Lea un nuovo giorno

Posted on

Novità

La rinascita di una donna che dopo avere perso il proprio bambino, e non potendone avere altri, da infermiera dedica tutta se stessa ai piccoli pazienti di un ospedale pediatrico. Anna Valle, Giorgio Pasotti ed Ehmet Günsür sono i protagonisti della serie in onda dall’8 febbraio in prima serata su Rai1. Quattro serate ambientate nella Ferrara dei giorni nostri per la regia di Isabella Leoni

© Pierfrancesco Bruni

Una storia intensa e avvincente e una delle attrici più amate e popolari della fiction italiana insieme in “Lea un nuovo giorno”, serie coprodotta da Rai Fiction e Banijay Studios Italy, diretta da Isabella Leoni. Anna Valle è Lea, un’infermiera specializzata che, dopo un anno di aspettativa, torna al proprio lavoro nel reparto di pediatria dell’ospedale di Ferrara. Ha attraversato un periodo difficile – la perdita del bimbo che portava in grembo all’ottavo mese di gravidanza e la fine del suo matrimonio – ma è riuscita a superarlo e a trasformare il suo dolore in un dono che la rende capace di empatizzare in modo speciale con i suoi piccoli pazienti e con i loro familiari. Ma le difficoltà non sono finite; Lea si troverà costretta a lavorare insieme all’ex marito (Giorgio Pasotti), appena rientrato dagli Stati Uniti e diventato nuovo primario del reparto di pediatria. Potrà rinascere l’amore tra loro? Oppure l’incontro di Lea con un affascinante musicista (Mehmet Günsür) le farà scoprire la possibilità di una nuova vita? Un nuovo giorno, una nuova speranza, un nuovo passo verso la felicità. “Il mio approccio alla serie nasce da una volontà di raccontare una storia semplice ma autentica, che parla di amicizia, di passione, di paure, di lacrime e risate, ma anche dell’ironia della vita – afferma la regista – Lea è tornata per ricominciare, lasciando alle spalle il suo dolore. Purtroppo, presto scoprirà che non è così facile come credeva e che deve imparare ad accettare il suo passato per poter guarire. Da donna e madre ho cercato di calarmi nei panni di Lea, un’anima profondamente traumatizzata che cerca di tenere insieme i pezzi frantumati del suo essere.

Continua a leggere sul RadiocorriereTv N.06 a pag.26

La grande prova di Saverio e Suleima

Posted on

Claudio Gioè ed Ester Pantano tornano a vestire i panni dello scrittore Saverio Lamanna e della giovane, bella e determinata, Suleima, nati dalla penna di Gaetano Savatteri. Le loro storie, dirette per il piccolo schermo da Michele Soavi, hanno raggiunto nella prima stagione il cuore dei telespettatori. Il RadiocorriereTv li ha intervistati. Da lunedì 7 febbraio in prima serata su Rai1

Come ritroviamo Saverio Lamanna?

Sempre nel suo buen ritiro, felicemente disoccupato, e che comincia a fare i conti, a un anno dal suo ritorno a Makari, con un po’ di questioni, a partire dalla sua vicenda sentimentale con Suleima, conosciuta l’estate prima, che da un anno lavora a Milano come architetto. Nelle tre serate ci sarà una serie di problematiche da affrontare: la storia con Suleima può continuare oppure no? La distanza tra i due, anche di età, sarà significativa? E soprattutto, dal punto di vista di Saverio, c’è la minaccia dell’affascinante capo di Suleima, che la accompagna in Sicilia per seguirne il lavoro. Per il mio personaggio è un po’ l’occasione per fare i conti con questa vicenda.

La sicilianità dei personaggi è sempre più elemento di forza della serie…

C’è Lamanna che è un siciliano di rientro, che ha uno sguardo un po’ diverso sulle cose della sua terra, poi abbiamo lo spirito della Sicilia in tutta la sua bellezza, quello di Piccionello, interpretato magistralmente da Domenico Centamore, quindi la femminilità siciliana, Suleima (Ester Pantano), una donna che non le manda a dire, indipendente, decisa, forte, che persegue la propria realizzazione professionale, anche se purtroppo è costretta a cercarla fuori. Anche per lei le cose potranno cambiare e avrà la possibilità di seguire le proprie aspirazioni in Sicilia.

Amicizia, amore, sicilianità…

Sono gli ingredienti di questa serie, che cerca di raccontare un po’ una Sicilia declinata in maniera più contemporanea. Ne vedremo delle belle (sorride). Sono tre puntate ricche di accadimenti, di location straordinarie, nella prima saremo nella Valle dei templi. Un gran tour della Sicilia che ci permette di raccontare le varie declinazioni di questa terra così variegata.

Il suo Saverio cosa cerca?

Rinuncia a una carriera, ai soldi, a cercare fortuna a Roma dove in passato aveva lavorato, a favore di un rapporto un po’ più autentico, più intimo, con le proprie origini e con le proprie amicizie, è forse la prima volta in cui Lamanna si mette in gioco anche in termini sentimentali. Tutto questo favorito dal ritorno in una terra che non ammette mezze misure: le cose vanno fatte nella loro pienezza e Lamanna è totalmente avvolto in questa dimensione.

Continua a leggere sul RadiocorriereTv N.06 a pag.32

Pronti a scoprire chi canta sotto la maschera?

Posted on

Dodici artisti si esibiranno travestiti da Volpe, Lumaca, Gallina Bluebell, Cavalluccio Marino, Camaleonte, Pinguino, Pesce Rosso, Medusa, Pastore Maremmano, Soleluna, Aquila e Drago. A doverne scoprire l’identità gli investigatori della giuria e il pubblico a casa. Conduce Milly Carlucci, in prima serata su Rai1 dall’11 febbraio

Torna “Il Cantante Mascherato”, l’attesissimo talent game show prodotto in collaborazione con EndemolShine Italy che coinvolgerà il pubblico televisivo e quello social in un gioco investigativo alla scoperta del volto nascosto dietro la maschera. Tra novità e gradite conferme, Milly Carlucci condurrà dall’Auditorium Rai del Foro Italico per sei imperdibili venerdì sera il programma rivelazione delle ultime stagioni televisive. Al suo fianco, in questa terza edizione, quattro investigatori d’eccezione che giudicheranno le esibizioni dei concorrenti in gara e proveranno a scoprire chi si nasconde sotto le maschere, provando a riconoscere la voce del personaggio famoso durante ogni esibizione: si tratta di Flavio Insinna, Caterina Balivo, Francesco Facchinetti, mentre il quarto verrà svelato a ridosso del debutto. Insieme a loro, il pubblico oltre a votare le esibizioni tramite i canali social, potrà tentare di indovinare l’identità di ciascun concorrente basandosi non solo sulla voce del cantante, ma anche su possibili indizi forniti dalle clip di presentazione dei protagonisti. Ci sarà anche un pool investigativo popolare capitanato da Sara Di Vaira, volto amatissimo dal pubblico, nelle vesti di “Capo investigatore”. In questa edizione vedremo gareggiare dodici spettacolari maschere: la Volpe, la Lumaca, la Gallina Bluebell, il Cavalluccio Marino, il Camaleonte, il Pinguino, il Pesce Rosso, la Medusa, il Pastore Maremmano, Soleluna, L’Aquila, e il Drago. Sotto di esse si celano altrettanti personaggi famosi la cui reale identità è completamente nascosta dagli sfarzosi costumi che indossano. Elementi scenici sorprendenti, piume variopinte, paillettes scintillanti, abiti sontuosi e voluminosi rendono ognuna di queste maschere originale e straordinaria. Le sei puntate vedranno come special guest il vincitore di “Ballando con le Stelle” Vito Coppola che accompagnerà con le sue performance alcuni numeri dei cantanti mascherati in gara. Le bellissime coreografie delle maschere in sfida di questa edizione sono affidate a Simone Di Pasquale che si avvarrà della collaborazione di Matteo Addino. Tra le tante sorprese che attendono il pubblico ci saranno i duetti nella prima puntata dello show, ogni protagonista mascherato duetterà infatti con un personaggio celebre. Al termine di ogni puntata, uno dei concorrenti dovrà togliere la maschera, svelando così a tutti chi si cela sotto il costume. A partire dalla seconda puntata gli smascheramenti saranno due.

Continua a leggere sul RadiocorriereTv N.06 a pag.22

Vincono Mahmood e Blanco

Posted on

Sono quasi le 3 della notte tra il 5 e il 6 febbraio quando Mahmood e Blanco, Elisa, e Gianni Morandi, podio del 72esimo Festival, entrano nella sala stampa del Casinò di Sanremo. Un applauso ad accoglierli e l’affetto di oltre cento giornalisti che per una settimana hanno seguito senza sosta la gara musicale più attesa dell’anno

foto di Maurizio d’Avanzo

“Non abbiamo ancora realizzato, avevamo preso tutto come un gioco fin dall’inizio e ora siamo arrivati qui che hanno detto i nostri nomi, e ci siamo guardati e non potevamo crederci. Domani realizzeremo meglio”. Felici e quasi increduli Mahmood e Blanco, i vincitori del 72esimo Festival di Sanremo, hanno incontrato la stampa pochi minuti dopo la vittoria sul palco dell’Ariston: “Siamo felicissimi di andare all’Eurovision. Ci saremo e rappresenteremo l’Italia. Sarà ancora più bello perché si terrà a Torino. Il nostro desiderio più grande è portare la nostra musica all’estero. Non sappiamo ancora se cambieremo ‘Brividi’ in inglese. Vedremo”. Un podio che attraversa le generazioni, quello del Festival, seconda Elisa, che ai giornalisti parla di un Sanremo eccezionale: “Emotivamente è stato impegnativo, ma avrò un ricordo incredibile. È stata una settimana molto speciale. Dopo ventuno anni tornare qui e vivere questa settimana così, essere sempre in vetta non tanto alle classifiche ma proprio ai cuori e ai pensieri delle persone, mi ha fatto veramente tanto piacere”. Decano del Festival, amatissimo dal pubblico di ogni età e due volte conduttore, Gianni Morandi: “Le celebrazioni ti fanno un po’ pensare a quando arriva quel momento là, come dice Fiorello, da eterno ragazzo a eterno riposo è un attimo… oggi sono ancora qui e me la godo tanto, essere vicino a questi due straordinari artisti è un onore, non me lo sarei mai immaginato. Mia moglie piangeva, mi diceva ‘non ci credo, fammi svegliare, non è possibile’. Io mi sono ‘jovanottizzato’? No, è Lorenzo che si è ‘morandizzato’”. A Gianni Morandi anche il Premio della Critica della Sala Stampa “Lucio Dalla”, a Massimo Ranieri è stato invece assegnato il premio della Critica “Mia Martini”: “Lo aggiungerò al filo di perle che mi porto appresso e sarà una perla inimmaginabile per la mia vita. Sono stato un emigrante anch’io e non potete immaginare cos’è stato per me. Per questo cantare questo brano mi fa pensare alle migrazioni di oggi, ai poveri cristi che viaggiano nei barconi lasciando il loro Paese per trovare fortuna in un altro Paese”. Grande la soddisfazione dei vertici della Rai per i numeri da record del Festival, per la qualità degli artisti in gara e dello show: “Gli straordinari dati d’ascolto dell’ultima serata sono la conferma che questo Festival ha davvero colpito nel segno – ha affermato la presidente della Rai Marinella Soldi – Sanremo 2022 ha unito le generazioni, mettendo insieme cantanti di ogni età, ha fatto parlare, con linguaggi diversi, una società attuale ed inclusiva. L’offerta Rai ha attraversato tutte le piattaforme, partendo dalla tv generalista per passare alla radio ed esplodere sui social, rimanendo sempre fruibile in streaming. La partecipazione è stata massima, polemiche comprese”. “Amadeus ha condotto in modo magistrale sia la parte artistica che la conduzione del Festival – ha detto l’amministratore delegato della Rai Carlo Fuortes – un lavoro corale che ha coinvolto tutti, dal più giovane tecnico al direttore di Rai1”. Soddisfazione dell’ad per il successo dell’edizione, da attribuirsi “al pubblico giovane, vero motore di questa edizione”.

Continua a leggere sul RadiocorriereTv N.06 a pag.6

Web Side Story

Posted on

Quando la rete fa la storia

Su RaiPlay la terza stagione della docu-serie. Dodici episodi che raccontano come Internet ha cambiato la nostra epoca

C’è la campagna ambientalista di Greenpeace contro Facebook, una pietra miliare nel lento cammino di Internet verso la sostenibilità; o l’Ice Bucket Challenge, epocale raccolta fondi su web per finanziare la ricerca sulla Sla. E poi il #Me Too, l’hashtag che nel 2017, in quarantotto ore, compare in quasi un milione di tweet e segna una svolta nella battaglia delle donne conto le molestie sessuali. E ancora, la storia dell’hippie ambientalista Stewart Brand e del suo The Whole Earth Catalogue, la rivista che nel 1968 anticipa la nascita di Internet; e quella di Aaron Swartz, programmatore geniale e icona dell’attivismo in Rete, che a soli 27 anni si toglie la vita in nome del diritto di accesso alla conoscenza. Torna con questi temi “Web Side Story – Quando la Rete fa la Storia”, la docu-serie prodotta da Rai Per il Sociale e dedicata alla divulgazione della cultura Internet, che nel 2021 è stata in nomination ai Content Innovation Awards e finalista del premio Together For Peace dell’UNESCO. I 12 nuovi episodi, mini-documentari da 6 minuti ciascuno, riprendono il racconto delle prime due serie incentrato su eventi epocali avvenuti in Rete o grazie alla Rete da quando, nel 1993, il web è diventato di tutti.

Continua a leggere sul RadiocorriereTv N.05 a pag.43

Bia, la seconda stagione

Posted on

Ragazzi

Tutti i giorni, alle 19.30 su Rai Gulp, l’amata teen novela della Disney

© Disney

Arriva su Rai Gulp, in prima tv free, la nuova stagione di Bia, la serie Disney che parla di creatività, talento e primi amori. Appuntamento tutti i giorni, alle ore 19.30, sul canale 42.

La protagonista è Bia, una ragazza argentina che vive con i genitori, ha due amiche del cuore e soprattutto una grande passione per l’arte, dal disegno alla musica. Quando entra a far parte del Fundom, una comunità artistica dedicata ai giovani che vogliono esprimere il loro talento: ballo, canto, strumento o disegno, incontrerà un ragazzo, Manuel. Ma l’attrazione che i due ragazzi provano è messa a dura prova dalla rivalità delle rispettive famiglie. La seconda stagione si apre con i ragazzi del Fundom pronti per caricare il primo video del BEU. Intanto, Bia e Manuel sono più innamorati che mai, mentre Ana racconta a Thiago che nel momento dell’incontro con Bia quest’ultima non l’ha riconosciuta e Ana ne è distrutta. Alex, dopo aver scoperto che Manuel è suo fratello, diventa un po’ scontroso e si scontra con Antonio e gli dice che non dirà nulla riguardo Manuel. Mentre Pietro e Daisy si comportano in modo strano nei confronti di Ana dopo che loro hanno scoperto che lei in realtà non è Ana Da Silvo. Nel corso degli episodi Mara e Alex si metteranno insieme, mentre Guilliermo nasconde un segreto e si innamora di una ragazza. Intanto Daisy pensa di inaugurare un nuovo concorso, “Il Dancing Games”, dove vari ballerini faranno il provino. Infatti, un ballerino molto bravo (mascherato) chiamato “Giovanni” nasconde per ora la sua identità.

Continua a leggere sul RadiocorriereTv N.05 a pag.58

Sotto il sole di Makari

Posted on

Dopo il successo della prima stagione Claudio Gioè, Domenico Centamore ed Ester Pantano tornano a vestire i panni del giornalista Saverio Lamanna, del saggio amico Piccionello, della giovane e fascinosa Suleima. Dietro la macchina da presa della fiction, tratta dalle opere di Gaetano Savatteri (Sellerio Editore), ritroviamo Michele Soavi. Da martedì 7 febbraio in prima serata su Rai1

“Sai quante volte vorrei andare via. Da questa terra di diavoli e santi. Ma Makari è casa, è gioia e dolore, questa è la terra mia”. Sono le parole della sigla di “Makari”, interpretata da Il Volo, a rappresentare l’anima della serie ispirata alle opere dello scrittore siciliano Gaetano Savatteri edite da Sellerio. Makari è casa per Saverio Lamanna, che sceglie il borgo marinaro del trapanese per costruirsi una nuova vita, lo è per l’amico, fedele e generoso Beppe Piccionello, lo è per Suleima, che nonostante il trasferimento a Milano mantiene immutato il legame per il luogo che le ha consentito di vivere l’amore. La seconda stagione della serie diretta da Michele Soavi ci riporta in quell’angolo di paradiso che è il golfo di Makari. È passato un anno. Il proposito di Saverio di affermarsi come romanziere è ancora al palo e il suo editore si sta preparando a dargli il benservito. Spesso si ritrova invece a vestire in modo involontario, suo malgrado ma con successo, i panni del detective. Non bastasse il difficile quadro professionale, la lontananza da Suleima pesa ogni giorno di più sul loro rapporto. Una buona notizia ci sarebbe: grazie a un importante progetto carico di speranze e di ideali, Suleima torna a Màkari in pianta stabile. Ma Saverio capisce subito che rallegrarsi è prematuro perché la sua ragazza non è più la studentessa che ha incontrato l’estate precedente. È cresciuta, ha una carriera avviata e arriva in Sicilia accompagnata dal fascinoso, carismatico e ricchissimo capo, Teodoro Bettini (interpretato da Andrea Bosca), di cui Saverio è gelosissimo.

Continua a leggere sul RadiocorriereTv N.05 a pag.30

Beatrice Grannò

Posted on

Suono e recito per raccontare storie

Il cinema d’autore e la serialità, e ancora le canzoni folk, che scrive da sola con il piano e con l’ukulele. Nella serie di Rai1 l’attrice romana è Carolina Fanti, la figlia di Doc. Il RadiocorriereTv l’ha intervistata

© Erika Kuenka

Nella seconda stagione di “Doc” il personaggio di Carolina Fanti ha acquisito maggior peso narrativo, come è andata?

È stata una grandissima sorpresa. Nella prima stagione il mio ruolo era quello della figlia di Doc, senza che mai fossi dentro gli eventi. Quando mi hanno convocata per questa seconda stagione ho visto che mi era stato dato tanto spazio, che Carolina sarebbe diventata una specializzanda. Sono molto felice della sua evoluzione, sul set abbiamo faticato tanto ma sono soddisfatta.

Al di là delle indicazioni registiche, degli autori, si sarà certamente confrontata con Luca Argentero per rendere credibile il rapporto padre-figlia, cosa vi siete detti? 

Tanto del lavoro l’avevamo già fatto in occasione della prima stagione, facendo delle letture del copione con Luca e Sara Lazzaro, che interpreta mia madre, e fissando le dinamiche che caratterizzano il nostro rapporto. Con Luca, giorno per giorno, abbiamo trovato elementi su cui costruire il rapporto, confrontandoci sulle scene da girare. Carolina è sempre una Fanti, è un po’ pazza, proprio come lui (sorride), gli assomiglia molto, anche se lei non fa mai vedere completamente ciò che prova, cerca sempre di svicolare, vuole tenere tutto per sé.

Cosa ha dato di suo a Carolina?

Quando entro in un personaggio ho la tendenza a mettere in gioco tutte le mie carte. Lei è perfezionista, caratteristica che mi appartiene, nella vita cerco di fare tutto perfettamente, per poi, a volte, fallire (sorride). Carolina vuole avere sempre tutto sotto controllo, cosa che la porta a crearsi una corazza intorno che non lascia entrare nessuno. Tutti i personaggi che interpreto sono un po’ delle parti di me, altrimenti non avrebbe senso nemmeno farli.

“Doc” sta contribuendo a darle popolarità, come sta vivendo il consenso del pubblico?

È una platea diversissima da quella a cui ero abituata, quella del cinema d’autore. Capita che qualcuno mi riconosca, che mi fermi per strada, anche se la seconda domanda è quasi sempre la stessa…

Quale?

Com’è Luca Argentero? (ride).  Sono ben felice, anche perché io stessa sono fan di Luca.

Continua a leggere sul RadiocorriereTv N.05 a pag.34

Daniele Luchetti

Posted on

Lila, Lenù, gli anni Settanta

Il regista della terza stagione della serie di Rai1 tratta dall’opera di Elena Ferrante al RadiocorriereTv: «È stato come salire su un treno in corsa cercando di non deragliare. Ho tentato di dare profondità alla storia, ai personaggi lo spessore che meritavano, e mi sono trovato a fare una cosa che alla fine ho riconosciuto come mia»

“L’Amica geniale”, fenomeno mondiale in letteratura e in Tv. Come è stato il suo incontro con la storia di Lila e Lenù?

Sono stato un fan de “L’Amica geniale” dal primo minuto, dalla prima lettura avvenuta circa sette anni fa. Pensai da subito che potesse esser una grande serialità e per questo mi proposi, andai in casa editrice prima ancora che i diritti fossero venduti. La storia ha preso un’altra strada, ma quando mi hanno proposto di fare la terza stagione sono stato contento, essendo un fan delle prime due, viste con passione e anche con disappunto pensando che avrei potuto farle io (sorride). In realtà mi sono trovato dentro una macchina complessa, dal punto di vista narrativo molto solida, a partire dagli sceneggiatori, da Elena Ferrante, da un cast già scelto: è stato come salire su un treno in corsa cercando di non deragliare. Ho cercato di dare profondità alla storia, ai personaggi lo spessore che meritavano, e mi sono trovato a fare una cosa che alla fine ho riconosciuto come mia. Nonostante tutti questi mattoni messi prima di me, mi sembrava di dovere costruire un altro piano di un palazzo meraviglioso.

Che scambio ha avuto con Elena Ferrante?

Con la Ferrante c’è stato un rapporto ottimo. All’inizio, da parte mia, anche un po’ titubante, ampolloso come modo di scriverle, poi sempre più diretto. Ci siamo scritti molto spesso, in maniera franca, da sceneggiatrice a regista, da autrice a regista. Non avevo più paura delle sue e-mail, è una persona che ha un grande istinto nel trovare soluzioni a un problema narrativo come a uno cinematografico. Nella maggior parte dei casi i suoi erano suggerimenti di chi conosce i personaggi dall’interno.

Come ha affrontato questo viaggio?

Per me è stata un’esperienza enorme, che potrei paragonare a quella di chi fa uno spettacolo a teatro, un’opera lirica. Tutto ciò che c’è prima di te è solido, lo sono il genere, la scrittura. Però tutto quello che viene dopo lo fai tu, ed è tantissimo: dalla scelta degli ambienti alle indicazioni che dai agli attori, alla scelta dei colori, della fotografia, dei movimenti di macchina, all’utilizzo della musica, al montaggio. Il problema non è quello di dare poca personalità, ma di darne troppa, per non modificare l’immagine che ha la serie. Mi sono preso alcune libertà, ma con grande cautela. Uno degli elementi che ho cercato di trasformare secondo il mio gusto è stato dare maggiore realismo alla serie. Giustamente gli anni Cinquanta e Sessanta li si raccontava come lontani, un’altra epoca. Qui ci avviciniamo agli anni Settanta, che per me sono ieri. Li ho raccontati attraverso il filtro della mia memoria, abbastanza recente di me adolescente, e quindi ho voluto infilare colori, dinamiche, energia, così come li ricordo nella mia famiglia, che non è più una memoria mediata da vecchi film e telegiornali, ma diretta, e questo cambia molto.

Continua a leggere sul RadiocorriereTv N.05 a pag.26

Ama (+ Fiore). E tre!

Posted on

#SANREMO2022

foto di Maurizio D’Avanzo

Per il terzo anno consecutivo Fiorello sarà al fianco di Amadeus sul palco dell’Ariston: «Non so cosa farà Ciuri – afferma il conduttore – ed è una cosa che incredibilmente mi piace molto». Su Rai1, Rai Radio2 e RaiPlay da martedì 1 febbraio. L’intervista del RadiocorriereTv

Quando a Sanremo arriva anche Fiorello significa che quel grande show che è il Festival può davvero cominciare. L’invito di Amadeus all’amico Ciuri è stato finalmente accolto, lo showman siciliano ha raggiunto la Città dei fiori in tempo utile per le prove all’Ariston e per salire sul palco martedì sera. La coppia televisiva Ama-Fiore è pronta a divertire (e a divertirsi) tra le 25 canzoni in gara, insieme a loro i grandissimi ospiti attesi sul palco e le cinque conduttrici, che l’una dopo l’altra, da martedì a sabato, scenderanno come da tradizione le scale del Festival. “Sono felice – afferma Amadeus – perché da Ciuri a tutti gli altri si preannuncia un Sanremo di numeri uno. Non so cosa farà ed è una cosa che incredibilmente mi piace molto”. È il Festival della ripartenza, lo sostiene il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri, ne è altrettanto certo il conduttore e direttore artistico. “La presenza del pubblico all’Ariston è la più grande gioia, la cosa che ci emoziona di più – dice Amadeus – tornare in scena con il teatro pieno, certo con green pass e mascherina FFP2, ma di avere l’applauso dell’Ariston. È accaduto due anni fa, ma a noi sembra un’eternità. L’immagine dello scorso anno con la sala vuota non la dimenticheremo più”. La macchina del Festival è pronta a partire a pieni giri, martedì le prime 12 canzoni e già grandi emozioni. A garantire sulla buona riuscita, il “metodo” Amadeus, improntato sul sorriso in scena, ma sul massimo rigore dietro le quinte e in tutta la fase di preparazione: “Dietro c’è un controllo maniacale di ogni dettaglio – conclude – seguo tutto in prima persona, sono del segno della vergine, preciso, pignolo. Sono sempre presente e seguo qualsiasi passaggio in maniera scrupolosa, al Festival come ai Soliti Ignoti. Se guidi la macchina devi anche conoscere il motore, non basta entrare e mettersi al volante”.

A poche ore dal Festival che aria si respira a Sanremo?

Si torna a respirare l’aria del Festival, questa è la notizia. Torna finalmente il pubblico all’Ariston e la città si sta accendendo a festa. Dopo lo scorso anno vorrei che questo fosse il Sanremo della gioia, la gioia della ripartenza. Un modo per regalare al pubblico cinque serate di musica e divertimento.

In ogni big che porta a Sanremo c’è un potenziale vincitore o c’è qualche brano che ha una marcia in più sulla strada della vittoria?

Sembrerà una frase fatta, ma per me sono 25 vincitori. Ascolto e riascolto le canzoni ovunque, le faccio mie. Le scelgo perché mi piacciono e spero possano piacere agli altri.

Di fronte a lei e ai cantanti, una platea vera, piena… che emozione sarà?

Sarà l’emozione della prima volta, perché ogni volta che si sale su palco è una prima volta. Io spero di divertirmi e di far divertire chi ci guarda.

Il suo legame con il Festival ha origini lontane, quali sono i suoi primi ricordi legati alla Città dei Fiori?

Sanremo per chi ama la musica e la televisione è quasi come un timbro alla nascita. I primi ricordi mi fanno pensare ai Festival che guardavo sul divano con la mia famiglia. E faccio un passo avanti, penso ai miei primi impegni con la radio come inviato. Lunghe attese sotto agli alberghi, le interviste ai grandi della musica. Bellissimi ricordi.

Un anno fa Sanremo ha consacrato i Maneskin, che ha fortemente voluto al Festival, il loro successo oggi è mondiale. Cosa li rende vincenti?

Io sono veramente felice del loro successo, lo dico davvero. E sono ancora più felice di averli di nuovo sul palco. Loro sono pazzeschi, lasciano il segno, ti raccontano un mondo. Quello che hanno dentro esplode e travolge chi ascolta.

Continua a leggere sul RadiocorriereTv N.05 a pag.14