Elenoire Casalegno
Vi aspetto alle 6
Con “Good Morning Radio2”, in onda dal lunedì al venerdì, la conduttrice dà il buongiorno al pubblico del secondo canale di Rai Radio. Al RadiocorriereTv racconta il momento della sveglia alle 4.30, il frullato energetico con frutti di bosco pochi minuti dopo, l’arrivo negli studi di Corso Sempione alle 5.27 e, alle 6 in punto, la diretta. Un appuntamento nel segno del sorriso «perché sorridere – afferma – è fondamentale per la sopravvivenza del genere umano, fa bene alla mente e al cuore»
Dà il buongiorno, o meglio il good morning, al pubblico di Radio2, come sta andando questa nuova avventura?
Benissimo, abbiamo messo su una bella squadra, insieme a me ci sono Max Zoara, Mandrake (Giuseppe Ninno) e il Milanese Imbruttito (Luca Abbrescia). Cerchiamo di portare, per primi a noi stessi, e poi anche agli ascoltatori un po’ di leggerezza. “Good Morning Radio2” è una citazione del celeberrimo film “Good Morning Vietnam”, dove si vuole, in momenti complicati come il nostro, cercare di strappare un sorriso. Sorridere è fondamentale per la sopravvivenza del genere umano perché fa bene alla mente e al cuore.
Alle 6 in onda, a che ora suona la sua sveglia?
Esattamente alle 4.30 (per precauzione di sveglie ne metto tre), cosa che comporta una cena leggera tra le 19 e le 19.30, e poi alle 21.30 finire al cinema bianchini, tra materassi e cuscini (sorride), cercando di addormentarmi. I primi giorni non è stato facile, ma pian piano mi sto abituando. Alle 4.30 apro un occhio, tendenzialmente quello destro, poi l’altro, e cerco di strappare altri cinque minuti senza riaddormentarmi. Per fortuna sono molto veloce ed esattamente in 9 minuti sono pronta. Sono ritornata al passato, all’adolescenza, quando la sera, prima di andare a letto, mi preparavo già i completini, la borsa, il computer e il cellulare. È tutto organizzato e trovo il tempo di farmi anche un frullato…
Energetico…
Ci metto latte, banane, frutti di bosco e altri frutti. E poi esco di casa. A Milano abito dal lato opposto di quello della sede della Rai di Corso Sempione, da dove andiamo in onda, ma poco dopo le 5 del mattino ci metto esattamente dodici minuti. Per la strada, a quell’ora, incontro gli operatori ecologici, i pochi edicolanti rimasti aperti in città, i panettieri, e arrivo in radio alle 5.27. Praticamente apro lo studio (sorride).
Com’è a quell’ora il primo approccio con i suoi compagni di viaggio?
Ho la fortuna di essere immediatamente sveglia, di non avere bisogno di carburare, sono da subito in modalità sorriso.
Che ruolo ha la radio nella sua vita?
Un amore che c’è sempre stato, che a volte ritorna, come in questo caso. La radio è divertente, veloce, ti permette di avere un contatto immediato con l’ascoltatore, a differenza della televisione. Ti dà la percezione degli umori delle persone in un preciso momento. La radio è libera.
C’è un brano musicale che la aiuta ad avere energia di prima mattina?
Quando salgo in macchina la radio è già sintonizzata su Rai Radio2 e mi fa compagnia fino agli studi. La musica che ascolto è molto legata al mio umore. Quando mi capita di essere un po’ abbacchiata preferisco brani molto ritmati…
Elenoire ha quindi uno spirito rockettaro?
Sì, lo ammetto (sorride). Vado dal punk rock a un rock più glam. Uno dei miei pezzi in assoluto preferiti è “Life on Mars?” di David Bowie, brano meraviglioso, che racconta di questa ragazza che fa fatica a vivere il presente e si domanda se ci sia mai vita su Marte….
Cosa probabile, la Nasa parla di tracce di vita passata…
Marte a parte, la Nasa dice che c’è vita altrove e che potremmo trovare a breve gli UFO.
Chi è Elenoire Casalegno oggi?
Una donna più ponderata e riflessiva di quando avevo vent’anni. Oggi non ho l’ansia di dover dimostrare, sono molto più presente a me stessa, più lucida, ho accettato anche i miei lati ombra. Poi, certo, la vita non smette mai di metterti alla prova. Quando arrivi a un’età certa, non a una certa età (sorride) hai più confidenza con te stesso, sei anche più in pace con te stesso. Al tempo stesso la bambina e la ragazza che ero non le abbandono mai. Quel bambino continua a essere dentro di noi e bisogna coccolarlo per non diventare grigi. L’entusiasmo di un bambino è contagioso e per questo amo farmi contagiare dalla loro energia.
Nel suo cassetto dei ricordi professionali ce n’è uno che le sta particolarmente a cuore?
Sono tanti, ma uno che porto con me da sempre è quello di aver lavorato con Raimondo Vianello, un gigante della televisione italiana. Raimondo mi ha insegnato tanto, a partire dal ritmo, bastava osservarlo. E poi la battuta, diceva che non è importante quanto rimani in video, ma come. Se azzecchi la battuta giusta al momento giusto, anche se sei rimasto per soli 5 minuti il pubblico ti ricorderà per tutta la puntata. Ed è così. Apprezzavo la sua semplicità, come quella della moglie Sandra Mondaini. Due persone normali, umili, i vicini della porta accanto.
Cosa la diverte e cosa la emoziona nella vita di tutti i giorni?
L’essere umano mi diverte molto, a tratti mi fa arrabbiare ma mi sa anche emozionare. Mi emoziono nel vedere due ragazzi giovani che si tengono per mano e si baciano, così come due anziani che hanno alle spalle 50 anni di vita insieme che si tengono ancora per mano. E poi il sorriso di chi incontri nell’ascensore, che ti dà il suo “good morning”. Amo sentire l’empatia.