Ci vediamo… Late

Posted on

ALESSANDRO CATTELAN

Ama Letterman e Fallon, ma ha uno stile tutto suo: dal martedì al giovedì apre il suo salotto su Rai 2 a ospiti che hanno voglia di raccontarsi con ironia e spontaneità e al pubblico che cerca un sorriso a fine giornata. Il conduttore al RadiocorriereTv: «Per entrare in connessione con la gente devi essere onesto, mostrarti per quello che sei»

Alessandro Cattelan durante la conferenza stampa del programma Rai “Stasera c’è Cattelan…su Raidue” presso il centro produzione TV Rai, Torino, 19 settembre 2022 ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Alessandro, la ritroviamo nella modalità più Cattelan che c’è, il late show… felice di questa nuova avventura in Rai?

Molto perché ha tante sfide dentro, è una cosa nella quale mi trovo bene, mi trovo comodo, però in un contesto diverso da quello al quale sono abituato. Hai la tranquillità di sapere che stai facendo una cosa che sai fare, ma anche un po’ di brivido.

Tre giorni a settimana… il direttore del Prime Time Stefano Coletta parla di un appuntamento di fedeltà, di leggerezza nella profondità… parole importanti…

Lui è un oratore di tutto rispetto (sorride). I tre appuntamenti sono importanti perché il late night è un genere che fa della quotidianità il suo forte, credo che sia il genere televisivo più simile alla radio. Si basa ovviamente sugli ospiti che attraggono il pubblico ma, a un certo punto, deve diventare quasi un automatismo. Una persona guarda la sua prima serata, poi, prima di andare a dormire, si fa la sua scanalata ed è bello poter trovare un approdo felice. L’obiettivo è questo.

Quanto peso assumono l’attualità, il nostro tempo, in un racconto come il suo?

Tanto! L’altro giorno abbiamo fatto una rubrica su quelle notizie di giornata che sembrano iper-importanti e che poi non lo sono, al tempo stesso abbiamo la possibilità di commentare ciò che succede di veramente importante, cosa che cerchiamo di fare anche in maniera ironica.

Prendersi sul serio, ma non troppo…

Nel mio caso molto poco.

Le capita di prendersela se a essere oggetto del gioco, dello scherzo, è lei?

No, credo che sia la regola basilare di chi decide di fare comicità e intrattenimento frizzante. È un po’ un patto che devi fare anche con te stesso, si scherza, e scherzare su una persona non significa avercela con lei. La mia filosofia è questa.

Un’idea nuova tutte le sere, da cosa trae ispirazione?

Come processo mentale, una volta individuato l’ospite, cerchiamo idee da cucigli attorno. Tutto un po’ “tailor maid” sull’ospite di turno, che si porta dietro una serie di curiosità, di interessi. Altre idee sono completamente estemporanee, penso al gobbo pasticcione, che ci consente di attingere allo smisurato archivio della Rai. Consideriamo per di più che le cose più iconiche della televisione non sono mai quelle pensate, ma quelle che succedono per caso, come le gaffes.

L’ironia e il sorriso sono una sua cifra, le è mai capitato che le mancasse la battuta o che non arrivasse in tempo?

La maggior parte delle volte (sorride), ma credo che sia un po’ il dramma di tutti. Vorremmo tutti avere la battuta da dire nel momento giusto, ma poi ti capita che arrivi quando sei a casa sotto la doccia.

C’è un ospite, o una categoria di ospiti, che non può mancare nel suo show?

Cerchiamo di avere ospite il personaggio del momento o di toccare l’argomento attuale. Ci piace avere varietà, ma i miei preferiti in assoluto sono gli sportivi, sono persone che hanno un bagaglio di aneddoti, di esperienze, di storie di gruppo, che sono sempre le più divertenti da raccontare. Sono molto simpatici, poi, diversamente da quando vengono intervistati sul loro lavoro, e parlano un po’ in maniera standard, si lasciano andare, sanno essere loro stessi.

David Letterman, Jay Leno, Stephen Colbert, Graham Norton, Jimmy Fallon, tra i grandi conduttori di late show, ce n’è uno al quale si ispira maggiormente?

Mi piacciono tutti, sono dei punti di riferimento. Quando ti innamori di questo genere ovviamente sono tutti dei nomi fantastici. Se dovessi sceglierne due direi Letterman, il primo che mi ha folgorato, e Jimmy Fallon. Ci metto dentro anche Luttazzi, il primo ad averlo fatto da noi.

Qual è la sfida più improbabile che ha dovuto affrontare nel suo lavoro?

Questo momento è abbastanza una sfida.  Se penso al passato dico gli opening di “XFactor”, spettacolari, ma nei quali mi sono dovuto confrontare con l’altezza, rimanendo appeso a metri da terra (sorride).

Come si stabilisce un legame saldo con lo spettatore?

Di base con l’onestà, meno hai paura di mostrarti per quella che è la tua indole più è naturale mettersi in connessione. Accade alla radio con la quotidianità. Mi rendo conto che è un posto in cui si è stabilito un codice tra me e chi mi segue, puoi permetterti di dire cose che altrove non diresti. La gente capisce il tuo tono, non ci sono fraintendimenti.

Cerca di regalare un sorriso alle persone a tarda sera, cosa riesce a mandarla a letto sereno?

Una giornata che passa senza rotture di scatole è già una cosa buona (sorride). Mi piace avere un po’ di tempo per me dopo avere messo a letto le bimbe. Mi addormenterei anch’io con loro, ma mi piace ritagliarmi un paio d’ore per vedere un film con mia moglie, leggere un libro, giocare ai videogame. Amo sentire quella dimensione di casa in cui ti senti protetto nel tuo nido, un nido in cui nessuno può entrare.

Continua a leggere sul Radiocorriere Tv N.38 a pag.16

In punta di piedi con il sorriso

Posted on

MONICA SETTA

La giornalista conduce “Uno Mattina in famiglia”, il sabato e la domenica su Rai 1, e dal 4 ottobre sarà anche su Rai 2 con “Generazione Z”. E’ inoltre al timone di altri programmi su Isoradio e Rai Italia. “Mi sono tolta tante soddisfazioni – dice – restando innamorata del giornalismo come il primo giorno”

Cosa si aspetta da questa stagione di “Uno Mattina in Famiglia”?

Mi aspetto un’altra stagione di grandi successi. Un programma che è diventato un po’ la mia casa, ma anche la casa di tutti noi, molto bello, dove c’è un grande spirito di gruppo voluto da Michele Guardì, ma soprattutto c’è tanta attenzione all’informazione e anche all’intrattenimento. Entrare nelle case degli italiani nel week end presto di mattina, in punta di piedi e con il sorriso, è molto bello. Il pubblico ci segue con amore e con dedizione.

“Uno Mattina in famiglia” nasce nel 1989 e ha resistito a tutto, è tradizione ma anche contemporaneità. Cos’altro?

Secondo me è lo spirito del suo creatore. Michele Guardì continua a gestire questi cambiamenti nel tempo mantenendo solido l’impianto originario, che è quello dell’informazione sicuramente rigorosa ma mai allarmistica. Penso a quanto abbiamo fatto al tempo del Covid, quando eravamo soli in questo grande studio. Informavamo in maniera puntuale senza enfatizzare. La grande fortuna sta proprio nella misura e nell’equilibrio.

L’economia spiegata alle famiglie è uno dei temi a lei molto caro.

Certo, e avrò anche quest’anno una rubrica, la domenica mattina, legata proprio al far quadrare i conti. Argomento che poi è diventato un libro per Rai Libri e una serie di podcast su Rai Play Sound. Quindi la mia attitudine al giornalismo economico, che poi è il mestiere che ho fatto per tutta la vita, si declina molto bene anche in un programma di così grande ascolto e dedicato alle famiglie.

Parlare di economia, ma farlo utilizzando termini comprensibili e trasmettendo al pubblico empatia. E’ questo il suo segreto? 

Spero che così arrivi il messaggio giusto. Ritengo che il mio stile di conduzione sia semplice, ma molto accuditivo e accogliente. Penso sempre di essere a casa, come se arrivassero ospiti da mettere a proprio agio. Questo è il mio stile: rigore, puntualità, accoglienza. Sono felice di poter abbracciare, anche se idealmente, una platea estremamente vasta.

Una stagione ricca di impegni televisivi e in radio. E’ pronta?

Prontissima. Sono partita il 5 settembre con la nuova edizione de “Il Sorpasso”, un appuntamento importante perché chiude il palinsesto di Isoradio, l’unico approfondimento di prime time che commenta i fatti del giorno. In partenza c’è anche “Generazione Z”, che mi sta molto a cuore, il 4 ottobre su Rai2. Un altro programma sul quale sono molto concentrata è “Confronti” su Rai Italia, dove si parla di politica.

Dietro questi programmi c’è tantissimo lavoro, rigore, ma quanto cuore?

Tantissimo cuore e altrettanta passione. Quando ho deciso di fare la giornalista avevo 14 anni. Ho vissuto una lunga gavetta quando ero al Liceo Classico e già scrivevo sui giornali locali. All’Università ho iniziato a scrivere per l’Avvenire e poi, quando mi sono laureata, sono diventata professionista. Una carriera lampo. A 24 anni ero professionista, laureata e lavoravo per un giornale importante come Il Giorno di Milano. Ho sempre lavorato in grandi giornali, non ho mai abbandonato il mio lavoro sulla carta stampata, anche se quest’anno festeggio vent’anni di televisione e ho fatto tanta radio. Mi sono tolta tante soddisfazioni restando innamorata del giornalismo come il primo giorno.

Ha vissuto un’estate social molto intensa. Quanto i social rappresentano per lei un legame continuo con i telespettatori e i radioascoltatori?

Moltissimo. Non uso i social per parlare di economia o dei temi del giorno. Racconto invece quello che è il mio modo di vivere e i momenti di relax, dicendo sempre la verità. Un modo per stare sempre collegata alle persone.

Continua a leggere sul Radiocorriere Tv N.38 a pag.20

Che musica ragazzi!

Posted on

ARENA SUZUKI ’60 ’70 ‘80’ e ‘90

La prima serata della grande festa condotta da Amadeus a Verona è andata in scena in un anfiteatro gremito da oltre 10 mila persone. Entusiasmo alle stelle per gli artisti e per le hit che ci accompagnano da sempre. Ad applaudire e ballare di fronte alla Tv una platea di oltre 3 milioni di spettatori (share del 21,8%) . Seconda e terza puntata il 24 settembre e il 1° ottobre L

La musica che amiamo, quella che a distanza di anni continua a farci battere forte, fortissimo il cuore. Il primo appuntamento della seconda edizione di “Arena Suzuki ‘60 ’70 ‘80’ e ‘90” ha riempito l’anfiteatro scaligero di migliaia di giovani di ogni età, che hanno applaudito Gloria Gaynor e Paul Young, i Ricchi e Poveri e Ornella Vanoni, e ancora gli Eiffel 65, Gianluca Grignani, La Bouche e i Neri per caso, solo per citarne alcuni. Perché la musica in scena all’Arena di Verona non ha tradito le attese, richiamando a sé ricordi e magiche emozioni. L’applauso di oltre 10 mila persone ha accolto gli artisti sul palco, a seguire la serata in Tv 3 milioni  e 93 mila spettatori (share del 21,8%). Alla consolle, Amadeus, che ha mantenuto fede alla promessa più importante, portando nelle case degli italiani una serata di grande divertimento. “Ho voluto un programma che richiamasse il mondo dei Festivalbar che ho condotto negli anni Novanta: quel clima, la festa, gente che canta e che balla, le arene, piuttosto che le piazze, gremite di ragazzi. Volevo questo” ha dichiarato al RadiocorriereTv il conduttore, che della musica ha fatto il filo conduttore della propria vita professionale. “Gli artisti che si esibiscono non vengono vissuti come vecchie glorie, tutti coloro che entrano all’Arena di Verona e salgono su quel palco portano le loro canzoni fantastiche, grandi successi che appartengono non solo alla musica degli anni ‘60, ‘70, ‘80 e… ‘90, ma alla musica di oggi. Sono il presente, non il passato”. Un presente che continuerà a farci cantare e ballare per altre due prime serate. E così sabato 24 settembre applaudiremo Holly Johson e Frankie Goes To Hollywood con “Relax”, gli Aqua con “Barbie Girl”, The Trammps con “Disco Inferno”, Haddaway con “What is love” e Umberto Tozzi con “Stella stai”. Artisti e brani indimenticabili, capaci di conquistare anche i millennials e popolarissimi in rete. Sul palco dell’Arena vedremo i Katrina con “Walking on sunshine”, i Fools Garden con “Lemon tree”, Nik Kershaw con “The riddle”, Fabio Concato con “Domenica bestiale”, Amii Stewart con “Knock on wood”, e ancora i Rockets con “Galactica”, Doublee Dee con “Found love”, Dik Dik con “L’isola di Wight”, Double You con “Please don’t go” e Raf con “Sei la più bella del mondo”. Nella serata conclusiva della manifestazione Amadeus accoglierà sul palco altri quindici artisti per rappresentare quattro decadi straordinarie della musica italiana e internazionale. E così ascolteremo Max Pezzali (“Sei un mito”), Bonnie Tyler (“Total eclipse of the heart”), le Sister Sledge (“We are family”), gli Snap (“Rhythm is a dancer”), Rita Pavone (“Il ballo del mattone”), Patrick Hernandez (“Born to be alive”), Corona (“The rhythm of the night”), Patty Pravo (“E dimmi che non vuoi morire”). E ancora Crystal Waters (“Gipsy woman”), P. Lion (“Happy children”), Michele Zarrillo (“Cinque giorni”) i Cugini di Campagna (“Anima mia”), Neja (“Restless”), i Matia Bazar (“Vacanze romane”) i Los Locos (Macarena), Limahl (“Never ending story”). La grande musica e i suoi protagonisti sono pronti a tornare su Rai 1 sabato 24 settembre e sabato 1° ottobre.

Continua a leggere sul Radiocorriere Tv N.37 a pag.6

La radio siamo noi

Posted on

OFFERTA 2022-2023

Contenuti innovativi di qualità, nuovi studi, una vera e propria rivoluzione tecnologica in atto, un nuovo canale rivolto ai giovani: Rai Radio guarda al futuro. Tra conferme e novità presentata la programmazione della nuova stagione. La presidente Rai Marinella Soldi: «È un palinsesto straordinario anche in vista del centenario che la Radio sta  per compiere, nel 2024, dopo i cento anni appena festeggiati dalla  Bbc». L’Ad Carlo Fuortes: «Il piano industriale prevede grandi investimenti in tecnologia, in impianti, nella rete Dab, e nell’evoluzione di RaiPlaySound»

La storica Sala A di via Asiago a Roma, fiore all’occhiello tecnologico della Rai, ha ospitato la presentazione dei palinsesti 2022-2023 di Rai Radio. Un’offerta editoriale che vede oggi impegnati i canali generalisti Rai Radio 1, Rai Radio 2, Rai Radio 3, Rai Isoradio affiancati da una ricchissima offerta verticale: Gr Parlamento, Radio1 Sport, Radio3 Classica, Radio Kids, Radio Techeté, Radio Tutta Italiana. Inoltre, Rai Radio Live e Rai Radio Indie, che a breve lasceranno il posto a un nuovissimo canale a target giovani, a cui sarà dedicato uno dei nuovi studi in preparazione. “A 100 anni dalla nascita, oggi la radio è potentemente sfidata dal digitale, una sfida epocale che spazia dai podcast ai cruscotti delle macchine e, ovviamente, dagli smart-speaker e dagli esperimenti di ascolto immersivo – ha affermato la presidente della Rai, Marinella Soldi – una sfida che passa anche dalla capacità di creare empatia con i cittadini. Rai Radio lo sa bene e il percorso di questi anni mostra sia l’attenzione alla tecnologia e all’innovazione sia la capacità di costruire con i cittadini una relazione di grande qualità”. Per l’amministratore delegato Carlo Fuortes “l’attenzione che il vertice della Rai, il cda e l’azienda, danno alla Radio, dimostra che per noi non è la sorella povera della Tv: investiamo nuove risorse in tecnologia, negli studi e negli impianti. Pensiamo di valorizzare uno strumento così antico e al tempo stesso così moderno come la Radio che ha anticipato la riorganizzazione per generi operata dalle reti tv. Puntiamo sul completamento e sul rafforzamento del processo di digitalizzazione, un cammino già intrapreso e su cui proseguire, e sui progetti di attrazione del pubblico più giovanile, più attratto dai podcast che dalla radio lineare”. Obiettivo di Rai Radio? Continuare a crescere in numeri e qualità, con un’offerta ampia e capillare. Sempre più centrale nel rapporto con gli ascoltatori, la piattaforma RaiPlaySound. “Rai Radio – spiega il direttore Roberto Sergio – spingerà ancora di più sul Dab, grazie a un importante piano di investimenti aziendale. Allo stesso modo, rafforzerà la comunicazione relativa all’ascolto in Ip, con l’obiettivo di rendere l’ecosistema digitale il più pervasivo e qualitativo possibile”. Una radio sempre più protagonista nel mondo visual, che vivrà sui social con un numero sempre maggiore di finestre video. “Stiamo per inaugurare due nuovi studi per Radio 1 – prosegue Sergio – realizzati in ottica audio video, come ormai da standard Rai Radio. Ma non è tutto: per la nuova radio che nascerà a breve dedicata ai giovani, stiamo realizzando una sorta di ‘meta studio’, un ambiente polivalente, totalmente personalizzabile, con facilità di interazione fra conduttore e ascoltatori e tecniche produttive leggere. Una vera novità nel mondo della radio italiana”.

Continua a leggere sul Radiocorriere Tv N.37 a pag.12

Venticinque anni…in Famiglia!

Posted on

TIBERIO TIMPERI

Dal 17 settembre su Rai 1 è ripartito il programma, in onda il sabato e la domenica, condotto con Monica Setta e Ingrid Muccitelli

ROMA 27 NOVEMBRE 2021 PUNTATA DI “UNO MATTINA IN FAMIGLIA” IN ONDA SU RAIUNO IL SABATO E LA DOMENICA DALLE ORE 08.30. NELLA FOTO INGRID MUCCITELLI – TIBERIO TIMPERI – MONICA SETTA

Come ci si sente alla venticinquesima edizione?

Ma basta! Siamo stanchi! E’ proprio vero che in Rai non cambia nulla! (ride)

Con quali novità siete tornati con “Uno Mattina in Famiglia”?

Novità non ce ne sono, nel senso che è una trasmissione di successo, perché cambiarla? Ogni minimo cambiamento significherebbe attentare ad una chimica, ad un’alchimia, ad una magia che ogni anno riesce.

La formula è quella consolidatasi negli anni e premiata da ascolti record e da riconoscimenti. Cosa ti aspetti da questa stagione?

Mi aspetto che sia una edizione serena, calma e tranquilla, all’insegna del buon umore e dell’ironia.

La partenza del programma è coincisa con la settimana dell’apertura delle scuole. Tanto spazio ai ragazzi, ma anche a tutti quei temi vicini alle famiglie…

Coincide soprattutto con le elezioni e quindi bisogna stare attenti. Se inarco il sopracciglio sinistro poi devo inarcare il sopracciglio destro e viceversa, per cui sarà un problema. Cammineremo sulle uova e non sode.

Cosa ti chiedono le persone che ti fermano per strada?

Mi chiedono di non martirizzare il Colonnello quando fa gli esperimenti e qualcuno passa pure agli insulti sui social. Però io e il Colonnello siamo d’accordo, anche lui è stato contaminato da quella lucetta rossa che è la telecamera e lo dico con affetto, sia chiaro.

Attivissimo sui social. Li ami? E come sono davvero le tue colazioni?

Li sopporto. Sono una tappa obbligata per chi fa un lavoro come il mio e in teoria potrebbero rappresentare anche la mia pensione dato che qualcuno ci lucra sopra, ma non è il mio caso. Le mie colazioni sono come le vedete, e devo dire che è molto triste che si parli delle mie colazioni dato che sono un professionista che fa tanto altro, ma c’è gente che mi ferma per strada per questo. Ho un auditel mostruoso. Dovrò fare un format con quella faccia e con quella mimica. Nato per caso, corro a depositarlo.

In cucina sei un bravo cuoco. Preferisci piatti consolidati o ti piace improvvisare?

L’improvvisazione è legata a quello che contiene il frigorifero.

A “Uno Mattina in Famiglia” ci riserverai qualche improvvisazione?

Abbastanza, se posso la infilo ovunque. Quando leggi un testo puoi leggerlo in maniera afona o dargli un’espressione. In televisione non sono un lettore, non mi piacciono quelli che leggono il gobbo e i punti, le virgole, i respiri. Io sono uno spontaneo, verace. Oramai ci sono conduttori che fanno i lettori e non è la mia filosofia di televisione.

Un invito ai lettori del RadiocorriereTv?

Sintonizzatevi e, come sempre, chi arriva prima aspetta.

Continua a leggere sul Radiocorriere Tv N.37 a pag.32

Il racconto di una Diva

Posted on

SOPHIA LOREN

Nel

Nel documentario diretto da Marco Spagnoli il mito dell’attrice italiana amata in tutto il mondo.Il 20 settembre su Rai 1 la prima serata firmata da Rai Documentari

Bellezza, fascino, rigore, resilienza, senso della famiglia, lealtà, onore, disciplina costituiscono le dimensioni narrative di un racconto unico ed emozionante che ha al centro una grande diva che ha saputo essere, prima di tutto, una grande donna, insuperata, diventata un’icona italiana del cinema internazionale. Il documentario diretto da Marco Spagnoli, in onda su Rai 1 il 20 settembre in prima serata,  è un viaggio alla scoperta del mito di un’attrice unica e della sua vita, narrata da lei stessa in prima persona, attraverso materiali di repertorio, foto rarissime, filmati inediti, interviste radiofoniche e televisive italiane e internazionali, con il commento di sei attrici che con Sophia hanno un rapporto personale di stima e amicizia: Claudia Gerini, Matilde Gioli, Margareth Madè, Ludovica Nasti, Lina Sastri, Valeria Solarino. Candidato tre volte al David di Donatello e vincitore di un Nastro d’Argento, il docufilm è prodotto da Marco Durante, Presidente di LaPresse, con Rai Documentari e Luce Cinecittà. “Sono molto orgoglioso che l’avventura de LaPresse nel campo della produzione audiovisiva inizi raccontando la carriera della più grande diva del cinema italiano – afferma Durante –  sono contento che in questa avventura abbiamo potuto coniugare la grande tradizione professionale della nostra Azienda con l’entusiasmo e la passione del regista, degli sceneggiatori e di tutto il team, in collaborazione con le più importanti realtà dell’industria culturale audiovisiva italiana come Rai Documentari e Luce Cinecittà”. Per il direttore di Rai Documentari Fabrizio Zappi “partecipare alla realizzazione di questo riuscito omaggio alla nostra diva più grande è stato un privilegio, oltre che un’iniziativa esemplare sul piano editoriale, poiché sposa il ritratto di una donna italiana amata e stimata in tutto il mondo con la costruzione di un affresco della nostra società, che ripercorre tutta la seconda metà del secolo scorso”.

Continua a leggere sul Radiocorriere Tv N.37 a pag.28

A cena con Imma? Solo se cucina lei

Posted on

VANESSA SCALERAU

Un personaggio amato dalla grande platea Tv e una interprete straordinaria: «Questa serie mi piace, mi diverto tantissimo. Pur essendo un prodotto televisivo, è un luogo di libertà». Torna su Rai 1 martedì 27 settembre “Imma Tataranni – Sostituto Procuratore” con gli ultimi quattro episodi della seconda stagione. Dai romanzi di Mariolina Venezia (Einaudi), la regia è di Francesco Amato

Di Imma abbiamo già raccontato tanto, il pubblico la conosce bene, cos’altro scopriremo di lei nei nuovi episodi?

Un personaggio televisivo di fantasia cambia raramente, ma è costretto a fare i conti in ogni puntata con un evento differente per muovere la storia. Le loro vite sono meno piatte, è finzione. Nelle nuove puntate accadranno tante cose, ma non posso spoilerare… (sorride). 

Alla base del successo di un personaggio e dell’interprete c’è sempre una squadra…  

Ho a fianco attori straordinari che mi passano la palla, non faccio punto io, lo facciamo tutti insieme. La bellezza, la riuscita di Imma è anche questo. Non c’è solo un attore bravo, lo siamo tutti, ci facciamo del bene a vicenda. È diverso recitare con attori straordinari come loro piuttosto che con attori che se la cavano a malapena. In quel caso ti deprimi. 

Imma nella narrazione ha tante spalle, dall’appuntato Calogiuri al marito Pietro, all’amica Diana, in che modo queste figure fanno risaltare le caratteristiche della protagonista?

Di spalle ne ho tantissime, tutti attori meravigliosi, con cui ho un rapporto e mi relaziono in maniera diversa. Io stessa, quando giro, non vedo l’ora di incontrare la suocera (Dora Romano), Diana (Barbara Ronchi), il procuratore capo Vitali (Carlo Buccirosso), mio marito Pietro (Massimiliano Gallo). Ciascuno di loro ha caratteristiche che mi fanno andare “via di matto” (sorride), non sopporto alcune cose della suocera, altre di Pietro stesso, ma è bello vedere Imma alle prese con i vari personaggi. Lei cambia con ognuno di loro.

Continua a leggere sul Radiocorriere Tv N.37 a pag.20

In connessione con tanta ironia

Posted on

SERENA BORTONE

Un porto sicuro dove i telespettatori, da tre stagioni, scelgono sempre più numerosi di approdare. Le interviste, la musica, il racconto, dal lunedì al venerdì, alle 14 in punto su Rai 1. «Gli ospiti? Sono tutti ideali purché siano sinceri» afferma la conduttrice, che di sé confida: «Nella vita sono come mi vedete in Tv, cerco di ascoltare, se possibile di sdrammatizzare, di ridere e quando serve, perché qualcosa non va, anche di arrabbiarmi»

Serena Bortone,2021

“Oggi è un altro giorno” è una scommessa vinta, della Rai e anche tua. Due anni fa immaginavi che il pubblico avrebbe risposto con tanto calore?

Immagini di proporre qualcosa che possa piacere. Immagini soprattutto di fare, con senso dell’onore, con attenzione, con equilibrio, con calore, un programma che entri nella testa e nel cuore delle persone, offrendo spaccati di cultura popolare, di informazione, di intrattenimento, che possano fare sentire il pubblico meno solo, che possano dare un impianto valoriale di inclusione, di obiettività, di autenticità.

Il tuo è anche un racconto degli italiani e del Paese, dal tuo osservatorio che Italia vedi?

Il fatto che il pubblico si sia affezionato al nostro programma testimonia che c’è un’Italia che vuole essere compresa, che vuole farcela, che ha voglia di buon umore e anche di informazione, ma soprattutto che ha voglia di entrare in relazione con gli altri. L’Italia è un grande Paese ricco di cultura, di storia, che ama avere a che fare con la propria cultura e con la propria storia. Che ama rispecchiarsi nel proprio passato e scommettere sul proprio futuro.

Le interviste sono colonne portanti del programma, esiste un ospite ideale?

Gli ospiti sono tutti ideali purché siano sinceri, cosa fondamentale anche per le persone con cui abbiamo a che fare nella vita di tutti i giorni. Nel momento in cui gli ospiti si mettono a disposizione del programma, dello spettatore, essendo io il tramite tra chi è a casa e chi ho di fronte, in modo autentico e sincero, allora sono ideali. L’ospite ideale è una persona capace di consegnare un pezzo della propria umanità a donne e uomini che vogliono entrare in connessione con lui.

Cosa fai quando capisci che un ospite non ti sta dicendo la verità o te la sta dicendo solo in parte?

Le persone che vengono non sono costrette a dirci tutto, c’è una sfera di intimità sulla quale sono rigorosa e rispettosa. Cerco di capire se la persona che ho di fronte abbia voglia di liberarsi di qualcosa, di comunicarlo. Cerco di essere un po’ maieutica, di aiutare le persone a tirar fuori loro stesse. Un po’ come una terapia di gruppo (sorride). Lo dico scherzando, ovviamente, non ho le pretese di fare la psicanalista.

C’è qualcosa che a un tuo ospite non chiederesti mai?

Non esistono domande che non farei, ovviamente al di là della tutela del pudore. Ci sono solo domande ineleganti.

Hai ospitato grandi nomi dello spettacolo, del cinema, della televisione, della cosiddetta società civile, ce n’è uno che ti ha lasciato un ricordo particolare?

Le puntate sono un po’ come i figli, sono tanti piccoli parti. Ognuna di loro ti lascia qualcosa, ogni ospite, dal più al meno famoso, è riuscito a consegnarmi uno spicchio di sé.

Continua a leggere sul Radiocorriere Tv N.37 a pag.8

Il Paradiso delle Signore

Posted on

SERIE TV

Un successo in televisione e sulla piattaforma RaiPlay, in Italia e nel mondo. La quinta stagione ha preso il via su Rai 1, tutti i giorni alle 15.35 insieme a personaggi entrati nel cuore dei telespettatori, da Adelaide di Sant’Erasmo a Vittorio Conti, da Umberto Guarnieri a Roberto Landi a Ezio Colombo e molti altri ancora

“Il Paradiso delle Signore” è tornato a farci sognare con tante nuove storie romantiche e avventure emozionanti. Metà degli anni Sessanta, i cambiamenti culturali sono forti, nuove tendenze si vanno affermando e al timone del grande magazzino c’è sempre Vittorio Conti, che questa volta deve dividere il comando con Adelaide di Sant’Erasmo. Dopo avere ottenuto le quote di Umberto Guarnieri con l’inganno, la contessa è entrata, infatti, a pieno titolo nella gestione del Paradiso. Il suo unico obiettivo è, naturalmente, la vendetta: vuole boicottare il lavoro di Flora Gentile, la talentuosa stilista che le ha portato via Umberto, e farla licenziare. L’avvincente serie coprodotta da Rai Fiction, Rai Com e Autora Tv è tornata a fare battere il cuore dei telespettatori con la quinta stagione daily. Personaggi amatissimi e altri al debutto nelle nuove puntate, un cast di attori che ha conquistato l’affetto del pubblico. Abbiamo chiesto ad alcuni dei protagonisti della serie di raccontarci il loro rapporto con “Il Paradiso delle Signore”.

Continua a leggere sul Radiocorriere Tv N.37 a pag.24

Il viaggio continua

Posted on

GEO

Lunedì 12 settembre alle 16.00, torna nel pomeriggio di Rai 3 il programma sulla natura, l’ambiente e le culture del mondo prodotto da Rai Cultura e condotto da Sveva Sagramola ed Emanuele Biggi

Con i suoi grandi documentari e gli esperti in studio, ogni giorno in diretta dal lunedì al venerdì, “Geo” racconta la Terra, le persone, le meraviglie e le fragilità del nostro pianeta. In questa nuova edizione particolare spazio è dedicato ai grandi squilibri ambientali che compromettono la salute e la sopravvivenza delle specie: deforestazione, inquinamento, innalzamento del riscaldamento globale e l’intensificarsi dei fenomeni meteorologici più estremi. A parlarne saranno gli scienziati e chi, come giovani, interpreta in prima persona nuovi e più ecologici stili di vita, chiedendo alle istituzioni di incrementare e agevolare scelte diverse e sostenibili in grado di invertire la rotta. In questo difficile tempo di guerre, emergenza energetica, carestie e instabilità climatica, “Geo” cerca di dare risposte ai grandi interrogativi sul futuro della ricerca e sulle nuove tecnologie e l’automazione individuando le vie per un progresso sostenibile e per la salute globale. “Geo”prosegue il suo storico viaggio nel territorio italiano, alla scoperta delle millenarie tradizioni che rivelano lo stretto legame di ogni luogo con i suoi abitanti, i mestieri e i prodotti della terra. Il programma prova, come sempre, ad essere una guida per una nutrizione sana ed economica, nel tentativo di aiutare il telespettatore a capire come individuare la qualità nei cibi che si acquistano. Da lunedì 12 settembre alle 16.00 su Rai 3.

Continua a leggere sul Radiocorriere Tv N.36 a pag.22