Una voce per Padre Pio

Posted on

Storie umane, esperienze di devozione e di fede, solidarietà: con Mara Venier e tanti big del mondo della musica e dello spettacolo, venerdì 9 giugno alle 21.35 su Rai 1

Speranza, rinascita e gioia saranno i valori più significativi della nuova edizione di “Una Voce per Padre Pio”, condotta da Mara Venier, in onda venerdì 9 giugno, dalle 21.35 (e, in replica, il 2 luglio alle 16.00) su Rai 1. La trasmissione sarà nuovamente ambientata a Pietrelcina, nella sua storica cornice, borgo natio del Frate, set suggestivo e abituale. L’edizione 2023 di ‘Una Voce per Padre Pio riunirà grandi nomi del mondo della musica e dello spettacolo: Nino D’Angelo, Al Bano, Arisa, Leo Gassman, Michele Placido, Patty Pravo, Ricchi e Poveri, Clementino. L’Orchestra “Suoni del Sud” sarà diretta dal maestro Alterisio Paoletti.

Non mancheranno momenti di riflessione con le testimonianze sulla vita e le opere di Padre Pio con il cappuccino Fra Daniele, il Professor Guido Oppido dell’ospedale Monaldi di Napoli che segue da vicino il progetto ‘Cuori Ribelli’, il Professor Giulio Basoccu che darà testimonianza dell’inaugurazione di un Ospedale in Costa D’Avorio e i volontari dell’Associazione ‘Una voce per Padre Pio Onlus’ per ricordare i progetti in Italia e all’estero.

Nato da un’idea di Enzo Palumbo, il programma da 24 anni racconta storie umane, esperienze di devozione e di fede che rimandano all’insegnamento di Padre Pio: dare sollievo alla sofferenza umana. “Una Voce per Padre Pio” è soprattutto solidarietà, quest’anno più che mai. Al programma è come sempre abbinata una campagna di raccolta fondi, sostenuta da Rai per il Sociale, a supporto dei progetti di “Una Voce Per Padre Pio Onlus”. Componendo il numero di sms solidale 45531 si potrà sostenere l’associazione donando 2 euro con un sms da cellulare Wind3, Tim, Vodafone, Iliad, Postemobile, Coopvoce e Tiscali oppure 5 euro con una chiamata da Rete Fissa, Twt, Convergenze e Postemobile e, infine, da 5 a 10 euro da rete fissa Tim, Vodafone, Wind3, Fastweb, Tiscali.

Nel nostro Paese l’organizzazione è attiva con ‘Obiettivo Italia’, in particolare a Napoli, dove durante la pandemia le richieste d’aiuto sono aumentate del 40%. Oltre 8mila famiglie sono state raggiunte dagli aiuti alimentari distribuiti. Tra i progetti: ‘Fratello Studio Sorella Scuola’, che prevede sostegno a bambine e bambini della scuola primaria per contrastare la dispersione scolastica; ‘Aggiungi un posto a tavola’ che invece affronta gli effetti della crisi economico-sociale legata anche alla pandemia e alla guerra in Ucraina, sostenendo concretamente le famiglie in situazioni d’emergenza; ‘Tendere la mano’, che prevede contributi economici alle famiglie per pagare utenze, spese mediche e altre necessità fondamentali.

Con ‘Obiettivo Africa’, l’organizzazione interviene portando aiuti soprattutto a causa dell’ingente numero di persone che vivono in condizioni di deprivazione e che ha visto la cifra in aumento di 9 milioni. In Costa d’Avorio sono attivi orfanotrofi e strutture residenziali per minori e ragazzi disabili, in cui vivono oltre 120 bambine e bambini, in parte con disabilità. Inoltre, è attivo il ‘Corridoio umanitario cuori ribelli’, programma medico-sanitario grazie al quale minori con cardiomiopatie congenite di Costa d’Avorio e Camerun vengono trasferiti in Italia per essere sottoposti a interventi chirurgici salvavita. Dal 2022 a oggi sono stati curati in questo modo oltre 60 bambini. A Yaoundé, in Camerun, inoltre, è prevista l’apertura di una nuova casa-famiglia, in cui saranno ospitati bambini orfani o abbandonati.

Inoltre, grazie alla collaborazione con la Missione Kfor Multinational Specialized Unit – Pristina Msu, il Corridoio umanitario sanitario è attivo anche con il Kossovo.

Autori Giancarlo De Andreis, Stefano Castellano e Gianluca Guida. Direzione artistica Paolo De Andreis. La regia è di Roberto Croce.

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.23

L’Avversario

Posted on

MARCO TARDELLI

«Mi è piaciuta l’idea di raccontare lo sport e la vita dei grandi sportivi da un punto di vista inedito: al centro del racconto ci sono la fragilità e la sensibilità più di una prestazione fisica da record o di una vittoria consegnata agli annali». Il campione del mondo di Spagna 1982 conduceil nuovo format originale prodotto da Rai Cultura e Stand by me, in onda dal 5 giugno, ogni lunedì in seconda serata su Rai 3

Non c’è sport senza un avversario, che può essere un rivale in carne e ossa o qualcosa di più sottile, come un limite o un ostacolo. Dietro ai trionfi sportivi e alla gloria pubblica, quali difficoltà esterne e quali demoni interiori deve affrontare un campione? Antonio Cassano, Roberto Mancini, Federica Pellegrini, Lea Pericoli, Michel Platini e Franco Menichelli sono i sei grandi sportivi, uno per puntata, che Marco Tardelli incontra e intervista per portare alla luce gli avversari, le difficoltà e i demoni interiori che hanno affrontato nella loro carriera e nella loro vita personale.

Tardelli, che significato ha per lei la parola “avversario”?

È una parola piena di sfumature, dietro la quale si nasconde un’infinità di significati. Può essere positiva, quando svela una sfida in cui puoi metterti in gioco. Ma anche negativa, se è un limite o un ostacolo. Per me l’avversario è sempre stato quello sul campo, ma per qualcuno può essere un demone interiore oppure una difficoltà esterna.

Cosa le ha fatto accettare la conduzione di questo programma?

Mi è piaciuta l’idea di raccontare lo sport e la vita dei grandi sportivi da un punto di vista inedito: al centro del racconto ci sono la fragilità e la sensibilità più di una prestazione fisica da record o di una vittoria consegnata agli annali. Abbiamo fatto emergere gli aspetti più intimi e sconosciuti di sei campioni assoluti, ripercorrendo la loro carriera attraverso aneddoti e ricordi.

Sei personaggi, sei storie diverse, cosa ha imparato da questi incontri?

Ho imparato che non si conosce mai del tutto una persona, perché dentro ognuno di noi esiste un io profondo e nascosto. Ho imparato che a volte le persone possono cambiare.  E ho imparato che non sempre le difficoltà ci rendono più forti: a volte ci spezzano, ci rallentano, ci fanno cambiare strada.

L’avversario di uno sportivo è spesso interiore. Come si superano i momenti di difficoltà e insicurezza?

Non c’è una risposta valida per tutti. Ognuno dentro di sé deve trovare la forza, il coraggio e il modo per superare le difficoltà. Alcune volte non si superano: si accettano e basta. Si impara a conviverci, anche questo è un modo per andare avanti.

Quanto un avversario può spingerci a essere più forti?

L’avversario può essere uno stimolo a migliorarsi, a porsi nuovi obiettivi. È lo spirito stesso del gioco e dello sport, l’oggetto di ogni competizione.

Chi è stato, sul campo, il suo più grande avversario?

Un giocatore che ho incontrato in serie C: Nicola Ripa. Giocava con la Sambenedettese, non so perché, ma contro di lui non sono mai riuscito a fare bene.

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.23

A Pescara tra transmedialità e metaversi

Posted on

Oltre 300 opere in concorso da più di 50 Paesi e la Germania ospite della 27esima edizione. Grandi e attesissime le presenze al Festival: da Peter Lord ad Ari Folman, da Ian Mackinnon ad Altan, Bruno Bozzetto, Pera Toons. Dal 31 maggio al 4 giugno

Peter Lord, Ari Folman, Ian Mackinnon, Altan. Questo il poker d’assi della nuova edizione di “Cartoons on the Bay”, il festival dell’animazione televisiva, della trasmedialità e della meta-arte, realizzato e diretto da Roberto Genovesi per Rai Com, che è stato presentato oggi in Rai e che si svolgerà dal 31 maggio al 4 giugno a Pescara, in collaborazione con la Regione Abruzzo e il Comune di Pescara. Ricco di incontri il programma professionale tra panel, Knote, masterclass che vedranno protagonisti i più grandi maestri dell’animazione, dei videogiochi e dei metaversi. A Peter Lord e Ari Folman, rispettivamente le firme dietro capolavori come Wallace & Gromit e Valzer con Bashir, i Pulcinella Awards alla carriera, a Ian MacKinnon, mastro di chiavi dei puppets di Pinocchio, il capolavoro premio Oscar di Guillermo del Toro, il premio come studio dell’anno e al fenomeno Cuphead, tra cartoni animati e videogiochi il nuovo premio Transmedia della manifestazione. Ad Altan il Premio Sergio Bonelli che lo scorso anno fu assegnato a Zerocalcare e a Carlos Grangel. “Cartoons on the Bay” conferma la sua formula che esalta il gioco di squadra della Rai vedendo coinvolti Rai Kids, RaiPlay e Rai Radio Kids attraverso spettacoli dal vivo, eventi per il pubblico e per le scuole come il musical delle Winx o quello dei Cuccioli, la presenza delle più famose mascotte dei programmi in onda su Rai Gulp e Rai Yoyo e dei volti più amati dai bambini come quelli di Andrea Lucchetta e Armando Traverso che sarà accompagnato dall’ormai celebre DJ di Rai Radio Kids. Un vero e proprio progetto crossmediale coinvolgerà Rai Play che ospiterà in esclusiva alcune parti del programma del festival come le retrospettive dedicate a Peter Lord e Ian Mackinnon e lo special per i 140 anni dalla prima pubblicazione di Pinocchio di Collodi. Tra gli ospiti più attesi dai bambini anche Pera Toons, che interverrà nel programma e firmerà le copie del suo ultimo libro, e Giorgio Vanni, con il suo concerto sulle sigle più famose dei cartoni animati che riuscirà per un pomeriggio a far divertire insieme bambini, genitori e nonni. Attesissimi l’anteprima del film “I Cavalieri dello Zodiaco” prevista per l’1 giugno alle 21.00 al teatro Cinema Massimo e il Fun & Games Village in cui per la prima volta il festival ospiterà un torneo del celebre gioco di ruolo Dungeons & Dragons. Il manifesto di “Cartoons on the Bay 2023” è affidato a Monica Manganelli, scenografa di Cloud Atlas e di alcune delle più innovative e sperimentali opere teatrali degli ultimi anni, a cui è dedicata anche la mostra del festival. “Cartoons on the Bay 2023” si svolgerà all’Aurum (programma professionale), in Piazza della Rinascita (programma pubblico) e al Teatro Cinema Massimo (anteprime, retrospettive e titoli in concorso). Il Festival vedrà il suo avvio ufficiale il 31 maggio proprio all’Aurum, con l’inaugurazione della mostra “Monica Manganelli. Mondi immaginati e mondi immaginari tra utopia, realtà e sospensione”.

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.22

Non solo animazione

Posted on

Dal 2009 è il direttore artistico di “Cartoons On The Bay”. Il RadiocorriereTv ha intervistato Roberto Genovesi: «Crossmedialità e transmedialità, una ragnatela di collegamenti sia per la costruzione della narrazione sia per la gestione economica dei progetti»

Ritorna “Cartoons”, pronto per l’evento?

L’obiettivo di “Cartoons On The Bay” è quello di studiare i nuovi scenari dell’animazione, e di tutto ciò che le ruota intorno, sia in termini di linguaggi sia di contenuti. Anche quest’anno aggiungiamo un tassello in più al mosaico che stiamo costruendo ormai da tanti anni, in particolar modo fermiamo la nostra attenzione sul fenomeno della transmedialità e dei metaversi, che sono sempre più frequentati dai bambini e di cui non possiamo più non tener conto, come abitudini del nostro ipotetico target.

Metaverso, creatività, animazione, qual è il punto d’incontro?

La crossmedialità e la transmedialità, la capacità di costruire sin dall’inizio progetti che contemplino tutti questi ambienti e questi linguaggi. È ormai impossibile, sia dal punto di vista artistico sia manageriale e produttivo, immaginare delle cose che riguardino solo uno di questi universi, di questi linguaggi, di questi mondi. Ormai è tutta una ragnatela di collegamenti necessaria sia per la costruzione della narrazione sia per la gestione economica del progetto.

“Cartoons On The Bay” anche quest’anno ha lanciato la sfida ai creativi e ai produttori di tutto il mondo. Tra pochi giorni la consegna dei Pulcinella Awards. Che risposta c’è stata?

Siamo al secondo anno dopo la pandemia e abbiamo confermato, se non aumentato, i numeri della scorsa edizione. Abbiamo superato abbondantemente le 300 opere in concorso e sono rappresentati più di 50 Paesi. La risposta è stata ottima. Quest’anno abbiamo rafforzato ulteriormente l’area professional, e quindi gli incontri con produttori, broadcaster e professionisti del settore, per evidenziare ancora di più i processi economici  che sono alla base di quello che per noi, apparentemente, in superficie, è soltanto un bellissimo spettacolo visivo. In realtà dietro c’è una programmazione che vede in campo soggetti economici e commerciali di alto livello.

Paese ospite sarà la Germania. Cosa scopriremo della produzione tedesca?

Intanto scopriremo che Italia e Germania hanno una lunga storia di collaborazione nel settore dell’animazione. Ci sono molte serie Tv che vanno in onda sui broadcaster tedeschi e su Rai Gulp e Rai Yoyo che nascono da coproduzioni e corealizzazioni. La Germania è anche uno dei Paesi più importanti a livello europeo per quanto riguarda i budget di realizzazione dei prodotti d’animazione ed è importante che questa storia di collaborazione, di cammino comune con l’Italia, si rafforzi sempre di più. Credo che la scelta di avere la Germania come Paese ospite possa essere uno strumento per confermare questa linea.

Ospiti stranieri e italiani di fama internazionale…

Avremo Peter Lord, Ari Folman e Ian Mackinnon, che sono nomi monumentali dell’animazione internazionale, ma avremo anche Bruno Bozzetto e Altan, che saranno a Pescara uno per presentare il suo nuovo cortometraggio e l’altro per ricevere il premio Sergio Bonelli. La presenza degli autori e dei registi italiani a “Cartoons” è quasi una routine, abbiamo ogni anno i più importanti e validi registi, showrunner e animatori.

Come è cambiato negli anni “Cartoons on the Bay”?

C’è stato un primo cambiamento epocale quando nel 2009 l’allora Rai Trade, oggi Rai Com, mi chiamò alla direzione del Festival con una mission aziendale nuova rispetto a quella originaria. “Cartoons” era nato per essere vetrina della produzione italiana, ma da quell’anno mi si chiedeva di trasformarlo in uno strumento di scouting per raccontare a chi faceva animazione come stava cambiando lo scenario economico, produttivo, dei linguaggi e dei contenuti dell’animazione stessa. L’asticella è salita ogni anno, e oggi Cartoons è un festival che considera l’animazione come un protagonista di un grande disegno in cui ci sono altri protagonisti a pari livello, come i videogiochi, i fumetti, i giochi da tavolo, i social, il mondo di Internet. Abbiamo preso atto che il target di riferimento non è più un pubblico seduto sul divano che aspetta di essere meravigliato dal racconto statico, ma un grande mosaico di isole multimediali mobili, che sono i bambini, che si muovono velocemente attraverso gli strumenti tecnologici e che noi siamo obbligati a raggiungere.

Fiore all’occhiello dell’edizione la mostra dedicata a Monica Manganelli…

Quando ho scoperto le sue opere sono rimasto sbalordito. Non solo per l’originalità, ma per la competenza e lo spessore culturale che ci sono alla base di quei lavori. Talvolta, fare un disegno o creare qualcosa, non significa avere una base d’appoggio culturale, ma semplicemente avere estro. Monica Manganelli ha un grande substrato di formazione culturale nel mondo del teatro, del cinema. Ho ritenuto necessario realizzare questa mostra anche perché Manganelli all’estero è molto conosciuta, essendo scenografa di alcuni dei progetti più importanti degli ultimi decenni.

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.22

Fatto da mamma e papà

Posted on

Flora Canto torna su Rai 2 con la terza stagione del programma in cui un personaggio dello spettacolo si racconta mentre cucina. Dal 3 giugno alle 12.00

Dopo il successo delle precedenti edizioni torna a partire dal 3 giugno ogni sabato alle 12.00 su Rai 2, “Fatto da Mamma e da Papà”, giunto alla terza edizione.

Alla conduzione la spumeggiante Flora Canto che in ogni puntata inviterà nella sua cucina un personaggio dello spettacolo che insieme a lei cucinerà il piatto preferito dei propri figli oppure il piatto del cuore della sua infanzia.

Durante la preparazione della ricetta il personaggio si racconterà a Flora tra chiacchere e risate. 

Tra le novità di questa edizione: la nonna più famosa d’Italia Anna Moroni, che insieme a Flora Canto preparerà ricette sfiziose per i nostri bambini. Un esperto di Life Style, inoltre, darà consigli su come preparare una tavola tematica da sogno. 

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.22

NON STOP… NOW

Posted on

Giovani talenti e performer sono i protagonisti del nuovo programma comico di Rai 2. Da sabato 3 giugno alle 14.00

L’estate di Rai 2 comincia sabato 3 giugno alle 14.00 con “Non stop… Now”, il nuovo programma comico realizzato presso il CPTV di Torino. 

Il programma sarà l’occasione per presentare al pubblico le nuove leve della comicità e i giovani talenti che si affacciano nel panorama artistico italiano, molti dei quali nati dal web. Un’atmosfera colorata e giocosa farà da cornice ai protagonisti in un laboratorio creativo nel quale, senza la presenza di un conduttore, si alterneranno performance canore, coreografie ritmate e gag estemporanee.

Un format in quattro puntate che stravolge la liturgia tradizionale del varietà televisivo, la cui idea prende ispirazione dal programma cult “Non Stop” del 1977/78 che portò alla ribalta grandissimi talenti: Carlo Verdone, il trio La Smorfia, I gatti di vicolo miracoli… solo per citarne alcuni. E chissà se anche “Non stop… Now”, oggi come allora, farà nascere qualche nuova stella.

Prodotto dalla Direzione Intrattenimento Day Time Rai, “Non stop… Now” è un programma di Massimo Cinque, Maurizio Gianotti, Alessandro Migliaccio e Giulia Nannini. A cura di Danila Giarda, produttore esecutivo Maria Grazia Morino. La regia è di Giovanna Cuccurullo. 

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.22

La forza della leggerezza

Posted on

La giornalista del Tg 1 Adriana Pannitteri racconta la Raffa nazionale, a ottant’anni dalla nascita. Edito da Morellini Editore, “Raffaella Carrà. La ragazza perfetta” raccoglie testimonianze ed emozioni di chi ha conosciuto da vicino la conduttrice e showgirl più amata di sempre

Perché “la ragazza perfetta”?

Perché sin da bambina Raffaella sapeva che avrebbe dovuto faticare per esprimere il suo talento. Lo ha fatto negli anni, in tutti i modi possibili e immaginabili, senza mai risparmiarsi. Chi ha vissuto con lei le lunghe trasferte in Sudamerica, nei tempi d’oro, ricorda Raffaella provare all’inverosimile per tutta la giornata, per poi chiudersi in camera la sera a imparare lo spagnolo. Da questo punto di vista è stata la “ragazza perfetta” e lo è stata forse anche troppo, perché quando si punta alla perfezione e si pretende troppo da se stessi, si rischia di non voler mai perdere il controllo e di essere un po’ trattenuti.

Cosa ti ha spinto a raccontare Raffaella?

Un anno fa ho avuto l’occasione di realizzare uno Speciale Tg 1 su di lei in collaborazione con la regista Cinzia Perreca, che mi ha parlato a lungo di Raffaella, figura di donna in fondo molto lontana da quelle di cui fino ad allora mi ero occupata. In passato avevo certamente apprezzato la Carrà, e la sua figura, che mi era sembrata esclusivamente basata sulla leggerezza, ma pian piano ha cominciato a rivelarmi aspetti interessanti, a partire dalla capacità di affermarsi in un mondo di uomini e di farcela da sola grazie al suo talento. Ha avuto sì dei compagni che l’hanno sicuramente sostenuta in un connubio professionale, ma non sono stati loro a farle la carriera. Lei non ha mai scelto la strada del personaggio importante al suo fianco per trovare il successo e questo lo trovo straordinario. Mi ha colpito la figura di una donna che si è data da fare tutta la vita e ha saputo anche reinventarsi. Ha recitato, ballato, condotto, si è spesa per battaglie sociali come quella delle adozioni, per il mondo LGBT. Raffaella non è stata solo leggerezza.

Nel tuo viaggio alla scoperta di Raffaella hai incontrato molte persone che hanno condiviso un percorso con lei, cosa ha lasciato a chi l’ha amata?

Non solo la simpatia, ma un modello di lavoro basato sulla professionalità. C’è chi l’ha definita una professionista all’americana che si spendeva fino all’ultimo. Ha insegnato un modello di serietà e di tenacia. 

Raffaella persona e personaggio, com’era la Carrà nella vita di tutti i giorni, che idea ti sei fatta?

A Raffaella piaceva giocare a carte con gli amici e contornarsi delle persone a cui voleva bene. Aveva anche amici vip, come Renato Zero e Fiorello, ma quando non lavorava e trascorreva il tempo nel suo buen retiro di Porto Santo Stefano, stava in compagnia di persone comuni che le consentivano, almeno nella vita privata, di essere solo Raffaella Pelloni. Aveva un grande senso di libertà. I suoi collaboratori, con i quali ha lavorato ad esempio in Spagna, raccontano che quando andava a vedere uno spettacolo lo faceva in incognito, non si faceva regalare i biglietti. Amava trascorrere il suo tempo libero come voleva. Mi sono fatta l’idea di una donna che nella vita privata era estremamente semplice, le piacevano le scarpe basse, i jeans, il maglioncione. E poi quando la vedevi in televisione, come diceva il costumista Luca Sabatelli, più che vestirsi si armava con abiti di scena pazzeschi.

In cosa è stata rivoluzionaria Raffaella?

Penso al “Tuca Tuca”, che venne visto con preoccupazione dagli allora vertici della Rai. Ma era un’esibizione spensierata che hanno ballato i bambini, gli anziani, e anche i frati quando Raffaella è andata a trovarli a San Giovanni Rotondo. Quel ballo ha mandato un messaggio di libertà in maniera lieve. Raffaella non ha fatto la rivoluzione proclamandola, ma attraverso la leggerezza. Quello che pensava l’ha sempre detto, senza mai farsi problemi e sempre in modo semplice.

Si dice che Raffaella fosse brava in cucina…

Amava cucinare per gli amici. Nei giorni in cui andava in diretta con il programma preparava il sugo la mattina presto.Lasciava tutto pronto per cenare con i collaboratori a casa sua a tarda sera, una volta spente le telecamere.

Nel tuo racconto dedichi ampio spazio a “Carramba”, cosa ha rappresentato per Raffaella e per il suo pubblico quel programma?

È stato forse il programma più innovativo della storia della Tv. Può piacerci o meno, possiamo trovarlo per certi versi melenso, ma gli ascolti erano stratosferici. Raffaella ha sdoganato certamente le lacrime, ma soprattutto l’abbraccio. Ha anche avvicinato l’Italia all’America latina, con ricongiungimenti di persone separate da tantissimo tempo che non avevano grandi possibilità economiche. Credo che in quegli anni quel programma sia stato geniale.

Il libro chiude con il racconto del ritorno di Raffaella all’Argentario. Perché ha amato quel luogo così tanto da voler essere sepolta lì?

Credo per motivi  anche un po’ casuali, forse perché Gianni Boncompagni e Sergio Japino avevano già una villa lì, ma nel tempo per Raffaella quel posto è diventato un punto di riferimento, luogo in cui scappava ogni volta che poteva. Aveva preso casa a Cala Piccola, una vista spettacolare di fronte all’Isola del Giglio. Il silenzio della natura si contrapponeva al tanto “rumore” del mondo dello spettacolo, della città. Oggi è sepolta nel piccolo cimitero di Porto Santo Stefano, in paese ci sono anche un premio cinematografico e un giardinetto intitolati a lei.

Raffaella, forse non perfetta, ma certamente unica…

Non penso fosse facile essere la Carrà. Ha dato tantissimo allo spettacolo e al suo pubblico divenendo un personaggio unico, e cercando al tempo stesso di essere, per se stessa, semplicemente Raffaella.

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.22

Lasciatevi stupire

Posted on

«Un viaggiatore vero non potrà mai essere insoddisfatto. Ogni posto può regalare delle emozioni, l’importante è sempre saperle cogliere e osservare»: la conduttrice al timone anche della versione serale del “Kilimangiaro”, in onda dal nuovo studio di Milano

Camila Raznovich,2019

“Kilimangiaro” in prima serata. Quali sono le novità di questa nuova stagione?

Le novità sono rivolte a tutti gli spettatori che ogni estate aspettano e seguono le prime serate del Kilimangiaro. Ai Viaggiatori in procinto di partire, ma anche e soprattutto a tutte quelle persone che vogliono viaggiare e conoscere il mondo insieme a noi, magari guardandoci comodamente da casa.  Sono tante, tantissime le persone che ci ringraziano perché li portiamo in angoli di mondo che difficilmente potrebbero visitare. Quest’anno la frase “stiamo lavorando per voi” assume anche un significato pratico: abbiamo un nuovo studio a Milano che abbiamo letteralmente costruito ex novo. E poi ci saranno tanti filmati inediti che i nostri filmmaker hanno girato proprio per l’occasione di queste prime serate.

Dove ci porteranno i sei appuntamenti?

In giro per tutto il mondo, ma anche in giro per la cultura, come ad esempio facendoci conoscere la Milano di Leonardo.

Lei è cresciuta in viaggio e in diverse comunità. Cosa porta al “Kilimangiaro” di tutte le sue esperienze?

Abbiamo portato al Kilimangiaro un grandissimo cambiamento rispetto a quello che era sempre stato, nei modi, nei termini e nel contenuto. Siamo usciti dalla sfera cartolina turistica e siamo entrati in una narrazione del viaggio e della cultura del posto.

Che ricordi ha del suo primo viaggio in solitaria?

Il mio primo viaggio in solitaria è stato dopo la maturità classica in India, avevo 19 anni. Prima di partire avevo un mix di emozioni, paura, eccitazione, curiosità e poi, come sempre nella vita accade, mi ricordo che la paura è durata giusto il tempo di mettere piede in India. Quando sono atterrata a Mumbai, che allora era ancora Bombay, tutte le paure sono sparite perché iniziava la mia avventura. In questi casi poi necessità fa virtù ed è proprio in questi momenti che scopri  di avere molte più risorse di quelle che pensi di avere.

Cos’è importante in un viaggio?

In un viaggio è importante lasciarsi stupire, essere curiosi, lasciare a casa i pregiudizi e guardare, osservare e ponderare la possibilità che anche le cose più lontane da noi, più diverse da noi, siano ugualmente interessanti, meravigliose e giuste. Credo che a volte si abbia troppa paura delle cose che non conosciamo e quindi tendiamo a giudicarle perdendo così la possibilità di imparare.

Qual è invece l’insoddisfazione di un viaggiatore?

Un viaggiatore vero non potrà mai essere insoddisfatto. Ogni posto può regalare delle emozioni, l’importante è sempre saperle cogliere e osservare.

Qual è, in cima ai suoi desideri, il posto nel mondo che desidera visitare?

È un sogno pre-covid, attraversare la Cina, con le mie ragazze. Un Paese che mi ha sempre affascinata e che ancora mi affascina tantissimo, indubbiamente un Paese che va conosciuto. Per come sta andando il mondo, sarà sicuramente uno dei protagonisti del prossimo secolo per cui è bene capirlo per poi poterlo giudicare, apprezzare o meno.

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.22

Tutti i sogni ancora in volo

Posted on

SERATE EVENTO

Due tappe televisive del lungo tour che lo sta portando nei più importanti teatri italiani: Massimo Ranieri debutta con il suo show sul piccolo schermo. Al suo fianco Rocío Muñoz Morales. Il 26 maggio e il 2 giugno alle 21.30 su Rai1

Massimo Ranieri torna su Rai1 con due serate speciali, un grande show che vuole omaggiare il “varietà” di una volta. Un racconto fatto di storie, aneddoti personali e le più belle canzoni di sempre. Ad accompagnare l’artista in questo suo viaggio tra i grandi classici della canzone italiana, una fan d’eccezione, un’attrice che si è fatta conoscere e amare non solo per la bravura, ma anche per la simpatia, la solarità e la bellezza: Rocío Muñoz Morales. Nel corso delle due puntate, Massimo Ranieri ospiterà grandi artisti della scena musicale italiana: gli amici di una vita, ma anche comici e grandi talenti della danza. La scenografia, realizzata da Gennaro Amendola, è quella delle grandi occasioni ed evoca gli show degli anni ‘60 e ’70. La regia televisiva, che giocherà fra tradizione e modernità, è affidata a Duccio Forzano. L’orchestra è diretta dal Maestro Leonardo De Amicis. A completare l’assetto di queste due meravigliose serate evento dedicate a uno degli artisti più amati di sempre, un grande corpo di ballo coreografato da Grazia Cundari. Massimo Ranieri ci aspetta il 26 maggio e il 2 giugno alle 21.30 in prima serata su Rai1. “Tutti i sogni ancora in volo” è una produzione Direzione Intrattenimento Prime Time, in collaborazione con Ballandi.

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.21

LINEABLU compie trent’anni

Posted on

Torna sabato 27 maggio alle 14.00 su Rai 1 il programma dedicato al mare e agli oceani. Conducono Donatella Bianchi e Fabio Gallo, con la partecipazione della giornalista del TG1 Valentina Bisti. La prima puntata dedicata a Linosa e Lampedusa

Fiumicino : Linea Blu . Nella foto : Donatella Bianchi e Fabio Gallo

Sabato 27 maggio torna “Lineablu” con una nuova edizione, la trentesima. In onda dal 1994, è lo storico appuntamento della Rai dedicato al Mediteranno e, più in generale, al mare e agli oceani del pianeta.

Donatella Bianchi e Fabio Gallo ripartono alla scoperta dei luoghi più suggestivi della penisola, della biodiversità marina e costiera e, insieme, porteranno ancora il mare nelle sue infinite declinazioni, ambientali, sociali, economiche e culturali, nelle case degli italiani.

Sarà un’edizione speciale anche grazie al contributo di un celebre volto del TG1, Valentina Bisti che percorrerà i cammini e i sentieri che si affacciano sul mare per raccontare gli aspetti più nascosti dei paesaggi e delle comunità da punti di vista unici, privilegiati.

Sopra, sotto e intorno al mare sarà ancora una volta lo slogan che guiderà il viaggio di “Lineablu2023”.

La prima puntata è dedicata alle isole d’alto mare, terre di grandi contrasti, simboli del mare aperto proprio nel cuore del Mediterraneo.  La prima esclusiva dell’anno sarà l’esplorazione e la ricostruzione delle ultime ore di volo del Martin Baltimore AG699, bombardiere della Royal AirForce, a ottant’anni dal suo affondamento.  Naufragato nel Giugno del 1942 a poche centinaia di metri dalle coste dell’isola di Linosa, ritrovato nel 2016 su un fondale di 85 metri in perfetto assetto di navigazione e documentato per la prima volta dal team subacqueo di “Lineablu”. Il viaggio di “Lineablu” approderà alle isole Pelagie, simbolica cerniera tra Europa e Africa. Lampedusa e Linosa, nel cuore dello Stretto di Sicilia, sempre al centro delle cronache per gli sbarchi dei migranti, raccontate questa volta da un punto di vista diverso, per le loro caratteristiche geologiche e naturalistiche.

Linosa, incantevole ed estrema, selvaggia e isolata, con le sue coste e suoi fondali turchesi, resta l’habitat ideale per la riproduzione di specie protette come la Carretta Carretta e le berte, uccelli d’alto mare. Fabio Gallo incontrerà gli abitanti dell’isola, costretti a vivere tra mille difficoltà a causa dell’isolamento, ma resilienti e innamorati del loro scoglio vulcanico e racconterà la stretta interazione tra il vulcano e l’isola: i paesaggi di lava, l’agricoltura eroica, la bellezza mozzafiato. E con Valentina Bisti il pubblico potrà andare alla scoperta della Riserva Naturale Orientata Isola di Lampedusa, attraverso sentieri che racconteranno gli aspetti naturalistici dell’isola e la particolarità del fenomeno geologico dei valloni, isola laboratorio ideale per i ricercatori di Enea impegnati nel monitoraggio del ciclo del carbonio in atmosfera e in mare. 

Continua a leggere il Radiocorriere Tv N.21