Ad Agorà mi sento a casa

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GIORGIA ROMBOLA’

Prosegue con successo la versione estiva del talk informativo di Rai 3: una fotografia quotidiana del Paese attraverso i fatti della politica, dell’economia, le opinioni. Il RadiocorriereTv ha incontrato la conduttrice

2022, Giorgia Rombolà
©Assunta Servello

Come hai vissuto queste prime settimane sulla piazza del mattino di Rai 3?

Sono molto contenta di come sta andando sia sulla piazza televisiva che su quella che non si vede, il gruppo di lavoro di “Agorà”. Una squadra che mi ha accolto, persone di grandissima esperienza e pienissime di entusiasmo, di spirito di servizio. Pare che sia contento anche il pubblico e io mi sento già a casa (sorride).

Dal telegiornale al talk, come cambia il modo di raccontare la notizia?

Nell’ultimo anno e mezzo a Rai News ho condotto “Studio24”, lo spazio dedicato al talk politico, una piccola “Agorà”. La notizia è sempre il faro, ma non essendo un telegiornale possiamo scegliere il modo in cui trattarla, la gerarchia non è quella del Tg. Siamo sempre molto pronti, reattivi. Decidiamo un argomento, ma quando è necessario aggiungiamo, togliamo. Io sono abituata ad andare molto a braccio. Un promo di qualche tempo fa di Rai News diceva che “non sappiamo cosa andrà in onda”, un modo carino per dire che siamo sempre sulla notizia. “Agorà” è un talk politico, la nostra vocazione è quella, pur raccontando anche l’economia, la cultura, il costume del Paese. La gente ha voglia di seguire l’informazione anche in estate.

Come si costruisce un rapporto di fiducia con l’intervistato?

Chi viene intervistato da me non conosce mai prima le domande che prepariamo, al tempo stesso non faccio l’interrogatorio, l’approccio non è mai quello dell’inquisitore. L’intervista si costruisce anche sulle risposte.

Quando la risposta non ti soddisfa?

Ci sono la seconda e la terza domanda. Cerchi di incalzare l’ospite anche con un sorriso per stemperare il clima. Di fronte a un sorriso si è forse più predisposti a dire qualcosa in più.

I media tradizionali, la rete, i social media. Come fare per non essere sopraffatti dal mare magnum di notizie e riuscire a mantenere la rotta?

Il consiglio è di rivolgersi a chi è autorevole, e la Rai ha sempre dimostrato di esserlo. La guerra in corso conferma quanto siano fondamentali gli inviati sul campo, che vanno, vedono, raccontano. E quanto saremmo vittime della propaganda da entrambe le parti se non ci fossero gli occhi dei nostri inviati a raccontare ciò che possiamo vedere. Vale per la Tv, per gli altri mezzi tradizionali e per i social, che non demonizzo. La Rai in Ucraina sta facendo un lavoro eccezionale. A livello generale è fondamentale saper scegliere, sapere da chi informarsi, perché non tutti hanno la stessa autorevolezza e la stessa credibilità. Tutto sta nel cercare le fonti giuste.

Quella in Ucraina è forse la prima guerra raccontata anche attraverso i social…

Preziosissimi ormai nel racconto del mondo, anche nel superare la censura, che riguarda la guerra ma non solo. Immagina quanto scopriremo dei massacri di Bucha e di Irpin attraverso le connessioni, i messaggi mandati. È necessario rivolgersi alle fonti autorevoli e sta anche a noi presentarci come tali.

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Un anno senza Raffaella

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5 luglio 2021. Muore a Roma, all’età di 78 anni, Raffaella Carrà, una figura unica nel mondo dello spettacolo italiano, cantante, attrice, ballerina, conduttrice, showgirl, una regina della tv, capace di incantare il pubblico di tutte le età e di influenzare più generazioni, dalla fine degli anni ’60 a oggi. La Rai dedica al ricordo dell’artista ampio spazio nei suoi palinsesti

Martedì 5 luglio

Il ricordo di Raffaella Carrà attraversa i palinsesti dei canali Rai. Da “Unomattina Estate” a “Estate in diretta”, dai telegiornali nazionali alle edizioni regionali della TGR.

Martedì 5 luglio ore 13.00 Rai Storia

Raffaella in bianco e nero: dagli anni ’60 al 1970

Gli esordi nello spettacolo di Raffaella Pelloni, nata a Bologna il 18 giugno 1943 e scomparsa il 5 luglio 2021. Inizia a lavorare in TV in piccole parti in alcuni allestimenti teatrali e romanzi sceneggiati, e in varietà minori, sfruttando la sua formazione al Centro Sperimentale di Cinematografia. Tenta con qualche fortuna la carriera cinematografica, anche oltreoceano, come testimonia una rara intervista rilasciata a New York all’inviato del telegiornale Ruggero Orlando. L’occasione avviene tra il 1969 e il 1970, quando convince il dirigente Rai Giovanni Salvi, ad avere un suo spazio nello show “Io Agata e tu”.

Martedì 5 luglio ore 15.15 Rai 3

A raccontare comincia tu

Nel talk andato in onda nel 2019 Raffaella Carrà intervista i grandi protagonisti della musica, del cinema e dello spettacolo. La puntata trasmessa è dedicata a Luciana Littizzetto.

Martedì 5 luglio ore 19.30 Rai Storia

Pronto Raffaella, il debutto di una rivoluzione

Antologia della prima puntata (3 ottobre 1983) del programma con Raffaella Carrà che ha rivoluzionato la TV pubblica, facendo scoprire una nuova fascia oraria e un nuovo modo di fare intrattenimento, premiato da un enorme successo di pubblico. In quella prima puntata, ospite Renzo Arbore, che nel 1976 fu il primo a condurre un quiz telefonico in Rai.

Martedì 5 luglio ore 20.30 Rai 1

Techetechete’

Il programma di Elisabetta Barduagni dedica un’intera puntata alla regina della Tv, proponendo i frammenti più amati e popolari di trasmissioni entrate nella storia del piccolo schermo.

Mercoledì 6 luglio ore 13.00 Rai Storia

Raffaella in bianco e nero: le canzonissime

Secondo capitolo della biografia di Raffaella Carrà. Premiata subito da alti indici di gradimento, viene scelta come soubrette per la Canzonissima 1970/71, a fianco di Corrado, impostando subito un nuovo modello femminile nella TV. La coppia viene richiamata per l’edizione 1971/72, quella del “tuca tuca”. Per Raffaella Carrà si apre una carriera senza precedenti nello spettacolo italiano, conquistando le classifiche discografiche e la platea televisiva.

Mercoledì 6 luglio ore 19.30 Rai Storia

A raccontare finisce Lei: le interviste Rai di Raffaella Carrà

Antologia delle interviste a Raffaella Carrà rilasciate in RAI da Enzo Biagi (2000), Bruno Vespa (2004), Vincenzo Mollica (2007) e Fabio Fazio (2013 e 2019).

Mercoledì 6 luglio ore 21.10 Rai Storia

Storie della TV. Raffaella Carrà

La vita di una grande figura del piccolo schermo, declinata nelle varie fasi della sua carriera televisiva: cantante, ballerina, autrice, conduttrice, talent scout. In due parole, Raffaella Carrà. “Storie della Tv”, il programma di Rai Cultura con la consulenza e la partecipazione di Aldo Grasso, in onda mercoledì 6 luglio alle 21.10 su Rai Storia, propone un viaggio nella carriera della regina della tv e nelle emozioni che ha regalato agli italiani in 60 anni di carriera.

Giovedì 7 luglio ore 13.00 Rai Storia

Raffaella Carrà ma che sera

Antologia dello spettacolo TV “Ma che sera” (1978), per la regia di Gino Landi, il primo show a colori con la Carrà, che divide lo spazio con l’imitatore Alighiero Noschese (con cui aveva già lavorato a Canzonissima ’71) e la coppia Paolo Panelli-Bice Valori. In onda dal 4 marzo 1978, “Ma che sera” è celebre per la sigla d’apertura “Tanti auguri” – girata all’Italia in Miniatura a Rimini – e per il verso “come è bello far l’amore da Trieste in giù” e si ritrovò ad essere trasmesso durante il rapimento Moro, con la precisa volontà di intrattenere gli italiani in un momento tragico della storia repubblicana.

Venerdì 8 luglio ore 13.00 Rai Storia

Mille milioni per Raffaella Carrà

Antologia dello spettacolo TV del 1981 “Mille milioni”, uno show “all’americana” che vide Raffaella Carrà come conduttrice di respiro internazionale. Il programma, una “summa” della carriera internazionale della Carrà, fu registrato in giro per le capitali delle nazioni dove il successo della showgirl è stato clamoroso: Buenos Aires, Roma, Città del Messico, Londra e Mosca, all’epoca capitale dell’Unione Sovietica e separata dalla “cortina di ferro” della guerra fredda.

Sabato 9 luglio ore 13.00 Rai Storia

Milleluci su Raffaella Carrà

Antologia dello spettacolo televisivo del 1974 diretto da Antonello Falqui, autore con Roberto Lerici di questo excursus sulla storia dello spettacolo, che Raffaella Carrà con Mina conducono in coppia, la prima volta di due donne insieme.

RaiPlay

Buonasera Raffaella

Per la ricorrenza la piattaforma della Rai ha pubblicato per la prima volta le puntate dello storico programma condotto dalla Carrà, in prima serata su Rai 1 dal dicembre 1985 al marzo del 1986. Le 15 puntate vennero realizzate in parte a Roma e in parte a New York, con la partecipazione di molti ospiti italiani e internazionali. Disponibili su RaiPlay anche Canzonissima (2 stagioni, 1970-1971), Milleluci (8 puntate 1974), Ma che sera (6 puntate 1978), Carràmba! Che sorpresa (8 puntate 1995), fiction e film con la Carrà protagonista.

RaiPlay Sound

In home page una striscia di contributi audio da vari programmi Radio Rai con interviste alla showgirl ed estratti da spettacoli di cui è stata protagonista. Per l’occasione, sarà resa disponibile la versione audio di Tutti i colori di Raffa, programma già presente nel catalogo RaiPlay, che rende omaggio a Raffaella Carrà ripercorrendone la carriera.

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UEFA WOMEN’S EURO 2022

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Azzurre in campo

Sui canali Rai l’Europeo di calcio femminile in programma in Inghilterra dal 6 al 31 luglio. Tutte donne anche per la squadra di Rai Sport, diretta da Alessandra De Stefano e guidata da Donatella Scarnati

Le convocate per l’Europeo

Portieri

Francesca Durante (Inter), Laura Giuliani (Milan), Katja Schroffenegger (Fiorentina)

Difensori 

Elisa Bartoli (AS Roma), Valentina Bergamaschi (Milan), Lisa Boattin (Juventus), Lucia Di Guglielmo (AS Roma), Maria Luisa Filangeri (Sassuolo), Sara Gama (Juventus), Martina Lenzini (Juventus), Elena Linari (AS Roma)

Centrocampiste 

Arianna Caruso (Juventus), Valentina Cernoia (Juventus), Aurora Galli (Everton), Manuela Giugliano (AS Roma), Martina Rosucci (Juventus), Flaminia Simonetti (Inter)

Attaccanti

Barbara Bonansea (Juventus), Agnese Bonfantini (Juventus), Valentina Giacinti (Fiorentina), Cristiana Girelli (Juventus), Martina Piemonte (Milan), Daniela Sabatino (Fiorentina)

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Il racconto della vita

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SuperQuark

Mercoledì 6 luglio, in prima serata su Rai 1, ritorna il programma cult di Piero Angela. Otto puntate con i documentari della BBC, i reportage di Alberto Angela dal mondo, le immancabili rubriche di approfondimento, dalla sessualità alla storia agli esperimenti scientifici

Piero Angela torna al timone di uno degli appuntamenti più apprezzati della divulgazione televisiva, “Superquark”, programma che dal 1995 racconta la vita e i suoi segreti ai telespettatori. Ad aprire la serata, un filmato naturalistico di alta qualità, e poi i servizi, le grafiche, le rubriche, gli ospiti, le pillole.    In questa nuova stagione Alberto Angela raggiunge il Circolo Polare Artico, in Groelandia, per parlare degli Inuit, gli abitanti del ghiaccio, ma anche di Elefanti fossili e della magica isola di Procida, capitale italiana della cultura. Gli inviati della trasmissione affrontano i temi del riscaldamento del Mar Mediterraneo, della montagna e le conseguenze del cambiamento climatico. Immancabile l’approfondimento in studio di Piero Angela, con le rubriche sulla sessualità, con il professor Emmanuele Jannini; “Dietro le quinte della storia” con il professor Alessandro Barbero e Massimo Polidoro; l’appuntamento con Paco Lanciano e i suoi esperimenti scientifici. “Una delle principali strategie divulgative di ‘Superquark’ è offrire una grande varietà di temi in modo da catturare l’interesse e la curiosità del più gran numero di spettatori – afferma Piero Angela – tratteremo temi di medicina, come le nuove terapie per la maculopatia oculare oppure di spazio, con il ritorno dell’uomo sulla luna. Visiteremo un Istituto, poco conosciuto, il Lens con sede a Firenze dove si studia la luce per le applicazioni più sorprendenti: dai nanorobot ai computer quantistici e cercheremo di capire come il volo degli storni ha ispirato il premio Nobel italiano Giorgio Parisi”. Attesissime anche le Pillole di “Superquark”: Giro del mondo, per le notizie flash dal mondo scientifico internazionale.

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Rai #visioneitaliana

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OFFERTA TV 22-23

Presentata la programmazione per generi del Servizio Pubblico per la nuova stagione televisiva. La presidente Marinella Soldi: «Innovazione e tradizione per un prodotto distintivo, unico e vincente». L’amministratore delegato Carlo Fuortes: “Nuovi programmi e nuove forme di comunicazione, per una visione del Paese e dell’azienda che guarda al futuro”

Dieci direzioni di genere per un’offerta sempre più ricca e innovativa, che attraversa i canali generalisti, quelli specializzati e la piattaforma del Servizio Pubblico. La Rai, prima azienda culturale del Paese, guarda al futuro con un’organizzazione nuova. Al centro, il prodotto, capace di interpretare il tempo che stiamo vivendo e di raccontare una società in continua trasformazione.

Nuove strategie aziendali che consentono di implementare ulteriormente l’offerta rivolta a “cittadine e cittadini che ci scelgono e ci finanziano – sostiene la presidente della Rai Marinella Soldi – quello che offriamo è unico: è Servizio Pubblico. Alla Rai si chiedono un linguaggio, una scelta dei temi, una qualità e una credibilità che i players commerciali possono ignorare. Noi non solo non ignoriamo queste richieste, queste aspettative, ma ne facciamo un prodotto distintivo, unico e vincente”. Un’innovazione che va di pari passo con la tradizione. “Nei contenuti restano volti che sono già nel cuore degli spettatori ma arrivano anche nuovi talent e nuovi linguaggi – prosegue Soldi – nella distribuzione sia il presidio tradizionale lineare ed abitudinario, sia l’innovazione. RaiPlay è già una piattaforma straordinaria: con l’attenzione ai dati e lo sforzo sui social l’offerta diventerà sempre più calibrata, personalizzata. Le giovani generazioni sono un pubblico che dobbiamo attrarre, conquistare, innamorare, magari anche nel metaverso”.

“Siamo quello che saremo, non meno di quello che siamo stati” ha dichiarato l’amministratore delegato Carlo Fuortes aprendo l’atteso appuntamento milanese di presentazione dell’offerta alla stampa e al mercato pubblicitario. “Vi raccontiamo di un percorso di innovazione che è solo l’inizio di un importante cambiamento che dovrà portare la Rai da broadcaster a media company” ha proseguito Fuortes: “Il passaggio all’organizzazione per generi è un’importante rivoluzione per consentire alla Rai di essere al passo con i tempi. Poniamo al centro del nostro lavoro il prodotto e il contenuto che potrà essere fruito in varie forme su tutte le piattaforme”. Più prodotto per gli spettatori, la qualità che Rai da sempre garantisce, una maggiore efficienza della macchina realizzativa. Tra gli obiettivi dell’Azienda, come confermato dall’ad, il rilancio di Rai 2: “Rai 2 è reinventata, ci sono grandi risorse per la rete e speriamo che ne beneficeranno lo spettatore e l’industria culturale”. In queste pagine il RadiocorriereTv propone un assaggio delle novità Rai, alle quali dedicheremo ampio spazio nelle prossime settimane. Dall’intrattenimento prime time a quello day time, dalla cultura ai documentari, agli approfondimenti e ancora alla fiction, ai film, alle serie, allo sport, ai ragazzi. Sui canali televisivi come in rete su RaiPlay nel segno di una sempre più emozionante e inclusiva visione italiana.

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Tinto

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Destinazione libertà

Il mezzogiorno di Rai 1 in questa calda estate si muove su quattro ruote: «Andiamo sul territorio non solo per visitarlo dal punto di vista turistico, ma anche per assaggiarlo, valorizzando l’aspetto enogastronomico. È un bel modo di viaggiare anche grazie alla televisione, come una sorta di teletrasporto» racconta al RadiocorriereTv il conduttore di “Camper”

© Eleonora Ferrettoi

Il camper di Rai 1 è in viaggio per l’Italia, come sta andando?

Siamo molto contenti, perché abbiamo la possibilità di portare in vacanza gli italiani alla scoperta di un Paese bellissimo e buonissimo. Andiamo sul territorio non solo per visitarlo dal punto di vista turistico, ma anche per assaggiarlo, valorizzando l’aspetto enogastronomico. È un bel modo di viaggiare anche grazie alla televisione, come una sorta di teletrasporto.

Con Roberta c’è una bella sintonia, come è stato il vostro primo incontro?

Avevo conosciuto Roberta tempo fa quando era stata ospite nel mio programma, “Frigo” su Rai 2, e, già in quell’occasione, mi aveva colpito per la sua solarità, intelligenza, ma soprattutto mediterraneità. Con “Camper” ho l’occasione di stare con lei tutti i giorni, alla fine sembra di conoscerci da una vita. In tv le coppie sono fondamentali, il clima, l’alchimia che si crea sta alla base del successo di un progetto.

In che cosa vi compensate?

Siamo entrambi molto solari, sempre con il sorriso sulle labbra, la vita va presa con allegria. Si è creata una bella alchimia intellettuale, non abbiamo mai quell’ansia di prevalere l’uno sull’altro, pensiamo solo alla riuscita del prodotto. Credo che tutta questa energia, allegria e sintonia arrivino anche a casa.

Ha mai fatto un viaggio sulle quattro ruote di un camper?

È successo tanto tempo fa, quando ero più giovane e frequentavo l’università, è stata davvero un’esperienza incredibile. Oggi sono i miei figli a chiederlo e, conducendo questo programma, non ho più scuse. Il camper dà la possibilità di non pensare alle prenotazioni di alberghi, ristoranti e impazzire se non trovi posto da qualche parte. Vivi immerso nella natura e, seguendo tutte le regole ti puoi fermare ovunque. Più che un mezzo, è una vera e propria filosofia di vita.

Come deve essere il suo compagno di viaggio ideale?

Deve essere curioso e abbandonarsi al viaggio. Con il camper il viaggio è già nel mezzo di trasporto, lo vivi, è una parte importante della tua vacanza. Il mio compagno ideale deve avere voglia di assaggiare i piatti del territorio, detesto chi all’estero va in cerca del ristorante italiano con la tovaglia a quadretti bianchi e rossi. La pasta la mangio al ritorno.

La sua vacanza ideale invece?

Con gli amici! Facendo una vita abbastanza prestante, deve essere una vacanza stanziale, non il mordi e fuggi che non ti lascia niente, ma l’andare in un posto anche per più giorni e scoprirlo un po’ alla volta, godermi i borghi, l’entroterra, la costa, andare a mangiare le specialità di un luogo.

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Imperfetti sconosciuti

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Mondi a confronto

Cesare Bocci e la figlia Mia conducono un talk inedito che mette insieme in un unico spazio di condivisione forzata venti adolescenti con i loro i rispettivi genitori. In onda il venerdì in seconda serata su Rai 3

Madri e padri disperati, che hanno perso completamente il polso della situazione contro figli, altrettanto disperati, che non ne possono più.Cesare Bocci e la figlia Mia conducono “Imperfetti sconosciuti” un talk che mette insieme, in un unico spazio, venti adolescenti con i loro i rispettivi genitori. Da una parte i genitori “i boomer”, gli antichi, i tirannosauri, i dittatori che impongono regole.  Dall’altra gli adolescenti. Il corpo che cambia, gli ormoni che impazzano, le camere che esplodono, le porte che sbattono, le parolacce che volano… e un muro altissimo, sempre più alto che ogni giorno divide la “generazione genitori” dalla “generazione Z”. Una vera “guerra dei mondi”, uno scontro feroce tra universi improvvisamente diventati “alieni” gli uni agli altri, dove la ragione e il torto oscillano in un fragilissimo equilibrio tutto da costruire e da disfare giorno per giorno. Incontri, scontri, divergenze, convergenze, segreti e bugie, un match di conversazione familiare senza esclusione di colpi, dove nessuno è senza colpe! Un esercito di genitori e figli senza peli sulla lingua. La conduzione è affidata a un padre e una figlia stretti da un patto forte.

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Moige

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Un successo per la Rai

Assegnati i tradizionali Premi dell’Osservatorio Media del Movimento Italiano Genitori che ha presentato la nuova guida “Un anno di zapping e di streaming”.  19 i riconoscimenti al Servizio Pubblico tra fiction, programmi e prodotti per ragazzi

È tornata a svolgersi dal vivo alla Camera dei Deputati la presentazione della guida dell’Osservatorio Media del Moige, con la tradizionale consegna dei premi assegnati dal Movimento Genitori ai prodotti televisivi dedicati ai giovani e alle famiglie. Un successo per la Rai che ne ha conquistati ben diciannove, tra fiction, programmi per ragazzi e premi speciali.

Nella sezione “Fiction e docufiction” premiati “A muso duro” (Rai 1) la fiction sulla figura di Antonio Maglio, interpretato da Flavio Insinna, il medico che con il suo operato e l’invenzione dei Giochi Paralimpici ha contributio a cambiare la visione della disabilità, “Fino all’ultimo battito” con marco Bocci, antieroe che ha invitato il pubblico a riflettere sul delicato confine fra etica e sentimenti, fra ciò che è giusto e ciò che vorremmo fare per noi e per quanti amiamo.

Riconoscimenti per “La scelta di Maria”, docu-film con Sonia Bergamasco sul centenario del Milite Ignoto e “Noi” con Lino Guanciale, per aver rappresentato una famiglia in cui ciascuno di noi può trovare qualcosa del proprio vissuto familiare.

La sezione “Intrattenimento, cultura e informazione” vede trionfare “Apnea” (original di RaiPlay Sound) sulla tragedia della Costa Concordia del 14 gennaio 2012, per il coraggio nel disvelare la verità dietro ai terribili fatti accaduti dinanzi all’isola del Giglio, con un tratto narrativo pulito e diretto facendo risaltare il valore dell’impegno sociale e umano di persone comuni, “Il sogno del podio” (Rai 5) splendido modo per avvicinare la musica, anche la classica, a un pubblico più ampio di famiglie e giovani, “Kalipé – A passo d’uomo” (Rai 2) condotto da Massimiliano Ossini che, in un unico format, ha riunito intrattenimento, musica e sostenibilità accompagnando gli spettatori in un viaggio consapevole alla scoperta della natura e del pianeta, “La fabbrica del mondo” (Rai 3), un programma tra divulgazione scientifica e momenti di respiro teatrale che ha condotto le coscienze del pubblico su un tema così importante quanto necessario, imparare a vivere insieme alla terra.

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Sanremo Summer Symphony 2022

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Musica

Tanti concerti e appuntamenti pensati per le famiglie nel programma della rassegna estiva organizzata dalla Fondazione Orchestra Sinfonica della Città dei Fiori e dal Comune. Tra gli spettacoli “Pierino e il Lupo” con Rocco Papaleo e il live di Cristina D’Avena

Non solo la Città dei Fiori e della musica, ma anche del divertimento dei più piccoli e delle famiglie. “SANREMO SUMMER SYMPHONY 2022” è la rassegna musicale dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo che, insieme al Comune di Sanremo, porta nella città ligure tantissimi appuntamenti live tra concerti e spettacoli. Per l’occasione, l’Orchestra Sinfonica di Sanremo si misurerà con generi diversi, capaci di attrarre un pubblico curioso e variegato. Un cartellone ricco pensato per tutte le fasce di età, dai più grandi ai più piccini, con spettacoli e promozioni per le famiglie e i bambini. Il primo appuntamento sarà il 12 luglio alle 21.30 all’Auditorium Franco Alfano, con Rocco Papaleo che reciterà la favola sinfonica “Pierino e il Lupo”, scritta da Sergej Prokof’ev. Il trio formato da Massimo Cotto, Mauro Ermanno Giovanardi e Chiara Buratti, invece, porterà il 25 luglio alle 21.30, sempre all’Auditorium Franco Alfano, lo spettacolo “Decamerock”. Il 2 agosto alle 21.30 arriverà all’Auditorium Franco Alfano l’attesissimo concerto di Cristina D’Avena, con il Maestro Valeriano Chiaravalle, che celebra i suoi 40 anni di carriera. Infine, lo spettacolo teatrale e musicale bislacco “Concert Jouet” con Paola Lombardo e Paola Torsi è in programma l’8 agosto alle 21.30, sempre all’Auditorium Franco Alfano. “SANREMO SUMMER SYMPHONY 2022” è una manifestazione, frutto della collaborazione tra la Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo e il Comune di Sanremo, gli operatori della musica, del turismo e le istituzioni, che vedrà artisti di fama nazionale e internazionale di musica classica, jazz, pop e rock esibirsi al Teatro Ariston, simbolo per eccellenza della cultura musicale leggera italiana, e nella splendida cornice dell’Auditorium Franco Alfano, un vero e proprio teatro all’aperto con vista mare ripristinato al suo antico splendore.

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Confesso che ho vissuto e non ho ancora finito

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Katia Ricciarelli

Una commedia con battute al vetriolo e momenti reali di commozione per la cantante lirica di fama internazionale Katia Ricciarelli, insieme a Pino Quartullo, anche regista dello spettacolo, Claudio Insegno e Nadia Rinaldi. Un finale inaspettato chiuderà il gioco al massacro e, dopo aver divertito a lungo lo spettatore, lo lascerà sbalordito e senza respiro.

Sarà in scena per la prima volta con Pino Quartullo, Claudio Insegno e Nadia Rinaldi. Come vive il suo ruolo in questa commedia brillante?

Che vado in scena come attrice è la seconda volta, ma con Pino Quartullo, Claudio Insegno e Nadia Rinaldi è la prima volta e ho vissuto con loro un ruolo molto impegnativo, molto scherzoso, con una madre che vuole dirne quattro ai figli perché vorrebbe che fossero diversi. Uno non si gode la vita ed è noioso pensando solo ai soldi, una pensa solo a mangiare e l’altro è omosessuale e, lei, la madre appunto, vorrebbe che fossero diversi. Ma alla fine, anche se non posso dire di più, loro faranno di tutto per avvelenarla e liberarsene.

Ma la commedia regala momenti anche di commozione…

Perché deve essere così. Anche quando c’è molta ironia dobbiamo pensare che i rapporti tra madre e figlio hanno tante sfaccettature e molte di queste sono commoventi.

Si è divertita?

Moltissimo. Sono tutti simpatici, bravi, divertenti. Una bella compagnia e sono certa che la commedia piacerà perché è profonda ma divertente. La gente vuole sorridere.

Questa commedia lascia lo spettatore sbalordito. Ma anche la sua vita è stata così sorprendente…

Io penso che sulla mia vita privata e artistica potrei fare una telenovela di cinquanta puntate. Nella mia vita ci sono state tante cose belle e tante meno belle. Tutto serve anche da lezione. Dobbiamo andare sempre avanti. Onestamente ho vissuto, confesso che ho vissuto, come dice Neruda. E ancora non ho finito. Non ho intenzione di morire.

Nel 1972 salì alla ribalta vincendo il concorso su nuove voci, in prima serata su Rai1. Mike Bongiorno la definì “una voce entusiasmante”. Quello è stato il momento che ha cambiato la sua vita?

Quel concorso mi ha fatto fare un balzo proprio a livello mondiale perché si sono aperte le porte del Giappone, dell’America, dappertutto in Europa. Una spinta notevole.  Ma preciso che se non si gestisce bene, un evento così può anche rappresentare la fine. Ci si può fare molto male se non si dimostra, con il tempo, che si sa fare davvero qualcosa.

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