Fabrizio Rocca e Samanta Togni conducono quattro appuntamenti dedicati alla notte nella stagione più attesa dell’anno. Su Rai2, il mercoledì, dall’11 agosto a mezzanotte
Nella magia delle notti d’estate Fabrizio Rocca e
Samanta Togni saranno gli scanzonati conduttori di “Leggerissima
Estate”, uno show notturno, leggero e divertente, ambientato in quattro
location italiane per raccontare musica, luoghi, personaggi, arte e bellezze.
Tra lezioni di ballo, un deejay che proporrà i grandi successi di oggi e di
ieri, singolari sfilate di Miss locali, piatti tipici
“leggerissimi”, Samanta e Fabrizio ci trascineranno nel mood allegro
dell’estate. Sarà un percorso nuovo tra musica da palco, tormentoni estivi e
gag comiche, per far scoprire e amare alcune località della nostra bella Italia
con ironia e tanta musica leggerissima. Quattro appuntamenti in onda su Rai2 a
partire da mercoledì 11 agosto, a mezzanotte.
Dal 25 agosto, il mercoledì, in seconda serata su Rai2, c’è “Vitalia”, condotto da Alessandro Giuli con l’aiuto di Nicola Mastronardi. Italici, Sanniti, Etruschi, Celti: in viaggio tra gli antichi che hanno popolato lo Stivale, il cui pensiero e i cui costumi sono giunti a noi attraverso le tradizioni popolari. «La forza vitale dei nostri avi non si esaurisce mai – afferma Giuli – si rinnova sotto altre forme e trova sempre un modo per esprimersi»
Come
nasce “Vitalia”?
Dal
proposito di non scrivere il solito format di nicchia, di cultura archeologica,
storica, etnologica, ma di mescolare un po’ i piani, raccontando quali sono i
modelli antichi che sopravvivono attraverso le stratificazioni della storia
all’interno delle più importanti, anche se non necessariamente delle più
famose, feste popolari contemporanee. Dalla festa di San Domenico a Cocullo,
con i Serpari, in Abruzzo tra i Marsi, alla corsa dei ceri di Gubbio, fino ad
arrivare alle feste del grano nel messinese, alla torciata equinoziale e alle
feste solstiziali in Toscana, a San Casciano. Vogliamo raccontare l’origine
antica di queste feste, che nel corso dei secoli si trasformano, ma che nell’essenza
restano uguali. L’idea va oltre il racconto del culto antico da cui derivano,
in ogni festa si descrive anche il popolo antico, rimasto fedele ai costumi
degli avi, modificandoli.
Di
quali popoli antichi vi occuperete?
Se
vai in Abruzzo racconti i Marsi, in Molise i Sanniti, in Toscana i Celti, in
Sicilia, Calabria e Puglia racconti sia le popolazioni autoctone sia i Magnogreci,
ossia i Greci che sono diventati gli Italioti, se vai a nord hai i Piceni nelle
Marche, gli Umbri in Umbria, fino ad arrivare alle Alpi, dove i Celti si sono
sovrapposti alle popolazioni italiche. È un viaggio nelle tradizioni
popolari, l’origine della festa è nell’antichità.
Quanta
attualità stai trovando nella lettura di questo passato?
C’è
assoluta corrispondenza tra l’antico e il contemporaneo. Le energie elementari
che determinano la vita degli uomini, dall’illuminazione alla festa alimentare,
dall’evasione dal lavoro alla rinascita del sole e al suo inabissarsi nel
periodo invernale, sono cose che continuiamo e vivere, il nostro orologio
biologico interiore è sincronizzato con i ritmi della natura. Più vai a scavare
più trovi che non sono soltanto gli anziani i custodi della memoria, ma che ci
sono giovani che, ancora oggi, attraverso l’artigianato, le danza popolari, gli
strumenti musicali, continuano a perpetuare determinate tradizioni. Sono
giovani che hanno internet, sono pieni di follower sui social, ma contemporaneamente
suonano la zampogna o la ciaramella, che fanno il ballo tondo in Sardegna, e che
magari hanno un amico in Irlanda con il quale parlano dell’amore, di donne,
uomini, della corrispondenza tra le loro tradizioni popolari. Tutto il
Mediterraneo porta l’impronta di un’antichissima civiltà che unificava e che
aveva come epicentro l’Italia.
Cosa
significa “Vitalia”?
Letteralmente
significa le cose vitali, le cose della vita, la terra dei figli dei tori.
Secondo gli storici, gli Italiani erano detti Toloi, figli del toro, che
avevano come animale esoterico. I Molisani ancora oggi hanno un vero e proprio
culto del toro nelle loro feste. La forza vitale dei popoli antichi non si
esaurisce mai, si rinnova sotto altre forme e trova sempre un modo per esprimersi.
Il popolare conduttore, impegnato con Antonio Di Bella a raccontare la grande lirica su Rai3, racconta al RadiocorriereTv la sua grande passione per il belcanto: «Quando Floria Tosca canta il “Vissi d’arte, vissi d’amore” provo una forte emozione»
Ennevifoto
Quando e come nasce la sua passione per l’opera lirica?
Dall’infanzia, mio padre era un grande melomane, aveva tutti gli spartiti
delle opere, li leggeva al pianoforte. Di quel mondo me ne innamorai sin da
allora.
Su Rai3 presenterete tre partiture di compositori molto amati: il più
romantico Verdi, i veristi Mascagni e Leoncavallo, che viaggio sarà?
Sono tre opere completamente diverse. Quella che mi affascina molto è
“Cavalleria rusticana”, per motivi di territorio, di sangue. Però l’“Aida” è
l’opera colossale, cimentarsi contro Verdi è sempre stato impossibile. Ruggero
Leoncavallo ha fatto una bella opera, ma purtroppo solamente una.
Radamès, Canio, Turiddu, quanta attualità c’è in questi personaggi?
In Turiddu l’attualità è relativa, in “Cavalleria” si parla infatti di un
mondo rurale che speriamo non si comporti più come fecero Alfio e Turiddu (il
primo uccide il secondo in duello per una questione amorosa). Quello proposto
dai “Pagliacci”, l’essere costretti a vestire la giubba, a cantare, e a fare
ridere la gente, è un tema più attuale, contemporaneo. Quella narrata nell’opera
di Verdi è invece una storia inventata totalmente, Radames è un grande
personaggio, centrale, che dimostra amore assoluto nei confronti di Aida.
Cosa la affascina invece di Aida, Nedda e Santuzza, figure femminili delle
tre opere?
Nedda nei “Pagliacci” è un personaggio quasi contemporaneo. Tradisce il
marito e muore insieme all’amante, uccisi entrambi dal consorte. Quella di
Santuzza in “Cavalleria” è una figura angelica, serena. Aida è una donna
eccezionale, un’eroina.
In Tv racconta l’Italia che si rialza dopo la pandemia: «C’è il desiderio di riprendersi la vita, la libertà». A telecamere spente, lontana dal lavoro, si dedica alla piccola Estelle: «Mi sono scoperta una mamma attenta e che non si risparmia. Voglio trasmetterle il massimo dell’amore». Il RadiocorriereTv intervista la conduttrice di “A Sua Immagine” (il sabato e la domenica su Rai1)
Foto: Federico Guberti
Lorena Bianchetti
C’è
una parola che in queste settimane è particolarmente attuale, ripartenza. Come
la sta vivendo?
Con
tanto entusiasmo, anche se all’inizio con un po’ di spaesamento. In queste
settimane sto girando tutta l’Italia per registrare le puntate estive di “A Sua
Immagine” e per raccontare il Paese che si sta rimettendo in moto dopo la
pandemia, una narrazione da un punto di vista storico, spirituale, naturale,
artistico. Quando ho preso il mio primo aereo, a distanza di oltre un anno, ero
incapace di capire come fare, mi sembrava tutto strano. Dopodiché mi sono
immersa nell’Italia e ho visto che c’è tanta voglia di ripartire, anche se è
palpabile il fatto che sia stato un anno molto difficile. C’è il desiderio di
riprendersi la vita, la libertà. Sto viaggiando con maggiore tranquillità anche
perché sono vaccinata con entrambe le dosi. Il vaccino mi permette di
rapportarmi alle persone che incontro, e sono tante in queste trasferte, in
modo più immediato.
Cosa
le ha insegnato questa pandemia?
Di
non dare mai nulla per scontato. Di fare certamente progetti, ma anche che
purtroppo nella vita tutto può succedere, anche l’impensabile. Nell’ultimo anno
abbiamo conosciuto la paura, la preoccupazione di prendere il virus, di
trasmetterlo, purtroppo abbiamo perso una fetta importante del nostro Paese. È
stata dura. La pandemia però mi ha fatto riscoprire il tempo, che non deve
essere mai disintegrato bensì vissuto, a partire dalle relazioni. Avendo
trascorso i mesi più difficili di questo ultimo anno e mezzo in campagna, ho
anche riscoperto i colori della natura, della vegetazione, i tramonti. Qualcosa
dentro di me è successo, ho colto l’opportunità per riflettere tanto su me
stessa, sulla mia vita.
Vittoria Puccini e Giuseppe Zeno sono i protagonisti di un intrigante melò-mystery, in sei prime serate, in onda da mercoledì 28 luglio su Rai Premium
La grande fiction Rai
protagonista dell’estate di Rai Premium. “Mentre ero via” racconta il percorso
di riappropriazione della memoria, degli affetti e della propria immagine, sia
pubblica che interiore, di una donna a cui vengono attribuite numerose colpe,
con cui dovrà scendere a patti. Protagonista della vicenda, ambientata a Verona,
è Vittoria Puccini, al suo fianco Giuseppe Zeno e un nutrito cast di attori
come Stefania Rocca, Francesca Cavallin, Flavio Parenti, Carmine Buschini,
Antonia Fotaras, Anna Melato e Mariano Rigillo. Una formula che fonde
l’investigazione psicologica con la suspense, le dinamiche del desiderio, i
numerosi colpi di scena in un romanzo femminile e famigliare, con al centro un
personaggio fragile e allo stesso tempo coraggioso, volitivo, contemporaneo. Di
notte, in una villa sul Lago di Garda, si consuma una tragedia che ha le
sembianze di un dramma della gelosia. Monica Grossi, una bellissima e facoltosa
donna alle soglie dei quarant’anni, è testimone di una brutta colluttazione in
cui perdono la vita il marito, Gianluca Grossi, manager dell’azienda farmaceutica
di famiglia, e Marco De Angelis, avvocato con cui la donna intesseva una
relazione clandestina. Monica si risveglia dal coma dopo quattro mesi: è
rimasta vittima di un incidente mentre scappava dalla villa, nel disperato
tentativo di allontanarsi dalla scena del crimine. Ma adesso la sua memoria è
ferma a otto anni prima, al giorno della nascita del suo secondogenito Vittorio
jr. Monica non si riconosce nella descrizione che fanno di lei le persone
vicine: una donna egocentrica, adultera, anaffettiva con i figli e interessata
solo all’etichetta e all’alto tenore di vita, tra vestiti costosi e serate
mondane, consumato nella buona società veronese. La Monica di cui tutti
parlano, per lei è un’estranea. Con l’amorevole sostegno della psicologa
Caterina Liguori, Monica s’impegna in un difficoltoso processo di recupero
della memoria e dell’identità: un percorso imprevedibile e ingannevole, pieno
di sogni, allucinazioni e falsi condizionamenti. Per uno strano gioco del
destino, Monica trova un forte sostegno anche in Stefano De Angelis, fratello
del suo presunto amante, un istruttore di vela vedovo. Anche lui non riesce a
credere alla versione ufficiale della tragedia in cui ha perso la vita Marco ed
è determinato, come Monica, a capire se quel drammatico episodio nasconda delle
verità più profonde. Dal 28 luglio, per sei settimane, in prima serata ogni
mercoledì.
Dall’Arena
di Verona, Pippo Baudo e Antonio Di Bella raccontano “Cavalleria
rusticana”, “Pagliacci” e “Aida”. Prodotte da Rai
Cultura, sono trasmesse in prima tv alle 21.20 il 27 luglio, il 3 e il 10
agosto su Rai3 (replica in settembre su Rai5)
Ennevifoto
Tre titoli tra i più amati della storia del
melodramma come “Cavalleria rusticana”, “Pagliacci” e “Aida”.
Grandi voci come quelle di Marina Rebeka, Sonia Ganassi, Anita Rachvelishvili,
Angela Meade, Yusif Eyvazov, Luca Salsi e Michele Pertusi. Il tutto nella
magica atmosfera del più suggestivo teatro a cielo aperto del mondo: l’Arena di
Verona. È l’offerta musicale di Rai Cultura, che propone tre spettacoli
registrati quest’estate in prima serata su Rai3 nei mesi di luglio e agosto. Le
tre nuove produzioni – le prime in forma scenica per l’Arena di Verona dopo la
pandemia, con le scenografie digitali di D-wok – saranno raccontate da due
testimonial d’eccezione come Pippo Baudo e Antonio Di Bella, che
accompagneranno i telespettatori di Rai3 nella visione e nell’ascolto dei tre
capolavori.
Si inizia con il capolavoro di Pietro
Mascagni “Cavalleria rusticana”, in programma in prima tv su Rai3 martedì
27 luglio alle 21.20. Sul podio è impegnato Marco Armiliato. Nel cast Sonia
Ganassi, Clarissa Leonardi, Murat Karahan, Amartuvshin Enkhbat e Agostina
Smimmero. Le tradizioni popolari siciliane dell’opera sono restituite
attraverso la proiezione di immagini del Parco archeologico e paesaggistico
della Valle dei Templi, dai Musei Vaticani e dalla Biblioteca Apostolica
Vaticana. La regia tv è di Fabrizio Guttuso Alaimo. Replica su Rai5 mercoledì
15 settembre alle 21.15.
Si prosegue con “Pagliacci” di
Ruggero Leoncavallo, proposto in un allestimento che è un omaggio al grande
cinema di Federico Fellini, realizzato in collaborazione con il Museo Nazionale
del Cinema di Torino e il Fellini Museum di Rimini, in onda in prima tv martedì
3 agosto alle 21.20 su Rai3. Sul podio ancora Marco Armiliato. Nel cast Marina
Rebeka, Yusif Eyvazov, Amartuvshin Enkhbat, Riccardo Rados, Mario Cassi, Max
René Cosotti e Dario Giorgelè. Regia tv di Fabrizio Guttuso Alaimo. Replica su
Rai5 mercoledì 15 settembre alle 21.15.
In chiusura il capolavoro di Giuseppe
Verdi: “Aida”, titolo iconico per l’Arena di Verona, in programma in prima
tv martedì 10 agosto alle 21.20. L’allestimento utilizza immagini del Museo
Egizio di Torino per narrare l’antico Egitto. Sul podio è impegnato Diego
Matheuz. Sul palco sono protagonisti Simon Lim, Anita Rachvelishvili, Angela
Meade, Jorge de Leòn, Michele Pertusi, Luca Salsi, Riccardo Rados. Regia tv di
Fabrizio Guttuso Alaimo. Replica su Rai5 giovedì 16 settembre alle 21.15.
Il festival, tra i più longevi d’Italia, è alla
quattordicesima edizione e, in una insolita formula di serate non consecutive,
ospiterà prestigiose produzioni estive e autunnali
Quattordicesima edizione per il festival “Ravenna Jazz”, uno dei più longevi d’Italia, in programma dal 29 luglio al 19 novembre con l’insolita formula di serate non consecutive dovute ai tempi difficili dello spettacolo dal vivo. Le ambientazioni dei concerti sono quelle di Rocca Brancaleone e del Parco del Museo Classis Ravenna che ospiteranno le produzioni estive con Noa, l’Italian Jazz Orchestra con Silvia Donati e Fabrizio Bosso, Mauro Ottolini, Alessandro Scala assieme a Giovanni Falzone, mentre in autunno piccoli club e teatri accoglieranno le proposte di “Ravenna 48° Jazz Club”, focalizzate sull’attualità jazzistica con Tingvall Trio, Camille Bertault, Derek Brown, BartolomeyBittmann, DJ Gruff con Gianluca Petrella. Sarà incastonato all’interno di Ravenna Jazz il tradizionale concerto dell’iniziativa didattica Pazzi di Jazz: la produzione corale-orchestrale “Pazzi di Jazz” Young Project con i baby musicisti delle scuole ravennate in compagnia di Enrico Rava, Mauro Ottolini, Alien Dee e Tommaso Vittorini. Il workshop di “Mister Jazz” sarà quest’anno affidato a Barbara Casini e punterà su due direttrici, intersecandole: il canto e la musica popolare brasiliana. Ambizioso nelle dimensioni orchestrali come nei contenuti e nelle modalità multimediali, è l’omaggio che l’Italian Jazz Orchestra, diretta da Fabio Petretti, dedicherà a Marlene Dietrich a Rocca Brancaleone il 29 luglio. La voce di Silvia Donati e la tromba di Fabrizio Bosso svetteranno sopra l’ampio organico classico-jazzistico di questa produzione originale che riscopre canzoni simbolo delle inquietudini, dei desideri proibiti e anche delle fughe verso lo svago di un’intera epoca, a cavallo tra le due guerre mondiali. La cantante israeliana Noa sarà protagonista della serata del 5 agosto al Parco del Museo Classis Ravenna. Celebre per le suggestioni mediorientali delle sue canzoni, per una visione ecumenica degli stili che permette alla sua musica di travalicare le barriere culturali e religiose, Noa presenterà con la propria band il nuovo progetto “Afterallogy”. La Rocca Brancaleone farà da cornice anche allo spettacolo dai connotati del tutto speciali ideato dal trombonista Mauro Ottolini il 19 agosto. Accompagnato dai policromi e pittoreschi Sousaphonix, e con la voce recitante di Alessandro Anderloni, Ottolini musicherà dal vivo il film “Inferno” di Francesco Bertolini, un cult del cinema muto italiano, chiaramente ispirato alla Divina Commedia: un omaggio fuori dal comune per celebrare il 700° anniversario della scomparsa di Dante Alighieri. Nel ravennate, sua terra d’origine, Alessandro Scala è un sax hero: capace di esprimere gli impulsi più brillanti e coinvolgenti della grande scuola sassofonistica jazz, li applica poi anche al funk, la bossa nova e il boogaloo. Anche a Scala sarà riservato il prestigioso palco della Rocca Brancaleone, il 2 settembre. Un’esplosione di numeri si avrà poi con la monumentale produzione originale “Pazzi di Jazz” Young Project, dedicata quest’anno a Miles Davis il 15 settembre. Sul palco salirà un’immensa compagine orchestrale e corale formata da giovanissimi musicisti affidati alle cure di affermati artisti come il direttore e arrangiatore Tommaso Vittorini, il trombettista Enrico Rava, il trombonista Mauro Ottolini e il beatboxer Alien Dee. In qualità di solisti e direttori affiancheranno l’enorme distesa di giovani allievi da loro stessi preparati nell’ambito del progetto didattico “Pazzi di Jazz”.
Dal lunedì al venerdì alle 8 su Rai3 apre una finestra sul Paese: dalla politica all’economia e ancora il lavoro, la scuola, il sociale. Il RadiocorriereTv incontra il giornalista alla guida, per il secondo anno, dell’edizione estiva del programma
In
viaggio tra ripresa e timori per l’immediato futuro, che Italia state
raccontando?
Un’Italia
che vive lungo questi due momenti. Da un lato la grande preoccupazione per un
contagio che sembra essere ripreso anche a causa della variante delta, dall’altro
la tantissima voglia di ripartire, che vediamo in modo trasversale, da Nord a
Sud, giovani e meno giovani. Il combinato disposto di questi due elementi dà
l’Italia di oggi. In mezzo c’è la campagna vaccinale, che fa oscillare il
pendolo verso una delle due estremità a seconda del momento.
Sei
tornato ad “Agorà Estate” a distanza di un anno, cos’hai trovato di cambiato
nel Paese?
Per
certi versi gli stessi problemi, a partire dalla grande preoccupazione per
l’economia, per una crisi che prima immaginavamo in arrivo e che adesso abbiamo
toccato con mano. E poi la grande speranza di potere ripartire anche grazie i
fondi europei, con tutti i punti interrogativi che questo comporta. Ho
ritrovato un Paese che ha voglia di fare la propria parte, di lottare, che al di
là di tutto continua a essere molto responsabile in questa situazione
d’emergenza.
Quali
sono le domande che il vostro pubblico vi pone con maggiore frequenza?
Molte
riguardano la campagna vaccinale, i suoi tempi, le difficoltà che ci sono state
e le prospettive che si aprono. Tante riguardano la scuola, anche se sembra
lontana la riapertura, e tantissime le crisi aziendali che ci sono, e che dopo
lo sblocco dei licenziamenti sono diventate all’ordine del giorno. Purtroppo,
raccontiamo quotidianamente di aziende che mandano lettere di licenziamento a
centinaia di lavoratori.
Nel
corso dei mesi è cambiato più volte l’approccio degli italiani verso la
vaccinazione. I detrattori sono ancora tanti, perché?
Noi,
come mondo dell’informazione, abbiamo una quota parte di responsabilità, una
quota importante ce l’ha anche il mondo scientifico perché, evidentemente,
qualche pasticcio comunicativo c’è stato, uso un eufemismo ovviamente, l’ha
detto anche il generale Figliuolo. Penso al vaccino Astrazeneca, che è stato il
più tormentato nel suo viaggio in Italia, e penso che ci fosse anche una
lettura sbagliata della scienza e del suo ruolo. Noi ci immaginavamo, parlo da
cittadino e non solo da operatore dell’informazione, che la scienza potesse
darci una risposta che fosse valida immediatamente, invece, per sua natura, la
scienza è fatta di problemi, quesiti, che necessitano di una risposta e non
necessariamente la risposta seguente è identica alla precedente. Questo si è
portato dietro il pasticcio comunicativo di Astrazeneca, per esempio, o di
altri vaccini, cose che possono sembrare assurde a tutti noi, ma che fanno
parte del percorso della scienza.
Dopo
le difficoltà iniziali sul fronte vaccini le regioni si sono riscattate?
La domanda è giusta e ci sono 21 risposte diverse, una
per ogni regione. Non tutte hanno avuto difficoltà iniziali, non tutte oggi
vanno così bene come altre. Quello che è emerso è che c’è un’Italia a troppe
velocità differenti. La pandemia ha dato la dimostrazione che, al di là del
colore politico, la classifica sarebbe trasversale, dove la struttura sanitaria
ha retto negli anni la risposta sanitaria è stata immediata da subito, nella
gestione dell’emergenza, negli aiuti della popolazione, nella campagna
vaccinale.
Nuove storie, giochi, colori e tanto divertimento. Insieme ai beniamini dei più piccoli fra avventure in esclusiva e grandi classici
Fino alla fine di agosto
l’offerta che la piattaforma digitale RAI dedica ai bambini sarà ricca di serie
animate tra esclusive, anteprime e grandi classici. Per l’estate 2021 la home
page della sezione RaiPlay Bambini diventerà inoltre ancora più semplice da
usare: il palinsesto sarà infatti modulato in base alle diverse fasce di età
(0-3; 4-7; 8-10), con una proposta che si rinnoverà ogni
settimana. Spazio anche ai contenuti digitali accessibili a tutti con serie e
programmi con linguaggio LIS e alla sezione video dedicata all’apprendimento
della lingua inglese. I più piccoli potranno così tuffarsi in un mare di fantastiche
avventure da vivere insieme ai loro beniamini.
Troveranno “Bing”, “Masha e Orso”, “Peppa Pig” e “Barbapapà”,
con fantastiche storie da raccontare. Tra i personaggi più amati anche “Pimpa”.
In attesa dei 13 nuovi episodi firmati da Altan, su RaiPlay sono già
disponibili ben 4 stagioni della cagnolina a pallini rossi che ha fatto
divertire più di una generazione. Già in
piattaforma anche “Paf il cane”, fedele amico di Lola, un altro eroe a quattro
zampe capace di incantare i suoi giovanissimi fan con tante avventure. Ad
allungare il ricco elenco del mese di luglio “Bob Aggiustatutto”, serie fatta
con plastilina e stop-motion, con le stagioni 15, 16 e 17. In esclusiva su
RaiPlay “Le ragazze dell’Olimpo”, serie fantasy-mitologica piena di azione,
amicizia e romanticismo che narra le avventure di tre amiche che scoprono di
essere dee e dal 19 luglio la quarta serie de “Il giorno in cui Harry incontrò…”,
mentre il 23 luglio, sempre in esclusiva, “Animali in città”, una nuova serie
con protagonisti ricci, volpi, gabbiani, specie alloctone, tartarughe,
pipistrelli, cinghiali, lupi e tanti altri animali. Chiuderà
il mese “L’allegra fattoria”, un’altra anteprima esclusiva dedicata ai bambini
e disponibile su RaiYoYo da metà settembre con 13 episodi. Con la serie sarà possibile scoprire la vita di campagna, vista dalla
prospettiva di due simpatici allevatori di animali.
In piattaforma anche cartoni animati in
versione LIS, per rendere i contenuti digitali accessibili a tutti i bambini:
tra i titoli, “Pimpa” e “Lampadino e Caramella nel MagiRegno degli Zampa”,
oltre a numerosi programmi da rivedere come “La banda dei FuoriClasse”. Tante
interessanti fasce tematiche con video ad hoc parleranno ai più piccoli di
arte, musica e scienza con leggerezza e fantasia. Spazio anche agli esperimenti
da ricreare in estate con le serie “ScienceXplosion” e “MathXplosion”, tra i
format più seguiti ed apprezzati degli scorsi mesi. Non
mancheranno i film: “Ballerina”, “Fuga dal pianeta terra”, “Zog”, “Il club dei brutti”, “Rocca cambia il
mondo”, “Bianca & Grey e la pozione magica”, “Il Topo Brigante” e
tantissimi altri. Con
l’offerta Hello Kids, infine, i bambini avranno l’opportunità di imparare
l’inglese divertendosi con i video di “Peppa Pig”, “Milo”, “Dixi’s Simple Songs”,
“Small Potatoes”, “Twirlywoos”, “Fumbleland”.
Undici ragazzi, capitanati da Bebe Vio, si lanciano in una delle missioni più importanti della loro vita, qualificarsi alle Paralimpiadi in Giappone. Ma chi di loro ce la farà? Dal 6 agosto su RaiPlay
Arrivare
alle Olimpiadi è il sogno di ogni atleta, ma ha un valore diverso per un atleta
che sogna le Paralimpiadi. La sua lotta per conquistare una medaglia combacia
con quella per riconquistare la sua vita. I ragazzi raccontati da RaiPlay sono
campioni di atletica leggera, nuoto, sitting-volley, scherma, triathlon e
basket in carrozzina. Ma non basta. Per vincere la loro scommessa dovranno
essere fantastici. Per la XVI edizione dei Giochi
Paralimpici di Tokyo, in programma dal 24 agosto al 5 settembre, Bebe Vio ha
sognato in grande, ideando il progetto “Fly2Tokyo” per seguire il percorso
sportivo di undici ragazzi dell’art4sport team in vista delle Paralimpiadi. La
scommessa è quella di portare almeno cinque atleti fino alla qualificazione. Le
undici puntate del racconto de “I Fantastici” saranno disponibile in boxset dal
6 agosto. Oltre a Bebe Vio, gli atleti coinvolti nel progetto
sono: Emanuele Lambertini (scherma), Edoardo Giordan (scherma), Francesca
Fossato (sitting volley), Riccardo
Bagaini (atletica leggera), Marco Pentagoni (atletica leggera), Lorenzo Marcantognini
(atletica leggera), Davide Obino (basket in carrozzina), Vittoria Bianco (nuoto), Veronica Plebani (triathlon), Ambra Sabatini
(atletica leggera).
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