Orgoglio Rai

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VENEZIA 80

Sono sei i premi conquistati dai film in gara alla Mostra coprodotti da Rai Cinema. Grande la soddisfazione per “Io Capitano” di Matteo Garrone, Leone d’argento per la regia. L’amministratore delegato della Rai Roberto Sergio: «Sforzo produttivo eccezionale»

Dall’ottantesima edizione della Mostra del Cinema di Venezia la Rai torna con sei importanti riconoscimenti: il Leone d’argento per la miglior regia a Matteo Garrone per il film “Io Capitano”, il Premio Mastroianni come miglior attore esordiente a Seydou Sarr, per la stessa pellicola, il Premio speciale della giuria Orizzonti per “Una sterminata domenica” di Alain Parroni, il Premio Orizzonti per la miglior sceneggiatura a Enrico Maria Artale per “El Paraìso” e il Premio Orizzonti per la migliore interpretazione femminile a Margarita Rosa de Francisco (El Paraìso). Premio Orizzonti Extra a Micaela Ramazzotti per “Felicità”. «Orgoglio: credo sia questa la parola che meglio descrive lo stato d’animo della Rai dopo la 80esima Mostra del Cinema di Venezia – afferma l’amministratore delegato dell’azienda Roberto Sergio – è l’orgoglio per i premi vinti dai film coprodotti da Rai Cinema, a partire dal Leone d’Argento per Matteo Garrone e il suo ‘Io Capitano’, una pellicola di estrema attualità. Orgoglio per quanto la stessa Rai Cinema ha portato a Venezia, con un numero mai così ampio di film di grande qualità. Orgoglio, infine, per essere stati Host Broadcaster della rassegna, portandola in tutto il mondo, con Rai Movie canale ufficiale». La presenza a Venezia «con tanti titoli e tanti riconoscimenti – prosegue Sergio – è la dimostrazione che la Rai è vicina con grande concretezza al mondo del cinema e ne è essa stessa soggetto attivo. Una vicinanza che si è tradotta anche in un eccezionale sforzo produttivo, con oltre 130 ore di trasmissione su tutti i media del Servizio Pubblico che hanno raccontato la Mostra in tutte le sue sfaccettature, anche grazie al grande lavoro della sede Rai di Venezia e della Tgr Veneto, oltre a quello dei giornalisti e dei lavoratori di tutte le testate e le reti Rai presenti. Sono tutti loro l’ultimo motivo del grande orgoglio con cui Rai torna da Venezia». Grande la soddisfazione anche sul fronte Rai Cinema: «Matteo Garrone si conferma come uno dei più grandi narratori di storie del cinema contemporaneo – commenta l’amministratore delegato Paolo Del Brocco – ha la straordinaria capacità di maneggiare la materia incandescente della contemporaneità e tirarne fuori opere d’arte, trasfigurando quello che abbiamo quotidianamente davanti i nostri occhi in immagini che sembrano disvelarsi per la prima volta, grazie ad una forza visiva ed emotiva di grande potenza.   In questo film racconta, senza nessuna retorica, l’avventura di due giovani ragazzi africani che attraversano il deserto per arrivare in Europa, un viaggio che lui stesso descrive come “epico”, “un’odissea contemporanea”. Il tema della migrazione è uno dei più complessi e dibattuti della nostra attualità, ma Matteo Garrone riesce a proporre un piano diverso, a volgere lo sguardo verso l’interno, verso le storie individuali, tenendo al centro la sete di vita di due ragazzi, i loro sogni, i loro destini. ‘Io Capitano’ è un film che ci ricorda il ruolo del cinema: emozionare, far discutere e alimentare la riflessione.  Complimenti anche a Seydou Sarr che, alla sua prima prova d’attore, ha saputo incarnare con forza e autenticità i sogni e l’innocenza della giovinezza». Il film è già in sala da qualche giorno con 01 Distribution. Grande risalto hanno avuto anche altre due opere presentate nel Concorso della sezione Orizzonti, che hanno colpito i giurati per la loro originalità, le scelte estetiche e la forza espressiva degli interpreti. «‘Una sterminata domenica’ di Alain Parroni ed ‘El Paraìso’ di Enrico Maria Artale sono la conferma che i nuovi registi non devono avere paura di giocare con linguaggi diversi per raccontare al pubblico le storie in cui credono e che hanno urgenza di affrontare – prosegue Del Brocco –.  Sorprendente anche l’opera prima di Micaela Ramazzotti, che per la prima volta si mette alla prova dietro la macchina da presa e dimostra di avere talento, conquistando subito il cuore del pubblico con il suo “Felicità”; dal 21 settembre gli spettatori potranno vederlo anche nei cinema, dove lo distribuiremo con 01 Distribution».  A testimoniare l’impegno della Rai per il cinema sono i numeri: «Venticinque titoli in totale, di cui quattro film italiani e uno internazionale nel Concorso e altri quattro Fuori concorso – afferma il presidente di Rai Cinema Nicola Claudio – indice di una tendenza produttiva del nostro Paese, che conferma la scelta di Rai Cinema di investire in progetti sempre più competitivi a livello internazionale, con budget anche molto consistenti e opere sempre più differenziate come target di riferimento e con le caratteristiche giuste per conquistare anche gli spettatori che nei prossimi mesi potranno vedere in sala molti dei film presentati alla Mostra di Venezia». 

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Il territorio, la sua anima

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FEDERICO QUARANTA

Un’Italia da vivere e da raccontare con “Linea Verde Bike”, il sabato alle 11.55 su Rai 1, e con “Il Provinciale”, da domenica 17 settembre, per tre puntate, in prima serata su Rai 3. «Sono tre racconti incredibili che ci porteranno in Sardegna, in Lucania, in Puglia» spiega il conduttore, che al pubblico promette emozioni vere: «Non quelle studiate a tavolino, ma frutto di esperienze e di incontri»

La sua nuova stagione Tv è partita in bicicletta…

Con “Linea Verde Bike” racconto dell’Italia che percorriamo pedalando. Con le tante ciclabili che abbiamo, con le ciclovie, con i sentieri praticabili in bicicletta, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Abbiamo tutto da offrire. Con la bicicletta arrivi ovunque. La bici è un mezzo lento, sostenibile. Circa la metà dei turisti che viene in vacanza in Italia, usa la bicicletta almeno una volta durante il soggiorno. È il mezzo più antico e al tempo stesso più contemporaneo che ci sia.

Ci parla del suo rapporto con la bici?

Sono un ciclista, uso in particolare le mountain bike, anche quelle a pedalata assistita, molto tecnologiche e performanti. Ho un rapporto ludico e al tempo stesso di sentimento. Quando ho sentito parlare del programma ho pensato che sarebbe stato giusto per me.

Un consiglio a chi voglia mettersi in viaggio con la bici…

L’importante è non volere strafare e prepararsi un po’. Se lo fai invece come attività sportiva, come faccio io, allora ci si deve preparare bene, la bici non è un mezzo da prendere alla leggera. In ogni caso bisogna utilizzare tutte le dotazioni di sicurezza: il casco, le ginocchiere, tutto quello che può servire per non farsi del male.

A breve vedremo “Il Provinciale” arriverà in prima serata. Una nuova sfida…

È il momento più importante, il coronamento di un viaggio incredibile che ha messo a repentaglio anche le cose importanti della mia vita. Lo spirito di abnegazione che ho dedicato non è solo mio, ma è anche il sacrificio di tutta la mia famiglia, alla quale devo dire solo grazie. E poi è una responsabilità, perché essere scelti dalla rete come i sostituti di Fabio Fazio, dopo vent’anni, fa anche paura. Però io e i miei autori non ci tiriamo indietro e vogliamo fare bene. “Il Provinciale” è un viaggio antropologico, culturale. Sta bene a Rai 3 la domenica sera alle 21.15, l’ora del divano. Perché è un programma che devi seguire davvero passo passo, parola per parola, immagini e parole. Poi c’è la storia umana.

In quali mondi ci porterete?

Sono tre racconti incredibili. Partiremo dal cuore della Sardegna con il racconto del codice barbaricino del banditismo, dei mamuthones, degli acabadora, degli janas, fino ad arrivare alla civiltà nuragica. Andremo poi in Lucania per quello che è il racconto dei racconti, cercheremo l’origine di tutte le storie, in particolare quelle utilizzate dai fratelli Grimm per scrivere le favole più belle. E poi concluderemo il ciclo in Puglia, dove il racconto sarà legato alla taranta, all’origine del tarantismo e della catarsi da parte delle donne che volevano emanciparsi da una società maschilista, materialista e patriarcale.

Vi ritroveremo di nuovo in onda sul finire del 2023…

A Natale proporremo altri due racconti. Il primo sarà dedicato a Santa Claus, a Babbo Natale, l’altro al santo d’Italia, San Francesco d’Assisi, e a Santa Chiara. La forza della disobbedienza, la fede come unica strada. Dopo Sanremo ci saremo con altre otto puntate.

E’ uno dei narratori televisivi più apprezzati. Cosa significa trasferire le proprie emozioni al pubblico?

Tutto è nato per caso, un percorso lento, di studio, di spirito di abnegazione, di volontà, di mettersi in grande discussione. Servono fatica e preparazione. Anche il talento va alimentato, va sostenuto. La differenza la fanno il sacrificio, la preparazione, ma soprattutto l’emozione. Mentre racconto provo quelle emozioni, non sono studiate a tavolino. Le vivo talmente con trasporto che i telespettatori le avvertono, sono partecipi. È bellissimo. Un’esperienza di condivisione e di inclusione stupefacente.

Da qualche giorno è in libreria con “I diari del Provinciale” (Rai Libri), in che mondo ci porta?

È un libro intenso, sono i racconti de “Il Provinciale” che si leggono. È stato bellissimo farlo, scriverlo, riprendere i copioni, ritrovare le storie che avevamo portato nel programma. Con la scrittura si applica un altro valore, quello della fantasia. Con il libro entri in un racconto e lo fai tuo. “I diari del Provinciale” mi ha consentito anche di scrivere dei pensieri molto importanti su valori persi e ritrovati. Oltre ai racconti ci sono momenti di antropologia e di filosofia, spicciola, perché non sono un filosofo o un antropologo. È un libro da non perdere.

A chi dedica questo lavoro?

In primo luogo, alla mia famiglia, a mia moglie, che ha avuto pazienza, che ha saputo aspettare, che ha fatto cose magnifiche per me e che io tante volte ho trascurato in nome della mia crescita, e alla mia bambina.

In questo libro, nei suoi programmi, c’è tanto amore… Senza l’amore non faccio niente. Senza amore non sarei un uomo, senza amore non varrebbe la pena vivere questo viaggio incredibile che è la vita. L’amore va preservato, tutelato, curato, mantenuto. Se uno perde l’amore cosa progetta a fare, cosa cammina a fare? Lo scopo della vita è l’amore. L’amore per la famiglia, per gli amici. Senza l’amore nulla ha senso

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Tutto il giorno con la Rai

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DAYTIME

Dall’attualità di “Unomattina” agli appassionanti game del preserale: “Reazione a catena”, “Il mercante in fiera”, “L’eredità”. Dalla conferma di appuntamenti di successo come “È sempre mezzogiorno” e “La Vita in diretta” al nuovissimo “La Volta Buona”. La Direzione Daytime guidata da Angelo Mellone ha presentato i programmi in onda da lunedì 11 settembre su Rai 1, Rai 2 e Rai 3

Una Tv che si confronta con il proprio pubblico e che racconta ciò che siamo, con intelligenza, con il sorriso e sempre con empatia: dalle prime ore del mattino fino al telegiornale della sera. La Direzione Daytime ha presentato i programmi che vedremo in onda dalle prossime ore e che ci terranno compagnia sino alla primavera sulle reti generaliste della Rai. «Sarà una stagione di grandissime conferme: “Reazione a catena”, “È sempre mezzogiorno”, “Unomattina”, “La vita in diretta”, “I fatti vostri”, “Bella ma’”, “Unomattina in famiglia”, cioè le corazzate del day time, che sono però anche piattaforme dove appoggiare sperimentazioni, nuovi programmi» afferma il direttore Angelo Mellone. «“Il Provinciale” passa in prima serata, arriva “Origini”, un programma di archeologia. Il daytime arriva anche su Rai 3, nel pomeriggio, con “Il Palio d’Italia”, un programma sui giochi da strada, una gara fra paesi. Ritorna “Per un pugno di libri”, arriva “La seconda vita”, dedicato agli anziani che non sono tanto anziani, nella vita dopo la pensione, e poi un dating dedicato al rapporto genitori-figli. Ma tutto su un grande consolidato: il grande racconto italiano. Questo è il daytime: intrattenere, informare, educare gli italiani, dalla mattina fino all’ora di cena, dialogare con le altre direzioni e soprattutto raccontare l’identità italiana e far stare bene le persone che ci guardano. Accompagnare le tante solitudini che ci sono in Italia».

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Lucio per amico

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DOCUFILM

A 25 anni dalla scomparsa di Battisti, l’omaggio a uno degli artisti italiani più amati di sempre tra ricordi di amici e colleghi, materiali d’archivio inediti e le performance esclusive di Gianluca Grignani, Noemi, Giovanni Caccamo e Giusy Ferreri. Con la partecipazione straordinaria di Mogol, mercoledì 13 settembre in prima serata su Rai 1

MONTIBATTISTI 016

In occasione dei 25 anni dalla scomparsa, arriva su Rai1 in prima serata, mercoledì 13 settembre, il docufilm evento “Lucio per amico. Ricordando Battisti”, ideato e scritto da Maite Carpio e prodotto da Garbo Produzioni in collaborazione con Rai Documentari, per provare a raccontare l’avventura umana e artistica di Lucio Battisti, attraverso un vasto e, in alcuni casi, inedito materiale d’archivio italiano e internazionale, unito ai ricordi di chi lo ha conosciuto, primo fra tutti Mogol,il compagno d’arte e d’avventura.

Pietruccio Montalbetti, Roby Matano, Gianni Dall’Aglio, Mario Lavezzi, Franco Daldello, Mara Maionchi, Caterina Caselli, Adriano Pappalardo, Franco Mussida e Tony Ciccoaccompagneranno il telespettatore alla scoperta del ‘mistero Battisti’, figura centrale della cultura musicale di un intero Paese, che ha rifiutato lo stardom e la visibilità per rimanere fedele a sé stesso. Testimone d’eccezione sarà Giulio Rapetti, in arte Mogol, al centro di un’ampia intervista che ripercorrerà l’amicizia e la lunga collaborazione di questa memorabile coppia creativa.

A scandire il racconto, le canzoni che hanno rivoluzionato il panorama musicale italiano, molte eseguite dalla voce dello stesso Battisti, altre con le perfomance esclusive di Gianluca Grignani, Noemi, Giovanni Caccamo e Giusy Ferreri. Sotto la direzione artistica del Maestro Enrico Melozzi, interpreteranno, ognuno con il proprio stile unico e personale, quattro canzoni – “Il tempo di morire”, “Amarsi un po’”, “Emozioni” e “Io Vivrò” – quattro successi tratti da un repertorio che rappresenta un unicum nella storia della musica, capace di parlare ancora oggi a intere generazioni.

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La tv che parla di noi

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Da lunedì 11 settembre alle 8.30 torna lo storico programma di Rai 1 con Massimiliano Ossini e Daniela Ferolla. L’attualità, gli approfondimenti e una particolare attenzione alle notizie positive, tutto rigorosamente in diretta. Il RadiocorriereTv ha incontrato i conduttori  

Massimiliano

Con gentilezza e sorriso

Prossimo al ritorno a “Uno Mattina”, come si sta preparando?

Intanto nella sveglia (sorride), nonostante anche nel corso dell’estate non mi sia mai svegliato troppo tardi, proprio per rimanere allenato. Stiamo lavorando per apportare qualche piccola modifica al programma. Mi piacerebbe avere ancora più finestre aperte con i nostri inviati, per raccontare da vicino quello che accade fuori dallo studio, nella quotidianità di chi ci guarda, di noi tutti.

Cosa le ha insegnato il pubblico della Rai?

A essere sincero, a essere me stesso e a portare il sorriso, il buon umore. Una scelta che ha sempre pagato, che mi contraddistingue. Un’eredità del mitico Fabrizio Frizzi che mi piacerebbe portare avanti.

Qual è stata la difficoltà più grande nel portare avanti la sua rivoluzione gentile in Tv?

Attirare l’attenzione del pubblico con le notizie belle, parlando di solidarietà, di empatia, di gentilezza, non fermandosi alla cronaca nera, evitando un racconto urlato. Continueremo a proporre una narrazione e talk garbati e rispettosi.

Quali sono i propositi per questa nuova stagione televisiva?

Riuscire a fare un ottimo prodotto, soprattutto nella nuova fascia del programma, tra le 8.30 e le 9.

Un pregio e un difetto di Massimiliano…

Ho tanta voglia di fare, di imparare, di mettermi in gioco, ho tante passioni e mi entusiasmo facilmente. In tutto quello che faccio metto tutto me stesso. Un mio difetto? A volte sono un po’ troppo testardo.

Ci svela qualcosa che il pubblico ancora non sa di lei?

Che faccio con passione questi programmi, che amo i temi della sostenibilità, dell’ambiente, ma che dentro di me c’è una gran voglia di fare un quiz (sorride).

Rivolga un pensiero alla sua compagna di viaggio…

A Daniela dico “kalipè”, che è il mio motto. Oppure, visto che sono appena tornato dall’Africa, “pole pole”. La invito ad andare con passo lento e corto, di godersela piano piano per poi fare grandi passi, che è quello che ho imparato in questi 24 anni di televisione.

Daniela

Sempre me stessa

Come ci si prepara al debutto in un programma tanto amato?

È importante capire cosa chiede il pubblico. Si studia, ci si documenta e ci si affida ai grandi professionisti della Rai, autori in primis. Ingredienti fondamentali sono anche la curiosità e la spontaneità, capaci di catturare chi ti segue da casa.

Cosa le ha insegnato, in tanti anni di Tv, il pubblico della Rai?

A essere vera. Con pregi, difetti, errori, semplicità. Cercherò, anche questa volta, di essere me stessa.

Dopo migliaia e migliaia di chilometri per raccontare l’Italia verde la vedremo in uno studio Tv, che Daniela scopriremo?

Spero la Daniela di sempre, nonostante il contesto sia diverso, un po’ più istituzionale. Vorrei portare un sorriso, gentilezza e anche un pizzico di spensieratezza.

Quali sono i propositi per questa nuova stagione televisiva?

Stare bene, essere in forma, lavorare con serenità e provare tante emozioni, perché emozionarsi significa vivere. Spero quindi in una stagione piena di momenti belli e interessanti, per noi e per chi ci seguirà.

Un pregio e un difetto di Daniela…

(sorride) Penso di essere molto altruista e “capatosta”. Quando mi impunto su qualcosa faccio proprio fatica a cambiare idea.

Ci sveli qualcosa che il pubblico ancora non sa di lei?

Che sono una donna molto ordinata. Un ordine quasi maniacale, che io sia a casa o in albergo, punto a non lasciare nulla fuori posto.  E poi… ho paura dei ragni.

Rivolga un pensiero al suo compagno di viaggio… Insieme faremo una bella stagione televisiva, con spensieratezza, gentilezza, dolcezza, portando avanti le nostre battaglie green, a partire da quella per una vita sana. Divertiamoci.

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ULISSE, IL PIACERE DELLA SCOPERTA

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Da 7 settembre, in prima serata su Rai 1, quattro puntate con Alberto Angela per conoscere luoghi affascinanti e personaggi dalle storie emozionanti

A partire da giovedì 7 settembre alle 21,25 su Rai 1 riprendono i grandi viaggi del programma di Rai Cultura “Ulisse, il piacere della scoperta”. Alberto Angela torna in prima serata con una nuova stagione di quattro puntate dedicate a luoghi da sogno e a personaggi del passato dalle storie emozionanti.

La prima puntata di “Ulisse, il piacere della scoperta” ci porta alla scoperta di Petra,l’affascinante città dei Nabatei, dimenticata per secoli e riscoperta solo all’inizio dell’Ottocento. È Il punto di partenza per un itinerario alla scoperta della Giordania, una terra di mercanti, di profeti, di re. Qui, in un angolo del fiume Giordano, Gesù è stato battezzato; dall’alto del monte Nebo Mosè ha guardato la terra promessa senza tuttavia poterla raggiungere; e qui sorgevano le mitiche città di Sodoma e Gomorra sprofondate nel Mar Morto. Sono molte le sorprese che ci riserva questo lembo di Oriente. A cominciare da una delle città romane meglio conservate: Jerash, l’antica Gerasa, fino alla distesa pietrosa di Um Ar-Asas, e Amra. Tanti i personaggi mitici nella storia della Giordania, ma uno in particolare si impone nell’immaginario collettivo grazie anche a uno splendido film: Lawrence d’Arabia. Impossibile percorrere l’ammaliante deserto del Wadi Rum senza pensare continuamente a lui.

La seconda puntata, in onda il 14 settembre, ha per protagonista una ragazza ebrea divenuta immortale grazie al suo emozionante diario:Anna Frank. Alberto Angela ci conduce nei luoghi dove Anna è cresciuta ed è stata felice prima che la sua vita cambiasse per sempre obbligandola a rifugiarsi con la famiglia in un nascondiglio segreto per sfuggire alla violenza dei nazisti. Scopriremo quante insidie la clandestinità nascondesse, conosceremo i benefattori che aiutarono i Frank in quei terribili momenti. Ma chi invece li ha traditi? Esiste davvero un cold case Anna Frank, sapremo mai i nomi dei possibili delatori? E mentre Anna si nascondeva, una sua coetanea faceva la staffetta contro gli invasori: è Audrey Hepburn.Ascolteremo una sua rara intervista, nella quale ha raccontato di essere stata una delle prime persone a prendere in mano e a leggere il diario originale di Anna. Nei medesimi anni un’altra ragazzina ebrea, in Ungheria, viveva gli stessi travagli di Anna Frank, è la scrittrice Edith Bruck, che ci ha raccontato la sua terribile esperienza nei campi di sterminio e di concentramento di mezza Europa, fra cui il campo di Bergen Belsen. E’ proprio qui, che con Alberto Angela rivivremo gli ultimi giorni di vita di Anna e di sua sorella Margot.                                                                                                                             

 “Istanbul, la città che visse tre volte” è il titolo della terza puntata di “Ulisse, il piacere della scoperta” in onda giovedì 21 settembre. È un viaggio di Alberto Angela nella storia di una delle città più affascinanti del mondo: prima colonia greca col nome di Bisanzio, poi con il nome di Costantinopoli per più di mille anni capitale dell’Impero Romano d’oriente e per altri cinquecento dell’Impero Ottomano e infine megalopoli della moderna Turchia con il nome di Istanbul. Nell’appassionante storia di questa città, divisa tra Europa ed Asia, si muovono imperatori e sultani, basilisse e concubine, eunuchi e visir, e ciascuno lascia un’impronta più o meno duratura del suo passaggio nell’inconfondibile skyline che si affaccia sul Corno d’Oro. Un viaggio nella storia e nelle bellezze artistiche di una città che ha avuto centinaia di vite diverse, sicuramente almeno tre, se si considerano i nomi con cui è stata conosciuta nei secoli: Bisanzio, Costantinopoli, Istanbul.

Nella quarta ed ultima puntata di questa stagione, giovedì 28 settembre, insieme ad Alberto Angela ripercorreremo la storia di uno dei più famosi, affascinanti e discussi imperatori di Roma: Nerone. Figura fuori dagli schemi tradizionali, il ritratto che di Nerone che ci è stato tramandato dalle fonti antiche è quello di un imperatore lussurioso, megalomane e sanguinario, capace di uccidere la madre, Agrippina, e addirittura di incendiare Roma per poter dare libero sfogo ai suoi progetti urbanistici. Ma chi era davvero Nerone? Indagheremo sulla vita di questo personaggio, facendo luce sui molti lati oscuri – e sulle molte fakenews – che per secoli ne hanno alimentato il mito. Un viaggio che avrà inizio proprio da quello che è stato l’evento più famoso del suo regno, il Grande Incendio di Roma che nel luglio del 64 d.C. ridusse la capitale dell’impero a un cumulo di macerie. Come in una moderna “spy story”, insieme ad Alberto Angela proveremo a ricostruire le tappe del più grande incendio dell’antichità, smentendo molti dei “falsi miti” intorno a questa tragedia ed evidenziando il reale ruolo avuto da Nerone in questo episodio cruciale non solo per la storia di Roma, ma per tutto il mondo occidentale.

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Una commedia pericolosa

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Enrico Brignano, Gabriella Pession, Paola Minaccioni e Fortunato Cerlino sono i protagonisti della pellicola diretta da Alessandro Pondi, coprodotta da Rai Cinema e Rodeo Drive. «Un film sulla verità e la menzogna, due concetti separati da un labile confine – dice il regista – tutti nascondono qualcosa, tutti hanno un piccolo o grande segreto inconfessabile»

Una commedia a tinte gialle, rosa e nere. È nelle sale il quarto film di Alessandro Pondi interpretato da Enrico Brignano, Gabriella Pession, Paola Minaccioni e Fortunato Cerlino. Da quando a sette anni vide per la prima volta un film di James Bond, Maurilio Fattardi (Brignano) sogna di diventare un agente segreto. Oggi è responsabile della sicurezza di un centro commerciale e si fa chiamare Agente Mao. Vive da solo in un appartamento a Roma e dalla sua finestra sul cortile spia i condomini, di cui sa tutto! Proprio nell’appartamento di fronte si trasferisce una donna molto attraente: è Rita (Pession), una hostess di linea un po’ malinconica. Una sera Maurilio assiste ad una furiosa litigata tra lei e uno sconosciuto. Le ombre che intravede suggeriscono che l’uomo le sta mettendo le mani al collo. Questo è omicidio! Ma quando Maurilio arriva nell’appartamento di Rita in compagnia della polizia il cadavere non si trova. Per giunta, sulla porta appare Rita che li guarda allibita. Maurilio sembra l’unico a credere a ciò che ha visto e inizia un’indagine privata e rocambolesca, coinvolgendo la bella vicina di casa. La verità non è mai quel che sembra e ognuno cerca di nascondere i propri segreti. Indizio dopo indizio, nonostante tutto sembri giocare contro di loro, i due riusciranno a ricostruire una serie di segreti e a scoprire la verità. “Il film si ispira ad un grande classico del cinema, ‘La finestra sul cortile’ di Alfred Hitchcock, raccontato con le sfumature di ‘Misterioso omicidio a Manhattan’ di Woody Allen e il tono scanzonato e avvincente de ‘La pantera rosa’ di Blake Edwards, dove il giallo si mescola alla commedia causando una serie di reazioni a catena esilaranti” afferma il regista Alessandro Pondi. “‘Una commedia pericolosa’ – prosegue – è un film sulla verità e la menzogna, due concetti separati da un labile confine, e racconta come, per arrivare alla verità, bisogna necessariamente cercare le cause di determinate azioni e non soffermarci esclusivamente sugli esiti finali. I vari personaggi della storia sono tutti in bilico tra verità e menzogna, tutti nascondono qualcosa, tutti hanno un piccolo o grande segreto inconfessabile”. Maurilio (per tutti ‘Agente Mao’) esplora le vite degli altri raccontandoci che la verità cambia aspetto a seconda dell’angolazione da cui la si guarda.

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LINEA VERDE BIKE

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Con Federico Quaranta e Giulia Capocchi il racconto del territorio italiano attraverso il mezzo “green” per eccellenza: la bicicletta. Il sabato alle 12.00 su Rai 1

2022,Linea Verde,Federico Quaranta

In Italia esiste una moltitudine di piste ciclabili e ciclovie, in alcuni casi ricavate da vecchie ferrovie ormai dismesse, tracciati di bike-trekking, itinerari storici, naturalistici ed enogastronomici dedicati alle due ruote, con percorsi permanenti segnalati. Proprio attraversando questa ricca ragnatela di rotte dedicate alle due ruote, “Linea Verde Bike”, alle 12.00 su Rai 1, dà vita ad un racconto delle bellezze e delle peculiarità di un territorio italiano, diverso ogni settimana.

“Linea Verde Bike” è un format televisivo settimanale condotto da Federico Quaranta e Giulia Capocchi, arguti e genuini storytellers. Ideato da Ludovica Casellati e Giuseppe Bosin, è un racconto del territorio italiano, con una carrellata di situazioni e personaggi virtuosi legati al mondo dell’ambiente, dell’agricoltura e dell’enogastronomia, dalla prospettiva di chi, questo territorio, lo percorre grazie all’utilizzo del mezzo di trasporto “green” per eccellenza: la bicicletta.

Nella prima serie di Linea Verde Bike Federico Quaranta e Giulia Capocchi attraverseranno le zone a ridosso della laguna veneta fra le province di Treviso e Venezia, il Salento, le montagne del cuneese in Piemonte, la maremma toscana, la provincia bresciana in Lombardia e quella perugina in Umbria.

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Ribelli

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FEDERICA DE DENARO

Angela Casella madre coraggio, Domenico Modugno, Padre Pio e Marco Pantani sono i protagonisti della seconda edizione del programma in onda su Rai 3 dal 9 settembre. Uomini e donne che si sono ribellati alle convenzioni e al sistema a costo di grandi sofferenze e solitudini. La conduttrice al RadiocorriereTv: «Raccontiamo storie di coraggio e libertà»

“Ribelli”, siamo alla seconda edizione, che viaggio faremo?

Un viaggio che racconta le personalità uniche e ribelli di uomini e donne che, in vari campi, hanno rotto, scardinato, schemi precostituiti, e hanno avuto il coraggio di affrontare rischi e sfide.

Quattro grandi storie con personaggi altrettanto significativi …

Apriremo l’edizione, che prenderà il via il 9 settembre, raccontando una storia straordinaria, che anche personalmente mi ha appassionata tantissimo, quella di Cesare Casella, ma soprattutto di sua mamma Angela, la vera ribelle. La ricordiamo come madre coraggio, un’eroina moderna. Cesare fu rapito a Pavia nel 1988, vittima di uno dei più lunghi sequestri a scopo di estorsione mai avvenuti in Italia, e venne rilasciato dopo 743 giorni di prigionia. Lui è vivo quasi solo grazie a questa mamma che, in preda a una solitudine disperata, arrivò  a sfidare la criminalità organizzata. Andò nella Locride dove si incatenò e si rivolse alle donne calabresi parlando loro da mamma a mamma. Questo smosse la coscienza collettiva e portò alla liberazione di Cesare. Grazie anche ad Angela Casella e al suo coraggio in Italia si approvò di lì a poco la legge sul blocco dei beni, provvedimento che diede fine alla lunga lista di sequestri che per decenni aveva tenuto l’Italia sotto scacco dei rapitori.

Non sono solo storie di persone che hanno cambiato il corso della loro vita…

… ma che hanno contribuito a cambiare anche la nostra e quella del nostro Paese. La seconda personalità che incontreremo sarà quella di Domenico Modugno, prima grande icona pop della musica leggera nazionale. Entrò come un tornado nel paludato mondo della musica degli anni Cinquanta, in cui si parlava sono di amore, introducendo i temi del suicidio, dei figli non riconosciuti, solo per citarne alcuni. Con lui la musica leggera cambiò, Modugno fu rivoluzionario anche per la sua gestualità, per il suo vivere la scena. La sua vita stessa fu una vita da ribelle.

Sabato 23 settembre incontrerete una ricorrenza importante.

Quella della morte di Padre Pio da Pietralcina. A San Pio sarà infatti dedicata la terza puntata di “Ribelli”. Parleremo di una delle figure più importanti della chiesa moderna, amatissima e al tempo stesso molto discussa, anche dalla Chiesa stessa. Padre Pio non si fermò davanti a nessuno, nemmeno contro chi contestava il suo agire.

Nell’ultimo appuntamento di “Ribelli” sarà invece raccontato un grande sportivo.

Marco Pantani, icona del mondo del ciclismo, protagonista di una storia dalle tinte chiaroscure. L’aspetto di ribellione, di coraggio, dell’uomo e dello sportivo Pantani, è stato quello di avere denunciato un malfunzionamento del mondo dello sport e del ciclismo in particolare.

Quanta contemporaneità c’è in queste storie?

Tantissima, le figure che raccontiamo possono essere davvero una fonte di ispirazione. Si tratta di persone che hanno avuto il coraggio di prendere in mano la propria vita e di andare oltre gli ostacoli. La società contemporanea ci porta a volte a stare nel nostro comodo, bisogna invece avere il coraggio di scardinare lo status quo. Penso che, ad esempio, Angela Casella sia una donna a cui ispirarsi. La parola ribelli unisce in sé i concetti di coraggio e libertà.

Cosa rappresenta per te “Ribelli”?

Un passaggio importantissimo. Sono felice perché questo programma arriva in un momento di grande maturità, al di là dell’età anagrafica. Parto facendo giornalismo, quello più tradizionale, poi con “Vita in diretta” ho fatto un po’ di tutto, dalla cronaca bianca allo spettacolo, quindi, mi sono dedicata al territorio e alla cucina. “Ribelli” è un regalo del mio direttore, Angelo Mellone, che ha colto in me la voglia di rimettermi in gioco, spero di poter dare tanto. Raccontare storie è un privilegio assoluto, il motivo per cui faccio questo lavoro.

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I segreti della longevità

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PETROLIO

In attesa della nuova stagione, uno speciale del programma di inchiesta e approfondimento con Duilio Giammaria. Mercoledì 6 settembre in prima serata su Rai 3

«Longevità significa riuscire ad andare avanti negli anni e sentirti bene con il tuo corpo». Parola di Roberto Bolle, 48 anni e un’intensissima attività con una tournée in tutto il mondo. Anche lui, che parla del proprio rapporto con il fisico e l’età, è tra le voci dello speciale sulla longevità di “Petrolio”, il programma di inchiesta e approfondimento con Duilio Giammaria, in onda mercoledì 6 settembre in prima serata su Rai 3.

La scienza e la ricerca annunciano l’arrivo, entro dieci anni, di farmaci capaci di interrompere o rallentare il processo di senilità. Ma c’è, intanto, chi non aspetta e “Petrolio” ha seguito la giornata tipo del milionario texano Brian Johnson che investe due milioni di dollari l’anno nel suo tentativo di bloccare la senilità: «Dimostrare che l’età può essere arrestata – dice – cambierebbe ogni cosa».

In attesa delle cure rivoluzionarie contro la senilità, invece, nel nostro Paese crescono l’età media e contemporaneamente numerose patologie croniche, infiammatorie e neuronali, legate alla degenerazione senile che pesano sulla vita degli anziani e delle loro famiglie, e sul sistema sanitario.

“Petrolio” indaga, inoltre, sul rischio di pericolose conseguenze dovute all’uso di integratori che, seppure di origine vegetale, possono avere impatti drammatici sulla salute e mette in luce i retroscena di un mercato valutato miliardi, che sfugge ai controlli, in quanto gli integratori sono catalogati come alimenti e non farmaci. La speranza di potersi curare con metodi alternativi spinge al consumo di integratori e vitamine: un fenomeno che ha trasformato l’Italia in uno dei principali mercati a livello globale. L’uso di pillole che promettono miracoli è diventato un’abitudine per molti italiani, che cercano facili soluzioni: dalla stanchezza all’irascibilità, dalla caduta dei capelli alle malattie neurodegenerative.

Attraverso il contributo degli esperti della società pubblica “Sport e Salute”, “Petrolio” esplora anche quali siano metodi e accorgimenti per una vita più longeva: la restrizione calorica, il digiuno intermittente, cibi naturali e attività fisica. Tutti metodi per mantenere attivo il metabolismo e vivere meglio. Anche perché bisogna fare i conti con le conseguenze mediche e sociali di una popolazione più longeva, ma ancora in gran parte sedentaria e quindi soggetta a sovrappeso e obesità: in alcune regioni, più del 50% dei bambini rientra in queste categorie e ciò ha e avrà un impatto pesante sul sistema sanitario già oberato dalla cura di patologie che potrebbero essere prevenute.

Protagonista anche lo scienziato Luigi Fontana, specialista mondiale di longevità e metabolismo, in un viaggio dalla Puglia al Trentino, in cui l’attualità scientifica si fonde con la pratica ospedaliera.

In studio, con Duilio Giammaria, il decano della farmacologia italiana Silvio Garattini e l’immunologa Alessandra Viola condivideranno le migliori conoscenze e le pratiche per vivere una vita lunga e sana, mentre il filosofo della biologia Telmo Pievani esplorerà la storia biologica del mondo per comprendere il contesto in cui digiuno intermittente e restrizione calorica sono stati la prassi nell’evoluzione millenaria dell’umanità.

Il programma è firmato da Duilio Giammaria e scritto con Marco Bonfante, Salvo Carrara, Giovanna Ciorciolini, Micaela Farrocco. Collaborazione di Chiara Cetorelli. La scenografia è di Claudia Sammicheli, Luca Marianelli, il direttore di produzione è Guido Costantini e quello della Fotografia Gianni Tosti. I costumi sono di Alessandra Di Battista e il produttore esecutivo è Gabriella Serafini. A cura di Laura Chieregato, la regia è di Marco Bonfante.

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