In radio, in Tv e su RaiPlay lo show dei Gemelli di Guidonia e di Ema Stokholma. Imitazioni, canzoni, parodie, personaggi cult, la musica dal vivo: momenti esilaranti per un’atmosfera da villaggio vacanze. Sul palco della sala B di via Asiago a Roma anche la band guidata dal maestro Pino Iodice
Tre gemelli e una gemellina, ragazzi, come sta andando?
EDUARDO: Benissimo!
GINO: Ci stiamo divertendo tantissimo…
(risata fragorosa di Ema)
PACIFICO: La sua risata parla chiaro (ride).
EMA: Ci divertiamo e ci siamo anche affezionati, chi l’avrebbe mai detto…
PACIFICO: Come si fa con un cane…
EDUARDO: C’è stato il fine settimana e ci siamo mancati a vicenda.
GINO: Una bella esperienza, un esperimento per Radio 2 …
Per i pochissimi che non si fossero ancora sintonizzati su “Radio 2 Happy Family”, ci raccontate il programma?
EMA: È un programma un po’ kafkiano, anche noi facciamo fatica a capire cosa succede mentre succede (ride). Sicuramente i gemelli sono bravissimi, cantano con la Happy band, in mezzo facciamo scherzi, imitazioni, parliamo con la gente a casa, ci sono delle notizie….
GINO: Giochiamo moltissimo con l’attualità, può capitare che chiamiamo una pizzeria e ci risponde quella di Briatore e sono dolori (sorride).
EMA: Bisogna far finta di essere ricchi e poterci permettere quattro pizze.
EDUARDO: E poi abbiamo tanti ospiti che fino a ora ci dicono di sì.
GINO: Abbiamo ospitato Fiorello, Carlo Conti, Orietta Berti, quella vera (ridono).
Cosa deve avere una famiglia per essere “happy”?
PACIFICO: La parola d’ordine è leggerezza, che è anche il nostro obiettivo.
EMA: Ironia…
GINO: Autoironia…
EMA: Ci prendiamo in giro e questo mi fa ridere…
EDUARDO: Gioire anche dei successi dell’uno e dell’altro…
EMA: Successi non ce ne sono per adesso, quindi, non abbiamo mai litigato. E poi a Natale potremo stare tutti insieme (risata corale).
In attesa della nuova edizione, su Rai Gulp dal lunedì al venerdì alle 20.40 le repliche delle stagioni quattro, cinque e sei. Disponibile anche su Rai Play
Nato come esperimento sociologico, ma presto diventato un
cult tv per diverse generazioni, “Il Collegio” catapulta i giovani studenti
indietro nel tempo. In attesa della nuova edizione, la fortunata trasmissione
di Rai 2 per tutta la stagione estiva torna con le repliche delle stagioni 4, 5
e 6 su Rai Gulp. L’appuntamento è dal lunedì al venerdì alle 20.40 sul canale
42 e su RaiPlay. Nel docureality, che ha appassionato ragazzi e adulti per la
sua originalità, una ventina di giovanissimi provenienti da tutta Italia (da
Torino a Napoli, da Milano a Barletta) sono stati trapiantati (nelle stagioni 5
e 6) tra le mura del collegio Regina Margherita di Anagni come se fosse davvero
una classe scolastica. Nella città dei Papi e dei «convitti» regole rigide
sugli orari, sull’abbigliamento, anche il cibo è diverso da quello che trovano
abitualmente sulla tavola di casa. E nemmeno i prof hanno tanta voglia di
giocare: chi esagera va dritto dal preside, un uomo severo, che ha fatto
dell’educazione, dello studio e dell’impegno la sua ragione di vita.
Nella quarta edizione (l’ultima girata nel Collegio Convitto
di Celana di Caprino Bergamasco, in provincia di Bergamo) gli alunni sono stati
catapultati nel 1982, l’anno in cui l’Italia vinse i Mondiali di calcio, mentre
al cinema usciva “E.T. l’extraterrestre” e veniva pubblicato l’album “Thriller”
di Michael Jackson, che sarebbe diventato il disco più venduto della storia. Ma
questo per gli alunni è stato soltanto un contorno perché non hanno avuto alcun
contatto con il mondo esterno. Una volta entrati nella scuola hanno dovuto
pensare solo allo studio e dire addio al cellulare e a tutte le comodità a cui
sono abituati. La voce narrante di questa edizione è di Simona Ventura.
Sesso e sentimenti nel nuovo programma in onda dal 5 agosto, in seconda serata, su Rai 3. «Sarà un talk in sei puntate di 50-60 minuti ciascuna – spiega la conduttrice – Avremo un cappello introduttivo di volti e voci che presenteranno il tema del quale ci occuperemo. Quindi due ospiti, gli esperti, un gruppo folto di ragazzi dai 18 ai 30 anni che interverranno, ci interrogheranno, scherzeranno»
ROMA 31 MAGGIO 2022 PRESENTAZIONE DI “SEX” DA GIUGNO SU RAIUNO.
NELLA FOTO ANGELA RAFANELLI
Il titolo veicola chiaramente
l’obiettivo del programma, quale sarà il sottotesto?
Sex, dalla testa in giù. Molto
spesso quando parliamo di sesso escludiamo i sentimenti. L’Organizzazione Mondiale
della Sanità dice invece che nell’educazione sessuale devono essere inclusi i
sentimenti e le relazioni, il nostro corpo è il mezzo per esprimerci, per
esplorare la nostra intimità e il nostro porci nei confronti dell’altro. Il
sesso non è soltanto il rapporto sessuale, ma relazione, intimità, è al centro
delle nostre vite.
Il racconto del sesso e dei
sentimenti accompagna da sempre il suo percorso televisivo…
A partire dalle esperienze di “Current
Tv”, “Love Line”, “Le Iene”, ho cercato di dare il mio contributo, con
l’obiettivo di raccontare anche quelle che un tempo erano considerate
stranezze, perversioni. L’OMS parla oggi di sex positive: nel sesso non
ci sono cose giuste o sbagliate, pruriginose o normali, ci sono i gusti di
ognuno di noi nel rispetto degli altri. Il metro è dato proprio dal rispetto e
dal consenso: quando ci sono entrambi c’è tutto, e si può fare veramente tutto.
Quando la felicità è assoluta, è vera, non lede nessuno, non ha confini. Se anche
con il sesso perseguo la felicità, questo non può essere offensivo o
danneggiare l’altro.
Di educazione sessuale in Italia
se ne è fatta sempre poca…
Guardiamoci intorno, parliamo
tanto di bullismo, di femminicidio, di razzismo, di body shaming. Se andiamo
alla base c’è la carenza di educazione sessuale. Ci fu una puntata, qualche
anno fa, di “Presa Diretta”, in cui Riccardo Iacona fu il primo a dire in Tv che
alla base di certi gravissimi fenomeni c’è la mancanza di educazione sessuale e
sentimentale. Se non conosco me stesso, se non mi accetto, sono aggressivo nei
confronti dell’altro.
Una
Cantata composta dal Maestro Nicola Piovani, con testo liberamente tratto dalle
Eumenidi di Eschilo, dalla
Costituzione italiana e dai lavori preparatori dell’Assemblea costituente per
riaffermare valori fondanti della nostra Costituzione. In diretta dalla piazza
del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica e delle più alte
cariche dello Stato, venerdì 22 luglio alle 21,20 su Rai 3
Si
intitola Il sangue e la parola la
Cantata del Maestro Nicola Piovani, che sarà eseguita in prima assoluta e in
diretta su Rai 3 il 22 luglio alle 21,20 dall’Orchestra e dal Coro del Teatro
dell’Opera di Roma, con le due voci di soprano Maria Agresta e Maria Rita
Combattelli e con la voce recitante di Andrea Pennacchi. Il Concerto – nato da
un’idea del Maestro Piovani, promosso dalla Corte costituzionale e organizzato
in collaborazione con la Rai e il Teatro dell’Opera di Roma – si svolgerà nella
piazza del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica e delle più
alte cariche dello Stato.
Il sangue e la parola è una Cantata per
voce recitante, soli, Coro e Orchestra composta dal Maestro Piovani. Il testo è
stato scritto con Paola Ponti ed è liberamente tratto dalle Eumenidi di Eschilo, dalla Costituzione
italiana e dai lavori preparatori dell’Assemblea costituente.
Nelle Eumenidi, Eschilo celebra i principi
della civiltà del diritto, risalenti a oltre 2500 anni fa, quando, nel 621
a.C., la prima legge ateniese istituì il primo Tribunale della città e si
affermò, così, un nuovo ordine, non più affidato alla vendetta e alla violenza
ma alla ragione, alla parola, al confronto degli argomenti. Quei principi
saranno poi riaffermati nell’Italia del dopoguerra dalle nostre madri e dai nostri
padri costituenti, e diventeranno il cuore della Costituzione italiana.
L’Opera
si ispira, dunque, a questi due momenti cruciali della storia, nei quali il
sangue lascia il posto alla parola, la vendetta alla giustizia, la guerra alla
pace. Valori che vanno oggi vivificati e difesi.
Di qui
la scelta, come luogo di esecuzione del Concerto, della piazza del Quirinale,
sulla quale si affacciano, affiancate, le due più alte Istituzioni di garanzia,
la Presidenza la Repubblica e la Corte costituzionale, che di quei valori sono
garanti.
Il
Concerto prevede anche l’esecuzione delle suite sinfoniche
La notte di San Lorenzo e La vita è bella e avrà una durata complessiva di 90 minuti circa.
Le vacanze, il turismo, il costume e la società, ma anche gli ospiti e gli inviati. Il sabato e la domenica alle 8.20 su Rai 1 Carolina Rey, Fabio Gallo e Cora Boccia danno il buongiorno agli italiani
ROMA 18 GIUGNO 2022 PUNTATA DI “WEEKLY” IN ONDA SU RAIUNO IL SABATO E LA DOMENICA ALLE ORE 08 30.
NELLA FOTO CORA BOCCIA – FABIO GALLO – CAROLINA REY
L’estate
degli italiani, che racconto emerge dall’osservatorio di “Weekly”?
CAROLINA:
Un racconto completo, che ognuno di noi fa a modo proprio. Le varie anime del
programma fanno sì che ogni aspetto del racconto venga approfondito e
affrontato. Sono felice che si possa fare compagnia a chi quest’estate non andrà
in vacanza.
FABIO:
Un’Italia che non si arrende. La raccontiamo in maniera spontanea e, passami il
termine, più frizzante possibile. Parliamo di un Paese bellissimo che è tornato
ad andare in vacanza dopo l’emergenza covid. Certo, con il virus dobbiamo
viaggiare con tutte le precauzioni e con più coscienza possibile.
CORA:
Vogliamo dare ai telespettatori informazioni di servizio, porci domande e
fornire indicazioni, dare risposte. Viviamo un’estate particolare, in cui
insieme alla rinascita ci sono la guerra in Ucraina, la super inflazione, i
problemi nel trasporto aereo, le preoccupazioni per l’autunno che verrà, a
partire dal caro energia. Partiamo dalla vox populi e cerchiamo di capire. Sul
tema prezzi, ad esempio, abbiamo dato voce alla gente, che conta le foglie
della lattuga prima di acquistarla, poi sentiamo le associazioni di categoria,
i consumatori.
Cosa
riesce ancora a sorprendervi, da cittadini e da “narratori” televisivi, del
nostro Paese?
CORA:
La capacità degli italiani di reinventarsi continuamente, di lottare. Siamo un
popolo di guerrieri, abbiamo inventiva, fantasia, capacità artigianale. Spesso
ci descriviamo peggio di quello che siamo nella realtà.
CAROLINA:
La bellezza dei nostri paesaggi, della quale a volte ci dimentichiamo. Ogni
volta che in trasmissione apriamo un collegamento esterno penso che mi
piacerebbe visitare quel luogo, la sensazione è di meraviglia. E poi amo vedere
quanta veracità ci sia nel racconto della gente nei nostri paesi, nei nostri
borghi. Mi piace potere raccontare tanta verità.
FABIO:
Al di là dei luoghi, le cui bellezza e unicità sono sotto gli occhi di tutti,
penso alla grande varietà che l’Italia regala, e non parlo solo di coste. Mi
stupisce anche la voglia di raccontare le nostre terre, le nostre tradizioni
con passione e rispetto, da parte dei giovani e non solo. Fino a una decina di
anni fa in molte regioni, quelle più riservate e meno espansive, non era così. Oggi
c’è voglia di condivisione.
Con la
partecipazione straordinaria di Luca Zingaretti, Rai Cultura propone tre
capolavori della lirica. Si comincia giovedì 21 luglio alle 21.20 su Rai 3 con
Georges Bizet e si prosegue il 28 luglio e il 4 agosto, sempre in prima serata
sulla stessa rete, con Giuseppe Verdi
Tre capolavori della lirica firmati Georges Bizet e Giuseppe
Verdi, l’atmosfera unica dell’Arena di Verona e la partecipazione straordinaria
di Luca Zingaretti che sottolinea alcuni momenti chiave delle opere
accompagnando i telespettatori dentro le opere: è “La Grande Opera all’Arena di
Verona”, con tre appuntamenti – Carmen, La traviata e Nabucco – che Rai Cultura
propone giovedì 21, 28 luglio e 4 agosto alle 21.20 su Rai 3.
I primi due titoli, Carmen di Bizet e La traviata di Verdi, hanno
in comune la regia e le scene, firmate da Franco Zeffirelli e sono state –
rispettivamente – la prima e ultima opera allestita all’Arena dal grande
regista, di cui nel 2023 ricorreranno i 100 anni dalla nascita.
Nella Carmen di Bizet (21 luglio), protagoniste le voci di Clémentine Margaine nel ruolo del titolo, Gilda Fiume (Micaela),
Brian Jadge (Don Josè) e Luca Micheletti (Escamillo). Sul podio di Orchestra,
Coro, Ballo della Fondazione Arena di Verona c’è Marco Armiliato e il maestro
del Coro è Ulisse Trabacchin. Il Coro di Voci bianche A.LI.VE. è diretto da
Paolo Facincani. Con la partecipazione straordinaria della Compañia Antonio
Gades, direttore artistico Stella Arauzo.
La
Traviata di Verdi, in onda il 28 luglio, vede tra gli interpretiNina Minasyan (Violetta Valéry), Vittorio Grigolo
(Alfredo Germont) e Vladimir Stoyanov (Giorgio Germont). Sul podio, ancora
Marco Armiliato, con Ulisse Trabacchin maestro del Coro.
Si chiude il 4
agosto con Nabucco, nell’allestimento del regista Arnaud Bernard che firma
anche i costumi e “riporta” l’opera verdiana nel pieno del nostro Risorgimento.
Tra gli interpreti, Sebastian Catana (Nabucco), Ewa Płonka (Abigaille), Francesca Di Sauro (Fenena)
e Abramo Rosalen (Zaccaria), Samuele Simoncini (Ismaele). Sul podio di Orchestra e Coro della Fondazione Arena di Verona, Daniel Oren,
maestro del Coro, Ulisse Trabacchin. La regia
televisiva è di Fabrizio Guttuso Alaimo.
In un filo diretto con gli ascoltatori Diletta Parlangeli e Saverio Raimondo conducono l’appuntamento quotidiano delle 18 su Rai Radio 2
Saverio,
trenta secondi per dirci chi è Diletta?
SAVERIO:
Diletta Parlangeli è l’incontro di una vita, la mia preferita in termini
assoluti, in particolare radiofonici. Quando ci siamo incontrati qui a Rai
Radio 2 abbiamo capito che galeotta sarebbe stata questa radio (sorride).
Stiamo cercando di dare un seguito a questa attrazione fatale.
DILETTA:
Questo matrimonio s’ha da fare…
Diletta,
ci racconta Saverio?
DILETTA:
Lo apprezzo da tempo e la prima volta che l’ho visto live sono rimasta
sconvolta. L’ho conosciuto e ho scoperto che anche nei fuori onda è una delle
persone più brillanti che questo pianeta conosca. Anch’io avevo tantissima
voglia di lavorare con lui, ed eccoci qua. Come direbbero Ditonellapiaga e
Rettore… è una questione di chimica.
SAVERIO:
Quella canzone è il nostro inno!
Come
è andata nelle prime settimane di trasmissione?
DILETTA:
Benissimo. Siamo frizzanti e scoppiettanti perché esplodiamo di voglia di fare
il programma. Devo dire che gli ascoltatori sembrano ricambiare questo
entusiasmo.
SAVERIO:
La nostra è una relazione aperta agli ascoltatori, una cosa di gruppo, che il
pubblico di Radio 2, moderno e contemporaneo, apprezza. Si mischiano insieme a
noi volentieri…
DILETTA:
Abbiamo scoperto che il pubblico apprezza e limona…
SAVERIO:
I limoni estivi, intesi non come agrumi ma come scambio di altri generi di
fluidi, sono uno degli argomenti della nostra estate calda…
Già
nel titolo “CaterEstate” raccogliete un’eredità importante…
DILETTA:
E la tradiamo subito (ride).
SAVERIO:
Non siamo all’altezza del marchio Caterpillar e quindi in un certo senso ne
prendiamo le distanze. È un prendere le distanze ammirato…
DILETTA:
Loro sono molto gentili con noi…
SAVERIO:
Molto tolleranti…
DILETTA:
Forse troppo.
Parlangeli
e Raimondo, una coppia artistica che funziona…
DILETTA:
Essendo una coppia abbiamo trovato un nome comune. Dopo i Ferragnez, che sono
decisamente più ricchi di noi, e i Bennifer, che sono decisamente più
assicurati, noi siamo i Parlamondo.
SAVERIO:
Suona benissimo… non è soltanto una crasi dei nostri nomi, ma anche il modo in
cui intendiamo la radio. La nostra radio è aperta agli ascoltatori che sono anche
voci, proprio come la nostra.
DILETTA:
Ascoltattori, come direbbe qualche sociologo.
Quali
sono le vostre hit dell’estate?
DILETTA:
Resto sul contemporaneo. È arrivata poco prima dell’estate, “L’eccezione” di
Madame è stupenda, poi resto sul genere di questi corsivi ante litteram, penso
a Blanco con “Nostalgia”.
SAVERIO:
Scelgo “Onde” di Margherita Vicario, bella fresca, e anche “Disco (I love it)”
di Ditonellapiaga.
Avete
un segreto per rendere un po’ più fresca questa estate caldissima?
SAVERIO:
Ci rivolgiamo spesso all’ascoltatore di Rai Radio 2 chiedendo quale sia un
metodo alternativo all’aria condizionata, visto che abbiamo scoperto essere un
elemento di pacifismo spegnerla in questi mesi turbolenti. Marilyn sosteneva di
mettere le mutandine nel frigo…
DILETTA:
Noi di levarle… (ridono fragorosamente)
SAVERIO:
È
comunque un indumento in meno…
DILETTA:
Qualcosa in meno di appiccicoso… Vista la piega che sta prendendo la
trasmissione, agosto lo faremo in bikini.
“Azzurro, storie di mare”, da domenica 24 luglio alle 9.30 su Rai 1. Un viaggio in otto puntate per comprendere i delicati meccanismi del più grande serbatoio di biodiversità del Pianeta. «La nostra parola d’ordine è tutela» afferma il conduttore pugliese, che confida: «Il mondo marino mi dà un senso di libertà assoluta, una carica straordinaria»
Che viaggio sarà quello che proporrete al pubblico di Rai
1 a partire da domenica 24 luglio?
Un viaggio nelle bellezze, nelle eccellenze del nostro
mare. Dal Sud a Nord, dalla Puglia alla Sardegna passando per le coste della
Campania, della Sicilia, della Toscana, della Liguria, attraverso l’ambiente e
le tradizioni, ma anche i mestieri antichi e le processioni legati al mare, e
poi la gastronomia, il racconto della fauna e della flora marine, di un ecosistema
straordinario. La nostra parola d’ordine è tutela del mare.
L’ambiente marino ma anche le persone che vi dedicano la
vita…
Racconteremo l’uomo del faro e il tonnarotto, conosceremo
il maestro d’ascia e il cordaio. Storie di grandi donne e grandi uomini che
hanno trascorso la loro vita a contatto con il mare. A emergere sono i
sacrifici di una vita, la passione, il cuore.
Uno sguardo rivolto anche alla storia, all’arte, alle
tradizioni…
Certamente, a Pozzuoli, ad esempio, andremo a esplorare
la Baia sommersa, a Napoli rievocheremo la Tammurriata nera con un gruppo di
musicisti e di danzatori, avremo poi grandi personaggi che ci racconteranno il
loro rapporto con il mare, incontreremo Michele
Placido e Massimiliano Gallo, Peppino Di Capri e Maurizio De Giovanni, Drusilla
Foer e i Tazenda. Andremo a Procida, Capitale italiana della Cultura, e a
Ischia, l’isola verde. In Puglia racconteremo anche Polignano e San Vito, ci
immergeremo nel porto antico romano di Egnazia.
Che cosa le stanno insegnando le persone che incontra in questo
viaggio?
L’importanza dei valori, del rispetto, della pazienza.
Caratteristiche che accomunano gli agricoltori che ho conosciuto nel corso
degli anni a “Linea Verde” agli uomini di mare. E poi l’autenticità, la
generosità e l’ospitalità della provincia. La vita è fatta da tante piccole
cose, da piccoli gesti che hanno un valore straordinario.
Che ruolo ha avuto e ha il mare nella sua vita?
Sono nato a Martinafranca nella valle d’Itria,
nell’entroterra, ma ho sempre amato profondamente il mare, che ho frequentato
di più una volta cresciuto. D’estate, da bambino, andavo in campagna ad aiutare
i nonni ad arare la terra, a fare la vendemmia, le conserve. Una volta cresciuto,
lavoravo d’estate per mantenermi agli studi e così potevo andare al mare
raramente, quando capitava ci andavo con gli amici in pullman, ed era un sogno.
Andavamo a San Velletri, a Torre Canne, località oggi molto conosciute, ma che
un tempo erano villaggi di pescatori.
E oggi?
Il mare è per me elemento vitale, mi dà un senso di
libertà assoluta, una carica straordinaria.
La
spiaggia in cui le piace rifugiarsi…
Porto
sempre la famiglia, mia madre, sorelle, nipoti, alle Cale d’Otranto. C’è un mare incredibilmente limpido con un
panorama straordinario, un paradiso che viene definito le Maldive del Salento
per la bellezza dell’acqua e del paesaggio, e questo a due passi da Lecce,
capitale del Barocco. In quelle zone, insieme a Torre Canne e San Velletri,
respiro profumo di casa.
Il
mare è bellezza ma anche sapori…
Penso
ai ricci mangiati, appena pescati, con il pane sulla barca, ma anche a un
piatto tipico delle mie parti, riso cozze e patate…
Il
mare è risorsa, come comunicarne il valore al pubblico televisivo?
Ad
aiutarci, in trasmissione, è la collaborazione con il CNR e con l’Arma dei
Carabinieri (Tutela forestale). Si parte dalle piccole azioni che possiamo
attuare nella nostra vita, perché al mare dobbiamo rispetto. Dobbiamo tutelarlo
dai rifiuti, a partire dalla plastica, da ogni forma di inquinamento. Il mare è
di tutti, va rispettato, amato, servono regole e sanzioni severe.
Su RaiPlay con gli aspiranti attori della Scuola del Teatro Musicale. La voce narrante è di Andrea Delogu e le canzoni di Fabrizio De André
Sognano
di diventare attori famosi, inseguendo una passione che hanno fin da piccoli
con sacrifici, timori ed emozioni. Sono i quattordici studenti del Corso
Triennale per Attori della Scuola del teatro Musicale che, da mercoledì 13
luglio, sono protagonisti su RaiPlay del docufilm “La piccola città”, primo
documentario che racconta la vita dei giovani allievi mentre cercano di
realizzare le loro aspirazioni. Prodotto direttamente dalla Scuola del Teatro e
curato dalla regia di Francesco Dinolfo, il racconto è accompagnato dalla voce
narrante di Andrea Delogu. Durante i lavori le telecamere hanno seguito
quotidianamente i ragazzi raccogliendo le loro emozioni, le loro le speranze e
anche le loro paure quando, dopo un lungo periodo di forzata separazione a
causa della pandemia, si sono ritrovati insieme a condividere l’ultima parte
del percorso di formazione. Le riprese
sono durate 4 mesi e sono state realizzate nelle sedi della Scuola a Novara e a
Milano, oltre che al Centro Eventi il Maggiore di Verbania.
“La
piccola città” presenta la scrittura, le prove e il debutto dello spettacolo
che, su un’idea di Gabriele Vacis, ha preso ispirazione da tre classici del
‘900: Our Town di Thornton Wilder, Spoon River Anthology di Edgar Lee Masters,
Non al denaro non all’amore né al cielo di Fabrizio De
André. Gli allievi diplomati del Corso
Triennale per Attori del Teatro Musicale a.a. 2020/2022 e protagonisti del
docufilm sono: Claudia Bernardi, Giovan Battista Calandra, Erica Camiolo,
Jacopo Dolce, Martina Dulio, Giulia Facchetti, Eleonora Fasano, Federica
Giudici, Enea Lorenzoni, Gaia Marassi, Yvette Queirolo, Chiara Romagnoli, Ilaria Tonali, Patrick Zanetta.
Anna Capasso torna con una nuova canzone che racconta la ripartenza: «Ho scritto il brano pensando a come sia stato liberatorio e incredibile riprendere il “filo” della nostra vita. Mai come in questo caso, la quotidianità è sembrata preziosa e ricca di momenti bellissimi»
Il suo nuovo singolo è
fresco e allegro, un brano per l’estate…
Una hit e speriamo che diventi un tormentone con un messaggio
ben preciso da trasmettere. Da un po’ di anni a questa parte sto utilizzando un
mood con canzoni semplici e allegre ma con messaggi importanti.
“L’estate su di noi” canta
la libertà di vivere questo momento, ma soprattutto la ripartenza…
La canzone è stata scritta alla fine della pandemia e
all’inizio della guerra. Quindi è una festa, un ricominciare a riprendersi
tutte le cose che sono state congelate. Una ripartenza per tornare a vivere
ogni momento anche semplice della nostra vita che grazie al covid abbiamo
apprezzato ancora di più. Presi da una vita frenetica avevamo perso il piacere
di dare importanza alle cose più semplici perchè eravamo troppo protesi al
consumismo e ad una forte velocità di vita.
Uno dei messaggi
contenuti in “L’estate su di noi” è che la musica unisce più che mai.
Assolutamente sì, la musica è aggregazione.
Il brano è stato
lanciato per la prima volta in una serata dove Stefano De Martino l’ha invitata
a proporre al pubblico il suo pezzo. Com’è andata?
Benissimo. Sono stata felicissima. Stefano è un amico e
quando gli ho detto che il pezzo doveva uscire a mezzanotte, mi ha spronata a
lanciarlo subito. Ci siamo divertiti tanto.
Il videoclip è didascalico
al testo e ci mostra il tanto atteso ritorno ad una vita normale, dove si
intrecciano amori e amicizie. Come in un giorno di festa?
Nel video c’è tanta allegria ma c’è anche tanta aggregazione, e poi semplicità, rispetto per la natura e per tutto ciò che abbiamo intorno.
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