La mia estate in Tv

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Samuel Peron

Dal lunedì al venerdì a “Camper”, il sabato e la domenica a “Weekly”. Il ballerino-conduttore, che il pubblico di Rai 1 ha imparato a conoscere in quindici edizioni di “Ballando con le Stelle” ci parla del suo momento magico: «Felice di vivere questa nuova sfida»

foto di Alberto Mantegna

“Camper”, “Weekly”, un’estate piena di televisione, come sta andando?

Mi sto mettendo in discussione, quest’estate è davvero un banco di prova (sorride). In “Camper” sto facendo l’inviato, andando nelle spiagge a far ballare la gente con i tormentoni del programma. In “Weekly”, invece, racconto il territorio. Mentre nel corso della stagione invernale a “Buongiorno Benessere” realizzavo delle clip su temi che mi appartengono, come lo sport e il benessere, questi due programmi sono differenti e rappresentano per me una nuova fida, per di più in diretta.

Come si sente in queste nuove vesti?

Bene, sono molto contento. “Camper” è un programma goliardico, divertente. Vai sulla battigia e ti sposti tra gli ombrelloni, avvicini le persone in vacanza e cerchi di convincerle a ballare con te. C’è chi dice di sì ed è subito pronto, chi si tira indietro, chi vorrebbe farlo ma si vergogna. Si creano dinamiche davvero simpatiche. Con “Weekly” abbiamo un racconto diverso, alla scoperta delle nostre bellezze, di personaggi interessanti. I collegamenti sono in diretta, cosa che in esterna non è sempre semplice. A influenzarne la dinamica dei collegamenti sono tanti fattori: l’ambiente, le intemperie, la luce, i punti d’ombra (sorride). Lo studio è molto più protetto, dopo quindici edizioni di “Ballando con le stelle” ho capito come funziona.

Cosa porta con sé, in questo nuovo ruolo di inviato, della sua esperienza a “Ballando” e della disciplina della danza in generale?

La danza è una forma di comunicazione non verbale, comunichi con il corpo mentre il presentatore, il cantante, l’attore lo fanno anche con la bocca. Bocca e corpo vanno insieme, le dinamiche sono differenti da quelle del ballo. Mi approccio a entrambe le situazioni con la stessa determinazione, con lo stesso rispetto, cercando di essere sempre preparato, di non lasciare nulla al caso. Trasformo il timore, la paura, in una sfida con me stesso. Non posso lasciare che le paure mi schiaccino (sorride).

Il grande pubblico la conosce bene, come vive l’affetto che le viene riservato?

È veramente molto bello. Anche dopo il lockdown, quando mi sono ammalato di covid e sono stato rinchiuso in casa per settimane, c’è stata tantissima gente che mi ha dimostrato affetto. Me ne accorgo anche quando termino i programmi, le persone si affezionano a me, alle dinamiche che creo, mi mandano messaggi, cercano un contatto. Tutto ciò che dai al pubblico, rispetto e passione, ti ritorna indietro. Quando vado in giro per le piazze, quando partecipo agli eventi, vedo che le persone mi avvicinano con affetto. Questo ti fa crescere. La gente ha bisogno di dare e di ricevere del bene.

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Gli speciali di Chi l’ha visto?

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Servizio pubblico

Il 13 e il 20 luglio, spazio agli approfondimenti del programma condotto da Federica Sciarelli. In prima serata su Rai 3

Federica Sciarelli “Chi l’ha visto”
foto di Assunta Servello

Con l’estate tornano gli speciali di “Chi l’ha visto”. La trasmissione condotta su Rai 3 da Federica Sciarelli dedica due serate a casi irrisolti che hanno suscitato l’interesse del grande pubblico. Mercoledì 13 in prima serata, sotto l’obiettivo del programma, la scomparsa del professor Federico Caffè, un caso avvolto ancora nel mistero. L’economista è uscito dalla sua casa di un quartiere residenziale romano e di lui si sono perse le tracce. In studio parleranno i suoi studenti. E poi la tragica storia di Sestina. In casa con il suo fidanzato, è caduta giù dalle scale e dopo poco è morta.

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Con Aldo “una boccata d’aria fresca”

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Al Cinema

Nelle sale la commedia diretta da Alessio Lauria che porta in scena il talento comico di Aldo Baglio del trio Aldo, Giovanni e Giacomo che ha fatto la storia della comicità italiana

“Ho cercato di girare una commedia sofisticata, divertente, emozionante, che avesse ritmo, il cui fine principale fosse quello di intrattenere lo spettatore facendolo ridere ma anche commuovere” racconta il regista Alessio Lauria che porta sulla scena il talento comico di Aldo Baglio del trio Aldo, Giovanni e Giacomo che ha fatto la storia della comicità italiana.

“Una boccata d’aria fresca”, nelle sale dal 7 luglio, è una commedia divertente, ma anche verosimile ed emozionante. Salvo, il protagonista, è un padre egocentrico, presuntuoso e incapace di ascoltare gli altri e di gestire tutto senza l’aiuto di nessuno. Nonostante gli eccessi di tutti i componenti della famiglia, le loro azioni risultano comunque più ragionevoli di quelle di Salvo, scappato da Milano e dai suoi problemi per prendere una boccata d’aria nel paesino in Sicilia in cui ha trascorso l’infanzia. Non il classico paesino del sud da cartolina, ma un borgo di poche centinaia di anime, desolato eppure fascinoso per chi lo sa guardare.
“Abbiamo selezionato attori dotati di uno humor affine alla nostra scrittura, in grado di valorizzare le battute scritte in sceneggiatura con il loro carattere. La regia ha prediletto la semplicità: sono stati ridotti al minimo gli artifici stilistici, e i movimenti di macchina inseriti solo se funzionali al racconto” continua il regista sul cast.

Toni da commedia ma anche realistici per compensare la comicità dirompente di Aldo, accanto al quale troviamo Giovanni Calcagno nei panni di Lillo, il fratello ritrovato che agisce in maniera eccessiva, ma con registri opposti: è un orso che ha vissuto da eremita, l’opposto di Salvo, umile, introverso, incapace di relazionarsi con gli altri. In comune hanno solo un’infantile testardaggine…

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In Camper (e non solo) la voglia di libertà

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Roberta Morise

Il mezzogiorno estivo di Rai 1 a bordo di “Camper” all’insegna del buonumore: «Chi sposa questa filosofia mette al primo posto lo stare bene, il divertirsi e il viaggiare senza vincoli» racconta al Radiocorrieretv la conduttrice

Il “Camper” di Rai 1 è in viaggio per il Paese, come sta andando?

Benissimo, proprio come speravamo. Con questo programma volevamo trasmettere al pubblico un messaggio di positività e, poiché estate fa rima con vacanza, il nostro compito è portare leggerezza, quella che ci è mancata per diverso tempo. Quindi, sì al buonumore e a tutto quello che non ci appesantisce. Io e Tinto siamo stati aiutati dal carattere, abbiamo un temperamento molto simile, grazie al quale la voglia di star bene vien fuori molto facilmente. Entrambi siamo persone molto positive e credo che al pubblico arrivi questo nostro bel rapporto.

La sintonia con Tinto è evidente, com’è stato il vostro primo incontro?

Ci siamo incontrati la prima volta tre anni in una puntata di “Frigo”, durante il quale Tinto mi fece un’intervista molto bella. La stima reciproca è stata immediata e, quando ho saputo che avremmo condotto “Camper” insieme, sono stata davvero molto felice. Quando incontri delle belle persone come lui, è davvero una grande fortuna, avere accanto un compagno di avventura così è un vero e proprio regalo.

Per staccare completamente la spina, molti camperisti dimenticano la tv. Diamo loro una buona ragione per guardare “Camper”…

Una buona ragione gliela diamo ogni giorno perché parliamo di loro, di un mondo che si conosce troppo poco e che è bellissimo. Chi sposa la filosofia del camper mette al primo posto la voglia di libertà assoluta, dello stare bene, del divertirsi e viaggiare senza vincoli.

Ha mai fatto una vacanza in camper?

Assolutamente no, ma nella vita mai dire mai. Sono una che va a fasi alterne, sto bene in posti bellissimi, ma perfettamente a mio agio anche all’arrembaggio perché ho uno spirito di adattamento pazzesco, grazie anche ai dieci anni di scout. Farei tranquillamente una vacanza in camper, ma ancora non è capitata l’occasione giusta o una comitiva di persone che possa apprezzare questo stile.  

Qual è il suo compagno di viaggio ideale?

Quello che ha voglia di vivere la vacanza con il buonumore. Non mi piacciono le persone troppo attente all’organizzazione, al fare per forza qualcosa. La vacanza è relax, che non vuol dire oziare tutto il giorno, piuttosto noioso, ma vivere ogni attimo giorno per giorno, lasciandosi trasportare dal suono delle onde del mare senza alcun progetto.

La sua vacanza ideale invece?

È fatta veramente di poco: mare, sole, spiaggia, buona musica. Mi piacciono i posti dove c’è la movida giusta, quella che non ti fa fare troppo tardi la sera, anche perché comincio a essere pigra e le ore piccole non le reggo più. È bello stare fuori d’estate, vivere la notte, ma sempre con relax.

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Per scelta (e per passione)

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Nek

Gli artisti tra storie, sogni ed emozioni. Prosegue su Rai 2 “Dalla strada al palco”, programma rivelazione dell’estate 2022. Raggiungiamo il conduttore durante le prove agli studi Fabrizio Frizzi di Roma: «Amano esibirsi tra la gente, evitando i grandi palchi, le leggi del mercato, dello showbiz. A sostenerli sono curiosità e determinazione». Quindici i finalisti che si contenderanno il premio e lo scettro di miglior artista di strada d’Italia nell’ultima puntata

foto di Eleonora Ferretti

Prosegue su Rai 2 la grande festa dell’arte di strada… come sta andando?

Stiamo provando anche in questo momento, ci sono tantissimi artisti pronti a esibirsi nelle più varie espressioni e il mio desiderio è quello di entrare in empatia con loro. Personalmente non dico di essere partito dalla strada, ma anche il pubblico delle piazze, delle sagre, dove ho iniziato, era esigente e al tempo stesso distratto. Quando il pubblico non è pagante lo devi trattenere in qualche modo, ti devi conquistare la sua attenzione. Puoi non piacere, non interessare. Chi ti guarda può fartelo capire anche con un fischio. Ecco, questa dimensione ci avvicina. Cerco di mettere tutti gli artisti a proprio agio, per la maggior parte di loro si tratta della prima volta sul palco e in televisione.

E per lei è la prima volta da conduttore Tv di una prima serata, cosa ha pensato prima di salire sul palco?

Non ho pensato. Chi fa il mio mestiere prima di salire sul palco è molto agitato, e guai se non ci fosse quell’emozione. Poi, per un magico meccanismo, quando ti trovi di fronte il pubblico, la paura svanisce. Proprio come in un concerto si vive l’attimo, devi essere emotivamente pronto a trasmettere qualcosa. In trasmissione cerco di essere il più possibile me stesso. La sera dell’esordio ho sentito la pressione dell’ingresso in studio, ma l’applauso del pubblico mi ha immediatamente riscaldato. È stato come trovarsi sul palco all’inizio di un’esibizione, poi mi sono messo a raccontare le storie degli artisti tra una canzone e l’altra.

Cosa le lasciano le esperienze e le storie degli artisti che incontra?

Tanto, fanno tutti il loro mestiere con grande gioia. Amano stare in strada e possibilmente evitare i grandi palchi, le leggi del mercato, dello showbiz, esibirsi in strada è una loro libera scelta. Nel programma abbiamo incontrato un artista che con il proprio lavoro mantiene la famiglia. Canta per strada, mantiene tre figli ed è felicissimo di farlo. Ci sono persone con due lauree che hanno scelto di suonare per strada, preferendolo a un futuro da manager, di responsabilità in un ufficio. Certo, i rischi sono tanti: perché devi accaparrarti l’interesse della gente, a volte la polizia ti allontana, hai bisogno di autorizzazioni. Ci sono artisti che arrivano in Italia da tutto il mondo, sono persone che hanno coraggio delle proprie idee, delle proprie scelte.

Adesso che i grandi palchi li ha conquistati, le capita di ripensare alle emozioni degli esordi?

Le rivedo anche adesso, gli artisti che vengono a “Dalla strada al palco” mi ci fanno pensare, non mi sento mai lontano da quei momenti. Oggi ho un po’ più d’esperienza, quella che mi ha fatto arrivare fin qui, ma c’è sempre il punto in cui qualsiasi momento risulta nuovo. Devi sempre percorrere il tuo cammino con gli occhi di chi è curioso, di chi rimane esterrefatto. Non vedere mai un orizzonte in modo chiaro è un punto che mi accomuna a loro.

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Ad Agorà mi sento a casa

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GIORGIA ROMBOLA’

Prosegue con successo la versione estiva del talk informativo di Rai 3: una fotografia quotidiana del Paese attraverso i fatti della politica, dell’economia, le opinioni. Il RadiocorriereTv ha incontrato la conduttrice

2022, Giorgia Rombolà
©Assunta Servello

Come hai vissuto queste prime settimane sulla piazza del mattino di Rai 3?

Sono molto contenta di come sta andando sia sulla piazza televisiva che su quella che non si vede, il gruppo di lavoro di “Agorà”. Una squadra che mi ha accolto, persone di grandissima esperienza e pienissime di entusiasmo, di spirito di servizio. Pare che sia contento anche il pubblico e io mi sento già a casa (sorride).

Dal telegiornale al talk, come cambia il modo di raccontare la notizia?

Nell’ultimo anno e mezzo a Rai News ho condotto “Studio24”, lo spazio dedicato al talk politico, una piccola “Agorà”. La notizia è sempre il faro, ma non essendo un telegiornale possiamo scegliere il modo in cui trattarla, la gerarchia non è quella del Tg. Siamo sempre molto pronti, reattivi. Decidiamo un argomento, ma quando è necessario aggiungiamo, togliamo. Io sono abituata ad andare molto a braccio. Un promo di qualche tempo fa di Rai News diceva che “non sappiamo cosa andrà in onda”, un modo carino per dire che siamo sempre sulla notizia. “Agorà” è un talk politico, la nostra vocazione è quella, pur raccontando anche l’economia, la cultura, il costume del Paese. La gente ha voglia di seguire l’informazione anche in estate.

Come si costruisce un rapporto di fiducia con l’intervistato?

Chi viene intervistato da me non conosce mai prima le domande che prepariamo, al tempo stesso non faccio l’interrogatorio, l’approccio non è mai quello dell’inquisitore. L’intervista si costruisce anche sulle risposte.

Quando la risposta non ti soddisfa?

Ci sono la seconda e la terza domanda. Cerchi di incalzare l’ospite anche con un sorriso per stemperare il clima. Di fronte a un sorriso si è forse più predisposti a dire qualcosa in più.

I media tradizionali, la rete, i social media. Come fare per non essere sopraffatti dal mare magnum di notizie e riuscire a mantenere la rotta?

Il consiglio è di rivolgersi a chi è autorevole, e la Rai ha sempre dimostrato di esserlo. La guerra in corso conferma quanto siano fondamentali gli inviati sul campo, che vanno, vedono, raccontano. E quanto saremmo vittime della propaganda da entrambe le parti se non ci fossero gli occhi dei nostri inviati a raccontare ciò che possiamo vedere. Vale per la Tv, per gli altri mezzi tradizionali e per i social, che non demonizzo. La Rai in Ucraina sta facendo un lavoro eccezionale. A livello generale è fondamentale saper scegliere, sapere da chi informarsi, perché non tutti hanno la stessa autorevolezza e la stessa credibilità. Tutto sta nel cercare le fonti giuste.

Quella in Ucraina è forse la prima guerra raccontata anche attraverso i social…

Preziosissimi ormai nel racconto del mondo, anche nel superare la censura, che riguarda la guerra ma non solo. Immagina quanto scopriremo dei massacri di Bucha e di Irpin attraverso le connessioni, i messaggi mandati. È necessario rivolgersi alle fonti autorevoli e sta anche a noi presentarci come tali.

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Un anno senza Raffaella

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5 luglio 2021. Muore a Roma, all’età di 78 anni, Raffaella Carrà, una figura unica nel mondo dello spettacolo italiano, cantante, attrice, ballerina, conduttrice, showgirl, una regina della tv, capace di incantare il pubblico di tutte le età e di influenzare più generazioni, dalla fine degli anni ’60 a oggi. La Rai dedica al ricordo dell’artista ampio spazio nei suoi palinsesti

Martedì 5 luglio

Il ricordo di Raffaella Carrà attraversa i palinsesti dei canali Rai. Da “Unomattina Estate” a “Estate in diretta”, dai telegiornali nazionali alle edizioni regionali della TGR.

Martedì 5 luglio ore 13.00 Rai Storia

Raffaella in bianco e nero: dagli anni ’60 al 1970

Gli esordi nello spettacolo di Raffaella Pelloni, nata a Bologna il 18 giugno 1943 e scomparsa il 5 luglio 2021. Inizia a lavorare in TV in piccole parti in alcuni allestimenti teatrali e romanzi sceneggiati, e in varietà minori, sfruttando la sua formazione al Centro Sperimentale di Cinematografia. Tenta con qualche fortuna la carriera cinematografica, anche oltreoceano, come testimonia una rara intervista rilasciata a New York all’inviato del telegiornale Ruggero Orlando. L’occasione avviene tra il 1969 e il 1970, quando convince il dirigente Rai Giovanni Salvi, ad avere un suo spazio nello show “Io Agata e tu”.

Martedì 5 luglio ore 15.15 Rai 3

A raccontare comincia tu

Nel talk andato in onda nel 2019 Raffaella Carrà intervista i grandi protagonisti della musica, del cinema e dello spettacolo. La puntata trasmessa è dedicata a Luciana Littizzetto.

Martedì 5 luglio ore 19.30 Rai Storia

Pronto Raffaella, il debutto di una rivoluzione

Antologia della prima puntata (3 ottobre 1983) del programma con Raffaella Carrà che ha rivoluzionato la TV pubblica, facendo scoprire una nuova fascia oraria e un nuovo modo di fare intrattenimento, premiato da un enorme successo di pubblico. In quella prima puntata, ospite Renzo Arbore, che nel 1976 fu il primo a condurre un quiz telefonico in Rai.

Martedì 5 luglio ore 20.30 Rai 1

Techetechete’

Il programma di Elisabetta Barduagni dedica un’intera puntata alla regina della Tv, proponendo i frammenti più amati e popolari di trasmissioni entrate nella storia del piccolo schermo.

Mercoledì 6 luglio ore 13.00 Rai Storia

Raffaella in bianco e nero: le canzonissime

Secondo capitolo della biografia di Raffaella Carrà. Premiata subito da alti indici di gradimento, viene scelta come soubrette per la Canzonissima 1970/71, a fianco di Corrado, impostando subito un nuovo modello femminile nella TV. La coppia viene richiamata per l’edizione 1971/72, quella del “tuca tuca”. Per Raffaella Carrà si apre una carriera senza precedenti nello spettacolo italiano, conquistando le classifiche discografiche e la platea televisiva.

Mercoledì 6 luglio ore 19.30 Rai Storia

A raccontare finisce Lei: le interviste Rai di Raffaella Carrà

Antologia delle interviste a Raffaella Carrà rilasciate in RAI da Enzo Biagi (2000), Bruno Vespa (2004), Vincenzo Mollica (2007) e Fabio Fazio (2013 e 2019).

Mercoledì 6 luglio ore 21.10 Rai Storia

Storie della TV. Raffaella Carrà

La vita di una grande figura del piccolo schermo, declinata nelle varie fasi della sua carriera televisiva: cantante, ballerina, autrice, conduttrice, talent scout. In due parole, Raffaella Carrà. “Storie della Tv”, il programma di Rai Cultura con la consulenza e la partecipazione di Aldo Grasso, in onda mercoledì 6 luglio alle 21.10 su Rai Storia, propone un viaggio nella carriera della regina della tv e nelle emozioni che ha regalato agli italiani in 60 anni di carriera.

Giovedì 7 luglio ore 13.00 Rai Storia

Raffaella Carrà ma che sera

Antologia dello spettacolo TV “Ma che sera” (1978), per la regia di Gino Landi, il primo show a colori con la Carrà, che divide lo spazio con l’imitatore Alighiero Noschese (con cui aveva già lavorato a Canzonissima ’71) e la coppia Paolo Panelli-Bice Valori. In onda dal 4 marzo 1978, “Ma che sera” è celebre per la sigla d’apertura “Tanti auguri” – girata all’Italia in Miniatura a Rimini – e per il verso “come è bello far l’amore da Trieste in giù” e si ritrovò ad essere trasmesso durante il rapimento Moro, con la precisa volontà di intrattenere gli italiani in un momento tragico della storia repubblicana.

Venerdì 8 luglio ore 13.00 Rai Storia

Mille milioni per Raffaella Carrà

Antologia dello spettacolo TV del 1981 “Mille milioni”, uno show “all’americana” che vide Raffaella Carrà come conduttrice di respiro internazionale. Il programma, una “summa” della carriera internazionale della Carrà, fu registrato in giro per le capitali delle nazioni dove il successo della showgirl è stato clamoroso: Buenos Aires, Roma, Città del Messico, Londra e Mosca, all’epoca capitale dell’Unione Sovietica e separata dalla “cortina di ferro” della guerra fredda.

Sabato 9 luglio ore 13.00 Rai Storia

Milleluci su Raffaella Carrà

Antologia dello spettacolo televisivo del 1974 diretto da Antonello Falqui, autore con Roberto Lerici di questo excursus sulla storia dello spettacolo, che Raffaella Carrà con Mina conducono in coppia, la prima volta di due donne insieme.

RaiPlay

Buonasera Raffaella

Per la ricorrenza la piattaforma della Rai ha pubblicato per la prima volta le puntate dello storico programma condotto dalla Carrà, in prima serata su Rai 1 dal dicembre 1985 al marzo del 1986. Le 15 puntate vennero realizzate in parte a Roma e in parte a New York, con la partecipazione di molti ospiti italiani e internazionali. Disponibili su RaiPlay anche Canzonissima (2 stagioni, 1970-1971), Milleluci (8 puntate 1974), Ma che sera (6 puntate 1978), Carràmba! Che sorpresa (8 puntate 1995), fiction e film con la Carrà protagonista.

RaiPlay Sound

In home page una striscia di contributi audio da vari programmi Radio Rai con interviste alla showgirl ed estratti da spettacoli di cui è stata protagonista. Per l’occasione, sarà resa disponibile la versione audio di Tutti i colori di Raffa, programma già presente nel catalogo RaiPlay, che rende omaggio a Raffaella Carrà ripercorrendone la carriera.

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UEFA WOMEN’S EURO 2022

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Azzurre in campo

Sui canali Rai l’Europeo di calcio femminile in programma in Inghilterra dal 6 al 31 luglio. Tutte donne anche per la squadra di Rai Sport, diretta da Alessandra De Stefano e guidata da Donatella Scarnati

Le convocate per l’Europeo

Portieri

Francesca Durante (Inter), Laura Giuliani (Milan), Katja Schroffenegger (Fiorentina)

Difensori 

Elisa Bartoli (AS Roma), Valentina Bergamaschi (Milan), Lisa Boattin (Juventus), Lucia Di Guglielmo (AS Roma), Maria Luisa Filangeri (Sassuolo), Sara Gama (Juventus), Martina Lenzini (Juventus), Elena Linari (AS Roma)

Centrocampiste 

Arianna Caruso (Juventus), Valentina Cernoia (Juventus), Aurora Galli (Everton), Manuela Giugliano (AS Roma), Martina Rosucci (Juventus), Flaminia Simonetti (Inter)

Attaccanti

Barbara Bonansea (Juventus), Agnese Bonfantini (Juventus), Valentina Giacinti (Fiorentina), Cristiana Girelli (Juventus), Martina Piemonte (Milan), Daniela Sabatino (Fiorentina)

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Il racconto della vita

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SuperQuark

Mercoledì 6 luglio, in prima serata su Rai 1, ritorna il programma cult di Piero Angela. Otto puntate con i documentari della BBC, i reportage di Alberto Angela dal mondo, le immancabili rubriche di approfondimento, dalla sessualità alla storia agli esperimenti scientifici

Piero Angela torna al timone di uno degli appuntamenti più apprezzati della divulgazione televisiva, “Superquark”, programma che dal 1995 racconta la vita e i suoi segreti ai telespettatori. Ad aprire la serata, un filmato naturalistico di alta qualità, e poi i servizi, le grafiche, le rubriche, gli ospiti, le pillole.    In questa nuova stagione Alberto Angela raggiunge il Circolo Polare Artico, in Groelandia, per parlare degli Inuit, gli abitanti del ghiaccio, ma anche di Elefanti fossili e della magica isola di Procida, capitale italiana della cultura. Gli inviati della trasmissione affrontano i temi del riscaldamento del Mar Mediterraneo, della montagna e le conseguenze del cambiamento climatico. Immancabile l’approfondimento in studio di Piero Angela, con le rubriche sulla sessualità, con il professor Emmanuele Jannini; “Dietro le quinte della storia” con il professor Alessandro Barbero e Massimo Polidoro; l’appuntamento con Paco Lanciano e i suoi esperimenti scientifici. “Una delle principali strategie divulgative di ‘Superquark’ è offrire una grande varietà di temi in modo da catturare l’interesse e la curiosità del più gran numero di spettatori – afferma Piero Angela – tratteremo temi di medicina, come le nuove terapie per la maculopatia oculare oppure di spazio, con il ritorno dell’uomo sulla luna. Visiteremo un Istituto, poco conosciuto, il Lens con sede a Firenze dove si studia la luce per le applicazioni più sorprendenti: dai nanorobot ai computer quantistici e cercheremo di capire come il volo degli storni ha ispirato il premio Nobel italiano Giorgio Parisi”. Attesissime anche le Pillole di “Superquark”: Giro del mondo, per le notizie flash dal mondo scientifico internazionale.

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Rai #visioneitaliana

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OFFERTA TV 22-23

Presentata la programmazione per generi del Servizio Pubblico per la nuova stagione televisiva. La presidente Marinella Soldi: «Innovazione e tradizione per un prodotto distintivo, unico e vincente». L’amministratore delegato Carlo Fuortes: “Nuovi programmi e nuove forme di comunicazione, per una visione del Paese e dell’azienda che guarda al futuro”

Dieci direzioni di genere per un’offerta sempre più ricca e innovativa, che attraversa i canali generalisti, quelli specializzati e la piattaforma del Servizio Pubblico. La Rai, prima azienda culturale del Paese, guarda al futuro con un’organizzazione nuova. Al centro, il prodotto, capace di interpretare il tempo che stiamo vivendo e di raccontare una società in continua trasformazione.

Nuove strategie aziendali che consentono di implementare ulteriormente l’offerta rivolta a “cittadine e cittadini che ci scelgono e ci finanziano – sostiene la presidente della Rai Marinella Soldi – quello che offriamo è unico: è Servizio Pubblico. Alla Rai si chiedono un linguaggio, una scelta dei temi, una qualità e una credibilità che i players commerciali possono ignorare. Noi non solo non ignoriamo queste richieste, queste aspettative, ma ne facciamo un prodotto distintivo, unico e vincente”. Un’innovazione che va di pari passo con la tradizione. “Nei contenuti restano volti che sono già nel cuore degli spettatori ma arrivano anche nuovi talent e nuovi linguaggi – prosegue Soldi – nella distribuzione sia il presidio tradizionale lineare ed abitudinario, sia l’innovazione. RaiPlay è già una piattaforma straordinaria: con l’attenzione ai dati e lo sforzo sui social l’offerta diventerà sempre più calibrata, personalizzata. Le giovani generazioni sono un pubblico che dobbiamo attrarre, conquistare, innamorare, magari anche nel metaverso”.

“Siamo quello che saremo, non meno di quello che siamo stati” ha dichiarato l’amministratore delegato Carlo Fuortes aprendo l’atteso appuntamento milanese di presentazione dell’offerta alla stampa e al mercato pubblicitario. “Vi raccontiamo di un percorso di innovazione che è solo l’inizio di un importante cambiamento che dovrà portare la Rai da broadcaster a media company” ha proseguito Fuortes: “Il passaggio all’organizzazione per generi è un’importante rivoluzione per consentire alla Rai di essere al passo con i tempi. Poniamo al centro del nostro lavoro il prodotto e il contenuto che potrà essere fruito in varie forme su tutte le piattaforme”. Più prodotto per gli spettatori, la qualità che Rai da sempre garantisce, una maggiore efficienza della macchina realizzativa. Tra gli obiettivi dell’Azienda, come confermato dall’ad, il rilancio di Rai 2: “Rai 2 è reinventata, ci sono grandi risorse per la rete e speriamo che ne beneficeranno lo spettatore e l’industria culturale”. In queste pagine il RadiocorriereTv propone un assaggio delle novità Rai, alle quali dedicheremo ampio spazio nelle prossime settimane. Dall’intrattenimento prime time a quello day time, dalla cultura ai documentari, agli approfondimenti e ancora alla fiction, ai film, alle serie, allo sport, ai ragazzi. Sui canali televisivi come in rete su RaiPlay nel segno di una sempre più emozionante e inclusiva visione italiana.

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