FICTION

Più medici, più infermieri e più letti. DOC è tornato!

C’è aria di grandi novità nella nuova stagione dell’attesissima serie tv “Doc-Nelle tue mani”, in onda da giovedì 1° ottobre in prima serata su Rai 1 e RaiPlay

Tutto è iniziato con un colpo di pistola alla testa. È stato quello sparo a mandare in frantumi la vita di Andrea Fanti, primario di Medicina Interna al Policlinico Ambrosiano di Milano. Sopravvissuto all’attentato, una volta uscito dal coma Andrea ha dovuto fare i conti con una terribile scoperta: gli ultimi dodici anni della sua vita erano completamente svaniti dalla sua memoria. Non ricordava la fine del matrimonio con Agnese, la morte del figlio né l’inizio della relazione con la collega Giulia Giordano. Un vuoto difficile da colmare, ma che si è rivelato anche un’inaspettata opportunità. Perché se prima dello sparo Andrea era un medico freddo e distante, l’amnesia gli ha permesso di avvicinarsi ai suoi pazienti, comprenderne più profondamente esigenze e bisogni e diventare, oltre che un medico migliore, anche un uomo diverso. È diventato Doc. Dopo aver scoperto, nella prima stagione, la verità dietro allo sparo che gli è costato la memoria, dopo aver affrontato insieme al resto dello staff la pandemia nella seconda e aver tentato di recuperare i ricordi attraverso una terapia, alla fine della terza stagione Doc decide di fare un passo indietro e prendersi una pausa dall’ospedale per stare accanto alla sua ex moglie Agnese, affetta da una rara malattia, il mesotelioma. All’inizio della quarta stagione è passato poco più di un anno da quella scelta. Andrea torna così nel reparto che aveva lasciato nelle mani della dottoressa Giulia Giordano, nel frattempo nominata Primario di Medicina Interna. Giulia, però, si trova a gestire una situazione tutt’altro che semplice: i conti del reparto sono in rosso, deve affrontare le difficoltà legate a uno specializzando problematico e, soprattutto, confrontarsi con il nuovo direttore sanitario, Stefano Campigli, incaricato di attuare tutti i tagli necessari per evitare il fallimento dell’Ambrosiano e il conseguente acquisto da parte di una holding privata. I tagli costringono Giulia a dimezzare il personale e a rendere più efficiente il reparto, eliminando alcuni letti di degenza per fare spazio a un ambulatorio. Una scelta che significa dedicare meno tempo all’ascolto dei singoli pazienti, ma permette di visitarne un numero maggiore. Una visione che Doc non può accettare. Inizia così la sua battaglia per riportare in reparto la propria idea di medicina: più medici, più infermieri e più letti. E poco importa se questa crociata finirà per travolgere Giulia, una delle persone più importanti della sua vita. Per Andrea, infatti, non si tratta soltanto di una questione professionale: non riesce ad accettare che il mondo intorno a lui sia cambiato e, inconsciamente, cerca di fare tutto il possibile per ricostruire il passato che ha perduto. Una ferita che condivide con Matteo, un nuovo specializzando animato da un forte idealismo, nel quale Doc finisce per riconoscere sé stesso e che decide di prendere sotto la propria ala. A unirli, oltre alla passione per la medicina, c’è anche la necessità di fare luce su alcune morti sospette avvenute nei diversi reparti dell’Ambrosiano. Si tratta dell’opera di un pazzo? O, forse, di una crudele strategia messa in atto dal direttore sanitario per tagliare i costi?

 

I NUOVI PERSONAGGI

STEFANO CAMPIGLI (Interpretato da Gabriele Falsetta)

“Se i medici curano i pazienti, io curo gli ospedali”.

È questo il mantra di Stefano Campigli, da anni alla guida di alcuni dei più importanti ospedali pubblici italiani. Nominato Direttore Sanitario dell’Ambrosiano, è riuscito in breve tempo a riportarne il bilancio in attivo, anche a costo di enormi sacrifici da parte del personale, riuscendo così a scongiurare la minaccia di acquisto del Policlinico da parte di una grande holding privata. Per molti versi, Stefano è l’immagine allo specchio di Doc: se Andrea è impulsivo e generoso, al punto da risultare spesso fuori posto, Stefano è invece l’uomo sempre al posto giusto, equilibrato e cortese, capace di parlare e muoversi con estrema misura. Nell’ultimo anno ha lavorato a stretto contatto con Giulia che, nonostante l’iniziale diffidenza, ha finito per imparare a fidarsi di lui. Anche Giordano riconosce che, senza Stefano, il suo reparto sarebbe stato chiuso. Lavorando fianco a fianco, i due hanno costruito un legame molto stretto. La loro intesa, però, è destinata a entrare in crisi con il ritorno di Doc, che minaccia di sovvertire tutti i cambiamenti apportati da Stefano a Medicina Interna. A complicare ulteriormente la situazione, una serie di morti misteriose tra i pazienti dell’Ambrosiano solleva interrogativi sull’operato del direttore e sulla sua credibilità. Una lettera anonima lo accusa infatti di esserne il mandante, in un disperato tentativo di contenere i costi e preservare l’efficienza dell’ospedale. Che Stefano sia davvero così spietato? È disposto a uccidere dei pazienti pur di “curare” il suo ospedale? Andrea ne è convinto. E sarà pronto a fare qualsiasi cosa per dimostrarlo.

 

MATTEO PELLEGRINI (Interpretato da Alessandro Piavani)

Matteo è cresciuto a Levata, un piccolo paese della campagna lombarda, lo stesso in cui è nato e si è formato Doc. È un ragazzo semplice e schietto, dai modi aperti e diretti, che ha sempre sognato di diventare un medico di famiglia come suo padre, Dante. Un progetto a cui si è dedicato anima e corpo fin da bambino. Terminati gli studi universitari, Matteo ha iniziato a lavorare nello studio del padre. Ma proprio durante il suo ultimo anno di specializzazione, a Dante viene diagnosticata una malattia terminale che gli lascia solo pochi mesi di vita. La notizia è devastante e rischia di mandare in frantumi il futuro che Matteo ha costruito per sé. Non deve fare i conti soltanto con la consapevolezza che presto perderà suo padre, ma anche con il rischio che, una volta rimasto solo e senza aver completato la specializzazione, non possa prendere il suo posto a Levata. Non ci sono infatti colleghi in grado di aiutarlo a terminare il tirocinio e diventare finalmente medico di famiglia. Una serie di improvvisi malesseri, però, costringe Matteo a essere ricoverato al Policlinico Ambrosiano. Qui l’incontro con Andrea, ex specializzando di suo padre, potrebbe offrirgli una soluzione del tutto inaspettata al suo problema.

 

LIDIA MORGANTI (Interpretata da Cristina Marino)

Sicura di sé, pragmatica e molto preparata, Lidia Morganti è una dottoressa “a gettone”: viene chiamata dal reparto nei momenti più critici, per sopperire alla carenza di medici di ruolo. Ama la libertà che questo lavoro le garantisce e non sarebbe disposta a rinunciarvi per nulla al mondo. Anche se non fa parte stabilmente della squadra, Lidia può contare sulla stima e sulla fiducia di tutti… tranne che di Andrea, che non vede di buon occhio la sua presenza sporadica in reparto. Una diffidenza iniziale che Andrea sarà però chiamato a superare, imparando a fidarsi di lei e a riconoscerne le qualità professionali. I due diventano amici e, con il tempo, iniziano a entrare sempre più in confidenza. Ma la vita privata di Lidia continua a essere avvolta nel mistero e, presto, in reparto cominciano a sorgere alcune domande. Forse l’istinto iniziale di Andrea era quello giusto: aveva davvero ragione a non fidarsi di lei?

 

PAOLA GRANDI (Interpretata da Irene Ferri)

La dottoressa Grandi è la nuova Direttrice Generale del Policlinico Ambrosiano. Sempre impegnata a trovare il giusto equilibrio tra il benessere dei pazienti e le esigenze economiche dell’ospedale, è una manager carismatica, con una lunga esperienza dirigenziale alle spalle, che l’ha portata infine a ricoprire un ruolo apicale. Nonostante la responsabilità che la pone al vertice della struttura ospedaliera, Paola si rivela una delle più preziose alleate del reparto e, soprattutto, di Doc, con cui condivide un sincero idealismo e la volontà di battersi per preservare e migliorare la Sanità Pubblica. Nonostante gli scandali che scuotono l’Ambrosiano, la Grandi fa il possibile per mantenere la barra dritta. Ma anche i più idealisti, prima o poi, devono fare i conti con la realtà e valutare compromessi difficili per il bene comune.

 

CLAUDIA CINONE (Interpretata da Sara Mondello)

Claudia è l’ultima arrivata nella squadra di radiologia dell’Ambrosiano, un posto molto ambito per il quale ha deciso persino di lasciare Roma e trasferirsi a Milano. Una scelta dettata non solo dall’ambizione professionale, ma anche dal desiderio di rimediare a un errore del passato e riavvicinarsi al suo ex, Damiano Cesconi, oggi medico di Medicina Interna del Policlinico. I due sono stati fidanzati a lungo e stavano per convolare a nozze, quando un’improvvisa crisi ha portato Claudia a commettere un errore che ha prima messo fine alla loro relazione e poi spinto Damiano a trasferirsi a Milano. Ora Claudia vuole rimediare a quella rottura, con ogni mezzo necessario. Peccato che, nel frattempo, Cesconi si sia rifatto una vita e sembri più innamorato che mai della sua primaria, Giulia Giordano.

 

DANTE PELLEGRINI (Interpretato da Andrea Pennacchi)

“I medici sono degli artigiani. Gli strumenti sono importanti, sì, ma la vera differenza la fanno gli occhi, le mani… il cuore.”

È questo il ritornello con cui Dante Pellegrini, medico di famiglia del piccolo paese di Levata, ha cresciuto tutti gli specializzandi passati dal suo studio. Tra questi c’è anche il giovane Andrea Fanti, prima che scegliesse la strada della medicina interna e arrivasse all’Ambrosiano. Oggi, a ricoprire quel posto, c’è Matteo, il figlio di Dante, che sta ultimando la specializzazione per poter sostituire il padre e permettergli finalmente di andare in pensione. Un traguardo che Dante sa però di non poter raggiungere. Da qualche mese gli è stata diagnosticata una fibrosi polmonare, una malattia terminale che gli lascia solo pochi mesi di vita. Quando reincontra quasi per caso Andrea, Dante coglie così l’occasione per chiedere al suo vecchio allievo di restituirgli il favore: prendersi cura di Matteo quando lui non ci sarà più e aiutarlo a diventare un grande medico.

 

La storia inizia così…

EPISODIO 1 – Tutto scorre

Rientrato dal suo periodo di aspettativa, Doc si trova davanti un reparto stravolto. Colpa dei tagli del nuovo Direttore Sanitario e di Giulia, ora primaria, costretti a ridurre medici e infermieri per sanare la disastrosa situazione economica dell’ospedale. Andrea prova a far fronte comune con Riccardo, ma la squadra è sotto pressione e qualcuno rischia di commettere un errore che potrebbe costare la vita a uno dei pazienti del reparto.

 

EPISODIO 2 – Qui e ora

Il morale in reparto è a terra: Martina deve fare i conti con l’ostilità di Riccardo, che non le ha perdonato la decisione di andare a Londra, mentre Matteo, abituato a lavorare da solo, fatica a entrare nelle dinamiche della squadra. Nel frattempo, tutti attendono il risultato dell’indagine interna per capire chi abbia commesso un grave errore. Intanto a Doc viene recapitata una lettera anonima che sembra suggerire una verità più spaventosa.

 

 

La parola ai protagonisti…

Matilde Gioli e Luca Argentero

Qual è stata l’emozione di tornare a vestire i panni dei vostri personaggi?

ARGENTERO: Siamo sempre molto emozionati quando inizia una nuova stagione, ma allo stesso tempo anche un po’ spaventati. Da una parte ritroviamo tante persone alle quali siamo ormai profondamente legati, dall’altra sappiamo che ci aspetta un mare di ore di lavoro, dentro il nostro ospedale, che ovviamente è un luogo ricostruito. Sappiamo cosa ci aspetta e sono sensazioni contrastanti che, alla fine, ci lasciano però una grande soddisfazione.

GIOLI: E poi oggi c’è quel bellissimo entusiasmo del primo giorno di scuola. Mi verrebbe quasi da comprargli il diario nuovo! È come ritrovarsi dopo le vacanze estive. È una sensazione davvero molto bella.

Un ritorno che coincide anche con un cambio di ruolo nella storia…

ARGENTERO: Questa situazione dà un po’ il “la” a tutta la vicenda. DOC torna dopo un lungo periodo di pausa e si ritrova in un reparto che non riconosce più. Giulia, poi, è protagonista di un grande cambiamento: è diventata primario. Da una parte è destabilizzante, perché c’è una nuova organizzazione, ma dall’altra è anche molto rassicurante. Al suo fianco, e addirittura sopra di lui, c’è la persona con cui ha più confidenza e familiarità, la sua vera compagna di squadra. In qualche modo è un ritorno molto rassicurante, anche se trova un ospedale diverso, cambiato e, dal suo punto di vista, peggiorato. È un punto di partenza decisamente in salita.

GIOLI: Ricordiamoci che Giulia è stata formata da DOC, quindi, l’ospedale non si trova davanti a un primario qualunque, ma a una persona che conosce profondamente il suo vissuto. Per quanto continui ad affidarsi moltissimo alla guida di Fanti, adesso ha delle responsabilità che deve assumersi a prescindere dal loro rapporto, anche quando non coincidono con quello che vorrebbe fare. Sicuramente qualche fallimento e qualche errore li commetterà…

 

Giovanni Scifoni e Marco Rossetti

Qual è stata l’emozione di tornare a vestire i panni dei vostri personaggi?

SCIFONI: Io sono sempre molto contento di tornare su questo set, di rivedere quelle facce brutte dei miei colleghi, a cui voglio molto bene e che mi mancano parecchio quando non li vedo per un po’. Siamo un gruppo molto affiatato, davvero fantastico, e credo che questo si percepisca anche in televisione. Perdiamo anche un sacco di tempo quando lavoriamo, perché a volte ci viene da ridere e finiamo per rovinare qualche scena (ride). Quando si crea un clima del genere, però, è davvero bello lavorare insieme. È anche interessante interpretare un personaggio così a lungo: significa poter scoprire nuove sfumature, elementi diversi con cui provare a sorprendere ancora una volta lo spettatore, mostrando aspetti del personaggio che non erano ancora emersi. È una delle cose più entusiasmanti del lavoro nella lunga serialità: non si tratta soltanto di evitare di annoiare il pubblico, perché quello dipende da tanti fattori, ma soprattutto di poter scavare sempre più a fondo nella personalità del proprio personaggio.

ROSSETTI: Sottoscrivo tutto quello che ha detto. È un’esperienza sempre molto bella, perché DOC riesce a sorprenderti continuamente, così come il personaggio che interpreti. Anche se ormai ne conosci molte sfumature, proprio come accade nella vita, se ne aggiungono sempre di nuove e si aprono le porte a situazioni inaspettate. Questo, ovviamente, è anche merito degli autori, Francesco e Viola, che ogni volta riescono ad alzare l’asticella. E non è semplice, soprattutto in un medical come “DOC – Nelle tue mani”: si potrebbe pensare che, a un certo punto, le storie possano iniziare a ripetersi, e invece qui non succede mai. Per noi interpreti è uno stimolo molto forte. Trascorriamo tanti mesi insieme, ma siamo un gruppo fantastico e questo non è soltanto piacevole: aiuta anche il lavoro e rende tutto più stimolante.

Come hanno accolto le novità i vostri personaggi?

ROSSETTI: Il cambiamento porta con sé tagli e restrizioni molto pesanti: è una bella bastonata. Noi attori ci troviamo così a raccontare qualcosa che accade anche nella realtà e che coinvolge tanti medici, spesso non messi nelle condizioni di poter svolgere il proprio lavoro nel modo migliore, con gli strumenti e le risorse necessarie. Per quanto riguarda il mio personaggio, quello che mi piace è che ogni volta riesce a scuotermi e a farmi riflettere. Damiano affronta anche questa nuova sfida con grande piglio e pragmatismo. È un atteggiamento che, in qualche modo, colpisce anche me e mi porta a pensare che nella vita bisogna sempre trovare il modo di reagire e di lavorare con ciò che si ha a disposizione.

SCIFONI: Enrico vivrà meno direttamente questa dinamica all’interno dell’ospedale, perché la sua è sempre una storia in qualche modo parallela. Però, inevitabilmente, si immedesima in quello che sta vivendo Andrea Fanti. Personalmente non sarà particolarmente toccato dai cambiamenti, ma sceglierà comunque di sostenere DOC anche in questa battaglia.