Dal 21 ottobre la nuova serie di Piero Angela in dieci puntate in esclusiva su RaiPlay
Dall’attrazione
all’innamoramento, dalla scelta del partner alla salute del buon sesso,
passando per il rapporto di coppia, la gelosia e il tradimento, per finire con
quello che appare essere uno dei grandi problemi della nostra società, la
mancanza dei figli. Dal 21 ottobre saranno disponibili in esclusiva su RaiPlay
dieci nuove puntate di “Superquark+”, tutte dedicate all’amore dal punto di
vista della scienza, per tentare di capire cosa succede agli esseri umani
quando stabiliscono relazioni amorose. Il programma, realizzato appositamente
per la piattaforma e pensato per un pubblico sempre più digitale, ha Piero
Angela come “padrone di casa” che guida lo spettatore nel tema di ogni puntata.
Ad accompagnarlo i servizi degli autori di “Superquark”, le interviste agli
esperti e gli interventi dei cinque giovani ricercatori-divulgatori che sono
stati protagonisti anche della prima stagione. Ad impreziosire ogni puntata
dieci brevi cartoni animati di Bruno Bozzetto che affrontano la sessualità con
rigore scientifico, ma anche con la consueta ironia.
Lui non sa mentire, lei sa solo mentire. Clara e Diego sono una coppia improbabile alle prese con un progetto impossibile. Dal 14 ottobre nelle sale la pellicola diretta da Simone Godano con Miriam Leone e Stefano Accorsi
Clara (Miriam
Leone) è talmente brava a mentire che è la prima a credere alle sue bugie.
Vitale e caotica, ha qualche problema a tenere a freno le sue pulsioni. Diego
(Stefano Accorsi) è il suo esatto contrario, un uomo provato dagli eventi, con
varie psicosi e continui attacchi d’ira. Si ritrovano in un Centro Diurno per
il rehab di persone disturbate. La prova che li attende sembra impossibile:
devono gestire un ristorante del Centro evitando qualsiasi conflitto con il
resto del gruppo. Peccato che non abbiano alcun tipo di attitudine per le
imprese di successo. Ma i due inizieranno presto a scoprire che l’unione può
portare a risultati incredibili. E chissà, magari anche all’amore. Arriva al
cinema l’atteso “Marilyn ha gli occhi neri” di Simone Godano, film prodotto da
Matteo Rovere, realizzato da Groenlandia
con Rai Cinema. Insieme ad Accorsi e alla Leone la commedia vede in scena Thomas
Trabacchi, Mario Pirrello, Andrea Di Casa, Orietta Notari, Valentina Oteri,
Ariella Reggio e Marco Messeri. “Questo copione è interessante perché ci
fa capire quanto la diversità sia un concetto molto relativo e quanto siamo
diversi da quello che immaginiamo di noi stessi” dice Stefano Accorsi. “La
società stigmatizza e giudica molto spesso il diverso da noi che invece è in
noi – afferma la protagonista – le luci e le ombre sono dentro di noi, ognuno
di noi ha una parte folle e una più pratica. Una sana follia è necessaria per
vivere”. Da giovedì 14
ottobre al cinema.
Da sabato 16 ottobre a mezzogiorno il nuovo programma di Rai2 dedicato agli amanti della pasticceria e condotto da Alessandro Greco. Protagonisti d’eccezione i maestri pasticceri Ernst Knam e Alessandra Mion Knam
Dopo centinaia di sfide tra pasticceri o aspiranti tali, sabato 16 ottobre,
a mezzogiorno su Rai2, arriva un “gioco da tavola” dove se indovini la risposta
giusta, puoi deliziare il tuo palato: “Dolce quiz”. Al timone Alessandro Greco e, protagonisti
d’eccezione delle sei puntate, il Maestro Pasticcere più famoso della tv Ernst
Knam e Alessandra Mion Knam (Frau Knam).
Ad arricchire il cast: il sommelier Filippo Bartolotta e i due inviati Claudio
Guerrini e Alessia Bertolotto. In ogni puntata, si sfideranno due diverse
coppie, formate ciascuna da un vip appassionato di dolci, accompagnato da un
suo amico o parente. Prima della sfida, le coppie si vedranno recapitare a casa
una “sweet box” piena di ingredienti per preparare una torta o un altro dolce a
loro piacimento che, al termine del gioco, verrà assaggiato e giudicato dal
Maestro Knam e da Frau Knam. Saranno proprio loro ad attribuire un punteggio
speciale a chi avrà preparato il dolce migliore. Ma non solo. In ogni manche i concorrenti si vedranno
passare sotto il naso le raffinate creazioni di Ernst Knam, ma potranno
assaggiarle solo rispondendo esattamente alle domande del quiz. La coppia
vincitrice di puntata potrà godersi come premio finale un’abbuffata di dolci e
la monumentale Knam d’Or: creazione esclusiva del Maestro Knam realizzata per
“Dolce Quiz”. Filippo Bartolotta sarà il protagonista di un appassionante
viaggio lungo lo Stivale alla scoperta dei migliori dolci della tradizione e
dei vini a loro abbinati.
“Dolce Quiz” è prodotto da Twister film. Il format nasce da un’idea di
Maurizio Monti e di Giovanni Amico ed è scritto da Andrea Quartarone, Luigi
Miliucci e Tommaso Martinelli. La regia è firmata da Maurizio Monti.
Al via il programma realizzato da Rai Documentari, occasione per esplorare il mondo e conoscere storie straordinarie Da domenica 10 ottobre l’appuntamento con la natura e la scoperta è su Rai2 alle 14
La natura, le sue
bellezze, i suoi segreti, sono i protagonisti di “Mompracem, l’isola dei
documentari”, il nuovo appuntamento domenicale di Rai2 in onda dal 10 ottobre
alle 14 a cura della direzione Rai Documentari guidata da Duilio Giammaria. Ogni puntata dedica attenzione a scenari naturalistici
differenti, dalla montagna all’oceano, dall’aria ai ghiacciai, ai vulcani. Cuore
pulsante del format è un documentario di circa cinquanta minuti attorno al
quale vivono rubriche e racconti filmati realizzati ad hoc, che aiutano a
sviluppare il tema centrale della puntata da ogni angolazione, anche con il
contributo di ospiti e testimoni in studio. Tra i temi affrontati da “Mompracem”
quello del cambiamento climatico, vera e propria minaccia per il futuro del
Pianeta, nelle sue diverse declinazioni. E ancora le motivazioni che portano
l’uomo alla scoperta dell’ignoto e la sfida per il continuo superamento delle
scoperte scientifiche. Il programma è anche l’occasione per esplorare e per raccontare
storie, siano esse legate a eventi o a fatti che hanno segnato la nostra vita. Nel
corso delle puntate anche le anticipazioni dei nuovi titoli prodotti o
co-prodotti da Rai Documentari, che saranno trasmessi sui canali Rai nei giorni
o nelle settimane a seguire.
Amiche nella vita e compagne di una nuova avventura televisiva. L’inedito duo Perego-Ventura accoglie il pubblico nel programma che racconta la domenica italiana. Dal 3 ottobre alle 11.15
Paola e Simona, pronte a rispondere al
citofono di Rai2?
PAOLA: Prontissima, proprio come a casa.
Quando suona il campanello vado sempre io a rispondere, perché chi è in casa con
me fa finta di non sentire per non alzarsi dal divano (sorride).
SIMONA: Saremo anche noi a suonare al
citofono degli italiani, alcuni ci tratteranno male e altri bene, ma con il
tempo impareranno a conoscerci. “Citofonare Rai2” è una trasmissione
molto leggera, divertente, di intrattenimento, con tante rubriche, tanti
giochi, e noi ci divertiremo. Speriamo si diverta anche il pubblico da casa.
Chi vi verrà a trovare e chi aprirà la porta?
PAOLA: Speriamo tanti amici. Ci sarà un cast
fisso, ci saranno dei vicini di casa, dei “disturbatori” che entreranno spesso
nel nostro appartamento, sarà una casa vivace, piena di gente.
SIMONA: Siamo in una specie di palazzina. Ci
sono il portinaio, il corriere, e poi ci sono due coinquiline: una romantica e
buona, che è Paola, e una che lo è un po’ meno, e quella sono io.
Il pubblico di mezzogiorno nella giornata
consacrata alla famiglia, allo stare insieme, cosa farete per far breccia nel
cuore dei telespettatori?
SIMONA: Intanto ci daremo del tempo, cosa che
ci devono dare tutti. Il programma andrà avanti per trenta puntate, servirà un
rodaggio, dovremo fare abituare gli italiani a noi. Siamo felici di potere
essere di compagnia alle persone a casa, alle famiglie, a coloro che alla
domenica fanno le pulizie o che si alzano tardi. Ci piacerebbe creare un sapore
di divertimento e leggerezza.
PAOLA: Abbiamo pensato a quello che accade
normalmente nelle famiglie italiane la domenica mattina. Di solito è il momento
in cui tutto si ferma, se sei fortunato non lavori e quindi spazio ai buoni
propositi: sistemare le piantine sul balcone, riordinare gli armadi, preparare il
pranzo per la famiglia e gli amici, scegliere il film da andare a vedere nel
pomeriggio, piuttosto che uno spettacolo teatrale. Avremo tanti amici che ci
verranno a trovare, che si fermeranno con noi per dare consigli, per parlare di
borghi, di mercatini.
Tra i più famosi illusionisti al mondo, è il “mago dei maghi” e il narratore del talent in onda il martedì su Rai2. Al RadiocorriereTv racconta gli esordi a Venezia di fronte a Orson Welles, parla dell’amore immenso per l’arte magica, dei successi nei teatri e in Tv: «Fin da ragazzo sentivo in me una naturale predisposizione per il palcoscenico. Suscitare stupore e meraviglia era la mia strada». Ringrazia il suo pubblico e la Tv di Stato: «Sono un uomo felice e fortunato. In attesa di una serata d’onore per la Rai, che mi ha visto nascere»
foto di eleonora ferretti
Una bellissima
carriera nel segno della magia, all’inizio si aspettava tutto questo successo?
Mi ritengo un
uomo fortunato: sono felicissimo di aver scelto questa
affascinante professione, convinto che l’uomo non rinuncia mai ad un
appassionato tributo all’irrazionale. La magia ha radici profonde nello spirito
umano, come racconto nel mio ultimo libro “La nuova arte
magica”, edito da La nave di Teseo (450 pagine), che traccia l’evoluzione
della magia dal 3000 a.C. fino ai nostri giorni. Quando ero ragazzo a Venezia
mi esibii per Orson Welles, che era intento a portare a termine il suo “Otello”
cinematografico, ed è probabile che la vivacità del suo sguardo penetrante mi
abbia trasmesso quel quid indefinibile di magia che egli stesso ha praticato in
scena ai suoi esordi. Sovente
trovo gioia nel pensare ai miei amici di scuola: medici, avvocati, dentisti, commercianti…
io sono l’unico mago! Una professione che con passione, studio e applicazione
costante ho affrontato nelle sue molteplici sfaccettature. Fin da ragazzo sentivo
in me una naturale predisposizione per il palcoscenico. Suscitare stupore e
meraviglia era la mia strada, mi aspettava un destino artistico più grande
della mia immaginazione.
Cosa la fece
innamorare di quest’arte?
La convinzione di
essere credibile nell’interpretare il gioco di prestigio, forse perché fin da
ragazzo c’era in me la volontà e la speranza di acquisire dei veri poteri
magici.
Cosa rende un
mago credibile agli occhi del pubblico? A un prestigiatore è richiesta
grande manualità, lei come si allena?
Parafrasando un
celebre filosofo, “Più sai e più sai di non sapere”. C’è tanto da imparare:
nella mia vita ho presentato migliaia di trucchi, ciò nonostante mi ritengo
solo a metà strada. Studio e alleno le mie mani tre ore al giorno, felicissimo
di aver incontrato in questo magico castello bravissimi ragazzi, felici e
gioiosi di diventare prestigiatori. A loro auguro di mantenere l’entusiasmo, la
passione e di percorrere la stessa strada.
C’è un trucco che
non ha mai svelato a nessuno, nemmeno in famiglia?
Centinaia. La
gabula, i grandi trucchi attraverso i quali si realizza l’impossibile non
vanno mai svelati.
Su Rai1 “Arena Suzuki 60-70-80”, viaggio tra i decenni più iconici della canzone italiana e mondiale con gli artisti originali. Sabato 25 settembre e sabato 2 ottobre in prima serata
Un
cast stellare, artisti leggendari, ricordi indelebili e canzoni simbolo di
un’epoca irripetibile tornano a riecheggiare in quello che, per la memoria
collettiva, è il vero Tempio della Musica: l’Arena di Verona! Il 25 settembre e
il 2 ottobre su Rai1 Amadeus conduce “Arena Suzuki 60-70-80”. Tanti gli ospiti
che si alterneranno sul palco; artisti italiani e internazionali che hanno
fatto la storia della canzone: da gruppi come gli Europe, che con la loro “The
Final Countdown” hanno segnato un’epoca, i Village People di “Ymca”, gli
Alphaville di “Forever Young” e gli Opus di “Live is life”, a grandi star
italiane come Gianna Nannini, Loredana Bertè, Roberto Vecchioni, Raf, Umberto
Tozzi, Patty Pravo. Poi ancora Alan Sorrenti con “Figli delle stelle”, Rettore,
Gazebo, re della disco music con brani come “I Like Chopin” e “Masterpiece”,
Orietta Berti, Edoardo Vianello, Righeira, Tony Hadley (ex Spandau Ballet),
Marcella Bella, Sabrina Salerno, Samantha Fox, sex symbol degli anni ’80 e regina
delle classifiche internazionali con hit come
“Touch Me (I Want Your Body)” e “Nothing’s Gonna Stop Me Now”, Fausto
Leali, Spagna, Sandy Marton con “People from Ibiza”, Sergio Caputo, Tracy
Spencer, Peppino Di Capri e Maurizio Vandelli dell’Equipe 84. “Saranno
due serate di grande festa per tutti, con alcuni dei protagonisti musicali di
questo trentennio che saranno presenti all’Arena dal vivo per far cantare e
ballare tutti – dice
Amadeus – una serata per i giovanissimi
che conoscono queste hit intramontabili e i meno giovani che hanno voglia di
ricordare. Per me è una grande emozione, un debutto. È la mia prima volta come
conduttore all’Arena, pur essendo cresciuto a Verona non è accaduto nella mia
carriera, neanche ai tempi del Festivalbar. E tornerò a fare il mio primo
lavoro: il disc jockey. Sarà bellissimo e ci divertiremo insieme».
Da giovedì 23 settembre la fiction diretta da Cinzia Th Torrini. In sei serate su Rai1 con Marco Bocci, Violante Placido, Bianca Guaccero, Loretta Goggi, Fortunato Cerlino
Un
cast stellare, artisti leggendari, ricordi indelebili e canzoni simbolo di
un’epoca irripetibile tornano a riecheggiare in quello che, per la memoria
collettiva, è il vero Tempio della Musica: l’Arena di Verona! Il 25 settembre e
il 2 ottobre su Rai1 Amadeus conduce “Arena Suzuki 60-70-80”. Tanti gli ospiti
che si alterneranno sul palco; artisti italiani e internazionali che hanno
fatto la storia della canzone: da gruppi come gli Europe, che con la loro “The
Final Countdown” hanno segnato un’epoca, i Village People di “Ymca”, gli
Alphaville di “Forever Young” e gli Opus di “Live is life”, a grandi star
italiane come Gianna Nannini, Loredana Bertè, Roberto Vecchioni, Raf, Umberto
Tozzi, Patty Pravo. Poi ancora Alan Sorrenti con “Figli delle stelle”, Rettore,
Gazebo, re della disco music con brani come “I Like Chopin” e “Masterpiece”,
Orietta Berti, Edoardo Vianello, Righeira, Tony Hadley (ex Spandau Ballet),
Marcella Bella, Sabrina Salerno, Samantha Fox, sex symbol degli anni ’80 e regina
delle classifiche internazionali con hit come
“Touch Me (I Want Your Body)” e “Nothing’s Gonna Stop Me Now”, Fausto
Leali, Spagna, Sandy Marton con “People from Ibiza”, Sergio Caputo, Tracy
Spencer, Peppino Di Capri e Maurizio Vandelli dell’Equipe 84. “Saranno
due serate di grande festa per tutti, con alcuni dei protagonisti musicali di
questo trentennio che saranno presenti all’Arena dal vivo per far cantare e
ballare tutti – dice
Amadeus – una serata per i giovanissimi
che conoscono queste hit intramontabili e i meno giovani che hanno voglia di
ricordare. Per me è una grande emozione, un debutto. È la mia prima volta come
conduttore all’Arena, pur essendo cresciuto a Verona non è accaduto nella mia
carriera, neanche ai tempi del Festivalbar. E tornerò a fare il mio primo
lavoro: il disc jockey. Sarà bellissimo e ci divertiremo insieme».
Il RadiocorriereTv incontra il popolare attore romano, protagonista nel corso dell’autunno di due importanti serie di Rai1. Da lunedì 20 settembre è nei panni dell’ispettore Lojacono ne “I bastardi di Pizzofalcone”: «Dietro a una faccia da duro, impenetrabile, – dice del suo personaggio – ha un cuore dolce, di una persona con buoni sentimenti»
La
seconda stagione si è conclusa con il drammatico attentato in cui è rimasta
coinvolta tutta la squadra. Da dove ripartono i “bastardi”?
Non
lo posso dire (sorride)… ripartono proprio da quell’esplosione. Sarà
interessante vedere gli effetti di quanto accaduto e come reagirà chi deciderà
di andare avanti. Riusciranno a capire chi è stato, perché, e a catturare il
responsabile o i responsabili? Questo è ciò che succederà, oltre alla soluzione
di tutti i casi nelle diverse puntate, come sempre succede nella serie scritta
da Maurizio De Giovanni.
L’ispettore
Lojacono è un personaggio almeno in apparenza difficile. Quanta umanità si
nasconde dietro a quell’atteggiamento introverso e un po’ rude?
Lojacono
è un uomo di poche parole ma di grande ragionamento, di grande attenzione verso
gli altri. Il suo rapporto con il lavoro è di grandissimo successo, è capace,
lo dimostra in continuazione. Ha meno efficacia nel rapporto con le donne, anche
in quello con sua figlia, a causa della sua timidezza. A me fa tenerezza. È
ciò che cerco di esprimere ogni volta che riprendo in mano questo personaggio
che amo tantissimo. Nasconde dietro a una faccia da duro, impenetrabile, un
cuore dolce, di una persona con buoni sentimenti.
Quella
bomba cosa muove nell’animo di Lojacono?
Tanti
sensi di colpa. Lui era andato a indagare e a rimescolare nel torbido.
All’inizio della terza serie le indagini saranno improntate su questo, Lojacono
e i suoi si chiederanno se l’esplosione sia stata una ritorsione della mafia o
di qualcos’altro.
Uno
sguardo femminile dietro la macchina da presa, la regia della nuova stagione è
affidata a Monica Vullo, cos’è cambiato?
È cambiato tanto. Mi fa molto
piacere essere diretto da una donna, mi sembra che sia la quarta volta che accade
nella mia carriera e mi piacerebbe che avvenisse più spesso. Monica è una
regista di grandissime capacità ed esperienza. Ha portato al successo “Distretto
di Polizia”, sa di cosa parla e sa come maneggiarlo. Sarà una serie più
incalzante, con ritmi maggiori, con più azione. Ma anche con più sorprese. Sono
molto contento di questa terza stagione, senza nulla togliere alle prime due
che hanno avuto grande successo in Italia e all’estero.
Presiede il corpo docente del collegio magico di Rai2, il comico-illusionista più famoso del piccolo schermo si racconta al RadiocorriereTv: «Lo stupore è alla base sia della comicità che dell’illusionismo. Gli allievi della nostra scuola sono tutti mossi da grande passione». “Voglio essere un mago”, a metà tra il talent e il reality, vede le casate “Volpi Rosse”, “Piume D’Oro” e “Abisso Blu” contendersi l’ambita bacchetta d’oro. Da martedì 21 settembre in prima serata
Nel programma è
il preside della scuola di magia, i protagonisti sono giovani aspiranti maghi,
come si trova in questo ruolo?
È un’esperienza nuova. Il pubblico mi conosce
per mago, mago comico, in “Voglio essere un mago” devo invece svolgere due
attività completamente diverse, quella del preside e quella dell’educatore,
cosa che mi catapulta un po’ indietro nel tempo quando, agli inizi della mia
carriera, sono stato insegnante per un po’ di anni. Ho l’incombenza di
redarguire i ragazzi, di dare loro suggerimenti ma anche di cercare di
educarli, di spiegare come tirare fuori al meglio le proprie caratteristiche,
per sviluppare meglio la personalità. Mi trovo molto bene, i ragazzi sono
simpatici, carini, mi sono trovato di fronte a un materiale umano molto
interessante. C’è veramente della passione, gli allievi sono lì perché vogliono
diventare maghi, studiano e lottano per dare il massimo.
Quando e come è
entrata la magia nella sua vita?
Molto presto. Accadde
quando nel 1967 mia nonna mi regalò una scatola di giochi di prestigio. Venni calamitato
da quella piccola scatola di cartone, all’interno c’erano quattro giochi
simpatici con le carte. Un po’ più in là negli anni entrai nel circolo dei
prestigiatori di Milano, di cui oggi sono presidente. Devo essere sincero (sorride),
servono una bella costanza e anche un po’ di follia a un ragazzo di 17 anni che,
invece di andare in discoteca, decide di frequentare un circolo del quale fanno
parte solo persone più grandi di lui. A quei tempi non era come oggi, dovevi
trovarti un mentore che ti trasmetteva un po’ di conoscenza, poi la strada era
tutta in salita. Da solo, attraverso conferenze, congressi internazionali o
meno, dovevi cercare di crescere e di diventare bravo.
Magia e risata,
un mix che rappresenta per lei una ricetta di vita…
Tra la comicità e
la magia c’è molto in comune, ma la cosa principale è che entrambe sfruttano il
principio dello stupore. Anche una barzelletta, nella fase conclusiva, ti
stupisce perché cambia completamente rotta e arriva la battuta comica. La
stessa cosa vale per la magia, perché il mago, quando tu credi di avere capito
qual è il sentiero, entra con il colpo di scena. Ecco che a un certo punto, quando
meno te l’aspetti, ti rivela che la carta a cui pensavi si trova chiusa in una
busta. Lo stupore è alla base sia della comicità che dell’illusionismo.
In tutto questo c’è
una certa drammaturgia…
Anche una
barzelletta è un atto teatrale. Raccontata da Walter Chiari diventa una scena,
raccontata da Gigi Proietti diventa un aneddoto teatrale. Il gioco di prestigio
nient’altro non è che un atto teatrale: c’è un prologo nel quale un mago
annuncia quello che succede, c’è il corpo centrale, e alla fine l’epilogo che è
lo stupore, la rivelazione, la metamorfosi, la trasposizione, l’apparizione.
Sono piccole strutture teatrali.
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