sono sempre una sfida e oggi non è facile che abbiano successo. Facciamo televisione per il pubblico, la scriviamo per loro. Quell’orario è proprio quello del caffè, il momento in cui ci si ferma a leggere le notizie. Come nella vita quotidiana: il sabato si fa la spesa, si prende il giornale, si beve un caffè e si leggono le notizie. Siamo partiti da Cisternino, in Puglia. Abbiamo voluto cominciare da un paese del Sud, dove a ottobre è ancora estate. È stato molto bello, entusiasmante.
Quali caratteristiche deve avere un bar per diventare protagonista del programma?
Il bar deve avere persone autentiche, capaci di esprimere il proprio punto di vista. Diciamo spesso che le soluzioni si trovano al bar, perché lì ci sono le persone e, soprattutto, la saggezza popolare. È qualcosa che succede ancora oggi in Italia. Cerchiamo l’autenticità dei paesi, della provincia, delle persone capaci di dire le cose vere in modo schietto e sincero.
La sua è sempre stata una televisione vicina alla gente. Che cosa le dà oggi e che cosa le ha lasciato, negli anni, il rapporto con il pubblico?
Tantissimo. Il primo vero rapporto con il pubblico è nato con “L’Italia che va”, il mio primo programma, e poi con “Linea Verde”. Sono programmi che raccontano l’Italia delle persone che lavorano, della nostra cultura e dei nostri valori. È un rapporto molto sincero.
In studio con lei ci sono Serena Bortone, Rosanna Lambertucci, Gigi Marzullo e Francesco Giubilei. Quanto contano, in televisione come nella vita, il gruppo e gli amici?
Ognuno di loro ha un proprio vissuto e porta il proprio punto di vista. Il bar è il luogo democratico per eccellenza, uno spazio di libero pensiero: ognuno può entrare ed esprimere la propria opinione. Sono lì per commentare le notizie più discusse della settimana. Nel tempo alcuni rapporti sono diventati anche amicizie, perché frequentarsi in televisione può far crescere il legame personale. È successo con Serena e Rosanna. Francesco Giubilei, invece, lo conosco da quest’anno: è la prima stagione che trascorre con noi. Siamo appena alla seconda puntata e spero che anche questo rapporto possa crescere oltre la televisione.
C’è un personaggio speciale che inviterebbe nel suo Bar?
Il Bar è aperto a tutti, accogliamo chiunque a braccia aperte. I nostri personaggi speciali sono quelli che hanno qualcosa da dirci, oltre agli amici della televisione.
La sua carriera è ricca di soddisfazioni. C’è un tassello che ancora manca e che vorrebbe aggiungere al suo percorso?
“Bar Centrale” è il programma della maturità: è come se avessi due anni di Rai, non ventidue.
Che cosa le fa piacere che il pubblico che la segue da sempre pensi di lei?
Il pubblico sa tutto. È un rapporto che si coltiva ogni giorno: si possono fare cose, sbagliare e recuperare. È un legame che cresce piano piano, quotidianamente, perché c’è una sincerità reciproca.