NOVITÀ
Con Buonvino Villa Borghese si tinge di giallo
Un errore rallenta la carriera di Giovanni Buonvino, relegato a un incarico burocratico, noioso e frustrante nel cuore verde di Roma. Inutile perdersi d’animo, meglio rimboccarsi le maniche e dare spazio alle seconde possibilità. Con Giorgio Marchesi e Serena Iansiti, “Buonvino. Misteri a Villa Borghese”, miniserie tratta dai romanzi di Walter Veltroni, giovedì 7 e 14 maggio su Rai 1
Fin da piccolo a Giovanni Buonvino è stato insegnato che la giustizia trionfa sempre, che il bene vince sul male. Per questo, da grande, ha deciso di entrare in polizia. Per realizzare il suo sogno ha rotto anche con la famiglia, che gli aveva inculcato quei principi di giustizia e pulizia morale, ma non certo perché diventasse uno sbirro. Giovanni ha fatto una bella carriera, arrivando al grado di vicequestore, ma durante un blitz per catturare un importante latitante commette un errore grave: per punizione viene relegato a un incarico burocratico, noioso e frustrante. Quando inizia la nostra storia, la vita sembra dargli una seconda possibilità: in maniera del tutto inaspettata viene trasferito dal polveroso ufficio in questura al comando di un commissariato. Ma quando scopre che la struttura che è chiamato a dirigere è quella di Villa Borghese, Buonvino capisce che non si tratta di una promozione, ma di un’ennesima punizione, anzi di un vero e proprio scherzo: nel commissariato che sorge nel grande cuore verde di Roma non accade mai nulla. Il commissario però non si perde d’animo e si rimbocca subito le maniche, convinto che questa sia davvero la sua opportunità per rimettersi in gioco. Inaspettatamente, anche per lui, l’enorme parco si rivela essere non solo un luogo immerso nella natura e dedicato allo svago, ma anche un microcosmo ricco di enigmi, misteri e segreti inconfessabili. A Villa Borghese Buonvino si ritrova a dirigere una squadra di colleghi che non brilla per efficienza e professionalità. Nessuno scommetterebbe su di loro, ma grazie al suo talento investigativo e alla sua forte umanità, riuscirà a guidarli, trasformandoli in una vera squadra. Con il nuovo incarico, Buonvino troverà – o ritroverà – anche l’amore, grazie alla sua vice Veronica Viganò. Con il suo arrivo, scopriremo che Villa Borghese non è affatto un luogo dove non accade mai niente: semplicemente, ora i misteri nascosti tra palme, pini e abeti sono destinati a essere risolti.
PRIMA PUNTATA
Buonvino e il caso del bambino scomparso
Giovanni Buonvino viene nominato primo dirigente del commissariato di Villa Borghese, il cuore verde di Roma dove non accade mai nulla. Dopo un errore commesso anni prima durante un blitz, la sua carriera sembrava essersi fermata, ma ora ha una seconda possibilità. Nel nuovo commissariato trova una squadra di colleghi poco esperti, poco operativi e poco consapevoli del proprio talento. Tra loro c’è anche Veronica Viganò, un tempo collega e oggi sua vice. Il primo caso è complesso: Girolamo Nodari sembrerebbe essersi suicidato nel laghetto di Villa Borghese. Ma Buonvino non crede al suicidio. Indagando, scopre un legame con un mistero del passato: la scomparsa del figlio di Nodari, avvenuta dieci anni prima nello stesso luogo. Grazie alla sua umanità e competenza, Buonvino riuscirà a risolvere il caso e a riscoprire i sentimenti per Veronica.
SECONDA PUNTATA
C’è un cadavere al Bioparco
Buonvino e Veronica non riescono più a parlarsi per l’imbarazzo nato tra loro: amicizia o qualcosa di più? Nel frattempo emerge un nuovo caso: un cadavere viene ritrovato al Bioparco, nella teca dell’anaconda. L’uomo è senza vestiti e senza testa. Il caso è intricato: bisogna prima identificare la vittima e poi indagare sui dipendenti del Bioparco, tutti potenzialmente sospettati. Parallelamente, Veronica decide di aprirsi a un nuovo amore dopo la morte del marito. Quando lei e Buonvino decidono di ufficializzare la loro relazione, un colpo di scena sconvolgente cambia tutto.
PERSONAGGI
Giovanni Buonvino | Giorgio Marchesi
Poliziotto brillante ma segnato da un errore passato, trova nel commissariato di Villa Borghese la sua occasione di riscatto. È intuitivo, disciplinato, rigoroso ma anche profondamente umano ed empatico. Sa valorizzare chi gli sta accanto.
Veronica Viganò | Serena Iansiti
Vedova da due anni, si trasferisce a Villa Borghese per ricominciare. È solare, empatica e capace di porre le domande giuste. Con Buonvino capirà di essere pronta ad amare di nuovo.
Pierluigi Portanova | Francesco Colella
Ispettore esperto di informatica, ha scelto Villa Borghese per stare vicino alla figlia. Ha messo da parte il suo talento investigativo mentre affronta difficoltà personali.
Daniele Cecconi | Matteo Olivetti
Agente impulsivo e diretto, “esiliato” a Villa Borghese dopo contrasti con un superiore. Leale e genuino, crede profondamente nella giustizia.
Ginevra Robotti | Daniela Scattolin
Laureata in Economia, desidera lavorare nei crimini finanziari. Determinata ma sensibile, affronta pregiudizi e cerca il proprio posto nel mondo.
La regista Milena Cocozza racconta
«Villa Borghese è un’anima verde, uno spazio che serba ricordi, manifesta bellezza, custodisce storie e fa respirare, letteralmente, una città meravigliosa e caotica come Roma. Ed è questa fin dal principio, la particolarità del concept di questa serie, l’ambientazione in questo luogo amatissimo dai romani che cinema e televisione non hanno mai realmente sfruttato. I gialli nati dalla penna di Walter Veltroni con protagonista Giovanni Buonvino hanno il loro fulcro in un commissariato situato all’interno di questo luogo idilliaco, apparentemente scevro dal male, dove il contrasto tra la bellezza della cornice e l’efferatezza dei delitti che vi vengono commessi crea un affascinante cortocircuito che ci dà modo di indagare la profondità dell’animo umano, in cui convivono costantemente meraviglia e orrore. Lavorare a Villa Borghese è stata una sfida registica entusiasmante: cercare di restituire la bellezza di questo luogo e del quartiere che lo circonda, di presentare la varietà di panorami, la ricchezza di vegetazione, il Bioparco e gli specchi d’acqua, le opere d’arte, raccontandola come una vera e propria isola a cui si fa sempre ritorno, è stata da subito la mia intenzione. L’intreccio di giallo e commedia umana in cui il protagonista – romano di adozione, nostalgico e colto, non in linea con i poliziotti sempre spezzati che siamo abituati a vedere in televisione – si trova a barcamenarsi, si snoda attraverso le storie, svelando segreti e misteri, attraverso l’uso della sua arma segreta, la profonda empatia che lo contraddistingue. Buonvino ama Roma, e la ama perché la cultura è la sua forza, il cinema il suo nutrimento, ed è attraverso il cinema che ci racconta questo suo amore. Il suo arrivo nel Commissariato di Villa Borghese rimette in discussione la natura del commissariato stesso e la vita dei suoi componenti. Lo fa perché questa serie parla soprattutto di seconda possibilità. Parla degli errori e della possibilità di ripararli. Parla del fatto che i difetti non sono altro che caratteristiche uniche che appartengono a ognuno di noi e che, se sfruttate appieno, possono trasformarsi in opportunità. Parla di sensibilità e capacità di valorizzare, parla di speranza e di amore. Ed è questo che ho cercato di fare, orchestrare al meglio quello che si è rivelato un gruppo profondamente affiatato. Un gruppo di interpreti favolosi e una crew che si è confermata ancora una volta una famiglia.