Maria Chiara Giannetta e Giuseppe Zeno

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Nuove forze

 

Giunti alla terza stagione per Blanca e Liguori, per i quali sembra ancora difficile far uscire allo scoperto i profondi sentimenti che li uniscono, è arrivato il momento di iniziare un confronto profondo con se stessi. Ce lo hanno raccontato i protagonisti della serie, in onda il lunedì in prima serata Rai 1

 

Per Blanca e Liguori è proprio il caso di dirlo… che coppia!

GIANNETTA: Rispetto a dove li avevamo lasciati nella scorsa stagione, per loro non ci sono nuove avventure. Liguori inizia una convivenza con un’altra persona, mentre Blanca ha perso il suo Linneo e ora, più che mai, sente il bisogno della presenza di un amico.

Come cambiano gli equilibri con le new entry di questa terza stagione?

ZENO: I nuovi personaggi portano fratture, in alcuni casi insanabili, influenzando sia la trama orizzontale che quella verticale. Introducono mistero e tutto ciò che serve per far evolvere la storia in modo naturale.

GIANNETTA: Alcuni cambiamenti saranno indelebili.

Questa è la stagione della fragilità. In che cosa i vostri personaggi si scoprono vulnerabili?

GIANNETTA: Blanca si sente fragile ogni volta che deve affrontare responsabilità da sola. Questa volta non potrà contare sull’aiuto di nessuno.

ZENO: Liguori è un uomo emotivamente fragile: non riesce mai ad aprirsi davvero con l’altro. Forse, però, in questa stagione riuscirà a “curare” questa difficoltà, prendendo una direzione inaspettata.

Cosa significa avere qualcuno accanto per Blanca e Liguori?

GIANNETTA: Al di là del tipo di rapporto, tra loro c’è un legame profondo di fiducia ed empatia. Dopo tutto quello che hanno vissuto, si capiscono al volo. Blanca, ad esempio, sa che affrontare la perdita di Linneo con il sostegno di Liguori è meno doloroso.

ZENO: Avere qualcuno accanto è sempre fondamentale. Il confronto con l’altro ti aiuta a conoscerti, a riconoscere e superare fragilità e difetti, o a far emergere punti di forza. Essere soli, senza qualcuno che ti conosce, ti apprezza e ti rispetta, rende difficile persino riconoscere le proprie qualità.

Genova è una città molto presente nella serie. In cosa la ritrovate nei vostri personaggi?

GIANNETTA: Genova è tanto affascinante quanto complessa, anche dal punto di vista architettonico. C’è una confusione visiva in cui però ci si muove con naturalezza, proprio come Blanca. Vederla a suo agio in questa complessità racconta moltissimo di lei.

ZENO: Genova non è una città semplice, nemmeno da girare in auto con il navigatore. Ma è il luogo ideale per la storia di Blanca: percorsi tortuosi, intrecci complicati, quando basterebbe essere più diretti. E poi c’è il mare: a volte tempesta, altre rifugio e calma. Per Liguori rappresenta entrambe le dimensioni.

GIANNETTA: Non è un caso che molte scene di confronto tra i personaggi siano girate proprio davanti al mare.

In che cosa vi hanno sorpreso Blanca e Liguori?

GIANNETTA: Per me è stato un viaggio necessario, che mi ha permesso di scoprire fino a dove potevo spingermi, anche tirando fuori la mia parte più infantile e spontanea.

ZENO: In teatro e in tv spesso pensiamo che l’arte drammatica sia soprattutto parola. Invece, Liguori comunica più con i silenzi, che a volte sanno essere persino più incisivi.

 

 

La storia continua…

Serata 3 – Il delfino

Il tentato omicidio di un giovane tirocinante del Centro Recupero Animali Marini, precipitato da un tetto in circostanze sospette, porta Blanca e Liguori a indagare fianco a fianco e fa riaccendere i sentimenti dell’ispettore per la collega, ma Blanca è presa da altro. Insieme a Domenico, infatti, continua la ricerca del bambino legato a Valsa, su cui il mistero si infittisce: i due, sempre più vicini – con grande disappunto di Eva Faraldi, che tiene molto a Domenico, battono nuove piste per far luce sul caso.

 

Serata 4 – Paura del buio

Blanca, dopo un’aggressione subita dall’assassino di uno psichiatra al Museo del Buio, vive un momento di forte spavento. Decide quindi di prendersi una pausa dal lavoro operativo e Liguori si trova a indagare direttamente con Bacigalupo, che appare particolarmente interessato al caso. Intanto, Liguori cerca di stare vicino a Blanca, ma si accorge di non essere l’unico: anche Domenico le fa spesso visita per aggiornarla sul caso del bambino scomparso, su cui finirà per fare delle scoperte inaspettate.

 

Serata 5 – Acido

Mentre il commissariato San Teodoro è in subbuglio per il caso di uno sfregiatore che colpisce ragazze che si sottopongono alla chirurgia estetica, Blanca accoglie a casa Lucia, in visita a Genova e più caustica che mai. Mentre la nostra protagonista è alle prese con un segreto che fatica a rivelare alla ragazzina, anche Domenico sembra nascondere qualcosa a Blanca. Se ne accorge Liguori, che per proteggerla decide di seguire personalmente i movimenti di Domenico, finendo nei guai.

 

Serata 6 – Il bambino

Mentre Liguori affronta le conseguenze delle sue azioni, Blanca deve confrontarsi una volta per tutte con le bugie di Domenico, che la riguardano da vicino e la portano a chiedersi una volta per tutte se faccia bene a fidarsi di lui. In una corsa contro il tempo, Blanca decide di portare avanti l’indagine sul bambino scomparso mettendosi in pericolo in prima persona. Riuscirà a non avere paura del “buio” che troverà?

 

La Porta Magica

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Al via la seconda stagione del programma che mette al centro le persone comuni e il loro desiderio di trovare finalmente il coraggio di cambiare un aspetto della propria vita. Con Andrea Delogu, dal 29 settembre, dal lunedì al venerdì, alle 17 su Rai 2

 

 

Dopo aver raccontato in prima persona le loro storie, i protagonisti di puntata saranno guidati in un percorso di trasformazione per rivoluzionare il loro modo di vivere. I cambiamenti avranno a che fare con il look, la sfera fisica, il rinnovamento dell’ambiente in cui si vive, il life style, la cucina e altri aspetti cruciali della loro esistenza. Le storie de “La Porta Magica”, a seconda dei casi e dell’importanza della trasformazione richiesta, saranno raccontate nell’arco di una puntata, con la conclusione e lo svelamento del cambiamento in studio, o seguite nel corso di più puntate, con aggiornamenti periodici e uno svelamento finale in studio. Al timone Andrea Delogu, che prenderà per mano i suoi ospiti e li condurrà in un percorso di rinnovamento, avvalendosi, di volta in volta, della collaborazione dei suoi “Angeli”, un cast fisso selezionato per l’empatia, lo stile personale, la riconoscibilità al grande pubblico e la capacità di essere un supporto umano – oltre che tecnico – al cambiamento: il team metterà tutto il proprio sapere, la propria rete di collaboratori e un tocco squisitamente personale nella realizzazione del cambiamento desiderato. Dal 29 settembre, dal lunedì al venerdì, alle 17 su Rai 2.

 

 

 

FALCHI & MONTRUCCHIO

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Nella piazza più amata della Tv

 

Dal 6 ottobre alle 11.10 su Rai 2 riapre “I Fatti Vostri”. Alla conduzione, al fianco di Anna Falchi arriva Flavio Montrucchio. La trasmissione, tra le più longeve e amate della tv italiana, ideata da Michele Guardì, si rinnova con una scenografia moderna, nuove rubriche e un gioco telefonico per il pubblico da casa, senza rinunciare alla musica dal vivo dell’orchestra di Stefano Palatresi e al racconto quotidiano di attualità, emozioni e vita di tutti i giorni

 

Anna Falchi

Dal 2021 al timone de “I Fatti Vostri”: cosa significa per lei questa continuità?

Mi riempie di gioia perché ho trovato la mia seconda famiglia, che lavorando non è una cosa da poco, a partire da Michele Guardì e Giovanna Flora che continuano a darmi conferma, questo significa che hanno piacere di avermi e che ci troviamo bene. È una trasmissione che sento effettivamente mia ed è davvero come tornare a casa. È gioia allo stato puro.

Questa nuova stagione in che cosa si distingue rispetto alle precedenti che ha condotto?

Innanzitutto, c’è il mio nuovo partner. Poi abbiamo un nuovo studio, motivo per il quale iniziamo più tardi dell’altra programmazione del daytime. Tanti nuovi innesti, nuovi volti, confermati Stefano Palatresi, la sua band, Ilaria Mongiovì che canta, ragazza veramente molto talentuosa. Ci saranno nuove rubriche e un nuovo gioco. Quindi tante novità.

Qual è la sfida più grande nel mantenere vivo un programma così storico senza tradirne l’identità?

Sicuramente quella di mantenere un programma molto vivace, che cambia registro continuamente. L’intrattenimento inizia già dal primo mattino con musica, giochi e rubriche, e questo lo trovo molto rassicurante. Inoltre, vengono raccontati alcuni fatti di attualità. Ogni dieci minuti si cambia, cosa che rende il programma sempre dinamico e coinvolgente.

 “I Fatti Vostri” è una piazza che accoglie storie quotidiane, a volte commoventi, altre leggere: quale registro sente più vicino al suo modo di comunicare?

Negli anni ho avuto modo di toccare tante corde, perché le storie legate all’attualità si sono susseguite naturalmente. Spesso, grazie agli autori sempre vigili, abbiamo cambiato il programma anche all’ultimo momento, imparando così ad adattarmi e a vivere le storie con empatia. Allo stesso tempo sono abituata anche all’intrattenimento più leggero della quotidianità, dal cucinare al fare la spesa, dai fiori alla medicina. Mi viene naturale spaziare tra tanti argomenti. In tutto questo metto sempre passione e dedizione, cercando di entrare nelle case con garbo e gentilezza.

In questi anni il pubblico le si è affezionato molto: come vive questo rapporto diretto e familiare con i telespettatori?

Fortunatamente nella mia vita ho avuto un percorso ricco e variegato, cimentandomi in tanti lavori nell’ambito dello spettacolo. Ho iniziato come attrice, poi sono diventata conduttrice, ho fatto radio e teatro, riuscendo così ad abbracciare pubblici diversi. Quello che però sento più vicino è il pubblico della mattina, formato soprattutto da persone che restano a casa, magari più grandi o non più al lavoro. Essere per loro un punto di riferimento mi dà una grande gioia. All’inizio non è stato semplice, perché per una donna come me, che è stata anche un sex symbol, conquistare il pubblico femminile poteva sembrare più difficile. Ma col tempo ho avuto la soddisfazione di essere molto apprezzata dalle donne, e questo per me è il riconoscimento più bello. Le donne, si sa, sono più severe ed esigenti: per questo la loro stima mi gratifica enormemente. Quando vado in giro sento il loro affetto, vedo che si riconoscono in me, e questo mi riempie di piacere e orgoglio.

Dopo tanti anni di conduzione, cosa continua ancora a sorprenderla o a emozionarla in diretta a “I Fatti Vostri”?

Bisogna sempre saper improvvisare, e io sono sempre pronta. La cosa più bella è proprio l’adrenalina della diretta: è quello che amo di più, la capacità di regalare emozioni sempre nuove. In molti lavori, con il tempo, può subentrare la monotonia. Invece andare in onda tutti i giorni, con la necessità di restare attenta e vigile, mi fa sentire viva e mi dà una grande energia.

C’è un consiglio o una raccomandazione che Michele Guardì non manca mai di dare?

Sì, di porsi sempre con gentilezza, con rispetto, trattando tutti allo stesso modo. Qualunque persona ci si trovi davanti, bisogna mantenere educazione e, soprattutto, rivolgersi ancora con il “lei”.

Come concilia il lavoro con i suoi impegni in famiglia?

Fortunatamente è un programma che si concilia perfettamente con la mia vita di mamma. La mattina mi sveglio presto: accompagno mia figlia a scuola e poi vado a lavorare. A pranzo rientriamo insieme, e il resto della giornata è libero. È davvero un ottimo compromesso.

 

FLAVIO MONTRUCCHIO

Qual è stata la sua prima reazione quando le è stato proposto di condurre “I Fatti Vostri”?

Ero in una situazione piuttosto particolare quando mi ha chiamato Angelo Mellone, direttore del Day Time: mi trovavo in campagna a tagliare il grano con una falce. È stata una notizia del tutto inaspettata che mi ha travolto con un susseguirsi di emozioni improvvise. Ricordo bene quel momento così anomalo e surreale: ho avuto bisogno di un po’ di tempo per razionalizzare tutto.

Raccoglie il testimone da conduttori storici, ultimo in ordine di tempo Tiberio Timperi. Sente più responsabilità o più entusiasmo?

Entusiasmo è una parola che mi piace moltissimo ed è un aggettivo che mi accompagna sempre nelle mie conduzioni, perché è uno degli aspetti su cui faccio maggior affidamento. Mi piace trasmettere l’entusiasmo che provo nel fare questo lavoro. Non posso negare di sentire anche una certa responsabilità: non tanto nel confrontarmi con chi mi ha preceduto, ma perché è un programma storico e spero possa continuare anche con me.

Quale lato della sua esperienza porterà a “I Fatti Vostri”?

Porterò ciò che ho imparato non solo dalle conduzioni televisive, ma anche da altre esperienze: per tanti anni ho fatto l’attore, ho lavorato nel musical, quindi magari canticchierò qualche canzone (sorride). Porterò tutto me stesso, a partire dall’entusiasmo di cui parlavamo prima.

Qual è secondo lei la chiave per rinnovare un programma storico senza snaturarlo?

In questo caso sono stati rinnovati il conduttore e lo studio. Restano sempre la struttura e l’obiettivo del programma.

Nella piazza televisiva di Michele Guardì entrano in scena tante storie di persone comuni. Come si prepara ad accoglierle davanti alle telecamere?

Le persone comuni mi piacciono tantissimo, perché sono quelle con cui mi trovo meglio nella vita reale. Cercherò di ascoltarle, perché spesso in televisione vedo che alcuni conduttori prestano più attenzione a ciò che devono fare piuttosto che a ciò che dice l’interlocutore. Spero di riuscire sempre ad ascoltare attentamente quello che le persone raccontano.

Sta iniziando un percorso accanto ad Anna Falchi. Cosa apprezza di più del suo stile e cosa pensa che vi renderà una coppia equilibrata?

Credo ci sarà una giusta alchimia. Penso che troveremo la chiave giusta per lavorare bene insieme. L’importante è che la coppia risulti equilibrata e armoniosa davanti alle telecamere.

Cosa non può mancare nelle sue giornate per sentirsi a casa, anche durante il lavoro?

Per sentirmi a mio agio devo occuparmi anche della mia vita privata: accompagnare i miei figli a scuola, portare fuori l’immondizia. Quando sono al lavoro cerco di creare lo stesso senso di casa.

 

Blanca – Terza stagione

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La forza della fragilità

 

Maria Chiara Giannetta per la terza volta nei panni della consulente di Polizia più colorata e intuitiva, ma molte cose sono cambiate. Indossa sempre felpe colorate e l’atteggiamento è ancora scanzonato, ma la nostra eroina rivelerà un’inedita fragilità. Per la regia di Nicola Abbatangelo, da lunedì 29 settembre per sei serate in prima visione su Rai 1

 

Torna la consulente più colorata e intuitiva, ma molte cose sono cambiate, a cominciare dalla regia, affidata a Nicola Abbatangelo che afferma: “un’esperienza splendida raccogliere l’eredità di una serie potentissima ma anche stimolante dal punto di vista umano. Ho conosciuto da spettatore questa serie e vedendo una protagonista che lotta per vedere e farsi vedere e guardare il mondo. Nel pensare e immaginare questa terza stagione, tutto ruota attorno a questo sguardo. Quello che mi ha fatto innamorare di questa stagione è stato proprio vedere i personaggi guardare la propria vita e cercare di dare ora un nome alle cose, il nome ai sentimenti che provano, alle scelte che fanno.» E a proposito di Genova, sempre più protagonista, Abbatangelo aggiunge: «Non conoscevo bene Genova, sono entrato con gli occhi nuovi, di uno che osserva una città cercando dei posti magici e quelli anche più scuri.»

 

Eccola, è di nuovo lei: Blanca! Stesso intuito infallibile, sempre coraggiosa e generosa ma qualcosa è cambiato. La nostra eroina veste felpe colorate, porta la frangetta e non è più accompagnata da Linneo, la sua fedele amica a quattro zampe. Ora Blanca ha paura del buio, rifiuta il futuro e ha deciso di bastare a se stessa. Quale nuova sfida esistenziale la attende in questa nuova stagione?

Il suo sguardo, che ha sempre guardato al futuro con fiducia, all’inizio della nuova stagione mostra una inedita fragilità. Ha paura del buio e del futuro, nonostante le tante scommesse vinte. Accanto a lei i compagni di avventura di sempre: la giovane Lucia (Sara Ciocca), la fidata amica Stella (Federica Cacciola) e il padre Leone (Ugo Dighero), amorevole e premuroso; in commissariato, il Vicequestore Bacigalupo (Enzo Paci) e soprattutto l’ispettore Liguori (Vincenzo Zeno) che, alla fine della seconda stagione, ha scelto un’altra donna, anche se i sentimenti che prova per Blanca sono tutt’altro che svaniti. E anche Blanca non riesce a ignorare gli stessi sentimenti fino a quando, a sparigliare le carte nel loro rapporto, non arriverà Domenico Falena (Domenico Diele), un contractor che si occupa di sicurezza navale in zone marittime pericolose. Domenico lavora per un’agenzia diretta dalla affascinante manager Eva Faraldi (Matilde Gioli), che lo considera il suo agente migliore. Blanca lo incontra durante il caso di indagine della prima puntata, che si svilupperà per tutta la stagione e li metterà a stretto contatto sulle tracce di un bambino scomparso in circostanze misteriose, facendoli scoprire molto più simili di quanto pensassero. In ogni puntata un caso d’indagine con un’ambientazione particolare tra i luoghi caratteristici di Genova.

 

 

 

I NUOVI PERSONAGGI

 

Domenico Falena – 40 anni (Domenico Diele)

Scarponi consumati da anni di missioni e uno sguardo che tradisce la capacità di tenere a bada le emozioni. Domenico Falena non è un uomo comune: è un contractor, specializzato nella protezione armata delle navi cargo che attraversano le rotte marittime più insidiose. Quando non è in azione, vive a Genova, quartier generale della SSG – Superba Security Group – l’agenzia di sicurezza per cui lavora. È proprio qui, nella città portuale, che Blanca lo incontra durante l’indagine del primo caso di stagione. Falena, infatti, è coinvolto in prima persona in un mistero che si dipanerà lungo l’intera serie. Blanca inizialmente diffida di lui: i suoi “superpoteri” sembrano non avere effetto su quell’uomo enigmatico. Eppure, non può fare a meno di rimanere affascinata, scoprendo poco a poco che Falena le somiglia più di quanto avrebbe mai immaginato. Un incontro destinato a mettere in discussione molte delle sue certezze.

 

Eva Faraldi – 35 anni (Matilde Gioli)

Genova è da sempre una porta sul Mediterraneo, crocevia di commerci e turismo, con un porto capace di accogliere qualsiasi tipo di imbarcazione. È in questo scenario che opera la Superba Security Group, agenzia specializzata nella selezione e formazione di professionisti della sicurezza, nonché nella protezione armata dei cargo in partenza verso rotte ad alto rischio. A guidarla è Eva Faraldi, donna di grande fascino e carattere, stimata e rispettata nel suo settore. La incontriamo già nella prima puntata, quando le indagini portano Blanca e i suoi colleghi a incrociare Domenico Falena, suo dipendente. Fin da subito, Eva si mostra disponibile e collaborativa, pronta a fornire tutte le informazioni utili sul caso. Ma il legame con Falena non è soltanto quello tra datrice di lavoro e agente: per lei Domenico è il migliore, forse qualcosa di più.

 

Cristian Gardi – 50 anni (Biagio Forestieri)

Medico brillante e carismatico, Cristian Gardi dirige la prestigiosa Clinica San Francesco di Genova, rinomata per la neonatologia. Accanto alla carriera, coltiva però una profonda vocazione umanitaria: da anni è volontario in una Onlus di cooperazione internazionale che si occupa di promozione sociale e adozioni internazionali. I nostri lo incontrano mentre indagano sulla scomparsa misteriosa di un bambino. Dietro la sua competenza professionale e il rigore del ruolo, emerge un uomo di straordinaria umanità, capace di conciliare carriera e altruismo. Sarà proprio grazie a lui che il caso troverà la sua chiave di svolta?

 

Le prime due puntate

Serata 2 – Cane 3

Per la prima volta, Blanca sembra avere paura del buio: fatica ad accettare il suo nuovo cane guida – non gli dà nemmeno un nome, chiamandolo solo Cane 3 – mentre Liguori, ancora insieme alla fidanzata Veronica, forse è pronto a prendere una decisione per il futuro che potrebbe cambiare tutto. Ma le attenzioni del commissariato vengono presto catalizzate dal caso dell’omicidio di Valya, una suora venuta dall’Ucraina, legata alla misteriosa scomparsa di un bambino. L’indagine porta Blanca a conoscere Domenico Falena, un affascinante ed enigmatico contractor che lavora per un’agenzia di sicurezza navale genovese.

 

Serata 2 – Il Genovese

I nostri indagano sulla morte di una psicologa del carcere di Marassi, mentre Blanca vive un momento di grandi domande e affronta alcune questioni personali spinose. Eva Faraldi, la responsabile dell’agenzia di sicurezza per cui lavora Domenico, gli assegna una nuova missione lontana da Genova, ma la gelosia di Liguori, che non passa inosservata a Veronica, non riesce a placarsi. Dopo un incontro inaspettato con sua madre Nadia in carcere, Blanca sembra trovare le risposte che cercava.

 

Elisa Isoardi apre il Bar Centrale

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La provincia per capire meglio il Paese. Dal 4 ottobre alle 14 il nuovo show del sabato pomeriggio di Rai 1

 

 

Al via su Rai 1 dal 4 ottobre alle 14 “Bar Centrale”, il nuovo appuntamento del sabato pomeriggio, condotto da Elisa Isoardi, format originale prodotto dalla Direzione Intrattenimento Daytime in collaborazione con Stand by me. In “Bar Centrale” le notizie più commentate della settimana e quelle locali (di costume, società, spettacolo) diventano il pretesto per un confronto corale e inaspettato. In studio, insieme a Elisa Isoardi, tre ospiti fissi Serena Bortone, Rosanna Lambertucci e Davide Rondoni pronti a commentare l’attualità con intelligenza e leggerezza. Il cuore del programma è il collegamento con un bar di provincia. Ogni settimana, un piccolo borgo italiano apre le sue porte al pubblico, raccontando le storie della sua comunità. Tra un caffè e l’altro, le notizie vengono commentate in diretta dagli avventori del bar con un punto di vista autentico della provincia, che arricchisce e sorprende con spontaneità, ironia e buon senso. Studio e bar del paese danno così vita a un dialogo che unisce piazza e salotto, quotidiano e attualità, leggerezza e profondità. “Bar Centrale” è un racconto corale: la provincia non come folclore, ma come lente per capire meglio il Paese. Qui le notizie si trasformano in storie condivise, e il sabato pomeriggio diventa l’occasione per ritrovare il senso di comunità che unisce l’Italia.

 

AL CINEMA

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Testa o croce?

 

Ballata western ambientata in Italia con Nadia Tereszkiewicz, Alessandro Borghi e John C. Reilly. Nelle sale da giovedì 2 ottobre il film coprodotto da Rai Cinema, diretto da Alessio Rigo De Righi e Matteo Zoppis

 

Agli inizi del ‘900, il Wild West Show di Buffalo Bill arriva a Roma per vendere agli italiani il mito della frontiera, a colpi di fucili a salve e spettacoli di cowboy. Qui, nella cornice di una gara di doma divenuta leggenda tra cowboys e butteri italiani, Rosa, giovane moglie del signorotto locale, si innamora di Santino, il buttero che vince la sfida. In seguito all’omicidio del marito, Rosa e Santino fuggono insieme, ma la giustizia, come sempre, è venduta al miglior offerente e sulla testa di Santino viene messa una grossa taglia. Con Buffalo Bill sulle loro tracce, Rosa sogna l’America, quella vera, non quella dei manifesti pubblicitari con i bisonti, ma il suo sogno dovrà fare i conti con la realtà. Perché, come in ogni ballata western che si rispetti, il destino lancia la moneta. E spesso, la verità resta sepolta sottoterra. Nelle sale da giovedì 2 ottobre “Testa o roce?” il film diretto dai registi italo-americani Alessio Rigo De Righi e Matteo Zoppis, che vede nel cast Nadia Tereszkiewicz, Alessandro Borghi, John C. Reilly, Peter Lanzani, Mirko Artuso, Gabriele Silli, con la partecipazione di Gianni Garko. «Il nostro film nasce da una passione profonda per le ballate popolari, le leggende tramandate oralmente e i racconti che da bambini ci venivano narrati come se fossero verità. Storie tramandate di bocca in bocca, come le leggende di frontiera, dove la verità è sempre incerta e si trasforma, diventando mito – dicono i registi – con “Testa o Croce?” abbiamo messo in scena una ballata western ambientata in Italia, un anti-western che parte da premesse classiche (il cowboy, il duello, la fuga) per poi trasformarsi gradualmente in qualcosa di più magico e surreale. L’intento era rompere le convenzioni del genere, reinterpretandolo in chiave italiana e contemporanea». Per i registi il Wild West Show di Buffalo Bill è il punto di partenza, uno spettacolo itinerante che già all’epoca mescolava storia e finzione e costruiva miti attraverso la narrazione. «Secondo i giornali dell’epoca i butteri locali sconfissero i cowboy americani in una gara di doma – proseguono – da lì, abbiamo immaginato un film che si costruisce come racconto epico e postmoderno, dove realtà e finzione si confondono, e dove la narrazione stessa diventa parte del film».

 

RADIO RAI

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Dalla parte degli ascoltatori

 

Presentata all’Auditorium Parco della Musica a Roma l’offerta 2025-2026 di tutti i 12 canali della radiofonia del Servizio Pubblico

 

Web, FM e DAB; smartphone e smart speaker; PC, TV e connected cars; streaming e on demand. Una pluralità di accessi, formati e device, in un ecosistema radiofonico che ha moltiplicato negli anni le occasioni di ascolto. La radio: un’evoluzione continua e inarrestabile. Radio Rai, con il suo racconto infinito, propone l’’offerta più completa del panorama radiofonico italiano. Dodici Canali, tra generalisti e specializzati, e una vastissima offerta di podcast Original che arricchiscono la library di RaiPlay Sound. Un’offerta diversificata consente alle radio di distinguersi per linea editoriale, per raggiungere target differenti e più ampie fasce di pubblico. Sono 163 i Giornali Radio Nazionali e 18 quelli Regionali in onda settimanalmente su Radio1, alternandosi a spazi di attualità, politica, cronaca, fili diretti e speciali, mentre oltre 1.600 ore di sport all’anno fanno del Canale un’eccellenza nel presidio di tutti gli eventi sportivi, nazionali e internazionali. Più musica è la parola d’ordine di Radio2, che spinge sulla strada dell’intrattenimento con nuovi programmi e conduzioni, spazi di comicità, imitazioni e divertimento e una rafforzata presenza sul territorio. Radio3 è la radio del dibattito culturale e dell’approfondimento, con una proposta musicale ricca e di qualità e iniziative editoriali volte alla valorizzazione dei giovani talenti. Isoradio rafforza la sua mission di radio in mobilità, con una programmazione di flusso in cui l’informazione sul traffico si intensifica nelle fasce interessate da più elevati flussi di traffico. E poi le Radio Specializzate: Radio1 Sport, GR Parlamento, Radio3 Classica, Radio Tutta Italiana, Radio Kids, Radio Live Napoli, Radio Techetè e No Name Radio. Tutto questo è “raccolto” nella piattaforma, RaiPlay Sound, che contiene anche molto, molto altro. Un’offerta di podcast Original unica e contenuti che si arricchiscono sempre di più con contributi ogni volta diversi, che attingono anche all’universo della produzione Rai in logica effettivamente crossmediale e nel contesto degli obiettivi del Servizio Pubblico. Il presidio degli eventi accomuna tutte le radio, siano esse musicali, di intrattenimento, culturali, di informazione o in mobilità: attività on field ed iniziative editoriali, dal grande sport alla musica live, e poi ancora Festival, Fiere e Manifestazioni, per raggiungere il pubblico nel suo territorio. Radio Rai è ovunque, è community, è per tutti e per ciascuno, parla alla platea e al singolo ascoltatore, in una relazione unica e personale. Radio Rai si evolve e rimodula l’offerta. Una sfida complessa, in cui il cambiamento non può prescindere dalla necessità di salvaguardare l’unicità e la qualità del prodotto. L’innovazione editoriale si coniuga ogni giorno con la funzione di Radio Rai di servizio pubblico: tutte le attività e le iniziative traggono ispirazione dai principi generali definiti dal Contratto di Servizio. Radio Rai si distingue per il proprio impegno nel promuovere progetti di comunicazione sociale e culturale, rafforzando il legame con le istituzioni, con le organizzazioni del Terzo Settore e con i più importanti network di broadcaster internazionali. L’inclusione sociale, il pluralismo culturale, le battaglie contro il razzismo e le discriminazioni, la sostenibilità ambientale sono temi cari a Radio Rai e che Radio Rai tratta con forza e sensibilità attraverso contenuti dedicati, podcast, iniziative di sensibilizzazione, programmi di efficientamento energetico. Dietro Radio Rai ci sono le persone: quelle che la ascoltano e quelle che la fanno. C’è l’impegno di tutti, per portare ovunque voci, suoni, emozioni.

 

L’intervista a Marco Caputo, direttore Radio Rai

Dove ci porterà Rai Radio?

La Radio ci porta inevitabilmente verso il futuro perché ci “racconta” in tempo reale, ci porta verso il futuro perché è lo strumento più dinamico e si evolve con il cambiamento della società. La Radio ci porta dove vogliamo essere, facendoci vivere le emozioni di momenti ai quali non possiamo partecipare in prima persona.

La sua sfida per la nuova stagione?

 

Essere dove gli ascoltatori ci cercano e arrivare dove non siamo mai stati, per farci trovare. La sfida di Rai Radio è portare la ricchezza dei suoi contenuti agli ascoltatori con tutti i mezzi, anche quelli legati alle nuove tecnologie e alle nuove modalità di condivisione: dall’investimento sulla rete, all’utilizzo pieno ed efficace della piattaforma e delle nuove modalità di fruizione, alla presenza sul territorio (grandi eventi, live, manifestazioni sportive e culturali), dove possiamo incontrare i nostri ascoltatori rafforzando il senso e i valori della nostra community.

Come guardare al futuro senza dimenticare la nostra storia e la tradizione?

Alla Festa di Rai Radio abbiamo premiato Federica Taddei, conduttrice, in particolare di “Chiamate Roma 3131”, fin dalla sua prima edizione del 1969. Federica. assieme ad altri colleghi di Radio Rai” ha trasformato il modo di fare Radio, creando una comunicazione “bidirezionale”, aprendosi, grazie al telefono, a un confronto con gli ascoltatori che hanno iniziato a partecipare, attivando un dialogo. Tutto questo, che a noi sembra banale, soprattutto nell’epoca dei social, è stato, allora, una grande novità o meglio una straordinaria innovazione. L’innovazione è, da sempre, un valore di Rai Radio e il legame forte del servizio pubblico che ci proietta nel futuro, cercando di interpretare il contesto, e se possibile anticiparlo. Rai Radio per prima ha creato il senso di una community, sta a noi proseguire in questa direzione.

Quale è l’asso nella manica dei nuovi Palinsesti Radio?

La ricchezza dell’offerta di Radio Rai. La forza di dodici palinsesti che legati dai valori del Servizio Pubblico intercettano esigenze e necessità degli ascoltatori in ogni ambito.

Cosa rappresenta per lei la Radio?

La Radio mi ha accompagnato nella scoperta della musica, mi ha aiutato, con il suo racconto, a “immaginare” i fatti del mondo concedendomi spazi di riflessione ed emozione, creando quel legame individuale che è esclusivo del linguaggio della Radio. Dopo una lunga esperienza in tanti e diversi settori della Rai, la Radio rappresenta oggi una sfida professionale straordinariamente stimolante, per la sua storia, per la sua capacità di proiettarsi nel futuro, per quello che rappresenta come valore centrale della Rai e del Servizio Pubblico e per la possibilità di poter vivere questa esperienza assieme alle donne e agli uomini di Rai Radio, allo loro passione ed al loro entusiasmo.

 

TALE E QUALE SHOW

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I magnifici 11 (10 + 1) di Carlo Conti

Uno degli appuntamenti televisivi più apprezzati da pubblico e critica, fiore all’occhiello di Rai 1. Il programma di Carlo Conti è pronto a riaprire i battenti per una quindicesima edizione ricca di novità.  Da venerdì 26 settembre in prima serata con la super giuria composta da Cristiano Malgioglio, Giorgio Panariello e Alessia Marcuzzi

Un mix vivace e multigenerazionale di volti noti dello spettacolo italiano, che unisce personalità della televisione, della musica e dell’intrattenimento. Dal 26 settembre, in diretta dagli studi Fabrizio Frizzi di Roma, torna su Rai 1 “Tale e Quale Show” di Carlo Conti.

Il cast della 15esima edizione:

Pamela Petrarolo
Le Donatella
Marina Valdemoro Maino
Antonella Fiordelisi
Carmen Di Pietro
Samuele Cavallo
Gianni Ippoliti
Tony Maiello
Peppe Quintale
Flavio Insinna & Gabriele Cirilli

Gli artisti si esibiranno rigorosamente dal vivo, accompagnati dagli arrangiamenti del maestro Pinuccio Pirazzoli, con l’obiettivo di immedesimarsi nei grandi protagonisti della musica italiana e internazionale. Le varie ‘interpretazioni’ saranno impreziosite dalle coreografie di Fabrizio Mainini e del corpo di ballo fisso del programma. I tre talent più votati otterranno un bonus che si sommerà al voto della giuria composta da Giorgio Panariello, Cristiano Malgioglio e Alessia Marcuzzi. A loro si aggiungerà, in ogni puntata, l’ormai celebre quarto ospite speciale, interpretato in ciascuna puntata da un diverso protagonista del mondo dello spettacolo.

APPROFONDIMENTO

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Lo Stato delle Cose

Al via lunedì 22 settembre la seconda stagione del programma condotto da Massimo Giletti. In prima serata su Rai 3

Un racconto contemporaneo, immerso nella complessità dei tempi, che mescola destra e sinistra, il centro e la periferia del mondo, riuscendo a conquistare il pubblico più rigoroso ed esigente. La seconda stagione de “Lo Stato delle Cose”, il programma condotto da Massimo Giletti torna in onda da lunedì 22 settembre in prima serata, alle 21.20, su Rai 3. “Lo Stato delle Cose” è in continuo cambiamento e, per questo, non si lega ad un format scritto o ad una ritualità televisiva precisa, ma si presenta fluido come la realtà, in costante divenire. L’attualità, la cronaca, la politica, saranno cucite insieme dall’unico filo che da sempre caratterizza i programmi di Massimo Giletti: la ricerca, l’analisi e il racconto dei fatti, dai quali partire per “sapere” e ai quali tornare per “capire”.  “Ci sono temi che fanno molto discutere, che sono divisivi, ecco, bisogna avere la forza di andare su quelli – afferma il conduttore – Penso che la televisione debba vivere di ciò che succede nelle ultime 24 ore, è ovvio che si preparano racconti nel tempo di una settimana, ma devi anche essere in grado di avere il coraggio di buttare a mare tutto se un altro tema diventa dominante”. Le notizie e le storie al centro del dibattito pubblico saranno affrontate con ospiti e linguaggi sempre diversi: testimonianze in studio, servizi, ricostruzioni. Con l’abilità del conduttore che accompagnerà lo spettatore in un racconto che farà da bussola per coinvolgere e mettere ordine agli eventi. Tornano, poi, i “faccia a faccia” di Massimo Giletti con i nomi più prestigiosi del mondo del giornalismo e della cultura italiana e i confronti tra i protagonisti della scena politica che saranno chiamati a “sfidarsi” sui temi più urgenti: ciascuno difendendo il proprio punto di vista, ma accettando le regole di un confronto dialettico con l’avversario.E tornano anche le inchieste, per indagare in profondità e fornire al pubblico tutti gli elementi per informarsi al meglio. Protagonisti saranno anche i cittadini, con le loro denunce e il bisogno di risposte.  “Cercherò di scavare come abbiamo sempre fatto, questo è il mio obiettivo – dice il conduttore – a noi interessa fare un prodotto televisivo come si faceva ai vecchi tempi. Oggi è complicatissimo, i mezzi non ci sono più come prima, ma le idee, la passione e il coraggio suppliscono alle mancanze”.  “Lo Stato delle Cose” è un programma di Massimo Giletti, Emanuela Imparato, e di Elisa Esposito. La scenografia è di Maurizio Zecchin. La regia è di Sabrina Busiello.

LUANA RAVEGNINI

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La voglia di volersi bene

Al timone del programma di medicina ideato da Biagio Agnes nel lontano 1977, la conduttrice di “Check-Up” incontra il RadiocorriereTv: «I nostri obiettivi sono autorevolezza e chiarezza. Mi fa piacere, attraverso la divulgazione, essere d’aiuto alle persone che ci seguono». Tutte le domeniche alle 9.15 su Rai 1

Ventinovesima stagione di un programma che è parte della storia della nostra tv. Come sta oggi “Check-Up”?

“Check-Up” è in salute, sta bene. Il pubblico ha avuto piacere di ritrovare questo programma storico cinque stagioni fa, e anno dopo anno ci è stato vicino. Questo ci dà doppiamente gioia perché significa anche che le persone hanno voglia di volersi bene, di prendersi cura di loro stesse. La gente vuole stare meglio e in salute il più a lungo possibile. Il nostro è un viaggio che ogni settimana va dalla prevenzione, alla cura, alla guarigione.

Fare un programma di medicina, in televisione, nell’era dei social media… da dove si parte?

Credo che l’elemento più importante sia l’autorevolezza. I social stanno creando abbastanza scompiglio, soprattutto tra i giovani che li usano come principale strumento per documentarsi. “Check-Up” cerca di aprire gli occhi alla gente dicendo che quando c’è di mezzo la salute è fondamentale rivolgersi a uno specialista accreditato e non fidarsi del primo bravo oratore che afferma di avere la pillola portentosa per qualsiasi cosa.

Come nascono le vostre puntate?

Le nostre sono puntate a tema, che ci consentono di sviluppare un argomento a trecentosessanta gradi. Nella prima della stagione, ad esempio, ci siamo occupati di come rigenerarsi dopo il periodo estivo di vacanza. Partendo dall’alimentazione siamo arrivati alle patologie, alle abitudini di vita, con un occhio sempre attento a chi non è più giovanissimo.

Rigore scientifico ed empatia con il pubblico, qual è il punto di incontro?

Il paziente esce spesso dallo studio del medico chiedendosi “che cosa mi ha detto? Che cosa ho veramente?”. Credo che la cosa importante sia cercare di tradurre il linguaggio dei medici, il messaggio scientifico, in uno più alla portata della gente. È necessario arrivare al pubblico in modo chiaro.

Nel vostro dialogo con i telespettatori quali sono gli argomenti che più interessano?

La gente è molto interessata all’alimentazione. Oggi, grazie all’informazione, si conosce cosa fa bene e cosa fa male, quale sia lo stile di vita da adottare, così come quanto sia importante fare controlli periodici. C’è grande attenzione anche nei confronti delle problematiche psicologiche, che dopo il Covid si sono moltiplicate.

Cosa ti sta insegnando “Check-Up”?

Sono sempre stata interessata alla medicina e oggi sono davvero onorata di condurre questo programma. Mi fa piacere, attraverso la divulgazione, essere d’aiuto alle persone.

Una carriera iniziata proprio in Rai con Renzo Arbore, dopo l’intrattenimento sono arrivati i programmi di approfondimento, cosa significa lavorare per il Servizio Pubblico?

Mi reputo una donna molto fortunata, felice di questa possibilità che mi è stata data. Durante il mio percorso professionale ho preso parte a molti programmi di genere diverso, col senno di poi posso dire di essere orgogliosa di me: non finirò mai di dire grazie alla Rai che mi ha dato la possibilità di crescere.

Qual è il suo sogno professionale?

Con “Check-Up” il sogno è già stato realizzato (sorride).

Che cosa augura a Luana?

L’augurio non lo faccio a me stessa ma ai nostri figli, che possano vivere in un mondo migliore. Possiamo curarci, fare prevenzione, cercare di vivere in salute, ma voglio immaginare un domani in cui a prevalere non sia l’egoismo ma l’attenzione al prossimo.