Una commedia con battute al vetriolo e momenti reali di commozione per la cantante lirica di fama internazionale Katia Ricciarelli, insieme a Pino Quartullo, anche regista dello spettacolo, Claudio Insegno e Nadia Rinaldi. Un finale inaspettato chiuderà il gioco al massacro e, dopo aver divertito a lungo lo spettatore, lo lascerà sbalordito e senza respiro.
Sarà in scena per la prima
volta con Pino Quartullo, Claudio Insegno e Nadia Rinaldi. Come vive il suo
ruolo in questa commedia brillante?
Che vado in scena come attrice è la seconda volta, ma con
Pino Quartullo, Claudio Insegno e Nadia Rinaldi è la prima volta e ho vissuto
con loro un ruolo molto impegnativo, molto scherzoso, con una madre che vuole
dirne quattro ai figli perché vorrebbe che fossero diversi. Uno non si gode la
vita ed è noioso pensando solo ai soldi, una pensa solo a mangiare e l’altro è
omosessuale e, lei, la madre appunto, vorrebbe che fossero diversi. Ma alla
fine, anche se non posso dire di più, loro faranno di tutto per avvelenarla e
liberarsene.
Ma la commedia regala
momenti anche di commozione…
Perché deve essere così. Anche quando c’è molta ironia
dobbiamo pensare che i rapporti tra madre e figlio hanno tante sfaccettature e
molte di queste sono commoventi.
Si è divertita?
Moltissimo. Sono tutti simpatici, bravi, divertenti. Una
bella compagnia e sono certa che la commedia piacerà perché è profonda ma
divertente. La gente vuole sorridere.
Questa commedia lascia
lo spettatore sbalordito. Ma anche la sua vita è stata così sorprendente…
Io penso che sulla mia vita privata e artistica potrei fare
una telenovela di cinquanta puntate. Nella mia vita ci sono state tante cose
belle e tante meno belle. Tutto serve anche da lezione. Dobbiamo andare sempre
avanti. Onestamente ho vissuto, confesso che ho vissuto, come dice Neruda. E
ancora non ho finito. Non ho intenzione di morire.
Nel 1972 salì alla
ribalta vincendo il concorso su nuove voci, in prima serata su Rai1. Mike
Bongiorno la definì “una voce entusiasmante”. Quello è stato il momento che ha
cambiato la sua vita?
Quel concorso mi ha fatto fare un balzo proprio a livello mondiale perché si sono aperte le porte del Giappone, dell’America, dappertutto in Europa. Una spinta notevole. Ma preciso che se non si gestisce bene, un evento così può anche rappresentare la fine. Ci si può fare molto male se non si dimostra, con il tempo, che si sa fare davvero qualcosa.
Da martedì 28 giugno, alle 21.20 su Rai 3, il nuovo programma giornalistico condotto da Giorgio Zanchini, affiancato da Roberta Rei, che racconta il Paese Italia davanti alle sfide, ai grandi appuntamenti, ai drammi internazionali. Il conduttore al RadiocorriereTv: «Affronteremo tanti temi cercando sempre una coerenza narrativa fatta di connessioni che espliciteremo in studio o che, in qualche modo, emergeranno dal racconto stesso»
Ci sono state
infinite discussioni sul nome da dare alla trasmissione, poi siamo caduti su
“Filorosso” perché uno degli intenti del programma è la coerenza narrativa del
percorso fatta di connessioni che espliciteremo in studio o che in qualche modo
emergeranno dal racconto stesso. In una puntata che dura quasi tre ore, come
tutte le prime serate informative, spesso c’è il rischio di una sovrapposizione
di blocchi non connessi l’uno con l’altro. Qualche volta esplicitamente
sconnessi. Il nostro obiettivo è trovare un filorosso rispetto
all’attualità più urgente, importante, stretta.
Quali sono le
sfide che ci attendono, come italiani ed europei, nei prossimi mesi?
Qualche mese
fa avrei detto, nell’ordine, l’uscita dal covid, poi la guerra con le
conseguenze della crisi economica. Adesso metterei prima la guerra, la gestione
del covid in autunno, sperando che non ci siano nuove ondate, ma soprattutto la
risposta all’emergenza economica generata da questi due processi.
I
media tradizionali, la rete, i social media. Come possiamo fare per non essere
sopraffatti dal mare magnum di notizie (e fake news) e riuscire a mantenere la
rotta?
Ciascuno
di noi dovrebbe fare un’operazione di igiene informativa. Non puoi stare tutto
il giorno dentro la rete, dentro i social guardando quello che accade.
L’esistenza è fatta di mille cose, penso ci siano appuntamenti rituali che ognuno
debba seguire attraverso le fonti delle quali più si fida. Dentro il flusso
informativo quotidiano ciascuno deve prendere degli appuntamenti per non essere
travolto dal flusso stesso, che rischia di rendere tutto impressionistico. Compito
del giornalista è mettere in ordine la folla di impulsi, di informazioni, di notizie
che arrivano.
Quali
criteri utilizzi per farti un’idea e per non lasciarti schiacciare dal
mainstream?
Da
giornalista sul flusso ci devo stare. Avendo un’età veneranda, ho acquisito il
modo in cui mi informavo nel Novecento: mi baso molto sulla carta stampata, sui
giornali radio e poi ho rassegne stampa e newsletter che svolgono la funzione
di filtro rispetto all’enormità delle notizie che circolano sulla rete.
Il
vostro racconto non mancherà di fare riferimenti alla storia. Perché sembra
essere così difficile non ripetere gli errori del passato?
La storia degli esseri umani è così, si riproduce sempre in queste forme, non è che scordiamo quello che è accaduto. Ci sono delle dinamiche che fanno parte dell’antropologia, caratteristiche che vanno al di là della storia. Gli esseri umani riproducono errori perché la loro natura è quella, temo. Sappiamo benissimo che non dovremmo commettere certi errori, ma ci sono processi che sono persino più forti della capacità di comprensione umana.
Andrea Delogu e Stefano De Martino conducono l’attesissimo appuntamento musicale di Rai 2, Rai Radio 2 e RaiPlay. Sei puntate, tre splendide piazze italiane per un emozionante viaggio in musica, da Roma a Portopiccolo (TS) a Rimini. Dal 30 giugno il venerdì in prima serata
L’estate,
la musica dal vivo, le piazze gremite… come vi apprestate a vivere questa nuova
avventura?
STEFANO:
Tenendo sempre d’occhio le nuove uscite dell’estate, le playlist che si
aggiornano quotidianamente, ascoltando tanta radio, a partire dai tormentoni
che rimbomberanno, attraverso le casse, nelle grandi piazze di Tim Summer Hits.
ANDREA:
Andando in palestra, devo mantenere il fiato. Saranno quattro ore piene di
ospiti e io e Stefano saremo molto presenti sul palco, non posso sfigurare,
devo correre (sorride)… insomma, non mollo e mi sto allenando alla
Rocky.
STEFANO:
Ci sarà da dare tanta energia, io e Andrea dovremo mettere le nostre virgole in
uno spettacolo fatto da grandi artisti. Con i musicisti e i cantanti sono molto
fan, poterli vedere dal vivo, tutti in una sera, sarà una grande soddisfazione.
Presentarli lo sarà ancora di più.
Che
tipo di rapporto avete con la musica, anche dal punto di vista professionale…
ANDREA:
La musica è il segnalibro della mia vita. Che una canzone mi piaccia o meno,
quando la riascolto dopo qualche anno mi ricorda esattamente il periodo che
vivevo quando la sentivo in radio. La musica è un senso a tutti gli effetti, proprio
come l’olfatto: tu cammini e senti l’odore del sapone di Marsiglia e così ti
ricordi dei vestiti che da bambino ti metteva tua mamma…
STEFANO:
Stretto, perché danza e musica viaggiano di pari passo. Ho un’educazione
musicale profonda, sin da bambino ho sempre suonato il pianoforte e continuo a
suonarlo tutt’ora, mi piace molto anche se lo faccio in maniera amatoriale.
Casa mia è piena di musica.
Tanta
musica, una carovana in giro per l’Italia, chi salirà a bordo di Tim Summer
Hits? C’è qualche personaggio che non vedete l’ora di incontrare?
ANDREA:
Beh sono un’infinità, penso a Blanco, Fabri Fibra, Marracash, Elisa, Elodie,
Sangiovanni, Coez, Biagio Antonacci…
STEFANO:
Uno in particolare, del quale sono da sempre fan, è Michael Bublè. Prima ancora
che mi affidassero la conduzione di Tim Summer Hits avevo acquistato i
biglietti per il suo concerto.
Andrea
e Stefano, due amici sul palco, cosa può dare allo spettacolo un rapporto così
rodato e vero?
ANDREA:
Tanto per cominciare sappiamo esattamente cosa l’altro può fare o che cosa non
vuole fare. Anche lavorare sulla scaletta è proprio show. So che Stefano è
bravo a cantare, a suonare. Lui sa che “cazzeggio” e, avendo fatto la vocalist,
so incitare la folla in precisi momenti, a ritmo.
STEFANO: La nostra complicità e la nostra amicizia, possono essere un valore aggiunto in uno spettacolo giovane e fresco. Penso che l’accoppiata sia perfetta perché tra noi riusciremo a non essere formali, cercheremo di portare sul palco un po’ di autenticità. Prima di essere colleghi siamo amici.
Al via i provini del nuovo programma di Pierluigi Diaco, in onda da settembre su Rai 2. Iscrizioni su www.rai.it/raicasting/
Hanno preso il via, presso gli studi Rai Fabrizio Frizzi in Roma, i primi provini del nuovo programma di Pierluigi Diaco: “BellaMa’”, in onda su Rai2 a partire dal 12 settembre. I candidati al nuovo programma sono influencer, tiktoker o youtuber tra 18 e 25 anni, oppure persone con più di 55 anni: il programma sarà infatti un talent di parola che metterà a confronto le giovani generazioni con quelle dei loro genitori e dei loro nonni, ovvero i ragazzi della Generazione Z, nati dalla fine degli anni 90 ai primi anni dieci del 21’ secolo, e quella dei “boomer”, coloro che, essendo nati tra l’immediato dopoguerra e il 1964, hanno vissuto l’epopea del ‘68 o quella del 1977.
Foto: Guberti – Rasero / GRM Foto
Roma, 02/06/2022
Massimiliano Ossini e Maria Soave conducono “Uno mattina estate”
L’attualità, il racconto, le storie, il sorriso. Dal lunedì al venerdì alle 9.10 su Rai 1 con Maria e Massimiliano un viaggio nel Paese Italia
Un ritorno per Massimiliano, la prima stagione per Maria, come
sta andando?
MARIA: Sono molto felice, sta andando bene,
innanzitutto tra di noi. Quella che si vede in onda è una sintonia vera di due
persone che si sono trovate subito simpatiche, che lavorano insieme,
collaborano e si scambiano idee. Vengo da un’esperienza diversa e posso dire
che “Unomattina Estate” è molto stimolante.
MASSIMILIANO: Sta andando tutto bene. “Unomattina Estate” è un
programma impegnativo, ma molto entusiasmante. Quest’anno, oltre al nuovo
orario, abbiamo stravolto i temi che affrontiamo durante la diretta, un po’ per
scelta nostra e un po’ per richiesta dell’azienda. Non affrontiamo la cronaca,
ma l’attualità, con lo scopo di coglierne un lato “positivo”, semmai ci fosse e,
in base agli argomenti, che possa ispirare o dare spunti al telespettatore.
C’è chi va in vacanza e chi l’estate la passa in Tv, come vi siete preparati a questo impegno?
MARIA: C’è stata una preparazione emotiva, un po’ di
training autogeno (sorride). Una bella esperienza per divertirmi e per
dimostrare a me stessa di riuscire a maneggiare con attenzione e
professionalità temi a cui da capo servizio della redazione politica non sono
particolarmente abituata, dal design all’artigianato. È un’occasione per allargare lo sguardo. Prima di iniziare mi
sono detta: non sarò perfetta ma mi impegnerò, mi divertirò e imparerò delle
cose.
MASSIMILIANO: Conosco l’impegno e la squadra Rai che lavorano
dietro a questo programma, avendolo già condotto nel 2018. La preparazione è
quotidiana, ogni giorno, dopo la diretta, in riunione realizziamo la nuova
puntata. Vogliamo meravigliarci e far meravigliare il pubblico, accompagnandolo
in tematiche straordinarie che raccontino al meglio il nostro Paese, la nostra
storia e il nostro futuro.
Che cosa rappresenta “Unomattina Estate” per un conduttore del Servizio
Pubblico?
MASSIMILIANO:Senza dubbio è un ottimo traguardo.
Quest’anno festeggio quasi 22 anni di carriera, mi sento un uomo Rai, ne
condivido il pensiero e la modalità di lavoro al servizio del nostro pubblico.
Sono cresciuto con questa azienda. Ho voluto portare, oltre alla già presente
attualità, anche il mio mondo, quello ambientale, perché credo sia importante
sensibilizzare il telespettatore. Non possiamo più fare finta di niente e, come
volti del Servizio Pubblico, dobbiamo impegnarci anche in questo. Io e Maria
cercheremo di dare il nostro contributo.
MARIA: Sono una giornalista del Servizio Pubblico fierissima di
esserlo perché il mio stipendio lo pagano gli italiani con il loro sacrificio.
Questo deve restituire al pubblico anche un po’ di quella leggerezza impegnata
che fa bene all’inizio dell’estate e durante l’estate. “Unomattina” è uno spazio
utile e al tempo stesso è il buongiorno alle persone che sono a casa, che si
preparano per andare al lavoro o che stanno preparando i figli per andare al
mare e che, in sottofondo, hanno noi che chiacchieriamo di tante cose.
Due figure professionali diverse e complementari, cosa vi promettete di
imparare l’uno dall’altra?
MARIA: Da Massimiliano voglio imparare l’amore assoluto per la
natura, per la quale lui ha una vera e autentica passione. Quando parla della
cura dell’ambiente, della Terra, lo fa con impegno civile. Io non ho molta
dimestichezza nemmeno con la cura delle piante di casa (sorride).
MASSIMILIANO: Io e Maria abbiamo in comune l’amore per la vita,
siamo due persone che vedono del positivo in qualsiasi cosa. Credo sia una
grande qualità. Non ci conoscevamo, se non tramite il mezzo televisivo, ma sta
nascendo un’ottima amicizia. Apprezzo molto il lavoro che fa Maria in video e
ammiro la sua gentilezza nel comunicare le notizie, lo faceva al Tg1 e lo sta
facendo ora a “Unomattina Estate”. Da “uomo di rete” impegnato nella
divulgazione e nell’intrattenimento, senza dubbio, posso assorbire la sua anima
da giornalista.
Cosa vi siete detti al vostro primo incontro?
MARIA: Ci siamo incrociati grazie a un’amica comune alla
quale ho raccontato che avrei fatto “Unomattina” con Massimiliano. Mi disse di
conoscerlo bene e ci mise immediatamente in contatto con una telefonata. Ci
siamo subito promessi di divertirci e di essere ognuno dalla parte dell’altro.
Quando si è uniti le difficoltà si superano più facilmente.
MASSIMILIANO: Non ricordo le parole, ma ci siamo riconosciuti
subito come due persone che amano la vita e ci siamo promessi di fare bene,
cercando di portare dei messaggi e della positività a casa del pubblico che ci
segue.
Quali sono i ricordi più cari delle estati passate che portate con voi?
MASSIMILIANO: Le mie estati sono fatte di grandi giornate in
famiglia, con i miei figli, con mia moglie e i miei amici. L’estate per me è un
ottimo momento per condividere e rigenerarsi, facendo lunghe passeggiate e
sport. Ormai i figli stanno crescendo e iniziano a organizzare le vacanze
autonomamente con gli amici, sono certo che il ricordo che mi accompagnerà
delle mie estati più felici sarà legato ai momenti passati con i miei ragazzi.
MARIA: Sono i ricordi della mia infanzia, tutti legati a Diamante,
in Calabria, alla casa che i miei genitori acquistarono quando mamma era
incinta di me. Mio padre non c’è più da tre anni e quello è autenticamente il
luogo del cuore, dove ci sono ancora i miei amici più cari.
Come si gestisce l’imprevisto di una diretta?
MARIA: Non siamo degli avatar, non andiamo a macchinetta. Se
sbaglio faccio un sorriso chiedo scusa e vado avanti. Se c’è un imprevisto si
prende un secondo di tempo con garbo e delicatezza, senza smettere di parlare.
Quella è “casa nostra”, parliamo a persone che devono capire quello che
diciamo. Servono spontaneità e preparazione.
MASSIMILIANO: Bisogna avere la freddezza e la capacità di andare oltre, per poi risolvere l’eventuale problema alla prima pausa pubblicitaria. Ovviamente cambia la modalità di gestione in base all’accaduto. Tendenzialmente quello che potrebbe succedere, come alla nostra prima puntata di “Unomattina Estate”, è che salti un ospite, un collegamento. In quel caso si usano i mezzi a disposizione oppure si prende del tempo in attesa di ripristinare l’eventuale segnale. In un programma di tre ore in diretta è normale che qualcosa possa non funzionare.
Dal calcio al nuoto, e ancora il ciclismo, il tennis, il volley e il beach volley. Una stagione ricca di emozioni sulle reti del Servizio Pubblico
Le
gare degli Azzurri in UEFA Nations League hanno dato il via alla grande estate
sportiva sulle reti Rai. Ed è ancora il calcio a farla da padrone con gli
Europei Under 19, in corso in Slovacchia, e presto con gli Europei di Calcio
Femminile in Inghilterra. Tanti gli appuntamenti di altissimo livello per i
tifosi di ciclismo su strada, di nuoto e pallanuoto, di volley e beach volley.
Di seguito il calendario per non perdere nemmeno un istante della ricca
programmazione Rai.
Storie umane, esperienze di devozione e di fede. Da Pietralcina, con Mara Venier, sabato 25 giugno in prima serata su Rai 1
Sabato 25 giugno in prima serata, dalle ore 21.35, su Rai1 andrà in onda da Piazza Santissima Annunziata di Pietrelcina (BN), “Una Voce per Padre Pio”. Alla conduzione ci sarà Mara Venier. Nato da un’idea di Enzo Palumbo, il programma da 23 anni racconta storie umane, esperienze di devozione e di fede che rimandano all’insegnamento di Padre Pio: dare sollievo alla sofferenza umana. Speranza, rinascita e gioia saranno i valori più significativi di questo appuntamento televisivo. La trasmissione, infatti, sarà nuovamente ambientata a Pietrelcina, nella sua storica cornice, borgo natio del Frate, set suggestivo e abituale. L’edizione 2022 di “Una Voce per Padre Pio” riunirà grandi nomi del mondo della musica e dello spettacolo: Al Bano, Orietta Berti, Matteo Bocelli, Riccardo Cocciante, Giuseppe Fiorello, Matia Bazar, Ricchi e Poveri, Shel Shapiro. L’Orchestra “Suoni del Sud” sarà diretta dal maestro Alterisio Paoletti. Non mancheranno momenti di riflessione con le testimonianze sulla vita e le opere di Padre Pio con il frate cappuccino Nazario Vasciarelli e monsignor Dario Edoardo Viganò. Il Professore Guido Oppido dell’ospedale Monaldi di Napoli accompagnerà la piccola Mahewa operata nel suo reparto. Ci saranno il Professore Ciro Lucio Vigliaroli, esperto in Otorinolaringoiatria che ha operato il piccolo Paul Marie bimbo ivoriano, e la professoressa Concetta Stramacchia, dirigente dell’Istituto Comprensivo Statale “88° E. De Filippo” di Napoli. Enzo Palumbo e il Professor Giulio Basoccu parleranno del futuro dell’associazione e dei nuovi progetti e collaborazioni. Al programma è come sempre abbinata una campagna di raccolta fondi, sostenuta da Rai per il Sociale, a supporto dei progetti di “Una Voce Per Padre Pio Onlus”.
Le nuove puntate dello storico programma in onda tutte le domeniche fino all’11 settembre alle 12.20 su Rai 1
La storica trasmissione, dopo i successi della stagione invernale, prosegue il racconto della “terra delle meraviglie”. Dal mare alla montagna, dai musei ai borghi antichi passando per la buona tavola, alla scoperta di ciò che rende l’Italia uno dei posti più belli del mondo. Poeti, santi e navigatori, ma anche gastronomi, chef e golosi: questa è l’Italia che piace e affascina il mondo, un Paese dalla grande tradizione culinaria e dal grande patrimonio di sapori e materie prime, grazie anche alla sua incredibile biodiversità. Angela Rafanelli e Peppone accompagnano il pubblico di Rai 1 attraverso i rivoli delle tradizioni, delle storie, dei sapori, alla scoperta di un territorio che ancora non smette di stupire ed emozionare.
Su Rai Yoyo, tutti i giorni alle 10.00 e alle 19.10, l’attesa seconda stagione della serie animata che ha per protagonista il simpatico orso
È
stato nei giorni scorsi uno dei protagonisti del concerto del Giubileo di
Platino della Regina Elisabetta II di Inghilterra. Stiamo parlando dell’orso
Paddington, protagonista di libri amati dai bambini di tutto il mondo e di una
serie animata in onda su Rai Yoyo. E proprio sul canale della direzione di Rai
Kids va in onda l’attesa seconda stagione, in programmazione tutti i giorni,
alle 10 e alle 19.10.
La regina Elisabetta II ha aperto il concerto per il Giubileo di Platino comparendo in video con l’orso Paddington, l’amato personaggio creato da Michael Bond. La clip è stata realizzata mesi fa dalla BBC ed è stata trasmessa a sorpresa, proprio come parte delle celebrazioni per i suoi 70 anni di regno. Nella sequenza, Paddington offre il suo tipico sandwich alla marmellata, ma la regina rifiuta dicendo di averne uno già pronto nella sua borsetta nera, per ogni evenienza. Subito dopo, un maggiordomo avvisa la monarca che all’esterno è tutto pronto per le celebrazioni del Giubileo di Platino, mentre la folla all’esterno esplode a festa. “Buon Giubileo, signora. E grazie. Di tutto” ha detto l’orso Paddington. E Sua Maestà ha risposto con un sorriso: “Lei è molto gentile”. Poi i due usano un cucchiaino d’argento sui loro piattini da tè per battere il tempo del brano dei Queen “We Will Rock You” che ha aperto il concerto del Giubileo davanti a Buckingham Palace.
Sono gli amici del pomeriggio estivo di Rai 1. «C’è il piacere di tenere compagnia agli italiani», dice Roberta. «Raccontiamo l’estate anche con leggerezza e normalità» prosegue Gianluca. Dal lunedì al venerdì alle 17.20
Dopo il successo
della scorsa edizione cosa significa per voi ritrovarvi e incontrare nuovamente
il vostro pubblico?
ROBERTA: Ricondividere
questa seconda edizione con Gianluca, con il quale mi sono trovata benissimo,
mi dà una grande gioia. Insieme a questo, c’è il piacere di tenere compagnia
agli italiani durante l’estate. Non tutti vanno in vacanza, la nostra è una
coccola affettuosa che facciamo con piacere a chi ci segue. Speriamo che sia la
vera estate della ripartenza. Lo scorso anno c’è stata una battuta d’arresto, è
tornato il covid.
GIANLUCA: Una
soddisfazione e una responsabilità. Se siamo stati riconfermati significa che
lo scorso anno è andata bene e che riusciamo a occupare diversi registri. Anche
in estate succedono tante cose, più belle o più brutte, e devi saperle
raccontare tutte con il giusto tono. Probabilmente è stato riconosciuto questo
a entrambi. Roberta e io siamo due persone diverse, che si vogliono bene, che
in onda si rispettano molto, e che riescono a trovare i punti di forza
dell’altro valorizzandolo.
I due anni di
pandemia alle spalle, ora una guerra terribile alle porte di casa. Quanto
influisce tutto questo nel racconto, nel dovere informare e intrattenere?
GIANLUCA: Sono al
mio terzo anno di “Estate in diretta” e nel corso dell’estate ho trattato di
tutto, dalla tragedia del Ponte Morandi alla moda, piuttosto che alla morte di
Raffaella Carrà, dramma che aveva già in sé un doppio registro: la grande
commozione della morte e la gioia suscitata dalle immagini di Raffaella. Fermo
restando che le persone a casa hanno bisogno di essere informate ma anche di
svago, vogliono la cronaca, mediamente vincente negli ascolti, e la leggerezza.
Quando conduci “Estate in diretta” devi creare un giusto mix e capire dove sta
andando la giornata, dove sta andando l’estate.
ROBERTA:
L’atmosfera che si respira è fortemente condizionata dagli accadimenti.
Cerchiamo comunque di mantenere un tono leggero, di distrarre le persone dalle
brutture del mondo. Questo è un po’ il nostro compito.
Terza edizione
per Gianluca, seconda per Roberta, cosa avete scoperto di più degli italiani
nel corso di questa esperienza?
GIANLUCA: È un’esperienza
diversa da quella del telegiornale. Con “Estate in diretta” ho scoperto un mio
lato televisivo che non conoscevo, più leggero, scherzoso, più legato alla
battuta. Mi sento abbastanza tranquillo, anche più scanzonato. Di solito con le
news ho un approccio più secco nel racconto, in un format come questo riesco a essere
più caldo e questo accade quando mi sento a mio agio. La mia sensazione è che negli
italiani non ci sia solo voglia di leggerezza, ma di semplicità, di sentire
dalla Tv la battuta che scambi quando incontri un amico al bar.
ROBERTA: Ho
scoperto che quando la Tv propone qualcosa di bello la gente c’è e segue, anche
in piena estate. Il Servizio Pubblico deve accompagnare i telespettatori in
ogni momento dell’anno.
L’Italia sta
tornando a essere meta di turisti provenienti anche dall’estero. Se doveste
indicare loro tre località assolutamente da non perdere, anche al di là delle
mete canoniche, dove li mandereste?
ROBERTA: A Furore,
sulla splendida Costiera Amalfitana. Ma anche in Toscana nella chiesa di San
Galgano, dove c’è la spada nella roccia con il prato al posto del pavimento. E
sulle Dolomiti, montagne strepitose.
GIANLUCA.
Divertente… Partiamo dal Sud, dalla Sicilia, della quale io e mia moglie siamo
innamorati e dove facemmo il viaggio di nozze. Quaranta giorni e abbiamo
scoperto luoghi che molti siciliani non conoscono (sorride). Il nostro buen
ritiro è nell’agrigentino. Per il Centro consiglierei di scoprire i borghi
intorno a Roma, dai Castelli romani alle località di mare. Per il Nord, e anche qui sono di parte, dico
Rimini, la città di mio padre: un centro storico bellissimo e borghi tutti da
scoprire nelle vicinanze
C’è invece un
piatto che più di ogni altro racconta il nostro Paese?
GIANLUCA: La
pasta fatta in casa, a ognuno la scelta di quale tipo voglia mettere in tavola.
ROBERTA: Per non
dire banalmente la pizza o gli spaghetti, universalmente noti, a uno straniero
farei assaggiare una parmigiana di melanzane e, per par condicio, un piatto di
tortellini in brodo bolognesi. Do un colpo al cerchio e uno alla botte (sorride),
la mia città d’origine e la mia città d’adozione.
Tortellini
rigorosamente in brodo…
ROBERTA:
Assolutamente, a Bologna non sono declinabili in altro modo.
Andate in onda da
Roma, in che modo cercherete di vivere i vostri momenti di libertà?
GIANLUCA: Mi sono
ripromesso di fare il pendolare, abbiamo preso una casa al mare, a sud di Roma,
non mi voglio perdere la famiglia (sorride). Ho quattro figli ai quali
sono molto legato. Avendoli di età tra loro diverse so che basta un attimo e
partono per la loro vita e non ti considerano più. Visto che ne ho ancora tre
sotto quell’età, vedo di godermeli. Farò avanti-indietro da Roma con il treno.
ROBERTA: Nel fine settimana raggiungerò sempre la mia famiglia, il tempo libero lo dedicherò a loro. Mio marito e mio figlio, che ha ormai 14 anni, sono comprensivi, mi supportano, mi aiutano. Durante la settimana stanno un po’ tra ragazzi, non è male, no?
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