CARLOTTA PINTO
Marika canta per salvarsi
L’attrice è una delle new entry della sesta stagione di “Mare Fuori”. Interpreta una ragazza fragile e determinata, divisa tra il sogno della musica e il peso di legami familiari soffocanti. Il carcere diventa uno strumento di redenzione: tra sorellanza, ribellione, desiderio di riscatto e autenticità, emerge un personaggio che cerca la propria voce e prova a costruire una strada diversa. Il mercoledì in prima serata su Rai 2
Il personaggio che interpreta è una ragazza che sogna di cantare. Quanto c’è di lei in questo desiderio?
Marika e io condividiamo la passione per la musica. Da quando avevo 14 anni il mio sogno è diventare cantante. Poi, a un certo punto, mi sono ritrovata anche a recitare e ho scoperto questo mondo nuovo, fantastico. È qualcosa che ci accomuna tantissimo: è un sogno che abbiamo in comune. Marika rispecchia davvero questa parte di me, questo mio desiderio. In qualche modo rappresenta completamente la mia vita.
Ha rinunciato a un’opportunità importante nel canto per “Mare Fuori”. È stata una scelta di istinto e di coraggio: come la definirebbe oggi?
È stata una scelta d’istinto. Avevo fatto prima i provini per “X Factor”, anche perché era il mio ultimo anno di scuola e volevo provare diverse esperienze. Poi ho visto l’annuncio dei provini per “Mare Fuori”: cercavano qualcuno che sapesse cantare e ho pensato “vabbè, tanto non succederà mai”. Ho deciso comunque di provarci, anche solo per capire com’era. Alla fine, sorprendentemente sono andata avanti e ho superato il provino. A quel punto ho seguito il mio istinto, quello che mi diceva il cuore, e ho scelto di rinunciare.
Non aveva mai studiato recitazione: cosa l’ha aiutata di più sul set?
Mi è sempre piaciuto vedermi nel ruolo di cantante. Quando salgo sul palco non mi limito alla voce: uso il corpo, le espressioni, entro proprio nel brano. Ed è stata una base importante anche per la recitazione. Mi sono affidata a questa mia attitudine, a questa piccola dote. Poi, ovviamente, sul set sono stata aiutata molto dalla coach, che mi ha supportato nel costruire la chimica tra noi sorelle, nell’entrare nel personaggio e nel dare vita a Marika.
Marika fatica a liberarsi dall’influenza della sorella Sharon. Quanto è difficile, secondo lei, trovare la propria strada quando qualcuno ti condiziona?
Credo che il segreto sia credere nei propri valori, nei propri ideali e in se stessi. Però, nella realtà in cui vive Marika, è davvero difficile. Lei è una ragazza molto fragile, abituata a fare quello che le dice la sorella, a stare ai suoi ordini. È come se fosse sempre stata sottomessa, quindi per lei diventa complicato affermarsi e imporre la propria personalità.
Che rapporto si crea tra le sorelle? C’è solo conflitto o anche un legame profondo?
Tra Sharon e Marika c’è un rapporto molto conflittuale, quasi di astio. Nella serie ci sono pochissimi momenti in cui sembrano sorelle “normali”. Diverso invece il rapporto tra Marika e Annarella: Annarella segue più Sharon, ma allo stesso tempo sostiene Marika ed è felice del suo sogno. Tra loro c’è una vera sorellanza. Quando poi entrano nell’IPM, le dinamiche cambiano: le sorelle iniziano a fare più gruppo, soprattutto nei momenti difficili. È lì che capiscono che devono stare unite e farsi forza, perché dentro quell’ambiente bisogna resistere, bisogna sopravvivere.
Per Marika il canto è più una via di fuga o un modo per affermarsi?
È entrambe le cose. Marika vive in una realtà che non sente sua. A differenza delle sorelle, lei vorrebbe una vita diversa, fatta di scelte giuste, senza percorrere strade sbagliate come quelle della criminalità. La musica diventa quindi il suo rifugio, il suo spazio, il luogo in cui riesce a evadere. Ma allo stesso tempo è anche la sua possibilità di riscatto: attraverso la musica vuole costruirsi un futuro e affermarsi.
Quanto è importante oggi essere autentici, anche attraverso la propria immagine?
Per me è fondamentale. Viviamo in una società molto rigida, piena di schemi, e questa cosa non mi è mai piaciuta. Io tendo sempre a fare un po’ l’opposto. Tagliarmi i capelli, per esempio, è stato un atto di ribellione: mi guardavo intorno e sentivo di non appartenere a quel contesto. Era un modo per affermarmi. Quando sono arrivata sul set, il regista ha deciso di mantenere quel taglio, e ne sono stata felicissima, perché era come portare ancora più me stessa nel personaggio. È diventato anche un tratto distintivo di Marika. Ma alla fine non è un taglio di capelli a definire una persona. Io ho sempre cambiato estetica, fin da piccola, perché mi piace sperimentare. So bene chi sono dentro, ed è questo che conta davvero.
Dopo “Mare Fuori”, si sente più attrice, più cantante o entrambe le cose?
In questo momento entrambe le cose. Io sono partita dal canto: a quattordici anni ho fatto una scelta e ho deciso che volevo diventare cantante e lavorare nel mondo dello spettacolo. Ho sempre avuto un’anima artistica e mi è sempre piaciuta l’arte in tutte le sue forme. Anche la recitazione mi affascinava, ma non ci avevo mai puntato davvero, perché ero più concentrata su canto e ballo. Poi è arrivata questa opportunità, che considero una grande fortuna. Mi ha aperto una porta enorme e non voglio rinunciarci: voglio studiare e portare avanti entrambe le strade il più possibile.