Equilibrio fra innovazione e continuità, cogliendo in pieno l’essenza del Servizio Pubblico: informare, intrattenere, educare. A settembre al via il grande Intrattenimento Rai del Day Time
Rinnovarsi senza mai dimenticare la propria missione: accogliere
gusti, speranze, abitudini, vocazioni e idee del pubblico. È la grande sfida
della televisione generalista accolta in pieno dall’Intrattenimento Day Time,
che tiene compagnia agli italiani, ogni giorno dalle 14, con una programmazione
in equilibrio fra innovazione e continuità, cogliendo in pieno l’essenza del
Servizio Pubblico: informare, intrattenere, educare.
Il racconto, di qualità, dell’Italia e degli italiani
provando a offrire, attraverso linguaggi diversi e una narrazione in grado di
parlare a chiunque per far sentire tutti parte di una comunità: il magazine,
l’infotainment, l’enorme contenitore dei programmi di territorio, i game show,
il cooking o il “dating”, programmi più votati all’intrattenimento, alla
cronaca, all’inchiesta e al viaggio.
La televisione è anche, e in certi casi soprattutto, l’insieme
dei volti che incarnano le sue promesse, conduttrici e conduttori, noti ed
emergenti, che garantiscono la credibilità dell’offerta.
Da ormai qualche anno Federico Quaranta attraversa ogni angolo del Paese. In tutti i luoghi, anche nel più recondito o nascosto, è alla ricerca di una storia da raccontare. Ora le ha raccolte ne “I diari del Provinciale”, non solo semplici racconti di territorio, bensì testimonianze che costituiscono l’anima italiana più profonda. Dal 28 agosto in libreria e negli store digitali
La provincia, la sua cultura e la sua gente,
un viaggio nelle terre che custodiscono l’Italia più profonda. Con “I diari del
Provinciale” Federico Quaranta affida alla carta le testimonianze e le emozioni
più forti dei suoi lunghi cammini televisivi. I racconti e le parole di
scrittori e intellettuali si intrecciano tra le pagine con quelli di contadini e pescatori, di uomini e
donne che fanno del legame con il territorio il fondamento della propria
esistenza. Così l’autore è nel Mugello, alle porte di Firenze, per raccontare
la figura rivoluzionaria di don Lorenzo Milani, nel Delta del Po tra Emilia e
Veneto, per comprendere il sentimento che lega la gente alle terre e alle acque
del Polesine, in Basilicata, sulle tracce della civiltà contadina narrata da
Carlo Levi in “Cristo si è fermato a Eboli”, in Sicilia, per riscoprire la
figura di Rosa Balistreri, cantautrice coraggiosa che ha cantato le
contraddizioni della sua terra. Tante storie, tanti tasselli di un’identità
sfaccettata, affascinante e sempre sorprendente.
“I diari del Provinciale” di Federico Quaranta, edito daRai Libri, è in vendita nelle librerie
e negli store digitali dal 28 agosto.
Rai Yoyo festeggia gli 80 anni del capolavoro di Antoine de
Saint Exupéry con la nuova serie animata in onda tutti i giorni alle 10.10 e disponibile anche su Rai Play
Un riferimento culturale universale di sorprendente
modernità. Il Piccolo Principe non somiglia a nessun altro. Insieme racconto
poetico, filosofico e iniziatico, l’opera è un genere “a parte”.
Responsabilità, legami d’amore e di amicizia, rispetto di ciascuno nella sua
differenza e nella sua singolarità, bisogno di scoprire e di comprendere,
necessità di dare un senso alle nostre azioni, ricerca dell’essenziale al di là
delle apparenze, protezione dell’ambiente… il capolavoro di Antoine de
Saint-Exupéry, fra le opere letterarie più celebri del XX secolo, racconta
tutto questo e molto di più. Affronta temi universali: il rapporto dell’uomo
con il tempo, la felicità e le prove della vita, la trasmissione di valori tra
il mondo dell’infanzia e quello degli adulti, l’opposizione fra il visibile e
l’invisibile, la bellezza, il viaggio interiore e il viaggio attraverso il
mondo, il mistero della vita e della morte. Su Rai Yoyo e RaiPlay ha debuttato
“Il Piccolo Principe e i suoi amici”, la nuova serie animata in onda tutti i
giorni alle 10.10, con cui Rai Yoyo festeggia gli 80 anni del capolavoro di
Antoine de Saint Exupéry. Questa nuova serie vede il Piccolo Principe iniziare
un favoloso viaggio tra le stelle con la sua ciurma, la Volpe e la Rosa, e con
due nuovi amici: Carlotta ed Elia, due bambini del nostro mondo. Tutti insieme partono a bordo della più brillante
e inaspettata delle astronavi, l’asteroide B612 trasformato in Asteroship!
Scoprono così l’universo e i suoi abitanti tra mille avventure. Ogni pianeta è
occasione di fare nuove amicizie e incontrare nuove culture. Dal cortile della
scuola ai confini della galassia, Elia e Carlotta impareranno a risolvere i
problemi della loro vita quotidiana, affrontando una situazione parallela
nell’universo del Piccolo Principe. Del resto, come ci ricorda il romanzo, “le
stelle sono illuminate, perché ognuno possa un giorno trovare la sua”. Raccontando
una storia semplice in un linguaggio altrettanto semplice che associa testo e
disegni – i famosi acquerelli dipinti dallo stesso autore – “Il Piccolo
Principe” tocca il cuore del pubblico di tutto il mondo, al di là delle
nazionalità, culture, religioni, generazioni, come testimonia l’enorme successo
di vendite. Adulti o bambini, tutti possono identificarsi con questo “petit
bonhomme” dai capelli “color del grano”, venuto da un altro pianeta. Come non
amare questo essere ad un tempo lunare e solare, candido e saggio, curioso e
sensibile, grave e ridente, vulnerabile e immortale, ambasciatore dei nostri
sogni e delle nostre domande? Ai bambini di oggi, che saranno gli adulti di
domani, Il Piccolo Principe porta un messaggio di incredibile attualità.
Visionario, Saint-Exupéry affronta infatti delle domande che si congiungono con
le preoccupazioni della nostra epoca come il rapporto con il tempo. In un mondo
accelerato, dove impera la velocità, il cambiamento incessante, lo “zapping”,
la percezione immediata e spesso superficiale degli esseri e delle cose, Il
Piccolo Principe ci invita a prenderci il nostro tempo. Il tempo di andare
all’incontro con l’altro, di “addomesticarlo”. Il tempo di attendere, di
comprendere, di interrogare i segreti e i misteri della vita. Ma anche di prendersi
cura di ciò che si è “addomesticato”, di occuparsi di “altre cose che di se
stessi”: nel Piccolo Principe questo
tema si presenta sotto differenti varianti (impegno, responsabilità, rispetto,
protezione, fedeltà). Senza questa contropartita saremmo condannati alla
solitudine, privati dell’esperienza dell’amore e dell’amicizia. Il Piccolo
Principe quindi come antidoto all’individualismo, all’egocentrismo, ad una
certa concezione utilitaristica delle relazioni umane. Ne “Il Piccolo Principe”
poi, il rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente procedono di pari
passo. “Quando si ha finito di lavarsi al mattino, bisogna fare con cura
la pulizia del pianeta”, afferma Il Piccolo Principe. L’aviatore Saint-Exupéry
da parte sua, dopo l’evocazione della minaccia dei baobab, si sente “animato da
un sentimento di urgenza”. Una visione premonitrice dei pericoli che minacciano
il pianeta Terra e della necessità di prendersene cura. A prima vista Saint-Exupéry
fa confrontare due mondi: da una parte, un universo freddo, contabile,
operazionale, serio, fossilizzato, quello “dei grandi”; dall’altro, un mondo
immaginativo, sensibile, poetico, generoso, evolutivo, quello dei bambini. Ma,
al di là di questa opposizione, l’aviatore-autore, situato come interfaccia,
getta dei ponti fra questi due universi, ciascuno di loro andrà ad apprendere
dall’altro. In un’epoca in cui la frattura culturale tra le generazioni tende
ad accrescersi e dove i riferimenti comuni sono meno numerosi, questo invito
alla riconciliazione e all’attenzione reciproca prende pienamente senso. Questi
temi, ovviamente, ispirano anche le nuove avventure del Piccolo Principe. “Il
Piccolo Principe” è stato tradotto in 220 lingue e dialetti, 134 milioni le
copie del libro vendute in tutto il mondo dal 1943, anno della prima
pubblicazione negli Stati Uniti, 400 mila i visitatori annuali del Museo Petit
Prince a Hakone, in Giappone, e 400 mila quelli che in soli due mesi hanno
visitato la mostra Petit Prince in Brasile inaugurata a fine 2009.
La storia della squadra di basket Juvecaserta, la prima e unica ad aver portato uno scudetto nel Sud. Il 21, 24 e 25 agosto, alle 22 circa su Rai 2
La bella favola della Juvecaserta, la prima squadra di basket del sud
Italia che, battendo la superfavorita Olimpia Milano, ha vinto lo scudetto di
basket nella stagione 1990-91. E’ la storia raccontata nella docuserie
“Scugnizzi per sempre” in onda in tre serate, il 21, 24 e 25 agosto, alle 22
circa su Rai 2. La serie ha un valore sportivo, ma anche umano e sociale e di
fatto viene proposta anche per fare da traino alla Nazionale italiana che,
proprio dal 25 agosto, disputerà i mondiali di pallacanestro.
Nata da un’idea del produttore Attilio De Razza e del regista-autore Gianni
Costantino, prodotta da Tramp Ltd in collaborazione con Rai Documentari,
“Scugnizzi per sempre” ripercorre le varie tappe sportive e umane della squadra
di ragazzi guidata da Nando Gentile ed Enzo Esposito, due tra i migliori
giocatori di quegli anni. La loro storia è la storia dell’intera comunità
casertana, identificata in quella squadra, simbolo del riscatto del Sud contro
il Nord, che resta ancora oggi l’unica ad aver portato uno scudetto in
Meridione. Sentimenti autentici, forti, contrastanti e sicuramente indimenticabili
nonostante sia trascorso molto tempo da quell’impresa “epica”.
Il racconto si snoda mischiando la fiction ad immagini di repertorio,
interviste agli “scugnizzi” di allora e ad esponenti del mondo che ruotava
intorno alla Juvecaserta, agli avversari affrontati sul parquet, tra cui i
giganti dell’Olimpia Milano, ai giornalisti e telecronisti che negli anni Ottanta-Novanta
narrarono le vicende del basket italiano e casertano. Tra gli altri
intervistati, Dan Peterson, Antonello Riva, Dino Meneghin, Roberto Brunamonti e
il brasiliano Oscar.
Quattro film italiani e
uno internazionale nel Concorso principale e tante altre opere nelle varie
sezioni per una presenza massiccia che testimonia la grande qualità della produzione
del Servizio pubblico. Ad aprire la rassegna mercoledì 30 agosto “Il
Comandante” di Edoardo De Angelis
Rai Cinema partecipa all’80ª
Mostra del Cinema di Venezia con quattro film italiani nel Concorso principale,
tra i quali il film di apertura. E con una grande varietà di opere che ha
contribuito a produrre tra film, film documentari, e cortometraggi, alcune
delle quali saranno distribuite in sala da 01 Distribution. In totale più di 25
titoli, tra la Selezione ufficiale e la Settimana della Critica. I quattro film
italiani in Concorso sono: “Comandante” di Edoardo De Angelis, che inaugurerà
il Festival, “Finalmente L’alba” di Saverio Costanzo,” Lubo” di Giorgio Diritti
e “Io Capitano” di Matteo Garrone che usciranno tutti in sala con 01
Distribution. «Rai Cinema è presente per la prima volta nella sua storia con
quattro film italiani e uno internazionale nel Concorso principale e altri
quattro Fuori concorso – afferma Paolo Del Brocco, amministratore delegato di
Rai Cinema –. Si tratta della presenza più rilevante della nostra
partecipazione al Festival, una selezione che riconosce la grande qualità della
produzione del Servizio pubblico nella diversità delle proposte. Opere molto
attese, che mettono al centro storie forti di autori di grande personalità,
tutte di respiro internazionale e con le caratteristiche ideali per poter
arrivare al cuore del pubblico. Opere che rispecchiano, tutte, le molteplici
sfaccettature della creatività degli artisti e della diversificazione delle
proposte dei produttori con i quali lavoriamo. Per riflettere ancora sui temi
del dibattito attuale, sono convinto che la creatività e il lavoro dell’uomo
rappresentino due punti fondamentali nella tutela della qualità e del suo
specifico culturale che oggi, più che mai, siamo tenuti a preservare e
rispettare. Tornando ai film in gara, abbiamo l’onore di accompagnare uno dei
maggiori rappresentanti del cinema americano, Michael Mann, che presenterà il
suo ultimo attesissimo film, “Ferrari”, con Adam Driver e Penélope Cruz. 01
Distribution distribuirà il film al cinema in Italia. È un grande piacere
inoltre poter presentare di nuovo alla Mostra di Venezia l’opera di un regista
visionario come Roman Polanski, “The Place”, anche questo tra i titoli di
prossima uscita con 01 Distribution. Con questo film, che sarà presentato Fuori
concorso, abbiamo replicato la partnership produttiva con Roman Polanski ed
Èliseo entertainment, come già per il precedente “L’ufficiale e la spia”. Tra i
titoli da segnalare Fuori concorso, “L’ordine del tempo”, l’ultimo lavoro di
Liliana Cavani, la regista che ha condiviso una lunga e fortunata storia con la
Rai, e che quest’anno riceverà il Leone d’Oro alla carriera. E “The Penitent”,
di Luca Barbareschi, nell’adattamento cinematografico dal testo del drammaturgo
Premio Pulitzer David Mamet, interpretato dallo stesso regista e da Catherine
McCormack, Adam James e Adrian Lester».
Sempre nella Selezione ufficiale della Mostra,
Rai Cinema partecipa con quattro titoli nella sezione Orizzonti, tra cui
l’esordio alla regia di Micaela Ramazzotti, “Felicità”, di cui l’attrice è
anche interprete al fianco di Max Tortora, Anna Galiena, Matteo Olivetti e
Sergio Rubini. E infine, come Evento speciale il cortometraggio “A voce nuda”
di Mattia Lobosco con Ginevra Francesconi, Andrea Delogu e Mattia Belardi, nome
d’arte del rapper italiano Mr Rain. Il corto è vincitore del contest “La realtà
che non esiste”, progetto nato con l’intento di indagare le minacce, le
opportunità e i problemi sociali legati al mondo del digitale. Tema di
quest’anno il “Sextortion”, estorsione e ricatto a sfondo sessuale attraverso i
social network e la Rete.
In prima e in seconda serata o nel daytime, i documentari si confermano uno dei punti di forza della programmazione sui canali tradizionali e su RaiPlay. Tra i titoli più attesi “Lucio per amico. Mogol racconta Battisti” (Rai 1), “Broken dream. Luca Attanasio”, “Enzo Tortora. Ho voglia di immaginarmi altrove” (Rai 3) e “Via Poma. Un mistero italiano” (Rai 2)
Anche con la stagione 2022-2023 Rai
Documentari si conferma protagonista della prima serata su tutte e tre le reti
generaliste con un’offerta che si declina attraverso diversi generi di
racconto. A Rai 1è destinato un progetto che ricorda Lucio Battisti
attraverso la preziosa testimonianza dell’amico Mogol, e un documentario
dedicato a Claudio Cecchetto, a cui si deve la scoperta di molti dei principali
talenti televisivi e musicali del panorama contemporaneo. Su Rai 2ritorna
il genere crime,con una serie di titoli che racconta casi di omicidio
rimasti scolpiti nell’immaginario collettivo, come il delitto di via Poma, a
oggi senza colpevoli. La prima serata di Rai 3metterà a fuoco la storia
recente del nostro Paese e la vita di alcuni personaggi della cultura e dello
spettacolo italiani. Grande l’attesa per il racconto biografico dedicato a Enzo
Tortora, che sarà l’occasione di ricordare un grande protagonista della
televisione e dello spettacolo e di riflettere sulla drammatica vicenda
giudiziaria che sconvolse ingiustamente la sua vita. Ripercorreremo quindi il percorso artistico e
umano di Giorgio Gaber, uno dei maggiori artisti italiani, capace di raccontare
con intelligenza e ironia la società, mettendo in luce le contraddizioni
dell’uomo contemporaneo. Un documentario ricorderà infine Luca Attanasio,
l’ambasciatore italiano in Congo ucciso in un attacco armato insieme ai carabinieri
Vittorio Iacovacci e all’autista Mustapha Milambo. L’offerta del prime time sarà
affiancata da numerosi documentari rivolti al pubblico della seconda serata e
del day time, dove troveranno spazio formati più brevi con biografie di
personaggi contemporanei che hanno raggiunto l’eccellenza nel loro campo, e
documentari di carattere sociale e istituzionale che arricchiranno l’offerta
nello spirito di servizio pubblico che la Rai svolge per il Paese.
Su Rai 3, i giovedì alle 21.20, tre tra i titoli operistici più amati: “Il Barbiere di Siviglia” (10 agosto), “Tosca” (17 agosto) e “Carmen” (24 agosto). Gli spettacoli sono tutti introdotti da Luca Zingaretti
“Il barbiere di Siviglia”, “Tosca” e “Carmen”:
tre tra i titoli operistici più amati dal pubblico per tre prime serate che Rai
Cultura propone su Rai 3 nel mese di agosto, tutte dall’Arena di Verona, che
quest’anno festeggia la centesima edizione del suo festival estivo. Gli
spettacoli sono tutti introdotti da Luca Zingaretti.
Dopo il successo di ascolti dell’“Aida” che
ha inaugurato il cartellone areniano in diretta su Rai1, con quasi un milione e
800mila spettatori, giovedì 10 agosto su Rai3 alle 21.20 è la
volta del“Barbiere di Siviglia” di Rossini, ambientato dal regista
Hugo De Ana – che firma anche scene e costumi – in un giardino da favola
rococò. Lo spettacolo, nato nel 2006, è stato registrato lo scorso giugno ed è
proposto in prima TV. Un labirinto mobile di siepi e grandi rose rosse di
diverse fogge e dimensioni incornicia le frizzanti gag rossiniane. Nel ruolo di
Figaro è impegnato Dalibor Jenis. Accanto a lui Vasilisa Berzhanskaya nei
panni di Rosina, Antonino Siragusa come Conte d’Almaviva, Carlo
Lepore e Michele Pertusi rispettivamente come Don Bartolo e Don Basilio. Sul
podio di Orchestra e Coro della Fondazione Arena, è impegnato il
giovane direttore d’orchestra Alessandro Bonato.
Giovedì 17 agosto, sempre alle 21.20 e sempre
su Rai3, è
la volta della “Tosca” di Puccini, proposta anch’essa in prima TV in
un allestimento di Hugo De Ana – regista, scenografo, costumista e light
designer – nato nel 2006 e registrato lo scorso luglio. Ai sontuosi costumi d’epoca, si affiancano
classici arredi e imponenti scenografie che aderiscono allo spirito
dell’opera: la scena unica si adatta con agevoli cambi a vista ai tre ambienti
del libretto, diversi set di un thriller ambientato nella Roma papalina del
1800, contesa dai rivoluzionari bonapartisti, controllata dal regime di polizia
dello spietato Barone Scarpia e guardata con distacco dalla colossale statua
dell’arcangelo Michele.
Protagonisti nei panni di
Floria Tosca e Mario Cavaradossi Aleksandra Kurzak e Roberto Alagna, compagni
d’arte e di vita. Accanto a loro il baritono Luca Salsi, che ha fatto del
Barone Scarpia uno dei suoi personaggi d’elezione. Orchestra e Coro
della Fondazione Arena sono diretti da Francesco Ivan Ciampa.
L’ultimo appuntamento, giovedì 24
agosto alle 21.20 sempre su Rai3, è con la “Carmen” di
Bizet, prima opera allestita da Franco Zeffirelli all’Arena di Verona nel
1995, ripresa e registrata lo scorso anno. Protagoniste le voci di Clémentine
Margaine nel ruolo del titolo, Gilda Fiume come Micaela, Brian Jadge come Don
Josè e Luca Micheletti impegnato nel ruolo del torero Escamillo. Sul podio di
Orchestra e Coro della Fondazione Arena di Verona sale Marco Armiliato. Il Coro
di Voci bianche A.LI.VE. è diretto da
Paolo Facincani. Con la partecipazione straordinaria della Compañia Antonio
Gades, direttore artistico Stella Arauzo.
Un piccolo
gufo è il protagonista della serie animata in onda tutti i giorni alle 9.50 e
alle 19.15 su Rai Yoyo. (Disponibile su Rai Play)
Un nuovo
amico dei bambini è arrivato su RaiPlay e Rai Yoyo. Si tratta del gufetto ODO, basato
sulle illustrazioni dell’artista ucraina Alena Tkach e sul libro di Oliver
Austria. La nuova serie animata è in onda tutti i giorni, alle 9.50 e alle 19.15
su Rai Yoyo, oltre a essere disponibile su RaiPlay.
Odo è un
piccolo gufo che promette di essere molto diverso dagli altri uccelli notturni
della sua specie: lui di giorno non riesce a dormire. I suoi genitori, per
tenerlo occupato mentre dormono, lo hanno iscritto al Campo dei Giovani
Pennuti, dove Odo trascorre le sue giornate insieme alla minuscola Dudi, sua
grande amica, e agli altri volatili ben più grandi di lui. Odo è determinato a
dimostrare che, anche se piccolo, è capace quanto gli altri di contribuire alle
attività del campo, e in ogni episodio affronterà con intraprendenza ostacoli e
difficoltà senza scoraggiarsi mai. Ogni episodio conquista l’attenzione grazie
ad avventure divertenti e tenere, grazie alle bellissime immagini ispirate alle
illustrazioni della disegnatrice Alena Tkach.
Senza dare
ricette didascaliche, Odo tocca il cuore dei più piccoli e racconta loro storie
che riflettono situazioni della vita reale, dall’intolleranza al razzismo e
all’adozione, dalla nascita alla morte, dall’emigrazione al rispetto degli
altri e del pianeta. La serie educa i bambini ad affrontare e risolvere i
problemi e ad avere fiducia in se stessi, contrastando la diffusione, anche tra
i più piccoli, degli stati di ansietà e depressione.
Dietro le quinte della presidenza Napolitano. Da Rai Libri il volume della giornalista, ex quirinalista, Daniela Tagliafico. Nelle librerie e negli store online
L’altro Giorgio Napolitano, quello che le
cronache politiche non hanno quasi mai raccontato. Daniela Tagliafico ci
consegna un ritratto inconsueto e informale dell’undicesimo capo dello Stato
accompagnandoci “dietro le quinte di una Presidenza” che ha lasciato un segno
indelebile nella storia repubblicana. Nel volume di Rai Libri i fatti della
politica e della vita pubblica scorrono quasi in secondo piano. A emergere è
certamente l’uomo delle istituzioni che il New York Times definì “Re Giorgio”
per la sua capacità di traghettare l’Italia in un momento di difficile crisi
politico-istituzionale, ma soprattutto quello appassionato d’arte e di teatro,
di letteratura, di scienze di musica. Del mare. Di Giorgio Napolitano il libro
racconta anche la profonda spiritualità e la solida amicizia con Papa
Ratzinger, che al presidente rivelò, prima di darne comunicazione ufficiale,
l’intenzione di dimettersi dal Soglio pontificio.
Numerose le testimonianze raccolte
dall’autrice, dalle parole del cardinale Ravasi a quelle di Giuseppe Tornatore,
da Marcello Lippi a Paolo Nespoli, alle quali si uniscono aneddoti, retroscena
e curiosità della vita a Palazzo, degli impegni istituzionali, del rapporto con
il protocollo e i collaboratori. L’occhio attento della cronista per una
narrazione intima e autentica. “Re Giorgio. Dietro le quinte di una Presidenza” di Daniela Tagliafico, edito daRai Libri, è in vendita nelle librerie
e negli store digitali. L’autrice, laureata a Torino in Scienze Politiche,
allieva di Norberto Bobbio e Luigi Firpo, è giornalista dal 1982. Ha lavorato
molti anni con Enzo Biagi, collaborando con lui alle trasmissioni su Raiuno. Si
è occupata di politica estera e interna nella redazione del Tg1, del quale è
stata vicedirettrice. Nel maggio 2006, con l’elezione di Giorgio Napolitano a
presidente della Repubblica, ha assunto l’incarico di direttrice di Rai
Quirinale.
Il RadiocorriereTv incontra i componenti della popolare social factory che con cento milioni di visualizzazioni sul web, ottenute grazie ai divertenti e pungenti video di satira, ha conquistato l’attenzione e l’affetto del pubblico della rete
Ragazzi, ci raccontate nello
spazio di un tweet, per i pochi che ancora non vi conoscessero, chi sono i “The
Cerebros”?
“The Cerebros” è un gruppo di
amici scanzonati, composto da Berardino Iacovone, Gianmarco Esposito e Stefano
Bacchiocchi, che realizza video comici e virali sul web e che conduce il
programma radiotelevisivo “Fattacci”.
Il web vi ha riservato in questi
anni numeri altissimi, un aggettivo per descrivere il vostro successo…
“Immarcescibile” (ridono
fragorosamente). Scherziamo, immarcescibile non
sappiamo neanche cosa significhi… il nostro successo è: “prezioso”.
Come si mantiene e si consolida
un risultato artistico importante?
Noi crediamo tantissimo nel
lavoro quotidiano e nella continuità dell’impegno profuso. Gli ottimi risultati
ottenuti sul web, ci hanno infatti consentito di approdare in Radio e Tv, con il
format che conduciamo quotidianamente. Il format è impreziosito dalla presenza
della co-conduttrice Elena Tubertini e dell’opinionista televisivo Moreno
Amantini, con la sua rubrica “Promossi e Bocciati”.
Cosa significa fare satira oggi?
Il web fortunatamente è un mezzo
in cui c’è ancora molta libertà d’espressione, quindi, fare satira nei nostri
video comici non è un problema, basta essere coscienti che una parte del
pubblico potrebbe non essere d’accordo con noi e non farne un dramma (sorridono).
A ogni modo, quando facciamo satira prediamo ispirazione dai fatti d’attualità
e non facciamo prigionieri, nel senso che se una cosa non ci piace, la
prendiamo in giro, la “parodiamo”, la “scherziamo”. Spesso accade che questo
senso di fastidio, rispetto a qualcosa che è accaduto, sia condiviso da molti
utenti del web e ciò rende i nostri video virali sui social.
Il successo di “Mare fuori” ha
contagiato anche voi…
Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii tantissimo…
il successo di questa serie ha ispirato il nostro ultimo video comico che ha
spopolato su social network e media classici. C’è da dire che le serie tv ci
hanno da sempre portato bene, infatti, nel 2020 siamo arrivati al grande
pubblico e ai media nazionali con la saga “CovMorra”, una parodia, in 4 episodi,
della famosa serie tv “Gomorra”. Nella nostra parodia Genny Savastano e Ciro di
Marzio, non spacciano cocaina bensì Amuchina, che nei periodi di pandemia
sembrava essere un bene introvabile, tanto da essere soprannominata l’oro
trasparente. L’ultimo, video invece è ispirato al grandissimo successo ottenuto
dalla serie “Mare Fuori” ed abbiamo scherzato proprio sul fatto che da quando
sono arrivati i protagonisti di “MareFuori, quelli di “Gomorra” non li
riconosce più nessuno (sorridono).
La politica, l’attualità, la
cronaca… cosa solletica la vostra attenzione?
Tutto, non si butta via niente.
Come alimentate la creatività e
come nascono le vostre realizzazioni?
Ogni giorno, sia per la nostra
trasmissione radiotelevisiva che per trovare nuova ispirazione per i video
comici, rimaniamo aggiornati sull’attualità tramite i media d’informazione, ma
non possiamo trascurare i trend e le notizie che vengono lanciati dai social
network. Spesso, proprio da questi ultimi, prendiamo ispirazione per le notizie
da trattare nel nostro programma. Mentre per i video comici l’iter è un po’ più
complesso, nel senso che nel gruppo la mente creativa è quella di Berardino
Iacovone, che nei momenti più assurdi della giornata, mentre è dal barbiere,
mentre cucina o mentre dorme, come fossero delle illuminazioni, partorisce le
idee, che poi sottopone a Gianmarco e Stefano e se loro ridono quando lui le
racconta allora si realizza un video comico.
La ricetta di una parodia di
successo…
Non ve la possiamo dare,
altrimenti ci copiano tutti (sorridono).
Un progetto, una social factory,
che guardano al domani, in quale direzione?
Vorremmo andare avanti nella
direzione che abbiamo tracciato in questi ultimi anni, ovvero essere un
collettivo artistico polivalente, attivo sui social con i video comici, ma
anche sui media classici con programmi radiofonici e televisivi e, perché no,
magari anche con serate live e progetti cinematografici come le tanto amate
serie TV, non dimenticandoci mai del nostro obiettivo principale che è sempre
quello di far divertire il pubblico.
Come immaginate la vostra
maturità artistica?
Facendo contenuti comici e
conducendo un programma radiotelevisivo in Rai. Osp… scusate, questo non dovevamo
dirlo (ridono).
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