Inchieste reali su realtà surreali. Dieci puntate in esclusiva su RaiPlay con Valerio Lundini, ogni venerdì dal 12 gennaio
Un originale viaggio in giro per
l’Italia per intervistare personaggi comuni e raccontare storie che riguardano
tutti molto da vicino. “Faccende Complicate”, da venerdì 12 gennaio in
esclusiva su RaiPlay (le prime tre puntate, e poi le altre il 19 e il 26
gennaio) è tutto quello che Valerio Lundini non aveva ancora pensato: inchieste
sugli aspetti più assurdi della realtà che ci circonda. Dieci puntate in giro
per l’Italia tra Torino, Napoli, Milano e poi in alcune province, nelle quali
il comico e conduttore romano è testimone delle faccende complicate che
coinvolgono gli italiani da Nord a Sud, con qualche passaggio anche fuori dei
confini nazionali. Tra il nonsense e il surreale, Lundini spazia nella vita
degli studenti stranieri in Italia, osserva la nascita di un successo
discografico, scopre le tradizioni culinarie italiane e i segreti delle persone
di bell’aspetto, segue le difficoltà e le peripezie a cui si è costretti nella
vita di tutti i giorni. Lundini, con il consueto stile stralunato e la passione
per l’assurdo, va alla scoperta di storie vere che nascono complesse e lo
diventano sempre più. «Siamo molto felici di avere su RaiPlay Valerio
Lundini, uno dei talenti della comicità italiana – sottolinea Maurizio Imbriale,
direttore Rai Contenuti Digitali e Transmediali – che ha conosciuto un
immediato successo televisivo con “Una pezza di Lundini” su Rai2, e che
prosegue il suo percorso artistico con noi presentando un prodotto originale in
cui è coinvolto non solo come interprete ma anche come autore e regista. Con il
suo stile inconfondibile e surreale ha creato un prodotto fuori dagli schemi
rispetto agli standard televisivi.»
Al via giovedì 11 gennaio in prima serata su Rai 1 la terza stagione di una delle fiction più amate di sempre. Tornano il dottor Andrea Fanti, interpretato da Luca Argentero, e la sua equipe. La regia è firmata da Jan Maria Michelini, Nicola Abbatangelo e Marco Aleotto
Un colpo di pistola alla testa. È stato questo
a mandare in frantumi la vita di Andrea Fanti, primario di Medicina Interna del
Policlinico Ambrosiano di Milano. Anche se è sopravvissuto, una volta uscito
dal coma ha dovuto fare i conti con una terribile scoperta: gli ultimi dodici
anni della sua vita erano svaniti nel nulla, come se non fossero mai esistiti.
Non ricorda la fine del suo matrimonio, l’inizio di una nuova storia con una
collega, la morte di suo figlio. Una ferita da cui non è stato facile riprendersi,
ma che si è rivelata un’inaspettata opportunità: perché se prima dello sparo
era freddo e distante, ora, grazie all’amnesia, Andrea ha avuto modo di
avvicinarsi ai pazienti, capirne le esigenze e i bisogni, diventando un medico,
ma anche un uomo migliore. È diventato Doc. Almeno così lo chiamano i colleghi
e gli specializzandi del reparto. Reintegrato nel ruolo di primario, fa del suo
meglio per gestire il reparto, cercando di raggiungere gli obiettivi fissati
dalla Direzione, senza però rinunciare alla qualità e all’attenzione che
pretende nei confronti dei suoi pazienti. Ed è proprio al termine di una dura
giornata di lavoro che Andrea viene folgorato da un ricordo dei dodici anni che
credeva perduti per sempre. Non è che un frammento della vita che ha
dimenticato, ma è sufficiente a generare in lui la speranza che la memoria
torni definitivamente. La possibilità, concreta come mai prima d’ora, che
Andrea recuperi la memoria è però destabilizzante per le donne che gli sono più
vicine: Giulia (Matilde Gioli), la sua seconda in reparto, e Agnese (Sara
Lazzaro), l’amatissima ex moglie. Giulia pensava che gli anni della sua
passione per Andrea fossero sepolti per sempre. Prima la tragica storia con
Lorenzo e una possibile nuova relazione con Damiano Cesconi (Marco Rossatti) l’avevano
aiutata a distaccarsi da quest’uomo che amava. Ma se ora lui ritrovasse l’amore
che provava per lei prima dell’amnesia? Cosa succederebbe se Andrea recuperasse
anche i ricordi della loro relazione? È però Agnese quella più sconvolta dalla
possibilità che Andrea recuperi la sua memoria, perché al suo risveglio, dopo
lo sparo, non è stata del tutto onesta con lui: la morte di Mattia, il loro
divorzio, la sua trasformazione nel Dottor Fanti. Ci sono cose, in quei dodici
anni, che Agnese ha tenuto per sé, credendole svanite per sempre insieme ai
ricordi del suo ex-marito. Intanto in reparto Riccardo Bonvegna (Pierpaolo
Spollon), appena rientrato da un periodo di aspettativa dopo la morte di Alba,
sta cominciando il suo ultimo anno da specializzando e deve adattarsi a una
realtà nuova. rischiano di avere
conseguenze sulle sue prestazioni in reparto e sulla sua vita privata. E
proprio ora Riccardo si trova a doversi occupare come tutor dei nuovi arrivati:
Federico Lentini (Giacomo Giorgio), medico talentuoso e viveur impenitente,;
Lin Wang (Elisa Wong), timida e schiva, ma con una profonda passione per la
medicina, e infine Martina Carelli (Laura Cravedi), l’astro nascente di
Medicina Interna. Una ragazza che viene da un piccolo centro di montagna, con
un talento cristallino che rischia addirittura di oscurare quello di Bonvegna.
Riccardo, infatti, fatica a tenere il passo della nuova arrivata, che però deve
convivere con la paura che il resto del reparto scopra un suo intimo,
inconfessabile segreto. Per fortuna c’è sempre Doc a prendersi cura dei quattro
specializzandi, anche se il suo rinnovato ruolo di primario lo tiene lontano
dal reparto. La nuova Direttrice Ammnistrativa gli pone subito un aut aut: se
gli obiettivi di bilancio non verranno raggiunti, il suo reparto verrà ridotto
e accorpato a un diverso primariato. E lui verrà riassegnato a un reparto
minore, lontano. Se questo accadesse, Doc perderà non solo il suo gruppo, ma
anche la possibilità di risvegliare i ricordi che il suo ruolo di primario ha
il potere di rievocare. La prima stagione della serie ha raccontato la scoperta
di Doc, di un presente diverso da quello che credeva. La seconda la sua lotta
contro la pandemia, per proteggere il suo futuro e quello dei suoi cari. La
terza la sfida più dura: affrontare un passato diverso da quello che gli hanno
raccontato. Per poi ricominciare dall’unica cosa essenziale: curare i pazienti
per curare sé stesso.
Dal 12 gennaio il venerdì di Rai 1 è all’insegna di “Colpo di Luna”, il nuovo coinvolgente show di Virginia Raffale. Tre puntate delle quali saranno co-protagonisti Francesco Arca, la Signora Coriandoli (Maurizio Ferrini), Carlo Conti e Gigi D’Alessio. A dirigere il programma è Duccio Forzano
Tutti i mille colori di Virginia
Raffaele che hanno reso unico il suo talento: la comicità, la magia, la leggerezza,
il divertimento, l’invenzione e il sogno. Dal 12 gennaio, per tre venerdì, la
prima sera di Rai 1 si aprirà su “Colpo di Luna”, in onda dall’iconico Teatro 5 di Cinecittà, uno
show che vive dell’atmosfera magica della migliore tradizione del varietà
ispirandosi in particolare allo storico “Teatro 10”. Fonte
di ispirazione del programma è anche il Luna Park, dove Virginia è cresciuta,
che rimane nel DNA dell’artista, che porta ovunque vada con i suoi personaggi, i
suoi racconti, i suoi ospiti. In questa nuova e importante avventura Virginia presenterà maschere
nuove e del passato. Tra le new entry la maschera della diva Patty Pravo, che
sarà intervistata da Carlo Conti. Tra i protagonisti dello show Gigi D’Alessio,
Francesco Arca, Maurizio Ferrini e una band di 15 elementi diretta dal maestro
Maurizio Filardo. Dopo
anni di grande successo a teatro e al cinema, Virginia Raffaele torna
finalmente in televisione portandosi dietro un bagaglio arricchito di
esperienze e racconti, immagini e suoni per dar vita a un vero e proprio
viaggio nelle emozioni.
Insieme a lei tra i big sul palco dell’Ariston arrivano i BNKR44 e i Santi Francesi
Sanremo, Sanremo Giovani 2023. Nella foto : Clara (Clara Soccini)
Il cast artistico di Sanremo 2024 è finalmente completo. Dopo la
finalissima di Sanremo Giovani, i 30 “big” in gara sono pronti a scaldare i
motori per il Festival della Canzone Italiana, in programma dal 6 al 10
febbraio, dal Teatro Ariston di Sanremo, e in diretta su Rai 1, Rai Radio2 e
RaiPlay. I tre artisti di Sanremo Giovani 2023 che entrano
nel cast dei Big sono Clara, BNKR44 e Santi Francesi. Clara vince Sanremo
Giovani 2023 con la canzone “Boulevard”. A decretare il risultato, dopo
l’esibizione dal vivo, la Commissione musicale presieduta dal direttore
artistico del Festival Amadeus e composta dalla vicedirettrice prime time
Federica Lentini, l’autore Massimo Martelli, il maestro Leonardo De Amicis.
La serata di Sanremo Giovani, andata in onda su
Rai 1, ha visto, inoltre, la partecipazione dei 27 Big che hanno svelato,
durante la diretta, il titolo del proprio brano in gara.
Carlo Conti conduce la grande festa che celebra i settant’anni dall’inizio delle trasmissioni ufficiali della Rai. In gara nell’edizione speciale del quiz lanciato e portato al successo da Mike Bongiorno, divenuto uno dei programmi cult della Tv, tre coppie di concorrenti vip amatissimi dal pubblico televisivo: Mara Venier e Albero Matano, Loretta Goggi e Luca Argentero, Piero Chiambretti e Nino Frassica. Ospiti musicali, Renato Zero e Massimo Ranieri e, in collegamento, Pippo Baudo. Mercoledì 3 gennaio in prima serata su Rai 1
ROMA 7 DICEMBRE 2023 PUNTATA DI “RISCHIATUTTO” IN ONDA IL 3 GENNAIO SU RAIUNO.
NELLA FOTO CARLO CONTI
Una serata evento per festeggiare i settant’anni dell’avvio delle
trasmissioni ufficiali della Rai, avvenuto il 3 gennaio del 1954. Esattamente
70 anni dopo, il 3 gennaio del 2024, arriva su Rai 1 in prima serata “Rischiatutto 70’” per
una festa di ricordi, personaggi, aneddoti, curiosità ed emozioni. Un compleanno televisivo da non mancare condotto da Carlo Conti. «Compie 70 anni questa meravigliosa
signora che è la Rai – afferma il conduttore – ed è per me un grande onore
festeggiare insieme al pubblico un anniversario così importante: il compleanno
della Rai e della televisione. Proprio il 3 gennaio 1954, infatti, iniziavano
ufficialmente le trasmissioni sul piccolo schermo come, ad esempio, ‘La
Domenica sportiva’ o, ancora, ‘Arrivi e partenze’ che sanciva il debutto
televisivo in Italia di Mike Bongiorno. Per rendere omaggio a questa ricorrenza
prenderemo a prestito uno dei suoi titoli storici, il quiz per eccellenza, il
‘Rischiatutto’. Faremo una puntata speciale per ripercorrere i tanti volti, i tanti
personaggi, i tanti programmi, le tante storie di questi 70 anni. I personaggi
tv che giocheranno insieme a me e al pubblico in studio e da casa – conclude
Conti – formeranno tre coppie fantastiche, Mara Venier e Albero Matano, Loretta
Goggi e Luca Argentero, Piero Chiambretti e Nino Frassica. Avremo celebri
ospiti musicali, Renato Zero e Massimo Ranieri e, in collegamento, un altro
grande protagonista della storia della Tv, Pippo Baudo».
Il divertimento e la memoria saranno elementi trainanti della serata evento del 3 gennaio 2024: usando il suo semplice ed efficace motore di gioco, il quiz, e le sue componenti fondamentali (concorrenti, cabine, tabellone, inserti audio e video), il “Rischiatutto” permetterà, infatti, di presentare, ricordare e commentare, in una cornice nota a tutti, quanto di meglio e più significativo la Rai ha prodotto in questi primi 70 anni. Le tre celebri cabine del ‘Rischiatutto’ ospiteranno sei concorrenti Vip, che si contenderanno il diritto di rispondere esattamente alla leggendaria “domanda finale” e di raggiungere la vittoria.Le materie e le domande del tabellone spazieranno dai varietà agli sceneggiati e alle fiction, dalla comicità alla musica, passando per i programmi più importanti (‘Canzonissima’, ‘Fantastico’, ‘Sanremo’…) e quelli che hanno lasciato tracce indelebili (‘Carosello’, ‘Indietro Tutta’…), e poi quiz, la scienza di Piero e Alberto Angela, i cartoni di Gulp e il grande sport. Insomma, per usare un vecchio slogan, “tutto quanto fa Rai”. La scenografia a led multiscena e i video che accompagneranno alcune domande, permetteranno di rivivere le atmosfere delle trasmissioni del passato per arricchire il ricordo e le emozioni dei telespettatori.T
Il quiz dei quizT
È il 5 febbraio del 1970 quando Mike
Bongiorno porta in Tv uno dei suoi quiz di maggior successo: “Rischiatutto”. Ispirato
all’americano “Jeopardy” il programma, diretto da Piero Turchetti, va in onda
per cinque stagioni con grande consenso di pubblico. Insieme a Mike, nel ruolo
di valletta, Sabina Ciuffini. Protagonista della fase centrale del quiz il
grande tabellone elettronico composto da 36 caselle, suddiviso tra le sei
materie di gara. Ambita la casella “jolly”, grazie alla quale chi gioca si
aggiudica la cifra prevista senza dover rispondere ad alcuna domanda, temuta la
casella “rischio”. Nella fase finale del quiz arriva il gioco del raddoppio. Tra
i concorrenti più popolari Giuliana Longari, esperta di storia romana.
Dopo lo straordinario successo di “Napoli Milionaria”, la rete ammiraglia propone un nuovo titolo con Sergio Castellitto nei panni di Fernando Quagliuolo, eccentrico inventore, padre e marito scostante. In prima serata su Rai 1 martedì 2 gennaio
Continua con “Non ti pago” la Collection De Filippo,
ambizioso progetto di trasposizione filmica dei capolavori teatrali di Eduardo
De Filippo, grande protagonista del teatro italiano e internazionale. Le sue
commedie fondono, in un meccanismo perfetto, la comicità̀ con l’inquietudine,
il ritmo dell’azione con la riflessione e, sotto un’apparente leggerezza, sono
in realtà̀ specchio amaro e ironico della nostra società̀ e, dunque,
assolutamente attuali. Su questo fil rouge della contemporaneità si è iniziato
a lavorare attraverso la trilogia di Eduardo De Angelis interpretata da Sergio
Castellitto in “Natale in casa Cupiello, “Non ti pago” e “Sabato,
domenica e lunedì” come un unico discorso che racconta lo sfaldarsi dei
legami tradizionali e la loro sempre più faticosa ricomposizione all’irrompere
delle mutazioni sociali ed economiche che attraversano la società italiana a
partire dal dopo guerra. Al “punto di vista” del regista casertano ha fatto
seguito quello di Francesco Amato che ha diretto l’unica commedia al femminile
di De Filippo, quella “Filumena Marturano” scritta per la sorella, dove il
conflitto tra Filumena (Vanessa Scalera) e don Mimì (Massimiliano Gallo) è
l’occasione per fare i conti con il passato di entrambi, alla ricerca di un
mondo che deve ritrovare quella umanità piena di amore e di lacrime dove “i
figli so’ figli”. Quelli di Eduardo sono tutti personaggi umanissimi e
fragilissimi, che rischiano di essere travolti dalla Storia, come nel caso di
“Napoli milionaria!” (regia di Luca Miniero, con Vanessa Scalera e Massimiliano
Gallo), dove l’improvvisa ricchezza de “lo fanno tutti” corrompe prima l’anima
che i corpi e alla quale bisogna resistere nella tragica speranza di “addà
passà a nuttata”. Sono tutte storie che sembrano muoversi nel mondo di oggi
piuttosto che nel tempo della loro scrittura. Obiettivo della collection è
raccontare i rischi e il degrado della “modernità”, rivolgendosi in particolare
alle nuove generazioni che conoscono uno dei più grandi autori della cultura
italiana solo per “brandelli” o “citazioni”. È soprattutto a loro che parla
Eduardo.
NON TI
PAGO, la storia
Ferdinando
Quagliuolo ha ereditato da suo padre Saverio un Banco Lotto ma sogna di
sbancarlo con una vincita straordinaria. Per questo motivo passa intere nottate
sui tetti, affiancato dal fido Aglietiello, cercando di svelare gli arcani che
si celano nella composizione e nella combinazione fumogena delle nuvole, nella
speranza di ricevere i numeri giusti da giocare. Finalmente il giorno della
vincita arriva ma a beneficiarne è Mario Bertolini, il suo giovane e già
fortunatissimo impiegato, segretamente fidanzato con sua figlia Stella. A
dargli i numeri vincenti è stato proprio Don Saverio che gli è comparso in
sogno chiamandolo “Piccerì”. Ferdinando è roso dall’invidia e, quando il
giovane gli consegna il biglietto per fargli vedere che non sta mentendo, se ne
impossessa; quel biglietto è suo di diritto: il padre, infatti, ha dato in
sogno i numeri vincenti a Bertolini, è vero, ma solo perché questi abita nella
vecchia casa di Quagliuolo. Il povero don Saverio, non sapendo del trasloco del
figlio, era convinto di trovare nella camera da letto proprio lui, Ferdinando!
Tant’è vero che lo ha chiamato: “Piccerì”.
I
PERSONAGGI
FERDINANDO
QUAGLIUOLO (Sergio Castellitto)
Eccentrico inventore, padre e marito scostante, ha ereditato la gestione di un
Banco Lotto dopo la morte del padre. È egli stesso un accanito giocatore, alla
perenne ricerca di numeri vincenti tra le stelle e le nuvole, a dispetto della
sua eccezionale sfortuna.
MARIO
BERTOLINI (Gianluca Di Gennaro)
Impiegato al Banco Lotto di Ferdinando, Mario inanella vincite su vincite
suscitando la feroce invidia nel suo datore di lavoro. Come se non bastasse, è
innamorato, corrisposto, di sua figlia Stella.
CONCETTA QUAGLIUOLO (Maria Pia Calzone)
Moglie di
Ferdinando e madre di Stella, trascorre le sue giornate tentando di porre
rimedio alle intemperanze del marito.
STELLA
QUAGLIUOLO (Pina Turco)
Figlia di
Ferdinando e Concetta, è innamorata di Mario che vuole fortemente sposare,
nonostante l’ostilità del padre.
AGLIETIELLO
(Giovanni Ludeno)
Fedele
servitore di Ferdinando, complice delle sue intemperanze e compagno delle sue
notturne osservazioni astrali. Invaghito, non corrisposto, della giovane
Margherita.
MARGHERITA (Angela
Fontana)
Cameriera di casa Quagliuolo, volitiva e ben decisa a non
cedere alle avances del vecchio Aglietiello.
DON RAFFAELE
(Maurizio Casagrande)
Uomo di
fede, confidente spirituale di Concetta, particolarmente amante dell’anice.
Proverà, invano, a convincere Ferdinando dell’illegittimità delle sue azioni.
AVVOCATO
STRUMMILLO (Giovanni Esposito)
Uomo di
legge coinvolto nell’azione dallo stesso Ferdinando convinto, erroneamente, che
il diritto sia dalla sua parte.
LE SORELLE
FRUNGILLO (Antonella Morea e Carmen Pommella)
Sorelle,
zitelle, vicine di casa della famiglia Quagliuolo. Fermamente convinte, a buona
ragione, del coinvolgimento di Don Ferdinando nella repentina dipartita del
loro amato cane.
ERMINIA (Biancamaria
D’Amato)
Zia di
Mario, preoccupata per la sua sopravvivenza e intenzionata a far quanto
possibile per aiutarlo.
In onda domenica 7 gennaio in prima serata su Rai 1, il film Tv diretto da Riccardo Donna e Tiziana Aristarco si colloca nell’ambito delle celebrazioni per i settant’anni della televisione e racconta l’arrivo del nuovo medium in una famiglia del Sud Italia. Nel cast Domenico Diele, Aurora Ruffino, Giovanni Limite, Giusy Frallonardo, Carlo De Ruggieri e con Renato Carpentieri
Il 3 gennaio
del 1954 la Rai inizia il regolare servizio di trasmissione su tutto il Paese e
nel giro di pochi anni la televisione entrerà nelle case degli italiani: nel
1965 gli abbonati saranno oltre 6 milioni. “La luce nella masseria”, film tv in
prima visione domenica 7 gennaio in prima serata su Rai 1 – una produzione
Èliseo Entertainment in collaborazione con Rai Fiction, prodotto da Luca
Barbareschi per la regia di Riccardo Donna e Tiziana Aristarco – si colloca
nell’ambito delle celebrazioni per i settanta anni della televisione e racconta
l’arrivo del nuovo medium in una famiglia del Sud Italia negli anni ‘60. Più
precisamente in una famiglia di Matera, città della Basilicata che una
quindicina di anni prima era stata definita da Palmiro Togliatti “vergogna
nazionale” per le misere condizioni di vita degli abitanti. Si tratta di una
popolazione che per il 95% si sostiene con l’agricoltura e che ha
un’emigrazione (verso il nord e verso l’estero) ancora piuttosto significativa.
Il racconto si colloca proprio nel
momento in cui il progresso, portato anche dalle prime fabbriche, causa lo
svuotamento delle campagne. «È
una bella storia, educativa e leggera – dice Maria Pia Ammirati, direttore di
Rai Fiction – ‘La luce nella masseria’ è una favola luminosa vista attraverso
gli occhi di un bambino per celebrare i 70 anni di Rai, azienda che ha fatto la
storia tecnologica, culturale e sociale». Anche i Rondinone, la famiglia narrata nella
serie, si confrontano con l’avvento della modernità. Sono una famiglia numerosa
e unita che, sotto la guida del patriarca Eustachio (Renato Carpentieri), ha
sempre fatto fronte comune alle avversità e da decenni lavora la terra e vive
dei frutti della propria fatica. Una vita dura, ma che per l’undicenne Pinuccio
(Giovanni Limite) è impastata di magia e di sogni, come quello di avere un
televisore. L’eroe di Pinuccio è suo zio Vincenzo (Domenico Diele): il più
forte, il più simpatico ma anche il più moderno e al passo con i tempi. Essendo
anche un bel ragazzo, è conteso da due donne: Giuseppina e Imma (Aurora
Ruffino). Un giorno però zio Vincenzo si ammala, la diagnosi è grave:
sclerosi a placche. Costretto a smettere di lavorare nei campi, Vincenzo presto
si ritrova su una sedia a rotelle. La famiglia, preoccupata dall’avvenire di
Vincenzo, per assicurargli una vita normale, gli compra una tabaccheria in
città, proprio accanto a un negozio di televisori che diventa meta fissa di
Pinuccio. «Siamo nel lontano 1962 – raccontano i registi Riccardo Donna e
Tiziana Aristarco – Pinuccio ha nove anni e a modo suo ci racconta la vita
della sua grande famiglia rurale, che fa i conti con le amare sorprese della
vita e con l’arrivo della modernità. L’avvento della tv diventa un momento
epocale nella memoria del bambino. Realizzare questo lavoro è stato per noi
tutti una specie di viaggio nel tempo. Abbiamo girato realmente molte scene
nelle case originali dei sassi di Matera. Con grande cura abbiamo ricostruito
quel mondo che in quegli anni viveva ancora senza acqua corrente, senza servizi
igienici e con gli animali dentro casa per scaldarsi». A coprodurre il film Tv sono Rai Fiction e la Eliseo Entertainment di
Luca Barbareschi: «La Rai
offre migliaia di ore di Servizio Pubblico tenendo compagnia a milioni di
persone – afferma il produttore – è l’ultima possibilità di narrazione di
questo Paese. ‘La luce nella masseria’ racconta come eravamo innocenti, aperti
alle novità, alle tragedie e alle emozioni».
«Come mettersi al servizio di un’idea tanto semplice quanto gigantesca? Con tutta l’umiltà e la fedeltà possibili» afferma Francesca Archibugi, regista della serie evento tratta dal capolavoro di Elsa Morante, uno dei testi fondamentali della letteratura italiana. Quattro prime serate, da lunedì 8 gennaio in prima visione su Rai 1
La Storia (History: A Novel), director Francesca Archibugi, cinematography Luca Bigazzi.
A series based on the ‘History: A Novel’ of Elsa Morante, in Rome during the war and after the war.
Tutta la Storia e le nazioni della
terra s’erano concordate a questo fine: la strage del bambinello Useppe
Ramundo.
“La Storia”, Elsa Morante, 1974
Roma, quartiere San Lorenzo. Alla
vigilia della Seconda guerra mondiale, Ida Ramundo, maestra elementare rimasta
vedova con un figlio adolescente di nome Nino, decide di tenere nascoste le
proprie origini ebraiche per paura della deportazione. Un giorno, rientrando a
casa, viene violentata da un soldato dell’esercito tedesco, un ragazzino
ubriaco. Dopo lo sgomento, l’angoscia e
la vergogna, scopre di essere incinta. Mentre Nino trascorre l’estate al
campeggio degli Avanguardisti, Ida partorisce in segreto un bambino prematuro,
piccolo e quieto, con gli stessi occhioni azzurri del padre, quel soldato
ragazzino tedesco già morto in Africa. Quando Nino torna a casa e scopre il
fratellino, lo accetta di slancio e se ne innamora. Lo soprannominerà Useppe.
La piccola famiglia viene stravolta dagli eventi della guerra: prima Nino,
fascista convinto, decide di partire per il fronte contro il parere di Ida,
lasciandola sola con Useppe; poi, nel bombardamento di San Lorenzo del luglio
1943, la loro casa viene distrutta, Ida perde tutto ed è costretta a sfollare a
Pietralata. Da quel momento, ogni giorno diventerà una lotta per la propria
sopravvivenza e per quella del suo bambino.
Intanto, Useppe cresce aspettando i
ritorni di suo fratello, al quale è legato da un amore inossidabile, mentre una
vitalità a tratti disperata spinge Nino verso la lotta armata di Resistenza,
verso l’amore, verso i compagni, pieno di desideri; più soldi, più affari, più
avventura. Dopo la guerra si darà al contrabbando, prima di sigarette e poi di
armi. Vuole una vita migliore per sé, per Ida e per Useppe.
La parola a Francesca Archibugi,
regista
Tutto
nasce da una violenza sessuale di un giovane soldato tedesco su una donna
incapace di difendersi. Quel giovane soldato morirà poco dopo, in guerra. Tutti
sono incapaci di difendersi. I personaggi di questo grandioso libro sono
creature senza nessun potere, attraversate da forze collettive, piccole figure
che tentano di sopravvivere nel decennio di un secolo che ha attraversato
l’orrore assoluto. Come mettersi al servizio di un’idea tanto semplice quanto
gigantesca? Con tutta l’umiltà e la fedeltà possibili. Attenzione spasmodica
alla distribuzione dei ruoli, alla scelta degli attori e delle attrici, dei
cani e dei bambini, delle case, delle piazze, delle scarpe e delle ciabatte.
Immagini. Voci. Luci. Suoni. Il lavoro di regìa è una sequenza infinita di
scelte macro e microscopiche, grandi impostazioni e minimi dettagli. Guidare un’armata
di collaboratori geniali, tutti tesi allo stesso scopo: cercare di restituire
nei personaggi e nelle scene lo stesso stupore, divertimento, orrore,
disperazione provati leggendo “La Storia” da adolescenti. Con la precisa
certezza che sarebbe stato impossibile.
È stato terrificante e bellissimo.
I PERSONAGGI
Ida Ramundo vedova Mancuso (Jasmine Trinca)
È una diligente maestra elementare,
figlia di maestri, semplice, infantile, conserva ancora una “faccia da
bambina sciupatella”. Crede con fervore nell’istruzione e solo
dentro l’aula con i suoi scolari prova un po’ di pace. Il mondo le fa paura.
Rimasta vedova e sola da giovane, mezza ebrea, attraversa il fascismo, le leggi
razziali e l’occupazione di Roma da parte dei nazisti con un terrore occulto.
Ama i suoi figli come un’innamorata, prima di Nino, adolescente bello e
inquieto che la tiene in un continuo stato d’agitazione, e poi di Useppe, il
suo pupetto dallo sguardo celeste. I suoi figli sono la sua unica ragione di
vita, “come certe gatte malandate”.
Nino (Francesco Zenga)
Cresce durante i cinque anni di
guerra. Odia la scuola, infrange i sogni di Ida di vederlo laureato
abbandonando gli studi per arruolarsi volontario nell’esercito fascista.
S’immerge nel caos della guerra, ritorna a casa dopo essersi unito a sorpresa
ai partigiani della cellula dei castelli romani. L’Italia sobbolle, lui
viaggia, attraversa il fronte, va a Napoli, si unisce agli americani. Nino è
sempre in movimento, pieno di idee, a volte in conflitto fra loro; da orfano di
padre, comanda sulla madre ed è intollerante a tutte le autorità, correndo a
perdifiato felice e disperato verso il suo destino.
Useppe (Christian Liberti/Mattia Basciani)
Frutto della violenza sessuale di un soldato
tedesco, è un bambino di una dolcezza quasi soprannaturale, pieno d’amore per
l’universo, gli uomini e gli animali. Il suo sguardo azzurro conquista il mondo
e tutte le persone che lo incrociano.
Durante la terribile occupazione nazista che affama Roma, Ida si batte
come una lupa per cercare di trovare per
lui qualcosa da mangiare, farlo crescere, non farlo ammalare. Perché Useppe
soffre di assenze, chiamate Piccolo Male, che finita la guerra lo faranno
passare attraverso la trafila di medici e medicine. Ida è fiduciosa perché è la
stessa malattia di cui soffriva lei da piccola e dalla quale è guarita.
L’oste Remo (Valerio Mastandrea)
Proprietario di un’osteria a San
Lorenzo, è una specie di
capo di quartiere, amato e rispettato, l’unico che Nino sta a sentire e, per
questo, amato anche da Ida. Si scoprirà essere uno dei capi della resistenza armata e farà
da tramite per passare le notizie tra Ida e il figlio Nino. Non abbandonerà mai
Ida e le sarà sempre vicino.
Eppetondo (Elio Germano)
Giuseppe Cucchiarelli è un marmista
che dopo il bombardamento di San Lorenzo sfolla a Pietralata insieme a Ida e
Useppe. Chiamato Giuseppe Secondo per l’eccesso di Giuseppi nel capannone degli
sfollati, viene ribattezzato Eppetondo da Useppe che non sa pronunciarne il
nome. Comunista, d’animo gentile e generoso, è uno strano tipetto che si lega
con amicizia fortissima e anomala prima a Useppe e poi a Ida. Quando compare
Nino partigiano, si unisce di slancio alla lotta armata. Catturato dai nazisti,
si comporterà da piccolo grande eroe per non tradire i compagni.
Carlo Vivaldi (Lorenzo Zurzolo):
Il vero nome è Davide Segre, studente
ebreo di Mantova, è un anarchico nonviolento. Scampato alla deportazione che ha
sterminato la sua famiglia, dopo l’incontro con Nino si convince a partecipare
attivamente alla lotta partigiana. L’uccisione violenta di un tedesco, lo
porterà a un conflitto interiore che lo consumerà. Dopo la guerra, ritrova
Useppe conosciuto durante lo sfollamento a Pietralata. Il bambino si legherà a lui, lo
cercherà, mentre Davide, incapace di riprendersi dalle ferite della guerra, sprofonderà
sempre di più nella solitudine.
I Mille (Vincenzo Antonucci, Anna De Stefano, Rosaria Langellotto,
Arcangelo Iannace)
Famiglia mezza romana mezza
napoletana, scampata ai bombardamenti a tappeto di Napoli. Si sono rifugiati nel ricovero per gli
sfollati di Pietralata, guidati dalla furbizia di Domenico (Vincenzo
Nemolato). Chiamati così perché numerosi, sono tutti imparentati tra loro.
Sono allegri, spregiudicati, ridono, litigano, fanno la borsa nera. Tra loro si
distingue la sora Mercedes (Carmen Pommella), matrona della famiglia,
che nasconde sotto una coperta i beni alimentari e li smercia anche all’interno
del capannone; e Carulina (Flora Gigliosetto), chiamata da Useppe Ulì,
una quindicenne già madre di due gemelline di cui dice di non sapere chi è il
padre. Affettuosa, allegra, “canterina e piagnona”, resterà nei ricordi di
Useppe per sempre.
La famiglia Marrocco: Ida e Useppe affittano una stanza nella loro casa di
Testaccio una volta abbandonata Pietralata.
Sono ciociari: in casa ci sono il nonno, un vecchio un po’
rimbambito che vuole solo bere vino, il signor Tommaso Marrocco (Enzo
Casertano) che lavora come portantino in ospedale, la signora Filomena
Marrocco (Antonella Attili), sarta in casa, brutale e sboccata, sempre
dietro al lavoro delle macchine da cucire e circondata di clienti, e Annita (Ludovica
Francesconi), la piccola sposina del figlio Giovannino, disperso in Russia.
L’attesa del ritorno di Giovannino è il pensiero fisso della famiglia. Il suo
nome e la sua foto campeggiano nella casa e nei pensieri.
Santina (AsiaArgento)
È una prostituta che va a casa
Marrocco a leggere i tarocchi, di cui è esperta, interrogata come un oracolo da Filomena e Annita sulla sorte
di Giovannino. Lì conosce Davide Segre, con il quale intreccia una relazione
intima, anche di pensieri e conforto, che ingelosisce Nello (Josafat Vagni)
il suo magnaccia violento e possessivo.
Blitz e Bella
Sono i cani della famiglia
Ramundo-Mancuso. Blitz, voluto da Nino quando è nato il fratellino, come una
sorta di risarcimento. Quando parte soldato, lo affida a Useppe, in segno del
loro legame speciale. Ma il cagnolino morirà sotto le macerie del bombardamento
di San Lorenzo, il primo trauma indelebile per Useppe. Bella, invece, è una
magnifica maremmana enorme e bianca, di cui s’innamora Nino come fosse una
ragazza e che va a vivere con loro appena finita la guerra. Sarà compagna di
grandi avventure per Useppe e nelle sue scorribande romane starà sempre
appiccicata a lui, per proteggerlo da tutto. Quando Nino non c’è, Bella veglia
sulla famiglia e sulla malattia di Useppe come una seconda mamma.
Patrizia (Romana Maggiora Vergano)
È la fidanzata di Nino, di cui si
innamora anche Useppe, per la sua dolcezza e la sua allegria. Fanno giri in
moto in tre e, durante una scampagnata al lago, Useppe li
vede fare l’amore. Insieme trascorrono momenti intensi di felicità. Di questa
felicità resterà Ninetta, la pupetta che Patrizia avrà da Nino.
Vilma (Giselda Volodi)
È una strana donna, un po’ maga, un
po’ strega, che Ida incontra al ghetto. È considerata dagli altri ebrei una che
vaneggia, poiché riporta le notizie delle radio straniere che ascolta dalla
signora da cui lavora. Notizie che sono prese con fastidio, come profezie
squinternate di una donna fuori di sé. C’è troppo orrore in quello che
racconta, morte, deportazione, nessuno le crede.
Signora Di Segni (Anna Ferruzzo)
Ha un negozio di tessuti nella piazza
principale del ghetto. È la più scettica sulle profezie di Vilma, non vuole
crederle. Ida la incontra di nuovo vicino alla Stazione Tiburtina, dopo che
tutta la sua famiglia è stata rastrellata il 16 ottobre del ’43. Ida la segue
fino al treno, e la vede gridare ai fascisti e ai nazisti di fare partire anche
lei con i suoi cari, pensando che andranno in un campo di lavoro e non in un
campo di morte.
La storia inizia così…
La maestra Ida Ramundo è ebrea, ma lo tiene nascosto. Il
marito è morto anni prima e lei vive con suo figlio Nino, adolescente
bellissimo ed esuberante. La vita di Ida, fra scuola e San Lorenzo, procede
impaurita ma tranquilla, aiutata spesso dall’oste Remo. Un giorno di
gennaio del 1941 tutto cambia: Gunther, un giovanissimo soldato tedesco, la
segue in casa e la violenta. È quello il giorno in cui la Storia bussa alla
porta di una donna normale: Ida si scopre incinta. Mentre Nino è lontano al campeggio
con gli Avanguardisti, nasce un neonato magico, con degli occhi azzurri bellissimi.
Al ritorno, Nino non fa domande e si innamora
istantaneamente del fratellino. E il piccolo di lui. Fra i due fratelli
s’instaura un legame fortissimo. Però Nino, fascista esaltato, abbandona la
famiglia e il liceo, spezzando i sogni di Ida, e si arruola in guerra
volontario, salutato da tutto il quartiere. Ida resta sola con il piccolo
soprannominato Useppe. La guerra sconvolgerà ben presto le vite di tutti. San Lorenzo
viene bombardato, la casa di Ida distrutta e Blitz, il cagnolino di Nino, muore
sotto le macerie.
L’attore e conduttore è
tornato in Rai alla guida della nuova edizione di “Cook40”, il cooking game
culinario del mezzogiorno di Rai 2, in onda tutti i sabati alle 12. Gli ospiti
si raccontano tra ricette, consigli e sfide, in compagnia di uno chef
professionista
Rai 2: Flavio Montrucchio conduce nuova edizione ‘Cook 40’
Flavio Montrucchio negli studi Rai di Napoli dove sta registrando le puntate della nuova edizione del programma ‘ Cook 40’, 20 novembre 2023. ANSA/CIRO FUSCO
La conduzione di questo
programma è per lei un nuovo inizio?
Oppure un ritorno al futuro! Sono particolarmente felice. In
questo momento sono a Napoli per registrare un’altra puntata e ne parlo con
grande piacere e soddisfazione perché è bellissimo lavorare qua, in questa
location così solare e brillante.
Questo programma di cucina
è dedicato anche a chi ha davvero poco tempo. In tantissimi quindi?
La maggior parte ormai. Nella frenesia delle mille cose che
dobbiamo fare, c’è pochissimo tempo. In trasmissione diamo questi famosi
quaranta minuti agli ospiti, che sono un tempo congruo e coerente con gli anni
in cui viviamo per cucinare qualcosa di buono e non buttato lì.
I personaggi noti si
raccontano con le ricette. La cucina diventa qualcosa di intimo?
Quello che mi piacerebbe portare a casa è proprio questo.
Conoscere il nostro ospite attraverso la cucina, vedere come se la cava non
nell’ambito per cui è diventato famoso, ma alle prese con qualche fornello,
coadiuvato da uno chef che gli dà una mano. La cucina ci dà la possibilità di
parlare un linguaggio più intimo e conviviale come tra le mura domestiche. La
cucina è dunque un pretesto per conoscerlo meglio. E poi ci divertiamo.
Lei come si trova tra i
fornelli?
Mi trovo bene. Mi piace la situazione familiare, di
tranquillità, di convivialità tra l’ospite, me e il pubblico a casa. La mia
missione non è quella di addestrare il pubblico a casa su come cucinare meglio
qualcosa, non ho questa pretesa. Il mio ruolo è quello di collante tra il
pubblico e il prodotto che portiamo. Io faccio proprio la parte di quello che
fa domande, che potrebbero essere anche quelle di chi è a casa e non è
preparatissimo.
In questa edizione sono
tanti i consigli per fare la spesa. Lei la fa? E le capita di comprare cose
inutili?
Faccio la spesa spesso e compro tantissime cose inutili. Sono
passato da vent’anni fa con la lista in mano, a campione di spesa. Sono un po’
compulsivo perché a parte le cose che devo comprare per necessità, mi faccio
attrarre dalle offerte, dal marketing e poi dalla gola. Non sono uno di quelli
che va a fare la spesa a stomaco pieno e per questo il carrello esce sempre
pieno. Se volete interrogarmi conosco tutti i prezzi e le offerte del momento!
Le piace sperimentare
in cucina oppure preferisce la tradizione?
Bella domanda perché, per come sono io, dovrei rispondere la
tradizione. Ma in realtà, quando cucino, non replico mai la stessa cosa. In
base a quello che trovo invento qualcosa.
Nel programma non
mancano i consigli dei nutrizionisti. Lei segue una dieta precisa o si concede
degli sgarri?
Ho la mia tecnica che è quella di ascoltare il mio corpo.
Attendo un attimo quando vedo un alimento e cerco di capire se mi invita a
mangiarlo. Ad esempio, non mangio dolci perché non mi piacciono, ma alcune
volte sento la necessità di mangiarli. Altre volte capita con alimenti diversi.
Non ho una dieta specifica, ma attendo suggerimenti dal mio corpo.
Quali erano i sapori
della sua infanzia?
Vengo da una famiglia di estrazione contadina. Sicuramente i
sapori legati alla terra, ai vigneti, all’uva quando c’era la vendemmia. Ho
sempre fatto l’orto e tutt’ora lo coltivo, quindi la terra ha un odore
particolare e anche gli ortaggi che vengono fuori hanno un sapore diverso. La
mia infanzia ha una allure contadino.
Tra i piatti più strani
che ha assaggiato, quale ritiene il peggiore in assoluto?
Mi è capitato più volte, viaggiando al di fuori dall’Italia.
In Indonesia, ad esempio, ho assaggiato una cosa con un accostamento
impensabile: cioccolata con il pomodoro. Non riesco a capacitarmene. Più volte
all’estero sono rabbrividito.
Un invito a seguirla,
ai lettori del RadioCorriereTv?
Mi farebbe molto piacere che ci seguiste non tanto per i
consigli di cucina che diamo, ma per stare con noi un’oretta in compagnia e
soprattutto in serenità, che è quella che mi piacerebbe portare con questo
programma.
Una vita in sartoria a confezionare abiti eleganti, poi, dismessi ago e filo, l’incontro con il re della Tv, Fiorello, e la ribalta dello spettacolo. A 83 anni, il nonno-cantante di “Viva Rai 2!” è personaggio amato e apprezzato dal pubblico
La Tv con Fiore l’ha resa molto popolare, Ruggiero, è felice?
Felicissimo, Rosario mi ha dato una seconda giovinezza, con lui sto
benissimo.
Come sono cambiate le sue giornate da quando ha incontrato la Tv?
Alla mattina non vedo l’ora di uscire di casa (sorride). Mi sveglio
e alle 5, massimo alle 5.30, sono pronto per uscire di casa ed essere puntuale
al Foro Italico. Sempre con l’entusiasmo di un ragazzino.
E la sera?
Alle 9 sono a letto per ricaricare le batterie.
In famiglia come vivono la popolarità di nonno Ruggiero?
I miei nipoti sono entusiasti. Mi mandano i messaggi, si complimentano con
me. Avere l’apprezzamento di figli e nipoti fa molto piacere. Mi vogliono bene.
Come e quando nasce la sua passione per la musica?
Ho fatto il sarto sin da ragazzo e in sartoria, dove trascorrevo tutta la
giornata, si è sempre ascoltata tanta musica. Si cantavano le canzoni del
Festival di Sanremo, che ascoltavamo prima alla radio poi in televisione, sentivamo
Carla Boni, Gino Latilla, Achille Togliani, il Duo Fasano. Da allora ho sempre
cantato con grande passione…
Imparando i testi a memoria?
Certamente. La sera, a letto, imparavo i brani che mi piacevano di più:
“Vecchio frack”, “Il torrente”, “Buongiorno tristezza”, “Incantatella”…
… una canzone del cuore ce l’ha?
“Giamaica”, che negli anni Cinquanta è stata interpretata da numerosi
artisti, ma anche “Granada” di Claudio Villa.
Che cosa le piace, e cosa le piace di meno, della musica di oggi?
Alcuni brani di oggi, che mi fanno ascoltare i miei nipoti, sono
bellissimi. Certo, quelli dei miei tempi erano più melodici, la musica moderna
ha ritmi molto diversi.
Tra i grandi ospiti di “Viva Rai 2!” ce n’è stato uno che ha incontrato
con più piacere?
Tutti! Anche se Gianni Morandi ha qualcosa in più, devo dire che mi ha
colpito all’istante, è un amico, un ragazzo semplice, uno come noi. È stato bello incontrarlo,
era come se ci conoscessimo da una vita.
Cos’è per lei Fiorello?
Fiorello è la sincerità e l’allegria. Con lui si ride, si scherza, si
canta. Un amico veramente, gli sono molto grato per questa bella avventura che
dura da anni.
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